È peccato non patriarcato

di Costanza Miriano

Ho letto un post in cui Assuntina Morresi usa le parole di Ratzinger per accreditare l’esistenza del patriarcato come causa della violenza sulle donne. E a riprova dell’esistenza del patriarcato cita alcune leggi italiane, tipo il vecchio diritto di famiglia e quelle sul matrimonio riparatore, che oggi effettivamente alla nostra sensibilità risultano lontanissime. A me pare però che ci sia una pericolosa confusione fra due piani. Il tema della violenza maschile purtroppo non si risolve con le leggi, come mostra l’esperienza dei paesi del nord Europa dove la famiglia è stata piallata, la parità dei sessi è assoluta, e la violenza è molto più elevata che in Italia, paese – fortunatamente – fanalino di coda in Europa.

Però il fatto che la consulente del ministro della famiglia, considerata cattolica, usi le parole di Ratzinger per accreditare una teoria che non è della Chiesa, mi chiama in causa come donna cattolica, affinché almeno la posizione della Chiesa Cattolica non venga strumentalizzata.

Il senso della Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo scritto da Ratzinger nel 2004 è intervenire nel dibattito sulla questione femminile mostrandola nell’ottica della fede, e cioè affermando, al di là di rivendicazioni politiche e sociali, che la corruzione del rapporto tra i due sessi dipende dal peccato originale, e quindi la soluzione non sta sul piano legislativo, ma in quello spirituale. Per quanto ci posano essere leggi che tamponano le conseguenze dell’esistenza del male, non esiste purtroppo nessuna legge che possa estirpare il male dal cuore dell’uomo e della donna. Perché chiariamo subito che in nessuna parte della lettera l’allora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede si permette di dire né di alludere velatamente al fatto che gli uomini sono “violenti e cattivi” e le donne sono vittime. Dice sempre, continuamente, che tra i due sessi si ingaggia una lotta per il dominio, da entrambe le parti. Lo ripete continuamente. Si tratta di un problema che riguarda entrambi. Non è possibile in alcun modo leggere in chiave rivendicativa e femminista le parole della lettera.  Sia l’uomo che la donna cercano di dominare l’altro, in modi diversi. “Verso di lui sarà il tuo istinto” parla del bisogno femminile di compimento, parla del fatto che anche l’amore femminile è possessivo, viscerale e ferito dal bisogno di controllo. Ed egli ti dominerà parla della tentazione del maschio di non amare in modo oblativo, di possedere e a sua volta controllare, con il potere. La risposta è solo una relazione con Dio che guarisca i cuori feriti dal male. “In entrambi i casi si tratta della conversione dell’umanità a Dio, di modo che sia l’uomo che la donna conoscano Dio come il loro «aiuto», come il Creatore pieno di tenerezza, come il Redentore che «ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito” – è la conclusione della lettera.

In un passaggio per me molto bello, il futuro Papa dice anche che l’uomo riceve il suo essere dalla donna. L’uomo dunque è quello più fragile, nella relazione, è lui che dipende da lei, riceve da lei il suo essere. E come tutti i deboli, quando perde terreno cerca di riconquistarlo nel solo campo in cui è nettamente superiore alla donna, la forza fisica. Infatti vediamo che in quasi tutti i casi di relazioni che terminano con la violenza del maschio, si tratta di uomini che non ricevendo più il loro essere dalla donna che vuole sottrarsi, a causa della loro debolezza, le usano violenza. Il problema dunque non è quello del troppo potere maschile, ma al contrario di una grande fragilità culturale e povertà spirituale, che non si sana purtroppo con le leggi – magari! – ma con una relazione vera e matura con Dio, almeno secondo la Chiesa, maestra di umanità.

Ma il peccato originale riguarda anche la donna, esattamente nella stessa misura, altrimenti non si spiegherebbe perché le donne possano essere capaci di uccidere i loro figli nel grembo, anche quando la violenza dell’uomo non c’entra proprio niente, anzi a volte contro la volontà dell’uomo. La violenza è sempre violenza, e uomini e donne sono toccati dal male, in modi diversi, ma nella stessa misura. La donna per esempio può essere tentata di esercitare il dominio sull’uomo attraverso l’esercizio del controllo. Neppure le donne, come gli uomini, sono sempre capaci di un amore maturo e che non vuole possedere e controllare l’altro. Il risultato del cuore umano ferito dal peccato “sarà una relazione in cui l’amore spesso verrà snaturato in pura ricerca di sé, in una relazione che ignora ed uccide l’amore, sostituendolo con il giogo della dominazione di un sesso sull’altro” – scrive Ratzinger. Non vedo traccia di accenno al patriarcato, qui. Anzi, ci sono passaggi sul ruolo femminile della donna che farebbero sentir male certe cattofemministe: “Si richiede, infatti, una giusta valorizzazione del lavoro svolto dalla donna nella famiglia. In tal modo le donne che liberamente lo desiderano potranno dedicare la totalità del loro tempo al lavoro domestico, senza essere socialmente stigmatizzate ed economicamente penalizzate, mentre quelle che desiderano svolgere anche altri lavori potranno farlo con orari adeguati, senza essere messe di fronte all’alternativa di mortificare la loro vita familiare oppure di subire una situazione abituale di stress che non favorisce né l’equilibrio personale né l’armonia familiare. Come ha scritto Giovanni Paolo II, «tornerà ad onore della società rendere possibile alla madre —senza ostacolarne la libertà, senza discriminazione psicologica o pratica, senza penalizzazione nei confronti delle sue compagne — di dedicarsi alla cura e all’educazione dei figli secondo i bisogni differenziati della loro età».

Certo che lo Stato può fare tanto, per difendere chi denunci la violenza. C’è il programma “Questo non è amore”  della Polizia e tanti strumenti, a livello legislativo, per soccorrere le donne. Purtroppo però non è un elenco di buone norme da far ascoltare ai ragazzi nelle scuole che guarirà i cuori degli uomini dalla ferita inferta nel Giardino dell’Eden, soprattutto se sono le stesse scuole che parlano loro di contraccezione e pillola del giorno dopo, che li informano cioè che possono abortire da sole a casa con una pillola che a differenza del Brufen 600 possono avere senza ricetta, e di cui possono non informare i genitori, i quali devono firmare per la gita alla mostra di pittura, ma non possono sapere se la loro figlia attraversa una tragedia simile.

Comunque, sulle misure da adottare si può discutere. Ma far dire a Ratzinger cose che non ha mai detto, questo no, da cattolici non lo possiamo permettere.

 

 

21 pensieri su “È peccato non patriarcato

  1. No, non possiamo e non dovremmo.

    Resta il fatto che l’analisi che fa Costanza basandosi sullo scritto di Ratzinger è assolutamente centrata e veritiera.

    Il problema è che il mondo non accetta il peccato, non accettando Dio, non accetta questa genesi del male, il suo perdurare e forse incancrenirsi, perché non conosce e non accetta questa antropologia escatologica e spirituale dell’Uomo e della Donna.

    Il rischio è quindi voler dialogare con un sordo, che tira dritto nelle sue convinzioni perché sente l’urgenza di darsi una risposta… Ma non la troverà, non la troverà nelle ricostruzioni e ricerca delle ragioni di questo malessere (vedi il patriarcato).

    È ormai diventata luogo comune la ricostruzione delle responsabilità della “società”, ovviamente una società tutta maschile e violenta.
    Bisogna ricorrere al terreno comune della logica, della psicologia (che non è necessariamente e automaticamente “atea”), dell’intelligenza e anche dell’analisi dei fatti, ma non è impresa facile e comunque il pregiudizio, la sete di giustizia meramente umana e il cosiddetto mainstream, rendono tutto estremamente complesso.

    La fragilità dell’Uomo (e della Donna) dal cui orizzonte scompare Dio e il senso della croce, non può che nella prova, trovare nemici, da cui difendersi e nel caso annientare.

    1. Rosa

      Ti aggiorno? Sai stavolta era un abate…
      Che con mia sorpresa mi ha chiesto l’atto di dolore!
      Altra cosa in via di sparizione, almeno per quel che i capita.

  2. Lucia Frigerio

    Grazie per la puntuale e chiarissima spiegazione di quanto è stato travisato. Troppo spesso purtroppo ora accade, per Ratzinger come per la Sacra Scrittura. Appoggio in pieno la tua decisione, come cattolica, di non tacere e di sottolineare la strumentalizzazione di una voce così autorevole della Chiesa Cattolica. Concordo e mi associo a tutto ciò che hai scritto. E grazie per averci fatto conoscere questa lettera di Raztinger ai Vescovi del 2004: quanto ci mancano insegnamenti profondi e illuminanti sulla Verità e sulla realtà umana alla luce della Fede. Senza ipocrisie, menzogne, ideologie, compromessi con la mentalità del mondo, deviazioni e strumentalizzazioni fuorvianti. Tutti mezzi, questi ultimi, di quello del piano di sotto, che confonde ed allontana dalla Fede e dalla ragione, le due ali della vera libertà e della salvezza dell’uomo, dalla sua smania di onnipotenza, orgoglio e possesso. Solo Gesù Cristo ed il Suo Sacrificio di Croce, voluto dall’infinita bontà ed amore di Dio Padre per le sue creature ed il loro riscatto, getta una Luce di Verità sfolgorante sulla nostra condizione, marchiata dal peccato originale, fonte e causa di tutti i mali, e redenta dall’Amore.
    Conviene spassionatamente riconoscerlo, arrendersi all’evidenza ed aderirVi in umiltà e con tutto il nostro cuore, anima, mente e forze. Ne va della Vita Eterna!

  3. Michelina

    In questo momento storico molti si sentono in diritto di trovare nella Chiesa il capro espiatorio! Non comprendendo che volendo far prevalere a tutti i costi le proprie opinioni si allontanano dalla Verità!

    1. Laura

      Come sempre trovo in te una chiarezza che non trovo altrove e il cuore e la mente mi dicono forte: È così ❣️
      Grazie con tutto il ❤️

  4. Restifar

    Il femminicidio, ma più in generale l’espansione della violenza nei rapporti tra uomo e donna, non trae origine dal patriarcato che è un fenomeno sociale ormai scomparso in occidente, mentre permane come principio religioso nei paesi islamici. E il fatto che le manifestazioni di questi giorni si siano rivolte contro i maschi che dovrebbero tutti chiedere scusa, contro Israele che vuole liberare gli ostaggi presi con atrocità animalesche da terroristi e contro un’associazione anti abortista conferma che esiste un serio e diffuso disagio sociale che coinvolge anche settori di un certo peso della cultura e della politica. Questa categoria di reati e di peccati era assai contenuta negli 50, 60, 70 e 80 perché le generazioni del dopo guerra sono cresciute in ambiti familiari che, pur segnate da un marcato maschilismo, possedevano una forte potestà genitoriale ed, insieme, in una scuola, pressoché povera di mezzi, ma con veri maestri dalle elementari all’università. Oggi il panorama è completamente diverso, la potestà genitoriale è un fatto raro e la scuola ha persino i banchi a rotelle ma ci sono solo insegnanti e non più maestri. E sorge l’esigenza di pensare ad un nuovo modulo di famiglia magari interpretando con estrapolazioni gratuite le considerazioni di un alto teologo. Che poi non è che un mero tentativo di dare un significato ed un valore al benessere materiale che ormai condiziona l’esistenza di tutti.

  5. Alex

    Io penso che il patriarcato, se esiste, ma parlerei piuttosto della violenza, riguardi soprattuto quella dell’uomo che forza la donna ad abortire dopo averla messa incinta e contro la sua volontà (della donna), in nome soprattutto (che beffa) del suo diritto ad abortire.

    1. E come l’uomo “forzerebbe” la donna ad abortire? Firma lui il consenso e la porta di peso in ospedale? Sostiene forse che la donna è un’incapace sotto tutela?
      L’uomo può avere un peso nell’aborto, ma la decisione ultima spetta alla donna che può anche dare il bambino in adozione. Senza contare il (discutibile) obbligo di mantenimento del bambino, che molte sfruttano a loro vantaggio

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  7. fra' Centanni

    Forse sbaglio, ma io non ho una percezione negativa dell’idea di patriarcato. Del resto le parole di s. Paolo: “Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore; il marito infatti è capo della moglie”, non costituiscono un fondamento per il patriarcato?

    1. M..M.

      Direi che la dottoressa Morresi è da un po’ di tempo più femminista che catto-, a partire dalle posizioni sulla famiglia in caso di separazione…diciamo che come consulente se non addirittura come ministro avrei preferito più lei dott.ssa Costanzo.

  8. Annamaria- donna, moglie, mamma, cattolica

    Grazie Costanza, grazie come semrpe. Mi è spiaciuto leggere il post di Assuntina, donna le cui posizioni e letture ho spesso appoggiato e condiviso. Ma questa volta no. Noi cattolici, teniamoci stretti alla mano del Signore, dove c’è verità e capacità di giudizio. E sicuramente tutto quello che Ratzinger (un vero Padre della Chiesa contemporaneo) ci insegna è per tenerci stretti alla Verità, che è sempre cristallina e mai “sporcata” dal chiacchiericcio dei media.

  9. Luigi

    Non conoscevo la lettera dell’allora Cardinale Ratzinger; ma dopo averla letta, devo ammettere che non vi trovo nulla che giustifichi queste parole, che mi paiono decisamente infelici:

    “In un passaggio per me molto bello, il futuro Papa dice anche che l’uomo riceve il suo essere dalla donna. L’uomo dunque è quello più fragile, nella relazione, è lui che dipende da lei, riceve da lei il suo essere. E come tutti i deboli, quando perde terreno cerca di riconquistarlo nel solo campo in cui è nettamente superiore alla donna, la forza fisica. Infatti vediamo che in quasi tutti i casi di relazioni che terminano con la violenza del maschio, si tratta di uomini che non ricevendo più il loro essere dalla donna che vuole sottrarsi, a causa della loro debolezza, le usano violenza

    Nulla che lasci intendere che il maschio riceva il suo essere dalla femmina – e come potrebbe essere, se l’uno e l’altra sono creature di Dio? – né che in una relazione sia il più fragile o il più debole; per tacere di una sua eventuale dipendenza da lei.

    Tutto il testo è invece un sistematico ricordare la pari dignità, la pari necessità, la pari complementarietà dell’uomo come della donna, del maschile come del femminile.
    Ne riporto solo due brevi passi, a testimonianza del vero senso del documento:

    “Prima di tutto bisogna sottolineare il carattere personale dell’essere umano. «L’uomo è una persona, in eguale misura l’uomo e la donna: ambedue, infatti, sono stati creati ad immagine e somiglianza del Dio personale».10 L’eguale dignità delle persone si realizza come complementarità fisica, psicologica ed ontologica, dando luogo ad un’armonica «unidualità» relazionale, che solo il peccato e le «strutture di peccato» iscritte nella cultura hanno reso potenzialmente conflittuale”

    “Il maschile ed il femminile sono così rivelati come appartenenti ontologicamente alla creazione, e quindi destinati a perdurare oltre il tempo presente, evidentemente in una forma trasfigurata”

    Che poi l’unico campo in cui l’uomo sia superiore alla donna consista nella forza fisica, significa ridurlo a uno scimmione forzuto senza alcuna dignità e intelligenza.
    Ovvero, la tesi che sistematicamente il femminismo ci propina da decenni: la ontologica superiorità della donna sull’uomo.

    Direi che non c’è nulla di più lontano dalle parole di Joseph Ratzinger.
    Forse ho capito male. Spero sia così.

    1. Vale

      Veramente una cosa simile la ha appena detta il vescovo di Roma parlando a braccio alla commissione teologica internazionale: ha detto che la chiesa è donna e bisogna smaschilizzarla
      È più importante il principio mariano che petrino perché c’è la chiesa sposa,la chiesa donna, senza maschilizzarsi.
      ( da vaticannews.va)

      Mah.

  10. Mauro

    La radice del male e ‘ proprio la volontà di togliere Dio dalla sfera personale e sociale…e così ogni peccato è consumato…purtroppo

  11. Ago86

    Ma tutta questa gente pensa che la salvezza dell’uomo verrà dalla politica o da qualche legge ad hoc? Ma ci credono in Dio o vedono nello Stato il salvatore della società, dell’uomo e della donna etc.? Lo dico in primis tra i cattolici: quanti si aspettano la Salvezza da Dio?

  12. Costanza ci riporta ai fondamenti della fede, lontano dalle ideologie, e anche questo è un segno dei tempi.
    Dove s’infiltra l’ideologia (nel cuore dei fedeli, ma anche della Chiesa) cessa la fede.
    La Chiesa sembra aver perso l’orizzonte soprannaturale, una volta fuori delle parrocchie si vedevano annunci di novene, oggi striscioni per donare il sangue. Dobbiamo essere noi laici a ricordarlo? Forse sì, in questo momento

    1. Questa gente è interessata solo al potere. Tutte le chiacchiere, gli appelli e le mobilitazioni sono solo per abbattere qualcosa e riformare la società, le persone e la realtà umana in base a ideologie disumane. Solo il potere interessa a questa gente, perché vogliono distruggere tutto (e tutti) ciò che si oppone a loro. E non si fermeranno in nessun modo, visto che loro si ritengono portatori del Bene mentre tutto il resto è Male. Non è possibile parlare con loro, capiscono solo il potere.

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