Omosessualità e Chiesa è tempo di fare chiarezza

di Costanza Miriano

Di fronte allo scandalo orribile che sta emergendo dalla Chiesa americana – abusi nei seminari e molto altro – perché si permette che un militante lgbt parli al meeting delle famiglie? È fuori tema, ed è in plateale conflitto con il magistero della Chiesa, che in questo momento ha bisogno di chiarezza non solo disciplinare – e su questo si stanno prendendo provvedimenti adeguati –, ma anche magisteriale. (Il Papa è chiarissimo su questo, molti vescovi no).

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Ai piedi dei sette palazzi

di Emanuele Fant

Nel capannone di una fabbrica dismessa alla periferia di Milano, un artista che si chiama Anselm Kiefer ha innalzato sette torri a prima vista pericolanti, fatte di piombo e cemento armato, alte quasi 20 metri. L’installazione si chiama I Sette palazzi celesti ed è stata ideata per lo spazio espositivo Hangar Bicocca. Camminandoci nel mezzo, si avverte lo sconforto che trasmette un paesaggio bombardato, unito alla colossale spinta verticale degli edifici.

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Perché “Humanae Vitae” è ragionevole

Articolo del Vicario Vescovile Helmut Prader, parroco di Neuhofen an der Ybbs (Diocesi di St.Pölten, Austria), docente di Teologia del Matrimonio e della Famiglia presso la scuola di studi superiori teologici e filosofici Benedetto XVI di Heiligenkreuz e membro dell’Istituto di Teologia Morale.
1.Parte
Negli ultimi tempi si moltiplicano sempre più le voci di chi vorrebbe non solo „ammorbidire“ gli insegnamenti dell’Humanae Vitae, ma addirittura raccomandare in certe circostanze l’uso dei contraccettivi (vedi per esempio le recenti dichiarazioni del Teologo Morale Maurizio Chiodi: “in certe circostanze la contraccezione è un dovere”).

Pastori che profumano di Cristo

di Luca Del Pozzo

C’è un vescovo, M.or Andrè Leonard, dal 2010 al 2015 titolare della diocesi di Malines-Bruxelles. E c’è un giornalista, Drieu Godefridi, che non appartiene alla Chiesa e che anzi è dichiaratamente agnostico. I due si sono incontrati, hanno discusso a lungo, il primo incalzato dalle domande del secondo, a sua volta stimolato dalle argomentazioni serrate e per certi aspetti provocatorie del primo. Ne è scaturito un libro-intervista che è un balsamo per chiunque in questa calda e chiassosa estate voglia leggere qualcosa di autentico, di vero, di bello.

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Perché Courage non va a Dublino?

di Costanza Miriano

“Glielo dica al Papa quanto male fa la presenza di Martin a Dublino!” – mi supplica un giovane parroco di periferia.

“Guardi che lei mi sopravvaluta parecchio, io mica ci parlo con il Papa, e tra l’altro neanche so se lui riesce a seguire tutto nei minimi dettagli. Saprà davvero che Martin va a parlare a Dublino? E nel caso, probabilmente quello che gli risulta è che va a insegnare a far sentire accolte le persone omosessuali. Lui ci tiene tanto all’accoglienza, e forse non sa che quel sacerdote è un militante dei (cosiddetti) diritti (dei cosiddetti) LGBT, un acronimo molto rivelatore della sua posizione, a cui lui ha deciso di intitolare un libro e la sua relazione. Martin non dice mai che gli atti omosessuali sono disordinati, anzi ha affermato che il Catechismo in certi suoi passaggi può indurre al suicidio. Ma forse il Papa questo non lo sa”. Continua a leggere “Perché Courage non va a Dublino?”

Piccola storia edificante di mezza estate

di Emanuele Fant

Il mio paesino è tagliato in due dalla ferrovia. La chiesa sta di qua, con la posta, il comune e la maggior parte delle case. Altre abitazioni sorgono al di là dei binari. Il mio parroco ha deciso che sarebbe stato un bel gesto di vicinanza celebrare una messa nella metà meno servita, ma popolata densamente.

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Non anni, ma anime

porziuncola

Unanotte dell’anno del Signore 1216, Francesco era immerso nella preghiera e nella contemplazione nella chiesetta della Porziuncola, quando improvvisamente dilagò nella chiesina una vivissima luce e Francesco vide sopra l’altare il Cristo rivestito di luce e alla sua destra la sua Madre Santissima, circondati da una moltitudine di Angeli. Francesco adorò in silenzio con la faccia a terra il suo Signore! Gli chiesero allora che cosa desiderasse per la salvezza delle anime.

La risposta di Francesco fu immediata: “Santissimo Padre, benché io sia misero e peccatore, ti prego che a tutti quanti, pentiti e confessati, verranno a visitare questa chiesa, conceda ampio e generoso perdono, con una completa remissione di tutte le colpe”. “Quello che tu chiedi, o frate Francesco, è grande – gli disse il Signore -, ma di maggiori cose sei degno e di maggiori ne avrai. Accolgo quindi la tua preghiera, ma a patto che tu domandi al mio vicario in terra, da parte mia, questa indulgenza”.

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