La messa con il popolo, il popolo per la messa

di Costanza Miriano

I Vescovi lo devono sapere, non è che se scrivono un comunicato in cui assicurano la loro lealtà, apprezzamento, gratitudine al Governo, questo significa che la Chiesa, intesa come popolo, li segua e la pensi come loro. C’è un popolo che, come ha dimostrato riempiendo due volte le piazze italiane più grandi degli ultimi anni con i due Family day, non è affatto interessato alle logiche politiche, agli equilibri, ai rapporti buoni o cattivi con il Governo, di qualunque colore esso sia, ma solo alla Verità.

Questo popolo oggi si sente, oso dire, in buona parte abbandonato dai pastori. Certo, io non possiedo istituti di statistica, quindi non so quantificare le percentuali, ma ho molti amici reali e contatti virtuali, e fra questi la percentuale di coloro che si sentono lasciati soli spiritualmente, che trovano inspiegabile il divieto assoluto e totale delle messe, supera il 90%. Mi direte che il mio campione non è statisticamente rilevante, però esiste.

A me non interessa la politica, difendo energicamente la mia estraneità a tutte le logiche e i calcoli politici, e il mio dolore per l’assenza della messa non è un giudizio sul Governo. D’altra parte è evidente che è composto da persone per le quali la Messa ha la stessa rilevanza, che so, di una partita a cricket. Si può rimandare, non vale la pena far troppa fatica a studiare un modo per permettere alle persone di continuare a giocare insieme: distanze, mascherine, turni, perché mai? Si fa a meno del cricket per qualche mese, e si risolve tutto. Ovviamente non si è chiesto alle persone di fare a meno della spesa, benché in caso di vita o di morte si potesse anche organizzare come a Wuhan una distribuzione di viveri con l’esercito, o almeno una turnazione rigida che impedisse alle vecchiette di uscire tutti i giorni. Ma il governo ha ritenuto che sarebbe stato un sacrificio troppo grande per alcuni, e quindi ha permesso che si andasse liberissimamente nei supermercati, nonostante la mortadella che il salumiere tocca e su cui respira da una mascherina non esattamente linda non sia proprio sterile. Un po’ meno ovviamente, non si sono chiuse le edicole. Del tutto illogicamente non si sono chiusi i tabaccai, anche se pare che le sigarette non siano tonificanti per i polmoni minacciati dal virus. Ma queste sono state le priorità del Governo. Il compito di far capire che la Messa conta più della mortadella, del giornale, delle sigarette, è nostro, dei credenti.

Due coraggiosi presidenti di regione, Sardegna e Marche, ieri avevano autorizzato la celebrazione delle Messe appigliandosi a uno spiraglio nel decreto, quindi in modo del tutto legale – e di questo siamo loro davvero grati – ma sono stati i Vescovi delle Conferenze regionali a frenare e nei prossimi giorni decideranno (ma non credo in modo diverso dalla Conferenza nazionale, se posso permettermi di fare una previsione), facendo propria nel modo più restrittivo la linea del Governo. Il fatto è che il Governo ha dato disposizioni trattando la Messa come la partita di cricket di cui sopra. Ma sta, o dovrei dire stava, a noi dire che è una cosa così importante, è così tanto una questione di vita o di morte, che valeva la pena provare di tutto pur di farci tornare ad assistere al sacrificio di Cristo.

Continuo a dire che per le messe feriali veramente non è che ci sia questo gran che da ingegnarsi, visti i numeri dei fedeli pre virus, e, credo, ancora di più quelli post, con tutta la pressione mediatica che si è fatta sul #restoacasa. Credo che la gente sarebbe ancora di meno, se le messe si celebrassero lunedì, ma anche se fosse la stessa, almeno nelle situazioni che frequentavo non ci sarebbe bisogno di prendere nessun provvedimento per continuare a celebrare, tranne quelli ovvii: sedersi lontani, stare nella navata centrale invece che nelle laterali come si fa di solito in settimana, niente scambio della pace, niente acqua benedetta, comunione in mano, sacerdote che si igienizza le mani prima di toccare la pisside e le ostie, mascherine per tutti. Alla comunione, si usa il buon senso e si aspetta che quello prima sia tornato al posto in modo da non incrociarsi. Niente omelie o brevissime riflessioni per ridurre al massimo la permanenza. Niente chiacchiere e baci prima o dopo la messa. Volontari che puliscono le panche (eccomi!). Finestre e porte spalancate. Possibilità di celebrare all’aperto.

Per le festive un po’ di impegno in più: moltiplicare le funzioni, organizzare dei turni e mi fermo qui con i suggerimenti perché sono cose che ho scritto troppe volte. Aggiungo che si poteva differenziare in base alle zone del focolaio, ben diverse da quelle dove la temuta ondata non è arrivata nonostante viaggi e contatti e via dicendo.

Da questo discorso però mi tengo fuori, non è di mia competenza, però conosco molti medici, per esempio un primario di un reparto Covid lombardo che ha combattuto in trincea fino a oggi, che la pensano come me e sono disponibili a dare indicazioni: ne ho dati i recapiti in privato a chi di dovere. La Cei potrebbe sentire una sua task force di medici che non considerano la Messa una partita di cricket (ho già tre nomi e numeri di telefono sulla punta della lingua, ma penso che ne troverei decine di altri in un secondo) e fare delle proposte concrete che non vadano, come è successo per Marche e Sardegna, in una direzione addirittura più restrittiva di quella del Governo.

Prima di finire, un pensiero pieno di gratitudine a tutti i sacerdoti che stanno soffrendo, come soldati che nel pieno del combattimento sono stati mandati in camerata a ripararsi, invece che in trincea a combattere, proprio adesso che il tema della paura e della morte interessano tante persone, tema su cui Cristo è l’unico a poter dire “non abbiate paura”. Non “andrà tutto bene”, ma “tutto concorre al bene per coloro che amano Dio”.

In generale in tutta questa vicenda, io avrei trovato più rispettoso della intelligenza e dei diritti dei cattolici, che venissero fornite delle indicazioni di massima, lasciando poi alla grande sapienza della Chiesa, che ha mostrato nei secoli la sua capacità di prendersi cura non solo delle anime ma anche delle persone, di trovare la via per applicarle adattandosi alle situazioni concrete. Chiese enormi abitualmente deserte o piccole cappelle di campagna affollate per le feste, conventi, santuari: ogni realtà avrebbe potuto trovare il suo particolare equilibrio tra la cura del corpo e quella dell’anima, tra gli spazi disponibili e le persone presenti. Noi siamo quelli che hanno inventato gli ospedali, non ci saremmo smentiti neppure questa volta.

 

241 pensieri su “La messa con il popolo, il popolo per la messa

  1. Alice

    Concordo pienamente e tutto questo mi fa riflettere….anche sul come gettare le basi su un domani,nel dover gettere semi di fede e misericordia quando palesemente viene tutto “boicottato” passatemi il termine super-enalotto si super-messa no!!!

    1. Stefania

      Ho una figlia che si sposerebbe a fine giugno, ha optato per una eventuale seconda data in luglio.Non so cosa aspettarmi……

      1. Benedetta

        Concordo con quello che scrivi Costanza, tutti noi soffriamo per la mancanza della messa e ci pare ingiusto che venga messa sullo stesso piano dello sport o addirittura in un piano inferiore.
        Però a mio avviso ritengo che dopo il richiamo all’obbedienza del Santo Padre dobbiamo fare silenzio e praticare l’arte della pazienza e non dare adito a polemiche e divisioni. Andiamo dietro ad uno che é morto in croce ingiustamente.
        Grazie per tutto ciò che scrivi sono una tua lettrice accanita!

        1. giovi

          Ti capisco, Benedetta, ma il Santo Padre ha detto anche altro , pochissimi giorni fa!
          Poi, esistono anche le Caterine da Siena, non credi ?

    2. Vittorio

      Cara Costanza, purtroppo siamo governati da atei e il Vaticano fa solamente politica come un qualsiasi partito. Credo che il Signore non avrà molta misericordia verso tutti questi lupi travestiti da pecore nel giorno del giudizio…
      Speriamo in una radicale pulizia e nel recupero dei veri valori umani e cristiani.

    3. Giovanna Intonti

      Sono in totale sintonia con quanto esposto…Se dopo la RESURREZIONE di Cristo gli apostoli non fossero più entrati nel tempio e non avessero dato testimonianza ,operando miracoli, non tenendo conto delle proibizioni del Sinedrio,e se i martiri…e tutti coloro che che non hanno obedito alle limitazioni imposte dal potere politico…ci sarebbe ancora il cristianesimo?Il mio è un paragone paradossale…ma…la politica ed i politicanti..non hanno mai amato Dio…né lo hanno servito…..ma ….SE NE SONO SERVITI

    1. Annalisa pezzi

      NON SONO D ACCORDO!!!
      RIAPRIRE LE MESSE METTE IN CONFLITTO LE PERSONE.
      CI SONO 10 ,15 CENTO DI PORTATORI ASINTOMATICI PERICOLISISSIMI
      SI AGGIORNI PER FAVORE

        1. giovi

          Annalisa, si calmi e si aggiorni lei : è rimasta parecchio indietro.
          ( magari, prima di intervenire a vanvera, dare un’occhiata all’articolo sotto cui si commenta e almeno a qualcuno dei circa 80 commenti precedenti ? E’ chiedere troppo ?)

      1. Vale

        Dr.puro,dello spallanzani,sostiene che gli asintomatica nn contagiano.
        Quindi nn parrebbe essere come la racconta lei.
        Saluti

  2. Reginaldo

    Mi dispiace scrivere questo commento, ma ritengo sia doveroso. Due cose da dire, la seconda più dura è che spero possa essere di franca correzione:
    1- io sono stato al secondo Family Day, ci tornerei e, guarda un po’, non condivido questo distacco dalla linea dei nostri pastori in questa difficile situazione e non mi sento abbandonato: diversi che conosco la pensano come me (non tutti sono stati al Family Day)
    2- citando il popolo del Family Day sta precisamente strumentalizzando una manifestazione per ostentare una leva di potere – la numerosità di questo popolo – al pubblico che la legge, nonostante le attenuazioni che paiono devo dire un po’ retoriche (« Certo, io non possiedo istituti di statistica, quindi..»), per premere sui Pastori.

    1. Costanza Miriano

      Non stavo certo dicendo che rappresento quel popolo, ma che la Cei deve sapere di non rappresentare più tutta la Chiesa, come era in passato. Non rappresenta più il sentire del popolo di Dio, non di tutto, come invece è stato per certe battaglie del passato. Basti leggere le parole uscite oggi di Ratzinger sulle unioni civili, e ricordare la posizione di Galantino e il tentativo della Cei di fermare la piazza.
      Non tutto il popolo del family Day chiede che riprendano le messe, ma d’altra parte c’è tanta gente che non era in piazza e che invece chiede di tornare a messa.

      1. Simona

        Io sono una povera cristiana smarrita e confusa : i nostri Pastori mi sembrano pecore terrorizzate, incapaci di parlare di Cristo e della della Salvezza. Hanno delegato la guida del gregge al Governo( al di là della pochezza dell’esecutivo, che sarebbe stata identica con altri partiti …la nostra classe politica è deprimente!), condannando di fatto la Chiesa ad essere considerata quantomeno superflua.

      2. Marco G.

        Da quando la CEI è un organo di rappresentanza? Questa volta è lei Costanza, che parla da capo partito…mi dispiace, anche se addolora anche a me non poter partecipare alla S.Messa, e anche se penso anche io che forse si poteva fare di più e meglio! Ma che centrea la rappresentanza? Dentro la sua famiglia lei e suo marito parlate di rappresentanza nei confronti delle richieste delle sue figlie?? Mi dispiace questo modo divisivo di confrontarsi…
        Cordialmente

      3. Davide Galati

        Porti pazienza, ma quindi il Vescovo mi rappresenta se condivide il mio sentire o se io condivido il sentire del Vescovo? O non è un pastore che mi deve guidare? Ho sempre pensato che nella Chiesa Il Papa, il Vescovo, il sacerdote rappresentassero Cristo, non me… poi un discorso sono le posizioni personali che possono anche dare adito a un sano confronto, un’altra le scelte di guida della comunità… io ho imparato ad avere fiducia nei nostri pastori o meglio in Colui che rappresentano… In questa situazione invece ho visto la ricchezza pastorale della Chiesa e di come realmente Lui sia sempre con noi…

        1. Simonetta

          Un pastore difende il gregge dai lupi, non li lascia entrare dalla porta secondaria, non piega la testa ad un governo palesemente anticlericale. Mi hanno proibito non tanto la messa, ma di andare a dire una preghiera in chiesa. Sì perché in quel pezzo di carta che mi devo portare appresso non è indicato questo mio bisogno. In chiesa devi andare furtivamente con la scusa di una commissione, tipo l’impellente necessità di un pacchetto di sigarette. A te questi pastori vanno bene? A me proprio no. Ho visto il dolore dei semplici sacerdoti, ma le gerarchie alte della chiesa si sono proprio dimenticate di chi sono e di chi servono.

          1. Davide Galati

            Io in Chiesa a pregare in questi giorno sono sempre andato, ma al di là di questo il punto è se il pastore è da scegliere o meno… io mi fido di chi ha scelto quei pastori, mi fido dello Spirito… e se devo giudicare qualcuno, giudico me non gli altri…

    2. oriana sestili

      Sono pienamente d’accordo e se mi è concesso vorrei anche aggiungere che il popolo di Dio è uno e che non è corretto e ASSOLUTAMENTE non è cristiano dividersi dai nostri pastori. Sono veramente stanca di questi attacchi continui ai vescovi e …guarda un pò anche al nostro VESCOVO di Roma nonchè vicario di Cristo in terra!… Poi nella mia profonda ignoranza vorrei anche dire che l’obbedienza è “un valore essenziale collegato direttamente alla virtù cardinale della giustizia in quanto offre all’autorità la sottomissione che le è dovuta” …Cristo stesso è stato « obbediente fino alla morte e alla morte di croce » … e … «Ciascuno sia sottomesso alle autorità costituite poiché non c’è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all’ autorità, si oppone all’ ordinamento voluto da Dio.» ….. Non giova a Dio e alla fede in Lui questo voler prevalere con le proprie idee… I miei pastori sono stati con me e la mia famiglia per 56 giorni tutti i giorni e non ci hanno fatto mai mancare la presenza dell’Eucarestia … è forse un vetro del computer o del televisore che può interferire con la POTENZA del miracolo Eucaristico? poca è la fede se credete che ci siano muri od ostacoli per Dio !

      1. giovi

        Oriana, meno male il tuo predicozzo da donna piena di fede, a quell’atea di Costanza ! Ci mancava ,in questa discussione, il consueto predicozzo !

        E pure Gesù, che vòle, mettersi ad istituire i sacramenti, che se ne pò fare benissimo a meno, che c’è la tv !!!
        Se poi Gesù avesse obbedito all’autorità costituita , come intendi tu l’obbedienza , cioè essere proni al potere, si sarebbe persino risparmiato la Croce !

        Va beh, scusa Oriana, ma quando leggo ste robe tutte a pappagallo , frasi del tutto fuori contesto, buttate lì strumentalmente, non resisto : anche se sei ignorante, come dici tu stessa, non puoi dire qualcosa a parole tue ?

        1. oriana sestili

          Non ho mai detto nè pensato che la signora Costanza sia un’atea … non capisco da cosa lei lo abbia dedotto! Giovi (lei si chiama così, giusto?) la ringrazio per la grande lezione di umiltà che mi ha dato. La ringrazio per l’accoglienza e per la capacità che ha dimostrato di essere un vero cristiano! Il Signore la benedica e le renda merito per tutto!

          1. giovi

            Signora Oriana Sestili ( lei si chiama così, giusto ? ) se viene a fare il predicozzo, con le solite sbobbe indigeste e totalmente fuori contesto ( e Gesù di qua e Gesù di là, strumentalizzando Gesù contro Gesù ! ) su cosa è cristiano o non è cristiano a COSTANZA MIRIANO , sul suo blog !, come anche qualche altra signora molto pia, che cosa si aspetta? Gli applausi ?
            Poi, come al solito, queste signore così tanto pie non reggono il confronto, insultano e se ne vanno sbattendo la porta !

            Ormai ce n’è una collezione, posto che alcune non siano fotocopie delle fotocopie, che il copione è molto simile , senza alcun originalità.

              1. giovi

                E lo faccio pure gratis, Bariom ! 🙂 🙂 🙂
                Non ne posso più di leggere ( e sono anni ! ) queste attempate bacchettone !
                Costanza non risponde mai, non perde tempo con queste beghine , ma io, da lettrice esprimo la mia insofferenza per il loro dito puntato e l’uso scorretto che fanno delle parole delle scritture e dell’esperienza cristiana contro Costanza , senza aggiungere niente alla discussione, presentandosi come sante in terra , che, con una incredibile saccenza e supponenza , dicono a Costanza come dovrebbe vivere, pur non avendo un millesimo della fede e del coraggio di Costanza !

                1. Tu sei dal lato “giovincelle bacchettatrici” delle “attempate bacchettone”? 😜

                  Forse Costanza non risponde per mancanza di tempo forse, ma anche perché non si lancia in rischiose valutazioni sulla fede altrui (mancando poi qui le opere… di tutti per la verità).

                  1. giovi

                    Beh, Bariom, Costanza fa benissimo a non rispondere a tanta protervia, ma da parte mia ho finito la pazienza !
                    Poi, non mi sembra di essermi lanciata in valutazioni della fede altrui, ma ho solo risposto per le rime a chi l’ha fatto con prepotenza e maleducazione !
                    In ogni caso, usare gesugiuseppemaria per dare addosso a Costanza, che non è propriamente l’ultima scalzacani , lo trovo disgustoso.
                    Confrontarsi, sì, dire la propria, sì, accettare posizioni diverse, sì, ma l’ offesa personale ( ma hai letto che robaccia scrivono le attempate signore tutte casa e parola ??? ) travestita da predicozzo, NO.
                    In effetti, Bariom, ora che mi ci fai pensare, non vorrei passare dalla parte speculare delle signore piissime, per cui, me la pianto !

            1. oriana sestili

              ebbene Giovi credo che lei con questa suo ultimo insulto abbia firmato la sua vera natura e la diffido oltremodo di premettersi di parlarmi in questo modo e chiedo alla Signora Costanza di controllare quanto e come viene scritto. La sollecito a rileggere quanto scritto da me e quanto scritto da Giovi ( che non capisco se sia una donna o un uomo ). E ribadisco che nelle sue parole non c’è nulla di cristiano e che non si permetta mai più di dire che strumentalizzo Nostro Signor Gesù Cristo! Mai più ! Oriana Sestili

              1. giovi

                Oriana, non ti buttare giù così, anche se di natura non sei simpaticissima e buonissima. ci puoi lavorare !
                Io sono cattiva, l’ho detto, ho bisogno di Gesù e della Chiesa, non vado certo a dire in casa altrui come ci si deve comportare !
                Poi, sei tu che sei venuta a fare il predicozzo con gesugiuseppemaria per dire al prossimo tutto il contrario di quello che dice il vangelo, per cui…piglia su e porta a casa !

                1. oriana sestili

                  Le confermo che lei ha chiuso veramente in grande. La lascio giustamente nel suo mondo dove chi dovrebbe moderarla ritiene che i suoi interventi siano “un vivace scambio di opinioni”; in un mondo perfetto dove si possono insultare le persone, mandarle “vivacemente” a quel paese… ma d’altra parte solo lei Giovi ha detto frasi conformi al Vangelo quindi che posso dire io che faccio parte della schiera “delle attempate signore tutte casa e parola che scrivono robaccia travestita da predicozzo” … poi “attempate” (chissà come avrà fatto questa deduzione??) … il che fa pensare che lei invece sia una giovine niente casa e parola…

                  1. giovi

                    Che pesantezza, Oriana ! Senso dell’ironia sottozero !
                    Ma quale sarà il gusto di venire ad offendere e insultare in casa altrui , scrivendo quello che hai scritto, cioè che qui non si ha fede in Dio ???
                    Bisogna essere parecchio frustrati, mi spiace per te, veramente.
                    Ti consiglio di partire dall’unica cosa azzeccata che hai scritto : la tua profonda ignoranza.
                    ( sull’attempata ci ho preso, vero ? si capiva benissimo ! leggendo te e tutte le bacchettatrici di professione che vengono qui , con cadenza regolare, a bacchettare col vangelo in mano come arma ! anche se ci sono fior di signore attempate che sembrano ragazzine, curiose della vita, aperte al confronto, ironiche : non è il tuo caso ! ma c’è speranza per tutte , di vita nuova , di invecchiare bene, siamo sempre in tempo per invecchiare bene ! )

                    1. oriana sestili

                      Ora scriverò in maiuscolo perché sono stufa e quello che scrivo lo voglio gridare : IO HO INSULTATO CHI ? TI ESORTO, E LO ESIGO, DI RIPORTARE UNO PER UNO I MEI INSULTI E LE MIE OFFESE. DOVE HO SCRITTO CHE IN QUESTA CASA E CIOE’ LA CASA DELLA SIGNORA MIRIANA NON SI HA FEDE, DOVE ?
                      Giovi ti consiglio di pensare profondamente alla tua di frustrazione visto che non sai fare altro che offendere e insultare pesantemente tutti con la scusa di essere piena di “ironia” e di essere “leggera”.
                      Tu curiosa della vita? E di quale vita? Quella dove esiste un mondo perfetto che è il tuo e di chi la pensa come te contrapposto ad un mondo pieno di gente frustrata, vecchia e bacchettatrice col vangelo in mano? Inoltre ti debbo dare una delusione, purtroppo non ci hai preso per niente sull’attempata … ma adesso sproloquierai anche su questo vero? Aspetto chi mi riporti gli insulti e le offese che ho fatto altrimenti ti diffido dal rispondere ulteriormente perché sei noiosa e ripetitiva non sai dire altro che quello che hai ripetuto in ogni risposta.

      2. Roberto C

        Sono d’accordissimo con lei: non giova a Dio e alla fede in Lui questo voler prevalere con le proprie idee… o forse sarebbe meglio dire: non “Giovi” a Dio…😉

    1. Michele

      Bisogna reagire …giustamente con le dovute precauzioni le celebrazioni religiose con i fedeli possono e devono essere permesse giustamente è più pericoloso le lunghe file ai supermercati

      1. Francesca

        Non sono d’accordo, l’urgenza non c’è, non siamo stati abbandonati: le chiese sono aperte, i sacerdoti disponibili, le messe on line, catechesi, sussidi per pregare.
        Era il momento dell’obbedienza da parte dei Cristiani non di alzare un altro polverone inutile.

        1. gravio

          Mi permetto di dire però che la “messa online” non è una messa.. è osservare qualcuno che celebra. Quel rito non l’hai vissuto. È come pensare che marito e moglie possano vivere a tempo indeterminato frequentandosi su Internet…

        2. Gege Spacca

          Ci sono milioni di Cristiani nel mondo che pur di ricevere l’Eucarestia rischiano la vita e persecuzioni. La nostra Chiesa italiana è nata dal sangue dei martiri. Forse ancora oggi ci sono persone che preferiscono morire piuttosto che stare senza Gesù…

        3. Francesca

          Non siamo stato abbandonati è vero , grazie ai meravigliosi pastori delle nostre parrocchie che ci hanno curato e rafforzato in tutti i modi .( quelli che lo facevano prima hanno centuplicato se possibile ) Vorrei sapere se loro si sono sentiti curati ,sostenuti e difesi dai loro vescovi nello stesso modo . Guardo il mio parroco tutti i giorni nella Messa in streaming e vedo tutta la sua sofferenza . Cosa mai pensata sto facendo l’esperienza della catacomba , della chiesa clandestina . E quelli sproloquiano e contrattano …

        4. Massimo Brignone

          Sono pienamente d’accordo su questo giudizio di Francesca. Questo è il momento dell’obbedienza al Signore che permette e ci chiede questo sacrificio. Anziché alimentare, a mio avviso, inutili polemiche, ci viene chiesta obbedienza e preghiera. Nel mondo siamo arrivati a quasi trecentomila morti per covid-19 e ci lamentiamo di non poter uscire di casa e di non poter andare a Messa; sono comunque d’accordo sul fatto che al Governo considerano la Messa al pari di una partita di cricket e che forse la voce dei nostri Pastori è rimasta più o meno inascoltata da parte dei nostri governanti…

          1. Francesco Paolo Vatti

            Lo chiedo per l’ennesima volta, perché non mi ha ancora risposto nessuno: perché chiedere che si riprendano le messe sarebbe una disobbedienza?

      1. Raffaella e Ciro

        Grazie!
        Noi abbiamo vissuto una giornata di avvilimento e tristezza, quando Conte ha parlato e la Cei è intervenuta.
        Sentire da gente di Chiesa che basta la comunione spirituale, o che la Cei è stata dura e non si doveva permettere di rispondere allo Stato o che andare al supermercato e al mercato è necessario e a messa non è necessario,…. ci ha sconvolti vedere una Chiesa così divisa, poi pregando e riflettendo, siamo arrivati a questa conclusione chiarissima:
        il maligno dopo aver messo le mani per distruggere la famiglia ora vuole mettere le mani sull’Eucarestia.
        Stringiamoci forte, perché la battaglia è dura e sembriamo voci fuori dal coro. E di queste voci, Costanza è il “maestro”.
        Grazie sempre; leggerla ci fa tirare sospiri di sollievo, che siamo ancora normali.

  3. Mauro

    Come al sollito molto chiara, logica, intelligente nella fede…che resta il tema sul quale non si tratta! Grazie Costanza

  4. Stival Graziella

    Grazie per dar voce a quelli che come me hanno un credo!!…per il quale non contano le dificolta’,ma il modo in cui le vivi,e solo DIO mi da quella mite forza per a frontarle,Lui è il solo e onipotente,lui salute per anima e corpo,lui mi fa vivere con gioia anche la morte…e solo con la consapevolezza del valore dei sacramenti ,nel viverli a pieno si arriva a questa consapevolezza…….

  5. Domenico Carlucci

    È stata ammessa la toelettatura per animali, incontrare, oltre i congiunti, “affetti stabili” (capisciamme’!), nessuno ha protestato o fatto multe per gli assembramenti del 25 Aprile,….ma la Messa no.
    Hanno tenuto chiuse attività che, con le dovute cautele, avrebbero potuto lavorare, come tanti artigiani e professionisti, non si è potuto andare in macchina col proprio coniuge, con cui dormi la notte!,…. Le forze dell’ordine, specialmente i CC su cui è meglio tacere,hanno sguazzato a fare multe inutili e costose a gente che oggettivamente non faceva nulla di pericoloso, hanno interrotto Messe assolutamente tranquille,….
    Ma la Messa ancora no! Non mi è piaciuto però, nel comunicato della CEI, il riferimento al “servizio ai poveri”, come giustificazione per la ripresa delle funzioni religiose. È falso senso della povertà cristiana, ridotta solo a idea economico sociale, che tanto piace agli attuali farisei. E’ invece una questione di libertà, anche di culto. Cristo è innanzitutto libertà, che nasce dalla Verità.
    Ma oggi Cristo è solo un “profugo”.

    1. Francesca

      Grazie Costanza, come sempre hai dato voce al nostro SCONCERTO, che sembrava essere solo nostro, invece è condiviso dal Popolo di Dio.
      Ci sentiamo abbandonati, presi in giro, come pecore senza pastore….non esiteremo a scrivere di nuovo al nostro Vescovo e alla Cei, devono vedere con i loro occhi che “il Santo Popolo di Dio” vuole solo la Chiesa di Gesù LIBERA!!!! “Chi mangia Me, vivrà per Me”.
      GRAZIE ancora per essere voce di chi non ha voce!!!!!

      1. Guglielmo Fantuzi

        Io sono del suo stesso parere cara Francesca, la Chiesa dovrebbe essere libera di agire non rispettando certe scelte quando si violano per esempio il credo personale, si neghi la libertà di culto. Mi sembra che per come si comporti sia influenzata, sia condizionata da ciò che gli offre lo Stato nell’ambito della pecunia. Vorrei sbagliarmi!!
        A me mi fa soffrire molto, perchè sono un consacrato e sacerdote religioso francescano, guardando a come San Francesco aveva lottato per tutta la vita per scegliere volontariamente la povertà evangelica, e come per le sorelle aveva sollecitato a vivere il privilegio della “povertà”.. e forse si, questa cosa faceva di lui un uomo piu’ libero e anche aveva contagiato anche la Chiesa del tempo, e allora io proporrei anche oggi, la rinuncia all’8 X1000, se questo potesse essere utile alla Chiesa per non essere supina dello Stato e avere così piu’ libertà di parola e di azione!
        fra Guglielmo

        1. Lucia

          Caro Fra Guglielmo lei ha tutta la mia simpatia .Temo anch ‘ io che nelle decisioni c ‘ entri l ‘ 8 per mille e non solo per la cei , credo che una parte di quei fondi siano magari indirettamente goduti dallo stesso vaticano , se non altro esso non deve preoccuparsi di mantenere i preti e i vescovi italiani .Ma piu semplicente alla base c ‘ e la simpatia e la contiguita con un governo che viene ritenuto piu vicino di quanto fosse il precedente ad es .Ma ovviamente la Chiesa , quella costituita dai semplici fedeli paghera a caro prezzo questa scelta .Buona giornata

          1. PaulBratter

            C’entra poco l’8×1000 (quello è assicurato) ma c’entrano di più i soldi per gli aiuti alle scuole cattoliche.

            1. Lucia

              Signor Paulbratter l ‘ 8 per mille e da tempo contestato.Mi aspetto che la voragine finanziaria che ci aspetta indurra un governo futuro entro un paio di anni a chiedere di limitare fortemente l ‘ 8 per mille alle confessioni religiose .E gia ho letto su qualche blog che proprio il comportamento della cei e del vaticano in questa situazione hanno convinto molti a destinare allo Stato la propria scelta e gia negli ultimi anni quest ‘ ultimo era stato preferito alla Chiesa da molte piu persone rispetto a prima .E si c ‘ e anche la questione delle scuole , lo so bene perche mia zia suora mi ha gia detto che probabilmente quest ‘ anno chiuderanno probabilmente piu di un a scuola materna gestita da loro , forse anche una scuola primaria e in realta cio non le dispiace piu di tanto vista la mancanza di vocazioni religiose e del costo crescente di gestione con personale laico , secondo lei e arrivato il momento che l ‘ evangelizzazione venga svolta con altre modalita . Anche altre congregazioni in realta stanno facendo lo stesso.Cio mi porta a pensare che il vero interesse siano i centri di accoglienza per migranti e non , le mense , dormitori che vanno avanti non solo con le offerte libere alla caritas e a Sant ‘ Egidio da parte dei fedeli ma anche e soprattutto con l ‘ 8 per mille .Saro ” maligna” ma credo di non essere andata troppo lontana, ahime .La saluto con affetto.

    2. Simonetta

      Concordo caro Domenico, la Chiesa è vista solo come una Onlus, se serve come utilità pubblica, bene, altrimenti non serve a niente.
      Al di là della ripresa o meno della messa e del governo favorevole all’apertura di altre attività, ho pensato a quante volte in questi mesi, mancando la messa, avrei voluto entrare in chiesa due minuti e al fatto che non mi è stato concesso. Io dal tabaccaio non vado, giornali non ne compro, il pane lo faccio in casa. Sull’autocertificazione non potevo scrivere: vado in chiesa per urgenti necessità spirituali, dovevo fare una capatina di striscio. A me è bastata questa cosa per capire la considerazione del governo sulle mie necessità spirituali. Ho seguito tutto il dibattito sotto l’altro articolo e ho fatto la mia riflessione. Purtroppo perfino i cristiani sono divisi ed è questa la cosa che mi addolora di più: a chi manca la messa fin dall’inizio e chi ancora soffre questa prova in silenzio perché Gesù ci ha insegnato ad essere obbedienti (fino a che punto, spiegatemelo perché come fedele sono molto ignorante). Ma cosa è la messa? Per quanto tempo ancora i cristiani obbedienti sono disposti ad essere obbedienti, quale è il loro limite? Proprio ieri mi sono riascoltata a catechesi sulla messa di Padre Maurizio Botta, vi invito a farlo sul sito dei cinque passi. Se non muoviamo il c… con questi miscredenti forti con i deboli e deboli coi forti, faremo la fine della rana bollita lentamente. Non ti impongo di credere, ma anche io voglio i miei DIRITTI.
      P.S: per quanto riguarda i vescovi, è chiaro che le alte gerarchie non puzzano di pecora. Non sanno nemmeno cosa siano le pecore. Ringrazio di cuore tutti i sacerdoti che ci sono stati vicini con messa, preghiera, rosario, uno in particolare praticamente tutti i giorni. E li ringrazio perché l’umile chiesa era pulita, addobbata di fiori come si conviene a Nostro Signore.

    3. Leonardo

      Concordo e ricordo che il pur difettoso tentativo di protesta della Cei è stato prontamente stroncato da Bergoglio che ha sottolineato come i cattolici debbano obbedire alle disposizioni delle autorità civili senza fare troppe storie.

      1. gravio

        La frase “la grazia dell’obbedienza alle disposizioni” mi è sembrato un capolavoro di pochezza umana e spirituale. Mi è stato inviato il tweet che la riportava ed ero convinto che fosse un fake per fare una battuta..

    4. Marina Umbra

      Ho detto.. Con quello che è successo ieri avrei proprio bisogno di una parola di Costanza.. Ed eccoti. DIO TI BENEDICA! P. S. Il terzo Millennio e dei Laici.. Per fortuna!!!

    5. L’ho pensato anch’io: sacrosanta la preoccupazione caritatevole e pastorale, ma qui si parla di altro, si parla di liturgia e sacramenti. Che invece appaiono, così, alla stregua di dettagli.

    6. Secondo me la questione è di principio! Non si tratta di disquisire su quisquilie…. O di metterla sempre sul piano dell’ubbidienza al Papa ! Il papa è vicario di Cristo e nessuno discute e i vescovi sono pastori…..che amiamo …..detto questo non mi pare dignitosa questa accondiscendenza senza se e senza ma senza almeno dire che la messa è Vita per i credenti ! Insomma qualche vescovo potrebbe dirlo …. molti preti la pensano diversamente dai vescovi! . nelle chiese di campagna dei piccoli paesi e anche nel duomo di Milano nelle messe feriali ci vanno 4 gatti…. e ci vorrei ritornare pure io ogni tanto ….non rientra in nessun pericolo….siamo ridicoli nelle prese di posizioni . Ogni due tre giorni al supermercato sono andata e nessuno rispettava la distanza per prendere il cibo dagli scaffali o comprare il pesce..,. Questa è la questione ! Ogni volta la buttiamo in caciara con sottomessi non sottomessi ubbidire al papa ubbidire a questo e quello…. Cristo non conta più nulla? E poi ‘ sti vescovi che fanno politica mi hanno stancato! Amen!

      1. Maria Chiara

        Ti invito a guardare il video del grande Monsignor Giovanni D’Ercole ! Ringraziando Dio ci sono pastori che si fanno sentire.

  6. ferdinando mignani

    Grazie , purtroppo i pastori sono stati sostituiti da mercenari.Sono in sintonia con quello che Lei denuncia.Sia Lodato Gesù Cristo.

  7. Franca

    Grazie Costanza carissima. Riflessioni importanti che condivido totalmente. Seguo da anni il blog, non ho hai scritto ma ora supero la mia timidezza e riservatezza perché non si può tacere la sofferenza che provo e che provano la mia famiglia ed amici. C’è, in noi, una tale tristezza, dolore ed amarezza per questa ulteriore umiliazione per la Sposa di Cristo.
    Come possono essere credibili i nostri Pastori, se non “combattono” per il proprio gregge?Sanno “ dare ragione della Speranza che” è in loro fuggendo? Ecco, ci sentiamo abbandonati da loro.. Non servono le tante parole come dialogo….: e dopo che abbiamo parlato che si fa? Lasciamo che siano gli altri la guida della Chiesa, dei fedeli? Altri che, oltre a relegarci nell’insignificanza, auspicano la completa dissolvenza della Chiesa Cattolica…. sappiamo che, sono parole di Gesù, le porte degli inferi non prevarranno ma quando Egli tornerà “troverà fede sulla terra”? Ecco penso che sia un problema di fede ed è in gioco la Legge di Dio! Al Vescovo D’Ercole tutta la nostra solidarietà, preghiere assicurate e grazie perché Pastori come Lei sono il “sale e il lievito” che danno sapore e forma e senso alla nostra vita.

    1. Lumpy

      Io sono amareggiata per le occasioni di conversione perdute. Soprattutto in un paese scristianizzato. In passato le pandemie hanno molto avvicinato l’uomo a Dio, ma non so se questo potrà avvenire ora. Le chiese a volte chiuse e prive della Messa non hanno offerto un abbraccio a chi lo cercava, acqua all’assetato. Sì, c’è stata moltissima attività on-line, ma on-line c’è stata qualsiasi cosa, dai concerti alla ginnastica, quindi la Messa era solo una delle tante “offerte” reperibili on line. Se ci fosse stata la possibilità di andare a Messa fisicamente, con tutte le precauzioni possibili, sarebbe risultato chiaro e forte che la Messa non era una “cosa on line” come tante. E chissà se non ne sarebbero nate nuove conversioni, un nuovo avvicinarsi alla Fede. E invece questa quarantena a me sembra solo aver esacerbato gli animi, resi più egoisti, più intolleranti verso l’altro, più ostili anche all’interno delle stesse famiglie. L’altro giorno mio marito si chiedeva se questa quarantena porterà un riempirsi delle culle: mi piacerebbe, ma a volte mi sembra più probabile che aumenterà le file di fronte agli studi degli avvocati divorzisti, tante sono le tensioni sociali, gli asti reciproci, le insofferenze che si respirano in molte famiglie, fomentate da una terribile e angosciante paura per il futuro. Al contrario le coppie senza figli che vediamo o per telelavoro o nel condominio sono pacificamente indaffarate nel panificare, fare corsi di yoga e lingua straniera on line, prendono il sole in terrazzo ecc e si compiacciono del non avere figli (e dubito fortemente che ne abbiano messo in cantiere uno). Nessuno – né dalla Chiesa né dalla politica, che abbia speso vere parole di sostegno e conforto per le famiglie vere, non quelle della pubblicità. Le famiglie che vivono in pochi mq, quelle dove i soldi si contano ad uno ad uno, dove si condividono stanze, dove non c’è un computer a testa, dove è difficile vivere, dove le persone ciondolano nel proprio astio sognando il momento di poter uscire di nuovo, genitori e figli. Abbiamo una intera generazioni di adolescenti che rischia di uscire da questa quarantena con l’idea ben precisa che la casa è una prigione, che la famiglia è un luogo che sta stretto, dove non ci sono mai soldi abbastanza, dove la vita è misera. La quarantena ci ha mostrato che le case sono troppo piccole, ormai, per una vera vita di famiglia, che gli stipendi sono troppo pochi per mantenere una famiglia (se per seguire le lezioni dobbiamo avere tutti un pc, uno spazio privato in casa e una connessione stabile e costosa allora è evidente che il solo stipendio di papà non basti) e così via. Ne emerge un quadro generale da cui l’adolescente è indotto a dedurre che la famiglia sia perdente, una scelta misera, mentre l’unico stile di vita vincente è quello del single (o della coppia convivente) che vive nel loft di design e prende l’aperitivo su Instagram con gli amici dopo aver fatto una sessione di yoga on line. Il mancato sostegno alle famiglie ci costerà molto caro in futuro. E la Chiesa on line – nel mare magnum dell’on line- ha visto il suo messaggio depotenziarsi. Esempio: quante persone al ritorno dal lavoro, uscite a fare la spesa, tra la stanchezza, la paura e la disperazione, avrebbero potuto trovare casa e conforto nel passare di fronte a una chiesa e assistere (pur con precauzioni) alla Messa magari dopo anni di fede tiepida, financo di lontananza? La stessa persona, scivolata con il mouse su una pagina in cui un sacerdote con la voce resa metallica dalla connessione debole celebra la Messa, chiude la pagina e passa ad un altro sito. Insomma: era una grande opportunità di riportare Cristo tra la gente e non solo (a mio parere) è stata persa, ma all’uomo della strada è stata quasi data l’impressione che siano i cattolici stessi a non crederci più di tanto, visto che battono in ritirata.

      1. Lucia

        Cara Lumpy hai fatto una disamina stupenda .Si , non ci saranno culle piu piene , io sono salernitana e i matrimoni di quest ‘ anno sono stati tutti rinviati all ‘ anno prossimo , molti giovani coppie non hanno o non avranno piu lavoro ,quindi sicuramente rimanderanno il matrimonio sine die e chi ne ha uno sicuramente non ne mettera in cantiere un altro perche e chiaro come hai ben detto la pandemia ha dimostrato che gli stipendi per chi ce li ha non bastano per mantenere una famiglia in modo dignitoso non appena c ‘ e una situazione imprevista .Sara gia tanto che non aumenteranno gli aborti ……Quanto alla Chiesa purtroppo non mi sono meravigliata per lo spettacolo pietoso che ha offerto , da troppo tempo mi era chiaro che la gerarchia ha fatto una scelta di campo : ha “sposato ” in Italia il governo Conte e in vaticano la sinistra globalista .Mi e solo dispiaciuto per i poveri preti diffamati sui media e multati perche non avevano preso a calci qualche fedele che aveva deciso di partecipare a una Messa!!! Solidarieta al povero mons d ‘ Ercole , Camisasca e qualche altro coraggioso vescovo che sono stati linciati da tanti bravi cattolici dopo essere stati redarguiti dal Papa , sono stati accusati di essere traditori disobbedienti del Papa , interessati a riaprire le chiese solo perche le casse diocesane si erano svuotate , al Cardibal Bassetti e stato augurato molto delicatamente l ‘ inferno.Per il futuro temo sara peggio , chi avra il coraggio di andare contro un governo futuro che dovesse di nuovo limitare la liberta religiosa , per non parlare di leggi su eutanasia , gender anche tra i pochissimi politici e giornalisti che non sono laicisti sfegatati ? No, la Chiesa si e giocata almeno in Italia la credibilita di 2000 anni di storia .Buona giornata

      2. cristina

        Non sono d’accordo che sia stata un’occasione persa. Penso che questa visione così pessimista ce l’abbiano soprattutto i cattolici più praticanti, diciamo coloro che vanno a Messa quotidianamente. La grande offerta di celebrazioni e catechesi online, oltre alla Messa quotidiana del Papa alle 7 (con ascolti altissimi) ha significato per molti riaccostarsi alla fede. Cerchiamo di avere fede, certi che Dio sa scrivere dritto su righe storte e trasformare il male in bene. Potremo fare il bilancio al termine della quarantena, quando potremo tornare a celebrare in chiesa tutti insieme.

      3. Teresa

        Io devo dire la verità, sono ancora in riflessione su tutto ciò, ma in mezzo a questa desolazione vorrei invece dare la mia esperienza della quarantena.
        Io credo che lo stare chiusi in questo modo ci abbia anche messo di fronte a come stiamo veramente in famiglia e posso solo ringraziare Dio perché ho passato un periodo bellissimo con i miei familiari.. stare tanto tempo con mio marito mi è piaciuto, sono stata felice di essermi goduta di più i bambini e addirittura sono contenta di seguirli nella DAD! Inoltre spesso ci colleghiamo con i nostri amici di parrocchia e preghiamo insieme.
        Certo che questo non può sostituire i Sacramenti, ma lo ritengo un po’ diverso dalla sola messa in streaming in cui semplicemente guardi un altro che fa la messa. Io sento che c’è un Corpo, con membra fisicamente distanti e sofferenti per l’assenza dell’Eucarestia, ma sento fortemente che faccio parte di un Corpo vivo e questo mi dà forza e speranza ché il demonio non prevarrà!

        1. Francesco Paolo Vatti

          Non tutti, però, sono così bravi (non la prenda come una presa in giro, ma non mi viene una parola più decente…) da sentire come lei. Purtroppo c’è chi prorpio non ci riesce…

  8. nonna Anna Maria

    GRAZIE , Costanza!
    Tutta questa “banalizzazione ” della S. Messa, quasi una opzione della quale si può fare a meno, anzi si DEVE fare a meno, perché tanto è uguale, mi deprime l’Anima!
    Meno male che su questa barca dove tutti siamo obbligati, c’è anche Gesù che magari in un angolo, aspetta che noi ci si ricordi della Sua Reale Presenza e con fiducia e decisione , ci rivolgiamo a Lui
    perché intervenga come Lui sa.
    Oggi è la festa del Buon Pastore, preghiamo per i nostri Sacerdoti, per quelli in prima linea , col nostro grazie di cuore. E per quelli che hanno paura (è umano anche così ) preghiamo per loro il dono dello Spirito Santo perché li rafforzi coi Suoi preziosi Doni.
    Pace e serenità a tutti.

  9. Marina

    Grazie Costanza, mi conforta leggere il tuo pensiero che condivido in tutto.
    Sono sarda e con gioia ho accolto la scelta del governatore Solinas di riaprire finalmente le Chiese. Ma con altrettanto sgomento ho appreso che i vescovi sardi ” non vogliono essere strumentalizzati ” politicamente e che non sono stati consultati per questa decisione.
    Quindi, deduco, erano stati consultati al momento della decisione di sospendere tutte le celebrazioni !!!!!!
    Molto scoraggiata ho scritto al Vescovo di Cagliari per manifestare il mio sconcerto.
    Spero prenda una posizione coraggiosa

  10. Olga Mazzia

    Io vivo in centro a Milano . Vedo file al tabaccaio come ai supermercati. Quando riesco a sgattaiolare in chiesa,siamo di solito in 3 o 4, in una chiesa enorme come Francesca Romana..e mi assale sempre una tristezza infinita e il silenzio entra nell’anima. Grazie per le sue parole. La messa in Tv non è lo stesso. Prego affinché questo cambi,e presto. La messa è la nostra storia con Dio. Lo so che mi sente quando vado a parlargli,ma so anche che se fossimo di più mi ascolterebbe meglio. Ne abbiamo bisogno. Io ne ho bisogno. Soprattutto adesso. O forse come sempre..

  11. Maria Cristina

    Il fatto che in due regioni , Sardegna e Marche, addirittura i vescovi si siano schierati contro il permesso dei governatori di riaprire le Messe al popolo, la dice lunga sullo stato confusionale in cui versa la chiesa italiana. E’ davvero una “farsa ignobile”, come l’ha definita Cascioli, giocata sulla pelle dei cattolici.
    Non si sa se il capo della CEI consideri i fedeli cattolici dei beoti,il popolo bue a cui si puo’far fare qualsiasi cosa. Non si e’ neppure preso la briga di spiegare perche’in pochissimo tempo la CEI ha fatto una giravolta di 180 gradi, dalla vibrata protesta alla sdolcinata sviolinata verso il governo. Non si prende la briga di spiegarci , perche’in fondo per loro sono tutti giochi politici, problemi di tenersi buono il governo, alleanze tattiche .

  12. Benedetta Myriam De Nigris

    Concordo con quello che scrivi Costanza, tutti noi soffriamo per la mancanza della messa e ci pare ingiusto che venga messa sullo stesso piano dello sport o addirittura in un piano inferiore.
    Però a mio avviso ritengo che dopo il richiamo all’obbedienza del Santo Padre dobbiamo fare silenzio e praticare l’arte della pazienza e non dare adito a polemiche e divisioni.
    Grazie per tutto ciò che scrivi sono una tua lettrice accanita!

    1. Maria Cristina

      Non “ ci pare ingiusto” ma “ e’ ingiusto” . Capisco che viviamo in un tempo di relativismo assoluto anzi di dittatura del relativismo , ma la capacita’ di giudizio tra cio’ che e’ giusto E cio’ che non lo e’ non puo’ essere soggettiva, parere personale.
      Esiste una obbiettivita’ delkav giustizia: proibire solo le Messe quando contemporaneamente si consentono tante altre cose e’ oggettivamente una ingiustizia.
      E dall’ altro lato di questo relativismo c’ e’ un appiattimento totale agli irti indell’ Autorita’ : dopo il richiamo all’ obbedienza del Santo Padre dobbiamo fare silenzio.
      Ah, si , ma obbedienza a chi ? A Dio , a Cristo , alla nostra coscienza, o al governo Conte? Io obbedisco al Santo Padre se mi richiede obbedienza su materia di dottrina, non obbedisco alle sue scelte politiche , che non sono INFALLIBILI. Se lui personalmente, il Papa, si appiattisce su ogni decisione anche ingiusta del governo , io su questo non sono tenuta a seguirlo.
      Date a Dio quello che e’ di Dio e a Cesare quello che e’ di Cesare

      1. Gigliola

        Concordo in pieno. Come ho commentato con mio marito, “Date a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio”. Ma, se togli, Dio che cosa rimane? L’ossequio servile a Cesare, appunto.

      2. Francesco Paolo Vatti

        Ma siamo poi sicuri che il Papa, quando ha scritto sull’obbedienza stesse parlando della Messa? A me pareva un richiamo più generico al non lasciarsi andare…

    2. Costanza Miriano

      Infatti ho molto sofferto nello scrivere, non ci ho dormito questa notte, e sono ancora tormentata dal pensiero di avere sbagliato a scrivere. ma ero tormentata anche tacendo.

      1. Francesco Paolo Vatti

        Penso abbia fatto bene a scrivere: qualcuno nei primi interventi ha citato Santa Caterina da Siena. Ogni tanto ce ne vuole una!

  13. Anita Gasparrini

    Carissima Costanza, condivido ogni parola. Grazie! Scrivevo al mio vescovo che sembra che le chiese siano dei luoghi “untori”, e che noi fedeli siamo degli immaturi irresponsabili… Credo che ci sia una evidenza: non si conoscono il significato (del dono) dell’Eucaristia e della preghiera…

    1. Alessandra

      Non ho seguito il dibattito qui sopra e forse mi ripeto, ma voglio spendere una parola di ringraziamento verso papa francesco che in questo dibattito testardo , evidentemente inascoltato e duro ha alzato il volo e ha consegnato puro e lindo a Dio il nostro sacrificio di due mesi dando a Cesare quel che è di Cesare e elevando a dignità un dibattito che ha rischiato spesso di diventare triste e volgare.

      1. Maria Cristina

        Veramente, lei non ha capito . Il Papa Francesco a dato a Cesare quello che e’ di Dio.

      2. giovi

        Alessandvra, mamma mia quanto è volgave questo dibattito di gente che potvebbe viveve senza spesa , senza giovnali, senza spovt, senza musei, senza libvevie e pvetende la Santa Messa !
        Stvaccioni !
        ( pensa quanto sei triste e volgare tu, che vieni qui a pontificare senza manco aver avuto l’umiltà di seguire il dibattito triste e volgare !)

        Certo che povero papa Francesco ha certi difensori !

        1. Alessandra

          Non il vostro dibattito intendevo, 10 post pochi di più qui sopra, ma naturalmente lungamente ho seguito quello generale.
          E volgare era ed è sempre paragonare cibo e supermercati alla chiesa., mortadella e guanti e poi ancora ostie e pizze. Mi e sembrato che papa francesco abbia superato quell ingorgo alzando l anima e sopportando un sacrificio e anche un ingiustizia (quella di nn avere messo in primo ordine la messa,) con l eleganza e il rispetto della pazienza, della moderazione e della superiorità. Una quaresima. Una ripeto dare a cesare quel che è di Cesare ( leggi e monete) e usare Dio nei posti più altolocati dell anima. Pur nelle ristrettezze

          1. Simonetta

            Vorrei vedere se avrebbe sopportato sacrificio e ingiustizia se al governo ci fosse stato Salvini…

            1. Simonetta

              O forse all’eventuale invito di Salvini alla ripresa delle messe avrebbe detto no per non apparire di parte. Che ipocrisia. Che la chiesa la pianti di fare politica, ci sono già i cattolici divisi e lo sono ancora di più per questo. Tornasse a parlare di Dio e a prendere il buono di tutti che è sintonia con il messaggio cristiano.

            2. Alessandra

              Con i se e i ma si placano poco gli animi , soprattutto il proprio….
              e si fa torto all’intelligenza .
              La pace ha bisogno di proposte considerazioni connettivi non polemiche

              1. Simonetta

                Le proposte ci sono state e inascoltate, c’è tanta tanta gente delusa e addolorata per la supina accettazione di tutto. Solo un cieco nega tutto questo, e che sia un credente come me è peggio di una pugnalata.

          2. giovi

            Alessandva, meno male che ci sei tu così modevata, vaffinata, altolocatavispettosa e, sopvatutto, supeviove a noi povevacci !
            pavagonave il pevmesso di compvave del cibo col cibo dell’EUcavestia !
            VOLGAVE!

            Si scherza un pochino, Alessandra, ma ti dico seriamente che hai detto delle cose bruttissime: di Cesare forse ti importa molto , ma Dio, parlo del Dio incarnato, il Dio della chiesa cattolica, mah!

            E povero papa Francesco, con questi difensori che lo strumentalizzano ad ogni piè sospinto, per giustificare il loro squallore.

  14. Andrea

    Magistrale.
    A Prato abbiamo la grazia di avere come responsabile della Pastorale Familiare un sacerdote polacco che ci ha ricordato di conoscere personalmente il tempo in cui le celebrazioni non erano consentite…
    Grazie per non lasciare che la questione delle messe venga discussa solo da chi comunque, anche quando non ci saranno più limiti, resterà ‘non frequentante’.
    Andrea
    P.S. Non so come ti sia venuto il paragone con il cricket ma proprio ieri nel primo giro in bicicletta per la città ho visto nello spiazzo davanti a una scuola, non nascosto e su una via trafficata, un gruppetto di immigrati, forse pakistani, impegnato in una bella, e credo liberatoria, felice e giocosa partitella

  15. Alessandro

    Premesso che

    1) i vertici CEI, per questioni di miserrima politichetta ecclesiale, sono sventuratamente e da lungo tempo subalterni al governo, ossia fanno male il proprio mestiere

    2) la miserrima polichetta ecclesiale della CEI non ha niente a che fare con Gesù Cristo, e quindi chi dice cose del tipo “bisogna essere d’accordo con le direttive della CEI altrimenti si è cattivi cristiani, non si è obbedienti ai propri Pastori ecc.” dice sciocchezze marchiane, immischia Gesù Cristo (strumentalizzandoLo) in meschine beghe di infima politichetta ecclesiale

    3) che a maggio in Italia le celebrazioni eucaristiche con partecipazione di fedeli (muniti di mascherina idonea, guanti protettivi e rispettosi delle misure del c.d. “distanziamento sociale”) costituisca un rischio di contagio da Covid-19 è una sciocchezza che non ha alcun fondamento scientifico (trova fondamento immaginario solo nella fanta-scienza di fanta-scienziati vanesi e/o anticlericali), e quindi chi adduce motivazioni scientifiche a suffragio del divieto offende sia la libertà di culto sia la dignità della scienza

    4) della miserrima politichetta ecclesiale della CEI di cui in 1 mi sono totalmente stancato, è degradante e inutilmente logorante seguirne giorno per giorno peripezie e piroette e avvilenti liturgie

    cesso di occuparmi di quanto in 1, attendo che il mio Vescovo notifichi (sentito o non sentito il Viminale e/o il comitato scientifico governativo e/o l’ennesima task force ecc.) se e come e quando potrò ritornare a Messa, e mi assoggetterò in tutto a quanto il mio Vescovo deciderà al riguardo.

    Se dovrò indossare guanti e mascherine lo farò, se saremo in troppi e dovrò lasciare il posto a qualche persona più anziana tornerò a casa e ritenterò alla S. Messa successiva.

    Chiudo qui ogni mio commento sul tema, sul quale non spenderò più una sola parola, per i motivi che ho precisato.

      1. Marina Umbra

        Ed ora il colpo finale… I Dieci Comandamenti di Benigni sulla RAI. Tremo al plauso di molti cattolici “adulti” a questa controcatechesi immagino ben pagata. Signore aiutaci!!!

  16. Paolo

    Cara Costanza grazie di tenere desto il sensus fidei, che – guarda caso – il Vaticano II attribuiva all’intero popolo di Dio ma in particolare ai laici. Siamo prigionieri della paura. A che varrebbe citare Gesù : ” Perché avete paura uomini di poca fede?”. Nel mio piccolo ove posso ( ma con prudenza dato il mio status) combatto quella che penso essere ” la buona battaglia”. Mi innervosisce ( se voglio usare un termine più adeguato: mi scandalizza, mi tormenta) il fatto che ai non credenti di questa questione non gliene importa niente e invece i migliori assist a tenere chiuse le chiese e ferme le liturgie vengono dai credenti che si dicono intelligenti, di sinistra, adulti ( come amava definirli l’adulto Prodi). Tu saggiamente non vuoi farne questione politica ma tale anche é. Questo governo é il più schierato contro la Chiesa o comunque quello che ha profittato della incredibile e stupida debolezza dei pastori, che prima si sono assuefatti e ora non vengono considerati, nelle loro tardive richieste. Inoltre questo governo ha la benevolenza del Vaticano solo per paura di Salvini e adesso anche di Renzi. Pagheremo tutta( stiamo già pagando) la stolta adesione a un governo pilotato dai 5 Stelle e da un uomo che si atteggia a tiranno , nascondendosi dietro le opinioni del ” comitato tecnico – scientifico”. Non ne usciremo facilmente. Pagheremo i continui andirivieni del numero uno della Chiesa che si mette sempre dalla parte del probabile ottenibile consenso , specie dei media. Ma viviamo anche una stagione di libertà. Il parroco che frequento ora tiene aperta la chiesa, fa celebrare la Messa in una cappella privata con soli preti ma fa ascoltare il Vangelo nell’aula grande ogni giorno e ogni giorno, con le dovute precauzioni, esce a dare la Comunione a chi c’è. Non tutti si piegano ai diktat delle cosiddette precauzioni dei cattolici adulti. E’ tempo d lotta, di resistenza, di perseveranza.

    1. Gian Piero

      La parola “ trattative” non e’ molto bella se l’ oggetto della trattativa e’ la Santa Messa. Forse i vescovi non si rendono conto che sono passati in pochissimi anni dai “ valori non negoziabili” a negoziare e trattare su tutto, persino sulla Messa.
      Non e’ un bello spettacolo. Il Giorno del Giudizio ( ma ci credono ancora?) cosa diranno di fronte a Cristo: avevo paura del Coronavirus e quindi ho privato il gregge che mi hai affidato del Pane della vita, si pero’ ho fatto tante belle Messe in streaming ……

    2. Alessandra

      Rispondo in generale per sbaglio precedente Non avevo seguito il Vostro dibattito intendevo, i 10 post più sopra , ma naturalmente per rispondere avevo eguito la querelle generale.
      E volgare era sempre ostinatamente paragonare cibo e supermercati alla chiesa., mortadella, tabacchi pizze e carrelli e guanti al profondo disagio generale che tutti viviamo..in primis per i morti, per i medici, per gli anziani morti su cui nessuno spende una parola che erano soli xche abbandonati Mi e sembrato che papa francesco abbia superato quell ingorgo pieno di tante problematiche alte e drammatiche più grandi di aperto o chiuso…alzando l anima e sopportando un sacrificio e anche un ingiustizia (quella di nn avere messo in primo ordine la messa,) con l eleganza e il rispetto della pazienza, della moderazione e della superiorità. Una quaresima. Una regola seria rispettosa non ottusa di prezzo 2 mesi, di sacrificio silenzioso e Buono. ripeto dare a cesare quel che è di Cesare ( leggi e/o monete) e usare Dio nei posti più altolocati dell anima. Pur nelle ristrettezze.
      Scusate se mi ripeto , ma io cerco di capire le motivazioni degli altri anche da un post, non prendo in giro…perché Dio mi ha insegnato l’eleganza.

      1. giovi

        Aridaje, Alessandra !
        Scusa, eh, tu e la tua eleganza BUONA non potete trasferirvi altrove?
        Non hai aggiunto NIENTE alla discussione, hai fatto solo sfoggio di supponenza e maleducazione ( non essendoti nemmeno degnata di rispondere , in tema, al post e ai commenti di noi volgari poveracci!).
        Tu continua a rimanere elegantemente a casa, noi cattivi , come tu vai a comprare la mortadella ( ma che eleganza raffinatissima, complimenti ) vorremmo andare a ricevere i sacramenti.

        1. Francesco Paolo Vatti

          Francamente, però, prima di tutto non capisco perché sarebbe volgare paragonare il cibo materiale a quello spirituale… La nostra non è una religione per puri spiriti, ma per anime e corpi e i corpi hanno bisogno di mangiare. Sarò un epicureo, ma non ci vedo niente di censurabile in questo. Il pranzo, presso i Romani e presso i Cristiani, è sempre stato qualcosa per far festa, per rinsaldare amicizie e alleanze, per condividere. Cosa c’è di volgare in tutto questo?
          E, francamente, posso trovare 500.000 giustificazioni all’operato del Papa, ma non mi pare che rinunciare a sostenere l’importanza della Messa -ammesso che questo davvero volesse intendere, cosa che non credo- col fatto che non ha raccolto la provocazione o qualcosa di simile, sia una buona argomentazione….

  17. cristina

    Mi permetto di suggerire una proposta alternativa da chiedere ai Vescovi. Visto che anche un’eventuale ripresa della Celebrazione “cum populo” dovrebbe essere fatta necessariamente “a numero chiuso”, e che molte persone rimarrebbero comunque prive dell’Eucarestia, e visto che ciò che manca di più ai cristiani è proprio il poter ricevere l’Eucarestia, perché non chiedere, per questo tempo particolare, una deroga alla norma che non si possa accedere alla Comunione se non dopo aver partecipato alla Messa? Costanza dice di aver fatto la Comunione tutti i giorni, ma credo che questa sia un’eccezione. Alla maggior parte dei credenti viene negata. Allora, perché non dedicare tutte le nostre suppliche a questa speciale richiesta? Non andrebbe contro nessun decreto e sarebbe facilmente gestibile. Le chiese sono aperte, si può entrare per pregare; allora perché non permettere anche la distribuzione dell’Eucarestia? Il Sacerdote potrebbe preparare delle particole consacrate sull’altare, messe ad una certa distanza le une dalla altre, e visionare i fedeli che si accostano all’altare prendendo ognuno la propria particola. So che non è la stessa cosa che partecipare alla Celebrazione, ma in questo tempo di pandemia, niente è più come prima. Penso che con l’accesso ai Sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia (per tutti, non solo per un gruppo ristretto), e seguendo la celebrazione in streaming, potremmo andare avanti ancora un po’, in attesa che la situazione epidemiologica migliori.

    1. @Cristina, l’Eucaristia fuori della Messa è già da tempo possibile e sarebbe bene ricordarlo ai sacerdoti che eventualmente ponessero soprattuto in questo tempo diniego:

      14. Si devono indurre i fedeli a comnicarsl durante la celebrazione eucaristica.
      I sacerdoti però non rifiutino di dare la santa comunione anche fuori della Messa ai fedeli che ne fanno richiesta.
      È bene anzi che a quanti sono impediti di partecipare alla celebrazione eucaristica della comunità, si porti con premura il cibo e il conforto dell’Eucaristia, perché possano cosÌ sentirsi uniti alla comunità stessa, e sostenuti dall’amore dei fratelli.

      16. La santa comunione fuori della Messa si può distribuire in qualsiasi giorno e in qualunque ora del giorno.
      È bene, però, tenuta presente l’utilità dei fedeli, fissare per la distribuzione della santa comunione un orario determinato, in modo che la sacra celebrazione si possa svolgere in forma piena, con maggior frutto spirituale dei fedeli.
      Tuttavia:
      a) il giovedì santo la santa comunione si può distribuire solo durante la Messa; ai malati si può recare in qualunque ora del giorno;
      b) il venerdì santo, la santa comunione si distribuisce unicamente durante la celebrazione della passione del Signore; ai malati che non possono partecipare a questa celebrazione, si può recare in qualunque ora del giorno;
      c) il sabato santo, la santa comunione si può dare solo in forma di Viatico

      Da https://liturgico.chiesacattolica.it/wp-content/uploads/sites/8/2017/09/21/Rito-della-COMUNIONE-Fuori-della-Messa-e-CULTO-EUCARISTICO.pdf

      1. cristina

        Grazie Bariom. Ero convinta che si potesse distribuire solo ai malati. Ma allora perché molti sacerdoti la negano al di fuori della Celebrazione? Forse è un modo per “indurre i fedeli al comunicarsi durante la celebrazione”. Però in questo periodo dovrebbe non solo essere consentito, ma addirittura “pubblicizzato” che sia possibile ricevere l’Eurarestia, magari fissando degli orari ampi (che so, due ore la mattina e due ore il pomeriggio) in cui i fedeli possano ricevere l’Eucarestia evitando assembramenti. La sola ripresa delle celebrazioni “com populo” non risolverebbe il problema, visto che sarebbe solo per un gruppo esiguo di fedeli.

        1. E’ ovvio che la preoccupazione della Chiesa è anche quella che si instauri la non sana abitudine (ieri come oggi) di chiedere la Comunione fuori della Messa, come sempre sarà il pastore che veglierà e potrà valutare gli accadimenti, ma di per sé è una possibilità assolutamente prevista.

          Giustissima la tua preoccupazione che alla fine le celebrazioni “cum populo” ristrette, rischino di lasciare fuori molti… è ciò che vado ripetendo da tempo, ma…

          1. Maria Cristina

            Non so dove vivi Bariom ma ti posso testimoniare che a Milano la Comunione fuori dalla Messa la negano eccome. Non credo sia il caso, non e’ bello di mettersi a polemizzare e a discutere col sacerdote che ti nega sia confessione che Comunione. Te vai e zitta come e’ successo a me .

            1. E credo tu abbia fatto bene, come ho fatto io (sono anche Ministro Straordinario e chiedevo di portare la Comunione a casa per i miei “congiunti” come diremmo oggi), quando mi è stato detto: “non posso, mi dispiace”…

              Come io ho “obbedito” (nel senso di accettato senza far polemica), so che il sacerdote che bene conosco, stava “obbedendo”.

              Il Signore saprà trarre del buono da tutto questo. Questa deve essere una ferma convinzione…quanto meno è la mia.

          2. cristina

            Assolutamente d’accordo. In tempi “normali” la normalità deve essere ricevere l’Eucarestia durante la Celebrazione. Per il resto, sono convinta che in questa situazione di emergenza la soluzione migliore sia quella di continuare a partecipare alle celebrazioni in diretta streaming (è comunque un modo di partecipare) e accostarsi ai sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucarestia in momenti diversi. Purtroppo l’aspetto “comunitario” delle celebrazioni in questo periodo non si può perseguire, se non in modo “virtuale”. Per dire, stamattina eravamo collegati in 180 per partecipare alla celebrazione in diretta streaming, io mi sono comunque sentita parte di una comunità. Celebrare in piccoli gruppi di 15-20 persone non risolve nulla, anzi potrebbe fomentare screzi e divisioni in seno alla comunità sul criterio con cui scegliere. E comunque, stamattina alla celebrazione erano presenti almeno in 7 (tra lettori, organista, cantori e sacerdote).

          3. giovi

            Certo, Bariom, senz’altro questa tua preoccupazione delle celebrazioni “cum populo” eventualmente ristrette ( molto eventualmente ! quelle feriali no di sicuro, le festive non dappertutto, nella mia diocesi mi sento escluderlo al 99%, visti i numeri ) è allo stesso modo la preoccupazione principale, fondamentale, saliente, insuperabile dei vescovi che hanno detto no !

    2. Costanza Miriano

      No, no, si può ricevere l’Eucaristia fuori dalla Messa, è previsto, ne ha parlato anche il Cardinal Sarah, e nella mia parrocchia la ricevono tutti, non sto godendo di nessuna corsia preferenziale! Anche la confessione è per tutti! I sacerdoti non possono negare i sacramenti, e se lo dice il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino!!!

      1. cristina

        Finora pensavo che fosse a discrezione del sacerdote, visto che alcuni acconsentono e altri no. Ora che Bariom ci ha anche riportato gli articoli, direi che non c’è più alcun dubbio. Ma allora, visto che si può fare in modo assolutamente sicuro, sia per i fedeli che per il sacerdote (rendendo disponibili le particole consacrate sull’altare, sotto la supervisione del sacerdote), non violando alcun decreto, perché non ci concentriamo su questo? Chiediamo ai vescovi di tenere aperte le chiese almeno per alcune ore al giorno e di rendere pubblica la possibilità di accedere all’Eucarestia. E’ una soluzione attuabile per tutti i fedeli, senza limitazioni di numero, e continuiamo a seguire la dirette streaming delle celebrazioni.

      2. Silvia

        Cara Costanza, nella prima settimana di quarantena abbiamo avuto modo di comunicare privatamente e ti ringrazio ancora moltissimo perchè sei stata una delle poche persone con cui ho parlato, che ha capito e preso sul serio il dolore che provavo e provo tutt’ora nel non poter ricevere l’Eucarestia (a oggi sono 57 giorni) e neanche confessarmi.

        Nella mia parrocchia romana purtroppo questo non è permesso a nessuno: ho provato a chiedere personalmente al mio parroco entrambi i sacramenti ma mi è stato esplicitamente risposto che non era consentito.
        Non me la prendo con lui, che rispetta alla lettera le indicazioni ricevute, ma mi dispiace tanto che le abbia ricevute in maniera perentoria.

        Mi rallegro sinceramente che ci siano altre parrocchie che lo concedono e che tu ne possa beneficiare.

        Ciò che mi ha comunque ferito di più in questo lungo periodo di digiuno sacramentale, amplificato dalla clausura stretta e dall’ingente lavoro a distanza, è stato ascoltare omelie e commenti al Vangelo di alcuni sacerdoti, pieni di riferimenti mirati a far sentire in colpa le tante persone che come noi chiedono i sacramenti.
        L’accusa esplicita era sistematicamente quella di essere insensibili alle sofferenze reali e ovviamente ben maggiori delle tante persone che sono morte e delle loro famiglie, dei tanti malati, della povertà dilagante, del trattamento indecoroso di tanti malati che nel mondo non vengono soccorsi adeguatamente….
        A questo si aggiungono i rimproveri sistematici che l’Eucarestia non è un diritto ma un dono, che il nostro desiderio è abitudinario e che va purificato….in sostanza che tutto il nostro desiderio di comunione dovrebbe essere rivolto alla sola carità operosa, perché ora vivere l’Eucarestia coincide col vivere la Carità.

        In sostanza oltre alla privazione si sono aggiunte le “legnate verbali” per il nostro bene, per convincerci che se chiediamo di trovare il modo di partecipare dal vivo alla S.Messa, di confessarsi a distanza di 2 metri, di poter ricevere l’Eucarestia, non solo siamo incosciente e civilmente irresponsabili ma pure cristianamente egoisti e colpevoli per tutto quello che dicevo sopra…

        Da cattolica convinta e rispettosa dei pastori che devono guidare il gregge, tutto questo mi ha fatto proprio tanto male.
        Ovvio che vivere la carità è un imperativo di oggi e di sempre ma questo non esclude l’altro, anzi ha bisogno della forza dei sacramenti per essere una carità vissuta pienamente.

        Grazie Costanza perché in questo deserto, i tuoi articoli e i commenti-dibattito ai quali ho qualche volta partecipato, mi hanno aiutato a non sentirmi una mosca bianca e a trovare la forza per mantenermi rispettosa ma convinta di non star chiedendo niente di cui sentirmi pure in difetto.
        Spero di poterti rincontrare presto dal vivo rispettando tutte le distanze prescritte…

        1. giovi

          Mi ritrovo molto in questo commento di Silvia : anche a me ha fatto molto male che il nostro vescovo abbia trattato da fanatici e poco caritatevoli ( per giunta, in diretta radio nell’unica messa che ha celebrato col popolo ) quelli che chiedevano i sacramenti .

          1. Francesco Paolo Vatti

            Va, però, riconosciuto che non tutti hanno fatto queste richieste con toni pacati e rispettosi. E che anche vescovi e preti sono uomini coi loro difetti e pregi….

            1. giovi

              Certo, Francesco, vescovi e preti sono uomini coi loro pregi e difetti, indubbiamente !
              Però alcune reazioni, come quella del mio vescovo, che nell’unica messa celebrata in mezzo a questo periodo ( cui non si era potuto sottrarre perché nelle Marche era TUTTO aperto) si mette a criticare chi vorrebbe i sacramenti, mi è sembrata proprio grossa.
              Poi, al di là del carattere, non così accomodante , mettere nero su bianco in un documento ufficiale, rivolto al popolo, che la Messa è una cerimonia che è sospesa come sono sospese tutte le altre cerimonie…

      3. Francesca

        Putroppo però in realtà vengono negati…. nella mia città di 30.000 abitanti, 3 parrocchie e un Convento siamo rimasti senza Eucarestia…fuori da una chiesa c’era un foglio con scritto “NO COMUNIONE”… non sai che dolore leggere queste parole…

      4. Maria Cristina

        Pero ti assicuro che a me l’ hanno negata per ben tre volte, nel centro di Milano, accampando come ragione che i superiori di Milano hanno .dato disposizioni in tal senso, Io sinceramente non ho voglia di mettermi a discutere con un sacerdote, mi sembra una cosa brutta, triste, preferisco subire un sopruso. Ma sono ben conscia che e’ un sopruso.

  18. Lumpy

    Io sono amareggiata per le occasioni di conversione perdute. Soprattutto in un paese scristianizzato. In passato le pandemie hanno molto avvicinato l’uomo a Dio, ma non so se questo potrà avvenire ora. Le chiese a volte chiuse e prive della Messa non hanno offerto un abbraccio a chi lo cercava, acqua all’assetato. Sì, c’è stata moltissima attività on-line, ma on-line c’è stata qualsiasi cosa, dai concerti alla ginnastica, quindi la Messa era solo una delle tante “offerte” reperibili on line. Se ci fosse stata la possibilità di andare a Messa fisicamente, con tutte le precauzioni possibili, sarebbe risultato chiaro e forte che la Messa non era una “cosa on line” come tante. E chissà se non ne sarebbero nate nuove conversioni, un nuovo avvicinarsi alla Fede. E invece questa quarantena a me sembra solo aver esacerbato gli animi, resi più egoisti, più intolleranti verso l’altro, più ostili anche all’interno delle stesse famiglie. L’altro giorno mio marito si chiedeva se questa quarantena porterà un riempirsi delle culle: mi piacerebbe, ma a volte mi sembra più probabile che aumenterà le file di fronte agli studi degli avvocati divorzisti, tante sono le tensioni sociali, gli asti reciproci, le insofferenze che si respirano in molte famiglie, fomentate da una terribile e angosciante paura per il futuro. Al contrario le coppie senza figli che vediamo o per telelavoro o nel condominio sono pacificamente indaffarate nel panificare, fare corsi di yoga e lingua straniera on line, prendono il sole in terrazzo ecc e si compiacciono del non avere figli (e dubito fortemente che ne abbiano messo in cantiere uno). Nessuno – né dalla Chiesa né dalla politica, che abbia speso vere parole di sostegno e conforto per le famiglie vere, non quelle della pubblicità. Le famiglie che vivono in pochi mq, quelle dove i soldi si contano ad uno ad uno, dove si condividono stanze, dove non c’è un computer a testa, dove è difficile vivere, dove le persone ciondolano nel proprio astio sognando il momento di poter uscire di nuovo, genitori e figli. Abbiamo una intera generazioni di adolescenti che rischia di uscire da questa quarantena con l’idea ben precisa che la casa è una prigione, che la famiglia è un luogo che sta stretto, dove non ci sono mai soldi abbastanza, dove la vita è misera. La quarantena ci ha mostrato che le case sono troppo piccole, ormai, per una vera vita di famiglia, che gli stipendi sono troppo pochi per mantenere una famiglia (se per seguire le lezioni dobbiamo avere tutti un pc, uno spazio privato in casa e una connessione stabile e costosa allora è evidente che il solo stipendio di papà non basti) e così via. Ne emerge un quadro generale da cui l’adolescente è indotto a dedurre che la famiglia sia perdente, una scelta misera, mentre l’unico stile di vita vincente è quello del single (o della coppia convivente) che vive nel loft di design e prende l’aperitivo su Instagram con gli amici dopo aver fatto una sessione di yoga on line. Il mancato sostegno alle famiglie ci costerà molto caro in futuro. E la Chiesa on line – nel mare magnum dell’on line- ha visto il suo messaggio depotenziarsi. Esempio: quante persone al ritorno dal lavoro, uscite a fare la spesa, tra la stanchezza, la paura e la disperazione, avrebbero potuto trovare casa e conforto nel passare di fronte a una chiesa e assistere (pur con precauzioni) alla Messa magari dopo anni di fede tiepida, financo di lontananza? La stessa persona, scivolata con il mouse su una pagina in cui un sacerdote con la voce resa metallica dalla connessione debole celebra la Messa, chiude la pagina e passa ad un altro sito. Insomma: era una grande opportunità di riportare Cristo tra la gente e non solo (a mio parere) è stata persa, ma all’uomo della strada è stata quasi data l’impressione che siano i cattolici stessi a non crederci più di tanto, visto che battono in ritirata.

  19. Marirosa

    Credo che prima della fine del Ramadan non lasceranno celebrare le messe i battesimi i funerali ecc.buona domenica

  20. giovi

    Va bene, vivo nelle Marche , da noi purtroppo i vescovi sono più realisti del re. Vorrei però ricordare che all’inizio la Messa è stata sospesa con solerzia appena chiuse le scuole, poi , per una domenica, essendoci stata la breve riapertura delle scuole, ci è è stata concessa la partecipazione : ebbene, in cattedrale ( una chiesa enorme, come sono enormi tante chiese, pur in piccole città , e comunque nelle Marche abbiamo un numero di chiese impressionante, in assoluto e soprattutto rispetto al numero dei fedeli ) non ci siamo scambiati il segno della pace, ci siamo disposti naturalmente a distanza, le famiglie nella stessa panca , non ci sono stati assembramenti di sorta, senza bisogno di alcun servizio d’ordine e non si è avuta alcuna notizia di mezzo contagio. Nella nostra regione, ci sono soprattutto piccoli paesi, si sa tutto di tutti , sono finiti sui giornali locali tanti malati con nome e cognome e foto : se ci fosse stato anche solo un caso di contagio in occasione della Messa di quella domenica , in qualsiasi chiesa, da Pesaro ad Ascoli Piceno, si sarebbe saputo di sicuro !
    Purtroppo, se un vescovo ritiene che la Messa sia una cerimonia come tante altre cui il popolo ha dovuto rinunciare, siamo in una situazione molto triste : chi prova, rispettosamente, a dire qualcosa, viene aspramente redarguito.
    Ma io credo che questa vicenda ha svelato cosa c’è nel core di molti: in positivo e in negativo: che rimanga un piccolo gregge, che ci siano pastori che non l’abbandonino.

  21. Mi trovo totalmente in accordo. Se c’è da rischiare, rischio per ciò che vale la pena. Voglio la Messa e l’Eucaristia. I primi cristiani non avevano paura dei leoni pur di confessare la loro fede. Non sarà che ci manca la fede? Che siamo diventati talmente tiepidi per qui lo stesso Signore ci vomita? Preghiamo per i nostri pastori che siano santi ne abbiamo veramente bisogno!

  22. Luca Del Pozzo

    Non dico nè voglio pensare che la Cei, in questa vicenda delle messe, abbia un altro interesse che non sia quello di tornare il prima possibile alle celebrazioni con il popolo. Ma se così è, cosa impedisce di ripartire fin da subito? Come può la Cei dirsi soddisfatta per aver condiviso con il governo “le linee di un accordo” che forse si concretizzerà entro fine mese, quando nel frattempo è stato varato un calendario che fissa il giorno preciso per la riapertura/ripartenza di tante altre attività? Perchè per le messe dovrebbe essere diverso? Oggi è il 3 maggio, da qui all’Ascensione (nella migliore delle ipotesi) ci stanno altri 21 giorni senza contare la settimana appena trascorsa: 21 giorni per fare cosa? Per discutere di cosa? Per trovare quale mirabolante soluzione? Poi certo, se qualche genio s’inventa robe tipo (e non è uno scherzo, la notizia la riportava la Stampa di giovedì scorso) la self-comunione tramite ostia take away, con le ostie precedentemente consacrate e infilate in sacchettini di plastica che verrebbero impilati e messi a disposizione dei fedeli da qualche parte nelle chiese, per evitare anche il minimo contatto tra sacerdote e fedeli all’atto della comunione, allora è chiaro che ci vorrà molto di più di 3 settimane (per tacere del non banale dettaglio che un così massiccio utilizzo di sacchetti di plastica porrebbe, immagino, un qualche problema di natura ambientale, e Dio solo sa quanto la Chiesa sia attenta alla salvaguardia dell’ambiente…). Ma il punto è proprio questo: non c’è alcuna ragione, nè sanitaria nè di altra natura, che giustifichi tutto questo interloquire, tutto questo dialogare, tutta questa collaborazione; tanto più per sbrigliare una situazione che si risolverebbe facilmente in un’ora neanche. Tra l’altro, è stato chiaro fin da subito e i fatti fecenti l’hanno confermato, che dall’altra parte le priorità sono altre, e che le messe e in generale il culto vengono considerate figlie di un dio minore, robe di serie b. Basta leggere l’intervista rilasciata qualche giorno fa al Fatto Quotidiano da Gianni Rezza, il direttore malattie infetive dell’ISS. Alla domanda: “perchè le scuole e le funzioni religiose sono più pericolose delle industrie?”, ecco cosa ha risposto Rezza: “Il Paese non regge senza attività produttive” (della serie: senza quelle religiose invece sì, ndr). “E nelle attività industriali si possono adottare misure precise di distanziamento e protezione individuale” (perchè in quelle religiose no?, ndr). “Sulle funzioni religiose, come per i cinema e i teatri” (notare l’equiparazione, ndr) “c’è la volontà di aprire” (grazie, molto gentile, ndr) “ma bisogna farlo gradualmente verificando, nel frattempo, la situazione epidemiologica” (certo, e mi raccomando occhio alla Sardegna, quint’ultima per numero di contagi, ndr). Fin troppo chiaro, direi. E nonostante questo, la Cei vuole continuare a interloquire e a dialogare “costruttivamente”, ci siamo persi qualcosa? E per che cosa è stato firmato il Concordato del 1985 se poi la chiesa per prima non lo applica come dovrebbe? Caso mai ce lo fossimo dimenticati, quel Concordato si ispira al principio “libera Chiesa E libero Stato”, cosa ben diversa dal cavouriano “libera Chiesa IN libero Stato”, che riconosce alla prima la stessa libertà che può avere un uccellino dentro una gabbia. Anche per questo si resta sconcertati di fronte ad una Chiesa che non solo non decide in maniera autonoma come potrebbe e dovrebbe (tanto più alla luce delle scene che si sono viste in occasione del 25 aprile) ma quel che è più grave dà l’impressione di non sapere che pesci pigliare con continui cambi di rotta (e basta riavvolgere il nastro di queste ultime settimane per averne conferma). C’è quindi ben poco di cui essere soddisfatti per quelle “linee di un accordo” che dice tutto e niente; di sicuro, not in my name. Chiudo con un sommesso suggerimento: se proprio non volete ripartire fin da subito con le messe coram populo, fatelo almeno domenica 17 maggio. Sarebbe un bel gesto per onorare la memoria di S. Giovanni Paolo II (il cui centario della nascita cade il 18 maggio), che tanto si battè per la libertà religiosa. E ricordatevi, cari pastori, che il terzo comandamento dice di santificare, non sanificare, le feste.

    1. Valeria Maria Monica

      Non voglio neanche lontanamente pensare a un mondo in cui il Corpo di Cristo dovesse essere profanato in questo modo degradante, cellophane!!!
      Altro che preoccuparsi per l’ambiente!!!
      Se dovessimo accettare di farci imporre condizioni così degradanti per ricevere l’Eucarestia, vorrà proprio dire che abbiamo smesso da un pezzo di essere come cristiani.
      Oltre tutto, sono precauzioni ridicole e infondate anche da un punto di vista igienico sanitario.

      1. Francesco Paolo Vatti

        Valeria Maria Monica, sono, però, cose purtroppo già vite: i miei mi raccontavano di macchinette distributrici nei primi anni ’60.
        Sarà volgare il paragono, ma il prosciutto me lo tagliano davanti agli occhi e me lo danno. Non vedo perché dovrebbero fare diverso con la Comunione! Al limite, il prete si metta la mascherina per la Consacrazione. O, se possibile, si allontani dall’altare mentre la pronuncia.

  23. Gian Piero

    “ La mia coscienza di uomo, di cattolico, di sacerdote e di cittadino italiano mi impone quindi di prendere la seguente decisione: questa è l’ultima volta che celebro la Santa Messa in diretta televisiva, perché non voglio diventare complice di un modo di fare assurdo e mortificante. Altri decideranno in modo diverso, ma io non posso, non debbo e non voglio fare altrimenti, perché io voglio vivere e non ridurmi a sopravvivere, voglio essere testimone responsabile di Cristo risorto, l’unico che ci libera dal terrore del male e della morte..

    Santa Maria, allietata dal tuo Divin Figlio appena risorto dai morti all’alba della Pasqua, intercedi per noi e ottienici dal Signore glorioso la liberazione dalla pandemia e il coraggio di professare la nostra fede sempre e in ogni luogo e circostanza (sicura o pericolosa) e soprattutto ottienici la libertà dalla tirannia del potere mondano e dal ridurci a sopravvivere, prigionieri e paralizzati dalla paura della morte.

    Sia lodato Gesù Cristo!

    Chiesa Cattedrale di Arezzo, 3 maggio 2020
    .
    Presbitero Mons. Giovanni Zanchi

    1. Io non mi sento per nulla “paralizzato dalla paura della morte” e credo ci siano tanti modi per testimoniare Cristo Risorto.

      Per un sacerdote non è certamente solamente celebrare l’Eucarestia (in streaming o de visu) che è un Servizio, lo sono molto più le scelte (questa non saprei dire se è buona testimonianza, al di là della presa di posizione che può piacere a tanti) e la santità di vita.

      1. Marina Umbra

        Io non ho sottoscritto petizioni per l apertura ai fedeli della Messa. L ho vissuta come una penitenza però.. Però…
        1) le posizioni della CEI sono da politici
        2) mai e poi mai faro la Comunione in modo non degno.. Meglio non averla che degradarLa. Sto riflettendo alla Comunione in mano che può dar luogo a molti ABUSI. Non vorrei che la “soluzione” sia peggiore del problema.

      2. Maria Cristina

        Allora Bariom visto che tu hai o credi di avere gia’ la “santita’di vita” o di poterla raggiungere con le tue forze , senza i sacramenti, puoi fare meno della Messa, noi che siamo invece indegni peccatori abbiamo bisogno della Messa. Signore NON SONO DEGNO che entri sotto il mio tetto ma di soltanto una parola e la mia anima sara’ salvata.

        1. “…la bocca parla dalla pienezza del cuore.” (anche se qui le parola è scritta e non pronunziata).

          Quindi ti lascio alla tristezza del tuo cuore, da cui escono gratuiti giudizi che distorcono anche le parole altrui e vorrebbero indagare su ciò che non puoi conoscere.
          Mi auguro sia solo servizio rivolto a me che ti sono particolarmente simpatico, ma la tristezza è che il patire di questo digiuno eucaristico, in alcuni aumenta gratuito livore, invece della comunione in una situazione che ci vede tutti peccatori e decisamente bisognosi.

          Ciò non di meno non ritiro ciò che ho detto in risposta a quanto riportato da Gian Piero, che non è giudizio su quel sacerdote, ma considerazione generale su un pensiero e relativo atteggiamento.

          Io non mi sento paralizzato dalla morte, e lo testimonio per grazia di Dio, perché Cristo è risorto anche in questa “anomala” Pasqua.

          “Il Signore è il mio pastore:
          non manco di nulla.”

          Oggi abbiamo proclamato… è vero o non è vero? Mancandomi l’Eucaristica (grandissima sofferenza) non perché me ne sono allontanato, queste parole non sono più vere?
          Il Vangelo di oggi parla solo di Eucaristia o dell’Amore di Cristo a noi rivolto, se io precipitassi su un’isola deserta o meglio ancora abitata da pagani, non potrei più dirmi guidato da questa certezza perché l’Eucaristia mi sarebbe negata?

          Ora ci sono due modi di leggere la cosa:

          A) ecco la dimostrazione che NON dai importanza alla Santissima Eucaristia, che pensi di vivere senza i Sacramenti, sulle tue forze ecc. ecc. (mi pare di averla già sentita).

          B) nulla può separarci dall’Amore di Dio e questo sostiene la nostra vita, ci impedisce la disperazione, l’abbattimento, il peccato di mormorazione e gli altri (pur restando consapevolmente quotidianamente peccatori) anche laddove TUTTO il resto ci fosse precluso… vuoi sapere da quanto mia madre inchiodata in un letto non può fare l’Eucaristia pur volendo (non può neppure deglutire nulla), eppure, eppure appena inizi una preghiera un salmo, lei “parte” e non si ferma e recita lodi a memoria.
          Una Domenica mi ha detto: “io sono fortunata…” “Perché mamma sei fortunata?” ” Perché riposo sul petto di Dio…”

          Debbo aggiungere altro? Chi vuol capire capisca…

          Io sono un po’ stufo di leggere in questo Tempo che dovrebbe contrassegnare la Gioia della Resurrezione, alti lai, piagnistei, accuse, mormorazioni, critiche e giudizi (fossero solo lamentazioni di sofferenza potrei anche capirlo) che fanno pensare ad un Popolo che sente di avere un piede nella fossa (fosse anche spirituale) più che un Dio VIVO!

          Ma se lo dici, il blasfemo sei tu, quello che si considera meglio degli altri, l’idiota che fa spallucce a dice “che vuoi che sia…”.

          Tanto non una delle nostre mormorazioni, cambierà la Storia, cambierà ciò che Dio sta permettendo (mi pare in pochi si domandino che ci vuol dire il Signore, piuttosto che domandarsi con gran agitazione “che possiamo fare!”).

          Buon resto di Domenica
          Passo a cose più utili, che siccome sono anche suscettibile, non mi voglio rovinare il resto della giornata.

          1. giovi

            Bariom, ho già detto che non ti capisco, lo ripeto : qui sei forse uno dei pochissimi che ha fatto qualcosa, concretamente, dando la propria disponibilità al tuo vescovo ( che , certo, ci tiene pure lui ) per vedere come riaprire le chiese. Perché sembri non voler vedere la sofferenza causata da questa situazione? E dire che Costanza l’ha spiegato benissimo più volte ! Certo, ci sarà pure qualcuno sopra le righe, posso esserlo stata anche io sopra le righe , ma per la maggior parte si stratta di critichi e giudizi su una materia piuttosto fondata : la considerazione della partecipazione ai sacramenti come poco importante , a partire dai nostri poveri governati , a finire con moltissimi nostri poveri vescovi !
            O anche nell’ordine inverso , direi !
            Tu hai fatto la tua parte, perché metterti con chi pensa che i sacramenti siano meno importanti di sport e musei, più o meno al livello di una partita di cricket ?
            Onestamente, non credo proprio che ci sia mancanza di fede nella maggior parte di noi: questa mi sembra un’accusa, perché è un’accusa da parte tua, del tutto ingiusta.
            Poi, il carattere è carattere : molti qui , a partire da me e te, non hanno proprio un carattere accomodante, proprio perché cristiani, proprio perché cattolici.
            Vado a memoria, ma un testimone affidabile come Enzo Piccinini racconta che don Giussani preferiva che i suoi litigassero, tra loro e col mondo, non ci vedeva niente di male, piuttosto che essere tiepidi.E don Giussani è sempre stato obbediente alla Chiesa, ma non ci ha mai chiesto di rinunciare a giudicare le circostanze.
            ( per la citazione a memoria, mi riservo, se qualcuno è interessato, di riportare la fonte : ora la cena chiama a gran voce di essere messa in tavola !)

            1. Scusa Giovi, dove avrei detto che c’è mancanza di fede in qualcuno?
              Semmai mi pare di essere stato accusatio di questo e in generale lo è chi invita alla prudenza, (che volendo può essere virtù…).

              Comunque guarda, lasciamo qui, evidentemente non mi rendo comprensiblie o non è accettabile per alcuni ciò che dico, non è un problema, non ho la pretesa di cambiare nulla.

              Buona serata.

              1. giovi

                “fanno pensare ad un Popolo che sente di avere un piede nella fossa (fosse anche spirituale) più che un Dio VIVO!”
                Per me dire questa cosa che hai detto tu , è dire che alle persone cui è rivolta questa considerazione non hanno ( abbastanza ) fede !
                Perché io avrei fede in un Dio VIVO, anche se vedo la privazione della messa come un’ingiustizia , dato che il governo non ci priva di sport e dentista !
                Bariom , non ci vuole un grande sforzo interpretativo !
                Ripeto, tu sei proprio l’ultimo qui, che pensavo si sarebbe messo lancia in resta contro chi vuole partecipare ai sacramenti, come va a fare la spesa e una passeggiata nel parco !
                Ehi, è un apprezzamento !
                Buona serata !

                1. “fanno pensare” e per te vuol dire, e del tutto soggettivo nonché pensiero tuo.

                  A cosa sarei contro ti sfugge (ma come detto, mea culpa).

                  Ti saluto.

      3. Roberto C

        Io temo questo virus perché uccide le persone privandole della vicinanza degli affetti nell’ora estrema. Vi pare cosa di poco conto? Ebbene sì: temo Dio così come temo questo virus estremamente esiziale (28.800 morti su 100.000 contagiati), e non comprendo tutto questo fervore in favore di un “rito” che, seppur rilevante per la vita del credente, rimane tale.
        Costanza Miriano, per molti stoicamente e per alcuni stolidamente, dice a chiare lettere che la partecipazione al rito eucaristico val ben il rischio di morte: io non sono dello stesso avviso, perché il Dio vivente pretende da tutti noi che ci amiamo come lui ci ha amati, e questo preclude percio’ qualsiasi atto temerario che possa mettere a repentaglio la vita del fratello: partecipare ad un rito collettivo laddove si presenta un’elevato rischio di contagio, credo che significhi mancare di rispetto al comando di Dio.

        1. giovi

          Roberto C, ma che dici ? Costanza ha detto, e ridetto , e ridetto mille volte, che andare a Messa non è più pericoloso che andare a fare la spesa o nei musei o nelle decine di posti dove si può andare , ovviamente con le stesse precauzioni !

          Questo virus dà alla testa di tante persone : questo mi preoccupa tantissimo !
          La salute mentale della gente va salvaguardata, ci sono persone fragili : anche in questo il governo è inadempiente !

          1. Roberto C

            Eppure il messaggio che manda Costanza M. e’ quello che ho riferito: se per Enrico IV, Parigi val ben una messa, pure il Covid-19, per la Miriano, val una bella messa.
            Signora Giovi, glielo potrebbe chiedere direttamente…😁

            1. giovi

              Roberto C, ma che devo chiedere a Costanza, dopo mille post in tema?
              E, nel mio piccolo, ti ho anche ripetuto , molto sintesi, qualche concetto basilare.
              Prova a leggere qualcosina, non andare per la tua strada, per poi sparare scemenze a raffica , che il terrore ti offusca la lucidità !

  24. Toti Alberto

    D’accordo sulla sostanza meno sulla forma . Il virus é caino,quando colpisce può uccidere e non esiste protezione sicura se non la tuta (scafandro per indenerci), molti medici anche esperti di malattie infettive di sono contagiati e purtroppo alcuni sono morti e vi assicuro sapevano come proteggersi. Quindi facciamo tutto ma con estrema attenzione, é meglio non ammalarsi!! Alberto

    1. giovi

      Toti Alberto, stai altrettanto attento a non ammalarti quando vai a fare la spesa, magari in negozietti minuscoli con commerciante grondante sudore da mascherina lercia, a prendere le medicine in farmacia, e le farmacie sono frequentate da persone che non stanno benissimo, quando fai la fila gomito a gomito dal giornalaio, a comprare un libro in libreria, o le sigarette dal tabaccaio, quaderni e penne in cartoleria, vestiti per bambini nei negozi che li vendono, attenzione quando vai in posta, negli uffici, in banca ,al lavoro in fabbrica, quando accetti le consegne di pranzi e cene a domicilio o quando vai a prelevare una pizza in pizzeria !
      Io sto facendo tutte queste cose , i pasti a domicilio per aiutare gente che sta andando a gambe all’aria, giusto non sono andata dal tabaccaio e al lavoro in fabbrica, ma ho sempre lavorato fuori casa: come sono stata attenta in tutte queste attività, altrettanto credo di poter essere attenta in chiesa.
      p.s. : i medici e gli infermieri che sono morti , purtroppo non sapevano affatto come proteggersi ( all’inizio , in tutto il paese, le visite domiciliari sono state fatte senza nessun presidio in quanto non c’erano informazioni e nemmeno c’erano a disposizione i presidi minimi per proteggersi. In ospedale, non facendosi i tamponi, venivano ricoverate persone infette in reparti di medicina generale, in cui, pure, medici e infermieri erano sprovvisti di protezione. Parliamo di poche settimane fa : è tutto documentatissimo. Quando la situazione si è chiarita, non ci sono stati più medici e infermieri che si sono ammalati, a quanto si legge sui giornali.

  25. Carla Nassivera

    Concordo su tutto, brava perché esprimi il pensiero di tantissimi cattolici!
    Mi chiedo: una Cei è superiore alle decisioni di un vescovo? Il Concordato non stabilisce indipendenza tra Stato e Chiesa? E quindi il governo poteva vietare le Messe?
    Grazie, anche a nome di mio marito Giuseppe. Un grande abbraccio e unità di preghiera! Carla

  26. lumpy

    avevo scritto un commento, prima, ma credo di essermi sbagliata e deve essere finito sotto un altro come se fosse una risposta ad un utente preciso, cosa che non era mia intenzione e mi scuso. Ribadisco comunque un punto importante: le chiese aperte con Messa cum populo servono anche a dimostrare che la chiesa c’è, che il Cristianesimo è un messaggio vivo e attivo. Le chiese sono state costruite alte, grandi e massicce in modo da elevarsi verso il cielo, ma anche perché tutti le vedessero, non credenti compresi. Che tutti, atei compresi, potessero ben vedere, anche da lontano, anche involontariamente, quel luogo. Le Messe on line, spesso stentate, spesso con regie discutibili, spesso con scivoloni involontari che hanno reso virali le papere, soprattutto tra gli adolescenti (il povero sacerdote che ha attivato i filtri di Instagram ed ha celebrato Messa con tutta una serie di buffi effetti, il sacerdote che ha chiamato “conad” il covid, quello a cui la telecamera è caduta e ha celebrato tutta la messa al testa in giù). Il tutto mentre i professionisti della comunicazione digitale (influencer, cantanti ecc) producevano contenuti raffinatissimi e di accurata regia, mentre la Chiesa ancora una volta scimmiottava il mondo, con esiti abbastanza tragicomici e desacralizzanti. Nessuno si permette (ancora) di entrare in una chiesa nel bel mezzo della celebrazione per mettere al sacerdote un naso da clown, come invece è avvenuto nel digitale. Insomma: l’on-line ha distrutto il senso del sacro e non ha attirato minimamente tutte quelle persone che -pur essendo lontani dalla fede- in questo momento cercavano una risposta. E questo non è avvenuto anche solo per motivi scioccamente tecnici: i sacerdoti spesso trasmettevano su link conosciuti solo dai parrocchiani, cosa ben diversa da una Messa reale: quanta gente si è convertita entrando in chiesa e ascoltando una parola di fede? E in questo momento, in cui molte persone erano alla ricerca di una parola di speranza, le chiese erano vuote. insomma: poteva essere una straordinaria occasione per portare Cristo a tante persone. Invece, con le chiese spesso chiuse e le Messe cancellate, dubito che un non credente tormentato e spaventato dal virus alla ricerca del Senso, lo abbia trovato in una chiesa, anche in quelle aperte. Ma mi rendo bene conto che, di questi tempi, la parola proselitismo non piaccia e non interessi più a nessuno, quindi non dobbiamo lamentarci se poi al governo e nei comitati si considera la Messa alla stregua di una partita di cricket (neppure di calcio, quello no, non è importante). Altra cosa: molte scuole si sono organizzate per la teledidattica. E l’insegnamento della religione cattolica? Pochissimi si sono attrezzati e i pochi che lo hanno fatto, hanno visto collegarsi pochissimi studenti, spesso nessuno (!). E – se a fronte di tanto disinteresse, palese e documentato- a qualche ministro non venisse in mente di cancellare l’insegnamento della religione cattolica tout court?. E il Catechismo? in quante parrocchie è continuato? O meglio, in quante parrocchie i genitori si sono interessati del Catechismo anche quando è risultato chiaro che le Prime Comunioni sarebbero state cancellate o comunque la festa al ristorante sarebbe saltata?

  27. Maurizio

    Sta di fatto che, se da domani 4 maggio per chiedere la Comunione o per una confessione ci si volesse recare nella chiesa di una parrocchia distante dalla propria abitazione (ed è il mio caso, sono 5 km di distanza, io frequento il Vetus Ordo e fino a tutto febbraio ho assistito alle relative Messe con quella liturgia), l’unico escamotage per non prendere la multa sarebbe – se fermati per controlli – di autocertificare che si sta facendo attività motoria all’aperto in forma individuale, con distanziamento sociale lungo il percorso dell’attività motoria stessa.
    Infatti, quest’ultima forma di “movimento” è stata graziosamente concessa a partire da domani, senza restrizioni di distanza, se non quella del muoversi nell’ambito della provincia (Roma, nel mio caso). Mentre, se si dicesse la verità, si verrebbe multati, essendoci una quantità di chiese in prossimità della propria abitazione e, dunque, uno spostamento ai 200 metri per quel motivo non verrebbe giustificato …
    Sigh!

  28. PaulBratter

    Otre due mesi senza messa, il popolo senza Eucarestia il triduo pasquale e la Santa Pasqua con le chiese vuote, funerali non celebrati, confessioni non fatte. Di questa situazione pensate sia più contento Cristo o satana? La risposta a questa domanda dovrebbe chiudere ogni discussione.

    1. Filippo Maria

      Oltre due mesi di polemiche, di cristiani (cattolici adulti) che credono di avere più fede dei pastori, che con il pretesto un amore spassionato per l’Eucaristia si riempiono la bocca (e il web) di giudizi, critiche millanterie e veleni (quando si tornerà a celebrare pubblicamente come farete a conciliare l’amore per l’Eucaristia con tutto questo?).
      Di questa situazione pensate sia più contento Cristo o satana? La risposta a questa domanda dovrebbe chiudere ogni discussione.

      1. PaulBratter

        forse ci sono cristiani che credono di avere più fede dei pastori e, guada un po’, potrebbe anche essere, ma vedo anche tanti pastori che credono di essere più buoni, saggi e misericordiosi di Gesù e questo invece non può essere.

        1. Filippo Maria

          Beh, quanto meno spero che Gesù sia più misericordioso di certi commentatori di questo blog (e non mi riferisco a te PaulBratter)

          1. giovi

            Sembrerebbe un’autocritica, Filippo Maria, a legger il tuo sprezzante commento poco sopra !
            Ma non avevi chiuso definitivamente la questione con le tue parole illuminate ?

            Sta gente che picchia duro a destra e a manca con la scusa della misericordia non si sopporta più !

            Viva i cattivi, che hanno bisogno di Gesù per diventare buoni !

  29. Ciao Costanza. Premetto che concordo con te in tutto ciò che hai scritto e che rappresenti per me una fenomenale “influencer” in positivo (senza scopo di lucro, al di là della definizione esatta del termine), intendiamoci ! Mi sento chiamata in causa perchè è proprio dalla mia terra che, sia per aver avuto in sorte di non essere gravemente colpita dalla pandemia, sia per aver avuto in questo momento storico un Presidente di Regione (che avrebbe consentito da domani il via libera alle messe, salvo l’alt dei vescovi locali) aperto e coraggioso, pronto evidentemente a schierarsi dinanzi ai più, fedeli e politici, secondo me, in maggior numero disinteressati alla questione, pavidi e indecisi, con queste possibilità, si sarebbe dovuta elevare un’aspirazione ardente e concreta da parte dei Vescovi sardi, per la ripresa delle messe. Ciò dinanzi alla imminente riapertura della stragrande maggioranza di tutte le attività, incluse a brevissimo, di parrucchieri, estetisti, negozianti e quant’altri, il tutto reso possibile dall’osservazione di tutte le norme precauzionali del caso e, se Dio vuole, dalla continuità della condotta responsabile dei miei conterranei.
    Sono sdegnata! Anche perchè nè durante i giorni feriali nè durante quelli festivi, con tutte le celebrazioni totali che vengono espletate nelle nostre numerose parrocchie, a ore diverse, si pone il problema dell’assembramento. E’ proprio in questo e nell’appena trascorso periodo di confusione e di smarrimento generale, che sarebbe stato necessario rimanere uniti a Dio, attraverso la frequentazione costante del sacramento dell’Eucaristia, per trarne forza e nutrimento, per camminare nella luce senza rimanere confusi dall’incertezza generale, per non andare alla deriva e soprattutto per alimentare la fede perchè non vada distrutta.
    A fronte di tanti sacerdoti che hanno offerto il loro massimo sacrificio in questo tempo, a favore dei fratelli bisognosi, è vero è che , anche se avessi potuto ricevere la Comunione in privato, dalle mie parti, il coraggio da parte di qualche sacerdote, non è stato tangibile, perchè, a causa della paura del contagio, si èpreferito sparire dentro le comode abitazioni e dichiarato, di non essere disponibili (soprattutto per me che sono un medico in servizio). L’ho percepito chiaramente e non ho insistito.
    D’altronde un cristiano cattolico praticante, senza trascurare tutte le regole volte ad evitare di contagiarsi e di infettare, umanamente possibili, deve farsi forte dell’esortazione della Madonna, che ci accompagna con i suoi messaggi, che ci invita a non avere paura. E’ possibile che sia questo il periodo della svolta della storia dell’umanità, in cui è necessario cambiare rotta, capire i fatti alla luce della fede. E come fare a non interpretarli sotto la giusta ottica senza la preghiera comunitaria? Senza i Sacramenti che ci aiutano a comprendere, ad avere fede e a trarne la forza per non disperare dinanzi a queste calamità? Per non andare alla deriva? Come fare soprattutto ad essere noi luce per gli altri senza l’Eucaristia nostro nutrimento?
    Nonostante abbia fiducia nelle capacità dell’uomo illuminato e retto di cuore, nella scienza, nella medicina, a cui molto sfugge, non credo si potrà tornare alla vita di prima senza l’aiuto di Dio.

  30. “In questo tempo, nel quale si incomincia ad avere disposizioni per uscire dalla quarantena, preghiamo il Signore perché dia al suo popolo, a tutti noi, la grazia della prudenza e della obbedienza alle disposizioni, perché la pandemia non torni.” — Papa Francesco 28/04

    “Obbedire è meglio del sacrificio. Stare con gratitudine nella realtà in cui Dio ci ha messi, senza acconsentire alle fantasie, ai pensieri stupidi che ci suggeriscono che sarebbe stato meglio se, che la nostra vita sarebbe più facile se, che avremmo meritato qualcosa di diverso, che avremmo fatto meglio se fossimo stati messi in condizione di. Non è essere stoici, neppure pelagiani, è avere la certezza di essere figli amati da un Padre che ci dà tutto quello che ci serve per essere santi, che è la nostra felicità. Questo mondo è giusto per noi, questa Chiesa va bene così: noi dobbiamo diventare santi in queste precise condizioni, con questa moglie e questi figli e questo lavoro e questa famiglia di origine, in questo mondo assurdo. E se non ci diventiamo non è colpa delle condizioni, della mia storia familiare, del fatto che non ho una comunità, che ce l’ho è ma sbagliata. E’ solo perché non preghiamo abbastanza per avere lo Spirito Santo, che ci faccia santi. E’ solo perché non facciamo una testa così a Dio perché ci renda santi” — Costanza Miriano 22/01

    Numero dei decessi per fascie d’età (fig.2): https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/bollettino/Report-COVID-2019_29_aprile.pdf

    Dati INSTAT 2017: partecipazione alla Santa Messa il 40% degli over 60.

    Domanda mi rendo conto sciocca, ma che sgombra il campo da facili emotività: “Siete disposti, in caso di contagio, a non farvi ricoverare, rimanendo a casa, senza mettere a repentaglio la vita di medici, infermieri, sacerdoti?”.

    Peraltro, dalle ultime notizie, salvo peggioramento contagi fase 2, tra tre settimane riavremo le Sante Messe, in alcune regioni probabilmente prima.

    1. giovi

      Alanoford, io sono disposta! Tu sei disposto ? Spero saranno disposti tutti quelli che mangiano, che vanno in tabaccheria o dal giornalaio o in farmacia , fino a oggi. E tutti quelli che andranno a lavorare, sui mezzi, a fare sport, a trovare parenti da domani.Ah, nella mia regione è quasi certo, da notizie di stampa, che il 14 maggio riapriranno parrucchieri ed estetiste ! Io ne sono stra-felice 🙂 , ma magari la Messa la ritengo giusto un pelino più importante trucco e parrucco, al contrario di quello che pensa il mio vescovo !
      Dai, butta giù il modulo e firma per non farti curare anche tu !
      ( bravo, delle frasi di Costanza che hai postato, hai capito proprio tutto, ma tutto: che poi il chiedere la messa per un cattolico sia una fantasia o un pensiero stupido è così ridicolo , che nemmeno si può commentare )

  31. quando sono stato in missione in Africa , nella Guinea , e vicino avevamo un lebbrosario, alle 7 di tutti i giorni si partecipava alla Santa Messa ed al momento della comunione il sacerdote lasciava il calice pieno di ostie sull’altare ed ognuno di noi si accostava e prendeva l’ostia per se ! Una sensazione mai provata ! si potrebbe fare così anche nelle nostre chiese , per ora ! Questo per dire che basta volerlo e le cose si fanno ! Ho suggerito, ma ho trovato opposizione proprio nei diretti interessati ! Costanza , grazie per quello che posti e non devi sentirti in angoscia per quello che puoi provocare ! Ogni tanto anche le sentinelle devono far rumore per svegliare il popolo dormiente! !!!!

  32. Adriano

    Non solo non è cattolico (vedi quanto dichiarato dal Card. Sarah) ma senza senso.
    Prendendo ognuno l’ostia dalla pisside si rischia di toccare le altre e quindi….
    Invece di essere maneggiate da una sola mano, quella del sacerdote, sarebbero alla portata di tutti.
    Grazie Costanza, siamo con te!

  33. Giovanni Boni

    Secondo me Vi potrebbe interessare, perché dice due o tre cose che non sono state dette, l’intervista di Lorenzo Bertocchi a mia sorella la canonista Geraldina Boni su LA VERITA’ dello scorso 29 aprile, pag 6. Con Voi
    Giovanni Boni

  34. Nicola.S

    La vita è una lotta tra il bene ed il male. Le guerre sono il male che si scatena. Perché, per far fronte a quella che è poco più di una influenza, si è deciso di chiudere tutto? Reazione sproporzionata ed inspiegabile se non alla luce di quella lotta di cui dicevamo. Qual’è la finalità ultima di tutto ciò che sta accadendo? La sospensione delle Messe! Il diavolo disse a Dio: vuoi vedere che i tuoi fedeli sono così tiepidi ed insipidi che basterà mettergli un po’ di paura perché, dopo due millenni, smettano di distribuire e ricevere il tuo corpo senza protestare ne lamentarsi? Certo occorreva che a capo dei fedeli ci fosse qualcuno debole ed insipido. Qualche anno fa non sarebbe stato possibile.
    Personalmente avevo scommesso con un amico prete che le Messe sarebbero rimaste per ultime… la conferma non mi ha sorpreso per nulla. É un ulteriore avvicinarci ai giorni ultimi descritti da San Giovanni.

  35. Grazie Costanza, posso dirti che sono veramente stanca di questa situazione, penso come tutti…..
    Mi da l’impressione che la nostra libertà sia in pericolo…in tutti sensi, sia chiesa… sia
    la nostra vita quotidiana, …tutto è compromesso.

    Grazie.

  36. Riccardo Raule

    Grazie Costanza!
    E ci tengo a ribadire che la S. Messa mi manca molto, perchè guardare la celebrazione in tv non significa nulla.
    Perchè i pastori non approfittano di questa situazione per spiegare bene che cosa è un sacramento e in particolare l’eucarestia?
    Guardare la consacrazione non significa partecipare alla S. Messa e alla Consacrazione.
    In proposito è uscito da poco un documento (purtroppo solo in inglese e in spagnolo) della Commissione Teologica Internazionale sulla reciprocità tra fede e sacramenti. E questo documento a fine dello scorso anno ha ricevuto anche l’approvazione del papa.
    I sacramenti sono per loro natura “dialogici” cioè a mio parere richiedono la presenza fisica del credente. Perchè il Signore è sempre vicino a noi e ci tende la mano, ma noi quella mano dobbiamo prenderla, dobbiamo accettarla e ciò in particolare nell’Eucarestia, nel Battesimo, nella Cresima, nel Matrimonio (sacramenti presi in considerazione dal documento).
    La nostra testimonianza deve essere più ferma, chi parla con il governo deve essere più convincente.
    Sono con D’Ercole, Camisasca e altri.
    Riccardo Raule

  37. Francesco

    Mi dà molto fastidio sentire questo. Sicuramente lei sa scrivere molto bene ciò non toglie che il pensiero di ostinazione rimane. I morti da coronavirus pian piano stanno arrivando a 30000 e perché allora rischiare e non essere più cauti? Capisco le precauzioni ma aspettare qualche giorno in più non penso sia così drammatico. Se anche il Papa si è esposto dicendo che bisogna essere cauti. Lei cosa ne pensa? O rientra anche lei tra quelli che gli vanno contro? E poi le chiedo. Ha la certezza assoluta che quello che scrive sia veramente la volontà di Dio e non frutto di una esasperata ricerca di un desidero interiore. Le ricordo anche che Gesù nella notte della Passione non ha fatto nulla per opporsi;e poteva farlo benissimo. Con questo la saluto e le auguro una buona giornata.

  38. Silvia

    Non se questo può essere sempre in tema ma, oltre al dolore di cui ho scritto qui in un precedente commento rispondendo alla cara Costanza, volevo aggiungere il link a questo articolo di Aldo Maria Valli che ho appena letto.

    Se riesco a dare comunque un valore alle S.Messe e atti di Affidamento e supplica diffusi in DIRETTA streaming o TV, il fatto che possano essere pure registrati e spacciati per dirette 🤥mi addolora di più.
    Spero non sia vero.
    Se sono differite almeno avvertiteci!

    https://www.aldomariavalli.it/2020/05/03/il-1-maggio-non-ce-stato-alcun-affidamento-a-maria-latto-e-avvenuto-il-27-aprile-ed-e-stato-registrato/amp/

  39. Alessandro

    OT ma in realtà no, tutt’altro.

    Non sia mai che il governo faccia sapere (anche alla CEI) quello che i medici impegnati sul campo ormai dicono da settimane.

    Il Covid-19 si cura efficacemente e prevalentemente A DOMICILIO con IDROSSICLOROCHINA ed EPARINA a basso peso molecolare (farmaci che costano due soldi), sotto controllo medico:

    https://costanzamiriano.com/2020/04/21/norme-e-buon-senso/#comment-147783

    Bisogna attendere il miracoloso vaccino (che affari si fanno, con idrossiclorochina ed eparina, farmaci noti e stranoti, usati e strausati da tempo?), l’ha ordinato a Conte il “magnate e filantropo” Bill Gates:

    https://www.ilsole24ore.com/art/vaccino-anti-covid-italia-prima-fila-130-milioni-telefonata-conte-gates-ADPia2N?refresh_ce=1

    Ovviamente, se chiedete all’Aifa dirà che sì, gli studi al riguardo sono avviati (e ci mancherebbe, dinnanzi a successi così lampanti e ormai indiscutibili), ma il percorso per giungere a un protocollo validato è lungo, ci vuole la debita sperimentazione condotta a regola d’arte ecc. (campa cavallo, scommetto che arriverà prima il miracoloso vaccino!) e per giunta questi farmaci hanno effetti collaterali (scoperta dell’acqua calda: come se esistessero farmaci senza effetti collaterali, e come se non fossero arcinoti gli effetti collaterali di farmaci comunemente usati da molti anni come idrossiclorochina ed eparina…).

    Mi raccomando, non si sappia come si cura a Novara il Covid.

    La parola all’infettivologo Dott. Pietro Garavelli, Primario della Divisione di malattie infettive dell’Ospedale Universitario Maggiore della Carità di Novara:

    “In Piemonte si sta attuando il sistema “Covid a casa” che prevede diagnosi precoce ai primi sintomi anche senza attendere i tempi per il tampone, immediato avvio della terapia a casa con idrossiclorochina e controllo da parte dei medici di famiglia. L’obiettivo è quello di intervenire prima possibile ed evitare l’ospedalizzazione.
    Un intervento che non solo riduce in maniera importante l’aggravarsi del quadro clinico che spesso avviene intorno al settimo, ottavo giorno dall’insorgenza dei primi sintomi, ma ha come effetto anche la riduzione di ricoveri, necessari proprio quando le condizioni si aggravano. Questo approccio, attivo da diverse settimane, ha dimostrato la sua efficacia proprio a Novara, dove abbiamo trattato precocemente molti casi e pertanto si è riscontrato che la zona ha raggiunto una mortalità per abitante che è la più bassa rispetto al resto delle province vicine. Tutto ciò si è reso possibile proprio perché abbiamo trattato precocemente i malati a domicilio con idrossiclorochina”.

    – E il famoso vaccino?

    “Ma io mi chiedo se in 17 anni non è stato allestito un vaccino per la SARS, per poi non parlare di quelli per il raffreddore che ogni anno risultano inefficaci per la mutabilità temporale dei virus, stiamo attenti a puntare troppo sul vaccino.
    Il problema però è un altro, un vaccino potrebbe funzionare se fossimo in presenza di una patologia che, una volta contratta in modo più o meno sintomatico, desse un’immunità duratura, per il resto della vita. Ma, ahimè, ci sono grossissime preoccupazioni: una patologia che va incontro a riattivazioni, e probabilmente anche a re-infezioni, garantisce un’immunità per tutta la vita? Oppure: per quanto tempo la garantisce?
    O non la garantisce affatto? E se l’infezione naturale non garantisce un’immunità duratura, quanto la può garantire la vaccinazione, che “mima” l’infezione naturale ma è meno efficace?

    Il rischio è di trovarci, nel giro di mesi o anche di anni, di fronte a successive ondate pandemiche. Quindi se noi ragioniamo col vaccino bisogna vedere innanzitutto quanto sarà tollerabile, quanto sarà immunogeno, quanto veramente sarà efficace, a quanta parte dei vaccinati darà l’immunità e quanto a lungo durerà l’immunità.
    Le aspettative sul vaccino dovrebbero essere molto più caute perché non è assolutamente detto che possa essere la panacea di tutti i mali”

    – Quindi come affronta il Covid un Paese ragionevole, non in preda all’ossessione?

    “Cercare di quarantenare una malattia dove ormai ci sono milioni di portatori asintomatici in giro per il paese è un’impresa titanica.

    Il coronavirus continuerà a diffondersi e diventerà sicuramente endemico.
    Se Covid diventa endemico come lo è la malaria in altre parti del mondo, dovremo pensare anche ad un approccio di tipo tropicalista malariologo nei confronti di Covid stesso e quindi di prepararci a trattare i casi acuti precocemente con approcci di tipo profilattico con farmaci che hanno le caratteristiche per farlo, somministrandoli a intervalli abbastanza lunghi.

    Questo ci consentirà di imparare a conviverci, pur senza averne paura [quindi non ha alcun senso barricarci tutti in casa come ossessionati, a morire più di angoscia e disoccupazione che di Covid ndr].

    Abbiamo a disposizione dei farmaci che non sono specificamente attivi nei confronti di Covid, però che funzionano anche su Covid.
    E mi riferisco all’idrossiclorochina di cui abbiamo parlato prima, che è usata per la profilassi settimanale della malaria.
    Questo farmaco ha le seguenti caratteristiche: una lunga durata d’azione, un’emivita di 3 settimane, si concentra direttamente nelle cellule delle vie respiratorie. Quindi questo farmaco che è anche utilizzato nella terapia delle forme iniziali ha anche una qualità che potrebbe benissimo essere utilizzata con l’assunzione distanziata e per la profilassi.”

    – E che dire dei famosi “effetti collaterali” tanto temuti da Aifa e multipli comitati tecnico-scientifici governativi o paragovernativi?

    “Per quanto riguarda le polemiche sorte sugli effetti collaterali dell’idrossiclorochina e nello specifico che può dare cardiopatie, va detto che il farmaco viene assunto quotidianamente per trattare le patologie reumatologiche, da decine di milioni di pazienti nel mondo, compresa l’Italia, senza causare effetti collaterali”.
    Insomma: il farmaco ovviamente va prescritto da un medico con la testa sul collo (ma forse l’Aifa pensa che i medici italiani ignorino gli arcinoti effetti collaterali dell’idrossiclorochina e lo prescrivano a vanvera, mandando allo sbaraglio i pazienti?)

    https://www.newsbiella.it/2020/04/28/leggi-notizia/argomenti/attualita-1/articolo/idrossiclorochina-vs-covid-19-una-terapia-considerata-efficace-ma-controversa-il-parere-dellinfet-4.html

    A proposito, anche il Giornale e Il Fatto quotidiano (benvenuti) si sono accorti (con almeno un mesetto di ritardo, ma fa niente) che i pazienti Covid muoiono per Coagulopatia Intravascolare Disseminata, e quindi ci vuole l’eparina (ma con cautela, mi raccomando, un annetto almeno di studi ancora, così prima arriva Gates con il suo vaccino, preparato invece – ne sono sicuro – a regola d’arte, in modo scientificamente irreprensibile, con tutte le sperimentazioni e le impeccabili cautele del caso…):

    https://www.ilgiornale.it/news/cronache/rivelazione-choc-sulle-autopsie-cosa-accade-polmonite-1860040.html

    Ovviamente, chi dice tutto ciò entra nel mirino delle occhiute ma benemerite commissioni antifakenews, che vigilano provvidenzialmente a garanzia sulla salute fisica, mentale e morale di noi tutti (c’è da ringraziarli, sono dei benefattori, non sia mai che qualcuno venga a sapere come si cura efficacemente il Covid prima che ci sia inoculato obbligatoriamente il salvifico vaccino).

    1. Alessandro

      Pure Repubblica c’è arrivata, adesso siamo al gran completo:

      “Yole, 100 anni, guarita dal Covid con sola eparina”:

      https://rep.repubblica.it/pwa/locali/2020/05/02/news/yole_guarita_a_100_anni_adesso_i_medici_la_studieranno-255483797/

      Aspettiamo che ci arrivino anche il Ministero, l’Aifa, l’Iss, i comitati tecnico-scientifici e le task force d’ogni foggia ordine e grado (quelli con cui deve “interloquire” pure la CEI)…
      E perché non ci sono ancora arrivati?

      Leggasi Sky:

      https://tg24.sky.it/mondo/2020/05/04/coronavirus-ue-bruxelles-conferenza-donatori-vaccino.html

      “Il mondo si schiera contro il coronavirus e, su iniziativa della Commissione Ue, Italia, Francia, Germania, Norvegia, Regno Unito, Canada, Giappone, Arabia Saudita (presidenza G20) e Consiglio europeo, lanciano un piano di cooperazione globale – “World against Covid-19″ – per la ricerca di un vaccino contro la pandemia.
      Con una maratona di raccolta fondi, al via oggi, 4 maggio, si punta a mettere insieme, nella fase iniziale, circa 7,5 miliardi di euro… Il 4 maggio sarà comunque solo l’inizio di una lunga maratona, con uno sforzo che durerà almeno tre settimane e potrebbe vedere altri due eventi, uno a fine mese e uno ad inizio giugno, per un effetto moltiplicatore della raccolta di denaro.

      Tra le organizzazioni partner dell’iniziativa, l’Oms, Bill & Melinda Gates Foundation, il Wellcome Trust, e l’Alleanza globale per i vaccini Gavi.

      Il premier Conte ha avuto anche una telefonata con il fondatore di Microsoft, impegnato con la sua fondazione nel sostegno alla ricerca per lo sviluppo di un vaccino contro il coronavirus, in particolare quelle in corso presso l’Università di Oxford. Conte e Bill Gates si sono impegnati per una forte cooperazione contro il virus”.

      Capito? “Forte cooperazione” di Conte con il munifico filantropo Bill Gates “contro il virus”, cioè per appiopparci il vaccino obbligatorio quanto prima.
      E poi uno si domanda perché tutti questi impacci della “scienza” a far sapere che il Covid si cura con successo a domicilio, sotto controllo del medico di base, con idrossiclorochina ed eparina, cioè con quattro soldi…

      Stiamo messi bene.

      1. Vale

        @Alessandro

        Ne parla anche blondet sul suo blog oggi.
        Siccome in cauda venenum, parla anche della visione tecnocratica di brezinski e della dua visione del futuro (nel 1970)
        Siam messi bene.

      2. giovi

        Ti riferisci a una questione di comunicazione mediatica mancata , Alessandro ?
        Perché qui da noi nelle Marche, almeno da un mese, sia Plaquenil che Eparina vengono prescritti e regolarmente usati, con molto successo ( ne parlano anche dei medici nei loro profili ) da tutti i pazienti covid, anche per la prevenzione, in casi sospetti, naturalmente sotto controllo medico e con la benedizione delle aziende sanitarie della Regione ! ( nel senso che , appunto, da almeno un mese sono concedibili e reperibili nel servizio sanitario , ma i medici prescrivevano già da metà marzo )

        1. Alessandro

          @giovi

          Sì, parlo di comunicazione mediatica.

          Non dubito che ormai da tempo i medici (grazie a Dio) prescrivano Plaquenil off label per i pazienti Covid senza violare leggi (tanto più nella tua regione che è stata dapprincipio una delle più flagellate), ma se chiedi alla popolazione italiana “a che punto stiamo con la cura del Covid?”, stai certa che la gran parte ignora che con un uso adeguato di idrossiclorochina ed eparina il Covid si cura con successo a domicilio.

          E questo perché dai primi di aprile ad oggi la comunicazione al riguardo (quella dei grandi media, intendo) ha conosciuto (semplificando) due grandi fasi (visto che si parla molto di “fasi”)

          Fase 1: menzionare idrossiclorochina ed eparina tra i millanta farmaci dai nomi astrusi (che uno non riesce nemmeno a memorizzare se non è “del mestiere”) potenzialmente utili contro il Covid, accennando ai successi ottenuti ma con corredo di mille distinguo e cautele.

          Fase 2: dire che idrossiclorochina ed eparina funzionano bene (ormai l’evidenza è tale che non si può più negare: se arrivano a dirlo perfino Il Fatto quotidiano e Repubblica, è perché proprio non si può più occultare l’evidenza), ma insistere sui distinguo, sulla cautela, sul fatto che sì, ormai si impiegano con buoni risultati, ma l’Aifa ha autorizzato la sperimentazione e quindi bisogna aspettare tutto quanto il lungo decorso della sperimentazione senza balzare alle conclusioni, senza omettere alcun passaggio del processo scientificamente rigoroso di accertamento dell’efficacia della terapia (e non dimentichiamo gli effetti collaterali; mi raccomando, non dimenticate gli effetti collaterali!).

          Risultato: la gran parte della popolazione italiana ignora che con un uso adeguato di idrossiclorochina ed eparina il Covid, aggredito tempestivamente, si cura con successo a domicilio.

          E se così non fosse, se la gente sapesse che il Covid oggi si cura con successo per lo più a domicilio con due farmaci arcinoti che costano due soldi, come glielo racconto alla gente che sì, qualcosa di più contro il Covid si può fare oggi rispetto ai primi di marzo, ma che la salvifica panacea che tutti devono attendere e che ci consentirà di riprendere la vita di prima e anche meglio (se vaccinati, però, altrimenti no!) è il vaccino?

          Sui grandi media non si parla d’altro: il V-A-C-C-I-N-O (salvifico, che ci restituirà la pienezza dei diritti costituzionalmente garantiti – sospesi tramite DPCM – e la salute e la vita di sempre, e pure meglio, e ci farà “cittadini migliori”, ma solo se ci vacciniamo, beninteso; il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres: “Il vaccino deve essere trattato come un bene globale, accessibile a tutti e per tutti”: T-U-T-T-I; “Oggi abbiamo l’obiettivo iniziale di raccogliere otto miliardi di dollari, ma ne servono molti di più e per questo occorrono gli sforzi di TUTTI”)

          Poi sì, oggi tiene banco anche il bollettino del primo giorno di “riapertura”: gli italiani si sono comportati disciplinatamente (che sorpresa, in due mesi di “lockdown” le infrazioni erano state una percentuale irrisoria; chissà che marachelle era prevedibile che facessero questi indisciplinatissimi italiani il primo giorno di riapertura…).

          1. PaulBratter

            Alessandro è proprio così, quando ho cominciato a leggere dell’eparina mi sono informato da un amico cardiologo in un importante ospedale di Roma (l’eparina è un anticoagulante) e da un’amica di un reparto covid in Lombardia, entrambi mi hanno confermato che viene usato e che in molti casi funziona (l’amico cardiologo mi ha anche mandato video e pubblicazioni a sostegno).

            1. signora

              Prima il problema si diceva era non intasare le terapie intensive.
              Ora che le terapie intensive intasate non sono più, i nostri governanti, che sono tanto preoccupati per noi, non vogliono nemmeno che corriamo il rischio di ammalarci di una malattia che, grazie alle cure trovate da medici seri, potremmo trascorrere a casa come un’influenza in cui invece di prender tachipirina prenderemmo eparina o idrossiclorochina.

          2. giovi

            Hai ragione, Alessandro : non mi ero ben resa conto di questa situazione “mediatica” anomala.
            Per quanto riguarda la riapertura, in giro c’era questa aspettativa ( indotta) di chissà quale massa di gente che si sarebbe vista ovunque , ma in effetti molti hanno dovuto riconoscere che tutto è stato molto regolare, anche oggi.
            Anche se molti più impressionabili ( si è visto anche qui ) si sono spaventati per aver contato cento persone in un lungomare di tre chilometri !
            E guasi fa sorridere la ricerca a vuoto dei giornalisti dei giornaloni di trasgressori untori da mettere in prima pagina !
            Per tornare al nostro tema, sono sicurissima che le gerarchie ( perché la sospensione è dipesa dalle gerarchie, ormai è chiarissimo, con lo spettacolo penoso delle giravolte ) ci avessero dato la possibilità di partecipare alla messa, non ci sarebbero stati i paventati assalti di ottantenni , con pure torme di cattolici di tutte le età incivili a scalmanarsi per un posto sulla panca : non è stato così nell’unico giorno di pandemia in cui nelle Marche c’è stata la messa con popolo,non sarebbe stato così nemmeno dopo.

          3. Alessandro

            Ecco finalmente il Corriere, e adesso siamo veramente al gran completo.

            Idrossiclorochina ed eparina evitano il ricovero:

            “Abbiamo anche verificato che con l’uso precoce dell’idrossiclorochina e di cortisone abbinato all’eparina per chi manifesta complicanze polmonari, il rischio di aggravamento improvviso si è ridotto e abbiamo sempre meno pazienti in terapia intensiva”, riferisce al “Corriere” il dottor Dario Manfellotto, primario della Uoc di Medicina Interna e direttore del dipartimento delle Discipline Mediche dell’ospedale Fatebenefratelli (Roma). “Stiamo imparando con la pratica clinica ad anticipare la tempesta di citochine, la risposta abnorme del sistema immunitario, che quando arriva è devastante”, ammette il dottore.

            https://www.ilgiornale.it/news/cronache/coronavirus-i-sintomi-decorso-malattia-ed-i-farmaci-1860311.html

            1. Alessandro

              1) Volete un articolo appena pubblicato, asciutto, ben fatto (da leggersi insieme a tutti quelli che ho già segnalato), a riprova che l’idrossiclorochina (farmaco che costa due soldi) funziona benissimo contro il Covid (al netto dei soliti sponsor del vaccino che lamentano gli effetti collaterali della clorochina, come se di un farmaco arcinoto da tempo non si conoscessero gli effetti collaterali)?

              Eccolo:

              “Un trattamento [quello con l’idrossiclorochina] che, stando ai dati preliminari raccolti e sistematizzati da 5 Asl diverse su 1.039 pazienti, sta funzionando in tutta Italia.

              Il pioniere in questo campo è il Direttore di Ematologia-Oncologia di Piacenza, Luigi Cavanna. E’ stato il primo in Italia a utilizzarla, un’intuizione che si sta dimostrando significativa. Dal 25 febbraio ha trattato 209 pazienti e nel 90% dei casi la risposta è stata positiva. Sono crollati i ricoveri: dal 30% di ospedalizzati (casi gravi o moderati) si è passati a meno del 5%.

              Interessante è lo studio condotto dall’ASL di Alessandria dove tra i 169 pazienti trattati non vi è stato nessun decesso. Il 7% dei trattati è stato ricoverato, ma nessuno ha sviluppato complicanze gravi, né ha avuto alcun effetto collaterale durante il trattamento. I medici alessandrini hanno sistematizzato una mole enorme di informazioni cliniche e hanno seguito l’evoluzione clinica giorno per giorno e è stato rilevato un cambio netto della gravità nelle ultime settimane. Verosimilmente il miglioramento è correlato all’introduzione del Plaquenil, idrossiclorochina, somministrato entro le 48 ore dalla comparsa dei sintomi. Se prima del trattamento si avevano alterazioni della temperatura fino a 10-12 giorni, dopo l’introduzione sistematica di idrossiclorochina, il 75% delle persone si è sfebbrata entro il 4° giorno e l’85% entro l’8° giorno.

              Che si debba intervenire sin dall’inizio della sintomatologia, ne sono convinti anche a Imola, dove hanno iniziato a somministrare idrossiclorochina a domicilio il 27 marzo e da allora sono 231 i pazienti trattati in modo tempestivo. I risultati? Hanno avuto una riduzione del 50% degli ingressi in intensiva e nei pronto soccorsi per ospedalizzazione. A due settimane dall’inizio dei trattamenti domiciliari sono passati da 15 a 7 pazienti in intensiva, e da 70 a 35 pazienti in posti letto non-intensivi: un calo evidente.”

              E i famosi effetti collaterali?

              “Dopo decenni di studi accurati sul suo profilo di tossicità, tutti questi effetti avversi NON sono apparsi con evidenze tanto da proporne una letteratura rilevante, eppure sono emersi nell’uso per Covid19 [guarda caso!]”.

              https://www.corrierece.it/notizie-zone/notizie-italia/2020/05/06/coronavirus-terapia-con-idrossiclorochina-da-nord-a-sud-ce-stato-un-crollo-dei-ricoveri.html

              2) Volete invece un articolo che nomina sì idrossiclorochina (ed eparina), ma li sommerge di distinguo, cautele, “vedremo, gli studi sono in corso, non si può balzare alle conclusioni, forse sono solo illusioni, atti di fede (!) non c’è nessuna sicurezza che funzioni davvero”.

              Ecco Avvenire di oggi:

              «Nella Fase 2 in realtà entriamo ancora con poche certezze sul fronte delle cure – spiega Giovanni Di Perri, responsabile delle Malattie infettive all’Amedeo di Savoia di Torino –. Per esempio proprio sull’idrossiclorochina siamo in una fase di raffreddamento, visti gli esiti poco confortanti degli ultimi trial clinici».
              Il farmaco, comunemente utilizzato per la profilassi antimalarica, attualmente è fra i più utilizzati contro il Covid in ogni parte del mondo e in Italia è stato più volte indicato come decisivo nella cura dei pazienti, specie se somministrato alla prima comparsa dei sintomi (all’ospedale di Piacenza, in particolare, secondo i dati raccolti nel reparto di Ematologia il 90% dei 209 pazienti trattati avrebbe avuto risultati positivi). «La verità – continua Di Perri – è che viene utilizzato a dosaggi molto alti, presenta un’alta possibilità di reazioni avverse e se pure ha la capacità, come nel caso dell’azitormicina, di penetrare nelle cellule andando a combattere direttamente lì il virus, impiegarlo assomiglia a un atto di fede. Lo abbiamo fatto, in alcuni casi continuiamo a farlo, ma senza essere sicuri che funzioni davvero».

              https://www.avvenire.it/attualita/pagine/farmaci-e-plasma-si-tenta-la-cura

              Ad Avvenire pertanto viene assegnato il premio odierno per la più colossale delle fake news sanitarie; il trionfo della disinformazione, a danno dei cattolici che (ancora) lo leggono.

              Da Nord a Sud continuano senza sosta (ve ne ho dato resoconto quotidiano) le conferme che l’idrossiclorochina funziona benissimo contro il Covid?

              Macché: Avvenire nega, nega sempre, nega ogni evidenza, e intervista l’infettivologo sabaudo che non si fa scrupolo di affermare che contro il Covid 19 “impiegare l’idrossiclorochina assomiglia a un atto di fede” (!) e che “lo abbiamo fatto, in alcuni casi continuiamo a farlo [e perché, se è solo un atto di fede?], ma senza essere sicuri che funzioni davvero” (da nord a sud documentano inconfutabilmente l’esatto opposto, ma l’infettivologo sabaudo ignora il tutto…).

              Peccato per Avvenire che, proprio in Piemonte, l’infettivologo sabaudo sia smentito dal collega infettivologo novarese dell’Ospedale Maggiore Garavelli (che mai Avvenire interpellerà, statene certi): “Idrossiclorochina? Un successo, e non causa effetti collaterali”:

              https://www.newsnovara.it/2020/04/28/leggi-notizia/argomenti/novara/articolo/idrossiclorochina-vs-covid-19-una-terapia-considerata-efficace-ma-controversa-il-parere-dellinfet-3.html

              Morale: la CEI (proprietaria di Avvenire) non sa che oggi il Covid 19 si cura efficacemente con idrossoclorochina ed eparina, e sta ancora aspettando il salvifico vaccino.

              Speriamo qualcuno la informi (io il mio l’ho fatto…).

    1. Lucia

      In un tg della rai verso il 25 aprile io stessa sentii un giornalista affermare eresplicitamente che la preghiera di affidamento sarebbe stata fatta nel santuario e poi mandata in onda il 1 maggio in occasione dell ‘ inizio del mese di maggio .Non so perche la chiesa ha lasciato intendere che fosse in diretta .

  40. Alessandra

    … e dico appunto che i segni della decadenza del pensiero sociale sono vividi proprio in quegli anziani morti con figli ancora giovani e forti che belavano davanti alle FINESTRE di genitori e nonni lasciati nelle Rsa ancora in grado di dare e desiderare affetto e molto altro.. nessuno si è nemmeno posto il problema che fossero li… e figli 50/60enni fuori a inveire contro dottori e infermieri… una domanda.. un commento nessuno!
    Ma io vi ripeto il meraviglioso commento di un grande sacerdote che prima intristito delle morti in solitudine.. poi ci ha fulminato con il suo..:” scusate no..mai nessuno muore solo.. nel momento della morte gli spazi , le stanze sono pieni di angeli e di santi.. il momento del trapasso è pieno di spiriti celesti e nessuno muore da solo..
    Grazie Don Carlo!

  41. Salvatore Casalini

    per prima cosa ringrazio lo Spirito Santo perché a pochi passi da casa mia c’è un piccolo ente assistenziale, dove viene celebrata Messa tutti i giorni. Se qualche “autorità” facesse domande mi qualificherebbe “volontario”.
    Una persona che conosco, non avendo la Messa nella sua parrocchia, va in una vicina abazia: i monaci non sono soggetti direttamente all’autorità del vescovo ma celebrano a porte chiuse.
    In compenso, il giorno di Pasqua non ho trovato la Messa. Per fortuna il sacerdote ha accettato di darmi la Comunione. Poi ho pensato a quell’ente di cui ho parlato
    “Qualcuno” pensa che della Messa si possa fare a meno.

  42. Anna Divan

    Grazie Costanza, condivido tutto. Vivo costantemente a fianco del virus(faccio l’infermiere in pronto soccorso). Per me la delusione più grande è venuta e viene dai vertici della chiesa. Purtroppo credono di più nella scienza che non in Gesù Cristo. Pensano di più al corpo(che è comunque destinato ai vermi) che non alla salvezza delle anime e al suo nutrimento. A me manca tantissimo la santa messa e poter nutrire la mia anima con il corpo del Signore Gesù. La chiesa sta tradendo Gesù Cristo unico Salvatore, tutto il resto è politichese..

  43. giovi

    Qui nelle Marche ( non dico la diocesi) in coerenza con quanto affermato fin dall’inizio- sulla messa che è una cerimonia come le altre cerimonie cui tutti hanno dovuto rinunciare e la decisione di precedere o sopravanzare il governo nelle limitazioni- oggi, ad una famiglia di cari amici, è stato negato il funerale del nonno.

    1. luthien

      Sono Luthien, vorrei condividere con tutti i frequentatori del blog il nostro sollievo: mia mamma e’ tornata a casa.
      Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno pregato per noi e imploro preghiere perché la convalescenza vada bene e possiamo reggere perché sono stremata.
      Da un punto di vista medico, Alessandro ha già spiegato tutto , vorrei aggiungere che , secondo studi italiani, università di Torino ,e inglesi, fondamentale nel rafforzare il sistema immunitario è il ruolo della vitamina D la cui produzione e’ stimolata dall’esposizione ai raggi Solari. Forse aver chiuso in casa tutti gli italiani , compresi i bambini per due mesi e aver inseguito i i corridori solitari con i droni , per dare un segnale di severità , secondo le parole di un sottosegretario, non è stata una grande idea
      Lumpy, condivido ciò che hai scritto. Penso che la tua sia una descrizione attinente al reale ,
      si e’ persa un’occasione , e’ mancata la voce della chiesa che desse un senso al dolore, alla paura , all’ abbandono, indicasse una Speranza, ne’ c’è ragione di ritenere che l’epidemia per il fatto di esserci stata, renda, perciò stessa, migliore una società che ha bisogno di Cristo.
      Da un punto di vista civile, l’emergenza, reali o fittizie sono l’occasione propizia per estendere il controllo sociale, limitare le libertà, imporre mutamenti radicali nella vita dei popoli. Sotto la spinta della paura si accetta cio’ che prima nemmeno si immaginava, vedi sospensione della celebrazione pubblica delle messe. Di fatto, in Italia la Costituzione e’ sospesa, le libertà che la Costituzione riconosce e non pone perché le preesistono e protegge con riserva assoluta di legge ( per tutte ,libertà religiosa e di movimento ) sono state compresse e quasi annullate in forza di atti amministrativi. Si sta scivolando, per via amministrativa_ sanitaria, verso uno stato autoritario.
      Da un punto di vista religiosa, le cose non vanno meglio.
      Sono meravigliata che comitati tecnico_ scientifici( ma da chi sono composti?) Siano convinti che gli italiani fremano per partecipare alle messe e non aspettino altri che correre nelle chiese- disertate , tra l’altro negli ultimi due mesi, almeno quelle aperte _che diventerebbero luoghi di possibile contagio! Magari fosse così! Dato il clima di terrore instaurato e la paura che si è insinuata nei nostri cuori c’è poco da temere. Anche se le messe fossero riaperte ai fedeli, pochissimi parteciperebbero e non ci sarebbero problemi a rispettare le misure prudenziali.
      Mi ha anche colpita la posizione molto equilibrata di medici ed infermieri , in prima linea, forse perche vivono situazioni di pericolo sanno quanto siano essenziali messa e sacramenti.
      Il Dio cristiano è il un Dio incarnato che si è compromesso con la nostra umanità ed il mondo non tollera Gesù Cristo. Non un qualche Dio generico che si prega ovunque.
      Per quanto riguarda i vescovi , personalmente, dopo il fatto del primo maggio, credo che l’atteggiamento più giusto nei loro confronti sia il silenzio, ma si ricordino che non serve a niente provare a salvare le opere, Senza annunciare Colui che le sostiene e ispira.

      1. Valeria Maria Monica

        Carissima Luthien, è una doppia gioia leggerti, per le buone notizie sulla tua famiglia, e per le tue parole, la cui saggezza è certamente frutto anche della grande prova che hai attraversato. Un grandissimo abbraccio
        Ti “teniamo pregata”, come dice Costanza !

  44. Maria Cristina

    Ieri nel centro di Milano, , si vedevano nei parchi e giardinetti oltre ai soliti padroni al guinzaglio dei loro cani e agli atleti dilettanti, gruppi di ragazzi ridere e scherzare insieme, i fidanzatini finalmente ritrovati dopo mesi abbracciarsi, la primavera trionfare con foglie rigogliose su tutti gli alberi. La vita ricomincia. Ed e’ giusto che sia cosi’ , anche se c’ e’ qualche rischio, perche’ ’ non esiste vita a rischio zero. Non esiste amore a rischio zero. Chi non vuol rischiare nulla rinuncia a vivere ed ad amare . L’ effetto piu’ tremendo di questa pandemia e’ il lavaggio del cervello di paura esagerata che hanno inoculato nelle persone rendendoci degli autistici , delle persone ormai incapaci di uscire . Prudenza e rispetto delle regole sono ragionevoli, ma la paura esagerata , cieca , devastante, di tanti che ora non vogliono neppure piu’ mettere il naso fuori casa per paura del virus, e’ un effetto collaterale della pandemia che sara’ difficile curare . Come trovi il vaccino contro la paura?
    Non abbiate paura , ripeteva Santo Giovanni Paolo II , che aveva vissuto la Guerra il nazismo e il comunismo, ben piu’ tragici del Coronavirus, e che testimonianza abbiamo avuto in questi anni da tanti nostri fratelli cristiani , che si recavano a Messa , pur conoscendo il pericolo della vita , di tanti coraggiosi egiziani , copti, cristiani del Pakistan ecc., non eroi o supereroi, ma madri di famiglia!
    Che triste spettacolo noi tiepidi e cattolici italiani e i nostri vescovi, irrigiditi dalla paura! Se amassimo almeno un po’ Gesu’ , vorremmo correre qualche rischio pur di riavere la sua Presenza Eucaristica , almeno come i fidanzatini si amano fra loro e corrono qualche rischio pur di rivedersi, abbracciarsi, pur con mascherine e disinfettanti. E’ primavera a Milano ma non per i cattolici, non per la Chiesa.
    Per la Chiesa e’ inverno ghiacciato, freddo , senza vita, con la paura del virus che uccide l’ amore per Gesu’ .

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  46. Leggo da newsletter a cui sono iscritto:

    Oggi, 5 Maggio 2020 (N.B. Rimandato a OGGI 6 Maggio), l’aula della Camera dei Deputati è chiamata a esaminare e a votare la conversione in legge del D.L. 25 marzo 2020 n. 19, che all’art. 1 co. 2 lettera h) prevede il mantenimento della sospensione delle cerimonie religiose, e quindi, della possibilità di celebrare la Santa Eucaristia e qualsiasi altro rito. Nel primo pomeriggio il parlamento voterà a favore o contro la riapertura delle Messe.

    Chi volesse può firmare qui la petizione online (non ricordo se queste segnalazioni siano qui gradite, ma non le faccio d’abitudine e dato il tema…)

    https://www.citizengo.org/it/178853-ripristino-immediato-celebrazioni-eucaristiche-con-i-fedeli

    1. Alessandro

      Aggoirnamento: non ci sarà alcuna “immediata ripresa” delle Sante Messe (come chiedeva la petizione), poiché è stato testè approvato un emendamento che dice sì alla ripartenza ma senza data certa (che CEI deve concordare con Governo):

      E’ andata così (fonte ANSA):

      “Centrodestra diviso, tra Forza Italia da una parte e Lega e Fdi dall’altra, sugli emendamenti al dl Covid per la ripresa delle Messe.

      Forza Italia aveva presentato due emendamenti, uno a prima firma di Maria Stella Gelmini per la ripresa immediata delle Messe con obbligo per i parroci di assicurare le misure di sicurezza, ed un secondo a prima firma di Roberto Occhiuto, che la subordinava alla sottoscrizione di un protocollo sanitario tra Governo e Cei che indichi le misure di sicurezza per celebrare le cerimonie religiose.
      Questo secondo emendamento era simile a due dello stesso tenore presentati da Stefano Ceccanti (Pd) e Vito De Filippo (Iv); il governo ha accolto tutti e tre con una loro piccola riformulazione lessicale, chiedendo a Fi di ritirare quindi l’emendamento di Gelmini. La capogruppo ha accolto la richiesta.

      Dal loro canto Lega e Fdi hanno presentato degli emendamenti per l’immediata ripresa delle Messe: quello della Lega, a prima firma di Alessandro Pagano, non poneva condizioni, mentre quello di Fdi, a prima firma di Giorgia Meloni, riversava sui parroci l’obbligo di garantire la sicurezza. Dopo un lungo e appassionato dibattito questi due emendamenti sono stati respinti.

      Al momento di votare gli identici emendamenti di Ceccanti, Occhiuto e De Filippo, Forza Italia ha votato a favore con la maggioranza, mentre Lega e Fdi si sono astenuti spiegando di non considerarsi soddisfatti perché non viene indicata una data certa per la ripresa delle celebrazioni liturgiche.”

      https://www.regione.vda.it/notizieansa/details_i.asp?id=348468

      1. Alessandro

        L’emendamento approvato dice questo:

        “L’emendamento, con una riformulazione, è stato presentato da Stefano Ceccanti (Pd), De Filippo (Iv) e Roberto Occhiuto (Fi). Il decreto inserisce la sospensione delle “cerimonie civili e religiose tra le attivita’ che il governo puo’ decidere per contrastare il coronavirus” ma aggiunge pero’ la previsione che il governo debba procedere anche “all’ adozione di protocolli sanitari, adottati di intesa con la Chiesa cattolica e con le confessioni religiose diverse dalla cattolica, per la definizione delle misure necessarie ai fini dello svolgimento delle funzioni religiose in condizioni di sicurezza”.

        https://www.ansa.it/sito/notizie/politica/2020/05/06/dl-covid-al-via-esame-emendamenti-alla-camera_cc3c78b5-13f8-4e2a-b4ff-82b0749327ae.html

        In sintesi: riparte l’ “interlocuzione” tra CEI e Governo per “l’adozione di protocolli sanitari per la definizione delle misure necessarie ai fini dello svolgimento delle funzioni religiose in condizioni di sicurezza”, fermo restando che “le cerimonie civili e religiose” rientrano tra “le attivita’ ” che “il governo puo’ decidere” di sospendere “per contrastare il coronavirus.”

        1. Bisognerà però che qulcuno prenda in mano ‘sta “palla” (nel senso per come viene rimbalzata).

          Il Governo potrebbe anche nettere mano ad una protocollo che però potrebbe risultargli “ostico” o potrebbe risultare ancora troppo restrittivo per ilPolpolo di Dio.

          La CEI da parte sua dovrebe avere gli stumenti per salvaguirdare un’adeguata Liturgia.

          Ma la cosa migliore sarebbe “mettersi ad un tavolo comune” (come usa dire) e non alzarsi sinché ‘sto benedetto protocollo non sia definito.

          Di nuovo, se la CEI lo chiedesse in modo diciamo insistente se non perentorio, non vedo come il governo potrebbe sottrarsi.

          Ancora, le parti politiche che si dicono favorevoli alla riapertura ipso facto, dovrebbero ben fare da mediatori a mettere in moto qualcosa di concreto…

          Se si mettono a giocare tutti a “pallavolo”, stiamo freschi!

          1. Alessandro

            “se la CEI lo chiedesse in modo diciamo insistente se non perentorio, non vedo come il governo potrebbe sottrarsi”… @Bariom, che la CEI chieda a questo governo qualcosa in modo “insistente se non perentorio” è quotato dai bookmakers a 200, che il Governo accetti che le opposizioni facciano da “mediatrici” è dato a 180, se ci punti sopra e la azzecchi vinci forte, altro che la lotteria 😉

            Hai nominato la pallavolo, che bei ricordi di quando ero piccino…

            A parte gli scherzi, a me non restare che digiunare

            https://costanzamiriano.com/2020/05/04/che-la-forza-del-digiuno-sia-con-noi/

            o, se proprio nel tempo pasquale non si può propriamente digiunare (che poi io già di mio mangio abbastanza poco, quindi poco sarebbe il sacrificio), fare qualche mortificazione, tipo tapparmi la bocca e aspettare in silenzio religioso (è il caso di dirlo) l’andamento della interlocuzione tra Governo e CEI alla presenza del comitato ecc. sul protocollo igienico-profilattico confezionato su misura per le Sante Messe ecc.

            1. Francesco Paolo Vatti

              Mi pare comunque grave che sia passato che lo Stato può decidere degli affari interni della Chiesa…

  47. Alessandro

    Poi ti alzi una mattina e leggi che il Prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, card. Mueller, la pensa come tu la pensi da tre mesi (solo che se lo dice Alessandro è una cosa, se lo dice l’allievo prediletto del Papa Emerito è un’altra), e il giorno ti sorride di più (e pensi alla serqua di fantateologi che si stanno ancora arrampicando comicamente sui vetri per difendere l’operato dei vertici CEI e del presidente Conte, e ti racconta quanto sia spiritualmente edificante ed elevante stare tutti a casetta nostra a vederci le S. Messe in streaming; e sorridi, sorridi tanto, e preghi per la sventurata serqua perché rinsavisca una buona volta (se non ora, quando?), tutti abbiamo bisogno di conversione).

    Grazie eminenza, una boccata d’ossigeno, di salubre corroborante ortodossia cattolica!

    “- Eminenza, per tanti fedeli alla sofferenza della malattia si è aggiunta la sofferenza del divieto di partecipare alla Messa, addirittura della negazione dei funerali; e soprattutto della giustificazione di tutto ciò da parte della gerarchia ecclesiastica.

    È una cosa molto grave, è il pensiero secolarista entrato nella Chiesa. Un conto è prendere delle misure cautelari per minimizzare i rischi di contagio, altra cosa è vietare la liturgia.
    La Chiesa non è cliente dello Stato, e nessun vescovo ha il diritto di vietare l’Eucarestia in questo modo.
    Abbiamo visto anche sacerdoti essere puniti dai propri vescovi per aver celebrato la messa con poche persone, tutto questo significa concepirsi come funzionari dello Stato. Ma il nostro pastore supremo è Gesù Cristo, NON è Giuseppe Conte.
    Lo Stato ha il suo compito, ma la Chiesa ha il suo…

    Prima e durante il Sinodo sull’Amazzonia dicevano con forza che i popoli indigeni avevano assoluto bisogno dell’Eucarestia e per questo era necessario ordinare sacerdoti degli uomini sposati.
    Ora le stesse persone sostengono SPUDORATAMENTE l’esatto opposto, che non abbiamo bisogno dell’Eucarestia.
    Ragionano come i protestanti, ignorando che dal principio della Riforma protestante è proprio l’Eucarestia il punto centrale della controversia. E adesso ci sono vescovi che si dicono cattolici che non capiscono il valore centrale dell’Eucarestia.
    È un vero scandalo: sono questi i veri rigidi, i veri clericali, non quelli che prendono sul serio la parola di Gesù e la dottrina della Chiesa. È una vera perversione del pensiero. Ma questo cattolicesimo “moderno” è una ideologia autodistruttiva.
    C’è bisogno, soprattutto in Italia, di vescovi della statura di San Carlo Borromeo, e chi è in Curia dovrebbe prendere esempio dal cardinale Roberto Bellarmino.”

    https://lanuovabq.it/it/nessun-vescovo-ha-il-diritto-di-vietare-le-messe-con-il-popolo

    1. Alessandro

      Udite udite. La gazzetta ufficiale della CEI comunica che c’è il protocollo per “riammetterci” alle S. Messe:

      “Ieri è stato fatto un passo importante, probabilmente il penultimo: il protocollo frutto dell’interlocuzione tra la Conferenza episcopale italiana e il ministero dell’Interno è stato consegnato al Comitato tecnico scientifico che coadiuva il governo nelle decisioni relative all’emergenza sanitaria in corso.
      E positiva è stata la valutazione dell’organismo, che ha recepito il documento.”

      Non è dato sapere ai semplici fedeli quale sia questo protocollo “recepito dal Comitato tecnico scientifico che coadiuva ecc”.
      Ma senza dubbio i Vescovi italiani conoscono i contenuti del protocollo “recepito.”

      E allora, se il misterioso (per noi semplici fedeli) protocollo c’è, che cosa manca ancora per la riapertura?

      “Ora manca solo la data, sarà il governo a stabilirla… Quanto alla data, come detto, ormai si attende l’ultima parola del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.”

      E attendiamola allora, l’ultima parola di Giuseppe Conte sulla data in cui saremo riammessi alla Santa Messa secondo un protocollo a noi sconosciuto (ma noto a Dio e certamente anche a tutti i Vescovi italiani, che staranno già certamente attrezzandosi per adeguarsi al protocollo, ignoto a noi ma certamente non ai nostri Pastori).

      https://www.avvenire.it/attualita/pagine/messe-con-i-fedeli-c-il-protocollo

    2. Lucia

      Alessandro , mi permetta di correggere , la Chiesa italiana e asservita allo Stato perche al governo c ‘ e la sinistra , se invece ci fosse la destra le celebrazioni con il popolo ci sarebbero da almeno un mese e forse non si sarebbero mai interrotte ……Il vaticano e la chiesa occidentale sono inginocchiati al pensiero globalista – laicista e alle istituzioni che lo rappresentano , e questa la vera tragedia.!Buona serata

    1. ALLELUIA, come vedi Alessandro ce l’hanno fatta, anche contro le tue pessimistiche previsioni 😄 di ieri (era ieri?), quando mi rispondevi…

      1. Alessandro

        Hai ragione, lietissimo di essere stato smentito, sono pessimista pure a Pasqua 😉 e ho una linguaccia, e la uso fino in fondo: i vertici CEI dormienti “ce l’hanno fatta” solo perché in questi giorni tanti di quei fedeli e sacerdoti e Vescovi hanno fatto squillare contemporaneamente migliaia di sveglie nelle loro orecchie, che sono stati costretti a svegliarsi, altrimenti era la volta che li scaraventavano giù dalla branda e poi dovevano svegliarsi per forza.

        Morale: ottiene risultati vegliare sul sonno dei vertici CEI dormienti e, quando la pennica si prolunga un po’ troppo, far trillare contemporaneamnete tante belle sveglie. Suona che ti risuona, i risultati arrivano, un po’ in ritardo, ma arrivano…

        p.s. C’è un problema macroscopico che mi salta agli occhi scorrendo velocemente il protocollo: la Comunione solo in mano.

        Orbene, è noto che il modo ordinario di ricevere la Comunione è in bocca, e solo per indulto – peraltro recepito dalla maggior parte degli Ordinari – è concesso riceverLa in mano:

        https://lanuovabq.it/it/ecco-come-e-stata-imposta-la-comunione-in-mano

        Quindi nessuno può obbligare il fedele a ricevere la Comunione in mano, come invece fa il Protocollo.

        Obiezione: fondate ragioni igienico-sanitarie rendono pericolosissimo ricevere la Comunione in bocca.
        Ma sarà vero che la Comunione in bocca è più “pericolosa” di quella in mano?

        La parola agli esperti (purché siano tali, non virologi da passerella televisiva).

        Qui un medico dice la sua:

        https://lanuovabq.it/it/comunione-in-bocca-nessun-rischio-per-la-salute

        1. Però @Alessandro, di tutto cuore, non andiamo subito a spezzare il capello in 4.

          La Comunione nel cellophane NO! Ma qui no si sta parlando di commettere un sacrilegio.
          Se si inizia così non sene viene a capo…

          Oppure iniziamo a dire: “Sarà vero? Tizio dice, Caio afferma…” (con tutto il rispetto per Tizio e Caio). Non ne veniamo più fuori e ognuno si sente libero di ricominciare a fare di testa propria.

          1. Francesco Paolo Vatti

            Verissimo! Mio padre, in casi come questo, diceva: “accontentiamoci dell’onesto!”. E lo dico pur non amando la distribuzione in mano…

  48. Valeria Maria Monica

    https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/le-messe-aperte-ai-fedeli-avvio-il-18-maggio

    Leggete il punto 3.4: GUANTI MONOUSO PER DISTRIBUIRE LA COMUNIONE????????????

    Vi sembra degno del Sacramento?
    È orribile!!!

    Ecco il problema di farsi dettare le regole dal governo anziché dire al governo: a regolamentare le NOSTRE liturgie ci pensiamo NOI.

    Abbiamo ricevuto regole inaccettabili, e rimaniamo lo stesso esposti allo striscia la notizia di turno che può sempre contestare qualcosa, visto il margine di genericità delle condizioni

    Mi viene in mente la frase di Churchill: “Potevate scegliere tra il disonore e la guerra. Avete scelto il disonore, avrete anche la guerra”.

    Per me la Santissima Eucarestia distribuita con i guanti di gomma è un sacrilegio. Non so se la riceverò mai, in questo modo.

    1. Maria Cristina

      Io non andro’sicuramente ad offendere il Signore Gesu’ presente nell’Ostia fattomi cadere nelle mani da un prete bardato di mascherina coi guanti monouso quasi toccasse una sostanza mortalmente tossica ( Il Corpo di Cristo! ) Questa modalita e’ridicola e ridicolizza i cristiani , ne fa un popolo di imbecilli che dice di credere nella presenza di Dio nell’Ostia eppure usa disinfettanti e guanti monouso nel maneggiarla . Assurdo.Si maneggia Cristo Eucaristico come fosse il Coronavirus. Blasfemia e ridicolaggine.

    2. @Valeria veramente non ti capisco…. ferro e fuoco per avere la Comunione apparentemente a tutti i costi, poi se ti viene porta da una mano “guantata” la rifiuiti.. manco fosse un sacrilegio!

      E se fosse un sacerdote con una protesi a porgertela o che ne so?

      Cristo non si fa schifo ad entrare in noi misere creature (per quanto si speri in stato di grazia), a mischiarsi con i nostri succhi gastrici prima che con il nostro sangue e tu ti schifi di un guanto in gomma messo lì per la tua proitezione (certo puoi dire chissené della protezione…) e come condizione momentanea per avere l’Eucaristia e non ti va bene??

      Alle NOSTRE liturgie pensiamo NOI? Certo la Liturgia non appartiene al Governo, ma diamo ci una ridimensionata che neppure è roba NOSTRA.

      Se chi ha responsabilità di stabilire che una Liturgia può essere celebrata a queste condizioni questo decide UBI MAIOR MINOR CESSAT!
      Se invece verrà detto “non va bene…” non andrà bene, punto.

      Poi fai come ti pare, però non venirti poi a lamentarti che l’Eucaristia ti manca…

      1. Valeria Maria Monica

        Veramente, Bariom, io non ho mai fatto “ferro e fuoco” per riavere la Eucarestia “a tutti i costi”: non pretendo che tu ricordi con precisione tutti i miei interventi, ma la mia posizione è sempre stata questa: si a insistere per riavere i Sacramenti, ma senza cedere sul punto che era la Chiesa a dover presidiare il proprio diritto di decidere sul bilanciamento fra esigenze sanitarie e rispetto del Sacramento.
        Ti faccio notare che dal punto di vista igienico il guanto di gomma non è che sia meglio della mano appena lavata del sacerdote. Anzi, senza guanto la mano ha più precisione e sensibilità , quindi più facile essere certi di non toccare la mano del fedele. (O la bocca, se per questo. Vedi gli articoli già citati da altri di Paolo Gulisano (medico) su la nuova bq.)
        Quindi sto cavolo di guanto di gomma è un inutile affronto alla Eucarestia. Perchè la CEI lo ha accettato?
        Non potevamo certo aspettarci dalla Lamorgese scrupoli di questo tipo, ma davvero non vi scuote che la CEI abbia accettato di imporre ai sacerdoti di distribuire il Corpo di Cristo come se fosse il pesce fritto della gastronomia da asporto? Che anziché dalla mano consacrata del sacerdote debba essere toccato attraverso un guanto di gomma? E i frammenti di particola consacrata che inevitabilmente si staccheranno al guanto?
        Se questa idea non vi causa dolore è inutile che parli.
        Comunque non capisco il tuo “se verrà detto che non va bene non andrà bene”. A chi alludi, scusa? Ormai la CEI ha firmato solennemente il protocollo.
        E sto ubi maior è proprio fuori luogo. La CEI decide, ma io, come tutti i battezzati, ho diritto di parlare.

      2. Silvia

        Concordo pienamente con Bariom.
        Dopo le tante preghiere, suppliche e tutto ciò che abbiamo potuto, non possiamo ora che ringraziare Dio che i sacerdoti possano tornare a celebrare con il popolo.

        Io sono semplicemente felicissima!
        L’Eucarestia mi mancava così tanto che non mi dispiacerò certo di riceverla da una mano guantata.
        Far rispettare i limiti d’accesso non sarà banale e dovremmo tutti renderci disponibili a collaborare e a fare servizio d’ordine, anche rinunciando a qualche liturgia a vantaggio di altri.
        I sacrifici non sono finiti ma riprendiamo fiato, riprendiamo a mangiare dell’unico Pane vivo che ci nutre veramente.

        Ieri sera avevo fotografato con un potente zoom la luna piena e mi ero soffermata a ringraziare per una così bella meraviglia del creato.
        La sua forma, la sua luce mi ricordavano però tanto l’Eucarestia e ho pensato di essere proprio fissata se mi veniva in mente anche il quel momento.
        Quello spettacolo della natura aveva acuito per un attimo la grande nostalgia e al contempo dato forza alla preghiera spontanea che mi era salita dal cuore, che potessimo tornare presto a nutrircene.
        Ripensandoci stasera, guardo la luna con occhi ancora più grati al suo Creatore.
        La luna è ancora lì, bellissima ed la mia attesa è adesso piena di trepidazione e gratitudine.

        1. Roberto C

          È vero: la Luna piena ricorda proprio l’Eucarestia. Tutto il creato ci parla di Dio, e la Luna pare farlo in particolar modo. Pure a Leopardi era tanto cara, tanto che ci passava ore ad ammirarla; non frequentando però i sacramenti, ” u rannucchiettu” (così era soprannominato a Napoli), si chiedeva cosa ci facesse in cielo senza ottenere risposta.

      3. Francesco Paolo Vatti

        D’accordissimo, Bariom! Purché chi è stato chiamato a dirimere su questo (i Vescovi, non un pretino d’assalto o strano) mi dica che va bene, sono stra-felice che questo durissimo periodo stia per finire! Non vedo l’ora di poter smettere con computer e simili!

    3. martam

      @Valeria , anche i baristi vorrebbero essere loro a stabilire come vendere nel miglior modo il cappuccino e cornetto , invece di essere costretti a metterlo in bicchiere di plastica chiuso ed in sacchetto di carta, che poi il cliente va a consumare appoggiandosi magari ad una macchina parcheggiata 100 metri, e stando attento a non sporcarsi la mascherina che deve togliersi.
      A nessuno però verrebbe in mente di dire : “il cappuccino lo vendo io, e decido io come va venduto perché il cliente sia soddisfatto”, perché quel cappuccino non incide solo sul barista che lo vende, ma incide anche sul cliente che lo consuma e SOPRATUTTO incide su tutte le persone che quel cliente incontrerà da quel momento in poi ed a cui (a cominciare dai familiari) può passare l’eventuale virus preso in occasione del consumo della colazione.
      Per questo TUTTI concordano col fatto che il cappuccino preso così sia umiliante. Ma TUTTI sono anche concordi col fatto che (indipendentemente da questo), il cappuccino (anche preso così) sia sempre fatto dello stesso latte e caffè, e pertanto nutra esattamente come se lo avessimo consumati seduti al tavolo del bar col giornale in mano. Perché non mancano gli elementi essenziali.
      Stessa cosa vale per l’eucarestia. E’ sempre l’eucarestia, se presa rispettando i principi di base, che sono dettati dalla Chiesa e da essa riformabili.
      Inoltre mi scusi se lo dico Valeria, ma suo intervento non fa che confermare quello che molti, dai toni, hanno capito, e cioè che tanti dei suoi interventi di queste settimane non erano spinti tanto dall’amore per l’eucarestia, quanto strumentali all’attacco alle gerarchie della Chiesa e al governo, sempre e comunque.

      1. giovi

        Attacco alle gerarchie della Chiesa e…. al GOVERNO !!!
        Martam, che guardiana della rivoluzione ! Guardiana di una massa di incompetenti , mi riferisco al GOVERNO, che non ne hanno azzeccata una che sia una, dal punto di vista sanitario, del popolo dei fedeli, economico, un trionfo assoluto di incompetenza e pressapochismo !
        Magari non sono del tutto d’accordio con Valeria ma i tuoi argomenti sono terrificanti.
        Che poi, che la mano disinfettata o lavata sia mille volte più igienica dei guanti è di una evidenza scientifica indiscutibile
        Di sicuro, nonostante l’ottusità e piccineria di certe regole, e l’ottusità e piccineria di tutta la vicenda, sono molto, molto,molto contenta di poter tornare a Messa.
        Tu beviti il tuo agognato cappuccino.

  49. Essendo il Protocollo appena reso pubblico per ora solo un PDF in realtà non editabile perché in realtà scansione di immagini.

    Mi sono preso la briga di renderlo PDF editabile (cioè posso copiare, evidenziare, parti di testo) che trovate qui: http://www.illustrazionecreativa.com/Public_ftp/Protocollo_ripresa_delle_Celegrazioni_Liturgiuche_7_Maggio_2020.pdf

    A questo punto pubblico qui il testo integrale omessa solo l’intestazione, per farne una attenta valutazione che personalmente non ho ancora fatto…
    Certamente sorgeranno punti dubbi o non del tutto semplici quanto ad applicazioni, ma sempre è così “tra il dire e il fare”.

    Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo.

    Per la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo, il presente Protocollo ha per oggetto le necessarie misure di sicurezza, cui ottemperare con cura, nel rispetto della normativa sanitaria e delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemioìogica da SARS-CoV-2,

    1. ACCESSO AI LUOGHI DI CULTO IN OCCASIONE DI CELEBRAZIONI LITURGICHE

    1.1. L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e il sagrato.
    1.2. Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’ente individua la capienza massima dell’edificio di culto, conto della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.
    1.3. L’accesso alla chiesa, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da
    volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento – favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa dei fedeli superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche.
    1.4. Per favorire un accesso ordinato, durante il quale andrà rispettata la distanza di
    sicurezza pari almeno 1,5 metro, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente
    distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e
    l’uscita dei fedeli le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare
    che porte e maniglie siano toccate.
    1.5. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a
    indossare mascherine.
    1.6. Venga ricordato ai fedeli che non è consentito accedere al luogo della celebrazione in
    caso di sintomi influenzali/respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o
    superiore ai 37,5° C.
    1.7. Venga altresì ricordato ai fedeli che non è consentito l’accesso al luogo della
    celebrazione a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei
    giorni precedenti.
    1.8. Si favorisca, per quanto possibile, l’accesso delle persone diversamente abili,
    prevedendo luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della
    normativa vigente.
    1.9. Agli ingressi dei luoghi di culto siano resi disponibili liquidi igienizzanti.

    2. IGIENIZZAZIONE DEI LUOGHI E DEGLI OGGETTI

    2.1. I luoghi di culto, ivi comprese le sagrestie, siano igienizzati regolarmente al termine di ogni celebrazione/ mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica. Si abbia/ inoltre/ cura di favorire il ricambio dell’aria.
    2.2. Al termine di ogni celebrazione, i vasi sacri/ le ampolline e altri oggetti utilizzati/così come gli stessi microfoni/ vengano accuratamente disinfettati.
    2.3. Si continui a mantenere vuote le acquasantiere della chiesa.

    3. ATTENZIONI DA OSSERVARE NELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE

    3.1. Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento è necessario ridurre al minimo la presenza di concelebranti e ministri/ che sono comunque tenuti al rispetto della distanza prevista anche in presbiterio.
    3.2. Può essere prevista la presenza di un organista, ma in questa fase si ometta il coro.
    3.3. Tra i riti preparatori alla Comunione si continui a omettere lo scambio del segno della pace.
    3.4. La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi – indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.
    3.5.1 fedeli assicurino il rispetto della distanza sanitaria.
    3.6. Per ragioni igienico-sanitarie/ non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli
    siano presenti sussidi per i canti o di altro tipo.
    3.7. Le eventuali offerte non siano raccolte durante la celebrazione, ma attraverso
    appositi contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto
    idoneo.
    3.8. Il richiamo al pieno rispetto delle disposizioni sopraindicate, relative al distanziamento e all’uso di idonei dispositivi di protezione personale si applica anche nelle celebrazioni diverse da quella eucaristica o inserite in essa: Battesimo/ Matrimonio, Unzione degli infermi ed Esequie.l
    3.9. Il sacramento della Penitenza sia amministrato in luoghi ampi e arcati, che
    consentano a loro volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza
    richiesta dal sacramento stesso. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina.
    (1) Nelle unzioni previste nell’amministrazione dei sacramenti del Battesimo e dell’Unzione degli infermi, il ministro indossi, oltre alla mascherina, guanti monouso.
    3.10. La celebrazione del sacramento della Confermazione è rinviata.

    4. ADEGUATA COMUNICAZIONE

    4.1. Sarà cura di ogni Ordinario rendere noto i contenuti del presente Protocollo
    attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione.
    4.2. All’ingresso di ogni chiesa sarà affisso un manifesto con le indicazioni essenziali, tra
    le quali non dovranno mancare;
    – il numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza dell’edificio;
    – il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/respira tori, temperatura
    corporea uguale o superiore ai 37,5° C o è stato in contatto con persone positive a SARS-
    Co V-2 nei giorni precedenti;
    – l’obbligo di rispettare sempre nell’accedere alla chiesa il mantenimento della distanza
    di sicurezza, l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di
    protezione personale/ a partire da una mascherina che copra naso e bocca.

    5. ALTRI SUGGERIMENTI

    5.1. Ove il luogo di culto non è idoneo al rispetto delle indicazioni del presente
    Protocollo, l’Ordinario del luogo può valutare la possibilità di celebrazioni all’aperto,
    assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria.
    5.2. Si ricorda la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute.
    5.3. Si favoriscano le trasmissioni delle celebrazioni in modalità streaming per la
    fruizione di chi non può partecipare alla celebrazione eucaristica.
    Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta del 6 maggio 2020, ha esaminato e approvato il presente ”Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo”, predisposto dalla Conferenza Episcopale Italiana.

    Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno lunedì 18 maggio 2020.

  50. Alessandro

    Son d’accordo Bariom, hai ragione, ho segnalato subito una difficoltà che mi è sorta leggendo ma senza intenzione di sollevare vespai.

    Anche perché, credimi, io sono contentissimo che il protocollo sia stato definito e approvato e, per quanto mi riguarda, ho sempre auspicato che da parte dall’autorità civile ci si limitasse a fornire poche essenziali coordinate di carattere igienico-profilattico, ritenute imprescindibili, che fossero accettabili dalla Chiesa italiana, e poi fosse il Vescovo nella sua diocesi a decidere sulla vita liturgica conforme a queste poche e chiare indicazioni, a prudenza pastorale e a diritto canonico.

    Devo dire che, sebbene non abbia ancora letto con grande attenzione, ho apprezzato che si parli di un “distanziamento sociale” di “almeno un metro” (1,5 m all’ingresso), che mi sembra ragionevolissimo.

    Avevo letto di proposte molto più restrittive, che prevedevano distanziamenti di 3 o 4 metri e addirittura un preventivo vaglio dei fedeli attraverso test sierologici … se fosse stato così, avremmo avuto messe a fine anno forse (e aziende ed esercizi commerciali chiusi per altri mesi, a parità di protocolli), grazie a Dio così non è stato, è prevalso il buon senso e di questo mi rallegro sinceramente!

  51. Francesco Paolo Vatti

    Questa mancanza della Messa è stata (ed è, fino a che non potrò tornarci) per me durissima e ha messo in luce degli aspetti di me che non posso dire di apprezzare. Ma mi ha dato anche qualcosa.
    Per quello che ho potuto capire, la sospensione delle Messe è stata un’azione del Governo: la sera del 22 febbraio ero a una festa di compleanno e il nostro parroco aveva raggiunto mia moglie, ministro straordinario, per dirle che non si sarebbe fatto lo scambio della pace e la Comunione si sarebbe distribuita solo nelle mani. Il giorno dopo, subito dopo la Messa dove eravamo andati io e mia moglie, si seppe che non ci sarebbe stata quella della sera (dove avrebbe dovuto andare mio figlio), fino a nuovo ordine. So (attraverso una fila di confidenze, per cui non vi dirò nulla di più) di un Vescovo che si è arrabbiato per questa sospensione col presidente della sua regione e questi l’ha minacciato di denuncia penale in caso non si fosse attenuto. Dunque, i Vescovi sono stati messi davanti al fatto compiuto. Avevano due possibilità: litigare o evitare scontri in un momento difficile e hanno scelto la seconda strada. Al momento mi arrabbiai tantissimo, tanto che quando il mio parroco tornerà a confessare, una cosa da dirgli la so di sicuro… Poi, grazie anche a questo blog (in particolare a Bariom e Alessandro), ho capito che stavo sbagliando e che potevo non essere d’accordo e non ribellarmi insieme. Nel periodo peggiore, ho anche capito il perché di una posizione così (per me molto pesante). Parlando con mio fratello sacerdote ho anche capito che la cosa pesa tantissimo anche a loro e ho accettato un po’ di più. Continuo a fare una grande fatica: la testa mi dice che è sbagliato, ma ho provato -cosa di cui di solito non soffro- invidia per quegli amici che erano stati chiamati a leggere nelle messe in streaming della parrocchia. La testa mi dice che è sbagliato, ma quando il prete, nelle Messe in streaming invita alla Comunione, la reazione istintiva è di non sentirmi invitato. Purtroppo, ho ancora molta strada da fare e vedere qui gente più avanti di me è stato utilissimo.
    Pur continuando a pensare che si tratta soprattutto di frasi consolatorie, però è stato vero che la sospensione mi ha fatto sentire più forte certe cose. Ho preso nuove abitudini che spero di non lasciare quando si tornerà alla normalità…
    Mi spiace, ma non riesco a considerare la messa in streaming uguale a quella dal vivo: al momento dell’Elevazione, è come se, invece di Gesù, vedessi una sua foto… non so se riesco a rendere…. E mi è venuta una forma di rigetto per le celebrazioni on-line: continuo a seguirne qualcuna (sicuramente la Messa domenicale), ma faccio molta fatica…
    Diversi hanno espresso in questo blog atteggiamenti più tranquilli del mio. Alcuni mi pare si siano un po’ persi, ma altri li ammiro: dimostrano di saper accettare più di me -che pure cerco di farne un faro della mia vita- la volontà di Dio e a interiorizzare meglio di me certe verità. Verità che capisco, che condivido, ma che fatico a sentire mie…

  52. francesca

    Non ho letto tutto…mi scuso ma la tonalità era comprensivbile dal primo rigo.
    Ho quattro figli come te, cresciuta a pane rosario e messe (e tanto altro ovviam), che mi hanno fatto conoscere la persona più importante della mia vita, Gesù Cristo. Sono un medico. Ho letto 2 libri tuoi, con molta allegria e piacere e ti ringrazio.
    Mi sento però in questo tempo più vicina alla samaritana e a ciò che le dice Gesù. “Viene l’ora in cui nè su questo monte nè a Gerusalmeme adorerete il Padre…i veri adoratori adoreranno il Padre in Spirito e verità…”.
    Se ci è chiesta una cosa in questo tempo è quella di tenere vivo in noi Lui. E’ chiesto a noi, che forse abbiamo capito, sperimentato, odorato, toccato chi è il Signore. Tenere vivo chi è Lui è, non ciò di cui abbiamo bisogno per questo.
    Credo fermarmente che Dio sia presente ovunque, anche nell’assenza della messa, e non serve parlare di Van Thuan per dirlo, ci sono esempi molto più banali…
    Quindi coraggio, grazie per gli spunti sempre utili e puntuali. Ma attenzione a non nasconderci dietro i nostri bisogni.
    Francesca

    1. Maria Cristina

      Questo discorso “Dio e’presente dappertutto non c’e’bisogno di andare in Chiesa la domenica per pregarlo” , lo sento fare dagli anni 70, in cui molti lo facevano per dire che non c’era alcun bisogno di Messe, preti, Molti baggiungecano anche “E’piu’cristiano chi fa volontariato, chi aiuta il prossimo, piuttosto che chi va alla Messa la domenica” . Insomma negli anni 70 la Messa era da ” borghesi”, da bigotti, e il motto era” io credo in Dio ma non nella chiesa”
      Questa mentalita’e’rimasta , strisciante, in molti della mia generazione. Adesso sembra quasi che chi in questa pandemia desidera andare a Messa sia un fariseo un ipocrita,un bacchettone, anzi come ha detto credo padre Spadaro’, un fascista. I due slogan di oggi sono che Dio si puo’ pregare ovunque anche in bagno, e che la Salute viene prima di tutto.
      Io non sono d’accordo ne’con l’uno ne’con l’altro, questi slogan che mi paiono l’esempio piu’eclatante di una societa’che ha perso ogni senso del sacro e ogni senso della gerarchia dei valori. La Salute del corpo prima di quella dell’anima. Dio si puo’pregare dappertutto. Che idioti i nostri antenati che hanno costruito le cattedrali, che hanno abbellito le chiese di opere d’arte, e la Sacra Liturgia di meravigliosa musica. Che illuminati siamo noi moderni che non abbiamo piu’bisogno di chiese ne’di Messe e che facciamo volontariato !
      L’incendio di Notre-Dame di Parigi e’stato il segno del sopravvenire di tempi in cui si preghera’Dio in bagno.

    2. giovi

      Scusa, Francesca, hai letto le prime righe e basta . almeno potevi rispondere a quello che hai letto e invece , via, parole in libertà !
      Boh, mi sbaglierò, ma mi sembra che sia tutta un’arrampicata sugli specchi per dimostrare l’indimostrabile.
      Se c’è una cosa che contesto agli interventi come il tuo, è questa vaghezza, questa occasione per predicare al prossimo cosa dovrebbe pensare, ma senza rispondere puntualmente o contestare nel merito .
      Voglio dire, secondo te, Costanza ( e molto più modestamente anche io !) crede , per esempio, che Dio non sia presente, anche in assenza della messa ??? Ma scherzi ???
      Così , veramente, non si sa nemmeno perché beccarsi reprimende ( molto soft, la tua, ma sempre reprimenda !) : mi metto nei panni di Costanza, che cosa dovrebbe dire, da che cosa dovrebbe difendersi ? Boh, doppio boh !!!

      1. giovi

        E anche la superficialità, scusa Francesca, di dire che hai capito tutto dal “tono” di “qualche riga ” e intervenire dopo CINQUE GIORNI , senza la minima umiltà di leggere, non dico i commenti, non dico almeno qualche commento, ma solo qualche riga !
        E questo sarebbe il tuo modo di tenere vivo Gesù dentro di te ? Di paragonare te stessa alla samaritana?
        Boh, doppio boh !
        Francesca, le parole possono ferire, anche se mielose nel tono , possono essere feroci nella sostanza !

  53. Valeria Maria Monica

    Ineffabile @martam, non mi pare occorresse particolare acume per scoprire la mia opinione fortemente (e dolorosamente) critica su questo pontificato e la gerarchia ad esso allineata, visto che trapela quasi da ogni mio intervento. Ma “la bocca parla dalla pienezza del cuore” e per me assistere agli eventi di  questo pontificato è una sofferenza continua.
    Quanto alla sua affermazione che io “ami poco l’Eucarestia” è una offesa gravissima e gratuita di cui lei dovrebbe semplicemente vergognarsi, e lascio che sia la sua coscienza a farla riflettere sulla portata delle sue parole.
    Più di tutto però sono rimasta dolorosamente colpita dal suo incredibile, sacrilego paragone tra l’Eucarestia e il cappuccino, detto con la massima serietà. Io me lo potevo aspettare da un luterano o da un ateo un paragone simile, mai da una fervente cattolica, come ritengo lei sia, visto che frequenta questo blog.
    La particola consacrata non è più un pezzo di pane, alla cui consumazione sia ovvio applicare per analogia tutte le regole che si applicano ai pubblici esercizi e alle attività di somministrazione alimenti: la particola consacrata è Corpo e Sangue, anima e divinità di Gesù Cristo Figlio di Dio, interamente presente in ogni suo più piccolo frammento.
    L’ Eucarestia non ci appartiene, ci viene donata, ed è un dono così immeritato e inestimabile che nessuna forma di rispetto e di reverenza è sufficiente. Non perché Dio ne abbia bisogno (altrimenti nessuna forma di onore potrebbe essere sufficiente), ma perché NOI ne abbiamo bisogno per porci davanti alla Santissima Eucarestia con la reverenza e l’amore che ci permettano di riceverne appieno i frutti spirituali.
    Calice e patena di materiale nobile, pane e vino di solo frumento e di sola uva senza adulterazioni chimiche, corporale immacolato steso sull’altare e rito di purificazione delle mani (consacrate) del sacerdote prima della consacrazione, ministrante col piattino sotto il mento dei fedeli per evitare che l’Eucarestia possa cadere a terra, purificazione da parte del  sacerdote dei vasi sacri al termine della celebrazione, per evitare che nessun piccolo frammento di pane o vino consacrati venga disperso e profanato gettandolo nei rifiuti, lume acceso e fiori davanti ai tabernacoli in cui viene conservata l’Eucarestia al termine delle celebrazioni…tutte le “norme”, liturgiche o pratiche, attinenti alla consacrazione e distribuzione dell’Eucarestia sono davvero una “siepe intorno alla Torah”, un complesso di attenzioni che realizzano e insegnano ai fedeli che la reverenza e l’onore tributato all’ Eucarestia devono sempre essere massime, le maggiori che possiamo esprimere, principalmente nel nostro spirito, ma che devono tradursi anche in gesti fisici, concreti.
    Ecco, io non riesco ad accettare l’offesa che il Corpo di Cristo debba essere toccato dal sacerdote con un guanto di gomma anziché direttamente con le sue mani consacrate.
    Non è certo a me che farebbe schifo riceverlo “da una mano guantata” (come sembra aver pensato @Silvia) è che è una mancanza di rispetto verso il Sacramento, un modo orribile e umiliante di toccare il Corpo di Cristo, per me una vera profanazione.

    Questo, come altri punti del protocollo, che generano ai sacerdoti seri problemi pratici applicativi, sono causati dall’aver lasciato allo stato l’arbitrio di decidere in materia di celebrazioni liturgiche. Non ci si poteva certo aspettare che la reverenza per il Corpo di Cristo fosse una delle priorità del Comitato Tecnico Scientifico. (Mi raccomando, tutto maiuscolo!!! Visto che non sappiamo neanche che facce hanno, ma pretendono di venire a dirci come celebrare il culto di Dio)

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