Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più

di Andreas Hofer

Dopo il successo di Osservazioni di una mamma qualunque, ritorna in libreria un’autrice che non ha bisogno di presentazioni per i lettori di questo blog: la regina Paola Belletti con Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più (ancora nella collana “UOMOVIVO – umorismo, vita di coppia, Dio” di Berica Editrice). Anche questo secondo libro, arricchito dalla brillante prefazione di Annalisa Sereni, non è tanto un saggio quanto un insieme di prose filosofiche, poetiche, narrative, giornalistiche attraverso cui Paola, col suo inconfondibile stile, propone una lettura in chiave femminile di quella ecologia integrale a cui papa Francesco ha consacrato una intera enciclica. Continua a leggere “Siamo donne. Oltre la differenziata c’è di più”

Thérèse Hargot: la nuova schiavitù della rivoluzione sessuale

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di Andreas Hofer

La cosa incantevole di questa giovane scrittrice, blogger, terapeuta e insegnante, è che le domande che pone sono sempre di più delle risposte che dà. Eppure queste sono molte, spesso spiazzanti, quasi sempre controtendenza: il “segreto”, per così dire, sta forse nella formazione filosofica della Hargot, che non approccia il sesso quale quintessenza e fine della vita umana, bensì come orizzonte privilegiato in cui si manifesta il mistero della persona umana. Continua a leggere “Thérèse Hargot: la nuova schiavitù della rivoluzione sessuale”

Che fine hanno fatto le indignate?

di Raffaella Frullone     La Bussola Quotidiana

La Signora Moralità è tornata a regnare sovrana in Italia. Noi non ce ne eravamo accorti, ma deve essere certamente così. Da un po’ di tempo a questa parte la dignità delle donne ha riconquistato la cittadinanza italiana, la meritocrazia è tornata dall’esilio e le pari opportunità sono obbligatorie quanto pagare il canone Rai. Contemporaneamente il bunga bunga è stato bandito insieme alla mercificazione e alla strumentalizzazione del corpo della donna, ai quali è stato consegnato un decreto d’espulsione coatto dal nostro paese. Continua a leggere “Che fine hanno fatto le indignate?”

L’importante è vincere

di Raffaella Frullone

Non so voi, ma io in genere voglio vincere. Non importa il prezzo da pagare, il mio obiettivo è arrivare sul podio, prendere il premio e possibilmente anche gli applausi. Non importa nemmeno il tipo di competizione, la materia, lo sport, se gioco voglio vincere. Altrimenti non gioco.

Continua a leggere “L’importante è vincere”

Quella chiavica di chiave inchiavardata, ovvero “Dell’educazione dei fanciulli”

di Cyrano

«Ma statte zitta, ché quanno t’ho bbaciata l’artro ieri se sentiva ancora la puzza de quello sfigato der giorno prima!»

«Sfigato ce sarai te, che comunque c’avevi addosso er profumo de quella cessa de ‘a terza bbi sortanto ieri, datte ‘na regolata!» Continua a leggere “Quella chiavica di chiave inchiavardata, ovvero “Dell’educazione dei fanciulli””

Maschio, femmina e Lego

di Costanza Miriano

A casa nostra, per carità, di sacro c’è solo Dio.

Molto distanziati, diversi gradini sotto ma sempre in posizione ampiamente sopraelevata sulle cose ordinarie ci sono diversi pilastri della nostra esistenza. Uno è l’aesseRoma, come dicono i tifosi patologici di cui ho almeno due esemplari tra le mura domestiche. Un altro è la mensola delle creme cosmetiche. Uno è senz’altro la Lego. continua a leggere

Prostitute o spose?

 

di Fabio Bartoli    Uscite, popolo mio, da Babilonia

Giovanni non doveva intendersene molto di donne. Così almeno pensa Elizabeth  Schüssler-Fiorenza, un’esegeta della scuola cosiddetta femminista (una delle più moderate in verità, l’unica che son riuscito a leggere senza provare il bisogno istintivo di gettare il libro in luoghi innominabili). La sua tesi è che Giovanni conosce di fatto due soli modelli femminili, la prostituta e la sposa, e quindi commette il terribile peccato di origine di ogni maschio, quello cioè di pensare la donna solo in relazione a se stesso. continua a leggere

Lo chiamavano priorità

di Jane 

Visto che siamo a Natale, e Natale vuol dire “nascita”, e “nascita” vuol dire nuova vita che si affaccia alla bellezza e alla complessità del mondo, non si può non pensare anche alla famiglia. In essa la nuova vita trova accoglienza, riparo, certezza, fiducia, sicurezza, radici. Se si pensa ad una nuova vita, si pensa all’amore di una madre e di un padre, che guardano al frutto della loro unione con stupore, meraviglia, gioia. Una nuova nascita significa anche l’emergere di uno spontaneo senso di responsabilità da parte del padre, di una naturale predisposizione alla cura e all’accoglienza da parte della madre.

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Pensare da donna

di Raffaella Frullone

Paolo Pugni mi offre un assist, quando scrive, parlando di repliche ai post dei blog,: “Mi interessa vedere la qualità delle reazioni, che considero specchio di un paese che degenera e implode. Nessuno che ti chieda di spiegare meglio, di chiarire il tuo pensiero. Nessuno sembra interessato a capire, quanto ad affermare. Le domande che ascoltano, aperta di chiarimento e chiusa di conferma, non appaiono su bacheche e blog. Solo affermazioni. E schiaffi”. continua a leggere

La solitudine dei numeri pari

di Raffaella Frullone

Dicembre è un mese particolarmente caro alla mia memoria, ripenso a quando ero bambina. Non soltanto per la magia ed il calore del Natale, ma perché nella mia Bergamo, come in altre città italiane, si festeggia Santa Lucia.

Secondo la tradizione nella notte tra il 12 e il 13 dicembre la vergine siracusana dagli occhi splendenti illumina l’oscurità con la sua grazia e dona un regalo speciale a tutti i bimbi buoni. continua a leggere

2 euro anche noi

di Raffaella Frullone

Ieri mattina ho fatto una cosa per me veramente inconsueta: prendere la metropolitana. Lo so, migliaia di milanesi e pendolari di varia provenienza compiono quest’eroica attività tutti i giorni almeno due volte al giorno ( ragione per cui a loro va la mia più profonda stima e ammirazione), ma per me l’evento è talmente eccezionale che mi sono preparata tipo gita:  tacco sotto gli 8 cm, borsa con la tracolla, monetine in tasca da estrarre per il biglietto. continua a leggere

Vesuvio tour e altri amici

Con la scusa di ricordare agli amici di Napoli e dintorni i due appuntamenti organizzati da Alleanza Cattolica con Costanza di

venerdi 11 novembre nel teatro della parrocchia di Maria SS. Della Salute Di Portici in Via Verdi 27 – alle 19:30 e

sabato 12 novembre al Complesso Monumentale dei Girolamini Oratorio dell’Assunta in via Duomo14 alle 11:00

 pubblichiamo la riflessione che un lettore del blog ha fatto a proposito del libro di Costanza e che ci ha mandato (autorferenziali? ebbene sì! chi non non ce la fa più di chiacchiere sul libro può tranquillamente saltare e andare a commentare a piacere)

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Figlia del tuo figlio

di Paolo Pugni

La sua estrema forza è la sua più grande debolezza, perché questo è l’amore di Dio per l’uomo: mettersi in suo potere (come ha fatto fin dall’inizio nella Sua vita terrena) e permettere che ognuna delle sue azioni e dei doni che ci fa possa essere inquinata dalla voce del maligno che sussurra: ma daì, non vedi che è costruito tutto ad arte per fregarti? Perché vuole incastrarti? Non fece forse così fin dall’inizio, da quando apparve per confondere AdamoedEva (tutto attaccato perché erano una cosa sola, maschio e femmina LO creò)? continua a leggere

Manuali d’amore

Qualche giorno fa ho ricevuto questo messaggio su feisbùk. Lo so, ci sono un po’ troppi complimenti a me, e non è bello diffonderli. Però credo che contenga anche qualche utile spunto di riflessione e di commento. Per questo, autorizzata gentilmente dalla sua autrice, ve lo sottopongo. 

Ho letto il tuo libro dopo che mi era stato consigliato da una mia amica. Bene, ora sono io a consigliarlo a tutte le mie amiche! Sai una cosa? Io ho 30 anni, passati più o meno sempre da single, ho letto tutti i “manuali” che cercano di convincere le donne a non piegarsi, “la dignità prima di tutto!”, “al primo segnale di crisi, molla tutto e cercatene un altro!”. continua a leggere

Donne in attesa

di Raffaella Frullone

Adoro le fiabe sonore. Me ne sono innamorata al secondo anno di asilo (leggi “scuola dell’infanzia”), quando il papà del nostro amico Giovanni ha regalato a tutti i bambini una cassetta (sì, sto parlando delle vecchie ma indimenticate musicassette) con la versione audio della fiaba di Cenerentola. Gironzolavo soddisfatta per casa con l’orecchio attaccato al registratore della Fisher Price, e che gioia quando, pigiando play, sentivo: “A mille ce n’è, nel mio cuore di fiabe da narrar…”

Una volta cresciuta, abbandonato con dolore il cimelio targato Fisher Price, mi è rimasta la passione per le fiabe sonore che non solo propongo ai figli di amici e amiche, ma mi azzardo addirittura a consigliare come regalo divertente ed educativo (dell’inflazionata serie: consigli non richiesti). continua a leggere

Giovannino docet

di Jane

Dobbiamo prendere atto di una cosa. Oggi, di modelli umani da seguire come esempi non se ne vedono tanti. A parte casi eccezionali che tutti abbiamo in mente, si fa fatica (molta fatica) a pensare ad un personaggio pubblico vivente che lascerà qualcosa alla memoria dei posteri, qualcuno di “immortale” che lascerà traccia di sé, che non sia solo la stella col nome sulla Walk of Fame di Hollywood. Ormai di gente che parla dicendo qualcosa se ne vede e se ne sente troppo poca. Eppure le cose da dire sarebbero tante, specie in questo momento storico. Per fortuna però i grandi problemi e le grandi questioni, alla fine, sono sempre le stesse, quindi citare certi mostri del pensiero del passato non potrà risultare anacronistico. continua a leggere