Cari pastori, sull’Humanae Vitae non rivedete, rilanciate

Riprendiamo a pubblicare gli appelli a teologi e sacerdoti perché ascoltino cosa la profetica enciclica di Paolo VI ha concretamente operato in tante vite. Questa giovane, intrepida donna, porta alla luce un aspetto di cui forse non si parla abbastanza. Una che non ci sta abbastanza velocemente rischia di essere “fuori mercato” – scusate la brutalità dell’immagine, ma è la brutalità con cui viene vissuta la sessualità tra i ragazzi, a meno che non incontri un giovane formato nella Chiesa, ma formato solidamente. Vi preghiamo, pastori, riprendete a parlare di eroismo e di martirio.

Noi speriamo che sabato a Brescia cominci una ripresa di vigore nella diffusione di Humanae Vitae: nel ’68 ancora qualcuno poteva sbagliarsi, ma a desso che abbiamo assaporato fino in fondo i frutti della liberazione sessuale, e abbiamo visto che hanno diffuso tanta infelicità, non abbiamo più scuse per non fidarci della profezia di questa enciclica.

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Humanae Vitae è alleanza totale

di Costanza Miriano

Ieri mi è capitato sotto gli occhi il post di Facebook del noto teologo e politologo Ermal Meta, che diceva a proposito del ministro Fontana  “Ma davvero credete che al buon Dio interessi come raggiungete l’orgasmo? Non gli interessa nemmeno di cosa vi rende felici, ma che siate felici”, come se Fontana avesse detto qualcosa a proposito della vita sessuale delle persone, e non come ha fatto, a proposito del riconoscimento della famiglia (che, dal punto di vista legislativo, non è una questione di orgasmo ma di seminarium rei publicae, Cicerone lo aveva capito senza scomodare Dio, ma lui aveva i neuroni).

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È la famiglia a essere invisibile

di Costanza Miriano

“Tiziano Ferro risponde al ministro contro le famiglie arcobaleno” – dice Vanity Fair – e chiede “solo di non essere invisibile”.

Allora. Innanzitutto il ministro Fontana non è contro le famiglie con due persone dello stesso sesso, solo, a una domanda fattagli al volo al telefono da una collega, ha semplicemente chiarito un dato di fatto: le famiglie “arcobaleno” (in realtà monocolore) non esistono perché neppure la legge Cirinnà osa definire famiglie due uomini e due donne che non possono generare la vita – li chiama “specifica formazione sociale ” – e non esistono neanche nella nostra legislazione perché le persone possono fare tutto quello che vogliono in privato ma non possono legalmente comprare bambini, affittare uteri e dichiararsi padri o madri di figli che non sono i loro (come non lo può fare nessuna persona anche eterosessuale che non sia unita stabilmente a una dell’altro sesso, e che non abbia superato un lungo iter grazie al quale un magistrato lo abbia valutato idoneo, e uno dei criteri di buon senso è che un bambino sia affidato a un padre e a una madre).

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Il Coraggio dell’uomo che piega i fucili

di Sarah Numico  per Credere

È pacato e ostinato, innamorato di Dio e del Centrafrica, dove Dio lo ha portato nel 1992, e dove, da allora, vive e lavora senza risparmiarsi per arginare la povertà e per costruire la pace in un Paese che pace, da troppi anni, non trova. Ogni volta che lo incontro, padre Aurelio Gazzera, missionario carmelitano, cuneese d’origine, mi dona qualcosa: un calendario pieno di foto della sua gente, il suo libro appena uscito, una stoffa africana inzuppata di colori, i racconti del suo mondo, appassionati come quelli di una madre che non si stanca mai di parlare dei propri figli.

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Riccardo Paracchini, o della Trasfigurazione

di Sergio Mandelli

L’Italia (ma si potrebbe dire l’Europa, il mondo) è divisa, culturalmente parlando, grossomodo in due.
Da una parte ci sono i santoni del laicismo, sempre presenti, onnipresenti, su giornali, televisioni, radio, università, redazioni, ovunque. I vari savianolittizzettoscalfari serragalimbertimarzanoeccetera, scritti tutti di seguito perché, più o meno, dicono tutti le stesse cose e li trovi dappertutto.
Poi ci sono i cattolici.

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La libertà di dire la verità


di Costanza Miriano

Domenica scorsa correvo lungo la Cristoforo Colombo, in un tratto ero parallela al percorso del Giro d’Italia, e invidiavo i ciclisti perché almeno la loro strada, immaginavo, sarebbe stata liscissima, a differenza della parte su cui potevo correre io. Nessuna rabbia, ormai: le buche sono parte del panorama romano, così come i cartelloni del Gay Village di Roma che decoravano tutti gli autobus che mi hanno affiancata. Nessun fastidio, solo noia.

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Il Cardinale Sarah a Chartres: «Abbiate il coraggio di andare controcorrente!»

Si è concluso il 36° pellegrinaggio di Pentecoste organizzato dall’associazione laicale Notre-Dame de Chrétienté. Un appuntamento annuale che prevede tre giorni di cammino, un percorso di 100 km, dalla cattedrale Notre-Dame di Parigi a quella di Chartres. Più di 10mila pellegrini sono partiti alla Vigilia di Pentecoste per concludere il loro pellegrinaggio lunedì 21 maggio con un’ Eucaristia celebrata nella Forma Straordinaria del Rito Romano1. Una partecipazione straordinaria secondo gli organizzatori che parlano di un incremento di 10% rispetto allo scorso anno e di una età media in continuo calo assestata attorno ai 21 anni. La solenne celebrazione è stata presieduta da il cardinale guineano Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e ha visto la partecipazione straordinaria di circa 15mila pellegrini, provenienti da tutto il Paese e dall’estero, molti dei quali costretti ad accamparsi fuori dalla cattedrale. Numerosi i sacerdoti, i religiosi e le religiose. Moltissimi i giovani e intere famiglie con bambini (come si può osservare nelle immagini dei servizi della televisione francese qui sotto e in fondo all’articolo). La processione è stata affidata alla protezione di San Giuseppe, “padre, sposo e servitore”. In processione anche la teca con una straordinaria reliquia: il cuore di San Pio da Pietrelcina.

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