La nostra fede è troppo ricca perché sia tutta “spiegata”, secondo me. D’altra parte, come era quella storia del secchiello che non conteneva il mare? Era l’immagine usata da Sant’Agostino per rappresentare un cervello umano che cercasse di comprendere la Trinità. Figuriamoci se il cervello in questione è quello di una ultracinquantenne moglie mamma plurilavoratrice, che ritiene un grande successo a livello intellettuale ricordare dove ha parcheggiato la macchina, roba da Nobel per la fisica.
Il film punta i riflettori su uno degli argomenti più bui della nostra società: la lotta al traffico dei minori argomento ancora più inquietante dopo la pubblicazione dei file Epstein. La sceneggiatura è basata sulla storia vera di un agente FBI (interpretato da Jim Caviezel) che dopo aver salvato un ragazzino da spietati trafficanti di bambini, scopre che la sorellina è ancora prigioniera e decide di imbarcarsi in una pericolosa missione per salvarla. Con il tempo che stringe e fronteggiando numerosi ostacoli, lascia il lavoro e si addentra nella giungla colombiana, mettendo a rischio la sua stessa vita pur di liberarla da un destino peggiore della morte.
Il tempo di Pasqua in passato ha sempre suscitato in me slanci inconsulti e picchi di irragionevole entusiasmo. Quest’anno però sono alla cinquantacinquesima primavera… “Che ti vuoi rinascere, alla tua età?” – mi dico. “E poi dai, alla fine puoi pure smetterla con il tuo continuo tentare un self improvement, con il tuo efficientismo di stampo anglosassone. Va bene dove stai, il punto al quale sei arrivata non è così male”. Potevo fare meglio ma potevo fare anche molto peggio. Mi accontento. Sto.
Qualcuno mi chiede come mai non commenti le ultime vicende di Trump e del Papa. Io faccio fatica perché come ho detto e mostrato più volte per me la chiave di lettura dei fatti non è mai politica. Se c’è un politico che afferma di voler difendere la vita, ne sono contenta, ma non tifo per il politico, tifo per la vita. Sono disorientata, certo. Prego per la pace, è ovvio, perché credo che l’azione militare sia ammessa, e sacrosanta, solo per difendere la vita. Mi limito a notare che quelli che esprimono solidarietà al Papa adesso sono più o meno gli stessi che hanno gioito quando a un altro Papa è stato impedito di parlare alla Sapienza. Il fatto è che ci sono tanti, anche tra i Vescovi, che giudicano tutto in chiave politica.
Stanotte, amici cari, insieme a noi, sparsi tra tante case, si sono riuniti, in questa Chiesa che compie segni arcani, la luna nuova di Pasqua, e il fuoco, l’acqua, la terra, il soffio della brezza di primavera, gli elementi del mondo, e le stelle che trapuntano come brillanti l’abito nero indossato dopo ogni crepuscolo dalla creazione, mentre attende l’aurora con il subbuglio della paura e della speranza che le squassano il cuore.
Comunque questa è la tomba di uno che si è addormentato quando Gesù soffriva da morire, e ha fatto finta di non conoscerlo quando veniva processato. La cosa bella nelle cose di Dio è che tutto è grazia, una grazia sproporzionata. Anche sei hai fatto come me una quaresima da schiappa, se i tuoi propositi ascetici sono naufragati alla prima domenica di Quaresima, hai sempre la possibilità di incontrarlo in un modo inatteso e sconvolgente. Perché a Dio, a uno che se alza un sopracciglio je parte ‘na galassia (copyright Carlo Striano, l’amico di don Fabio) i sacrifici non servono, servono a noi per ricordarci chi siamo. Ma poi lui i regali ce li può fare lo stesso, gratis.
Buon triduo a tutte le schiappe come Pietro e anche peggio..
Ad AsiaNews mons. Nahra descrive la chiusura dei luoghi senti come “una sorta di morte che le persone stanno vivendo”. Dal Covid a Gaza, al conflitto con l’Iran un quadro di “pandemia” perenne. L’impatto sui bambini e le criticità interne alla società israeliana, con violenze e omicidi fra gli arabi. “La gente nelle parrocchie chiede di venire a pregare, tanti anche i giovani. Danni diffusi anche se non se ne parla molto”. La lettera aperta per la pace firmata insieme da 80 organizzazioni ebraiche e arabe.
La chiusura del Santo Sepolcro (e di tutti i luoghi sacri) a Gerusalemme riveste “un forte valore simbolico” e “dice molto sulla realtà attuale” in cui “la gente non si muove facilmente” a causa della “guerra, i ripetuti allarmi, il suono delle sirene e la corsa verso i rifugi”. È quanto racconta ad AsiaNews mons. Rafic Nahra, vescovo ausiliare del patriarcato latino di Gerusalemme (Lpj) e dal 2021 vicario patriarcale per Israele, descrivendo la situazione a oltre due settimane dall’inizio del nuovo conflitto con l’Iran, dopo la “guerra dei 12 giorni” del giugno scorso. Il Santo Sepolcro “è lo specchio di questa situazione, è una sorta di morte che le persone stanno vivendo”, prosegue il presule, in attesa di capire quello che succederà “la Settimana Santa e la Pasqua, prima ancora vi è pure la Pasqua ebraica: vedremo come comportarci”.
A volte sembra che a Passione di Gesù è la grande rimossa, la tentazione è sempre quella di credere in un Dio che ti manda le cose per il verso giusto, un problem solver, una specie di amuleto o portafortuna. Magari buono, sì, “Gesù era una persona tanto buona”, su questo è difficile trovare qualcuno, anche ateo, che sia in disaccordo. Quindi, se è tanto buono, se noi ci comportiamo bene con lui anche lui lo farà con noi, e ci farà andare bene tutte le nostre cose. Invece davanti al mistero del dolore – il suo immenso e i nostri, più o meno grandi – i conti non ci tornano. Come mai Dio, l’onnipotente, è finito sulla croce? E come mai a quella persona disonesta ed egoista va tutto alla grande, mentre a quello così generoso e leale ne sono successe di tutti i colori?
Volevo aspettare di avere tutte le notizie utili (tutti i relatori e i titoli delle catechesi) e soprattutto di essere in vena di produrre un pezzo brillantissimo e scintillante ma insieme teologicamente profondo, solo che sto scrivendo un nuovo libro e i pochi neuroni rimasti, vista la mia anzianità, sono tutti lì, per cui la metto così, semplice. Visto che in tanti, giustamente, mi continuano a chiedere conferme, dovendo prenotare treni e stanze per dormire, confermo: il 7 novembre il Monastero wifi si ritroverà per l’ottavo Capitolo generale nella Basilica di San Pietro.
Se parliamo di desiderio e di quello che suscita in noi il vedere quello che altri hanno (dico “se” perché, come afferma – calunniandomi – mio marito, io tendo un po’ a divagare, e ora essendo un tardo sabato sera piuttosto che scrivere di questo vorrei soffermarmi a riflettere sul perché, quando i miei figli escono, il numero di ambulanze che si sentono suonare da casa mia aumenta del 127%, è un dato statistico; purtroppo però devo rimanere sul tema del capitolo, perché non posso dare ragione a mio marito, la mia religione me lo vieta), insomma, dicevo, se parliamo di desiderio e di sguardo sugli altri, una parte importante, direi una novantina di capitoli, andrebbe dedicata al tema del lavoro. Perché credo siano molte le persone che, per così dire, “prendono la vita” dal loro lavoro, cioè ritengono che sia il lavoro che fanno a determinare il loro valore, a dire chi sono, e in tanti sono tentati di credere che se ne facessero uno diverso da quello che hanno – più prestigioso, meglio retribuito, più gratificante, più utile – sarebbero più felici. Potrei dire che lo afferma una ricerca del New England Institute Journal, sarebbe un’affermazione più incisiva, ma non so manco se esista questo Institute, e a dire il vero ignoro persino dove sia il New England. In realtà è un mio giudizio, una mia impressione formatasi del tutto empiricamente, ma sarei contenta di essere smentita; sinceramente però non credo di essere molto lontana dal vero.
Una sedicenne a Grosseto venerdì scorso in prima fila alla presentazione del mio ultimo libro (e già questa di per sé sarebbe una bella notizia, ben sei ragazzi giovani, non so se retribuiti per ascoltarmi… ) mi ha fatto una domanda a cui non mi avevano mai chiesto di rispondere. Si sa che i ragazzi hanno una marcia in più. Comunque mi ha chiesto: “Qual è la cosa a cui non rinunceresti mai?” Lì, all’improvviso, su due piedi, senza prepararmi, mi è venuto da dire solo “il battesimo”.
Non ho capito molto – ma credo che pochi abbiano il quadro completo – degli Epstein files. Ho letto qualcosa, qua e là, quello che sono riuscita, perché non è facile mettere insieme le informazioni e perché l’abisso di dolore e di orrore è quasi intollerabile, soprattutto nella parte che riguarda bambini o adolescenti. Però oltre al dolore per le vittime, la cosa che mi sembra più chiara è che pervertiti satanisti e pedofili sono nelle élites mondiali o le frequentano. non dovremmo stupirci perché eravamo stati avvertiti, davvero: Satana è il principe di questo mondo.
Io questa cosa del nostro Re potentissimo, anzi Onnipotente, che poi finisce attaccato mani e piedi a una croce e senza anestesia, dopo atroci sofferenze, non è che la capisco tanto. Eppure credo che lì stia il mistero, il cuore più profondo della nostra fede. Lì è lo scandalo per noi, eppure lì sta la Verità che cerchiamo, e pare che se non si passa di lì non ci si arriva.
“Ragazze, guardate cosa ho ricevuto per l’anniversario di matrimonio!” “Ma da chi?” Vedi, marito, sei così poco incline al romanticismo che a nessuno in casa è venuto in mente che potessi avermi regalato tu i fiori per il NOSTRO anniversario. Diciamo che regali e dichiarazioni non sono il tuo forte. Vai meglio con le liste della spesa che con le smancerie, e quanto ai complimenti, pochi, uno al decennio, a occhio e croce. Però tu ci sei. Ci sei sempre. Sei un uomo di una parola sola. Se dici sì, ci sei. (Se dici no, io comunque provo sempre a strapparti un sì, e spesso ci riesco, alla faccia della sottomissione).
Promemoria per chi sta pensando di partecipare al Pellegrinaggio notturno delle Sette chiese a Roma, che si terrà nella notte tra il 15 e il 16 maggio 2026: anche quest’anno a un certo punto verranno chiuse le prenotazioni, quindi chi sta pensando di partecipare conviene che si iscriva appena decide a questo link, che elenca tutte le istruzioni. Si parte da Chiesa Nuova alle sette di sera e si arriva a santa Maria Maggiore alle sette di mattina. I motivi per partecipare sono tantissimi, non saprei da dove cominciare. Quelli più importanti sono in questo link, e ovviamente il più importante è LUI, stare con il Signore tutta la notte… Quelli di contorno comunque sono da compilare a piacere, ognuno ha i suoi.
Siamo travolti da fiumi di notizie l’informazione è confusa, a volte falsa, a volte molto puntuale, a volte manipolata, altre veridica, ma sicuramente istantanea, abbondante, travolgente. Come fare a scrivere qualcosa che sia attuale anche fra più di qualche ora? Il problema riguarda mille volte di più il nostro vivere: tutti noi riceviamo tante sollecitazioni e informazioni e abbiamo la possibilità di accedere a tanti contenuti, a volte anche, buoni, preziosi, utili. Dobbiamo capire, prendere posizione, farci un’idea su tante cose.
La maternità non toglie niente, aggiunge solo. Questo oro olimpico festeggiato con un figlio in braccio è un promemoria per tutte quelle che congelano gli ovuli perché devono fare carriera, per quelle che abortiscono dicendo che non è il momento per un figlio perché devono realizzarsi, scrivere un libro, prendere una laurea.
La vera accoglienza delle persone omosessuali non è incoraggiarle a vivere relazioni intrinsecamente disordinate (così le chiama il Catechismo), che quindi fanno il loro male, il che vuol dire soffrire e vivere male (altro che allegria delle parate); la vera accoglienza è affermare con chiarezza che l’attrazione verso lo stesso sesso può essere vissuta secondo il Battesimo, può essere anche una via per la santità, una via fatta di castità, preghiera e dedizione, fraternità, supporto reciproco e testimonianza di vita cristiana.
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