
di Costanza Miriano
Il tempo di Pasqua in passato ha sempre suscitato in me slanci inconsulti e picchi di irragionevole entusiasmo. Quest’anno però sono alla cinquantacinquesima primavera… “Che ti vuoi rinascere, alla tua età?” – mi dico. “E poi dai, alla fine puoi pure smetterla con il tuo continuo tentare un self improvement, con il tuo efficientismo di stampo anglosassone. Va bene dove stai, il punto al quale sei arrivata non è così male”. Potevo fare meglio ma potevo fare anche molto peggio. Mi accontento. Sto.
Poi sono incappata in un’omelia di Father Mike, un americano super energico (ero in autostrada a rischio colpo di sonno, e solo lui poteva salvarmi, insieme ai finestrini aperti a far entrare l’aria fresca); si chiamava Waisted Potential – questo il titolo scelto per Spotify – e raccontava la storia di un uomo incarcerato ingiustamente. Questo poveraccio perdeva 29 anni in carcere, ma grazie a una incredibile conversione riusciva a portare frutto anche stando chiuso lì dentro. E fin qui tutto bene. Non sono in carcere, la cosa non mi riguarda. Poi però Father Mike cominciava a chiedere: e tu? Stai portando frutto? Sei davvero la luce del mondo? Sei davvero il sale della terra? Ma sì, dai, insomma, qualcosa ho fatto, mi dicevo mentre pagavo il pedaggio.
E poi sono arrivate le domande difficili: hai dedicato tempo alla Parola di Dio? Davvero? Tutto il tempo che potevi? Hai pregato senza stancarti? E niente, anche quest’anno mi tocca farle, queste benedette pulizie di Pasqua. Sì, potevo fare peggio, ma potevo anche fare molto, molto meglio. Potevo usare meglio la scorsa primavera, e l’estate e insomma questo anno che è passato e anche i 54 precedenti. E se quel carcerato è riuscito a dare una svolta alla sua vita, pur sapendo che gli venivano rubati 29 anni, se si è rimesso in moto lui, forse possiamo farlo tutti, forse tutti posiamo dire: facciamo del nostro meglio ccon quello che abbiamo, e con tempo che resta.
Hai vigilato sulle cose alle quali dedicare del tempo? Hai detto i no e i sì giusti? Hai lasciato che ti mettessero le priorità gli altri, con i loro desideri e le proiezioni su di te, oppure hai deciso tu a chi dare la precedenza? Hai lasciato che la mente si distraesse vagando da una cosa all’altra magari per un messaggio arrivato, una mail che bussa alla tua porta, una telefonata, una notizia? Hai saputo mettere in colonna le cose importanti e quelle urgenti, che quasi mai coincidono? Sei riuscita a sgomitare per dare lo spazio necessario a tutto ciò che lo merita, tralasciando qualcosa di non imprescindibile?
La scaletta delle giornate, della vita, va fatta lontano dalle fonti di distrazione – mi dice il mio father Mike interiore – in un momento di silenzio, lasciando sedimentare tutto perché ciò che si affaccia rumorosamente non prenda il sopravvento, mentre ciò che ha bisogno di tempo spesso è piccolo e silenzioso. Soprattutto, vale sempre la regola d’oro: quando sei in ritardo, non ce la farai mai a finire tutto in tempo, l’arrosto non si cuocerà, la torta non sta lievitando, la relazione che devi consegnare si è cancellata (il computer mi odia, e la cosa è reciproca) la risposta esatta è sempre una. Vai a Messa.
da IL TIMONE
Questo post me lo stampo, domande da tenere a portata di mano nei momenti di disordine, quando vorresti fare tutto, …e comunque puoi fare una cosa per volta
Costanza cara , le tue parole invitano sempre ad un cambiamento….di punto di vista , interiore , di azione. Questo tuo bellissimo commento , rappresenta per me un “ Alzati e cammina “…senza perdere più neanche un secondo della vita , preziosa , che Nostro Signore ci ha donato ! Ancora una volta , GRAZIE, per la potenza del tuo messaggio ! ❤️