Chiese aperte: mai momento più opportuno

di Costanza Miriano

Su chiese chiuse e messe sospese vorrei provare a dare un contributo da figlia che ama veramente la Chiesa come una madre (e va be’, lo ammetto, vorrei anche un pochino rispondere a prediche sull’obbedienza, insulti e auguri di ammalarmi e rimanere senza respiratore ricevuti oggi sui social)

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Libertà in gabbia?

Questo è il testo del mio intervento al convegno “Libertà in gabbia?” organizzato dall’associazione Nonni 2.0 a Milano.

C’è effettivamente una sorta di egemonia del pensiero unico, grazie alla saldatura  tra le classi dirigenti, politiche, intellettuali e mediatiche. Anche negli esiti delle ultime elezioni, per esempio la Brexit, c’è stato uno schieramento totale dei media. Anche lo schieramento mediatico contro Trump, che ha avuto un esito, come sappiamo, opposto, ci dimostra che la cooptazione del pensiero non è ancora compiuta. Non voglio dire che siano giuste né le elezioni di Trump né la Brexit, non è il luogo per esporre il mio pensiero in merito, ma che comunque c’è ancora la libertà di pensare, secondo me,  nonostante questo tentativo di indottrinarci continuo, anzi forse c’è una reazione a esso.

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Per l’Amazzonia, come altrove, occorre andare alla radice del problema

Lettera a Il Foglio di Luca Del Pozzo

Al direttore – E’ vero, il celibato sacerdotale non è un dogma di fede. Ed è altrettanto vero che da sempre tra gli uomini di Dio ha allignato la lussuria (uno piuttosto ferrato sull’argomento si chiamava Lutero). Per carità, nulla di cui scandalizzarsi. Per dire, un mio vecchio professore di Diritto canonico era solito ricordare una battuta molto in voga ai tempi in cui frequentava il seminario, che più o meno suonava così: “La castità sacerdotale è una virtù che si tramanda di padre in figlio”.

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Provare a parlare di vita reale

courtesy Piergiorgio Marini

di Costanza Miriano

Ho letto su Dagospia che Mughini sostiene che le presentazioni di libri non hanno più senso, che le persone che ci vanno sono sempre di meno, che di recente una sua è stata praticamente disertata, che “Non esiste più un linguaggio comune, immediatamente percepibile ai più. Se vai al di fuori del seminato _ ossia che Salvini è un mostro oppure un salvatore del Paese _ il pubblico medio non capisce, non ti segue, non gli interessa, non è preso nemmeno un po’. Figurati poi un libro, quell’assieme di pagine senza figure e che non danno alcun brivido”.

Volevo dire che credo che non sia per tutti così. Tanto per fare alcuni nomi che conosco, Don Fabio Rosini, padre Maurizio Botta, don Luigi Maria Epicoco riempiono sempre saloni sterminati, e nessuno di loro nomina mai di striscio Salvini, e neanche il tango della signora Ronaldo.

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Eppure il tuo eremo è qui

di Costanza Miriano

Ieri mattina, al mio turno di adorazione delle sette – al quale sia detto per amor di verità arrivo con un ritardo variabile da molto a moltissimo, in particolare ieri, quando non avevo proprio sentito la sveglia (lo preciso perché non vorrei dare l’idea ingannevole di essere una persona minimamente seria o affidabile, tanto meno una mistica che nel cuore della notte è presa dal trasporto amoroso per Dio: io ogni volta che suona la sveglia medito se convertirmi al buddismo o a qualche altra fede che abbia tra i suoi comandamenti quello di dormire fino a tardi la mattina) – insomma ieri, arrivata tardi e molto addormentata, cercavo di raccogliermi in preghiera meglio che potessi. Meglio che posso è l’unica postura a cui aspiro, davanti a Dio.

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In ricordo di Jose Ocampos

Padre Aldo Trento ci annuncia la morte del caro Jose Ocampos nella Casa Divina Providencia don Luigi Giussani ad Assuncion, Paraguay.

Jose era un uomo straordinario, un autista di autobus paraguayano cieco e immobilizzato su un letto da più venti anni, poteva muovere solo qualche dito di una mano, ma riusciva a dire in modo appena comprensibile che la vita per lui era bellissima.

Jose era un uomo di una fede straordinaria che ci ha insegnato tanto, basta solo ascoltare le sue parole in questo video girato poco più di due anni fa.

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La torta di mele

di Marco Negri

Sembra strano ma credo di aver intuito chi è Dio e che cosa desidera da noi da un segno irrilevante all’apparenza, a cui di di solito non diamo peso e che addirittura sovente passa inosservato. L’immagine tutta intera di Dio su questa terra è una cosa impossibile da decifrare perché la nostra percezione non è attrezzata per la perfezione e si brucerebbe all’istante al suo cospetto. Non siamo capaci di conoscerci, figuriamoci se riusciamo anche minimamente a definire con le categorie usuali il senso delle cose che risiede solo in Dio; ne saremmo folgorati, stecchiti come un pollo bruciacchiato nel forno! Bisogna avere una grande Fede per permettere al mistero di avvicinarci.

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