Il saluto a Flora Gualdani, a conclusione del funerale

Pronunciato da Davide Zanelli, segretario e biografo di Flora Gualdani, a nome della fraternità di Casa Betlemme

Cattedrale di Arezzo, 19 agosto 2026

Cara Flora,

hai terminato la corsa, hai combattuto la buona battaglia, hai conservato la fede. Ma l’hai anche trasmessa la fede, l’hai rinforzata a tantissima gente, aiutando la tua amata Chiesa. Con la tua vita scintillante hai reso più credibile la Chiesa insegnandoci ad amarla e a servirla.

Adesso sei in compagnia dei tuoi santi e dei tuoi giganti, insieme ai tuoi genitori. Sei finalmente tra le braccia del tuo Sposo e di Sua Madre che ti ha guidato da “perfetta regista” passo dopo passo, fino a qui.

Hai pagato tutto quello che c’era da pagare nel tuo letto di dolore e l’hai fatto docilmente, offrendo la tua croce per chissà quali intenzioni. Un giorno ce lo spiegherai.

Adesso avrai discusso la tua tesi finale nell’Alto dei cieli e forse ti stai gustando finalmente un buon caffè, come piaceva a te. Avevi detto che prima di andare in Paradiso ti saresti informata se lassù ce l’hanno il caffè. Qui sulla terra restano le tue opere e tutto l’amore immenso che hai donato in giro senza risparmiarti mai.

Hai usato prima le tue mani per servire la vita nascente al fianco delle donne. Con le tue mani sapienti, nel tuo ospedale da campo, hai riparato tanto dolore e gli squarci nel cuore della gente, di grandi e bambini. Più che costruire ponti e abbattere i muri, tu andavi oltre: eri capace di costruire cattedrali sopra le scogliere. Come tu sola sapevi fare, con il tuo stile di dolcezza e fermezza.

Poi hai usato tutta la tua voce, la tua fiaccola con cui incendiavi i cuori dei semplici e degli intellettuali. Hai usato la tua voce come un capitano coraggioso, per predicare la carità nella verità, per insegnare ciò che è vero, è buono ed è bello. E fa bene alla società.

Hai usato tutta la tua voce fino all’ultimo giorno in cui il Signore te lo ha chiesto e te lo ha permesso. Poi ti ha chiesto di entrare in modalità silenziosa, di salire sulla Croce insieme a Lui.

Qui a renderti omaggio non ci sono soltanto una comunità e la tua città. La tua fama ci sta arrivando da tutta Italia. Stiamo scoprendo quanti figli avevi sparsi in giro. C’è un intero popolo di persone che ti vuole un bene immenso da ogni dove. È come un’onda che si è sollevata dal popolo di Dio e ci sta sommergendo con messaggi di gratitudine. Abbiamo saputo che c’è gente in giro che ti sta pregando e già ti chiede una grazia.

Sappiamo che dopo il tuo caffè e un po’ di eterno riposo, tu da lassù ti metterai presto a lavorare.

Aiutaci a non sciupare tutto quello che hai seminato, aiutaci a metterlo in pratica e a non deviare dal solco che hai faticosamente tracciato nel tuo piccolo sentiero luminoso verso la grotta di Betlemme.

Siamo venuti qui a dirti che sulla terra tu sei stata una donna meravigliosa. Una femmina, una madre, una sposa. Un profeta con la gonna, con i piedi piantati per terra e lo sguardo rivolto al cielo. Sapevi dialogare con tutti, anche con il cielo.

Adesso dal cielo prega tu per noi, che siamo tutti figli tuoi. E siamo qui per dirti grazie Flora, grazie di tutto e per sempre.

Alleluja, Alleluja!

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