Una vita per la vita

Oggi, venerdì 9 novembre, l’ateneo pontificio Regina Apostolorum alle 17 conferisce attraverso padre Gonzalo Miranda un premio a Flora Gualdani per il suo impegno a favore della vita. Con Davide Zanelli e padre Maurizio Botta proveremo a raccontare questa straordinaria donna, che sarà presente. ecco quello che dirò.

Qui il link per seguire l’evento.

di Costanza Miriano

Prima di tutto devo chiedere scusa. Scusa perché non sono corsa prima a conoscere Flora, appena ne ho sentito parlare. Ci ho messo un bel po’ di tempo a farmi convincere ad andare di persona, e di questo devo ringraziare gli amici Laura e Filippo Fiani, che hanno insistito, e che da tempo mi dicevano “devi proprio incontrarla, devi venire ad Arezzo”; ma io, tra la famiglia, il lavoro e tutti i viaggi che faccio in giro per l’Italia non mi decidevo mai, non trovavo le forze. Avevo letto qualcosa di lei, mi sembrava una persona speciale, ma non avevo capito quanto. Anche perché c’è da dire che Flora non è una che fa un grande marketing di se stessa, come tutti i veri amici del Signore. Non è una che vende benissimo tutto il bene che fa.

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Riconoscere la realtà o crearla?

Il 13 ottobre a Genova la convegno su Humanae Vitae Sua Eminenza il cardinal Angelo Bagnasco ha fatto un intervento lucidissimo e di grande bellezza. Questi sono i miei appunti: non il testo che ha pronunciato. Spero di essere stata abbastanza fedele nel riferirlo.

Paolo VI nello scrivere Humanae Vitae raccoglieva le preoccupazioni che allora si diffondevano per l’eccessiva popolazione. Preoccupazioni sospette, spesso dettate da interessi commerciali. In realtà la terra è ancora quasi tutta da coltivare, e offrirebbe risorse per una popolazione molto maggiore di quella attuale. In realtà gli stessi che lanciano inesistenti allarmi sulla bomba demografica – che non esiste – spesso finiscono per comprare le terre, come avviene per esempio in Africa, che potrebbero offrire le risorse più abbondanti. Ricordiamo peraltro che nessuno stato ha diritto a stabilire il numero dei figli consentiti, o a mettere un limite, e su questo tema non ho mai sentito neppure una voce di protesta.

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Sinodo dei giovani, non abbassare l’asticella della fede

di Luca Del Pozzo

In questi giorni che ci separano dal Sinodo dei giovani non ho potuto fare a meno di pensare che è oltremodo grottesco che proprio il beato Paolo VI, che sarà canonizzato il 14 ottobre nel bel mezzo del Sinodo, proprio lui rischia più di ogni altro di uscire con le ossa rotte, metaforicamente parlando s’intende, dai lavori sinodali. Le premesse, inutile girarci intorno, ci sono tutte. All’insegna dell’andazzo che oggi va per la maggiore, il gattopardismo alla rovescia: non cambiare nulla per cambiare tutto.

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Perché “Humanae Vitae” è ragionevole

Articolo del Vicario Vescovile Helmut Prader, parroco di Neuhofen an der Ybbs (Diocesi di St.Pölten, Austria), docente di Teologia del Matrimonio e della Famiglia presso la scuola di studi superiori teologici e filosofici Benedetto XVI di Heiligenkreuz e membro dell’Istituto di Teologia Morale.
1.Parte
Negli ultimi tempi si moltiplicano sempre più le voci di chi vorrebbe non solo „ammorbidire“ gli insegnamenti dell’Humanae Vitae, ma addirittura raccomandare in certe circostanze l’uso dei contraccettivi (vedi per esempio le recenti dichiarazioni del Teologo Morale Maurizio Chiodi: “in certe circostanze la contraccezione è un dovere”).

Humanae Vitae è la soluzione, non il problema

di Luca Del Pozzo

Quando il Figlio dell’Uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?” Alla fine, tutto ruota attorno a questa domanda. Ed è a partire da questa domanda che va inquadrato il dibattito ecclesiale attorno all’Humanae Vitae del Beato e futuro santo Paolo VI, di cui il 25 luglio ricorrerà il 50^ anniversario. Così come, pur con tutti di distinguo del caso, è a partire dalla stessa domanda che va inquadrata anche la questione della morale sessuale e familiare che sarà uno degli argomenti centrali del prossimo Sinodo sui giovani. Senza entrare nel merito dell’enciclica di papa Montini (chi vuole può documentarsi a dovere in primis su questo blog grazie al meritorio lavoro che sta portando avanti Costanza Miriano), ciò che qui interessa sottolineare – e il discorso vale tanto per l’apertura alla vita quanto per altre specifiche questioni – è che c’è una questione, per così dire, “a monte” su cui bisognerebbe soffermarsi.

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Scommettere sulla fede. Note a margine del “Credo del Popolo di Dio”

di Luca Del Pozzo

Ricorreva ieri il cinquantesimo anniversario del “Credo del Popolo di Dio”, la solenne professione di fede proclamata il 30 giugno 1968 dall’allora pontefice e futuro beato Paolo VI sul sagrato di S. Pietro a conclusione dell’Anno della Fede, da lui indetto il 29 giugno 1967 per celebrare il XIX centenario del martirio degli apostoli Pietro e Paolo.

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