di Costanza Miriano
Quando siamo innamorati, non so se sia così anche per i maschi o se siamo solo noi donne ad essere così appiccicose, vorremmo stare sempre insieme all’amato. I primi tempi, dico. Quelli in cui non ci si separerebbe mai, neanche un secondo, tipo gli amori adolescenziali quando si sta al portone ma magari la mamma chiama e bisogna salutarsi, e fare quelle stupide cose tipo mangiare, lavarsi, andare a dormire o, peggio mi sento, frequentare quella insulsa inutile scuola. I momenti in cui ci si regalano braccialetti o cose da tenere sempre addosso, per non parlare dei peluches con cui è obbligatorio dormire: la fase della simbiosi, insomma.
Ecco, Dio con noi è così. Vuole stare in simbiosi con noi, come un innamorato pazzo. Lo notavo quest’anno, in particolare, nelle letture del periodo pasquale (la Parola di Dio è così, ci si svela a pezzetti, a periodi, non tutta insieme, ma mano a mano che il nostro cuore è in grado di accoglierla). “Voi in me e io in voi” dice Gesù, che non ci vuole vicini ma proprio dentro di sé, e ripete ricordandoci questa intimità personale continuamente, usando tante immagini, come quella del pastore che conosce ogni pecora, per nome. Sa i nostri gusti, le paure, i desideri, come un innamorato che “ha la mappa di tutti i tuoi nei”, direbbe Jovanotti., “la potrei disegnare”. E a pensarci è una cosa pazzesca. Dio con noi è come un fidanzato dei primi giorni, desidera essere sempre appiccicato, tanto da voler stare dentro di noi. Che poi è quello che succede davvero, carnalmente, con l’eucaristia. Una cosa che supera la fantasia. Colui che può tutto, quello che ha creato le galassie e un universo che non riusciamo neanche minimamente immaginare, l’immenso, l’infinito, è insieme anche un fidanzato appiccicoso che non ci molla, quelli che al telefono fanno “chiudo io? O chiudi tu?” E la cosa incredibile è che Lui non chiude mai, siamo sempre noi a farlo.
La vita è un cammino per provare a capire, non con la testa ma in modo spirituale ed esistenziale, questa cosa. È qualcosa a cui ci si avvicina gradualmente, attraverso la realtà che ci viene data da vivere, che anche quando sembra sbagliata stropicciata stortignaccola e faticosa serve esattamente a questo, a contemplare Dio a viso scoperto, cioè non come Mosè che doveva velarsi il volto, ma con l’intimità che un Dio che si fa mangiare è venuto a stabilire. “E noi tutti, a viso scoperto, riflettendo come in uno specchio la gloria del Signore, veniamo trasformati in quella medesima immagine, di gloria in gloria”. Perché per fortuna in questa simbiosi, non è Lui che diventa simile a noi, ma noi a Lui, la trasformazione va in quella direzione.
Se uno fosse consapevole davvero di questa cosa, se ne andrebbe in giro per strada a testa alta, con passo regale, sapendo di custodire una presenza incredibile nel cuore, una presenza che in qualsiasi circostanza ci lascia sostanzialmente felici, più di una fidanzatina nell’abbraccio del ragazzo più bello e forte della scuola. Lei sicuramente può temere che lui si stanchi (non glielo vorrei dire, povera ragazza, ma è certo che si stancherà), noi invece sappiamo che Dio non si stanca mai di noi, mai. Lo ha promesso. “Io sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del tempo”.

Non l’ho capito per anni. Da “dottò e sapiente”. Ho dovuto fare un bel bagno di umiltà perché Lui si rivelasse sempre appiccicato a me.
Nessun merito, solo le persone che per grazia mi hanno condotto ad un percorso di consapevolezza dei propri limiti, dei propri difetti, delle proprie miserie.
E solo allora ho visto Gesù al mio fianco, come mi era capitato a vent’anni.
Semplicemente grandioso nella sua splendente verità, Costanza!
Altre parole sciuperebbero quanto tu hai scritto
Io non riesco a immaginare Dio come l’innamorato. Dio è il Creatore e come tale ama l’opera sua che conosce fino in fondo perché ne è l’autore e perché l’anima umana è un soffio vitale divino.
Quella dei fidanzatini che vogliono stare sempre insieme mi sembra (se l’ho capita) tanto riduttiva. Rischiamo sempre di infrangere il secondo comandamento quando rendiamo universali le nostre personalissime sensazioni.
Buon giorno. Proprio perché Dio e’ Creatore e sommo Artista non vedo perché non lo possiamo immaginare come l’Innamorato, visto che solo l’Amore crea (cit.). Quanto al secondo comandamento ed alla sua infrazione, l’articolo di Costanza e’ una lode a Dio.
Condivido le parole di ziokos … il segreto è tutto lì ….e Costanza come sempre ce lo ha spiegato nel suo modo unico e inconfondibile ! Io non sempre riesco ad essere sintonizzata in questo modo ….a volte ( sempre di meno in realtà !!! E questo grazie soprattutto al percorso di fede che riesco a fare , seppure “ a singhiozzo “ con il Monastero !!! ) non riesco ad avere una profonda consapevolezza di questo amore così immenso , folle …. Ma poi riporto subito la mente e il cuore lì dove devono stare , ovvero tra le braccia di Nostro Signore … con l ‘aiuto di Maria e di San Giusepoe… e di tutti i Santi meravigliosi che ci possono illuminare ( ai primi posti per me ci sono San Giovanni Paolo II e Don Bosco … mi hanno tirata fuori da una fede tiepida !!! )…. In più … ho l ‘esempio meraviglioso, di un amico che vive così la sua vita da sempre … consapevole di questo Amore che ha riempito totalmente la sua vita …. Il famoso bicchiere stracolmo di acqua , di Padre Aldo Trento … come esempio portatogli da don Giussani… se il bicchiere è stracolmo di acqua , sé questa trasborda …,neanche un moscerino può entrarvi …. Quesito mio amico e’ un testimone vivente ….la sua fede riempie la sua vita , lo rende ( ed è !!! ) bellissimo e soprattutto “ non manca di nulla !”….. Quando lo vedi con i tuoi occhi , come San Tommaso , ci credi ancora di più … Nulla più di questo Amore immenso che Dio prova per ciascuno di noi , anche il più incallito peccatore , può essere paragonabile in dolcezza , pienezza , gioia e serenità … anche perche ‘ “ Lui , ha vinto il mondo !!! “…. Si tratta solo di cogliere l ‘evidenza di questa realtà ….di godere della gioia di questo Amore ….stiamo qui semplicemente per imparare ad Amare , come Lui ha amato noi …. E’ una lotta , costante … e quotidiana … e per fortuna , tante persone meravigliose ( da Costanza , a Padre Maurizio Botta , a don Luigi Maria Epicoco , don Fabio Rosini …solo per citarne alcuni ! ) … ci sostengono in questo combattimento!!!! Grazie Costanza ! Ancora una volta !!!!! ♥️
Magari provi a rileggere la meraviglia che è il Cantico dei cantici. Se non è amore quello…e come e quanto ha sofferto Gesù nei suoi tre anni di predicazione o molto probabilmente per tutta la sua vita terrena, oltre alla sua morte atroce per liberare ciascuno di noi dalla morsa del peccato originale e di tutti i peccati che ne derivano, offrendoci la salvezza e la vita eterna, se non è follia d’Amore tutto questo, non saprei proprio come definirla.
Alla fine il segreto è proprio questo : arrivare a capire e sentire di essere amati da Dio come solo Dio può fare.
Sembra quasi che abbia un cuore di carne come noi.
Gran bel pezzo Costanza (tanto per cambiare 😉).
Grazie ❤️🙏
Si. E’ innamorato pazzo di me (di noi). A proposito di Dio non c’è altro da capire di altrettanto importante.
E con ciò tutto il resto diventa chiarissimo.
Non vorrei rompere l’idillio, ma dobbiamo far crescere questa fase dell’innamoramento – tipica peraltro della “scoperta di Dio” in età adulta – con il crescere di questo Amore, sino alla sua maturità.
Perché se è vero, verissimo, che l’Amore di Dio per noi rasenta la follia – basti pensare che ha dato la vita di Suo Figlio quando gli eravamo nemici – e che non viene mai meno (Amore e Fedeltà), come ogni innamorato, talvolta chiede a noi prova di fedeltà e non perché Lui ne abbia bisogno – conosce i nostri cuori – ma perché la nostra fede in Lui, il nostro amore, la nostra gratitudine, ne esca rafforzata.
Così dobbiamo essere pronti ai momenti di “silenzio” (non pochi Santi e Sante li hanno sperimentati), non dobbiamo temere, retrocedere o mormorare all’approssimarsi della croce, prendendo esempio e forza – perché non sta nelle nostre forze – da Gesù Cristo, dalla sua agonia e risposta nel Getsemani.
«Poiché egli conosce la mia condotta,
se mi prova al crogiuolo, come oro puro io ne esco.»
Il Libro di Giobbe è emblematico in tal senso e resta Parola di Dio vera anche difronte alla bellezza del Cantico dei Cantici, dove pure e un rincorrere l’amato che si nasconde e non mancano le percosse delle guardie delle mura.
La pazzia di Dio sta nel non stancarsi dell’Uomo, del singolo e dell’Umanità tutta, di apparire un debole che si lascia vincere nella Misericordia, che sacrifica il Figlio, disposto a perdonare sempre a chi si umilia, di sorreggere il mondo in nostro favore, di averci eletti e fatti opportunità di salvezza per il nostro simile, di far «sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti», di averci permesso di gustare il frutto della Resurrezione di Cristo già su questa terra, di averci donato il riposo non solo nel “giorno di sabato”, ma ogni giorno e momento se desideriamo di riposare in Lui, di averci donato lo spirito Santo che «intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili», di averci donato la Chiesa, Maria e tutti i Santi.
D’altronde cosa non si fa per Amore!
Bellissimo Costanza, GRAZIEEE!!
..Sto leggendo il tuo libro “Benedetto il giorno in cui abbiamo sbagliato, Scuola di Vita per coppie di tutte le età!!!
Grazie perchè scrivi, facendo sorridere e raccontando aneddoti spassosissimi di famiglia, cose BELLE, PROFONDE; VERE!
Chiara