Tag: Verità
Punto di non ritorno
di Costanza Miriano
I poliziotti in ginocchio sul cavalcavia dell’autostrada di Firenze che supplicano l’uomo che ha appena ucciso una donna, uomini e donne in divisa che cercano di convincere un assassino a non suicidarsi nonostante abbia compiuto un gesto feroce e orribile e irrimediabile, che parlano tra di loro e si chiedono l’un l’altro “ce la fai a correre da lui?” senza neanche sapere se sia armato, ci ricordano una verità che è da sempre scritta nel cuore dell’uomo. Una verità prereligiosa, una verità che tutti sappiamo istintivamente. Ogni vita umana è un bene.
Non è questione di essere cattolici o no, nonostante Luca Zaia dall’alto della sua laurea in scienza della produzione animale tenti di spiegarci la nostra fede dalle pagine di Repubblica, improvvisando opinioni in libertà, alla faccia di duemila anni di padri della Chiesa e teologia e sensus fidei. Zaia può dire quello che vuole (aiutato certo dal fatto che anche certi pastori si permettono di recitare a soggetto, come se la fede non fosse un patrimonio consegnatoci a cui aderire con rispetto, ma roba loro, e che pensano di poterlo fare per il solo fatto di avere una fascetta bianca al collo, tipo quando dicono che l’aborto è un diritto, e sì, ne ho sentiti con le mie orecchie).
Dio innamorato pazzo
di Costanza Miriano
Quando siamo innamorati, non so se sia così anche per i maschi o se siamo solo noi donne ad essere così appiccicose, vorremmo stare sempre insieme all’amato. I primi tempi, dico. Quelli in cui non ci si separerebbe mai, neanche un secondo, tipo gli amori adolescenziali quando si sta al portone ma magari la mamma chiama e bisogna salutarsi, e fare quelle stupide cose tipo mangiare, lavarsi, andare a dormire o, peggio mi sento, frequentare quella insulsa inutile scuola. I momenti in cui ci si regalano braccialetti o cose da tenere sempre addosso, per non parlare dei peluches con cui è obbligatorio dormire: la fase della simbiosi, insomma.
Fine vita, fine della civiltà
Epstein files: per combattere l’abisso bisogna essere di Cristo
di Costanza Miriano
Confronti
di Costanza Miriano
“Dai, bambine, su, i confronti non si fanno…” – parto con la solita solfa dalla cucina mentre ascolto i discorsi delle mie figlie. Non ci credo neanche io mentre lo dico, ascolto la mia voce e sento che suona falsa. Lo so benissimo che i confronti si fanno eccome, soprattutto da bambini, anzi, più esattamente, soprattutto da bambine. Ma è mio dovere procedere alla predichella di ufficio, essendo la mamma.
Ho un sogno
di Costanza Miriano
I have a dream. Ho un sogno. Che tra i Vescovi chiamati alla prossima assemblea CEI dal 17 novembre a votare ad Assisi il documento sinodale si alzi in piedi un novello san Benedetto, e parli, e trascini tutti, e gli articoli più assurdi del Documento sinodale vengano bocciati. Vescovi santi ce ne sono, e spero che qualcuno abbia il coraggio (e la possibilità) di dire apertamente la cosa più macroscopica che c’è da dire in merito alle cosiddette “aperture” alle persone che vivono stabilmente nel peccato, e cioè che Cristo è venuto prima di tutto a salvarci proprio dal peccato. Da tutti i peccati: dalla cattiveria, dall’avidità, dall’egoismo, la maldicenza, ma anche dall’adulterio, dalle relazioni contro natura, dall’aborto.
Il futuro della Chiesa
Quella che segue è la conclusione di un ciclo di cinque lezioni radiofoniche alla Hessischer Rundfunk, svolte nel 1969 dall’allora professore di teologia Joseph Ratzinger
di Joseph Ratzinger Natale del 1969
Il futuro della Chiesa può risiedere e risiederà in coloro le cui radici sono profonde e che vivono nella pienezza pura della loro fede. Non risiederà in coloro che non fanno altro che adattarsi al momento presente o in quelli che si limitano a criticare gli altri e assumono di essere metri di giudizio infallibili, né in coloro che prendono la strada più semplice, che eludono la passione della fede, dichiarandola falsa e obsoleta, tirannica e legalistica, tutto ciò che esige qualcosa dagli uomini, li ferisce e li obbliga a sacrificarsi. Per dirla in modo più positivo: il futuro della Chiesa, ancora una volta come sempre, verrà rimodellato dai santi, ovvero dagli uomini le cui menti sono più profonde degli slogan del giorno, che vedono più di quello che vedono gli altri, perché la loro vita abbraccia una realtà più ampia.
Vi prego fermatevi!
di Costanza Miriano
Bene, almeno ancora per un po’ non si insegnerà educazione sessuale nelle scuole. Ottimo risultato. Noi cattolici siamo contrari perché noi siamo quelli veramente liberi, quelli che non vogliono indottrinare, quelli che non vogliono che i loro figli siano indottrinati. Noi cattolici pensiamo che a scuola si debba imparare a usare il cervello, si debba faticare per conoscere il sapere conquistato da altri per impadronirsene, affinché con gli strumenti acquisiti a scuola ci si possano fare delle idee proprie, e ci si possa difendere dall’indottrinamento. La scuola non deve imporre contenuti, ma sviluppare un pensiero critico, e a questo fine è sicuramente molto più utile rompersi la testa su un problema di matematica, sulla fisica, affrontare la sfida quasi estrema di tradurre Aristotele senza copiare dal traduttore, che sorbirsi le lezioncine sulla fragilità della drag queen. E invece la scuola sta abbassando sempre più l’asticella, sempre meno fatica, sempre maggiore comprensione per chi non studia, sempre più lezioncine di morale già confezionata e masticata da altri (ovviamente solo una, quella del pensiero unico, ignorante, approssimativo e ovviamente chiuso a qualsiasi prospettiva ultraterrena).
Questi giovani quando sentono il profumo della Verità, lo riconoscono
di Costanza Miriano
Con le immagini di Tor Vergata ancora negli occhi, pensavo di potercela fare, piena di entusiasmo e di gioia (un milione di ragazzi in adorazione del Santissimo, e un Papa in ginocchio per un tempo interminabile in un silenzio surreale sono una scorta di gioia non dico infinita, ma parecchio duratura sì). E così ho aperto quella porta. Sono entrata in camera delle figlie adolescenti, partite.
E niente, non avrei dovuto. Si è reso necessario l’intervento dei corpi scelti, gli Incursori della Marina, per trovare le scrivanie sepolte da oggetti stratificati, provenienti da diverse epoche della loro esistenza (come hanno fatto, che pulisco sempre?). Pur avendo avuto una vita finora a dire il vero non ancora lunghissima, sono riuscite ad accumulare una quantità sorprendente di detriti e cose inutili, arrotolate intrecciate impolverate sgangherate inceppate macchiate. Il primo pensiero è stato: quando tornano le accoppo.
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Cari “scienziati” Dio c’è, con o senza Sindone
di Costanza Miriano
Esce l’ennesimo studio che pretende di dimostrare che la Sindone è un falso. Volevo dire agli scienziati di non disturbarsi troppo, perché se il fine è dimostrare che questa storia di un Dio fatto uomo per noi, morto e risorto sarebbe tutta una balla, non vale la pena. Non perdete tempo.
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Eutanasia: in Italia non manca la legge, manca la compagnia
di Costanza Miriano
In Italia non c’è nessun vuoto normativo. Esistono le cure palliative, abbiamo un Sistema Sanitario che si prende cura di tutti, direi abbastanza al confronto con altri paesi, e si prende cura anche di chi non può pagare e dei più deboli (aborto a parte); nel nostro paese già attualmente, ovviamente, si possono rifiutare le cure e si può rifiutare l’accanimento terapeutico. Semplicemente, in Italia è vietato l’omicidio (aborto a parte). Non c’è nessun vuoto normativo, ma più esattamente c’è una parte politica che spinge per l’eutanasia, e c’è un ‘altra parte che, si spera, resisterà. Anche perché almeno in parte è stata eletta con i voti dei cattolici, per i quali l’omicidio non è mai ammissibile. Non ci sono paletti da mettere, non c’è male minore da scegliere. C’è una sola risposta possibile a questo pressing radicale ed è:
NO.
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La crisi che aleggia nella Chiesa è crisi di fede, prima che di pastorale
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Cristo è respiro vitale
di Costanza Miriano
“La mia preghiera preferita? C’è una preghiera nella messa che il sacerdote non dice ad alta voce.
“Che io non mi separi mai da te”. Questa è la preghiera che mi ripeto durante la giornata. Un giorno senza eucaristia sarebbe difficile, molto difficile”.
Ascolto l’intervista che la mia collega di Rai Vaticano ha fatto all’allora Card. Prevost e il mio cuore sussulta.
Mi sento a casa. A dare la vita per mia madre, la Chiesa, c’è un padre che vuole solo sparire, perché si manifesti sempre di più Cristo, come ha detto nella sua prima omelia da Leone XIV. Questa è l’essenza del cristianesimo, essere immagine di un Altro. L’opposto di ciò che chiede per sé l’uomo contemporaneo: essere sé stesso, determinarsi in tutto (compresa l’identità). È precisamente questo che prende assolutamente inconciliabile il cristianesimo con l’epoca moderna, nonostante tutti i tentativi.
Ho bisogno di una Chiesa che mi dica che solo Dio salva
di Costanza Miriano
Io non so che Papa serva alla Chiesa, perché, per quanto mi scocci, devo ammettere che non sono Dio. Che ne so della situazione della Cina, dove sta l’Armenia, come si posiziona la Chiesa rispetto agli equilibri che cambiano, di quale pastorale ci sia bisogno per arrivare al cuore di un ragazzo giapponese o di una madre di famiglia che vive nel Mato Grosso…
L’unica cosa che conosco un po’ – poco perché davvero è un abisso l’uomo – è il mio cuore. E so quello che ha bisogno di ricevere, quello che gli manca quando legge documenti annacquati o ascolta omelie scialbe, parole che potrebbe scegliere indifferentemente un volontario di una qualsiasi associazione, un buon educatore, un editorialista che si autoconvince di essere biblista. Quando ascolta pastori che cercano di dire che alla fin fine la fede è più o meno “una bella proposta di valori” che più o meno sono assimilabili alla giustizia sociale di cui parla il mondo, quando affermano che la fede cattolica può avere il suo posto fra le altre proposte culturali o religiose che soddisfano l’uomo; come se fosse una delle altre, come se non fosse radicalmente irriducibilmente lontana da tutto il resto, come se non fosse l’annuncio di una vita eterna che comincia già da questa vita. Come se la vita secondo il battesimo potesse assomigliare a quella secondo il mondo. Come se non fosse che solo il battesimo ci può dare il potere di diventare figli di Dio. Come se l’uomo potesse salvarsi con la buona condotta, come se ne fosse capace da solo, di buona condotta.
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L’Essenziale – Al Passaggio di Papa Francesco
di don Cristian Langa
Ora che Papa Francesco ha varcato la Porta santa della vita verso l’eternità, credo sia importante per tutti i fedeli cattolici (e non solo) non perdere di vista l’essenziale, che in questi momenti può facilmente smarrirsi tra emozioni, sentimenti, ricordi, preferenze, apprezzamenti, critiche o tentazioni di giudizi affrettati (di assoluzione o di condanna).
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La famiglia Gennero, un annuncio di risurrezione
di Costanza Miriano
C’è una famiglia bellissima che ha un’azienda agricola in provincia di Cuneo. Ci sono cinque figli, una femmina e poi quattro maschi. I due maschi più grandi, Francesco e Davide Gennero, aiutano il padre nell’azienda. Francesco, 25 anni, ha fatto un’esperienza in un altro impiego ma comunque aiuta la famiglia, Davide, 22, invece lavora sempre col padre, è fidanzato e sta per sposarsi. Un giorno di fine estate vanno a lavorare il mais contenuto nel silos, Francesco respira delle esalazioni e si sente male. Un fratello più piccolo dà l’allarme; Davide non ci pensa un secondo, sale velocemente la scala esterna del silos, si lancia a salvare il fratello, ma col fiato grosso per la salita veloce respira anche lui le esalazioni, e muore sul colpo. Francesco viene ricoverato, ma dopo giorni di terapia intensiva muore anche lui.
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Combattere per la salvezza eterna ma anche per la salvezza qui e ora
di Costanza Miriano
“A volte c’è più fede in una bestemmia che nella vostra indifferenza” – disse una volta un mio professore al liceo. Saltai sulla sedia. Ero parecchio combattiva allora, e l’affermazione mi parve blasfema, immagino che contestai la cosa con la mano vigorosamente alzata. Adesso però capisco in che senso la dicesse, e sono d’accordo. “C’è una sorta di fede – spiegava – in un contadino che, per esempio inveisce contro Dio perché una grandinata gli ha rovinato il raccolto. È la fede di chi sa che la sua vita è precaria e dipende in tutto da un Altro”.
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