Archivio dell'autore

21 settembre 2017

Humanae Vitae, ovvero la splendida avventura della sessualità secondo Dio

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Volevo rassicurare i demolitori dell’Humanae Vitae. Quelli che su Avvenire dicono che è tempo di riaprire il dibattito e magari la commissione che vuole ricostruire storicamente i passaggi della formazione dell’enciclica di Paolo VI. Tranquilli. Già da tempo i cattolici non solo non si comportano come l’enciclica raccomanda – chi di noi non pecca, su un fronte o sull’altro? il punto non è certo questo – ma proprio non ne avvertono neanche la contraddizione.

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18 settembre 2017

Are you really called to die for her?

di Costanza Miriano


MARRY HER AND DIE FOR HER

You better believe it! What else is man made for, but to die for a noble cause…? The good of your wife (and your family)? Well, there aren’t a whole lot of better causes out there, are there?

Man up, because Costanza Miriano is back in Marry Her and Die for Her. Guys, if you thought you were off the hook after Costanza’s first book Marry Him and Be Submissive, you’ve got another thing coming. Now, she’s here to challenge you and give it to you straight about the many ways in which you must die for the woman you love. (But don’t worry…she has plenty of reminders for the women as well.) Inside, Miriano provides insight into what women want from men, and how husbands can “die” for them and their families every day, including:

•  Remember how much your wife liked flowers, compliments, chocolates and romantic dates when she was your girlfriend? Guess what? She still does.
• Remember how much she wanted to impress your mother when you were dating? She does not care as much about that now…
or at least she shouldn’t, and neither should you.
• The old saying goes: “Lead, follow, or get out of the way.” Never mind that…just lead! The other two are not options. Democracies are fine for countries—some of them—for families, not so much.
• You know how tired you feel sometimes (all the time)? Get some rest. You need it! (We thought you would like that one.)
• Be there. Turns out the old saying is true…showing up IS half the battle. • Oh, and lest we forget…if you haven’t done so already, Marry Her!

Miriano doesn’t just dole out advice; she comes bearing gifts as well. Chief among them are the gifts of sword and shield—the shield to defend your wife, children, even your free time once in a while; and the sword to cut away all that is unhealthy and destructive in your most important human relationship. And, oh yes, she encourages men to return to, or start anew, a life of prayer. A man who knows Christ knows true sacrifice and so will be better able to truly “marry her and die for her.”

Marry Her And Die For Her – Chapter 3

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16 settembre 2017

Padre Nostro. In aramaico

di Costanza Miriano

 

Ho registrato suor Silvia, irakena, che prega il Padre Nostro nella sua lingua, l’aramaico. È la sua lingua madre, come per Gesù. È una musica e non smetto di ascoltarlo. Suor Silvia è qui a Carpi per raccogliere fondi per la sua terra distrutta. “Non ho paura di morire, perché ormai viviamo da morti in Iraq. Ho paura solo che arrivino i musulmani e ci violentino. Non tutti sono violenti, ma molti sì. Spesso ci insultano, ci tirano pietre perché siamo cristiane. Arrivano nelle città e ammazzano la gente. E tu non puoi parlare. Ieri sono morti 200 civili”.
E niente. Oggi (15 settembre) è la Madonna addolorata…

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6 settembre 2017

È morto il cardinal Carlo Caffarra

di Costanza Miriano
di  Costanza Miriano
 E’ morto un padre per tanti di noi. Il cardinal Carlo Caffarra. L’uomo più colto, intelligente, umile che abbia mai incontrato. Innamorato di Dio e della Chiesa, leale col Papa. Parlava di uomo e donna, di famiglia e maternità e paternità come solo Giovanni Paolo II sapeva fare. Spero di non essere presuntuosa nel dire che era anche mio amico, come di tantissimi di noi. Solo il 24 agosto ha abbracciato tutti i miei figli e lo porterò sempre nel cuore. Era stato molto male ma gli avevo fatto promettere che non se ne sarebbe andato presto.

Adesso che sei con Karol, mi raccomando, veglia su di noi caro padre! Ti voglio tanto bene e mi mancherai terribilmente. Spero di raggiungerti un giorno.

 

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1 settembre 2017

La battaglia finale

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Prima di conoscerlo l’ho citato tante volte, il cardinal Carlo Caffarra. Ripetevo quello che raccontava lui, di quando il Papa, Giovanni Paolo II, che lo teneva come suo più fidato consigliere sui temi della famiglia e dell’antropologia, lo interrogò e gli chiese quante volte al giorno leggesse il racconto della Genesi, il passaggio in cui si dice che Dio crea l’uomo a sua immagine, maschio e femmina. Diceva il Papa che proprio lì si nascondeva il segreto dell’uomo. Mi faceva un sacco ridere che il Papa interrogasse Caffarra, e che lui dovesse ammettere che non è che proprio lo stesse a leggere dalla mattina alla sera, quel passo. La cosa me lo faceva sentire più vicino. Poi ho avuto il privilegio di incontrarlo, e ho scoperto che, nonostante una cultura sterminata e una sapienza praticamente omnicomprensiva, vicino lo era davvero, uno di quegli uomini pieni di umanità e dotati di sofisticati strumenti radar, quelli che permettono a qualcuno di farti i raggi a vista (di solito ce li hanno alcune suore molto mistiche, alcune mamme, raramente gli uomini, e solo quelli che pregano molto). Infine qualche giorno fa ho avuto il privilegio di trascorrere un’ora con lui, e sebbene mi sia dimenticata i tre quarti delle cose che avrei voluto chiedergli sul tema maschio femmina, la domanda più importante sono riuscita a fargliela.

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22 agosto 2017

Gay scout dell’Avvenire

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Il problema della pagina che l’Avvenire ha dedicato domenica al caso degli scout omosessuali è principalmente la collocazione all’interno del giornale: la pagina denominata catholica. Sarebbe stato più appropriato la pagina varie, o altro, o liquida, se si preferisce il latino. Perché nel modo di affrontare la questione non c’è assolutamente niente di cattolico. Se si fosse affrontata la conversazione in un qualsiasi salotto di gente non credente, ovviamente aperta, multiculturale, di larghe vedute, refrattaria ai dogmi come impone il pensiero medio, non retriva come noi cattolici che pensiamo che la Verità sia una sola possibile, gente che beve uno spritz la sera in riva al mare, sarebbero venute fuori più o meno le stesse conclusioni. Conclusioni di buon senso, forse, ma incuranti delle posizioni del magistero della Chiesa, e persino del Papa a cui forse credono di conformarsi: il caso è sempre da affrontare, bisogna discernere, includere eccetera eccetera.

Ma entriamo nel merito, con un’ultima nota preliminare. Accettare la parola gay senza neanche un cosiddetto davanti significa inchinarsi alla mentalità omosessualista di cui quella parola è figlia. La parola gay non è mai usata nei documenti della Chiesa, e si sa che la lingua è la prima scelta culturale che possiamo fare.

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15 agosto 2017

La festa dell’Assunzione la promessa di un compimento

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Chissà come è andata quando Maria, come addormentata, è stata presa da Dio e portata in cielo. Caravaggio decide di raffigurare, accanto al corpo di Maria (e lasciamo stare che come modella prese una prostituta annegata nel Tevere, e per questa scelta scandalosa l’opera fu rifiutata dai committenti), questa Maria Maddalena ripiegata su se stessa in un pianto inconsolabile. Non perché Maria sia morta, ma perché la sua solitudine senza la Madonna, dopo che Gesù è risorto, è totale.

La Maddalena è la donna più fortunata del mondo, perché a lei per prima Gesù ha scelto di mostrarsi. A lei che l’ha amato perdutamente, di un amore castissimo che il mondo non può capire. Maddalena è casta perché lei non vuole possedere Gesù, ma vuole essere unita a lui: “l’ho cercato ma non l’ho trovato, l’ho chiamato ma non m’ha risposto” è la trama della sua vita da quando lo ha incontrato e lui ha cambiato la sua vita.

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8 agosto 2017

Jesus blood never failed me yet

di Costanza Miriano

il blog di Costanza Miriano

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Qualche tempo fa ho incontrato un caro amico, Saverio. Saverio come me è appassionato di musica e ha una discreta collezione. Quel giorno, come in un laboratorio di BombaMusica in nuce, abbiamo scambiato opinioni e ascoltato qualche disco. A un certo punto lui tira fuori dal computer un brano di un perfetto sconosciuto (almeno lo era per me): Gavin Bryars. E non solo. Mi racconta una storia. Una strana storia…

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6 agosto 2017

Fatima una storia di popolo

di Costanza Miriano

Finalmente il mio speciale sul centenario di Fatima  online. Ci tenevo molto soprattutto per le testimonianze dei ragazzi del gruppo di preghiera (tra cui una Miss Italia e due attrici, mica bruscolini) e l’intervista al Cardinal Muller, che nel frattempo non è più prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ma rimane un sant’uomo, benché tifoso del Bayern.

per vedere lo speciale clicca QUI

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25 luglio 2017

Charlie e la coscienza di un popolo

di Costanza Miriano

In tutta la mobilitazione per Charlie Gard, come anche per il Family Day, non conta solo il risultato concreto: certo, non abbiamo fermato la gloriosa macchina dei “diritti” – in questo caso il diritto di togliere un bambino ai genitori perché dei medici decidano quando vale la pena vivere, quando no – ma almeno l’abbiamo rallentata, abbiamo aiutato i genitori a far conoscere al mondo un’azione che sarebbe avvenuta nel clima sterile e silenzioso di una stanza di ospedale. Grazie al fiume di voci e di preghiere il Papa ha parlato. Trump si è mosso. Il mondo si è mobilitato. 

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24 luglio 2017

I soliti vecchi inganni

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

L’altro giorno in edicola mi è caduto l’occhio sulla copertina dell’Espresso, che annunciava il ritorno dei maschi. La cosa ha acceso una scintilla, minuscola, di speranza in me, e andando contro i miei più radicati principi morali – non finanziare il gruppo editoriale – ne ho comprata una copia. Magari, mi sono detta, scriveranno che gli uomini hanno ricominciato a essere virili, a proteggere, sostenere e dare la vita per le donne, a fecondare il mondo, a generare figli, a prendersi responsabilità, a fare da muro che recinta e sostiene, a capire le paure e le ansie delle loro donne che sono rimaste incinte, ascoltarle e poi dire “no, questo figlio non lo ammazzeremo, ma ce ne prenderemo la responsabilità insieme, e lo cresceremo meglio che potremo”, come dovrebbe un vero uomo. Le speranze sembrano non morire neppure quando dalla copertina passo alla prima pagina dell’articolo. C’è un bicipite disegnato, e, in tempi di rammollimento generale, mi pare già qualcosa.

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8 luglio 2017

È nel rapporto vitale con i genitori che sta l’interesse vero di Charlie

di Costanza Miriano

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di don Vincent Nagle

 

Mentre scrivo Charlie Gard è ancora vivo in un Ospedale a Londra. Charlie, il bambino di dieci mesi che ha una rara malattia genetica, che sta peggiorando e non può sopravvivere senza l’aiuto di una macchina che lo fa respirare, è figlio di due giovani genitori  che non vogliono mollare le cure, mentre l’ospedale dice d’aver provato tutte le vie  loro conosciute per aiutare il bambino e dicono che è ora di cessare le cure invasive  e permettere che la vita di Charlie segua il suo corso naturale verso la morte perché soffra inutilmente.

Voglio offrire un paio di osservazioni prese dalla mia lunga esperienza nell’accompagnare sia famiglie come quella di Charlie e anche operatori sanitari come quelli dell’ospedale.

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7 luglio 2017

Il Great Ormond Street Hospital di Londra ha annunciato che rivaluterà il caso di Charlie

di Costanza Miriano

Il Great Ormond Street Hospital di Londra ha annunciato che rivaluterà il caso del piccolo Charlie

Il Great Ormond Street Hospital di Londra si è rivolto all’Alta Corte per una nuova udienza sul caso del piccolo Charlie Gard “alla luce delle richieste relative a possibili altri trattamenti”. Lo riportano Bbc e Sky News dopo che il Bambino Gesù di Roma ha inviato una lettera all’ospedale londinese chiedendo ufficialmente ai medici inglesi di poter somministrare al bimbo un protocollo sperimentale “che può funzionare”.

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5 luglio 2017

“Don’t kill Charlie” e parte l’email bomb di facebook

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Tremila mail punitive per avere scritto quattro parole – quindici lettere totali – sulla bacheca del Great Ormond Street Hospital. Da giorni ogni tre, quattro minuti ricevo una mail da Facebook; anzi, adesso ho appena controllato, sono nove minuti che non ne arriva una, e mi sento anche un po’ sola. Mi aspetto come minimo che venga Mark Zuckerberg a portarmi il caffè, visto che mi ha abituata alla sua compagnia.

Dunque, le cose sono andate così. Da molti giorni il popolo della vita si è mobilitato per la vicenda di Charlie Gard. Fiaccolate, veglie, lettere, raccolte firme, azioni sui social network, telefonate ad amici che conoscono medici dell’ospedale. Anche io ho cercato di fare tutto quello che può una mamma italiana che lavora e che non può mollare figli e redazione e andare a Londra ad abbracciare i genitori disperati o a supplicare in ginocchio i medici. Il 27 giugno un’amica ha avuto l’idea di andare anche a scrivere qualcosa sulla pagina Facebook dell’ospedale, per far arrivare ai medici la sensazione di un’opinione pubblica fortemente contraria alla loro (cosa che alla fine ha portato risultati, quindi non un gesto sterile, direi). Ho provato subito, ma i commenti in bacheca vengono sottoposti alla approvazione di qualcuno.

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27 giugno 2017

Belle donne

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Il compito principale delle donne è la bellezza. È l’esigenza di bellezza che incalza le donne affinché riparino la vita, organizzino lo spazio, curino la fragilità che si trovino intorno. È un bisogno che va molto oltre – ma non prescinde da – il bisogno di essere belle allo sguardo, e di generare bellezza. La donna è definita dal suo vuoto, dal suo spazio, dalla sua fragilità, dal suo bisogno, dal suo utero, inteso come spazio interiore per fare spazio alla vita. Ha bisogno che questo spazio sia colmato di bellezza, è il suo vuoto che la rende affamata. La donna ha bisogno di piacere a un altro. E quello che definisce una donna, quello che ci dice che donne siamo, è proprio la risposta che decidiamo di dare alla domanda “a chi voglio piacere io?”

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24 giugno 2017

Cara Benedetta

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Cara Benedetta, la mattina del vostro matrimonio, alle 10, stavo ancora calcolando se avrei fatto in tempo a saltare su un treno, lasciare tutto, chiedere alla tata di venire a casa mia per una dozzina di ore (Guido doveva lavorare), scoprire che aveva da fare con la nipotina, cercarne un’altra, far arrabbiare mio marito, lasciare a tre quarti il cambio di stagione e la battaglia contro i tarli della credenza della cucina, coprire con un telo il chilometro quadrato di pentole abbandonato in salotto per pulire la credenza, mettere il vestito verde da cerimonia (non stirato), tirare fuori i sandali del mio matrimonio, ricoprire sommariamente le unghie dei piedi con uno strato di smalto nuovo sopra quello vecchio e partecipare almeno alla messa, per essere al vostro fianco in questo inizio di un’avventura che è cominciata e non finirà mai.

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16 giugno 2017

Propongo di mettere una tassa sulla parola accoglienza

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Qualche giorno fa, dopo aver letto un articolo che avrei catalogato nel settore “parole in libertà”, ho scritto, senza curarne più di tanto la forma, uno status di facebook che pensavo sarebbe caduto nell’indifferenza generale. L’ho buttato giù di getto, senza pensarci troppo, non perché non ne fossi convinta ma al contrario perché ne sono talmente convinta che mi sembrava abbastanza banale. Diceva: “Propongo di mettere una tassa sulla parola accoglienza”. Apriti cielo. Si è scatenata una polemica che non finiva più.

Vorrei provare a capire quali corde avrei inavvertitamente toccato. Ho scritto che propongo una tassa perché la parola accoglienza mi sembra oggi una delle meno comprese e di quelle usate nel modo peggiore. A volte con leggerezza, altre volte con disonestà intellettuale. Propongo una tassa perché se uno dovesse pagare per usarla forse lo farebbe con più attenzione. O meglio, propongo una tassa perché l’accoglienza ti deve costare qualcosa, sennò dirla non vale niente. L’elemosiniere del Papa può parlare di accogliere i rifugiati perché ha ceduto la sua casa a una famiglia siriana. E comunque mi risulta che parli poco (ho cercato più volte di intervistarlo, invano). L’accoglienza è una cosa che si fa ma non si dice, a parte chi è preposto a parlare per il suo ministero.

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14 giugno 2017

Infelici e contenti, sull’arte di rovinarsi la vita

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Sono certa che il Signor Nerosfina mi abbia regalato il suo libro – Infelici e contenti, Sull’arte di rovinarsi la vita – non perché mi stimi e gli faccia piacere che io lo legga, ma perché, è evidentissimo, pensa che sono grassa e che debba vestirmi di nero per sfinarmi, per sembrare più magra, ciò che evidentemente sarà impossibile, dal momento che quando mi ha dato il volumetto ero appunto vestita di nero: si vede che questo accorgimento non è stato sufficiente. Ciò spiega perché io sia rimasta praticamente l’ultima al mondo a non avere letto il suo libro: perché non ne ho nessun bisogno. Riesco già da sola a produrre pensieri autogenerantisi dal nulla, stupidi e negativi, in grado di rovinarmi l’umore senza ragione, per quanto le vette della perfezione a cui porta questo libro sono per me ancora da raggiungere.

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