di Costanza Miriano
Tag: cristiani
Dio innamorato pazzo
di Costanza Miriano
Quando siamo innamorati, non so se sia così anche per i maschi o se siamo solo noi donne ad essere così appiccicose, vorremmo stare sempre insieme all’amato. I primi tempi, dico. Quelli in cui non ci si separerebbe mai, neanche un secondo, tipo gli amori adolescenziali quando si sta al portone ma magari la mamma chiama e bisogna salutarsi, e fare quelle stupide cose tipo mangiare, lavarsi, andare a dormire o, peggio mi sento, frequentare quella insulsa inutile scuola. I momenti in cui ci si regalano braccialetti o cose da tenere sempre addosso, per non parlare dei peluches con cui è obbligatorio dormire: la fase della simbiosi, insomma.
Abbiamo bisogno di compagni nella fede
di Costanza Miriano
Io sono una cattolica “diocesana”, cioè non appartengo a nessun movimento, cammino, realtà ecclesiale, e questa cosa per tanti anni, quando ho lasciato la mia città d’origine e la mia parrocchia, mi ha fatto soffrire, facendomi sperimentare la solitudine nella fede. Da Perugia, dove ho ricevuto la formazione e i sacramenti in una parrocchia viva e robusta, Santa Lucia, mi sono trasferita a Roma, dove da sola mi sono affacciata nelle chiese del quartiere San Giovanni sperando di essere accolta. Niente, sembrava che fossi proprio invisibile (il mio sogno era che qualcuno una domenica mi salutasse; certo l’apoteosi sarebbe stata se mi avessero chiesto di leggere, ma mi rendo conto che osavo troppo anche solo a sperarlo). Mio marito all’epoca si era preso un periodo di riflessione, diciamo, e non veniva in chiesa, quindi io andavo sola, poi con un figlio, poi due, poi quattro (con le vecchiette che mi guardavano male se facevano rumore, e io che, i rivoli di sudore lungo la schiena, compravo il loro silenzio con pezzi di pizza bianca).
Epstein files: per combattere l’abisso bisogna essere di Cristo
di Costanza Miriano
Via Crucis, la preghiera che conduce al segreto di Dio
di Costanza Miriano
Io questa cosa del nostro Re potentissimo, anzi Onnipotente, che poi finisce attaccato mani e piedi a una croce e senza anestesia, dopo atroci sofferenze, non è che la capisco tanto. Eppure credo che lì stia il mistero, il cuore più profondo della nostra fede. Lì è lo scandalo per noi, eppure lì sta la Verità che cerchiamo, e pare che se non si passa di lì non ci si arriva.
Continua a leggere “Via Crucis, la preghiera che conduce al segreto di Dio”
Smartpray, il tempo che hai per pregare
La Parola di Dio è più certa e sicura e solida dei nostri stessi pensieri. Credere significa fidarsi del fatto che c’è un’altra fonte di informazione sulla realtà, oltre ai miei pensieri, alle emozioni, al “pancreas”, alle frescacce che eruttiamo a ciclo continuo, ed è la Parola di Dio. Ecco, oggi, sul finire della giornata della Parola, mi sembra il giorno perfetto per ricordare che esiste questa stupenda cosa, che si chiama Smart Pray. Decidi quanti minuti hai, e in base a quello puoi ascoltare contenuti diversi, tutti di grande valore. Hai solo quindici mutande da piegare e sette paia di calzini? Ascolta don Fabio Rosini, per esempio: cinque minuti. Io l’ho fatto.
Continua a leggere “Smartpray, il tempo che hai per pregare”
Un popolo silenzioso di santi
di Costanza Miriano (Il Timone)
Da molti anni ho la fortuna di girare, più o meno una tappa a settimana, per le parrocchie italiane, un po’ ovunque, per parlare di famiglia, di mariti orsi e mogli loquaci (a volte anche il contrario, ma raramente), di sofferenza, di figli, di vita insomma. A volte ho davanti platee numerose, a volte sparuti gruppetti di persone, che magari hanno affrontato poco convinti la pioggia e il freddo serale, e forse, chissà, mentre mi ascoltano si stanno chiedendo “ma chi me l’ha fatto fare?”.
A volte mi fanno un sacco di domande e mi circondano di entusiasmo, altre volte sono più riservati e freddi (nella mia personale mappa dell’entusiasmo la Romagna è prima, anche perché lì si manifesta l’affetto a piadine, ma a dire il vero non c’è regione da cui non torni con un assaggio di cibo o di calore). Spesso dormo a casa di qualcuno, o come minimo faccio un viaggio in macchina o prendo un caffè con chi mi invita, insomma, incontro persone e ascolto e guardo e condivido pezzetti di vita.
Confronti
di Costanza Miriano
“Dai, bambine, su, i confronti non si fanno…” – parto con la solita solfa dalla cucina mentre ascolto i discorsi delle mie figlie. Non ci credo neanche io mentre lo dico, ascolto la mia voce e sento che suona falsa. Lo so benissimo che i confronti si fanno eccome, soprattutto da bambini, anzi, più esattamente, soprattutto da bambine. Ma è mio dovere procedere alla predichella di ufficio, essendo la mamma.
Ho un sogno
di Costanza Miriano
I have a dream. Ho un sogno. Che tra i Vescovi chiamati alla prossima assemblea CEI dal 17 novembre a votare ad Assisi il documento sinodale si alzi in piedi un novello san Benedetto, e parli, e trascini tutti, e gli articoli più assurdi del Documento sinodale vengano bocciati. Vescovi santi ce ne sono, e spero che qualcuno abbia il coraggio (e la possibilità) di dire apertamente la cosa più macroscopica che c’è da dire in merito alle cosiddette “aperture” alle persone che vivono stabilmente nel peccato, e cioè che Cristo è venuto prima di tutto a salvarci proprio dal peccato. Da tutti i peccati: dalla cattiveria, dall’avidità, dall’egoismo, la maldicenza, ma anche dall’adulterio, dalle relazioni contro natura, dall’aborto.
Il futuro della Chiesa
Quella che segue è la conclusione di un ciclo di cinque lezioni radiofoniche alla Hessischer Rundfunk, svolte nel 1969 dall’allora professore di teologia Joseph Ratzinger
di Joseph Ratzinger Natale del 1969
Il futuro della Chiesa può risiedere e risiederà in coloro le cui radici sono profonde e che vivono nella pienezza pura della loro fede. Non risiederà in coloro che non fanno altro che adattarsi al momento presente o in quelli che si limitano a criticare gli altri e assumono di essere metri di giudizio infallibili, né in coloro che prendono la strada più semplice, che eludono la passione della fede, dichiarandola falsa e obsoleta, tirannica e legalistica, tutto ciò che esige qualcosa dagli uomini, li ferisce e li obbliga a sacrificarsi. Per dirla in modo più positivo: il futuro della Chiesa, ancora una volta come sempre, verrà rimodellato dai santi, ovvero dagli uomini le cui menti sono più profonde degli slogan del giorno, che vedono più di quello che vedono gli altri, perché la loro vita abbraccia una realtà più ampia.
La nostra storia è benedetta – Non Desiderare La Vita d’Altri
di Costanza Miriano
In “Non desiderare la vita d’altri”, il libro col quale cerco di andare a fondo sul tema del desiderio di altrove, di quella illusione ottica con cui almeno ogni tanto – chi un fuggevole pensiero, chi un tarlo continuo, chi una periodica tentazione – direi tutti ci troviamo a misurarci. Vedere quello che vivono gli altri, o inseguire le fantasie su come avrebbe potuto essere diversa la nostra vita se avessimo preso un’altra svolta, scelto un altro percorso, può toglierci la gratitudine per quello che stiamo vivendo, per il nostro lavoro, la nostra storia, i soldi che abbiamo, il corpo, il successo. La risposta, ovviamente, non è accontentarsi, ma al contrario capire che la nostra storia è benedetta, se le circostanze ci fanno fare l’incontro che riempie il nostro cuore… per esempio, quanto al matrimonio:
Continua a leggere “La nostra storia è benedetta – Non Desiderare La Vita d’Altri”
Cari “scienziati” Dio c’è, con o senza Sindone
di Costanza Miriano
Esce l’ennesimo studio che pretende di dimostrare che la Sindone è un falso. Volevo dire agli scienziati di non disturbarsi troppo, perché se il fine è dimostrare che questa storia di un Dio fatto uomo per noi, morto e risorto sarebbe tutta una balla, non vale la pena. Non perdete tempo.
Continua a leggere “Cari “scienziati” Dio c’è, con o senza Sindone”
La crisi che aleggia nella Chiesa è crisi di fede, prima che di pastorale
Continua a leggere “La crisi che aleggia nella Chiesa è crisi di fede, prima che di pastorale”
Cristo è respiro vitale
di Costanza Miriano
“La mia preghiera preferita? C’è una preghiera nella messa che il sacerdote non dice ad alta voce.
“Che io non mi separi mai da te”. Questa è la preghiera che mi ripeto durante la giornata. Un giorno senza eucaristia sarebbe difficile, molto difficile”.
Ascolto l’intervista che la mia collega di Rai Vaticano ha fatto all’allora Card. Prevost e il mio cuore sussulta.
Mi sento a casa. A dare la vita per mia madre, la Chiesa, c’è un padre che vuole solo sparire, perché si manifesti sempre di più Cristo, come ha detto nella sua prima omelia da Leone XIV. Questa è l’essenza del cristianesimo, essere immagine di un Altro. L’opposto di ciò che chiede per sé l’uomo contemporaneo: essere sé stesso, determinarsi in tutto (compresa l’identità). È precisamente questo che prende assolutamente inconciliabile il cristianesimo con l’epoca moderna, nonostante tutti i tentativi.
Ho bisogno di una Chiesa che mi dica che solo Dio salva
di Costanza Miriano
Io non so che Papa serva alla Chiesa, perché, per quanto mi scocci, devo ammettere che non sono Dio. Che ne so della situazione della Cina, dove sta l’Armenia, come si posiziona la Chiesa rispetto agli equilibri che cambiano, di quale pastorale ci sia bisogno per arrivare al cuore di un ragazzo giapponese o di una madre di famiglia che vive nel Mato Grosso…
L’unica cosa che conosco un po’ – poco perché davvero è un abisso l’uomo – è il mio cuore. E so quello che ha bisogno di ricevere, quello che gli manca quando legge documenti annacquati o ascolta omelie scialbe, parole che potrebbe scegliere indifferentemente un volontario di una qualsiasi associazione, un buon educatore, un editorialista che si autoconvince di essere biblista. Quando ascolta pastori che cercano di dire che alla fin fine la fede è più o meno “una bella proposta di valori” che più o meno sono assimilabili alla giustizia sociale di cui parla il mondo, quando affermano che la fede cattolica può avere il suo posto fra le altre proposte culturali o religiose che soddisfano l’uomo; come se fosse una delle altre, come se non fosse radicalmente irriducibilmente lontana da tutto il resto, come se non fosse l’annuncio di una vita eterna che comincia già da questa vita. Come se la vita secondo il battesimo potesse assomigliare a quella secondo il mondo. Come se non fosse che solo il battesimo ci può dare il potere di diventare figli di Dio. Come se l’uomo potesse salvarsi con la buona condotta, come se ne fosse capace da solo, di buona condotta.
Continua a leggere “Ho bisogno di una Chiesa che mi dica che solo Dio salva”
Il Concilio Vaticano II e la Chiesa del futuro
Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo ampi stralci della Conclusione de Il Concilio Vaticano II spiegato ai miei figli, il nuovo libro di Luca Del Pozzo ora nelle librerie per Cantagalli (720 pp., 28€).

“Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Lc 18,8). Non una società più giusta, un mondo pacificato e solidale, l’umanità finalmente emancipata dalla sofferenza e dal dolore, un eco-sistema più salubre, no. Ma, appunto, la fede. Alla fine, vedete, tutto ruota attorno a questa domanda di Gesù. E il fatto stesso che l’abbia posta vuol dire che non è affatto scontato che, quando tornerà alla fine dei tempi, ci sarà ancora fede sulla terra. Per questo è una domanda che va presa molto sul serio, e che in ogni epoca interpella la Chiesa costringendola ad interrogarsi sulla coscienza che ha di sé e della sua missione nel mondo. Soprattutto, è una domanda che interpella la Chiesa oggi, tenuto conto della situazione di crisi in cui si trova la quale, come dimostra il dilagare dell’apostasia, è primariamente crisi di fede. Va da sé (o, meglio, dovrebbe andare da sé) che se il problema da cui tutto deriva è la crisi di fede, è da lì che si dovrebbe ripartire. Ora la cosa interessante è che se sulla messa a fuoco della “malattia” c’è (abbastanza) consenso, è quando si passa alla “cura” da intraprendere che, invece, emergono i problemi. Accade infatti che se la parola d’ordine che risuona ovunque è che bisogna tornare ad annunciare il Vangelo, è di tutta evidenza come ci sia una certa confusione su cosa si intenda per evangelizzazione, col rischio di replicare, mutatis mutandis, lo stesso errore dei decenni passati quando la progressiva scristianizzazione della società coincise con uno dei periodi di maggiore e prolungato sforzo missionario da parte della Chiesa…
Continua a leggere “Il Concilio Vaticano II e la Chiesa del futuro”
Quando la Resurrezione ti fa il caffè
di Marco Negri
Mi sono trovato invitato in parrocchia insieme a mia moglie, ad un incontro, quello che un tempo, quando si pensava andasse bene, si chiamava il “corso dei fidanzati”.
Ora, su tutto, visto come sta andando, specialmente nel recinto della fede, si cerca di usare terminologie più “morbide” declinate dalla sociologia, per non urtare, per non dare l’impressione da subito che credere e sposarsi sia la stessa cosa, e non quella “malattia” per la quale, con volontà e impegno, si può guarire con una ricetta precisa.
Botta e risposta con i giovani – Su sesso e altri argomenti scomodi
Continua a leggere “Botta e risposta con i giovani – Su sesso e altri argomenti scomodi”
















