di Costanza Miriano
La civiltà è un argine
di Costanza Miriano
“Che cosa pensa della civiltà occidentale?”
Gandhi ci pensò un po’ e poi rispose: “sarebbe una buona idea”.
La risposta – geniale – è citata da Houellebecq in un maestoso articolo di commento sulla “torbida marea di sangue” che l’approvazione della legge sull’eutanasia provocherà in Francia (a meno che l’appello al Consiglio costituzionale annunciato da Lecornu riesca nel miracolo di ribaltare l’esito). Avrei giudicato la risposta di Gandhi ingiusta, ma da ieri non lo è più. Da ieri la Francia ha approvato la morte per tutti quelli che non vivono una vita degna.
Dio innamorato pazzo
di Costanza Miriano
Quando siamo innamorati, non so se sia così anche per i maschi o se siamo solo noi donne ad essere così appiccicose, vorremmo stare sempre insieme all’amato. I primi tempi, dico. Quelli in cui non ci si separerebbe mai, neanche un secondo, tipo gli amori adolescenziali quando si sta al portone ma magari la mamma chiama e bisogna salutarsi, e fare quelle stupide cose tipo mangiare, lavarsi, andare a dormire o, peggio mi sento, frequentare quella insulsa inutile scuola. I momenti in cui ci si regalano braccialetti o cose da tenere sempre addosso, per non parlare dei peluches con cui è obbligatorio dormire: la fase della simbiosi, insomma.
Abbiamo bisogno di compagni nella fede
di Costanza Miriano
Io sono una cattolica “diocesana”, cioè non appartengo a nessun movimento, cammino, realtà ecclesiale, e questa cosa per tanti anni, quando ho lasciato la mia città d’origine e la mia parrocchia, mi ha fatto soffrire, facendomi sperimentare la solitudine nella fede. Da Perugia, dove ho ricevuto la formazione e i sacramenti in una parrocchia viva e robusta, Santa Lucia, mi sono trasferita a Roma, dove da sola mi sono affacciata nelle chiese del quartiere San Giovanni sperando di essere accolta. Niente, sembrava che fossi proprio invisibile (il mio sogno era che qualcuno una domenica mi salutasse; certo l’apoteosi sarebbe stata se mi avessero chiesto di leggere, ma mi rendo conto che osavo troppo anche solo a sperarlo). Mio marito all’epoca si era preso un periodo di riflessione, diciamo, e non veniva in chiesa, quindi io andavo sola, poi con un figlio, poi due, poi quattro (con le vecchiette che mi guardavano male se facevano rumore, e io che, i rivoli di sudore lungo la schiena, compravo il loro silenzio con pezzi di pizza bianca).
Mi chiedono di Adinolfi…
di Costanza Miriano
La grande assente
di Costanza Miriano
Precisazioni sull’immigrazione
Padroni senza limiti
La vita e la fede tra vittorie e sconfitte
Lunedì ho avuto l’onore di essere invitata a rispondere ad alcune domande di sport dagli Scout d’Europa per la loro Udienza con il Papa.
di Costanza Miriano
domanda-Vittorie e sconfitte fanno parte del gioco e della vita. Come si affrontano le une e le altre? Come possono convivere in maniera “sana”?
risposta – Beh, io non sono, non sono stata una campionessa, sono solo una che ama molto lo sport. Però mi viene in mente Roger Federer, che come sappiamo è stato è uno dei più grandi tennisti di tutti i tempi. Lui ha spiegato, in un celebre discorso ai laureati un’università americana della Ivy League, Darthmouth, che nelle sue 1526 partite disputate, oltre l’80% delle quali vinte, i punti vinti, secondo le statistiche, sono stati solo il 54%. Significa che ne ha persi quasi la metà. Questo ci dice due cose. La prima è che il campione è quello che si esprime al meglio nei momenti decisivi. Ma la seconda cosa secondo me è la più importante: ci dice è che anche il più grande campione perde, perde quasi la metà dei colpi.
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La Chiesa che non mette Cristo al centro è una brutta copia del mondo
di Costanza Miriano
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Fine vita, fine della civiltà
Maria spalanca le sue braccia e ci trovi Gesù
di Costanza Miriano
La nostra fede è troppo ricca perché sia tutta “spiegata”, secondo me. D’altra parte, come era quella storia del secchiello che non conteneva il mare? Era l’immagine usata da Sant’Agostino per rappresentare un cervello umano che cercasse di comprendere la Trinità. Figuriamoci se il cervello in questione è quello di una ultracinquantenne moglie mamma plurilavoratrice, che ritiene un grande successo a livello intellettuale ricordare dove ha parcheggiato la macchina, roba da Nobel per la fisica.
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Il film “Sound of Freedom” (Il canto della libertà) questa sera su TV2000
Questa sera, mercoledì 29 aprile alle 22:00 verrà trasmesso su TV2000 il film “Il canto della libertà” (Sound of Freedom)
Al meglio non c’è mai fine

di Costanza Miriano
Il tempo di Pasqua in passato ha sempre suscitato in me slanci inconsulti e picchi di irragionevole entusiasmo. Quest’anno però sono alla cinquantacinquesima primavera… “Che ti vuoi rinascere, alla tua età?” – mi dico. “E poi dai, alla fine puoi pure smetterla con il tuo continuo tentare un self improvement, con il tuo efficientismo di stampo anglosassone. Va bene dove stai, il punto al quale sei arrivata non è così male”. Potevo fare meglio ma potevo fare anche molto peggio. Mi accontento. Sto.
La mia chiave di lettura dei fatti non è mai politica
di Costanza Miriano
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Che immensa fortuna è sapere che Cristo è risorto!
di don Alessio Geretti
Stanotte, amici cari, insieme a noi, sparsi tra tante case, si sono riuniti, in questa Chiesa che compie segni arcani, la luna nuova di Pasqua, e il fuoco, l’acqua, la terra, il soffio della brezza di primavera, gli elementi del mondo, e le stelle che trapuntano come brillanti l’abito nero indossato dopo ogni crepuscolo dalla creazione, mentre attende l’aurora con il subbuglio della paura e della speranza che le squassano il cuore.
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Buon Triduo
di Costanza Miriano
Comunque questa è la tomba di uno che si è addormentato quando Gesù soffriva da morire, e ha fatto finta di non conoscerlo quando veniva processato. La cosa bella nelle cose di Dio è che tutto è grazia, una grazia sproporzionata. Anche sei hai fatto come me una quaresima da schiappa, se i tuoi propositi ascetici sono naufragati alla prima domenica di Quaresima, hai sempre la possibilità di incontrarlo in un modo inatteso e sconvolgente. Perché a Dio, a uno che se alza un sopracciglio je parte ‘na galassia (copyright Carlo Striano, l’amico di don Fabio) i sacrifici non servono, servono a noi per ricordarci chi siamo. Ma poi lui i regali ce li può fare lo stesso, gratis.
Buon triduo a tutte le schiappe come Pietro e anche peggio..
Vicario di Israele: il Santo Sepolcro chiuso ‘specchio’ della guerra
Ad AsiaNews mons. Nahra descrive la chiusura dei luoghi senti come “una sorta di morte che le persone stanno vivendo”. Dal Covid a Gaza, al conflitto con l’Iran un quadro di “pandemia” perenne. L’impatto sui bambini e le criticità interne alla società israeliana, con violenze e omicidi fra gli arabi. “La gente nelle parrocchie chiede di venire a pregare, tanti anche i giovani. Danni diffusi anche se non se ne parla molto”. La lettera aperta per la pace firmata insieme da 80 organizzazioni ebraiche e arabe.
La chiusura del Santo Sepolcro (e di tutti i luoghi sacri) a Gerusalemme riveste “un forte valore simbolico” e “dice molto sulla realtà attuale” in cui “la gente non si muove facilmente” a causa della “guerra, i ripetuti allarmi, il suono delle sirene e la corsa verso i rifugi”. È quanto racconta ad AsiaNews mons. Rafic Nahra, vescovo ausiliare del patriarcato latino di Gerusalemme (Lpj) e dal 2021 vicario patriarcale per Israele, descrivendo la situazione a oltre due settimane dall’inizio del nuovo conflitto con l’Iran, dopo la “guerra dei 12 giorni” del giugno scorso. Il Santo Sepolcro “è lo specchio di questa situazione, è una sorta di morte che le persone stanno vivendo”, prosegue il presule, in attesa di capire quello che succederà “la Settimana Santa e la Pasqua, prima ancora vi è pure la Pasqua ebraica: vedremo come comportarci”.
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