Notre Dame, dall’incendio si salva la croce

di Giacomo Bertoni

Rimane la croce. Quando le fiamme divorano tutto, rimane la croce. Quando “la foresta” di 1.300 querce si trasforma in cenere e fumo, rimane la croce. Quando anche le colonne più solide vacillano, rimane la croce. È la croce il primo segno luminoso che i pompieri francesi hanno visto quando, dopo ore di lotta estenuante con l’incendio, sono riusciti ad aprire il portone di Notre Dame. Nella distruzione più totale, soffocati da una notte resa insopportabile dal fumo, i loro occhi hanno visto una croce.

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Ragionare di emigrazioni oltre l’emotività

di Costanza Miriano

Qualche tempo fa una persona, che peraltro stimo davvero e che mi è molto, molto simpatica, mi ha espresso il suo rammarico perché ho dato alla Chiesa (“istituzionale” ha detto lui) dei soldi – una bella cifra – che avevo raccolto (e c’era anche la sua donazione).

“Non è che verranno usati per i migranti?” – mi ha chiesto. “Lo sai che siamo circondati da famiglie del posto che sono quasi alla fame, e nella Milano da bere, non chissà dove? Una ne abbiamo accolta in casa, ma siamo esasperati da questa situazione, e non sappiamo più da che parte girarci”.

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Le conseguenze della contraccezione

Lo psicologo canadese Jordan  Peterson, professore di psicologia presso l’ Università di Toronto, parla dell’incredibile, tecnologico trionfo degli anticoncezionali, come  trasformazione su larga scala delle interazioni umane, una trasformazione che non ha precedenti sul pianeta (sottotitoli in italiano).

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La famiglia non è di destra

di Costanza Miriano

Venerdì sera tornando a casa da una festa con l’unico marito di cui dispongo attualmente (e di cui abbia mai disposto), abbiamo scoperto di essere fascisti. Su un muro nel quartiere del Pigneto infatti mi sono imbattuta nella scritta Monogamy is the new fascism.

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“Cellule” di monastero wi-fi

di Costanza Miriano

Oggi una persona mi ha detto “guarda che un’esperienza come il monastero wi-fi non è affatto nuova”. “Me lo auguro proprio!” – ho risposto. È semplicemente la via che la Chiesa propone da circa duemila anni, minuto più, minuto meno. Ascolto della Parola, preghiera, eucaristia…. Niente di speciale. Ma qualcosa che cambia la vita, radicalmente.

Se preghiamo o non preghiamo, cambia tutto. E se preghiamo da soli o preghiamo insieme, cambia tutto ancora una volta, perché la preghiera è sempre da fratelli, non è mai solo per noi, infatti il Padre nostro è nostro, non mio, come ha ricordato due giorni fa il Papa (anche se ogni tanto a me mi rode – licenza poetica – perché vorrei sentirmi meglio degli altri, e non figlia dello stesso padre, il che è precisamente il motivo per cui prego: imparare ad amare Dio e i fratelli).

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Perché andrò al raduno del monastero wi-fi

di Susanna Bo

La prima volta che ho sentito parlare di lei, ero a Medjugorje. Avevo incontrato per caso un’amica di Roma, ai primi di settembre del 2011, che era lì per l’apparizione del 2 di ogni mese. Sapendo che quindici giorni dopo mi sarei sposata, mi ha suggerito di leggere un libro. “L’ha scritto una giornalista cattolica di Rai 3.” mi disse “Si intitola: Sposati e sii sottomessa. Bellissimo, te lo consiglio. Anzi, quando ti sposi te lo regalo.” La mia amica fu di parola, e il giorno del matrimonio, al pranzo, ricevetti il volume nelle mie mani. Ma, lo confesso: a parte il fatto che le parole “giornalista cattolica” e “Rai 3” mi sembravano un accostamento ai limiti dell’ossimoro, quel titolo proprio non mi convinceva. E non per il contenuto che sembrava presagire: da cattolica praticante, ho sempre creduto – perlomeno in teoria – alla bontà della citazione paolina: “Voi mogli siate sottomesse ai vostri mariti”, sapendo benissimo che la parola “sottomissione” non significava né asservimento né sudditanza. Ma da qui ad eleggerlo come titolo di un libro, beh… francamente, mi sembrava una scelta poco felice, anche dal punto di vista editoriale (il che, a sette anni di distanza e dopo svariate migliaia di copie vendute, vi fa capire la mia lungimiranza in fatto di marketing). Poi, in viaggio di nozze, iniziai a leggere il libro. E, come un bel po’ di altre persone, ne rimasi conquistata.

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Gianna Jessen: “Siamo fatti per un amore epico”

di Giacomo Bertoni

«Io sono stata fatta per un amore epico, non per un amore mediocre». E basterebbe fare propria questa ferma convinzione per cambiare il mondo. Per trovare la voce e il coraggio di dire basta di fronte all’orrore, per tornare a rispettare il nostro corpo e il nostro povero cuore, per liberare la nostra intelligenza da così tante menzogne, per guarire le nostre ferite più profonde che, come calamite feroci, attirano il nostro sguardo a terra.

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