Perché “Humanae Vitae” è ragionevole

Articolo del Vicario Vescovile Helmut Prader, parroco di Neuhofen an der Ybbs (Diocesi di St.Pölten, Austria), docente di Teologia del Matrimonio e della Famiglia presso la scuola di studi superiori teologici e filosofici Benedetto XVI di Heiligenkreuz e membro dell’Istituto di Teologia Morale.
1.Parte
Negli ultimi tempi si moltiplicano sempre più le voci di chi vorrebbe non solo „ammorbidire“ gli insegnamenti dell’Humanae Vitae, ma addirittura raccomandare in certe circostanze l’uso dei contraccettivi (vedi per esempio le recenti dichiarazioni del Teologo Morale Maurizio Chiodi: “in certe circostanze la contraccezione è un dovere”).

Pastori che profumano di Cristo

di Luca Del Pozzo

C’è un vescovo, M.or Andrè Leonard, dal 2010 al 2015 titolare della diocesi di Malines-Bruxelles. E c’è un giornalista, Drieu Godefridi, che non appartiene alla Chiesa e che anzi è dichiaratamente agnostico. I due si sono incontrati, hanno discusso a lungo, il primo incalzato dalle domande del secondo, a sua volta stimolato dalle argomentazioni serrate e per certi aspetti provocatorie del primo. Ne è scaturito un libro-intervista che è un balsamo per chiunque in questa calda e chiassosa estate voglia leggere qualcosa di autentico, di vero, di bello.

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Il figlio può essere un barbaro

di Antoine de Saint Exupéry

Il figlio può essere un barbaro.
Senza l’opera di trasmissione dei significati della vita, da una generazione all’altra, le nuove generazioni saranno solo dei barbari accampati nel nostro territorio.
Non capiranno, non conserveranno e non trasmetteranno più niente di quello che ha alimentato la vita dei loro avi.

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Il Vescovo di Ventimiglia risponde alla lettera sull’immigrazione

Pubblichiamo la lettera del Vescovo di Ventimiglia San Remo, Antonio Suetta,  che risponde alla lettera sull’immigrazione dei giorni scorsi.

 

Carissimi,
leggendo con attenzione la Vostra lettera, ho ritenuto di dover rispondere alle Vostre riflessioni innanzitutto a partire dall’esperienza della Chiesa di Ventimiglia San Remo, da qualche anno fortemente coinvolta dal fenomeno dell’immigrazione, passando da qui una delle principali rotte dei migranti prevalentemente africani e provenienti dal Sud Italia. Spesso purtroppo siamo stati testimoni di drammi consumati alla frontiera italo-francese, dove molti migranti giungono nel desiderio di oltrepassare il confine presidiato dalla gendarmeria, alcuni scappando da situazioni pericolose

 

, altri per ricongiungersi a familiari, altri alla ricerca di un lavoro, altri ancora per trovare fortuna e migliori condizioni di vita. Su questo confine si sono consumate grandi tragedie umane, per la morte violenta di uomini e donne (anche incinte) rimaste vittime di incidenti nel tentativo di oltrepassare lo sbarramento francese, percorrendo di notte i binari della ferrovia, la galleria dell’autostrada o il “sentiero della morte” sui monti. A questo si aggiunga la proliferazione di situazioni di criminalità e di business, ad opera dei cosiddetti “passeurs”.

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Restare umani

di Claudia Cirami

Resistere alla de-umanizzazione in atto è possibile? Lo scopriamo leggendo l’ottimo saggio Restare umani. Sette sfide per non rimanere schiacciati dalla tecnologia (Città Nuova, pp. 144, € 15,00). È scritto a quattro mani da Marco Scicchitano, psicoterapeuta, docente e formatore, e Giuliano Guzzo, sociologo, blogger e collaboratore di giornali e riviste. Entrambi sono già noti ai più (e ai lettori di questo blog), anche perché autori, separatamente, di altri saggi interessanti.

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Il mio sogno più grande

di don Ugo Borghello

Il mio sogno più grande: miriadi di nuclei primari carismatici in espansione. Non c’è altra soluzione per la nuova evangelizzazione. Ed è più facile di quanto possa sembrare.

Basta presentare bene la bellezza del Vangelo quando è preso sul serio, come risposta ad una chiamata di Gesù (il battesimo è vocazionale) in comunione di cuore con altri. Occorre proporre una scelta, fuori dalla quale il Vangelo non dà i suoi frutti. Ovunque si ritrovano tre o più cattolici dovrebbe fiorire un cammino di santità.

Scommettere sulla fede. Note a margine del “Credo del Popolo di Dio”

di Luca Del Pozzo

Ricorreva ieri il cinquantesimo anniversario del “Credo del Popolo di Dio”, la solenne professione di fede proclamata il 30 giugno 1968 dall’allora pontefice e futuro beato Paolo VI sul sagrato di S. Pietro a conclusione dell’Anno della Fede, da lui indetto il 29 giugno 1967 per celebrare il XIX centenario del martirio degli apostoli Pietro e Paolo.

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