La torta di mele

di Marco Negri

Sembra strano ma credo di aver intuito chi è Dio e che cosa desidera da noi da un segno irrilevante all’apparenza, a cui di di solito non diamo peso e che addirittura sovente passa inosservato. L’immagine tutta intera di Dio su questa terra è una cosa impossibile da decifrare perché la nostra percezione non è attrezzata per la perfezione e si brucerebbe all’istante al suo cospetto. Non siamo capaci di conoscerci, figuriamoci se riusciamo anche minimamente a definire con le categorie usuali il senso delle cose che risiede solo in Dio; ne saremmo folgorati, stecchiti come un pollo bruciacchiato nel forno! Bisogna avere una grande Fede per permettere al mistero di avvicinarci.


Mia mamma mi ha fatto forse vedere come Dio si rivela a noi. È un Dio che si fa vedere immerso completamente nella nostra fragilità, con le mani rugose, piegate da un lavoro umile, nascosto, che “confonde i superbi nei pensieri del loro cuore “.

Un Dio che fa tenerezza, e che ti riempie di commozione se sei disposto a vedere e ad ascoltare. Ti dona la ricetta della torta di mele, come se fosse sua, preziosa, scritta per Lui da lei in bella calligrafia, con tutta l’energia del suo grande cuore. L’unica potenza che ci fa vedere con i nostri sensi limitati è proprio questa. Ci aspettiamo che Dio sia sempre destinato, quasi costretto a manifestarsi con segni della sua potenza e gloria, diversamente non ne scorgiamo la presenza nella nostra vita che è già un miracolo di per se stessa, anche se fatta più che di pregi, da difetti, perché non sappiamo chi siamo, dove andiamo e il senso delle cose lo ricerchiamo in noi stessi , nelle nostre capacità e nel mondo. Mia mamma con il filo di cognizione che gli è rimasta a 98 anni, ancora una volta mi stava dando tutto, ci stava dando tutto, come Dio, senza riserve, anestetizzando per sempre anche le sue più umili e lecite aspettative personali, come la Madonna.

Ho visto l’immagine di Dio e la potenza incommensurabile del suo amore in questa donna anziana, con la pelle raggrinzita , che non ha visto il mare se non nel suo viaggio di nozze 65 anni fa, che non ha mai fatto una vacanza per farle fare a me, che si appoggiava allo stipite della porta piangendo per la fatica del lavoro costretta dai debiti per la casa e per non farci essere diversi dagli altri, come lei lo era stata ai suoi tempi. Figlia di ragazza madre mia nonna, un’altra gigante, che tornava dalle risaie con la speranza di un vestito nuovo, disattesa dai debiti accumulati dal nudo sostentamento. Che non ha goduto niente di niente riconducendo il senso di ciò che viveva al calore che la famiglia gli procurava con il quale intuiva che tutto era giusto così. Con uno sforzo di attenzione con i suoi occhi opachi e gli occhiali graffiati sulla punta del naso, con la cadenza solenne che cercava di dare nel leggere quel suo scritto che le proveniva dai suoi ricordi di scuola elementare, nonostante la bocca sdentata, senza dentiera, le mani tremanti e la schiena protesa ad eseguire un capolavoro; mi stava dando tutto ancora una volta, pensando ancora una volta che quella poteva essere l’ultima.

Come l’ultimo saluto che mi da tutte le sere andando nel locale caldaie, dove c’è una finestrina per vedermi passare con la macchina dopo esserci salutati, per conservare quella che potrebbe essere la mia ultima immagine da portarsi via, nonostante sia quella di un figlio ingrato. Come un Dio volutamente tremante, pieno di apprensione, che soffre perché io non mi perda, perché io stia sempre bene. Di solito questa scena potrebbe far sorridere benevolmente, io però trovo tutto questo semplicemente sovrumano rapportato alle mie capacità. Ed è proprio qui che ho visto il soprannaturale che ci cammina a fianco con una delle tante persone importanti che ci ha posto accanto nella nostra vita, che ti fa leggere le cose abituali con occhi nuovi .

Con lo sguardo nuovo con cui vedi tua moglie, i figli e chi popola la tua vita. Come la vedova con il tesoro del tempio, stava dando il meglio in quel momento, ora che per lei la vita si è ridotta a pochi momenti. In questa immagine ho visto un Dio che ha scelto la fragilità reale di un vecchio che non vuole essere abbandonato, che non ci abbandona mai nonostante tutto e che ci dona la ricetta della vita soprattutto quando non ce lo meritiamo: la ricetta per una una bella torta di mele.

42 pensieri su “La torta di mele

  1. Marie Rose Maciejasz

    In questa torta di mele, con tutte le sue ingrediente, che sono la Parola e presenza di Dio, c’è tutto il Suo Amore per noi..

    A noi ci chiede di non sbagliare dose, e non cambiarla, perché va bene cosi.

    Grazie è bellissima la torta di mele,di ogni bontà.

    1. Consuelo Fernandez

      La gioia nelle piccole grandi cose! La carità di accettare e accertare quanto di amorevole ci circonda.Spesso guardiamo troppo distrattamente e non sappiamo farlo! Invece,è l’unica strada che ci conduce alla serenità del cuore e all’Amore di Dio.Grazie per queste belle parole!

    2. Elisa

      Nella sua immensa grandezza Dio dimostra la sua umiltà nel non mettersi mai al si sopra di nessun essere
      Parole dettate da un grande amore che toccano l’animo…
      Proverò sicuramente la torta di mele della ricetta
      Elisa

    1. Rita

      Un abbraccio e ammirazione per quello che stasera mi hai saputo comunicare grazie l’amore di nostro Signore si trova sempre e ovunque

  2. Non sono credente, quindi non credo in un dio, ma credo nella forza dell’amore che ci lega alle persone care. Io non vivo per compiacere un dio ma per mia madre, mio padre, mio marito per gli affetti più cari che ho. La ricetta mia è questa, ma anche tutte quelle che mi sta lasciando mia madre.

    1. Emilia Maniscalco

      Complimenti, ha saputo mettere in questa lettera il passato, il presente e il futuro suo e dei suoi ,mettendo tutti gli ingredienti necessari per una vita ricca di valori. (Oltre agli ingredienti della torta, che sono una splendida metafora).

    1. Iole Bettarelli

      Questo articolo mi ha commosso profondamente. Amore di madre è quello che assomiglia di più a quello di Dio. Amore che mette il figlio al primo posto……

  3. Grazie x questa sentita riflessione così centrate e l affetto x la mamma ed il dono della fede.
    La ricetta non è che un mezzo o un pretesto per dimostrare l esistenza di una grande forza superiore che esiste e che ciascuno di noi identifica con chi/cosa vuole credere.

    1. Rita.murgia

      Ho appena letto qualcosa di meraviglioso..mi é arrivato tutto il significato voluto esprimere …vero senso della vita …

  4. Titti

    ….. scusate ma oltre agli ingredienti, dove avete trovato l’esecuzione della ricetta ??? Io sono antica, nn so nulla di social e altre diavolerie, tuttal piu’ posso scrivere e ricevere una mail! Ho gli ingredienti che ci faccio se nn ho l’esecuzione della ricetta ????

  5. The_Punisher_020

    La presenza del Dio vivente e’ costante nella nostra vita, ed e’ sufficiente aprire gli occhi e guardarsi attorno per scorgerla.
    Credete che Dio non ascolti il vostro grido di dolore e le vostre richieste? Chiedete, ed Egli rispondera’.
    Mi trovo al capezzale di mia madre morente: i medici curanti, hanno perso la speranza: troppo grave il blocco renale di cui soffre. Il mio cuore, vorrebbe chiedere a Dio di concederle ancora un poco di tempo, ma l’incontro (casuale?) nel corridoio del nosocomio con una suora, i cui genitori sono scomparsi prematuramente e repentinamente per le stesse patologie di cui soffre mia madre nonagenaria, mi ha lasciato intendere che Dio mi ha concesso piu’ di quanto meritassi. Posso dunque solo ringraziarLo e pregarLo di accogliere mamma a braccia aperte.

      1. The_Punisher_020

        Grazie. Ha ricevuto nei giorni scorsi il sacramento dell’estrema unzione. E’ comunque dolorosissimo vedere la propria mamma spegnersi lentamente, ma io la idrato ed alimento costantemente: non la lascio morire ne’ di fame, ne’ di sete. Faro’ la mia parte sino in fondo e lei la sua…Dio ci aiutera’.

    1. @The_Punisher_020, mi permetto di dirti solo perché ho mia madre resa inferma da una ischemia in un letto da Luglio scorso, tribolata non poco dopo, una vita da vedova di mio padre, solo 51 anni lui e 6 filgi di cui io il primo, allora 19 enne: non aver paura di lasciar andare Tua Madre…

      Non ha forse diritto al suo Riposo, all’abbraccio totale di Cristo, all’esser festosa tra i Santi a cantare e lodare l’Eterno per l’Eternità? Certo, il nostro cuore umanamente soffre, sanguina anche, ma quale “il meglio” per i nostri Cari che percorrono quest’ultimo tratto di Pellegrinaggio se non la gioia del Dies Natali?

      “Han combattuto la buona battaglia, han terminato la loro corsa, han conservato la fede. Ora resta loro solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, consegnerà in quel giorno; e non solo a loro, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.” (da 2 Tim 4).

      Preoccupiamoci quindi prima di ogni cosa che conservino la Fede (o che la trovino in quest’ultimo scampolo di vita terrena), che la prova non li sfianchi, che abbiano il sostegno dei Sacramenti e se le loro braccia sono fiacche, teniamole alzate noi per loro, con la nostra preghiera e offrendo tutto.
      Questo è ciò che importa…

      Buon Natale.

      1. The_Punisher_020

        @Bariom
        Grazie per le Tue parole, preziose in questo momento di profonda mestizia. Sono fermamente convinto che mamma sara’ accolta a braccia aperte da nostro Signore, e non solo: fara’ tutto al momento giusto e nel momento giusto: mamma, si spegnera’ felice.

          1. The_Punisher_020

            Ho letto la Tua testimonianza, veramente struggente.
            Io credo che tutta questa sofferenza patita, sia utile per farci comprendere che nella vita conti solo l’amore incondizionato, che si manifesta oltre l’inimmaginabile in queste fattispecie che ti colpiscono negli affetti piu’ cari. Condividiamo la Croce di Cristo, ben consapevoli che lassu’ ci dev’essere qualcosa di specialissimo che giustifichi questi dolorosissimi patimenti.
            Grazie Bariom. Sei prezioso.

  6. Mariella

    Bella prova di amore e di spessore.
    Splendida intuizione quella di vedere il nostro Signore nei gesti amorevoli delle sue donne care….

  7. chiara

    Grazie Marco per aver condiviso con noi le tue emozioni e la grandiosa figura della tua mamma!
    Che sia per noi mamme un costante esempio da seguire e che questa storia possa renderci più “piccoli” per farci crescere nella Fede!

    1. Marcella

      Complimenti Marco per la sua esposizione, la sua mamma ne sarà orgogliosa in senso buono e anche commossa. Altrettanto commosso lo sarà Dio per i sentimenti espressi nei suoi confronti, anche lui ha un cuore e molto più grande del nostro. Vorrei aggiungere che tramite la sua parola Dio ci dice da dove veniamo, perché siamo qui ,e quale futuro ci attende

  8. Brunella Lionetti

    Grazie!
    Una bella sferzata alla mia poca capacitâ di vedere nella mia mamma tutta questa presenza dell’ amore divino…invece di rimproverarla, a voce o dentro di me, delle sue presunte ( o anche reali) mancanze, di ieri e di oggi…i figli, si sa sono i giudici piú terribili, ahimè!
    Allora, ho deciso: le preparerò questa buona torta, provando ad aggiungere alla ricetta donata con tanto umile amore, un pò piú dello zucchero richiesto: un vero estratto di latte e miele. Tutto per lei. Buon Natale a tutti
    Brunella Lionetti

  9. Maria pia Nico

    Immenso e toccante pensiero. Quasi di difficile comprensione ma profondo cone il mistero della Fede. La fortuna di pochi cone noi di avere ancora un genitore in vita. Mia madre ha compiuto 87 anni 2 giorni fa. Sono presenze preziose e rare che abbiamo avuto la possibilita, non so per quale merito, di avere ancora nella nostra vita e al nostro fianco, come se fossimo dei prescelti da Dio…. Poi io adoro la torta di mele!….E Ho anche imparato a prepararla….un bacio con tutto il mio cuore

  10. Kucciola

    Parole che suscitano riflessione… Tenerezza… Apprezzamento…. Amore… E calore,grazie e buon Natale!

  11. Marco

    Grazie per l’apprezzamento per il mio pensiero che confesso mi aspettavo, non per mia particolare bravura, ma perché non ho fatto altro che dare voce a lei e attraverso lei in qualche modo a Lui e questo per chi prega non può lasciare indifferenti. Lo rileggo spesso e mi commuove sempre e mi è nuovamente prezioso . La famiglia, i genitori hanno per forza a che fare con Dio. La madre poi per via della creazione in quanto è tempio di un amore che va oltre il nostro e che genera un qualcosa che non possiamo darci da soli. E anche per chi non crede, di un qualcosa che ci sovrasta e sta sopra le nostre misere possibilità. Mi ha fatto una tenerezza struggente questo nostro Dio che ha premura di me, di ognuno, che per una vita si fa fragile e indifeso difronte alla nostra libertà, pieno di apprensione fin dalla nascita quando, con le lacrime agli occhi, come mia madre dietro la finestra, ci lascia nel mare della vita sulla nostra barchetta di carta, pregando commosso che non ci perdiamo, perché sa di cosa siamo capaci. Un abbraccio alle vostre famiglie e Buon Natale .

  12. Stefania

    Ho letto con attenzione la testimonianza di Marco sulla madre e non ho potuto fare a meno di pensare alla mia vita che è diventata un’assenza assordante perché ho perso tutti quelli che amavo. L’anno scorso ho visto spegnersi mia sorella a 53 anni, consapevole della malattia e degli esiti, è stata eroica fino alla fine, pur sapendo di lasciare i suoi figli. Gli ultimi giorni di lei erano rimasti solo gli occhi color del cielo perché era uno scheletro. Ho avuto la grazia di stare con lei l’ultima notte e l’ultimo giorno e di accompagnarla con la preghiera e l’ultima notte ad un certo punto ho sentito nel cuore una dolcezza che mi ha stupito ed emozionato perché sapevo di stare ai piedi della croce e non riuscivo a capacitarmi di questo mio stato d’animo.
    Quest’estate ho perso il mio compagno dopo 23 giorni di rianimazione. Dei 16 anni di vita insieme, gli unici giorni a cui non rinuncerei mai sono quelli. L’ho visto lottare per vivere e l’ho visto sereno fino alla fine, ho sperato contro tutti i verdetti dei medici, ho pregato tanto con una forza che non credevo di avere. Lui è andato via con tanta vita nel cuore. Aveva 55 anni. Oggi vivo un tempo sospeso, spezzato, la mia preghiera è vuota, mi sono trovata davanti ad un Dio che sento come un semi-sconosciuto perché mi sono resa conto che parlava un’altra lingua ed io credevo di conoscerlo almeno un po e dovrò ri-vedere tutto della mia vita.
    So che l’amore resta per sempre ed oggi vivo per questo. Non riesco ad augurarvi Buon Natale, mi sento tagliata fuori dall’attesa dell’evento, vorrei vivere un Natale “altro”. So che il Signore viene nella nostra vita anche quando non l’aspettiamo.

    1. Maria Pia Nico

      Cara Stefania…la tua esperienza di vita e’ stata terribile….leggere le tue parole mi ha fatto piangere….stai tranquilla che Dio non si e’ dimenticato di te e, quando meno te lo aspetti, sentirai la Sua presenza….ti abbraccio forte forte❤

    2. @Stefania, nessuno è “tagliato fuori”… ma tutti siamo chiamati a “entrare”!

      Dove? Nella Storia di Salvezza, nel Natale, nella morte e resurrezione di Cristo… nella Croce.
      Già… nella croce… dove nessuno vorrebbe entrare. Nella morte che tutti dobbiamo affrontare, la nostra o quella dei nostri cari.

      Mio padre aveva 51 anni, Colei che fu mia Sposa solo 40… eppure… eppure mai ho sentito Cristo portare Lui la mia croce come salita al Padre della madre dei miei tre figli.
      Se non passiamo per la morte, per la croce, mai potremo dire di aver fatto esperienza di Resurrezione. Cosa potremmo annunciare allora? Che abbiamo un Dio che ci ama perché tutto ci va bene? Che Cristo è morto e il Padre lo ha risorto e noi lo crediamo, perché ce lo hanno insegnato e vogliamo crederlo o perché ne abbiamo fatto esperienza?

      Il nostro cuore sanguina e non abbiamo più lacrime, ma per chi ci ha “lasciati” e per noi, ha senso la promessa di Vita Eterna o è un pia speranza che frana sotto il peso del dolore?

      Quarda questa tradizionale icona della Natività:

      Il Bambino gesù non è propriamente in una culla, è posto in quella che già simboleggia una sepolcro… Le icone tutte non ci “tagliano fuori”, ci invitano a entrare… entrare nel Mistero, entrare con uno sguardo sull’Infinito, sull’Eterno.
      Coraggio Stefania, il Signore viene a salvarci, viene, come tu dici “quando non l’aspettiamo!, dove non lo aspettiamo… ma in realtà è Lui che sta aspettando noi.
      Aspetta che lo riconosciamo nei fatti della nostra Storia, quei fatti che scandalizzano il mondo, che sono stoltezza per il mondo… non cercare di vivere un “Natale altro”, perché sarebbe un inganno… vivi QUESTO Natale! Vivilo con chi ti ha preceduto e che può ancora avere bisogno di te e delle tue preghiere, come tu di loro e della loro intercessione.

      Buon Natale Stefania.

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