“Non temere”

di Costanza Miriano (per Il Timone)

Attraversiamo un inedito momento di paura e disorientamento da questa parte del mondo, che era stata finora quella tranquilla, quella con la pancia e il frigo pieni, i viaggi a portata di tutti, i guardaroba da cambiare ogni anno. È un momento mai vissuto prima, da chi ha meno di ottanta anni. Ora si sentono parole nuove, si si parla di razionamento e guerre sempre più alle porte, si avverte un cambiamento d’epoca.

Il mondo non trova di meglio da fare che rassicurare, distrarre, magari divanizzando sempre più la gente, perché si accontenti del poco che è rimasto, basta che ci sia una serie tv da vedere, e poi un’altra e un’altra ancora.

E noi? Noi cristiani come rispondiamo alla paura? Nella Bibbia è ripetuto 365 volte “non temere” (confesso, non le ho contate, ma mi fido). Quindi Dio non vuole che abbiamo paura, o meglio non vuole che rimaniamo nella paura, la quale di per sé è un’emozione utilissima. La paura, infatti, ci avvisa del fatto che c’è un pericolo. Senza di lei, uno si sporgerebbe oltre la prudenza su uno strapiombo, si tufferebbe tra le onde, andrebbe sparato in curva. L’unica cosa da non fare con la paura è proprio non ascoltarla, magari cercando distrazioni.

Quindi, ascoltiamola, e cerchiamo di capire cosa vuole dirci Dio facendoci attraversare un territorio nuovo. Anche se sono femmina, questa volta cercherò di trattenermi, e di non parlare per qualcun altro (visto che questo qualcun altro è Dio forse posso farcela, una volta tanto). Perciò non so cosa ci stia dicendo Dio.

Quello di cui sono certa è che attraversare questo cambiamento non è una maledizione, questo è un buon momento per vivere, è il momento opportuno, è il kairòs, perché Dio fa bene tutte le cose, e sa rendere buone le circostanze in cui siamo chiamati a stare.

Quindi, benedetta sia la paura, se ci sta avvisando che è il momento di cambiare vita, o meglio di stare con un cuore nuovo in questa vita. Perché alla fine questa inedita incertezza è in realtà la verità su di noi. Adesso forse ci è un po’ più evidente che i ponteggi su cui ha costruito le sue torri l’uomo occidentale negli ultimi decenni – abbondanza, programmazione, salute garantite e molto altro – sono in realtà piuttosto fragili, e non sono garantiti.

Sia chiaro, io non sono affatto per la decrescita felice. La sicurezza economica e la salute sono benedizioni: il salmista chiede a Dio di dargli i beni che gli servono, “non troppi perché non mi dimentichi di te, non troppo pochi perché io non ti maledica”. Ma le condizioni materiali sono solo dei mezzi per stare nel mondo e costruire il regno dei cieli, cioè amare e soccorrere i fratelli, non sono il fine per consolarci del fatto di essere vivi e chiuderci nella nostra torre, purché dotata di wifi.

Quindi, nessuna paura. Andiamo incontro al cambiamento, cercheremo di stare meglio che potremo nelle nuove circostanze, se dovessero cambiare così drasticamente come da più parti ci dicono. D’altra parte diverse profezie mariane, anche riconosciute dalla chiesa, ci stavano preparando da anni. E noi non avremo paura, non perché anestetizzati da Netflix o Amazon e compagnia, ma perché saremo pronti.

 

9 pensieri su ““Non temere”

  1. È un buon consiglio: dovremmo spegnere Netflix (io per esempio non ce l’ho) e già che ci siamo, buttare via il televisore che professionalmente cerca di terrorizzarci con annunci di calamità di ogni sorta. Così non pagheremmo il canone, visti anche i tempi cupi che preconizza Costanza, come già si fa in molti Paesi civili.
    Qualcuno ha scritto che la bella famiglia Trevaillon (di cui purtroppo non ho letto qui neppure una riga) sia stata barbaramente divisa proprio perché praticava “il digiuno dai media”, sempre più lugubri e in cui si scorge sempre più “la voce del padrone”.
    Da servizio per la collettività il potere vira in mezzo di oppressione, per cui non può durare a lungo. Il Signore è sempre dalla parte dei deboli e degli oppressi, in senso materiale e non.
    E per quanto ci ami “pazzamente” (anche se non è un teenager), ci giudicherà su quale parte abbiamo scelto

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  3. Marina Umbra

    Di una cosa sola dobbiamo avere veramente paura: l’Inferno. Peccati che nei documenti ecclesiali non se ne parli.

      1. Alda

        Non c’è???
        Padre Pio a uno che gli disse che non ci credeva rispose:” quando ti ci troverai ci crederai”!
        Quanti danni ha fatto Bergoglio!

        1. Giuseppe

          O inferno o paradiso ,per salvarti è opportuno credere nel perdono e nella sua misericordia ,perchè nessuno può dire di meritarsi il paradiso

  4. LUIGINA

    Io mi svegliai dal sonno perché nella traduzione del salmo 95, anche in quella del Garofolo (pre-conciliare), trovai la traduzione non più letterale del versetto: “Tutti gli dei stranieri sono NULLA” invece di quella corretta e letterale “tutti gli dei stranieri sono DEMONI”; ringrazio Dio che studiai latino e che, grazie a Plinio Correa Oliveira, in un suo saggio, non so se fosse ‘Rivoluzione e contro rivoluzione’, ne citava il versetto in latino.
    Dunque che tutti gli dei stranieri sono demoni ne ho avuta prova pratica dolorosissima proprio in famiglia e da allora la mia visione delle traduzioni e di tante altre cose è cambiata.
    Grazie Signore Dio nostro, che eri e che sei nei secoli dei secoli, Amen.

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