Negli ultimi due anni sono diventata un’investigatrice abbastanza abile. Non mi riferisco alla dotazione base di ogni moglie – quella che ti fa rilevare un capello biondo sul cappotto del marito a distanza di metri – ma a qualcosa a più ampio raggio. La capacità di capire come la pensa l’interlocutore sugli argomenti caldi, i grandi cavalli di battaglia del divisore degli ultimi tempi, per esempio il virus, con annesso vaccino, e la questione russo-ucraina. Ci sono alcune parole chiave alle quali bisogna fare attenzione, basta muoversi con maestria e si può riuscire a non aprire fronti insanabili. Alla peggio ci si può sempre fingere morti.
Tempo fa riordinando vecchi, vecchissimi ritagli di giornale, mi è capitata per le mani una prima pagina del Corriere della sera che dava notizia dell’assassinio di John Lennon, sobriamente, in un trafiletto a fondo pagina. Oggi sarebbe l’apertura di dieci edizioni straordinarie, e un gigantesco CIAO JOHN campeggerebbe su tutte le prime, dopodiché si darebbe avvio al processo di beatificazione. Non è che prima fossimo migliori – l’animo umano è sempre quello – è che oggi comunicare è più facile, più veloce, le voci sono tantissime e per attirare l’attenzione, semplicemente, bisogna gridare più alto.
Uno dei regali che sto ricevendo dall’andare avanti con gli anni – insieme al recupero più difficile dopo la corsa e vari altri peggioramenti fisici che non definirei proprio regali – è la certezza, ogni giorno più evidente, del fatto che siamo tutti nani coi trampoli. Abbiamo limiti, contraddizioni, povertà, compiamo infedeltà piccole e grandi, tutti. Solo che qualcuno fa finta meglio, come diceva padre Emidio. Per fortuna, diceva, siamo dei mantenuti. Mantenuti dal Signore.
Il 2 febbraio ci sarà l’incontro del primo lunedì del mese del monateroWiFi Roma.
Ci vediamo alle 21 al Battistero di san Giovanni in Laterano avremo con noi don Nunzio Capizzi per una catechesi sula preghiera “. Informazione fondamentale, si può parcheggiare nel parcheggio della Lateranense (parola d’ordine per la gendarmeria “Monastero Wi-Fi)!
DISCORSO DEL SANTO PADRE LEONE XIV AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO “ONE HUMANITY, ONE PLANET”
***
Sala Clementina
Sabato, 31 gennaio
Cari fratelli e sorelle!
Sono molto contento di incontrare giovani come voi, provenienti da ogni parte del mondo, uniti nell’impegno politico alla ricerca del bene comune. Le diverse nazioni, culture e religioni cui appartenete non sono per voi motivo di rivalità, ma di collaborazione e di crescita secondo uno stile sinodale. Questo metodo di ascolto e discernimento non è indifferente rispetto ai temi che trattate, ma funziona come una lente, attraverso la quale osservare il mondo. In quanto forma della comunione che ci lega, la sinodalità rende attenti allo sguardo di chi abbiamo accanto, e non solo a ciò che osserviamo, esercitandoci nel comporre visioni d’insieme che rispettano la complessità senza cadere in confusione e cercano la verità senza temere il confronto.
La Parola di Dio è più certa e sicura e solida dei nostri stessi pensieri. Credere significa fidarsi del fatto che c’è un’altra fonte di informazione sulla realtà, oltre ai miei pensieri, alle emozioni, al “pancreas”, alle frescacce che eruttiamo a ciclo continuo, ed è la Parola di Dio. Ecco, oggi, sul finire della giornata della Parola, mi sembra il giorno perfetto per ricordare che esiste questa stupenda cosa, che si chiama Smart Pray. Decidi quanti minuti hai, e in base a quello puoi ascoltare contenuti diversi, tutti di grande valore. Hai solo quindici mutande da piegare e sette paia di calzini? Ascolta don Fabio Rosini, per esempio: cinque minuti. Io l’ho fatto.
Da molti anni ho la fortuna di girare, più o meno una tappa a settimana, per le parrocchie italiane, un po’ ovunque, per parlare di famiglia, di mariti orsi e mogli loquaci (a volte anche il contrario, ma raramente), di sofferenza, di figli, di vita insomma. A volte ho davanti platee numerose, a volte sparuti gruppetti di persone, che magari hanno affrontato poco convinti la pioggia e il freddo serale, e forse, chissà, mentre mi ascoltano si stanno chiedendo “ma chi me l’ha fatto fare?”.
A volte mi fanno un sacco di domande e mi circondano di entusiasmo, altre volte sono più riservati e freddi (nella mia personale mappa dell’entusiasmo la Romagna è prima, anche perché lì si manifesta l’affetto a piadine, ma a dire il vero non c’è regione da cui non torni con un assaggio di cibo o di calore). Spesso dormo a casa di qualcuno, o come minimo faccio un viaggio in macchina o prendo un caffè con chi mi invita, insomma, incontro persone e ascolto e guardo e condivido pezzetti di vita.
Attraversiamo un inedito momento di paura e disorientamento da questa parte del mondo, che era stata finora quella tranquilla, quella con la pancia e il frigo pieni, i viaggi a portata di tutti, i guardaroba da cambiare ogni anno. È un momento mai vissuto prima, da chi ha meno di ottanta anni. Ora si sentono parole nuove, si si parla di razionamento e guerre sempre più alle porte, si avverte un cambiamento d’epoca.
Il mondo non trova di meglio da fare che rassicurare, distrarre, magari divanizzando sempre più la gente, perché si accontenti del poco che è rimasto, basta che ci sia una serie tv da vedere, e poi un’altra e un’altra ancora.
“Dai, bambine, su, i confronti non si fanno…” – parto con la solita solfa dalla cucina mentre ascolto i discorsi delle mie figlie. Non ci credo neanche io mentre lo dico, ascolto la mia voce e sento che suona falsa. Lo so benissimo che i confronti si fanno eccome, soprattutto da bambini, anzi, più esattamente, soprattutto da bambine. Ma è mio dovere procedere alla predichella di ufficio, essendo la mamma.
Riprendono a Roma gli incontri del primo lunedì del mese (in realtà questo è il secondo, ma il primo lunedì era l’Epifania). Ci vediamo alle 21 al Battistero di san Giovanni in Laterano avremo con noi Fra’ Andrea Palmentura per una catechesi su “Dio a parole tue”. Informazione fondamentale, si può parcheggiare nel parcheggio della Lateranense (parola d’ordine per la gendarmeria “Monastero Wi-Fi)!
Ovviamente l’incontro è apertissimo a tutti.
Qui sotto la trascrizione dell’ultima catechesi di dicembre di padre Marco Pavan.
Siamo giunti ancora una volta al momento che segna il passaggio da un vecchio anno che s’è consumato ad un nuovo anno che s’apre davanti a noi.
A differenza della parte di umanità che vive questo passaggio, e più in generale il procedere del tempo, nel frastuono, o nella malinconia, o nella distrazione, un po’ consumando un po’ facendosi consumare, noi che apparteniamo a Cristo
con Lui andiamo sul sentiero del nuovo anno, avvertendo tre necessità:
quella della GRATITUDINE,
quella di una seria REVISIONE della vita e del mondo
e quella di una coraggiosa e fondata SPERANZA.
Ecco i tre temi decisivi sui quali ora soffermiamo l’attenzione.
Dio, ti ringrazio per tutte le volte in cui quest’anno che è passato non ho funzionato. Per quando sono stata di cattivo umore, offesa, triste, arrabbiata, inadeguata, malevola. Ti ringrazio perché non è stato un caso, una malaugurata coincidenza o un inciampo. Il problema è che io proprio non funziono bene. Ho un difetto di fabbricazione, qualcosa all’origine, ma ormai, come dice mio marito, mi è scaduta la garanzia, e dovrò vedere di combinare qualcosa lo stesso, con quello che ho. Dovrò cucinare con quello che c’è in frigo, e vedere di tirarne fuori un piatto decente.
Sono certa di non essere abbastanza grata ai sacerdoti per tutto quello che ricevo da loro da quando sono nata (o meglio, da nove giorni dopo la nascita, quando sono stata battezzata). Ogni tanto mi capita di pensare a quanto la mia vita sarebbe diversa se non ci fossero loro. Completamente un’altra cosa. Non avrei i sacramenti, unica via di accesso a Dio, attraverso Gesù Cristo. Non avrei le coordinate per dirigere il timone della mia vita (che poi trova il modo di sbagliare strada comunque, ovvio, però almeno lo so).
Non avrei la garanzia che quello in cui credo NON è un parto della mia fantasia, ma qualcosa che si fonda su duemila anni di tradizione, cioè, letteralmente, un patrimonio tramandato di cuore in cuore, di intelligenza in intelligenza, di vita in vita spesa, attraverso generazioni di fratelli, grazie al sì che generazioni di sacerdoti hanno detto alla chiamata di Dio.
Uomini, ovviamente, e quindi per forza peccatori. Limitati, pieni di stranezze, difetti, debolezze, fragilità, però chiamati e dunque scelti e prediletti da Dio. Il quale peraltro ai suoi prediletti non dà privilegi, ma chiede di dare la vita, come ha fatto con suo Figlio.
So che la mia gratitudine verso i sacerdoti dovrebbe essere molto maggiore; spesso mi trovo a pensare ai pesi che portano i sacerdoti che provano a fare seriamente quello che è chiesto loro. A quanto debbano lasciarsi mangiare dalla loro missione, ogni momento della loro giornata. Perciò quando uno di loro mi ha chiesto di organizzare qualcosa – oltre al Monastero wifi – che fosse solo per i sacerdoti, ho chiesto alle amiche e, incassato il loro sì, ci siamo dette di provarci.
Anche quest’anno, dal 13 al 17 gennaio, dunque, ci saranno esercizi spirituali per sacerdoti alla casa dei Passionisti al Celio (tra il Colosseo, colle Oppio, villa Celimontana, il Palatino, uno dei posti più belli di Roma secondo me). Il tema sarà “Come Gesù: la solitudine per essere in relazione”. Penso che sull’argomento ci sia parecchio da dire… la solitudine come un peso, una croce forse, ma anche la solitudine da custodire o a volte da difendere dalle troppe cose da fare, o da ciò che non è essenziale. La solitudine che va consegnata perché non diventi egoismo, nella – credo – difficile ricerca di un equilibrio tra dare tutto e non esaurirsi.
Noi non desideriamo sacerdoti originali, non c’è niente da cambiare in quello che ci è stato rivelato. Casomai vorremmo sacerdoti traduttori, cioè capaci di tradurre ciò che la Chiesa annuncia agli uomini e alle donne di oggi – la Verità – in un linguaggio che cambi insieme con le persone a cui si rivolge, rimanendo sempre uguale, e penso che chi ci prova abbia bisogno davvero di tutto il nostro aiuto e sostegno, e preghiera.
Lo scrivo qui perché ci sono ancora dei posti, e se conoscete un sacerdote che pensate possa avere piacere, bisogno, o desiderio, invitatelo, proponeteglielo! Grazie alle offerte di chi ha partecipato al pellegrinaggio giubilare da San Paolo a San Pietro – GRAZIE! – siamo in grado di non obbligare nessuno a pagare il vitto e l’alloggio. Ognuno metterà quello che può, e le offerte saranno anonime.
Uno dei frutti che abbiamo visto in questi anni sono anche le relazioni di amicizia che sono nate tra sacerdoti che hanno partecipato e che sicuramente hanno dei tratti in comune, oltre a tante differenze, ma che hanno saputo fare comunione fra loro. E come diceva padre Emidio, la comunione è segno della presenza di Dio.
Di sicuro, i sacerdoti che partecipano al ritiro e quelli a cui abbiamo chiesto di contribuire con le loro relazioni, sono accomunati dal desiderio di aderire e predicare e diffondere la retta dottrina, di guidarci alla conoscenza di Dio come ci è stato rivelato, e temo che lo stesso non si possa dire di tutti, almeno stando a quello che mi capita di ascoltare in giro, per non parlare dei social.
Ecco il programma di massima, e la locandina. Ricordate, tutti i sacerdoti sono i benvenuti, e cercheremo di venire incontro a tutte e loro esigenze (economiche, logistiche, persino alimentari!).
MONASTERO WI-FI – PROGRAMMA RITIRO SACERDOTI ROMA CELIO 7-11 GENNAIO 2025
Sarà sempre presente per coordinare e per qualsiasi necessità Padre Luis Ramirez (cel. 3318083724 )
COME GESU’: LA SOLITUDINE PER ESSERE IN RELAZIONE
MARTEDI’ 13 GENNAIO
ORE 15 ARRIVO DEI PARTECIPANTI
ORE 15/19 APERTURA RECEPTION CHECK IN – SISTEMAZIONE NELLE CAMERE
ORE 16,00 SALUTO DI BENVENUTO
ORE 16,15 INTRODUZIONE DI MONS. ANTONIO GRAPPONE
COME GESU’: LA SOLITUDINE PER ESSERE IN RELAZIONE
ORE 17,45 S. MESSA
ORE 19,15 CENA
ORE 20,15 (2025 PARTENZA A PIEDI PER LA BASILICA DEI SANTI QUATTRO CORONATI
ORE 20,30 INTERVENTO SUOR FULVIA SIENI
ORE 21,30 COMPIETA E RIENTRO (GIRO AI FORI IMPERIALI FACOLTATIVO )
MERCOLEDI’ 14 GENNAIO
ORE 6,3 0 – 7,00 COLAZIONE
ORE 7,15 IN CAMMINO PER SAN GIOVANNI IN LATERANO
ORE 8,00 MESSA IN SAN GIOVANNI IN LATERANO
ORE 8,45 LODI MATTUTINE
ORE 10,00 RIENTRO AL CELIO
0RE 10.30 MEDITAZIONE DI DON ALESSIO GERETTI
ORE 11,30 MOMENTO PERSONALE
ORE 13 PRANZO
ORE 14 – 15,15 PAUSA
ORE 15,30 MEDITAZIONE DI DON GIUSEPPE FORLAI
CONDIVISIONE
ORE 17,15 ADORAZIONE SILENZIOSA
ORE 18,00 VESPRI E BENEDIZIONE EUCARISTICA
ORE 18,30 SANTA MESSA
ORE 20 CENA
ORE 21,15 SERATA LIBERA
GIOVEDI’ 15 GENNAIO
ORE 8,00 – 9,00 COLAZIONE
ORE 9,15 LODI MATTUTINE
ORE 9,45 MEDITAZIONE DI DON FABIO ROSINI
CONDIVISIONE
ORE 12 ROSARIO COMUNITARIO
ORE 13 PRANZO
ORE 14 – 15,15 PAUSA
ORE 15,30 MEDITAZIONE DI PADRE MAURIZIO BOTTACONDIVISIONE
ORE 18 SANTA MESSA
ORE 20.00 CENA
ORE 21,15 BREVE TESTIMONIANZA DI SUA ECCELLENZA MONS. GIOVANNI D’ERCOLE
VENERDI’ 16 GENNAIO
ORE 8,00 – 9,00 COLAZIONE
ORE 9.15 LODI MATTUTINE
ORE 9,45 MEDITAZIONE DI DON LUCA CIVARDI
ORE 10,45 MOMENTO PERSONALE
ORE 13 PRANZO
ORE 14 – 15,15 PAUSA
ORE 15,30 MEDITAZIONE DI DON GABRIELE VECCHIONE CONDIVISIONE
ORE 17,00 ADORAZIONE CON DISPONIBILITA’ DI ALCUNI SACERDOTI PER LA CONFESSIONE
ORE 18,00 VESPRI E BENEDIZIONE EUCARISTICA
ORE 18,30 SANTA MESSA
ORE 20,00 CENA CON ORGANIZZATORI MONASTERO WI-FI
ORE 21,15 RIFLESSIONE E CONDIVISIONE CON I FEDELI LAICI
SABATO 17 GENNAIO
ORE 8,00 – 9,00 COLAZIONE E CHECK OUT
ORE 8,45 LODI MATTUTINE
ORE 9,15 CONCLUSIONIE SUGGERIMENTI PER PROSEGUIRE CAMMINO DI DON MASSIMO VACCHETTI CONDIVISIONE
Dunque se qualcuno vorrà insegnare cose su contenuti sensibili a dei bambini, dovrà avere il consenso dei genitori. I genitori dovranno essere informati. Mi sembra il minimo. Eppure ci sono voluti dieci anni di battaglie. Dieci anni in cui siamo scesi in piazza, abbiamo fatto convegni, marce, manifestazioni (due pure grandine, come il Family day), incontri, dibattiti.
Questa sera al Battistero di San Giovanni in Laterano una catechesi speciale, per preparare il cuore all’Avvento, all’incontro sempre più vero con il Signore, nel tempo liturgico che la Chiesa, madre sapiente, dispone particolarmente per noi. Padre Marco Pavan, monaco eremita e teologo, ci parlerà di come rendere il nostro cuore capace, uno spazio per far nascere Gesù.
Intanto pubblichiamo la preziosissima Catechesi di padre Nicola sui fondamenti della vita spirituale.
Ci vediamo per la catechesi al Battistero di san Giovanni in Laterano alle 21 (alle 20:30 per un momento di convivialità).
Informazione fondamentale, si può parcheggiare! Ovviamente l’incontro è apertissimo a tutti.
«Sparire perché Cristo rimanga». Queste parole di Leone XIV sono un vero e proprio ritornello che viene continuamente ripetuto nei discorsi e nelle omelie, negli incontri e nelle indicazioni. Credo che queste parole possano essere una vera e propria bussola per il tempo di Avvento che stiamo vivendo. Mentre appare la grazia di Dio (cfr. Tt 2,11), mentre la sua gloria riempie la terra, chi crede è invitato a scomparire per non offuscare quella luce che indica la strada, che riempie i cuori, che li trasfigura.
I have a dream. Ho un sogno. Che tra i Vescovi chiamati alla prossima assemblea CEI dal 17 novembre a votare ad Assisi il documento sinodale si alzi in piedi un novello san Benedetto, e parli, e trascini tutti, e gli articoli più assurdi del Documento sinodale vengano bocciati. Vescovi santi ce ne sono, e spero che qualcuno abbia il coraggio (e la possibilità) di dire apertamente la cosa più macroscopica che c’è da dire in merito alle cosiddette “aperture” alle persone che vivono stabilmente nel peccato, e cioè che Cristo è venuto prima di tutto a salvarci proprio dal peccato. Da tutti i peccati: dalla cattiveria, dall’avidità, dall’egoismo, la maldicenza, ma anche dall’adulterio, dalle relazioni contro natura, dall’aborto.
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