Quella proposta pazza e irragionevole per il mondo

di Costanza Miriano

Mi chiedo da un po’ che senso abbiano le spallate che la Pontificia Accademia per la Vita sta dando sul tema della contraccezione a Humanæ Vitæ con il volume Etica teologica della vita, pubblicato dall’Accademia ma contestato da diversi suoi membri. Recentemente con delle affermazioni pubbliche Monsignor Paglia ha adombrato la possibilità di un nuovo documento che potrebbe attenuare il divieto della Chiesa sulla contraccezione artificiale. Mi chiedo che senso abbia tutto ciò, dicevo, dal momento che la questione è purtroppo ampiamente superata nella prassi della stragrande maggioranza dei cattolici, con l’avallo di un gran numero di pastori.

Ci sarebbe tanto da dire nel merito, e sono certa che si dirà, perché c’è una Chiesa silenziosa che continua a fidarsi di Humanæ Vitæ, della teologia del corpo di Giovanni Paolo II. Un popolo che ha capito benissimo che il no alla contraccezione è un sì a una vita nella quale si lascia a Dio l’ultima parola, la possibilità di agire. Ne conosco tanti. È gente che ha scommesso tutto su Dio e vive nella libertà dei figli di Dio, in questa pienezza che sola può venire dalla certezza che ti dà la fede, non gente fissata con le regole come ci vogliono raccontare, pure certi pastori. È gente che non è, come viene dipinta, preoccupata dalle regole, costretta e soffocata dai limiti, ma gente con una marcia in più, perché sa in chi ha messo la sua speranza. Spesso sono famiglie numerose – ma non è detto, perché i figli sono un regalo, e Dio li distribuisce come è meglio – ma di sicuro sono famiglie tutt’altro che tristi e represse (catholics do it better!).

Entro nel merito solo in un punto sollevato dal documento a cui accennavo prima, il quale sostiene che anche i metodi naturali possono essere usati con una mentalità contraccettiva, e quindi tanto vale usare anche quelli artificiali (sintesi grossolana ma veritiera di una parte del documento). Ora, mi pare abbastanza evidente che anche il bene possa essere fatto con animo cattivo: posso per esempio fare l’elemosina solo per farmi vedere. È capitato anche a me. Oppure posso farla borbottando e dicendo che in fondo non è giusto, perché quella persona la povertà se la merita. Lo sappiamo che senza lo Spirito Santo “nulla è nell’uomo, nulla senza colpa”; ma ciò non toglie che fare l’elemosina è una cosa buona, e non farla è cattiva: c’è un bene e un male assoluti. È vero, si possono seguire i metodi naturali cercando di evitare i figli, ma: 1) non c’è niente di male nel cercare una genitorialità responsabile (“adesso non abbiamo le forze per un altro figlio”); 2) se rispetto i periodi fertili lascio sempre la possibilità a Dio di intervenire (“ma se arriva lo accogliamo a braccia aperte, sapendo che se Dio lo ha mandato, provvederà”).

Dicono i più attenti osservatori che l’obiettivo ultimo della inspiegabile critica alla contraccezione – critica inutile perché già superata nella prassi e nel sentire comune del sedicente cattolico medio – sia sdoganare l’omosessualità. Una volta rotto il legame inscindibile tra sessualità e possibilità di generare la vita, allora sarà tutto ammesso. La biologia non sarà più vincolante. E una parte della Chiesa lo vorrebbe – dicono – perché non sopporta di essere irrimediabilmente fuori moda. Allora insegue il mondo, a saldi finiti. E poi sappiamo che la mafia lavanda ha i suoi picciotti dappertutto.

Il fatto che secondo i sondaggi – ma da quando la Chiesa guarda ai sondaggi? A quello su Gesù e Barabba mi pare che abbiamo perso, eppure… – i cattolici siano favorevoli alla contraccezione dovrebbe far cambiare la dottrina? La stragrande maggioranza della gente è favorevole ai soldi, cambiamo il comandamento della carità? Che significa?

Non è difficile, ci dovrebbero arrivare tutti quei professori messi insieme: la Chiesa è maestra dalla cattedra, madre in confessionale; indica obiettivi alti, ma poi si china con misericordia sull’uomo che non riesce a raggiungerli, che per tutta la vita cercherà di farlo.

Ma io penso che, contraccezione a parte, il problema sia a monte. Il problema nasce quando la Chiesa vuole fare delle proposte ragionevoli, che possano andare bene a tutti. Perché secondo me in tanti non crediamo veramente, e quindi cerchiamo di mettere una spennellata di cristianesimo su delle vite che senza Cristo sarebbero comunque quelle. Vite in cui ci difendiamo, cerchiamo di non essere disturbati, minimamente toccati nelle cose più care, cioè l’affettività e i soldi.

È ovvio che il mondo non capisca il no alla contraccezione. Loro non credono che Dio si è fatto uomo, e si lascia mangiare nel suo vero corpo e vero sangue ogni giorno da noi. Non credono che quel corpo lì ha vinto la morte. E perché allora dovrebbero lasciare a lui la decisione sul loro piacere, sul numero dei figli, sui soldi, sulla loro vita? Non credono e quindi giustamente decidono da soli. In modo, in molti casi, onesto, ragionevole, e rispettabile. Ma quello che Cristo propone ai suoi è una cosa completamente diversa. Pazza e irragionevole per il mondo. Ci propone la croce, stoltezza per il mondo. Perché ci ostiniamo a conformare la proposta cristiana al buon senso, al parere comune? Non c’entra niente. E’ proprio un’altra cosa.

Noi andiamo a messa e siamo contemporanei di Cristo, e poi di Francesco, Caterina, Tommaso, Teresa d’Avila e Teresina, siamo in comunione con i santi, desideriamo vivere un’altra vita, è ovvio che la pensiamo diversamente su come gestire il corpo.

Il sacrificio di Cristo è davvero il compimento di tutta la storia della salvezza: in preparazione al prossimo Capitolo generale del Monastero wifi che sarà sull’Eucaristia propongo un viaggio n I segreti dell’ultima cena, di Brant Pitre, che spiega le radici ebraiche del sacrificio di Cristo. Un libro che aiuta a conoscere i simboli ebraici – lo può leggere anche chi sul tema è tabula rasa come me – e a cogliere con sempre maggiore consapevolezza che l’Eucaristia è ordinata alla croce, e la croce è ordinata alla risurrezione. Noi riceviamo l’Ostia, cioè la vittima, che è Gesù, come pegno della gloria eterna.

Altro che quello che ho sentito a una messa, a Verona: “prendete fratelli e sorelle (sorelle? Nel cenacolo?) questo è il SIMBOLO del mio corpo”! Mi dicono che quella messa non era valida, e mi dicono anche che in alcuni seminari c’è persino chi insegna così (ma io non posso pensare una cosa simile).

Io mi chiedo invece ogni giorno se ci credo veramente. Cioè ci credo con la testa, questo sì, ma vivo di conseguenza? No, la risposta è no, o sicuramente non abbastanza. E prego con don Dolindo: Gesù, pensaci tu. Sfondami il cuore, fammi il regalo della fede, ma di una fede retta. Però una cosa mi è chiara. Questa cosa in cui la Chiesa, come corpo mistico, crede, e in cui anche io come pecora scalcagnata voglio credere, non è ragionevole. È una pazzia. E dobbiamo smetterla di cercare di addomesticare quello che Cristo – attraverso la dottrina infallibile della Chiesa – propone ai suoi figli. Perché è per i suoi figli, la proposta, non per il mondo. I figli poi si faranno carico del mondo, ma non possono pensare di convincerlo.

34 pensieri su “Quella proposta pazza e irragionevole per il mondo

      1. Francesca Solaroli

        Ma forse si può capire un Dio che dona Suo Figlio, il Suo unigenito Figlio sulla Croce? Allora chi lo segue sarà mai capito? L’unica speranza per la Chiesa attuale che ci sia un piccolo resto che non abbia paura di essere deriso, scalzato e a volte perseguitato perché ha sperimentato:” rallegratevi quando vi perseguiteranno e diranno ogni sorta di male per causa mia e del Vangelo”. Se hai sperimentato che ti è stata data questa felicità puoi farlo, e poi vivi, le persone intorno a te vedranno e la chiesa burocratica potrà emanare tutti i documenti che vuole, ma la Verità ha così tanto un buon profumo che non può essere nascosta.

  1. Vale

    Se insegui la moda di turno per piacere al mondo,poi non ci si lamenti se i “fede
    I”fuggono.
    D ‘altronde il realismo cristiano è follia per l’uomo massificato . Figuriamoci per certa Gerarchia ecclesiastica.

    1. Francesco Paolo Vatti

      A questo proposito, ricordo la predica del vescovo non ricordo se di Siena o Massa Marittima, che disse che se la Chiesa, anziché parlare della Resurrezione, si mette a fare la onlus, è perdente, perché il mondo le sue cose le sa fare meglio!

  2. Gabri

    Hai perfettamente ragione. La chiesa ci deve indicare la via giusta, anche se può essere faticosa. Te lo testimonio io che ho dovuto lottare con la mentalità della programmazione, (quando ero ragazza sugli autobus c’era la pubblicità “un figlio voluto sarà un figlio felice”….quindi la contraccezione è la strada giusta)..
    Lotta a questa mentalità che è vorrebbe farci credere che la vita è nelle nostre mani…
    Mi chiedevo..se non sono capace di accettare gli ” imprevisti” belli come farò con quelli brutti”..
    Ed è iniziato un periodo di crescita grazie alle parole chiare della chiesa…
    Che ha portato risvolti inaspettati…una maternità a 40 anni, che mai avrei cercato , ma che bel cuore desideravo,…. Dico sempre che la mia terzogenita è stato il regalo di compleanno del Signore per i miei 40 anni..

  3. Limpida e cristallina.

    E prima ancora che lo “sdoganamento” dell’omosessualità, abbiamo quello dei rapporti prematrimoniali e della castità in senso più ampio (ma non c’era un Comandamento a riguardo?), dove oltre alla pratica del sesso si accompagna ovviamente quello della contraccezione sommando male al male, impedendo il “combattimento” – se prendi abitualmente la pillola non mi venire a raccontare che cerchi di “fuggire le occasioni prossime di peccato” (anche questa dove l’ho sentita?) – che non di rado si trascina dietro la non-confessione e dulcis in fondo, l’ accostarsi ugualmente all’Eucaristia.

    Poi ci si meraviglia che i Matrimoni anche tra le giovani coppie che si dicono cristiane, vanno in malora.

    1. Francesco Paolo Vatti

      Il problema, per come vedo intorno a me, non è che ci sono rapporti pre-matrimoniali, ma che la coppia, di fatto, non esiste più: ci si mette insieme per vivere emozioni (tra cui il sesso) con un altro, senza un vero progetto e pronti a lasciarsi quando le emozioni si indeboliscono….

      1. Si ma al di là di questa mancanza di “progettualità” (leggi formare un famiglia), il problema di come si vive questa “unione”, soprattutto se parliamo di fidanzamento “cristiano”, rimane, è seria e va al di là del “perché si sta insieme”.

        Peraltro per mia esperienza anche pastorale, sono più i cosiddetti adulti, magari sfiduciati o che vengono da rapporti di anni naufragati, che scelgono di accompagnarsi solo per non stare soli.

        In compenso tra i giovani e giovanissimi imperversano gli “scopamici”.

        Quindi arriviamo alla crisi del Matrimonio in quanto tale dove quello cristiano non è certo fulgido esempio di solidità e torniamo a bomba: poco o nullo discernimento, rapporti fisici che lo inquinano e creano legami poco “limpidi”, fidanzamenti che si protraggono per anni e anni perché prima viene tutto il resto (inutile fare l’elenco) perché non vissuti come risposta ad una precisa chiamata (leggasi vocazione).

        Genitorialità che ha il suo carico di responsabilità nel mostrare la Via ai propri figli.

        E tanti “pastori” nella Chiesa, come sappiamo e di questo qui parliamo, che tendono sempre più a seguire le mentalità del mondo.

        1. Brunella Lionetti

          Non entro in merito nel discorso sesso- contraccezione- e coppie che scoppiano piú dei palloncini, invece trovo essenziale la questione dell’ Eucarestia: se non è il Corpo di Cristo che riceviamo alla Messa, allora perchè andarci?
          Oltretutto la trovo spesso noiosa, con omelie insignificanti!
          Per me andarci significa proprio nutrirmi di Lui, e per questo sopporto anche i polpettoni dei preti, che oscillano soprattutto tra quelli che male- dicono il mondo, la modernità ecc …e quelli che ne scimmiottano i costumi, solo, profumandoli d’ incenso!
          Grazie a Dio peró, alcuni esulano da entrambi, e sono credo, i veri pastori! Ciao Costanza. Brunella
          P.s. allego mio nuovo indirizzo mail, per continuare a ricevere notizie del Monastero Wi- fi. Grazie

    2. Tra l’altro se vogliamo aggiungere benzina sul fuoco la pillola oltre ad essere un inganno per le donne (che non hanno consapevolezza del loro corpo, al contrario della pratica dei metodi naturali anche come forma di autoconoscenza, quindi si lasciano anestetizzare dalla pillola e anche il piacere diventa frutto di una imposizione interna più che un ascolto del proprio corpo) è insieme al condom una enorme fonte di deresponsabilizzazione per gli uomini che possono convincersi che non ci sia niente di male non solo nello scindere il sesso dalla costruzione di un’intimità, ma soprattutto dalla costruzione di un rispetto del corpo e dei tempi della donna 8che per prima non si conosce e non si rispetta)!!!

      1. Sottoscrivo.

        Per lo più è la donna – che ha (o dovremmo dire aveva?) un diverso approccio alla sessualità – che conduce l’uomo ad una visione e un vivere la sessualità in modo meno “genitale”.
        Lo fa maturare verso una relazione più intima e spirituale che non nega ma esalta le gioie di una sessualità unitiva (e procreativa), fedele e rispettosa, che è e rimane un dono di Dio.

        1. Luigi

          Questo è avvenuto finché, nonostante tutto, il tessuto della millenaria civiltà cristiana ha retto, pur lacerato e liso.
          Da 50 anni a questa parte non solo non è più così, ma anzi la donna è divenuta la pedina fondamentale nelle mani del principe di questo mondo; per altro con sua – della donna – piena adesione, in nome di una emancipazione che di fatto è schiavitù volontaria.

          L’obiettivo primo della rivoluzione femminista e sessuale, lo schwerpunkt dell’offensiva finale alla vita e alla famiglia, fu infatti la donna.
          Lo fu perché, come già in controluce nel Paradiso terrestre, ottenuta la sua caduta sarebbe arrivata anche quella dell’uomo. Il vero obiettivo della liberalizzazione sessuale non era il maschio, ma la femmina.
          “Corruptio optimi pessima”.

          Non solo le donne liberate hanno piena consapevolezza, oggi, del loro corpo; ma lo usano sistematicamente e volontariamente per condurre alla perdizione anche tanti maschi (i quali, sia chiaro, sono altrettanto responsabili) e con essi la civiltà, di cui l’uomo è da sempre artefice (nonché per ottenere, en passant, soldi e potere).

          O la donna decide di tornare “angelo del focolare” (san Pio da Pietrelcina), la cui missione fondamentale è essere “madre e compagna agli uomini” (santa Teresa della Croce), o è inutile anche solo continuare a discutere.
          (Del resto, molto prosaicamente, si sa a chi andassero i favori femminili, tra Willy Monteiro e i gemelli Bianchi)

    3. Roberto

      Alcuni preti negli anni 50/60 sostenevano che i rapporti prematrimoniali avrebbero evitato le separazioni. Si è poi dimostrato, con i fatti ,che le separazioni con i continui rapporti prematrimoniali sono aumentati esponenzialmente Era meglio ed è meglio andare al matrimonio, come insegnava e insegna la Chiesa.

      1. L’errore più grosso che sta alla base di certe “credenze” – tipiche del mondo – è che il matrimonio (o comunque potremmo estendere la verità ai rapporti anche ai etero fuori dal matrimonio) si “regga” sulla “buona intesa” del rapporto sessuale (indi per cui prima di sposarmi devo almeno averci “fatto un giro di prova”), mentre per importante che sia questa intesa, il Matrimonio NON si regge sulla sessualità, ma sull’Amore nel senso più ampio.

        Faccio sempre questo esempio alla coppie giovani o meno giovani: “se tua moglie o tuo marito, che dichiari di amare al punto da decidere per una vita assieme, per una qualsiasi motivo fosse impossibilitata/to ad avere rapporti sessuali conte te, per un tempo più o meno lungo, saresti autorizzato/a e ti sentiresti in diritto ad avere un/una amante? Questo sarebbe segno dell’amore che gli/le porti?”

        Con la castità e l’esercizio della continenza (dominio di sé) soprattutto in giovane età (poi ci penserà la natura), si impara come in ogni buona palestra, la fedeltà degli occhi, del cuore e della mente, prima ancora di quella fisica propriamente detta. Ci si misura su quanto sia forte il carattere oblativo (io sono dono all’altro, corpo compreso) dei propri sentimenti, scoprendo al contempo quanto è forte la Grazia laddove la nostra debolezza soccomberebbe.

        1. Francesco Paolo Vatti

          Giustissime considerazioni! Non sarò certo io a negare l’importanza dell’esercizio della sessualità, ma, come mi diceva sempre mia madre, è una voce soltanto (e neppure la più importante) del rapporto a due. Un piccolo esempio di quanto diceva Roberto. mi è capitato più volte, ma una è stata esemplare: una signora che conoscevo aveva convissuto per 10 e più anni con un tizio. A un certo punto, i due hanno dovuto sposarsi, credo per qualcosa legata al lavoro di lui. Risultato: divorzio dopo nemmeno due anni…. Un controesempio, un signore che conosco mi disse che aveva un gran rimpianto che nessuno gli avesse comunicato l’importanza di un fidanzamento casto e aveva parlato in questo senso coi suoi figli, dicendo che si era perso qualcosa di bello e grande e che loro avevano la responsabilità di non perdersi questa bellezza, visto che lui li aveva avvisati…
          Penso che la castità prematrimoniale sia soprattutto scoperta dell’interiorità dell’altro e adattamento reciproco. il problema del giro di prova (del tipo non compro un’auto se non ne provo il motore…) non mi ha mai convinto e tanto meno mi convince ora, dopo 24 anni di matrimonio….

  4. Costanza carissima, in più di 30 anni di insegnamento dei metodi naturali, quante volte mi hanno detto che tanti li usano con una mentalità contraccettiva! Ma non è possibile, secondo me, starci così! La ciclicità che vive ogni coppia, nel ciclo femminile, mette la domanda del senso ogni mese nel cuore dei due. Solo «  facendolo meglio »( che fantastica verità!) ci si può stare, con fedeltà, in quella scelta che cambia la vita matrimomiale, che cambia le persone

  5. Nat

    “Prendete, fratelli e sorelle, questo è il simbolo del mio corpo.”
    E un giovane oggi dovrebbe dare la sua vita per una cosa così?
    Per forza che mancano le vocazioni. E per forza che, di conseguenza, qualcuno (anzi “ qualcuni”, perché ormai sono diventati tanti) spinge per la trasformazione del prete in un operatore pastorale: sposato (almeno come primo passo, poi accadrà come nelle chiese del nordeuropa), con un contratto che ne definisce gli “obblighi di servizio”, magari indicato o scelto dalla comunità ecc.ecc.
    Tutto molto moderno, ragionevole appunto e finalmente “comprensibile all’uomo di oggi”.
    Come per la questione della contraccezione.
    Forse le vocazioni mancano perché Dio per preti così le vocazioni non le manda, vuole troppo bene ai giovani, non vuole certo rovinare loro la vita.

  6. Francesco Paolo Vatti

    Ottimo articolo, grazie! Continuo a domandarmi, da un po’ di tempo, come mai esista ancora una Pontificia Accademia per la Vita, ente se va bene inutile, ma più probabilmente dannoso a chi la vita la ama, guidato da un prelato radicale e con abortisti d’antan fra i propri componenti…
    Eppure, se leggo il Vangelo, non c’è niente che giustifichi accomodamenti col mondo, anche se sono umani e naturali…. E’ la loro giustificazione che mi pare diabolica….

  7. Bellissima riflessione Costanza. A casa cercherò il libro del mio vecchio direttore spirituale don Giambattista Lanfranchi dove spiegava benissimo il “no” alla contraccezione e poi ti invio il brano.

  8. coda di paglia

    Sono anni che i vertici stanno rimodulando, diciamo così, la PAV; dubito fortemente che S. Giovanni Paolo II la riconoscerebbe.
    Ma del resto Paglia è (tra le altre cose) quello per cui “la 194 è un pilastro della società” e che non “è assolutamente in discussione”… per chi se lo fosse perso, qui un paio di articoli con il video, il patetico comunicato in cui ha provato a mettere una toppa e qualche ulteriore commento.
    https://lanuovabq.it/it/aborto-paglia-tocca-il-fondo-tifando-per-la-194-un-pilastro
    https://lanuovabq.it/it/legge-194-paglia-adesso-fa-la-vittima

    Una curiosità: sul sito ufficiale di Monsignore https://www.vincenzopaglia.it/ ci sono decine e decine di interviste, omelie, interventi, video anche molto recenti. Ma, guarda un po’, il video dell’intervento di cui sopra di questa estate su Rai3 manca.
    Deve essere solo un caso o una dimenticanza, credo.

    1. Francesco Paolo Vatti

      Ricordo che avevo apprezzato molto la vicinanza di Mons. Paglia a Marco Pannella negli ultimi giorni di quest’ultimo. Tuttavia, alla luce di ciò che ho sentito poi, più che aver giovato il Monsignore al politico (cosa che, comunque, spero sia avvenuta), sia stato Pannella (e il suo spirito!) a influire sul prelato. Peccato!

  9. Lucia Frigerio

    Grandissima Costanza, che pezzo meraviglioso! Come dici tu, la contraccezione è sicuramente finalizzata ad impedire la possibile nascita di una nuova creatura e si mette quindi nell’ottica di contrapporsi alla Volontà di Dio, mentre l’utilizzo dei metodi naturali non si oppone all’azione di nostro Signore. E hai spiegato in maniera mirabile che seguire Cristo è una meravigliosa pazzia, l’avventura piu bella che si possa vivere, e sicuramente non può coincidere con l’andazzo del mondo. Vogliamo e desideriamo nel profondo del nostro cuore non confermarci alla mentalità corrente, ed essere sale della terra. Nel mondo, ma non di questo mondo. E basta con l’annacquare, riadattare, e anche stravolgere e modificare a proprio piacimento il messaggio, esigentissimo, del Vangelo. Siamo stanchi di vedere minato alla base l’insegnamento di Cristo e di ciò che ci è stato tramandato dagli Apostoli, dal grandissimo San Paolo e dal Magistero, immutabile, di 2000 anni.

  10. Grazie Costanza per questo articolo molto importante. Nella nostra vita ci vuole da bambini una buona guida, che oggi manca a molti.
    Conoscere i valore aiuta ad avere discernimento. E non solo, ma anche dei buon pastore fedele alla Dottrina cristiana tramandati dagli apostoli di Gesù.
    Oggi c’è troppa superficialità.

  11. Sara

    Grazie Costanza, le tue riflessioni sono sempre preziose…mi domando però se il blog, questa possibilità che dai a chi ti segue di commentare sia un bene…tempo fa leggevo anche i commenti, poi ho smesso: mi sono accorta che mi portava ad “aumentare la polemica”, anche solo tra me e me. Il più delle volte ne esce un quadretto in cui “noi buoni, bravi e ligi” ci contrapponiamo con un certo senso di superiorità agli altri, al mondo. Pur condividendo la maggior parte dei punti di vista, mi dispiace che questa visione negativa dei giovani, della società odierna, di una certa parte della Chiesa sia così radicata in tanti cattolici…non dovremmo noi essere nella letizia, fiduciosi del trionfo finale di Dio? Portatori di speranza? Non dovremmo avere uno stile diverso e contribuire a diffondere il Messaggio attraverso l’esempio di persone in pace e con la gioia nel cuore? Perlomeno sforzarci, tendere a questo? A chi giovano le divisioni, le polemiche, il sarcasmo disilluso? Non stiamo cadendo nei tranelli del Nemico in questo modo?

    1. Lucia Frigerio

      A me invece piace molto l’idea che nei commenti si possa esprimere il proprio parere. E il “denunciare” il male che c’è a tutti i livelli, sociale, educativo, pastorale perché purtroppo riguarda anche la Chiesa, non credo proprio voglia dire ritenersi migliori degli altri, o non essere portatori di Luce e di speranza. Altrimenti, mi chiedo, la testimonianza dove va a finire? C’è in atto uno scontro, fortissimo, tra il Bene e il Male, e già riconoscere questo ritengo sia una Grazia immensa di nostro Signore Gesù Cristo. L’unità si fa nella Verità, il resto sono solo chiacchiere, tolleranza che equivale a indifferenza. La più alta forma di Carità credo sia annunciare il Vangelo, che non è peace and love: il Demonio vuole dividerci non tra noi, ma separarci da Dio. E nel Vangelo Gesù dice: “chi non è con me, è contro di me”. E ancora: “non sono venuto a portare la pace sulla terra, ma la spada”. Poi anche io sono una peccatrice come tutti, bisognosa della sua Grazia e della sua Forza per cercare di seguirlo, ma non per questo, per mantere una finta pace, taccio su ciò che non è conforme all’insegnamento di sempre della Chiesa

  12. Per cominciare GRAZIE.
    Grazie per la tua energia, ma anche fragilità, trasparenza, forza, perché non hai paura di dire il tuo amore per Gesù, partendo da te dalla tua vita.
    Quello che scrivi mi coinvolge profondamente, come penso dovrebbe coinvolgere e sconvolgere ognuna ed ognuno, molte cose si potrebbero dire e la mia storia è la prova di quanto si possa essere distanti dal Signore ed essere comunque da Lui cercate e comprese e amate…
    Ma non voglio parlare di me, vorrei invece condividere con te, con i tuoi lettori una riflessione che credo essere profondamente collegata a quello che scrivi e che oggi sia da diffondere con energia.
    Esiste, secondo me, una relazione tra ciò di cui parli e alcune indicazioni che hanno segnato questi ultimi anni, in particolare una assenza di presa di posizione rispetto alla necessità di introdurre una reale obiezione di coscienza in merito all’aborto: perché i medici che la praticano siano coerenti e non la manifestino solo quando è contro la donna ma anche e soprattutto quando coinvolge il denaro, il potere, ma anche l’opinione della maggioranza. Per questo condivido qui il link (https://www.aldomariavalli.it/2022/01/07/ecco-perche-io-ebreo-praticante-dico-no-a-questi-vaccini-e-rivendico-il-diritto-allobiezione-di-coscienza-a-difesa-della-vita-e-di-ogni-discriminazione/amp/?fbclid=IwAR0ovI3UItFfoi2pdeHg9wCs3lAEI07aAJ-HPXE-vvrLHS4XgYWtaA30txg) di un articolo invitando tutti a leggere e diffondere o anche criticare se ritengono, ma non ignorare, per favore. Non è più tempo. Ogni nostra distrazione, assenza di parola, stanchezza, sta lasciando posto alla distruzione della vita, della famiglia, ma soprattutto al tentativo di eliminare il Signore…
    So bene che Lui ha già vinto e che tutto questo male è solo l’agonia del nemico che ha già perso, ma questo non ci esime dal dire con forza che tra la vita e la morte scegliamo la vita perché anche chi non ancora non conosce il Signore possa incontrarlo e scegliere altrettanto.

    PS Sono profondamente grata al Signore di poter affermare che l’articolo che ho incluso è stato scritto da mio marito.

    Grazie per aver qui accolto le nostre parole

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