Quando hai Dio il mondo è tuo

di Costanza Miriano

È un’estate un po’ diversa dal solito, fatta più di amici che di luoghi – quindi l’ideale per me, che non amo viaggiare: per me non cambia molto essere a New York o a Termini Imerese, quello che conta sono le persone con cui sei. È stata comunque un impacco di famiglia, che ci vuole comunque, anche dopo un lockdown in cui si è stati sempre insieme, perché è un tempo diverso, un tempo senza troppe regole e con qualche vuoto (sempre troppo pochi nella percezione della parte maschile della famiglia, troppi per l’ala femminile, settore iperattive). Detto questo, non è facile rispettare i tempi di preghiera, bisogna essere un po’ creativi, e creare eremi improvvisati stendendo panni o tagliando pomodori. E il Signore è più creativo di noi, cerca lui i modi di venirci a trovare.

Nella parola di un amico (ne ho incontrati un decimo di quelli che avrei voluto, ma comunque è un inizio) oppure in un’omelia.

Ne ho ascoltate tante, tutti i giorni, ma una, nel iorno del Perdono di Assisi, ha colto davvero il cuore del cuore di tutto.

C’è una sola cosa che veramente vuole il nostro cuore: VIVERE. Noi non vogliamo morire. E c’è uno solo che può farci vivere: il Signore. Chiediamo perdono per tutte le volte che noi, che siamo stupidi, stupidi, stupidi, cerchiamo la vita dove non possiamo trovarla. Non siamo stati in grado di vedere i segni della salvezza di Cristo.

Siamo come un ragazzino che vuole, vuole tantissimo una macchina. Insiste così tanto, ma così tanto che alla fine i suoi genitori gliela comprano, per regalargliela per Natale. Mettono sotto l’albero un pacchettino con delle chiavi. Lui lo apre, lo guarda e chiede: ma che è? Ed è pure un po’ deluso! Come “che è?” Sono le chiavi della macchina che volevi tanto! Le chiavi sono un segno della macchina. Così noi non riconosciamo nella nostra vita i segni della bellezza che desideriamo, della salvezza, della vita, del compimento di tutti i nostri desideri!

Il miracolo dei pani e dei pesci poi si conclude con la camminata di Gesù sulle acque, poi tutta la folla lo raggiunge a Cafarnao e vuole farlo re. Ma Gesù sa che loro vogliono che sia re per il pane, non perché lui compie i loro VERI bisogni.

Siamo un po’ come in quella scena di Indiana Jones e il tempio maledetto. La donna  aspetta tantissimo Indynin camera da letto, lui arriva, ma in realtà arriva non per cercare lei, ma i suoi nemici, e si mette a toccare le donne nude di legno che stanno sulle colonnine del letto, cercando di capire se nascondano un meccanismo per aprire un passaggio segreto. Ma lei gli dice: ma come, sono qui!! Guardami, non mi vedi? Sono io qui, in carne ed ossa, disponibile per te, e tu tocchi le donnine di legno?

Ecco, con Gesù facciamo così anche noi. Noi cerchiamo qualcosa mentre lui ci sta davanti, disponibile per noi, pronto a farsi mangiare.

Nonostante tutta la bontà che avete ricevuto siete ancora invidiosi? Siete ancora gelosi? Io ho dato la mia vita per voi, e voi continuate a misurare quello che ricevono gi altri, quando voi avete tutto?

Ecco, nei giorni successivi a questa omelia mi sono dedicata ad allenare l’organo della gratitudine, qualunque esso sia (la cistifellea?), e ho scoperto una quantità di cose di cui essere grata e sono entrata nelle chiese di mezza Italia, da padrona di casa, perché io sono battezzata, quindi sono la figlia del Capo. Quando hai Dio il mondo è tuo, perché Dio è tuo Padre.

 

24 pensieri su “Quando hai Dio il mondo è tuo

  1. Roberto C

    Non lo so se questo mondo è di coloro che hanno Dio. Penso a Pietro, che finì questa vita inchiodato a testa in giù; ma forse sono solo un pochino pessimista.

  2. Ester

    Grazie Costanza, ho veramente bisogno di qualcuno che me lo ricordi perché le prove e le circostanze della vita non mi fanno apprezzare appieno la grande gioia di sentirsi figlia di un Padre che mi ama e che ha dato la vita per me!

  3. Gianluca

    Cara Costanza,
    quanto è vero che “il nostro cuore desidera “vivere” sopra di tutto ma, allo stesso tempo, cerca la vita in tanti “luoghi” dove la vita non può trovarla; molto spesso è distratto rispetto a Colui che vuole darci questa vita, anzi ci ha già dato la sua e continua a farlo.
    Pur sapendo nel mio intimo questa verità, ed avendola già sperimentata più volte, le scorse settimane ci sono ricaduto: la “vita”, l’ho cercata nel rapporto con un’altra persona, non rispettando però i tempi del Signore.
    Ad un certo punto mi sono “schiantato” contro un muro e mi sono sentito perso…per l’ennesima volta.
    Per fortuna, come per una reazione istintiva, da qualche giorno ho ricominciato a pregare e ad andare a messa quotidianamente; oggi, mi sono confessato e ho vissuto l’Eucaristia.
    Ho capito che non posso fare i conti sulle mie forze, ma le devo mettere nelle mani del Signore Gesù; soprattutto, ho compreso che Lui non si scandalizza nè tantomeno si arrabbia per questa mia “distrazione”, ma continua a farmela notare amorevolmente….
    Un caro saluto,
    Gianluca

  4. Rosa Pacucci

    Che bello…siamo figli del Capo… raccomandati quindi, fortunati, altro che…che ci importa del resto? Grande Costanza! ❤️❤️❤️

  5. Domenico Carlucci

    “Dimmi dov’è il tuo tesoro e ti dirò dove è il tuo cuore” dice Gesù. E le parole del Vangelo sono TUTTE di vita eterna.
    Il problema è che i più hanno, ma può capitare a tutti, una doppia vita: da un lato la vita di fede (o meglio religione) e dall’altro gli impegni lavorativi o di svago. E credono, crediamo, che siano tra loro sempre compatibili. Ma “non si può servire Dio e Mammona”, che spesso ti appare anche sottoforma di cose lecite, buone, che fanno tutti..

  6. Maria Cristina

    “Siamo figli del Capo .. raccomandati quindi, fortunati, altro che…che ci importa del resto?”

    Non so ,forse non ho capito bene , ma questi non mi sembrano pensieri veramente cristiani. : mi sembrano simili a quegli degli ebrei che dicevano con orgoglio “siamo figli di Abramo” e Gesù gli rispose ,Dio puo’ far sorgere figli di Abramo anche da queste pietre”.
    Siamo figli del Capo. benissimo, ma anche i capi hanno figli degeneri, e se facciamo parte di questi figli degeneri, cosa c’è da giore tanto?
    Procuriamo piuttosto di non far parte di quel gruppo, ancora oggi numeroso, di traditori del Padre, come quelli che dicevano di aver per padre Abramo e invece Gesù disse loro che avevano per padre il diavolo.
    Come gli antichi farisei, non presumiamo troppo di noi stessi …per non doverci poi amaramente disilludere …

    1. Thelonious

      @Maria Cristina

      La prima constatazione è la gratitudine di essere figli, e di gioire di questa condizione di figli.
      Questo non solo è un pensiero cristiano, ma è IL pensiero cristiano per eccellenza.
      Lo stupore di fronte ad un avvenimento, ad un Tu presente che ci chiama, che ci preferisce, che ci può liberare dalla nostra condizione di figli. E’ la notizia di un Dio che per amore si fa carne, muore e risorge. E’ la buona notizia per eccellenza.
      Di fronte a questa buona notizia porre l’accento sulla propria inadeguatezza è come distogliere lo sguardo da Cristo per girarlo su noi stessi.
      Non c’è alcuna presunzione in questo puntare lo sguardo su Cristo, ma è proprio porre di fronte a tutto, anche di fronte al proprio peccato, Qualcuno che è più grande del peccato e che, pertanto, da esso, ci può liberare.
      Puntare, invece, sempre, lo sguardo sul peccato, fa scivolare nel moralismo.

  7. Gesù disse a Pietro che lo avrebbe condotto in paradiso… La sua grande sofferenza ed anche i suoi peccati gli erano all’istante perdonati. Io sono una credente e come tutti gli umani, ho peccato e pecco quindi non so se avrò subito dal Signore questo privilegio…

  8. roberto

    Bisogna ricominciare a pregare tutti giorni, con la Liturgia delle Ore, preghiera di tutta la Chiesa.Io ho cominciato con l’inizio dell’epidemia.Tutti i giorni; le Lodi Mattutine,i Vespri e Compieta.Mi sento protetto da Dio.Tante le tentazioni per cessare la preghiera,ma piano piano ti entra dentro di te e non la puoi più lasciare.

  9. L’organo della gratitudiene è sempre lui… il cuore 😉

    Un cuore grato non è mai turbato…
    “Nada te turbe, nada te espante… sólo Dios basta”

    1. Maria Cristina

      Si cita sempre questa frase di Santa Teresa “ Nada te turbe, Nada te espante.. solo Dios basta .”
      ma non si dice mai come sia difficile arrivare a questa posizione di “ distacco” dalle passioni , da tutto quanto, per vivere solo di Dio, perche’ solo Dio basta, nessuno dice mai tutto quello che c’ e’ dietro , basta la bella frase.
      Non e’ affatto, scusate una cosa semplice e spontanea,non e’ una comoda posizione di quietismo di autoillusione, un non prendersela per nessuna cosa, , tanto e’ vero che Santa Teresa e San Giovanni della Croce per arrivare alla sommita’ dove c’ e’ il “ Nada” il Nulla che e’ il Tutto ,cioe’ Dio, insegnano una via di severa ascesi e di spogliazione di se , del proprio intelletto, volonta’ e memoria , spoliazione e distacco che ci vuole tutta una vita per raggiungere :
      Per arrivare a gustare tutto
      Non voler aver gusto in nulla
      Per arrivare a sapere tutto
      Non voler sapere qualcosa in nulla….
      Per arrivare a quello che non gusti
      devi andare per dove non hai gusto
      Per arrivare a quello che non sai
      Devi andare per dove non sai
      Per arrivare a quello che non sei
      devi andare per dove non sei…
      (La Salita al Monte Carmelo e’ tutto un seguito di negazioni : ne’ questo ne’ quello, nulla, nulla nulla )
      Oggi si presume di essere arrivati sulla vetta, o di poterci arrivare facilmente, a quel distacco perfetto in cui “ solo Dios basta” ,a quella cima dove e’ scritto “ Solo restano in questo Monte onore e grazia di Dio “come se invece di un ardua salita fosse una passeggiatina .

      1. Catherine

        questa riflessione è molto utile… ricordiamo sempre che il nostro Capo è passato per la croce. riuscire ad essere fiduciosi, ma sopratutto nelle prove. è la nostra sfida di tutti i giorni, e la vita (normale) si incarica bene di presentarci occasioni per esercitarci, però: Coraggio! in tutto non siamo soli, è così che dobbiamo procedere, aggrappati al nostro Signore

  10. giovi

    Certo che questo articolo ha un afflato così diverso dalle parole “burocratiche” del nostro vescovo ! Non vi sembra un funzionario di una qualsiasi associazione culturale? A me fa tristezza il continuo e ossessivo sottolineare , da mesi, la devozione che dobbiamo allo Stato !
    https://www.cronachefermane.it/2020/08/14/tra-le-stelle-e-il-mare-le-parole-dellarcivescovo-pennacchio-per-la-festa-dei-patroni-santa-maria-e-san-marone/380588/
    Tra l’altro, giusto per rimarcare quanto siano ormai superati i “riti religiosi”, sul sito della diocesi sono mezze nascoste informazioni riguardanti gli orari e e e le relative chiese dove si celebra la Santa Messa e quando le si trova non sono neppure aggiornate.
    Poco prima della quarantena, campeggiavano ovunque, sul sito e in città, locandine di una manifestazione proprio della pietà popolare di sette giorni,in cui non comparivano affatto gli orari delle tradizionali messe quotidiane, cuore del settenario, ma venivano evidenziati i temi e i relatori più disparati.

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