In questi giorni la home page dei miei social è invasa di immagini e racconti di chi ha fatto la maratona di New York, alcuni anche amici miei. Lo posso dire tranquillamente: che invidiaaaaa. Che nostalgia! Ho corso NY nel 1997, il prossimo anno saranno trenta anni. Mi ha accompagnato all’aeroporto un neofidanzato che non aveva ancora visto Harry ti presento Sally, con la sua regola aurea: non si accompagna una donna all’aeroporto i primi tempi del fidanzamento, perché poi lei si abitua e devi continuare. E infatti ha continuato. Ci siamo sposati, abbiamo avuto quattro figli, e continua ad accompagnarmi (doveva pensarci prima).
Il segreto di Maria è così semplice che anche se lo abbiamo sotto gli occhi a volte non lo vediamo. È la mamma, ci sta sempre accanto, e ci chiede solo di darle i nostri problemi. Lei li risolve per noi, a noi è chiesto solo di fidarci. Che poi “solo”, si fa per dire. È la grande sfida di ogni uomo. Fidarsi.
Una volta, forse lo ho già raccontato, ero in un momento di grande stanchezza e ho trovato tra le foglie secche e la sporcizia, sul retro di un supermercato, un santino di don Bosco, che dietro aveva la scritta: “io non ho mai pensato ad altro che a fare il mio dovere, pregando e confidando nella Madonna”. Probabilmente in un altro momento non ci avrei fatto caso, e certo, essendo maniaca dell’igiene, non mi sarei neanche sognata di raccoglierlo da terra, ma quel giorno quella frase mi folgorò. È davvero il segreto di una vita felice. Maria non è un “argomento” di fede, Maria è lo stile, il modello di come porsi davanti a Dio: generare Gesù in noi, togliendo spazio a noi, facendolo a lui, per essere, però, sempre più noi stessi, in cui il Signore “fa grandi cose”. Più fai spazio a Dio, più sei il vero te stesso, libero e realizzato.
Per questo l’ottavo capitolo generale del Monastero wi-fi, dopo quelli sui pilastri della vita spirituale, dopo quello giubilare, non potrà che essere dedicato a lei, Maria Madre della Chiesa.
Istruzioni per l’uso: come partecipare al Capitolo generale del Monastero wifi, valide anche, inparte, per qualsiasi tipo di evento spirituale. Con umiltà, senza saccenza,ricordando che la fede è un combattimento e che il Signore sicuramente ci vuoledare qualche parola in particolare. Essere attenti e rispettosi, lasciare da parte ( a casa?) il telefono, non pensare alle emozioni ma raccogliere le parole, magari anche in un quaderno, che ci avranno toccato.
Discorso a parte per San Pietro: ricordare con rispetto – e anche con i gesti del corpo – che ci troviamo sulla tomba di un pescatore sulla cui fede si fonda qualcosa che, anche quando finiranno le galassie e i cieli, resterà. Le porte degli inferi non prevarranno su di essa. Non dimenticare mai in quale luogo unico nell’universo ci è dato di andare ad ascoltare la voce della Chiesa, in un evento unico, che parte dal basso e realizza, con l’iniziativa dei laici, il sogno del Concilio Vaticano II.
Dopo una giornata di fantasiose iperglicemiche dichiarazioni sulla pace attribuite a san Francesco, vorrei pacatamente ricordare che per lui come per ogni cristiano la pace viene solo ed esclusivamente dalla relazione con Cristo; può essere solo una conseguenza di quella, e sostanzialmente nel mondo – di cui il demonio è principe – non è possibile finché il nemico non sarà vinto alla fine dei tempi. “Sono veri pacifici – scrive nella XV Ammonizione – coloro che, in tutte le cose che sopportano in questo mondo, per amore del Signore nostro Gesù Cristo, conservano la pace nell’anima e nel corpo”. Insomma niente a che vedere col pacifismo laico. Senza Cristo non c’è altro che guerra, fuori e dentro di noi.
Per quegli strani giri che fa la Provvidenza seguendo traiettorie a noi imperscrutabili, l’incontro che si terrà il 7 novembre a San Pietro dalle 9 alle 16.30, dopo sette precedenti sulla vita spirituale, sarà su Maria Madre della Chiesa, e cade in un momento davvero speciale della storia, vorrei dire, se non fossi allergica all’allarmismo, drammatico. Non tanto per i venti di guerra e di crisi che soffiano come da tempo non accadeva, il cielo è scuro come prima di un grosso temporale, quanto perché, ed è di gran lunga la cosa più tragica, per la maggioranza della gente, in Occidente, sopra il cielo non c’è niente. Maria invece ci ricorda, “come mai prima” (lo dice nell’ultimo messaggio di Medjugorje, per chi ci crede, anche se non è necessario crederci per vedere che è vero), che invece sopra il cielo c’è Qualcuno, e che la via per uscire da questa situazione nostra Madre la conosce e ce la vuole insegnare. Ci vuole salvare, tutti raccolti sotto il suo manto, non tanto dalle guerre o dalle carestie, che non sappiamo neanche se e quando arriveranno, quanto nel vero combattimento, quello per la salvezza eterna.
Vi ricordiamo ancora il podcast su SPOTIFY “La Compagnia dell’Agnello”, catechesi, incontri, interviste: spunti di riflessione per cercatori di Dio selezionati da Costanza Miriano. Per usare meglio qualche ritaglio di tempo, nella giornata, per ascoltare le Parole che fanno vivere, invece del rumore del mondo.
Questo podcast rappresenta il tentativo di raccogliere qualche intervista, catechesi, qualche parola buona ascoltata, che vale la pena affidare alla memoria. Ecco quelli pubblicati finora:
Padre Sicari, Padre Botta e don Fabio Rosini, don Giulio Maspero, suor Fulvia Sieni, padre Serafino Tognetti, don Massimo Vacchetti, don Alessio Geretti, don Francesco Buono, don Pierangelo Pedretti, don Luigi Maria Epicoco, don Antonio Grappone, don Vincent Nagle e Costanza Miriano
***
Per ascoltare le catechesi su PC è necessario iscriversi a Spotify (è gratuito), su smartphone oltre all’iscrizione è necessario scaricare l’app.
Tutta la propaganda dei radicali sull’aborto si resse sulla balla del grumo di cellule: cioè sul fatto che a essere eliminata non sarebbe una persona molto piccola, ma una specie di escrescenza informe. Un’altra balla, poi, fu usata per sfondare l’argine: venne sfruttata la storia della diossina di Seveso per ottenere il permesso per abortire alle donne della zona: non è affatto vero che sarebbero nati tutti bambini gravemente disabili come venne ripetuto in modo martellante.
I poliziotti in ginocchio sul cavalcavia dell’autostrada di Firenze che supplicano l’uomo che ha appena ucciso una donna, uomini e donne in divisa che cercano di convincere un assassino a non suicidarsi nonostante abbia compiuto un gesto feroce e orribile e irrimediabile, che parlano tra di loro e si chiedono l’un l’altro “ce la fai a correre da lui?” senza neanche sapere se sia armato, ci ricordano una verità che è da sempre scritta nel cuore dell’uomo. Una verità prereligiosa, una verità che tutti sappiamo istintivamente. Ogni vita umana è un bene.
Non è questione di essere cattolici o no, nonostante Luca Zaia dall’alto della sua laurea in scienza della produzione animale tenti di spiegarci la nostra fede dalle pagine di Repubblica, improvvisando opinioni in libertà, alla faccia di duemila anni di padri della Chiesa e teologia e sensus fidei. Zaia può dire quello che vuole (aiutato certo dal fatto che anche certi pastori si permettono di recitare a soggetto, come se la fede non fosse un patrimonio consegnatoci a cui aderire con rispetto, ma roba loro, e che pensano di poterlo fare per il solo fatto di avere una fascetta bianca al collo, tipo quando dicono che l’aborto è un diritto, e sì, ne ho sentiti con le mie orecchie).
Il mio giorno della settimana preferito è il lunedì, e ho a lungo pensato che fosse uno dei tanti sintomi della mia stranezza (i miei figli, carini loro, direbbero patologia psichiatrica). Poi però una volta mi sono tranquillizzata, quando ho saputo che era così anche per don Giussani (e, immagino, per altre persone nel mondo; molte ma non moltissime: di sicuro fra esse non ci sono i fondatori della catena di ristoranti americani Thanks God it’s Friday).
Non so, a me piace la vita ordinaria, il ritmo di lavoro, il tempo ben scandito e possibilmente bene usato. Infatti, se il mio giorno preferito è il lunedì, il mese è sicuramente settembre, quando si torna a scuola, al lavoro. Cambio agenda, cerco di riorganizzare quello che posso, imparando dagli errori dell’anno precedente, magari ho il tempo di riordinare un po’ più a fondo gli oggetti, i tempi, gli spazi.
Ore 19 e 02. Calcolando che la strada è rallentata dai lavori, basta uno in doppia fila che faccia scendere la nonna finta invalida e posso contare ancora in un’ora e diciotto minuti prima che gli ospiti arrivino. Devo solo: preparare la cena, tutta tranne la carne – quella l’ho già bruciata (ho dovuto mettere la muta alla Barbie surfista nel momento decisivo, e secondo me lei era un po’ ingrassata) – apparecchiare (ho solo sei forchette uguali, ma pare che la tavola spaiata faccia molto degagee), correggere due dettati e riascoltare storia, fornire a quattro figli quattro travestimenti da ragazzi a modo, possibilmente della taglia giusta o con una ragionevole approssimazione, più alcune rapide formalità tipo demolire il fortino costruito sul divano con le insegne delle femmine (“io mi lamento per principio” e “vietato ai maschi”), nascondere con poche abili mosse orsi dentro a ripostigli e furetti sotto i letti. Continua a leggere “Obbedire è meglio. Le regole della compagnia dell’Agnello.”→
Nasce il podcast su SPOTIFY “La Compagnia dell’Agnello”, catechesi, incontri, interviste: spunti di riflessione per cercatori di Dio selezionati da Costanza Miriano. Per usare meglio qualche ritaglio di tempo, nella giornata, per ascoltare le Parole che fanno vivere, invece del rumore del mondo.
di Costanza Miriano
Uno dei grandi problemi di questo tempo, almeno per me, è l’ascolto. Siamo bombardati da mille stimoli, da mille offerte che si contendono il nostro tempo: c’è tanta spazzatura, ma anche tante possibilità di ascoltare cose buone. E non è solo questione di tecnologia, il punto è decidere, scegliere cosa ascoltare, a quale voce obbedire.
è con gioia che vi annuncio l’inizio del prossimo corso di preparazione al Sacramento del Matrimonio 2027.
Il corso sarà composto da 9 incontrinon è riservato solo ai fidanzati che hannogià deciso di sposarsi, ma anche a fidanzati che desiderano fare un discernimento come coppia per decidere se sposarsi o anche a giovani (sotto i 30) che desiderano comprendere meglio il senso di sposarsi in Chiesa.
Pronunciato da Davide Zanelli, segretario e biografo di Flora Gualdani, a nome della fraternità di Casa Betlemme
Cattedrale di Arezzo, 19 agosto 2026
Cara Flora,
hai terminato la corsa, hai combattuto la buona battaglia, hai conservato la fede. Ma l’hai anche trasmessa la fede, l’hai rinforzata a tantissima gente, aiutando la tua amata Chiesa. Con la tua vita scintillante hai reso più credibile la Chiesa insegnandoci ad amarla e a servirla.
Adesso sei in compagnia dei tuoi santi e dei tuoi giganti, insieme ai tuoi genitori. Sei finalmente tra le braccia del tuo Sposo e di Sua Madre che ti ha guidato da “perfetta regista” passo dopo passo, fino a qui.
Hai pagato tutto quello che c’era da pagare nel tuo letto di dolore e l’hai fatto docilmente, offrendo la tua croce per chissà quali intenzioni. Un giorno ce lo spiegherai.
In questo giorno dell’Assunzione vorrei chiedere a Lei, a Maria, di diventare la mia life coach. Non so se prenda anche casi umani disperati come il mio, o se sia in overbooking. Mi metto in lista di attesa perché vorrei che mi insegnasse.
A non rispondere subito agli stimoli esterni, reagendo di pancia. Come fa Lei davanti alle cose più assurde e incomprensibili. Prova a immaginare – sei incinta anche se non hai avuto rapporti, tuo figlio sparisce per tre giorni e pensi che sia morto, lo ritrovi vivo, ma sta parlando tipo coi CEO della Silicon Valley mentre tu pensavi che fosse un dodicenne normale – e invece che metterti a fare domande, obiezioni, tu stai zitta (o zitto). Zitto. Una cosa per me incomprensibile. Aspetti di capire in silenzio. Dai tempo alle cose di mostrarti il senso.
Posizioni legittime per un governatore ma non per un cattolico. Oltre a essere scomunicata latae sententiae forse sarebbe prudente non invitarla a parlare a Pontificie Accademie, seppure di altri temi, oppure magari approfittarne per prendere almeno le distanze sulle sue posizioni. Non si tratta di idee, ma di una legge che farà parecchi morti.
È qualche ora che penso a come cominciare questo articolo, ma davvero “de Maria numquam satis”, di Maria non si dice mai abbastanza, e mai abbastanza bene. Così mi accontenterò di essere poco profonda, poco brillante e poco originale. Semplicemente voglio invitare tutti a partecipare al prossimo capitolo generale del Monastero wifi, una giornata di catechesi e preghiera aperta a tuttissimi, che si terrà nella Basilica di San Pietro il 7 novembre, dalle 9 alle 16.30, sul tema di MARIA MADRE DELLA CHIESA.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.