Monastero wi-fi del 19 ottobre, ultima chiamata! #monasteroWiFi

di Costanza Miriano

Fermare il frullatore in cui vivo e mettere ogni giorno in fila le cose, dare lo spazio e il tempo a Dio, a mio marito, ai nostri figli, smettere di rincorrere le urgenze e prendermi la parte migliore, dare le energie e le risorse – affettive, economiche e via dicendo – a ciò che conta davvero. Credo che la mia emergenza spirituale sia il discernimento: giudicare le cose che mi succedono, le mie emozioni e i sentimenti, giudicare a cosa accordare il mio tempo e le forze, a cosa togliere risorse. Ognuno ha la sua fatica ed emergenza spirituale se vive seriamente, cioè facendo un lavoro su di sé, stando presente a quello che vive, con gli occhi interiori bene aperti, senza cedere troppo spesso all’addormentamento (tanto lavoro per l’industria dell’intrattenimento). Però è un combattimento spirituale, e servono le armi (cioè, voglio dire, anche con le armi non è affatto detta che si vinca, ma disarmati si perde proprio facile facile).

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Riflessioni su Eucarestia, Amazzonia e celibato

 

foto @AciPrensa

di Costanza Miriano

Qualche giorno fa ero a messa alla Transpontina, una chiesa in via della Conciliazione a pochi passi da San Pietro. Ogni tanto entrava qualche persona con quel copricapo di piume che nel mio immaginario era degli “indiani” dei film di cow-boy e che invece ho scoperto essere tipica anche dell’Amazzonia. Anche i lineamenti del viso e le caratteristiche fisiche facevano pensare che si trattasse di un gruppo di indigeni.

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Gesù lo incontriamo camminando

di Costanza Miriano

Quello che segue è il link dal quale potete ascoltare la catechesi dell’incontro mensile ai Santi Quattro (ogni primo lunedì del mese, alle 20: il prossimo il 4 novembre). Questo mese è venuto don Dario Criscuoli, e pur essendo arrivata all’incontro sull’orlo dello svenimento da sonno, quando ha iniziato a parlare avrei voluto che non finisse mai (e sì che è durato…).

Per chi non lo sapesse, don Dario, da poco responsabile della pastorale familiare della diocesi di Roma, si è trasferito dalla parrocchia di Sant’Alfonso a Prima Porta, a santa Anastasia al Palatino, la chiesa dove c’è l’adorazione perpetua giorno e notte ininterrotta dal 2000, e che custodisce il vero sacro manto di san Giuseppe e un pezzo del velo di Maria. Ieri c’era un folto gruppo di suoi ex-parrocchiani che hanno attraversato la città, peraltro a un orario scomodissimo, per venire ad ascoltarlo, segno che quando uno semina amore, ne raccoglie a manciate.

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Sul “fine vita” la Chiesa sia profetica

di Costanza Miriano

I pesci del mare di Seattle sono imbottiti di antidolorifici e antidepressivi. Non so se abbiano fatto le analisi anche ai pesci europei, ma non credo stiano meglio (di certo so che le acque della Senna sono inquinate dai residui organici della pillola anticoncezionale, ma di questo i manifestanti con Greta ovviamente non si occupano, almeno a giudicare da certi cartelli elegantissimi visti in giro, tipo destroy my pussy, not my earth). Comunque, dell’elevato consumo di antidolorifici e antidepressivi non mi preoccupa certo l’aspetto ecologico, che in questo caso è del tutto collaterale. Mi preoccupa che in un mondo che non ha il senso della sofferenza, e per questo, quando la incontra cerca di anestetizzarla, non sempre la Chiesa sia profetica e decisa nell’annunciare la sconvolgente verità che la sofferenza è l’unica cosa che ti possa salvare dalla morte.

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Aggiornamenti sui preparativi per l’incontro del 19 ottobre. #monasteroWiFi

di Costanza Miriano

Qualche piccolo aggiornamento sui preparativi per l’incontro del 19 ottobre – dalle 9.15 alle 17 – che, lo ricordiamo, a causa della concomitanza con la manifestazione della Lega è stato spostato dalla basilica di San Giovanni in Laterano a quella di San Paolo fuori le mura, che poi se lo incontro, San Paolo, cioè se vado in cielo, secondo me oltre a chiedermi i diritti per i titoli dei libri adesso avrà da brontolare anche per la caciara che faremo coi nostri abbracci piumati e gli scambi di seibellissima e santini e tutte quelle cose che facciamo sempre noi sciatagalline (termine tecnico genovese per indicare quelli che vanno nei pollai a spaventare le galline facendo confusione).

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Il lavoro femminile e la conciliazione fra lavoro in casa e fuori casa

LETTERA APERTA a:  Imprenditori, Politici, Sindacalisti, Giornalisti  di buona volontà (maschi e femmine)

di Gianfranco Vanzini

Agosto 2002. Pochi giorni prima di lasciare il mio incarico di Direttore Generale presso una importante azienda di abbigliamento, oltre  1.000 dipendenti di cui due terzi donne, una giovane madre, al momento dei saluti, mi ha inviato una e-mail che fra le altre cose diceva:” ………la ringrazio enormemente per quello che ha fatto per noi donne e soprattutto noi mamme,  per averci dato la possibilità di continuare a sentirci realizzate come persone che lavorano e che operano all’interno della società  e che, allo stesso tempo, si prendono cura dei propri figli e della propria famiglia…………….” 

Era una mamma che lavorava con un contratto di lavoro “ part-time.”

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Verso il #monasteroWiFi confidando nel Cuore Immacolato di Maria

di Costanza Miriano

Manca un mese al Secondo Capitolo Generale del Monastero wi-fi (per iscriversi clicca QUI) , e i preparativi fervono: sopralluoghi, sedie da contare, persone da aiutare, santini, biglietti con la Parola da far scrivere ad adolescenti schiavizzate, passaggi da organizzare, autorizzazioni da chiedere, intrecci di ogni genere (per fortuna ho una certa resistenza allo stress, e reagisco agli stimoli esterni con una provvidenziale lentezza, per cui le interminabili pagine di promemoria per il sopralluogo che mi ha mandato ieri Monica – la bionda inizialmente colpevole di tutto ciò – non mi ha causato un attacco di panico né un accesso di risarella nervosa, ma la placida, rassegnata, serena certezza che sarò in ritardo sulla vita per i prossimi quindicimila anni).

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