di Costanza Miriano
Credo nella buona fede della maggior parte delle persone che si pongono il problema di evitare che vengano uccise delle persone, in generale, e in particolare che vengano uccise donne da uomini che le hanno amate o desiderate in modo patologico. È ovvio, non credo ci sia nessuno che non sia addolorato di fronte a questi fatti, e tutti vorremmo fare qualcosa per evitare che si ripetano.
Credo però che ci sia chi vuole approfittare di questa vicenda, come certo mondo femminista e certi militanti omosessualisti, e poi credo che ci sia chi improvvisa, e per esempio si lascia condizionare dall’emotività di chi ha perso una persona cara, come i familiari di Giulia, che pur meritando tutta la nostra solidarietà del mondo, non per questo diventano dei fari spirituali: arrivare a far leggere la lettera del padre nelle classi, o citarla nell’omelia durante la messa – sentito con le mie orecchie – no, proprio no. Questo gravissimo delitto – gravissimo, straziante, dolorosissimo – non può essere elevato a sistema (“gli uomini sono tutti violenti”), e di conseguenza non si possono proporre soluzioni che partono dal presupposto che si tratti di un fatto diffuso, e che si possa prevenire con delle azioni di massa. L’assassino si era già rivolto ad alcuni terapeuti, quindi evidentemente la psicologia non basta. L’assassino non era un patriarca, un uomo di potere, ma al contrario un ragazzo in una posizione inferiore – quanto a successo negli studi – rispetto alla vittima. Come possiamo parlare di patriarcato o di rieducazione? Sono proprio categorie sbagliate, che non c’entrano nulla.
Proviamo a riavvolgere il tempo per tre mesi, poniamo. Siamo a settembre. C’è un ragazzo ossessionato dalla ex. Avere fatto dei corsi a scuola potrebbe salvarlo dall’abisso, se non sono riusciti diversi psicologi in un lavoro uno a uno? Cosa potremmo fare, oggi, per impedire quello che è successo? Chi mai si aspetterebbe che dietro un ragazzo “per bene” si nasconde una furia capace di tanta crudeltà? La verità è che la società di oggi si illude di sterilizzare il male, di cancellare il mistero della sofferenza (eutanasia, eugenetica, che brivido quel prefisso eu), di educare l’essere umano con delle buone norme. La differenziata, l’inclusività, la correttezza.
La verità è che il cuore dell’uomo è un mistero, è un abisso. La verità è che l’amore è un sentimento molto forte, violento direi, che scatena il possesso, in tutti, uomini e donne, pur in modalità diverse. Fino a qualche decennio fa un esoscheletro – quello della società chiamiamola borghese – ci conteneva tutti. Eppure comunque il male esisteva. Oggi abbiamo rimosso il senso del limite, l’orizzonte ultraterreno è stato asfaltato totalmente, siamo in un deserto di regole e prospettive che ci illudiamo di far fiorire con dei corsi di buone maniere, imposti dalle agende dettate dagli organismi sovranazionali. Ma il cuore dell’uomo non si guarisce e non si accontenta di questo, è un mistero, il male purtroppo esiste, e non ci sono corsi che tengano. Lo mostrano i paesi del nord Europa dove il fenomeno della violenza sulle donne è molto più grave che in Italia, eppure la parità di genere è attuata alla grande, in certi casi si sono dovute ristabilire le quote blu, invece che rosa. Eppure non ha funzionato.
Dare una risposta strabica a questo dramma, cercando di raccontare gli uomini come tutti cattivi, e le donne tutte buone, e vittime (ci sono anche donne che cercano di dare fuoco alla sede di ProVita, per dire, ci sono donne che uccidono la madre, è cronaca di questi giorni, donne incapaci di custodire la vita loro affidata) non serve a nulla. L’uomo e la donna sono toccati dal male (chi crede dirà “feriti dal peccato originale”) in eguale misura, ma in modi diversi. L’uomo fa il male in modo più fisico, violento, mentre la donna può essere tentata di controllare gli altri, di manipolarli. Il punto è cercare di accogliere i nostri limiti, l’egoismo maschile e la volontà di controllo femminile, chiedere la grazia di imparare ad amare, e per farlo occorre necessariamente lavorare sulle diversità.
Usare questi terribili episodi di cronaca per raccontare una subalternità femminile non è leale. Le donne oggi stanno vivendo una stagione di grandi possibilità, e basta lamentarci! Siamo libere, possiamo decidere di fare qualsiasi cosa, studiare, scoprire il mondo, fare imprese sportive o guidare governi, niente ci è più precluso.
Una richiesta di parità lamentosa come quella della retorica comune nega la realtà, semplicemente. Vedevo ieri una pubblicità che denunciava la mancata parità di guadagni tra uomini e donne nello sport. Il cartellone pronosticava il raggiungimento della parità nel 2155. Io mi sono messa a ridere da sola, pensando a mio marito costretto a vedere una partita di calcio femminile al posto della Champions: il calcio maschile è mille volte più bello da vedere, perciò la gente lo guarda, perciò gli sponsor investono su una cosa che la gente guarda, perciò gli atleti sono più pagati. Punto, Non è un complotto: il gesto di un Messi non lo farà mai nessuna donna, Djokovic è maschio, c’è un abisso fra uomini e donne nello sport e ci sarà sempre. È naturale che sia più bello da vedere lo sport maschile (a parte, che so la ginnastica artistica) e il mercato ne tiene conto.
Aggiungiamo un tassello contro la retorica sul patriarcato: non credo che oggi ci sia in giro un solo padre che non sappia cambiare un pannolino. Magari lo fanno con meno piacere delle mamme, perché la cura è scritta nel cuore femminile, mentre la protezione lo è in quello maschile. Però lo sanno fare, a differenza di cinquanta anni fa (quando peraltro i pannolini non c’erano, e le donne si dovevano occupare di lavarli). E vedo ovunque padri presenti, che sono coinvolti nell’educazione dei figli e nella gestione di tutto (a volte con il rischio addirittura di pendere più sul versante della cura che non su quello della guida). Quindi, di quale patriarcato esattamente stiamo parlando? Se a partire da episodi isolati facciamo una diagnosi sbagliata, proponiamo inevitabilmente una cura sbagliata.
Infine, per quanto riguarda l’educazione a scuola, che dire? Chi la propone non conosce i ragazzi, evidentemente, che sono insofferenti alle nostre prediche, e con proposte poco attraenti si rischia l’effetto opposto. I ragazzi vogliono essere infiammati di desiderio verso un bene e una bellezza maiuscoli, se ne fregano delle nostre regolette. Principalmente da noi vogliono vedere che viviamo con coerenza per una bellezza che ci scalda il cuore. E questa è una cosa che non si insegna con i corsi, ma solo con la vita, e quindi spetta ad adulti che vivano con i ragazzi una vita che dimostri di valere la pena (perché la vita è anche una pena, la croce esiste, la grande rimossa…). Nessuno a scuola educa a rubare o uccidere eppure nel mondo succede continuamente. I ragazzi sono cercatori di Assoluto, e noi adulti non ne siamo testimoni credibili, purtroppo.
Detto questo, tutto ciò non c’entra col mistero del male che è scattato nella testa di un ragazzo, purtroppo. Non ci sono corsi che tengano, di fronte al Mistero. Magari se ne potessero fare…

“La famiglia va abolita perché costa troppo” diceva Proudhon e oggi le istituzioni si fanno carico di questo progetto.
I mezzi sono molteplici:
– L’estromissione dei genitori (specialmente il padre) dall’educazione dei figli, delegata allo Stato e ai media
– Lo sfaldamento delle famiglie col divorzio
– Il freno alla nascita di nuove famiglie tramite la corruzione morale e la scarsità di mezzi economici. Oggi per ogni figlio che nasce servono tre “sessi” come le api: i genitori biologici e la schiavitù delle “api operaie”, che non possono permettersi una famiglia
– Ultimo, e più importante, la diluizione della fede cristiana a livelli ormai omeopatici
Tutto ciò si sta realizzando!
https://youtu.be/yyI-Iszos6o?feature=shared&t=80
Tutto procede come previsto, senza alcun intralcio significativo del popolo cattolico
Perché un articolo come questo non viene ospitato su Avvenire invece dei soliti lamenti di teologhe femministe frustrate, come purtroppo capita sempre più spesso?
Da incorniciare 👏👏👏
Io non ne posso più di dibattiti in TV. Sì sono buttati a pesce su questo ennesimo fatto di cronaca (ma quale patriarcato? Il ragazzo era chiaramente patologico, psichiatrico, già da prima. E forse dovrebbero interrogarsi i genitori su come sia stato educato.. ). Hanno iniziato un dibattito che resta sempre e solo su un livello orizzontale, in un appiattimento dell’ anima e dello slancio spirituale e una manipolazione delle menti che mi ricorda troppo (e purtroppo) il Grande fratello di “1984”, di Orwell (vi ricordate “la settimana dell’odio”?)Rileggetelo, quel.libro e tristemente profetico..Forse capiremo dove stiamo andando, dove sta andando il nostro cuore dove l’amore è sesso e possesso, e non AMORE
Bravissima Costanza. Approvo parola per parola quelli che hai scritto.
Mi pare che il gran risalto dato alla vicenda sia funzionale ad una modifica del ” sentire” popolare su certi temi.
Ne parlarono dayan e katz,israeliani,in un libro di metà anni novanta “la storia in diretta”.
Tant’è che per la morte della ragazza fatta a pezzi da un nigeriano,niente funerali ” quasi” di stato con ampia copertura mediatica.( per la cronaca pamela mastropietro)
Non è in linea con la storia che si vuole imporre.
Del resto ,tutto il resto,a questa gente non importa nulla.
Il mistero del male non si può spiegare. Ma esiste. Ogni uno di noi deve lottare contro il male.
Grazie Costanza pace e bene. 🙏🙏🙏
Io direi che Messi e Ronaldo a fare nuoto sincronizzato con Ronaldo farebbero davvero schifo.
Non paragonerei sport che si basano su atleticità e abilità differenti.
Ma continuo a non capire perché dichiari “niente ci è più precluso” quando neanche una messa potete celebrare?
Una donna ha bisogno di dire la Mess come un pesce ha bisogno di una bicicletta
Nel più perfetto stile degli stili “sofisma demoniaco”.
Come fai a dire (Eva) che sei libera e Dio ti ama se ti è precluso di mangiare di quell’albero… o manco puoi dire Messa?
Mah…
È un dato di fatto che oggi le donne, almeno in Occidente, possano in teoria fare tutto quello che vogliono, in genere scimmiottando gli uomini; o, più correttamente, l’idea di uomini che si sono fatta, un misto di propaganda e wishful thinking.
“I maschi dicono le parolacce, allora diciamone di più; i maschi bevono, allora beviamo di più; i maschi si accoppiano a loro piacimento, allora noi di più; i maschi vanno in guerra…” no, stranamente da questo orecchio non ci sentono ancora…
Che però queste poverette siano davvero più libere delle loro nonne, ovviamente in media, direi che è piuttosto lontano dal vero. Certo che se aver cura della casa e della famiglia è una condanna, allora sì, sono più “libere”. Ma è una falsa libertà, la falsa libertà di chi rinnega la sua natura più profonda; e perciò sta male, male nel profondo di sè.
La stessa falsa libertà di quei maschi che, cresciuti come fossero eunuchi, si trovano poi a disagio cercando di adeguarsi ai diktat di una società solo apparentemente costruita a misura di donna e che però li vorrebbe donne anch’essi.
“Le donne si mettono la gonna, allora indossatela anche voi”.
Il problema è che non di “certo femminismo” si tratta, ma del femminismo in sè e per sè, che pretende l’oscena uguaglianza tra maschio e femmina…
Così è se vi pare… se non vi pare il fatto è che cosi è lo stesso.
Si aggiunga che per il “mistero” di cui sopra, non è neppure detto «che vengano uccise donne da uomini che le hanno amate o desiderate in modo patologico».
Talvolta non vi è nulla di “patologico” in origine ad un epilogo che diviene tragedia, ma torna il Male il suo non di rado misterioso insinuarsi e proliferare nel cuore dell’Uomo (maschio e femmina ovviamente) – mysterium iniquitatis.
Ma anche qui, ciò che è “misterioso”, ciò che è “mistero” (termine di etimologia eminentemente religiosa), non è qualcosa da accettare supinamente e fatalisticamente come qualcosa di inevitabile e inconoscibile – è un “mistero” anche l’Amore che Dio riversa su di noi che non ne siamo meritevoli, eppure lo vediamo, conosciamo, sperimentiamo.
A Daniele venivano svelati i misteriosi sogni che affliggevano Nabucodònosor, ai Santi «il mistero nascosto da secoli e da generazioni, ma ora manifestato…».
Così la Sapienza dona la capacità all’uomo spirituale di giudicare ogni cosa, in un giudizio che è discernimento.
Il Male, il Nemico, sarà del tutto annientato nell’Ultimo Giorno, al ritorno di Cristo Vincitore e Giudice, ma ciò non toglie che tante battaglie possono essere vinte, tanti inganni svelati, tanti tranelli evitati, ma non se si brancola nel buio – come la società oggi – dove nell’assoluta mancanza di un vero discernimento, di una dimensione spirituale ed escatologica della vita dell’Uomo, si ergono barricate dove non servono, si cercano colpevoli che sono spesso altrettante vittime (del Male di cui sopra), si aggiunge errore al male e ovviamente, si deridono i (pochi) Profeti.
Le “persone buone” e perbene sono quelle che non si sono mai opposte a nessun male o legge malvagia “perché mica possiamo imporre la nostra moralità agli altri!”, per cui la gente non crede che l’amore o il bene siano realtà oggettive, ma solo opinioni e sensazioni personali. Oggi passa per “amore” dare l’utero in affitto a un gay per fargli produrre un figlio – gratis o dietro pagamento. L’amore per la gente è questo: credere a qualsiasi cosa pietosa che commuove facendo sentire delle sensazioni di bontà. Che sia la fame in Africa, il rifugiato, il tossico, etc. è una questione di pacchetto coscienza – un po’ come il pacchetto vacanze.
Si chiama altruismo: ognuno sente cos’è bene fare agli altri o da perseguire per mettere a posto le cose. Inizia e finisce dalla persona o dal gruppo di riferimento del “pacchetto coscienza”.
Ciò che è imposto ad una generazione per legge viene vissuto dalla generazione successiva come una realtà incontestabile e incoercibile. Le persone perbene sono così: basta essere “perbene” e civili, non serve credere in qualcosa di oggettivo di fronte al quale tutti, Stato compreso, hanno dei doveri.
Le persone perbene non hanno problemi se dei gruppi creano calunnie, odio, menzogne, balle colossali per promuovere la loro visione del mondo, e prima o poi diventano la base della cultura e dell’atteggiamento delle masse. Non sto dicendo che le persone perbene sono cattive, è che per quasi tutte “bene” vuol dire qualcosa di socialmente o tribalmente accettato: la loro tribù dice “x è bene” e sono in pace con la coscienza – al limite qualche tribù se la prende con altri gruppi che negano loro questo “diritto”, ovviamente.
In ogni caso, ogni tribù è fatta di persone perbene che non fanno nulla di male, compresa la tribù dei feroci.
Vedo una lettera di troppo nell’ultima parola
Questo è un gioco di parole indegno di questo blog.
Maurizio , se vuole vedere qualcosa di ancor più indegno vada sul forum coscienza maschile…così si renderà conto della retrocultura che si nasconde dietro a commenti apparentemente “cristiani”.
Vedo che siete così intelligenti da non prendere in considerazione nulla di quello che ho scritto tranne il gioco di parole finali. Chissà qual è la vostra “cultura”, ma di certo non vi interessa nulla del pensiero altrui.
Mi sembra che Maurizio e Marcello, non stigmatizzino il tuo commento, MA la risposta di forumcoscienzamaschile.
Evidentemente non hanno mai letto san Paolo…
Luigi, la strada del linguaggio volgare, delle parole triviali, è una strada dove i malvagi partono avvantaggiati e bisogna pensarci 2 volte prima di percorrerla.
S. Paolo, poteva farlo perchè era “lui”, ma noi, che non abbiamo il suo carisma, dobbiamo essere più prudenti.
Del resto, qui, in questo forum, si trovano forse le ingiurie pesanti che si trovano su youtube o su altri forum?! NO, perchè la moderazione vigila (e giustamente!) sulla correttezza dei commenti.
Come volevasi dimostrare:
Le “persone buone” e perbene sono quelle che non si sono mai opposte a nessun male o legge malvagia “perché mica possiamo imporre la nostra moralità agli altri!”, per cui la gente non crede che l’amore o il bene siano realtà oggettive, ma solo opinioni e sensazioni personali.
I democristiani sono così: hanno paura delle opinioni altrui, il “rispetto umano” per loro è tutto. E infatti Cristo ha detto di rifuggire il rispetto umano, e non aveva problemi a dire ai Farisei e ai suoi nemici quello che erano e sono.
Giusto per mostrarti l’ovvio: gli atei e gli omosessuali NON TI RISPETTANO e NON TI RISPETTERANNO MAI, non importa cosa dici o non dici. La pavidità e il perbenismo di gente come te alimenta il loro disprezzo.
Democristiani, a Dio spiacenti e a’ nemici sui!
Nella mia risposta a Luigi (“Benissimo! allora..”) c’è già la replica a quanto dici.
La tua durezza, invece, alimenta l’odio feroce degli atei e degli omosessuali.
Fra il non essere rispettati e l’essere odiati furiosamente vi è qualche differenza.
Con il tuo metro il divorzio, l’aborto, le unioni civili e il nuovo concordato, sarebbero passati prima e in termini peggiorativi.
Luigi, la strada del linguaggio volgare è una strada in cui i malvagi partono avvantaggiati, e, per questo, conviene pensarci 2 volte prima di percorrerla.
S. Paolo poteva farlo perchè era “Lui”, ma noi che NON abbiamo il suo carisma, dobbiamo essere più prudenti.
Del resto, qui, su questo forum, si trovano forse le ingiurie pesanti e triviali che compaiono su youtube e su altri blog?! NO, perchè (giustamente) la moderazione vigila affinchè i commenti siano corretti e rispettosi, quantomeno sul piano formale.
scusate, se ho postato 2 volte le stesso commento, ma non vedendo subito il primo, ho pensato di aver commesso qualche errore nell’invio e l’ho ri-inviato: purtroppo, appartengo alla generazione boomer.
Proprio perché non siamo tutti l’Apostolo delle Genti bisogna accettare che ognuno dica la verità a suo modo, anche se magari inelegante.
Prima di scivolare nella melma del politically correct, mi permetto di ricordare che quando determinati comportamenti erano socialmente disdicevoli erano anche molto meno praticati.
Quanti sono stati salvati, fin da ragazzini, dalle battute magari volgarotte un tempo diffuse?
Oggi che invece l’inversione della legge di natura è un fatto promosso e incentivato, ecco che la confusione di ragazzi e adulti è molto più diffusa.
Quando si è imposto per legge di chiamarli “allegri” invece che “feroci”, a questo si mirava.
Come sempre accade, amare l’umanità teorica significa odiare gli esseri umani concreti.
Benissimo! allora Luigi, te la senti di andare su youtube o su altri siti, ad affrontare omosessuali dichiarati o militanti dell’UAAR o similia, i quali (omosessuali, militanti ecc.) alle battute volgarotte rispondono, non con parole civili, ma con espressioni pesantissime, sboccate e dissacranti, nonchè con feroci attacchi personali?
E senza la protezione di alcuna moderazione che intervenga (come GIUSTAMENTE accade qui) a smorzare i toni?
Le verità scomode, caro Luigi, si possono dire anche senza ricorrere a parole irridenti e offensive: la sig.ra Miriano, ad es., mi sembra che ci riesca in pieno.
Qua non stiamo parlando della sostanza, ma della forma con cui si esprimono agli altri le verità di fede e di morale: è ovvio che l’omosessualità praticata non è compatibile con il magistero della Chiesa! ma i toni aggressivi e derisori di forumcoscienzamaschile, sono CONTROPRODUCENTI, nell’attuale contesto storico, per veicolare quel messaggio.
Ripeto: non sto dicendo di dire cose diverse, ma di dire le stesse cose in un modo diverso.
Non ho bisogno di andare da nessuna parte, tanto più che non uso i socials.
Lorsignor* l’odio me lo recapitano infatti a domicilio, controllando in maniera asfissiante e totalitaria media, politici, cultura, chiesa, associazioni, intellettuali…
Se poi non posso nemmeno chiamare colloquialmente “matto” uno che si mette lo scolapasta in testa credendosi Napoleone, il problema non è mio.
A non chiamare le cose con il loro nome però si finisce qui:
https://www.renovatio21.com/resta-in-carcere-linsegnante-che-aveva-chiamato-il-suo-studente-transessuale-con-i-pronomi-sbagliati/
e ancora non abbiamo visto il meglio!
Purtroppo il problema è anche tuo (e di tutti noi) perchè ci siamo DENTRO questa società!
L’esempio dell’Irlanda torna proprio bene, perchè in quel paese, la presenza politica di forze conservatrici e cattoliche è stata anche più forte che in Italia (tanto è vero che l’aborto è stato approvato solo nel 2018), ma quando tale presenza è venuta meno, si è arrivati al triste episodio da te riportato.
Chiamare brutalmente le cose con il loro nome, come dici te, quando non si ha più a disposizione una forza coercitiva per far (materialmente) valere la verità oggettiva, non solo non ottiene lo scopo voluto, ma peggiora la situazione.
Questo non vuol dire che non si deve dire la verità, perchè, torno a ripeterlo, è della forma e non della sostanza che stiamo parlando.
No, io e quelli come me non siamo più dentro a questa società – e da tempo ormai; non più di quanto un polacco del 1940 fosse dentro alla società del III Reich.
La subiva, ma non ne faceva parte.
Come aveva compreso ed enunciato Aleksandr Isaevič Solženicyn, una volta arrivati al punto di non aver più forza coercitiva per far valere la verità rimane sempre l’ultima possibilità: non unirsi alla menzogna.
“È proprio qui che si trova la chiave della nostra liberazione, una chiave che abbiamo trascurato e che pure è tanto semplice e accessibile: il rifiuto di partecipare personalmente alla menzogna. Anche se la menzogna ricopre ogni cosa, anche se domina dappertutto, su un punto siamo inflessibili: che non domini per opera mia!”
Io non chiamo “Napoleone” un tizio con lo scolapasta in testa, gli altri facciano come meglio credono.
A dire il vero, io non ho parlato di essere parte della menzogna, nè di chiamare Napoleone uno con lo scolapasta in testa….
Vabbè……. chiudiamola qua.
Conservatives are just that: conservative. Not prone to action, liable to allow things to remain as they are, to conserve the peace, or what passes for it. But, as someone is fond of telling me, you can only be forced to eat crap for so long at which point a violent, or at least aggressive, counterreaction occurs. Like the demonstration against stabbings in Ireland.
This can cause an even greater pause in the left. Not always, of course, but sometimes. Especially when they are caught in obvious absurdities which force them into outrageous lies that even they blush to tell.
So the Right has a few victories from time to time. Even the Left cannot win them all.
Problem is, once those of a conservative nature do score a few points, they are too apt to return to grilling and sports. They are too ready to believe their victories are deep and permanent. Because that’s what Reality is: unmovable and permanent. And conservatives seek Reality. Whereas the Left, of course, seeks release from the many burdensome restrictions which Reality insists upon.
When conservatives win a round they stop fighting and rest. The figure the ripple they have created is a tide which will build and sweep all before it. A little piece of Reality has been restored, which is obvious to them, and which they believe is now just as obvious to the losers on the Left. Which it isn’t.
Because hard core leftist anti-Realities seethe over their loses. They want revenge, always. The relative quiet from the Right allows the Left to regain their strength and move to even greater insanities. And then down we go again.
Until The End.
https://www.wmbriggs.com/post/49574/
A dimostrazione di come non sia mai esistito un femminismo buono:
https://www.iltimone.org/news-timone/le-radici-oscure-e-inquietanti-del-femminismo/
Sotto la vernice egalitaria, per altro ormai tutta scrostata, c’è sempre il caprone.
Ten myths about women’s suffrage
1) Women alone had been excluded from the vote. It was not until 1856 (in France 1848) that all white men in the U.S. had suffrage (1869 for blacks). Poll taxes still existed in some states into the 20th century, excluding men of both races from the vote.
2) The exclusion of women was based on notions of female inferiority. The clergy were excluded from the House of Commons in England; did that mean they were inferior? Men without property were excluded from the vote in early America but not viewed as ontologically inferior.
3) Most women wanted the vote. According to Susan B. Anthony in 1902, in “the indifference, inertia and apathy of women lay the greatest obstacle to their enfranchisement.” She should have included “their hostility.” There has never in history been any organizations of men formed to oppose their own enfranchisement, but large organizations of mostly women were opposed to the female vote.
4) The campaign for the women’s vote was only about voting. Suffragists promised a restructuring of society and were particularly hostile to indissoluble marriage.
5) Its implementation was democratic. It could not be achieved by popular vote, as demonstrated by numerous failed referenda even in states with the women’s franchise, so suffragists sought a constitutional amendment, to be ratified by state legislatures. They kept index cards of unpleasant, personal information about politicians and were accused of blackmail.
6) Suffragists were seeking equality. They didn’t want military service for women and didn’t demand women plumbers, coal miners or trash collectors.
7) Suffragists had a burning interest in politics. Their publications and books were notably lacking in discussions of political issues of the day.
8) The federal government had no vested interest in women’s suffrage. Women’s “liberation” is profitable for government through taxation of employed women and government supervision of the family.
9) The vote is an inalienable natural right. Children don’t have the vote and are still viewed as human beings. Immigrants, both male and female, are denied votes, but are still accorded basic human rights.
10) Women needed the vote to have political power. Prohibition is a salient example of non-enfranchised women shaping politics. Women and their organizations always had the right of petition — and they used it. It is absurd to say that American women were ever wholly indifferent to politics or wholly excluded from them. Also, when women didn’t have the vote, husbands could be jailed for failing to pay their wives’ personal debts and had other mandatory obligations enforced by law. (Hmm, I do so like those shoes I saw the other day….) Men institutionalized male obligations to women without a single female vote, a fact which demolishes the claim that men in Western society as a whole were historically indifferent to the welfare of women.
Here’s one more interesting myth: The women’s vote would improve society at large.
Gee, has it?
https://www.barnhardt.biz/2023/08/10/crosspost-by-permission-the-thinking-housewife-on-ten-myths-about-womens-suffrage/
Non riesco a pubblicare un commento….manco in qualcosa?
Scusa Alda ma preferiamo non aprire l’argomento Gino Cecchettin
Ok….almeno so il perché
Mi spiace,non parlo lingue barbare
Cmq,a parte le battute, su labussolaquotidiana rubrica famiglia del 11 giugno 2014,vi è articolo ” gender,le origini sataniste di un’ideologia “,che è anche recensione del libro “satanic feminism ” di per faxneld, che ricorda la lettera scritta dall’allora cardinale bergoglio alle carmelitane di Buenos Aires, che dice che le leggi su matrimonio omosessuale sono derivanti da invidia del demonio. Un tentativo distruttivo del disegno divino.
“La verità è che la società di oggi si illude di sterilizzare il male, di cancellare il mistero della sofferenza (eutanasia, eugenetica, che brivido quel prefisso eu), di educare l’essere umano con delle buone norme. La differenziata, l’inclusività, la correttezza.”
Queste parole mi ricordano molto quello che disse una volta il poeta Davide Rondoni: le dittature cercano di fare in modo che le cose vadano bene senza che l’uomo debba essere buono e così commettono le peggiori atrocità.
Invito a guardare questo video: https://www.youtube.com/watch?v=Zm7RKSZCG5E
Finalmente una lettura di ciò che è accaduto in cui mi riconosco pienamente. Le idee che avevo in testa, confusi dal pensiero di massa, finalmente hanno trovato forma.
Grazie, grazie di cuore
Anna Rossi
Pingback: Salvare il mondo un corso alla volta | Sopra La Notizia
Ma a fine corso….danno un patentino?
E ogni quanto anni si rinnova?
Scusate ma di corsi di aggiornamento ne ho fin sopra i capelli