A Bruxelles si discute, nel Forum sulla demografia, di “Investire sul futuro demografico in Europa”. Si parla di lotta alla denatalità, e non in un oratorio parrocchiale, ma in una sede internazionale tra le più laiche e prestigiose. Finalmente le sue teorie, quelle che lei da anni va ribadendo in ogni sede possibile, stanno diventando di moda? Che succede?
Credo che a Bruxelles si difenda keynesinianamente le nascite per difendere la necessità di domanda ,non tanto la vita. Quando Papa Paolo VI nel 1968 scrisse l’Enciclica Humanae Vitae , ad avversarlo non furono solo gli ambienti laici ,ma anche alcuni teologi cattolici. Se ricordo bene si rischiò una specie di “scisma” in casa cattolica sul tema della dignità della vita umana , sul tema natalità e così via. continua a leggere »
“Una mamma pensa alla salute dei figli educandoli anche ad affrontare le difficoltà della vita [...] aiuta i figli a guardare con realismo i problemi e a non perdersi in essi, ma ad affrontarli con coraggio,[...] si preoccupa soprattutto della salute dei suoi figli, sa curarla sempre con grande e tenero amore; [...] una buona mamma aiuta anche aprendere le decisioni definitive con libertà“. Papa Francesco ha spiegato cosìil ruolo della mamma in un discorso tenuto qualche giorno fa a Santa Maria Maggiore. continua a leggere »
Le tristi vicende di questi giorni riguardanti i maltrattamenti di bambini in un asilo statale di Roma mi hanno riportato alla mente lo schiaffo che ricevetti in terza liceo. Ovviamente, situazione, entità e gravità del fatto non sono minimamente paragonabili: si tratta d’innocenti maltrattati ed umiliati nel fisico e nell’anima. Ferite troppo profonde per rimarginarsi completamente. Accade troppo spesso, e per certi accadimenti non esistono scusanti di sorta.
“Come si può parlare di ‘nuova tirannia’, quando mai prima d’ora gli uomini hanno goduto di tanta libertà e tanti diritti?”, potrebbe chiedersi un lettore sprovveduto. Le tirannie classiche, in effetti, si caratterizzavano per il fatto di reprimere la libertà e negare i diritti. Gli uomini avevano coscienza di tale usurpazione perché, privati di qualcosa che apparteneva loro per natura, si sentivano sminuiti. continua a leggere »
«Amo Gesù. E voglio raccontarLo a tutti». Don Jonah Lynch, giovane prete americano e rettore del seminario della Fraternità dei Missionari di San Carlo, non usa tanti giri di parole per spiegare il motivo e il perché della sua ultima fatica letteraria, che arriva dopo il grande successo del suo “Profumo dei limoni”, dedicato al rapporto con le nuove tecnologie.
Egli canta ogni cosa(Lindau 132 pagine euro 10) è uno di quei libri, che come dice il comico Paolo Cevoli nella sua divertente quanto inusuale prefazione, «fa compagnia».
Alessandra aveva diciannove anni quando si è accorta di essere incinta. Era stata cresciuta da una madre emancipata, separata, fieramente autonoma. Alessandra era libera di fare tardi la sera, di dormire fuori, di fare quello che voleva con i ragazzi. La sua mamma per lei era un mito, così diversa dalle altre, così poco opprimente. continua a leggere »
Ieri una lettrice, Nerella, ci ha fatto arrivare la lettera di una sua amica francese; ecco cosa ha scritto Isabelle.
Cari amici,
Per rispondere ai messaggi ricevuti da alcuni di voi, provo a raccontarvi cosa sta succedendo qui in Francia. Non sono sicura che i media in Italia, come i nostri, ne diano un’immagine giusta e completa.
Scusate in anticipo la lunghezza e l’italiano !
Come sapete, il governo, al potere da un anno, ha messo in atto la promessa del candidato Hollande di aprire il matrimonio e l’adozione alle coppie omosessuali. Questa legge è stata inizialmente chiamata « Mariage Pour Tous » (Matrimonio Per Tutti), cercando di nascondere il fatto che includesse anche l’adozione. continua a leggere »
Una Chiesa che non esce fuori da se stessa, presto o tardi, si ammala nell’atmosfera viziata delle stanze in cui è rinchiusa.
Papa Francesco
di Emanuele Fant
Pochi giorni fa discutevo sulla necessità di fare apostolato vero, perché una serata di evangelizzazione al teatro dell’oratorio è pleonastica quanto una secchiata nel mare. Lì tutti, bene o male, hanno quotidianamente l’occasione di incrociare una risposta. Invece il mondo vero ospita parecchi deserti screpolati che pagherebbero fior di inutili cammelli per un solo bicchiere di senso.
“Dovremmo fare evangelizzazione al Leoncavallo!” grido entusiasta. Poi il discorso verte altrove, e il mio progetto avanguardistico è declassato a provocazione. continua a leggere »
Almeno 30 mila i partecipanti quest’anno alla marcia nazionale per la Vita, più che raddoppiate le presenze rispetto allo scorso anno. Un successo. Tantissime famiglie, carrozzine, sacerdoti, suore, boy scout, striscioni, slogan, allegria, e perfino babbucce di lana per neonati, insomma tanti “pericolosi estremisti antidemocratici“. continua a leggere »
E’ proverbiale il costume degli Spartani di eliminare alla nascita i disabili. Lo scopo era quello di arrivare a una razza superiore. Invece così non fu e resta il dubbio che Sparta sia scomparsa dalla storia perché, eliminando i più deboli fisicamente, finirono per prevalere gli stupidi o se perché, essendo stupidi, decisero di eliminare i più deboli.
Anche a prendere la mira, la Marcia per la Vita per quanto mi riguarda non sarebbe potuta capitare in una settimana peggiore. Sembra si siano date convegno in questa zona della mia agenda – che è comunque sempre la madre di tutti gli ammassi di post-it – le peggiori rogne dell’anno (Non forniscono defibrillatori con i modelli 730? Perché l’ufficio vaccinale mi ha scritto oggi? Perché la maestra ha deciso di fare per la recita di fine anno il ballo delle mamme, con relative prove? Perché obnubilata dalla distanza di mesi ho messo tre incontri pubblici in una settimana? Perché tutte le amiche dalle medie in poi sono di cattivo umore, e io con loro? Perché la gita del grande era in Sicilia, e i suoi bermuda si trovavano nel nono scatolone in fondo a destra?). continua a leggere »
13 Maggio 2013, ore 21.00, Settima replica Straordinaria presso il centro Rosetum, via Pisanello 1, Milano.
14 Maggio 2013, ore 21.00, presso il Cinema delle Province, viale delle Province 41, Roma. Per info e prenotazioni: 328 5799005 (ore 16-19).
22 Maggio 2013, ore 21.15, presso il Teatro S. Giuseppe, piazza S. Giuseppe 2, Milano. (Consigliata la prenotazione dei biglietti scrivendo a: uc-tovini@outlook.it). continua a leggere »
Sono personalmente responsabile di aver eseguito 75.000 aborti. Ciò mi legittima a parlare con autorevolezza e credibilità sull’argomento. Sono stato uno dei fondatori della National Association for the Repeal of the Abortion Laws (NARAL), nata negli Stati Uniti, nel 1968. A quel tempo, un serio sondaggio d’opinione aveva rilevato che la maggioranza degli Americani era contraria a liberalizzare l’aborto. In capo a soli 5 anni, noi riuscimmo a costringere la Corte Suprema degli Stati Uniti ad emettere la decisione che, nel 1973, legalizzò l’aborto completamente, rendendolo possibile virtualmente fino al momento del parto. continua a leggere »
Giulio Nascimbeni a colloquio con Norberto Bobbio; intervista dell’8 maggio 1981 pubblicata sul Corriere della Sera alla vigilia del referendum sull’aborto
Sono con Norberto Bobbio nel suo studio di Torino, fra scaffali gremiti e tavoli coperti da giornali e riviste. «Non parlo volentieri di questo problema dell’aborto» mi dice. Gli chiedo perché. «È un problema molto difficile, è il classico problema nel quale ci si trova di fronte a un conflitto di diritti e di doveri».
Un signore francese a Parigi per un pic nic con la sua famiglia indossava una felpa raffigurante un uomo, una donna e due bambini, è stato fermato dalla polizia e trattenuto in caserma. Per uscirne ha dovuto pagare. Il suo gesto (indossare una felpa con l’immagine di una famiglia) è stato giudicato offensivo. continua a leggere »