9 dicembre 2016

Il capolinea della libertà e l’inizio della reazione. E non è solo antipolitica

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Hanno una strana idea di libertà, in Francia, dunque. Fare vignette in cui le tre Persone della Trinità hanno rapporti sodomitici è libertà espressiva, anzi è creatività e umorismo, e nessuno deve sentirsi offeso. Dire a una donna che si è pronti ad aiutarla affinché, se se la sente, faccia nascere suo figlio è un reato, punibile col carcere fino a due anni.

L’altro ieri è dunque passato anche al Senato francese, seppur modificato, il testo della legge che metterà il bavaglio a tutti i mezzi di comunicazione, compresi i siti internet, che cercano di salvare qualche donna e qualche bambino dalla carneficina quotidiana. Contro il genocidio censurato e finanziato dallo stato un manipolo di volenterosi oppone, si badi bene, non una azione o una resistenza attiva, ma semplicemente, mitemente, parole, consigli, offerta di aiuto pratico, informazioni. Tutte le donne che conosco, se sono passate attraverso il dolore dell’aborto, dicono di non essersi rese conto di quello che stavano facendo, tutte, dopo, dicono con strazio “magari qualcuno mi avesse fermata”. Ecco, da oggi i prolife francesi non potranno più provarci, a fermarle.

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8 dicembre 2016

Essere spose

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano, dal libro QUANDO ERAVAMO FEMMINE

Care le mie piccole donne,

ogni tanto nelle giornate frenetiche che ben conoscete, quando torno dal dentista trascinando di peso Livia nella mia corsa, praticamente buttandomi sotto i tir per attraversare la strada e tentare di entrare nel negozietto del cinese prima della vecchietta cicciona che stara li, me lo sento, almeno sette minuti a scegliere un rocchetto di filo – ≪ma io, signora, devo comprare le ghirlande per il lavoretto della prole e poi fiondarmi a casa, infilare in una borsa tre mutande, lenti a contatto e un po’ di cioccolata e cercare di prendere un treno per Parma, quindi mi perdonerà cara se la ribalto con una gomitata ≫. Continua a leggere

7 dicembre 2016

Alla Superluna

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Pochi giorni fa il telegiornale ci ha invitato ad alzare lo sguardo verso il cielo notturno, per un’occasione unica: l’apparizione della Superluna. In verità il nostro satellite non ha cambiato dimensione, ma si è trovato vicino alla terra come non succedeva da una cinquantina di anni.

Da casa mia non si vedeva per le nuvole, ma la curiosità mi spingeva ad affacciarmi ad intervalli regolari. È normale: la luna non attrae solo gli oceani, è un magnete appeso in cielo anche per la fantasia dell’uomo.

Quanti scrittori hanno passato ore con il naso all’insù? Galileo che controllava se il terreno era liscio o montagnoso, ci vedeva persino il mare; Dante che, per mano a Beatrice, ci è atterrato prima degli americani (invece che baciarla ha preferito chiedere se le macchie erano materia con densità superiore); Leopardi che le si è rivolto fingendosi un pastore, lanciandole le più impegnative domande universali (“Ed io che sono?”).    Continua a leggere

7 dicembre 2016

Siamo tutti fuori. Viaggio nel paese delle meraviglie di G. K. Chesterton

di autori vari

… ovvero inno alla vita ed alla quotidianità, che non è mai noiosa!

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di Rosalba Scrima

Come spesso accade, il sottotitolo di un’opera è sempre rivelatore del suo profondo contenuto. Così anche in questo testo, pubblicato per Berica Editrice, all’interno della collana UOMOVIVO, l’autrice, Annalisa Teggi, saggista e traduttrice di svariati testi di Chesterton, ci accompagna alla scoperta della “meraviglia” contenuta negli scritti dell’autore inglese. Di che tipo di meraviglia si tratta? Su cosa Chesterton ci costringe a riflettere, operando un costante ribaltamento di prospettiva del pensiero e dell’esperienza del mondo moderno? Sulla vita ad esempio, e sulla sua positività, nel suo significato etimologico di positum, cioè dato. Afferma infatti in Cosa c’è di sbagliato nel mondo: “Io sono molto più sicuro del fatto che le cose sono buone in principio, piuttosto che andranno bene alla fine.

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5 dicembre 2016

Il ruolo della luce, del sale e del lievito

di autori vari

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di Antonello Iapicca

La piazza del Family Day costituì un fatto politico, e oggi ne vediamo gli effetti. Ma quella Piazza è stata molto di più, un evento profetico, capace cioè di leggere la realtà presente, interpretarla, e offrire un discernimento sicuro per camminare nel futuro, perché solo chi ha un passato certo come una Roccia e luminoso come il perdono può inoltrarsi senza paura nella storia. Quella Piazza fu un fatto politico perché ancorato nella fede che sorge nella Chiesa ed è fondata sulla Roccia che è Cristo, la fede verso e nella quale cammina la stragrande maggioranza di quanti vi hanno partecipato.

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2 dicembre 2016

Hanno paura della verità

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Se abiti in Francia, conosci una donna che stia decidendo se abortire o no, e le dici che sei disposto a darle una mano, ad aiutarla col suo bambino nel caso decidesse di farlo nascere, se le provi a suggerire, delicatamente, di non abortire, perché ucciderlo potrebbe portare tanto dolore nella sua vita, adesso rischi due anni di carcere e 30 mila euro di multa, ammesso che il senato il 7 dicembre approvi la legge già passata alla Camera. C’è stato un angoscioso slittamento della realtà. Da facoltà depenalizzata – “nel caso di estremo pericolo per la vita della donna, nel caso che non ce la faccia, provati tutti gli aiuti, se proprio non c’è un’altra via, si può anche uccidere il bambino, e non si sta commettendo reato”: questo era lo spirito della legge – l’aborto diventa diritto arrogante, talmente prepotente da schiacciare tutto il resto, libertà di parola compresa (eppure liberté, egalité bla bla bla, eppure Je suis Charlie come se piovesse…). Continua a leggere

30 novembre 2016

Cosmolatria

di autori vari

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di Giacomo Biffi 

“Di tutte le idolatrie che ci affliggono, l’adorazione del mondo è senza dubbio la più clamorosa. Oggi uno può impunemente parlare male della Sposa di Cristo senza avere il minimo fastidio ecclesiale; ma se azzarda a scrivere due righe contro il “mondo”, deve aspettarsi almeno qualche tiratina di orecchie anche da parte dei recensori più benevoli e pii.

Questa “cosmolatria” fa tanto più spicco in quanto stride con tutta la consuetudine linguistica dell’ascetica tradizionale: la “fuga dal mondo”, la “rinuncia al mondo”, il “disprezzo del mondo” dai primordi del cristianesimo fino a pochi anni fa sono, stati temi classici della riflessione e della predicazione; ebbene, di essi nelle comunità cristiane di oggi non si trova più traccia. Al loro posto si propone l’ “inserimento nel mondo” e perfino il “servizio del mondo”. Continua a leggere

28 novembre 2016

L’uomo ha una legge scritta da Dio dentro il suo cuore

di autori vari

dal DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI PARTECIPANTI  AL II CONGRESSO INTERNAZIONALE DI TEOLOGIA MORALE

Sabato, 12 novembre 1988

Come insegna il Concilio Vaticano II, “nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge, che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire . . . L’uomo ha in realtà una legge scritta da Dio dentro il suo cuore; obbedire è la dignità stessa dell’uomo e secondo questa egli sarà giudicato” (Gaudium et Spes, 16).

Durante questi anni, a seguito della contestazione della Humanae Vitae, è stata messa in discussione la stessa dottrina cristiana della coscienza morale, accettando l’idea di coscienza creatrice della norma morale. In tal modo è stato radicalmente spezzato quel vincolo di obbedienza alla santa volontà del Creatore, in cui consiste la stessa dignità dell’uomo. La coscienza, infatti, è il “luogo” in cui l’uomo viene illuminato da una luce che non gli deriva dalla sua ragione creata e sempre fallibile, ma dalla sapienza stessa del Verbo, nel quale tutto è stato creato. “La coscienza” – scrive ancora mirabilmente il Vaticano II – “è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria” (Gaudium et Spes, 16).

Da ciò scaturiscono alcune conseguenze, che mette conto di sottolineare. Continua a leggere

27 novembre 2016

Per la mia piccola Volpe

di admin @CostanzaMBlog

Piovono miracoli

Filippo è qui,
è vivo, in qualche modo,
è una presenza costante che non ci permette di crollare nella malinconia,
a volte è una sensazione quasi fisica.

Ma Filippo è anche altrove,
dove sono tanti bambini che lo hanno preceduto e seguito,
dove un giorno lo ritroveremo,
felice.

Non è solo per lui, quindi, ma sicuramente è grazie a lui,
che abbiamo organizzato il pomeriggio di domani (27 novembre).

Organizzato è una parola fuorviante, perché ancora non ho ben chiaro cosa faremo e come lo faremo.
Di sicuro ricorderemo Filippo e tutti i bambini che ci aspettano in questo “altrove”.

Per ricordare, quindi, ma anche per raccontarci che la vita può essere dura e difficile, ma è comunque un dono, e come tale è sempre magnifica, e starci dentro vale sempre la pena.

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27 novembre 2016 – ore 16:30
Teatro De Rossi
via Cesare Baronio 127, Roma

Vi aspettiamo.

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27 novembre 2016

Alla scuola internazionale

di emanuelefant

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di Emanuele Fant  per Credere

Quando, un anno fa, mio figlio si è diplomato all’asilo, abbiamo compreso immediatamente che la scelta per il suo ciclo di studi successivo sarebbe stata fondamentale. C’era chi si ispirava al metodo Montessori, gli steineriani, la galassia degli istituti cattolici. Noi abbiamo optato per la scuola internazionale. Ormai è in seconda, e quando mi cita a memoria i nomi del registro, mi stupisce con quanta fantasia sia stato messo insieme quell’elenco di fonemi impronunciabili.   Continua a leggere

24 novembre 2016

Stroncature e altre violenze

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Se agganci un’idea assurda e contraria alla natura (uccidere tuo figlio nel grembo) a un’idea oggettivamente buona e incontestabile (combattere lo stupro) puoi far passare nel sentire comune, con qualche bella battaglia mediatica, pressoché di tutto. Così è successo, appunto, per le battaglie radicali per l’aborto, e pazienza se la storia di Jane Roe – quella che ottenne in Usa la storica sentenza –  era inventata, come poi è stato dimostrato. Chi mai può essere favorevole allo stupro? E così usi un caso estremo – anche falso – per innescare un cambiamento di mentalità epocale. Chi non vuole che le donne siano libere di eliminare i propri figli diventa automaticamente una persona a favore della violenza sulle donne.

Così è successo, per esempio, per la campagna che indusse le donne a fumare: una possente campagna pubblicitaria agganciò il fumo all’idea di emancipazione femminile, e pazienza se invece è un’altra schiavitù, a pagamento e dannosa per la salute. Così è successo per la legge sulle unioni civili: chi dice che i figli hanno diritto a un padre e una madre viene considerato contro le persone con tendenza omosessuale. Il passaggio è stato complicato, ci sono voluti anni di campagne mediatiche, ma quasi stanno riuscendo (la sola idea che in Parlamento si possa discutere una legge contro l’omofobia, una cosa che non esiste, ne è la prova). Continua a leggere

23 novembre 2016

Il mistero della donna

di Costanza Miriano

Estratto del primo capitolo di Quando eravamo femmineSonzogno 2016

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di Costanza Miriano

Mie inarrestabili figlie, è colpa della vostra esagerata energia se la ginecologa, quando mise le mani sulla mia pancia, con voi due dentro, esclamò: «Senti! Non lo senti quanta vita c’è qui dentro? Due donne!» (No, sento solo dolore alle gambe e incapacità di digerire anche una camomilla.) Però è vero, c’era tanta vita. E più crescete più ce n’è (fuori dalla pancia, fortunatamente). Io vi guardo, vi ascolto, vi spio continuamente mentre non vi limitate a vivere con un po’ troppo entusiasmo ogni cosa – l’uscita di un film e la caduta spettacolare di un fratello, una torta che per caso non mi si brucia e un’amica che viene a casa, la merenda e la scelta di una maglietta, la preghiera e il duello a spade laser – e lo fate dal primo istante in cui aprite gli occhi – sempre troppo presto – fino alla sera quando, ubriache di parole biascicate, chiacchierate fino a svenire nel sonno. Voi, come ogni femmina che conosco, non vi limitate a vivere, fate anche la telecronaca della vita.

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23 novembre 2016

Matrimonio e libertà

di autori vari

con il card Caffarra a Bologna - 12/9/2013

di Carlo Caffarra

Avila (Spagna), 8 novembre 2016

La libertà del consenso, mediante il quale l’uomo e la donna costituiscono il patto coniugale, è sempre stato riconosciuta nella cultura occidentale. Già il Diritto romano recitava: consensus facit nuptias. Anche la Chiesa ha  da sempre sostenuto e difeso nel suo Diritto questa libertà [cfr. per es. DH 643].

Ciò che invece è stato spesso messo in questione è se il libero consenso costituisse un vincolo non più a disposizione del consenso dei due, oppure se, salvaguardati eventuali diritti acquisiti, il vincolo non obbligasse la libertà indissolubilmente. La domanda che lungo i secoli ha accompagnato l’uomo occidentale era: “poiché è stata la nostra libera volontà a porre il vincolo, non potrebbe la stessa libera volontà scioglierlo?”. E’ il problema dell’indissolubilità del matrimonio in relazione alla libertà dei coniugi.

La tematica è assai complessa. Procederò nel modo seguente. Nella prima parte cercherò di descrivere l’esperienza ed il concetto di libertà presenti     nella modernità occidentale. Spiegherò subito perché parto da questo. Nella seconda parte esporrò brevemente la dottrina cristiana del vincolo coniugale e le sue implicazioni filosofiche-antropologiche. Terminerò con alcune riflessioni conclusive. Continua a leggere

22 novembre 2016

Sulle spalle dei giganti. Le domande di oggi ai grandi di ieri

di admin @CostanzaMBlog
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Giovedì 24 novembre, alle ore 21, nel teatro della parrocchia di San Bernardo da Chiaravalle, appuntamento con Franco Nembrini e Don Fabio Pieroni per continuare ad interrogarci sulla nostra vita a partire dalle pagine dei grandi della letteratura.
Troppe volte la storia e la letteratura sono considerate qualcosa di estraneo, un fardello da gettar via appena usciti dall’età scolare. Eppure scopriamo continuamente che le nostre domande quotidiane sono le stesse degli uomini che ci hanno preceduto, e che la loro fatica ci consegna un’ipotesi di risposta da cui è possibile partire per lanciarci nella vita.
Con l’aiuto di Franco Nembrini vogliamo confrontarci con le pagine di Petrarca, Ariosto, Foscolo, Manzoni, Leopardi, Baudelaire, Verga, Montale, Buzzati, Guareschi e tanti altri autori per verificare se è possibile stare sulle spalle dei giganti e da lì intravedere un orizzonte di senso per la nostra vita.
22 novembre 2016

“Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto di Gesù Cristo”

di autori vari
Korea, cemetery for aborted babies

Korea, cemetery for aborted babies

Dal discorso di Papa Francesco ai partecipanti dell’incontro promosso dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici cattolici, 20 settembre 2013

«Il primo diritto di una persona umana è la sua vita. Essa ha altri beni e alcuni di essi sono più preziosi; ma è quello il bene fondamentale, condizione per tutti gli altri» (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione sull’aborto procurato, 18 novembre 1974, 11). Le cose hanno un prezzo e sono vendibili, ma le persone hanno una dignità, valgono più delle cose e non hanno prezzo. Tante volte, ci troviamo in situazioni dove vediamo che quello che costa di meno è la vita. Per questo l’attenzione alla vita umana nella sua totalità è diventata negli ultimi tempi una vera e propria priorità del Magistero della Chiesa, particolarmente a quella maggiormente indifesa, cioè al disabile, all’ammalato, al nascituro, al bambino, all’anziano, che è la vita più indifesa.

Nell’essere umano fragile ciascuno di noi è invitato a riconoscere il volto del Signore, che nella sua carne umana ha sperimentato l’indifferenza e la solitudine a cui spesso condanniamo i più poveri, sia nei Paesi in via di sviluppo, sia nelle società benestanti. Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto di Gesù Cristo, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, e – ho parlato del bambino: andiamo agli anziani, altro punto! E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in sé il volto di Cristo. Non si possono scartare, come ci propone la “cultura dello scarto”! Non si possono scartare! Continua a leggere

21 novembre 2016

Il Papa: “Aborto ed eutanasia false compassioni. I medici cattolici facciano obiezione”

di admin @CostanzaMBlog

Le parole di papa Francesco del 16 novembre 2014 su aborto, eutanasia e obiezione di coscienza.

fonte: vatican.va

il blog di Costanza Miriano

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Importante discorso del Papa all’Associazione Medici Cattolici Italiani, ricevuti ieri mattina in udienza nell’Aula Paolo VI, in Vaticano. Di seguito, il testo con le parole pronunciate da papa Francesco.

Non c’è dubbio che, ai nostri giorni, a motivo dei progressi scientifici e tecnici, sono notevolmente aumentate le possibilità di guarigione fisica; e tuttavia, per alcuni aspetti sembra diminuire la capacità di “prendersi cura” della persona, soprattutto quando è sofferente, fragile e indifesa. In effetti, le conquiste della scienza e della medicina possono contribuire al miglioramento della vita umana nella misura in cui non si allontanano dalla radice etica di tali discipline. Per questa ragione, voi medici cattolici vi impegnate a vivere la vostra professione come una missione umana e spirituale, come un vero e proprio apostolato laicale.

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20 novembre 2016

Questo tempo di misericordia ci chiama a guardare al vero volto del nostro Re

di autori vari

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Santa Messa di chiusura dell’Anno Santo della Misericordia, omelia del Santo Padre Francesco

La solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo corona l’anno liturgico e questo Anno santo della misericordia. Il Vangelo presenta infatti la regalità di Gesù al culmine della sua opera di salvezza, e lo fa in un modo sorprendente. «Il Cristo di Dio, l’eletto, il Re» (Lc 23,35.37) appare senza potere e senza gloria: è sulla croce, dove sembra più un vinto che un vincitore. La sua regalità è paradossale: il suo trono è la croce; la sua corona è di spine; non ha uno scettro, ma gli viene posta una canna in mano; non porta abiti sontuosi, ma è privato della tunica; non ha anelli luccicanti alle dita, ma le mani trafitte dai chiodi; non possiede un tesoro, ma viene venduto per trenta monete. Continua a leggere

19 novembre 2016

Piccolo schermo, grandi famiglie

di emanuelefant

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di Emanuele Fant per Credere

Tra i frutti più desiderabili di ottobre ci sono le castagne e la ripresa della serie Un medico in famiglia. Quando mia moglie lo guarda, ha piacere che io non esibisca completa estraneità alle vicende di casa Martini.

All’ennesimo colpo di scena (Annuccia non è figlia del dottor Lele?), mi permetto di chiedere un ripasso. Sfrutta il tempo dei messaggi promozionali per ricostruire la struttura di un albero genealogico non privo di potature e di innesti: il signor Martini ha avuto fino ad ora tre mogli, due delle quali sorelle, con ognuna ha generato un paio di bambini; la signora che si accompagna al nonno, prima era la suocera. Continua a leggere

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