11 marzo 2017

Pour l’avortement, on parle des femmes et des médecins. Où est l’ enfant

di admin @CostanzaMBlog

Perché pubblichiamo articoli sull’aborto in francese

 

De : Benedetta Frigerio        

Traduit par :Pietro Gabriele Muscò

Même si personne ne tient compte de cela, la réalité s’impose encore une fois, en montrant l’hypocrisie des arguments qui remettent en question l’objection de conscience, après que l’Europe a condamnée l’Italie, que ne garantirait pas un accès plus facile pour l’avortement. Au-delà du fait que le gouvernement démontre tout autre chose, la sentence européenne parle de violation des droits de santé de la femme.

Par contre, il faudrait se questionner, comme il a été écrit par Camille Paglia sur Salon la semaine passée en accusant la Gauche de mystifier la réalité en se cachant derrière un attaque vers la santé de la femme : « C’est qui la victime, ici ? »En le criant à ces gens, il n’y a pas seulement le petit enfant down qu’a survécu à un avortement dans la 23eme semaine et qui a été laissé mourir dans un hôpital en Varsovie : il y a aussi l’histoire d’un autre bébé. Celle-ci, fait trembler la loi polonaise, mais aussi celle anglaise, qui permet l’avortement jusqu’à la 24eme semaine et dans le cas ou on attend un enfant handicappè, l’avortement est permit dans n’importe quelle moment. « Le fait que l’aurait pu abortir outre le jour de sa naissance, c’est la honte ! ça me donne du mal au ventre. » c’est la déclaration de Fionnuala McArdle, la mère de la petite Meabh, qui est née l’année passée à Belfast, où la loi pro-avortement est plus restrictive que dans tout le Royaume Unis.Apres deux avortement spontanèe, la femme a risquèe de perdre aussi Meabh : « Quand je fus hospitalisée, presque en train d’accoucher, les medecins me dirent qu’elle aurait eu très peu de chances de vie». Continua a leggere

9 marzo 2017

No, non sei nato finto

di autori vari

di Giacomo Bertoni

“I was born this way” scrive orgoglioso Vinny Ohh sotto una foto che ritrae la sua trasformazione in alieno. Evidentemente, Lady Gaga si è scordata di spiegare che non si nasce con silicone, botox e tiranti nel viso. Vinny, ragazzo americano di soli 22 anni, ha già speso oltre 50mila dollari (110 interventi di chirurgia estetica) per assomigliare all’idea di alieno che i film fantascientifici hanno più volte proposto negli anni. Pelle bianchissima, pupille grandi e nere, artigli, assenza di peli. Non va dimenticato che gli alieni sono genderless, quindi sta progettando future operazioni per raggiungere anche questo “obiettivo”. Continua a leggere

8 marzo 2017

Un 8 marzo per parlare della vera bellezza della donna

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Credo che nelle redazioni quando il tema è “le donne” e si deve riempire la casella “quella diversa” il mio nome venga in mente abbastanza di frequente. Io sono quella della sottomissione, quella stramba. Quindi sono abbastanza gettonata l’8 marzo. È che il giornalismo purtroppo è fatto così, va per approssimazioni, generalizza, semplifica. Mi piacerebbe tanto, invece, avere il tempo di spiegare, di conoscere, di condividere pezzi di vita con tante donne, anche molte colleghe, che non mi sopportano e non possono neppure sentirmi nominare. Continua a leggere

7 marzo 2017

Cardinale Eijk: “Urgente un documento magisteriale sul gender”

di autori vari

Il Cardinale Willem Jacobus Eijk, arcivescovo di Utrecht, non ha dubbi: un documento del Magistero romano sul gender “è urgente”. E non perché la Chiesa non si sia pronunciata sul tema. Ma perché c’è bisogno di un documento comprensivo, dedicato al tema, per spiegare alle persone fino in fondo il punto di vista della Chiesa. Un documento che possa contrastare la pressione che arriva sul tema dalle grandi organizzazioni internazionali.

In una recente intervista Lei ha detto che ci vorrebbe una enciclica sul gender. Lo pensa ancora?

Nel mese di novembre, durante una intervista, mi è stato chiesto se non fosse utile un documento del Magistero Romano sulla teoria del genere. Ho detto subito di sì. Non direi necessariamente ci voglia una enciclica. Può essere anche un documento di altro tipo, come una istruzione da parte della Congregazione della Dottrina della Fede. È importante però che sia un documento autoritativo della Chiesa su questa teoria. Perché vediamo che le organizzazioni internazionali fanno molta pressione sulle nazioni per introdurre questa teoria, soprattutto nel mondo dell’educazione. Continua a leggere

7 marzo 2017

Carissime donne

di autori vari

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di don Antonello Iapicca

Carissime donne che non riuscite a comprendere le ragioni della Chiesa e le parole dei suoi figli e ministri e pensate che siano solo un perverso sofisma per tenervi in pugno. Carissimi tutti che siete convinti in sicura buona fede che l’aborto sia un diritto inalienabile che protegge la vita e la dignità della donna. Carissimi anche voi che, pur affermando la sua drammaticità, restate persuasi che vi sono situazioni estreme nelle quali l’aborto sia comunque il male minore.

Vorrei chiedervi se conoscete una donna che ha abortito e non ne porti le ferite per tutta la vita. Io non ne conosco. Conosco invece donne che soffrono sino alla morte portando dentro un ricordo che le dilania, e che invece di stemperarsi, con il tempo si fa sempre più acuto. Donne che non possono vedere un bimbo dell’età che avrebbe avuto quello che hanno abortito, tanto è affilata la lama che ferisce il loro cuore. Continua a leggere

6 marzo 2017

Perché tornino a battere cuori di cavalieri

di Andreas Hofer

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di Andreas Hofer

L’uomo contemporaneo è in crisi di virilità. Roberto Marchesini in un aureo libretto traccia una preziosa mappa per permettergli di riscoprire se stesso e la grandezza della sua vocazione attraverso il difficile – e al tempo stesso esaltante – cammino delle virtù. Solo così nel petto dell’uomo del terzo millennio tornerà a battere il cuore di un cavaliere medievale. Le prime fra tutte le virtù sono, naturalmente, quelle dette “cardinali”. Continua a leggere

3 marzo 2017

Due o tre cosette da ricordare a Gramellini sulla 194

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Capisco che, se sei una grande firma del Corrierone, non è che ti puoi mettere lì a perder tempo con gli articoli delle leggi, a cincischiare con queste puntigliosità, ma dopo aver letto il suo articolo, mi corre l’obbligo di ricordare due o tre cosette a Gramellini, visto che è lui a menarla con questa storia della legge, che poverina adesso quella donna, “costretta” a chiedere l’aborto in 23 ospedali, adesso alla legge non ci crede più.

Vediamo come stanno le cose. Continua a leggere

3 marzo 2017

Preparatevi: l’8 marzo le donne di tutto il mondo incroceranno le braccia

di autori vari

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di Antonio Gurrado  per Il Foglio

Speravo di cavarmela con un mazzolino di mimose e invece apprendo che l’8 marzo le donne di tutto il mondo bloccheranno ponti e strade, presidieranno le piazze, boicotteranno il boicottabile, si asterranno dal lavoro e dal sesso sia che le due attività siano distinte sia che coincidano. Lo annunciano formalmente, con un comunicato, tre docenti universitarie di filosofia, due di storia, una di studi di genere, una di studi africani e un’attivista del fronte popolare per la liberazione della Palestina. Parlando in rappresentanza di circa tre o quattro miliardi di persone, queste sette accademiche e mezza spiegano che il subbuglio globale è improrogabilmente reso necessario non solo dall’occasionale protesta contro Trump, ovvero contro la sua politica misogina, omofoba, transfoba e razzista, ma anche da un secolare errore del femminismo: avere difeso i diritti delle donne.

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1 marzo 2017

Farsi chiamare “padre” per legge per negare la realtà

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Vorrei tanto capire cosa ha spinto i giudici di Trento che hanno deciso di sentenziare, ignorando un estenuante dibattito parlamentare, ignorando le due più grandi manifestazioni di piazza degli ultimi anni in Italia, ignorando, quello che è più grave, il fatto che non esiste una legge in Italia che autorizzi la stepchild adoption. Si sono infilati, immagino – non sono una giurista – in un silenzio della legge, un vuoto legislativo, come si dice, con un meccanismo – la modifica delle leggi per via giurisprudenziale – che noi popolo del family day avevamo previsto. Abbiamo provato a denunciarlo prima che succedesse, e ci siamo presi gli insulti, siamo stati derisi dai media mainstreaming, ignorati da tutti, compresa gran parte della gerarchia della Chiesa italiana, con alcuni sacerdoti e vescovi e leader di movimenti che dicevano che sì, una regolamentazione ci vuole, “alla fine anche loro hanno diritto a volersi bene”. Continua a leggere

1 marzo 2017

Bilanci, giudizi e salami

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

“Come è difficile capirsi, mio caro” – ho detto ieri sera appunto al mio caro, dopo un banalissimo malinteso, indossando un sorriso da mogliettina anni ’50. “Cosa esattamente non capisci?” – mi ha stroncato lui, marito anni 2000 impermeabile a ogni moina (è un genio). E’ perché ho un marito che mi risponde così, e nonostante questo non volevo né andare in analisi né prendere a craniate la credenza lillà che mi sono risolta a scrivere un libro. Per imparare la lingua maschile. E’ evidente che non ci sono riuscita.

E per di più la cosa ha avuto degli effetti collaterali, non tutti necessariamente positivi. Voglio dire, ventimila copie, sì, un sacco di riconoscimenti, inviti, attestati di stima, molte nuove amicizie preziosissime, alcune diventate fondamentali. Ma da un punto di vista spirituale, mi chiedo, cosa ha significato questo ciclone che è entrato nella mia, anzi nella nostra vita? Continua a leggere

27 febbraio 2017

“Aborto ed eutanasia false compassioni. I medici cattolici facciano obiezione”

di autori vari

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Il discorso di Papa Francesco all’Associazione Medici Cattolici Italiani, del 16 novembre 2014, udienza nell’Aula Paolo VI, in Vaticano.

Non c’è dubbio che, ai nostri giorni, a motivo dei progressi scientifici e tecnici, sono notevolmente aumentate le possibilità di guarigione fisica; e tuttavia, per alcuni aspetti sembra diminuire la capacità di “prendersi cura” della persona, soprattutto quando è sofferente, fragile e indifesa. In effetti, le conquiste della scienza e della medicina possono contribuire al miglioramento della vita umana nella misura in cui non si allontanano dalla radice etica di tali discipline. Per questa ragione, voi medici cattolici vi impegnate a vivere la vostra professione come una missione umana e spirituale, come un vero e proprio apostolato laicale. Continua a leggere

27 febbraio 2017

L’amore vintage è avanti!

di Andreas Hofer

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di Romana Cordova

Tendenza di questi ultimi anni, il vintage continua a risultare trendy. Piace tanto riesumare quel vecchio vestitino della mamma o quella borsetta che usava la nonna. E piace anche scovarne di simili in appositi negozi dai prezzi considerevoli che, se abbinati bene, producono quel carattere insolito che dà l’aria di staccarsi dalla massa esprimendo una personalità non uniformata. Così, per vezzo, un tocco di vanità; per sconfiggere la noia, a volte. Continua a leggere

25 febbraio 2017

10 cose da sapere prima di (s)parlare di aborto e obiezione di coscienza

di admin @CostanzaMBlog

Giuliano Guzzo

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Non intendo tornare sul mio pensiero in fatto di aborto procurato e obiezione di coscienza, credo oramai ben noto ai miei lettori e amici, ma solo mettere a fuoco

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24 febbraio 2017

Nuvole nere sulla libertà

di admin @CostanzaMBlog

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di mons. Guido Gallese

Come vescovo, ho il compito di guardare lontano, e a volte vedo delle cose che non riguardano soltanto noi cattolici, ma tutta la comunità civile. Scrivo per dare un segnale d’allarme finché siamo in tempo, finché l’astio delle parti non prende il sopravvento sul buon senso. Scrivo a tutti gli uomini di buona volontà e di intelligenza di qualsiasi parte politica o religiosa. Scrivo perché vedo nubi oscure profilarsi all’orizzonte. Continua a leggere

24 febbraio 2017

Penso di avere un debole per gli scrittori russi

di autori vari
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di Eleoniora Barberio
Penso di avere un debole per gli scrittori russi.
Non so perché, ma ogni volta che vado in libreria, puntualmente ed irrimediabilmente, mi ritrovo pietrificata davanti ai mattoni di Tolstoj e di Dostoevskij.
Tra un’ “Anna Karenina” e l’altra, tra un “Idiota” e un “Giocatore”, mi piace cercare quei libri perennemente introvabili che mancano alla mia personale ed intoccabile collezione. Sono alla ricerca continua dei capolavori nascosti e poco conosciuti, ma intrisi ed intessuti di umano e di bellezza, o di entrambi. Ciò che più mi affascina di questi geni russi è il fatto che non risparmino nulla, che sputino in faccia la realtà, che non abbiano paura del tormento, della sofferenza e del “sottosuolo” dell’anima.
22 febbraio 2017

Confessione di un ex-abortista

di autori vari

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del dr. Bernard Nathanson

Sono personalmente responsabile di aver eseguito 75.000 aborti. Ciò mi legittima a parlare con autorevolezza e credibilità sull’argomento. Sono stato uno dei fondatori della National Association for the Repeal of the Abortion Laws (NARAL), nata negli Stati Uniti, nel 1968. A quel tempo, un serio sondaggio d’opinione aveva rilevato che la maggioranza degli Americani era contraria a liberalizzare l’aborto. In capo a soli 5 anni, noi riuscimmo a costringere la Corte Suprema degli Stati Uniti ad emettere la decisione che, nel 1973, legalizzò l’aborto completamente, rendendolo possibile virtualmente fino al momento del parto.

Come ci riuscimmo? È importante capire le strategie messe in atto perché esse sono state utilizzate, con piccole varianti, in tutto il mondo occidentale al fine di cambiare le leggi contro l’aborto.

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22 febbraio 2017

Una festa della donna sessualmente liberata

di admin @CostanzaMBlog

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L’ 8 marzo alle 11, nell’aula magna dell’Università di Roma 2 “Tor Vergata” incontro con Thérèse Hargot, insieme ai docenti e a Costanza Miriano. Poi  alle  18.00 presentazione in libreria (con ogni probabilità la sede sarà la Feltrinelli di Largo Argentina).

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Me l’hanno chiesto in tantissimi, da prima ancora che uscisse il libro: «Ma la Hargot viene in Italia?». Chiaramente a me per primo sarebbe piaciuto molto invitare Thérèse nel mio Paese, dopo avervi introdotto (con un certo successo, a quel che vedo) il suo libro. La cosa però sembrava destinata a non farsi: non si trovavano le leve, soprattutto non si trovavano le tasche. Invece si farà.

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21 febbraio 2017

L’immigrazione, la Chiesa e l’Occidente

di autori vari
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Ettore Gotti Tedeschi, economista e ex presidente dello Ior spiega a Giovanni Bucchi per Formiche.net come le vere cause del fenomeno migratorio non siano affatto quelle economiche
 
Le motivazioni economiche non bastano a spiegare l’immigrazione di massa. E’ un fenomeno “previsto e voluto per modificare la struttura sociale e religiosa della nostra civiltà, in pratica, per ridimensionare il cattolicesimo”. Sono parole messe nero su bianco da Ettore Gotti Tedeschi nell’Ottavo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo curato dall’Osservatorio internazionale card. van Thuân sul tema immigrazione. L’economista e banchiere cattolico, già presidente Ior, ha affidato a un breve saggio le sue valutazioni, che dopo la presentazione del Rapporto a Roma hanno suscitato alcune critiche (qui e qui) insieme a commenti positivi.

Gotti Tedeschi, nel suo intervento lei parla di una “correzione fraterna” ad alcune istituzioni ecclesiali che non avrebbero compreso il problema dell’immigrazione. In cosa consiste questa correzione?

Sono rimasto preoccupato della solerzia umanitaria piena di toni emotivi che tende a ignorare i numeri del fenomeno e non affronta le cause del problema. Si direbbe infatti che ci siano tre “tabù” che oggi non si devono o possono affrontare razionalmente e in modo completo: il problema della natalità, dell’ambiente e delle migrazioni. Si direbbe che ci sia una volontà superiore, diffusa ed imposta, che non vuole che si discutano questi tre tabù. Così come si direbbe che ci siano “controllori” pronti ad usare ogni mezzo, inclusa l’intimidazione, affinché su questi tabù si accetti un pensiero unico: basta nascite perché l’uomo distrugge l’ambiente, facilitiamo perciò l’immigrazione perché è la miglior soluzione. Ci sono molti punti non chiari su tutti e tre i tabù, ma per rimanere in tema è bene sapere che i dati e le informazioni sulle immigrazioni regolari sono influenzati da accordi o “ricatti economici” con nazioni di partenza migrazioni. I dati e le informazioni sulle immigrazioni irregolari sono ancor meno chiari; si pensi che gli sbarchi irregolari in Italia nel 2016 (181.436) sono stati quaranta volte quelli del 2010 (4.406). E  ci si renda conto che il fenomeno della clandestinità è in aumento e  fuori controllo. Nel 2015 lo status di rifugiato è stato riconosciuto solo per il 5% dei casi, il 36% ha ricevuto assistenza umanitaria ed il 59% è stato rifiutato, ma non si sa dove sia. E si tratta di più di 100mila persone (su 153.842 sbarcati). Nel 2016  il dato è cresciuto, sono arrivate via mare 181.436 persone (18% in più del 2015) e gli irregolari espulsi con riaccompagnamento nel Paese di origine sono stati solo il 5%. In pratica, la cosiddetta clandestinità cresce ad un ritmo di 100mila unità all’anno, e i Paesi confinanti con il nostro ostacolano gli espatri.  Si tratta di dati forniti dall’Alto Commissariato dell’Onu sui rifugiati. Continua a leggere

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