“Cellule” di monastero wi-fi

di Costanza Miriano

Oggi una persona mi ha detto “guarda che un’esperienza come il monastero wi-fi non è affatto nuova”. “Me lo auguro proprio!” – ho risposto. È semplicemente la via che la Chiesa propone da circa duemila anni, minuto più, minuto meno. Ascolto della Parola, preghiera, eucaristia…. Niente di speciale. Ma qualcosa che cambia la vita, radicalmente.

Se preghiamo o non preghiamo, cambia tutto. E se preghiamo da soli o preghiamo insieme, cambia tutto ancora una volta, perché la preghiera è sempre da fratelli, non è mai solo per noi, infatti il Padre nostro è nostro, non mio, come ha ricordato due giorni fa il Papa (anche se ogni tanto a me mi rode – licenza poetica – perché vorrei sentirmi meglio degli altri, e non figlia dello stesso padre, il che è precisamente il motivo per cui prego: imparare ad amare Dio e i fratelli).

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Bilancio (economico) del monastero wi-fi

Come promesso, rendiamo pubblici i conti delle casse del nostro monastero. Abbiamo affittato materiale, altro ne abbiamo comprato, abbiamo pagato viaggi a chi non poteva e dato offerte ai relatori. Nessuno le ha accettate per sé, ma o ha provveduto alle esigenze della sua comunità, o a quelle dei “suoi” poveri, o ci ha detto di darle all’Elemosiniere.

Quanto alle offerte, le abbiamo destinate ai poveri del Cardinale e a quelli del Papa perché pensiamo sia meglio non dare direttamente a delle persone, ma a chi le conosce e sa gestire le richieste e le esigenze. E’ bene sempre dare alla chiesa locale, se non si sa bene a chi si dà. Abbiamo fatto eccezione per i 500 euro a padre Aldo Trento perché un piccolo gruppo di monaci wi-fi ci ha chiesto di destinare proprio a lui quella offerta (e conosciamo personalmente e di prima mano il suo ospedale e le sue case per i poveri in Paraguay).

Abbiamo deciso di lasciare a zero le casse, anche se sappiamo che si ripeterà, perché vogliamo dare a Dio un’occasione per essere ancora generoso.

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Lettera dal carcere di un confratello monaco wi-fi

È con gioia che pubblichiamo la lettera ricevuta da un “confratello monaco wi-fi” ergastolano, e la mia risposta, che spero possa arrivargli, proprio oggi che la liturgia ci propone la Lettera agli Ebrei: “ricordatevi dei carcerati, come foste loro compagni di carcere”.

Carissima sorella Costanza,

chi scrive è uno che ha partecipato al gruppo dei fratelli ergastolani del carcere del centro Italia. Come puoi vedere, cercherò di scrivere quello che il mio cuore desidera, come io non sono mai stato bravo con la penna ma ho tanta fiducia in te, che sarà quello che scrivo a dare un senso al nostro dialogo. Continua a leggere “Lettera dal carcere di un confratello monaco wi-fi”

Monastero wi-fi: ringraziamenti e altre notizie

di Costanza Miriano

Carissimi, grazie per la generosa risposta all’appello che ho fatto ieri pomeriggio su Facebook: cercavo qualcuno che sbobinasse le catechesi del 19 gennaio, in modo da renderle disponibili anche a quelli che, come i carcerati, non possono avere accesso libero alla rete. Anche le mamme lavoratrici, se è per questo, si trovano meglio con un testo da stampare e tenere in borsa, ripiegato, da tirare fuori all’occorrenza (io trovo che la portata mistica della stanza da bagno sia ampiamente sottovalutata, per esempio). Grazie perché vi siete offerti in tanti.

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Monastero wi-fi, qualche piccolo aggiornamento

di Costanza Miriano

Qualche piccolo aggiornamento: stiamo lavorando per voi, per cercare di capire come proseguire in questa avventura di richiamarci l’un l’altro alla preghiera quotidiana, insomma nel monastero wi-fi. Siamo state, tre delle amiche variamente bionde, dall’Elemosiniere apostolico, Sua Eminenza il Cardinal Krajewski, gli abbiamo consegnato 3000 euro da parte di tutti voi, cioè metà dei soldi che erano rimasti nelle nostre casse.

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Monastero wi-fi oltre le sbarre

Carissime, carissimi,

abbiamo partecipato alla prima riunione del monastero Wi-Fi, dalle nostre celle (anche se qui le chiamano “stanze di pernottamento”), con le nostre preghiere. Non abbiamo potuto partecipare di persona, ma lo Spirito passa anche attraverso le sbarre, anche quelle delle nostre “stanze di pernottamento”.

Siamo un gruppo di carcerati, condannati all’ergastolo, con fine della pena “mai”. Questo non ci impedisce di partecipare alla vita della Chiesa, e alle sorprese dello Spirito, come questo monastero del tutto particolare.

Siamo venuti a conoscenza di questa iniziativa attraverso il cappellano, e attraverso di lui vi arrivano queste righe.

Ringraziamo il Signore per il suo amore inesauribile e fantasioso, e continuiamo a pregare perché non vengano a mancare monaci e monache che continuino a sostenere il mondo.

I fratelli di un carcere del centro Italia

 

Carissimi confratelli ergastolani, noi del monastero wi-fi cercavamo qualche lettera da cui partire per cominciare a ragionare su quale possa essere il dopo, su come non disperdere quella ventata di Spirito Santo, e la vostra è sicuramente quella che ci ha più commosse. Pensare che ci siano confratelli monaci in carcere è una cosa che ci intenerisce oltre ogni misura, e ci stupisce per la fantasia di Dio, che non abbandona i suoi figli, mai.

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Filotea, una miniera di intuizioni e chiarimenti

di Costanza Miriano

Lo so che san Francesco di Sales era ieri, e quindi avrei dovuto scrivere l’altro ieri in modo da pubblicare nel giorno giusto, ma invece mi sono ritrovata a finire l’ufficio delle letture alle 23.52, e quindi niente, eccomi. Che santo fosse lo sapevo, perché è il patrono dei giornalisti, e allora mi ricordo ogni anno che sta per scadere la tassa annuale di iscrizione all’Ordine (ognuno ha i suoi promemoria).

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