Quando la tua storia fa un’inversione a U

Un estratto da un capitolo del mio libro Benedetto il giorno che abbiamo sbagliato – Manuale di manutenzione del matrimonio. Una parte della storia della mia amica Martina, pazza come un cavallo, (il nome è falso ma la storia no) e di quel tedesco fighissimo e del suo innamoramento per il Signore che è meglio pure del tedesco cogli addominali di pietra.

di Costanza Miriano

[…]  Tu, Martina, hai avuto bisogno della rigidità iniziale per trovare un equilibrio, dopo essere stata una scheggia impazzita che elemosinava identità e approvazione innamorandosi pure dei pali della luce; come dici tu, hai trascorso «molti momenti giusti con tanti uomini sbagliati».

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Felice errore. Ecco perché restare insieme conviene, sempre

 

di Raffaella Frullone  iltimone.org

Restare. Anche quando tutto intorno sembra suggerire di andare, anche quando la ragione lo dice. Rimanere. E far di tutto per far andar bene le cose. Perché è il Sacramento che rende vero il sentimento. Restare per una pienezza, quella promessa da Dio. Questa volta Costanza Miriano non esorta soltanto a dire sì, a lanciarsi nella luminosa, faticosa e rocambolesca avventura matrimoniale, ma vuole convincere chi è dentro una crisi a benedirla, ad affrontarla, a superarla e in ogni caso, a non lasciarsi. Whatever it takes. E’ il cuore del suo ultimo lavoro Benedetto il giorno che abbiamo sbagliato, edito da Sonzogno, che parte dal presupposto che non sono in pochi ad aver preso un abbaglio, e sono tantissimi, diciamo praticamente tutti, coloro che fanno fatica a vivere questo mistero in cui i due diventano una carne sola. Ne abbiamo parlato con lei.

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BENEDETTO IL GIORNO CHE ABBIAMO SBAGLIATO – Manuale di manutenzione del matrimonio

di Costanza Miriano

È uscito ieri il mio nuovo libro, “Benedetto il giorno che abbiamo sbagliato – Manuale di manutenzione del matrimonio” perché dopo avere cercato di convincere un po’ di gente a sposarsi (poi lascia stare che quasi tutti i miei tentativi di abbinamento sono andati a vuoto, la materia prima se la sono trovata da soli) mi è sembrato urgente convincere altra gente (o forse la stessa, ma con una dozzina di anni in più) a rimanere insieme. Non “tanto per”, ma in comunione vera, che è non lo stato iniziale del matrimonio, ma la meta finale. Diventare una carne sola è l’arrivo di un cammino di una vita, e vale la pena continuare a provarci. Non era calcolato, ma il libro è uscito proprio nei giorni dell’anniversario del referendum sul divorzio: sono cinquanta anni che hanno aperto per tutti noi l’uscita di sicurezza. Non voglio entrare nelle storie e nei dolori personali, ognuno conosce la propria, ma questo libro vorrebbe al contrario provare a dire che anche quando sembra difficile, vale la pena, anche se… anche se qualsiasi cosa. Vale la pena per i figli ma prima ancora per noi, perché il matrimonio, per chi è chiamato a questo, è il luogo della nostra conversione, è il posto dove sperimentare la salvezza. Ecco, nel libro l’ho detto molto meglio, spero, insomma ho usato le parole migliori che ho trovato. Pertanto qui pubblico l’introduzione, sperando che qualcuno abbia voglia di leggerlo.

Ps Per i maschi: se le vostre mogli vi costringono e non avete voglia, andate all’ultima pagina. C’è un decalogo per i mariti; dieci righe, ve la cavate in venti secondi. E se lei vi interroga, rispondete che avete studiato fino alla fine. Dai, è quasi la verità.

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Più che un libro un’occasione di crescita

di Costanza Miriano

Domani (giovedì 18) sarò alle 14 su Rai1 a parlare di denatalità. Pur essendo io sempre un po’ Alice nel paese delle meraviglie quando vado in tv, stavolta alla fine della telefonata con l’autore – al quale, poraccio, ho raccontato metà della mia vita, dai pesci rossi all’allattamento passando per le politiche fiscali europee – mi sono almeno ricordata di chiedere chi fossero gli altri ospiti, perché da quello di solito si può intuire quale sarà l’andamento della trasmissione.

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Presidenta anche no, Resistere al fascino del neofemminismo

di Costanza Miriano

Cercherò di usare un tono pacato, perché Raffaella è un po’ più di un’amica, un po’ più anche di una sorella di carne, è una sorella di elezione, e quindi so che devo cercare di essere lucida. E infatti sono giorni che leggo e rileggo il suo libro, sottolineo, prendo appunti, mi segno i dati, approfondisco, provo a seguire le tracce delle piste che apre (ogni capitolo sarebbe un libro a parte), vado a leggere notizie ulteriori sulle storie che ha scovato. E niente, mi dispiace, anche cercando di essere obiettiva lo devo dire. Presidenta anche no, Resistere al fascino del neofemminismo (Ed. Il Timone 2024) è un capolavoro. È una pietra miliare della riflessione sul ruolo femminile, e l’unica voce fuori dal coro.

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È peccato non patriarcato

di Costanza Miriano

Ho letto un post in cui Assuntina Morresi usa le parole di Ratzinger per accreditare l’esistenza del patriarcato come causa della violenza sulle donne. E a riprova dell’esistenza del patriarcato cita alcune leggi italiane, tipo il vecchio diritto di famiglia e quelle sul matrimonio riparatore, che oggi effettivamente alla nostra sensibilità risultano lontanissime. A me pare però che ci sia una pericolosa confusione fra due piani. Il tema della violenza maschile purtroppo non si risolve con le leggi, come mostra l’esperienza dei paesi del nord Europa dove la famiglia è stata piallata, la parità dei sessi è assoluta, e la violenza è molto più elevata che in Italia, paese – fortunatamente – fanalino di coda in Europa.

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Nessuna sanatoria per i bambini nati dall’utero in affitto

di Costanza Miriano

Allora, partiamo dal fatto che il solo fatto che si parli di utero in affitto come reato universale, e che le forze politiche al governo si impegnino in questo senso è una cosa grandissima, impensabile se al governo fossero saliti partiti i cui responsabili dei cosiddetti diritti civili hanno fatto ricorso a quella pratica per avere dei bambini. Quindi sono grata di questo, mi sembra un segno grandissimo, anche se ricordo che la pratica (mi rifiuto di chiamarla GPA, come non chiamerò mai l’aborto IvG) è reato nella maggior parte dei paesi del mondo.

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I figli non ti tolgono niente

di Costanza Miriano

Ho letto il libro di Antonella Lattanzi, Cose che non si raccontano (Einaudi), perché mi era capitata sotto gli occhi una recensione di Vanity Fair, che mi aveva fatta saltare sulla sedia. In soldoni diceva che il libro racconta la storia dell’autrice, che abortisce due volte, a 18 e 20 anni, perché vuole avere tempo per la sua carriera di scrittrice, e che poi avvicinandosi ai 40 decide che è il momento di provare ad avere figli; non riesce naturalmente, ed entra nel tunnel della fecondazione artificiale, al momento senza successo.

Soprattutto la cosa che mi aveva fatto saltare sulla sedia, come dicevo, era che la morale che ne traeva il settimanale è la seguente perla di saggezza: la colpa è di chi non le ha detto di congelare gli ovuli quando era il momento.

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Vivere da separati fedeli

N. rimane fedele a sua moglie che l’ha lasciato per un uomo più giovane. Dice che per i loro quattro figli sarebbe fonte di grande confusione vedere anche la nuova compagna del papà, oltre al nuovo compagno della mamma. Lui è rimasto. Al suo posto. A fare da padre. ad accompagnare i figli nelle necessità pratiche ed economiche, ma soprattutto a testimoniare che nella vita si può rimanere fedeli a una parola data, che si può abbracciare seriamente la propria vocazione, qualunque prezzo ci sia da pagare. testimonia con la vita che per Dio vale la pena tutto, nonostante non gli siano mancate le occasioni.
B. oltre a tirare su i figli che ha avuto con suo marito, gli dà una mano anche con i figli che lui ha avuto dall’altra, come da copione più giovane, e ovviamente assente: una donna che porta via alla moglie il padre dei (cinque) figli è difficile che sia una madre molto presente, evidentemente è di quelle che pensano che più di tutto conta che i genitori “siano felici”. 
E’ possibile vivere così. Ma è possibile solo se lasci al Signore il tuo cuore strappato, e lasci che sia lui a riempirlo. e hai bisogno di compagnia in questa impresa eroica: servono fratelli di trincea. Per questo accolgo volentieri la testimonianza di uno di loro, e l’invito a partecipare all’incontro ad agosto

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Il solo sguardo dal quale dobbiamo dipendere

di Costanza Miriano

Non posso smettere di preoccuparmi per le ragazzine della ginnastica che hanno denunciato abusi e pressioni psicologiche fortissime, perché fossero magre in modo innaturale, avessero orrore di un corpo normale; prese in giro, insultate, esposte al ludibrio delle altre se avevano mezzo chilo sopra le ossa; definite maialina, ippopotamo perché osavano mangiare una pennetta in più dopo otto ore di allenamento (i miei figli scuoiano il cinghiale dopo otto ore seduti). Tesorine, vorrei abbracciarle strette!

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Chi lascia la propria vita la troverà

di Sara Nevoso

Cara Costanza,

che pasticcio.

Quando ci siamo addormentati così profondamente? Perché abbiamo ignorato le sveglie che hanno cominciato a suonare tempo fa’?

In un’epoca storica difficile (forse come tutte o forse un po’ di più), così piena di sfide e di drammatiche realtà, lo scontro è sulla bellezza della vita, sul diritto a nascere, sull’accettare che amore ed esistenza siano indissolubilmente legati tra loro, sulla certezza che, comunque sia, ne valga la pena.

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Quando eravamo femmine

mirianoQUANDOcover ridotta

di Costanza Miriano

Ho avuto una grossa difficoltà nello scrivere Quando eravamo femmine. Cioè una in più oltre a quelle solite – la casa gelata di notte, i colpi di sonno tra l’una e le due, la fame atavica verso le tre, la difficoltà nell’approvvigionamento notturno di beni atti a fornire le condizioni minime alla scrittura, quali il chococaviar Venchi, il salame e la Coca light. La difficoltà aggiuntiva di questo libro è stata che io avrei voluto raccontare tutta la sorellanza che ho scoperto da quando le persone che conosco e incontro sono aumentate di circa mille volte rispetto ai tempi in cui avevo un numero di amici normali (i tempi in cui nella mia rubrica i nomi erano salvati come Elisabetta, Luca, Giovanni e non Crisitinagenovamammadicinque o Ericareliquiamilano o Federicachiesanuova). Avrei voluto raccontare parte della bellezza conosciuta praticamente in tutta Italia, da Catania a Rovereto (o Pinerolo? È più a nord?), ma era troppa, troppa roba, e troppo pochi i neuroni rimasti liberi dopo le giornate trascorse a lavorare, a star dietro ai figli, a fare tutte le cose che noi mamme sappiamo bene e che tutte facciamo, mettendoci insieme però anche un’esagerazione di mail messaggi telefonate. E così tante sere sono finite in un nulla di fatto, a contemplare lo schermo – rigorosamente bianco – e poi a dormire sfinita con lo sterno sul tavolo e lo spigolo del tavolo in fronte. Continua a leggere “Quando eravamo femmine”

L’epidemia di disforia di genere tra i ragazzi – trailer di un’inchiesta –

La disforia di genere era rarissima fino a una decina di anni fa ma poi nei paesi occidentali c’è stato un aumento esponenziale (in UK ci sono state 77 diagnosi nel 2009 e 2590 nel 2018, negli USA in pochi anni si è passati da una prevalenza dello 0,002% tra le ragazze al 2%. ), quasi esclusivamente tra adolescenti e con una percentuale di ragazze che si aggira sul 75%.

Questo aumento non ha nulla di fisiologico ma è dovuto a un “contagio sociale” ovvero a un lavaggio di cervello perpetuato da insegnanti, attivisti, influencer, attori, cantanti, scrittori, genitori, operatori sanitari etc etc.

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Parlare di aborto ai liceali ma farlo veramente

di Costanza Miriano

Per stare ai fatti, al Liceo Giulio Cesare di Roma alcuni studenti hanno proposto di organizzare, tra i corsi per la settimana dello studente, uno di “informazioni sull’interruzione di gravidanza”, scegliendo come relatrice una dottoressa impegnata nella lotta contro l’obiezione di coscienza. La Preside ha invitato a riformulare questa e altre due proposte. Apriti cielo, non sia mai detto! Titoloni di Repubblica e di tutti gli altri giornali, scudi levati, le penne del femminismo, sempre pronte a correre in soccorso del vincitore, sguainate, accuse di censura.

Questi più o meno i fatti.

Allora. Cerchiamo di ragionare con onestà intellettuale prima di arrivare a giudicare la preside, prontamente linciata mediaticamente.

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L’aborto e la memoria

di Costanza Miriano

42 milioni e 400mila bambini in UN ANNO sono stati uccisi con un bisturi nel grembo della loro mamma, e non sappiamo quanti ne sono stati espulsi con i veleni delle pillole. Succede nel 2020. Uno dei primi atti ufficiali di Biden, osannato all’unisono da tutta la stampa mondiale e da tutti ma proprio tutti quelli che contano, è stato finanziare le cliniche abortiste con fondi pubblici. Insomma, nel sentire comune l’aborto è indubitabilmente considerato una conquista, istericamente difeso senza condizioni, addirittura fino alla nascita del bambino.

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In Italia le famiglie sono lasciate troppo sole

di Costanza Miriano
La Commissione Affari Sociali  della Camera dei Deputati, mi ha invitata a un’audizione sul ddl del ministro Bonetti, il cosiddetto family Act.
Ecco cosa ho cercato di dire (in sette minuti…).

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Voglio essere sessista

di Costanza Miriano

Ho letto e riletto, ma l’unica cosa che dovrebbe fare una legge del codice penale, cioè definire un reato, non c’è. Non sono una giurista, ma a me questa legge pare davvero scritta da analfabeti giuridici, perché cerca di imporre un atteggiamento culturale attraverso strumenti penali.

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La torta di mele

di Marco Negri

Sembra strano ma credo di aver intuito chi è Dio e che cosa desidera da noi da un segno irrilevante all’apparenza, a cui di di solito non diamo peso e che addirittura sovente passa inosservato. L’immagine tutta intera di Dio su questa terra è una cosa impossibile da decifrare perché la nostra percezione non è attrezzata per la perfezione e si brucerebbe all’istante al suo cospetto. Non siamo capaci di conoscerci, figuriamoci se riusciamo anche minimamente a definire con le categorie usuali il senso delle cose che risiede solo in Dio; ne saremmo folgorati, stecchiti come un pollo bruciacchiato nel forno! Bisogna avere una grande Fede per permettere al mistero di avvicinarci.

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