di Costanza Miriano
“A volte c’è più fede in una bestemmia che nella vostra indifferenza” – disse una volta un mio professore al liceo. Saltai sulla sedia. Ero parecchio combattiva allora, e l’affermazione mi parve blasfema, immagino che contestai la cosa con la mano vigorosamente alzata. Adesso però capisco in che senso la dicesse, e sono d’accordo. “C’è una sorta di fede – spiegava – in un contadino che, per esempio inveisce contro Dio perché una grandinata gli ha rovinato il raccolto. È la fede di chi sa che la sua vita è precaria e dipende in tutto da un Altro”.
Non vorrei semplificare troppo, ma mi chiedo se l’attuale senso di generale indifferenza nei confronti di Dio possa dipendere anche da questo, complessivamente: viviamo in una fetta di mondo in cui siamo garantiti nei bisogni fondamentali. Tutti noi sappiamo che domani mangeremo sicuramente qualcosa, ci sarà un cuscino su cui posare la testa, e che se ci viene anche solo un mal di testa potremo prendere un analgesico. Abbiamo le assicurazioni, visite mediche a piacimento, abbiamo la pensione e insomma in generale una certezza di vita impensabile nei secoli scorsi. Non è certo un male, anzi, ma può diventare un inganno: può farci credere di non dipendere da nessuno e niente. Certo, quella del contadino che inveisce per la grandinata magari è solo una religiosità naturale, però può essere una disposizione alla fede. Il benessere e la sicurezza invece tendono a farci dimenticare che la vita è un combattimento per la salvezza, un combattimento così grave e drammatico che Dio stesso si è fatto uomo ed è morto sulla croce per darci la possibilità di vincerlo. Combattimento per la salvezza eterna ma anche per la salvezza qui e ora.
“Per il tuo nome, Signore, fammi vivere” – diceva il salmo delle Lodi di stamane “liberami dall’angoscia, per la tua giustizia. Non nascondermi il tuo volto perché non sia come chi scende nella fossa. Al mattino fammi sentire la tua grazia, perché in te confido”. Dipendiamo da Dio a ogni respiro dell’anima, per questo la preghiera più urgente è quell’”O Dio vieni a salvarmi” con cui cominciamo la liturgia delle ore e il rosario. Mi pare che lo scriva padre Giuseppe Forlai (nel suo stupendo “Come una piccola creatura”, una preziosa guida alla vita spirituale; non lo ho qui con me, ma cito a memoria) è quella che riassume tutti i salmi e tutte le preghiere. Chiediamo a Dio che venga a salvarci, e che venga presto, perché nell’uomo ogni cellula chiede salvezza, e in ogni momento, non solo nell’ora della morte. Nei giorni in cui faccio più fatica a pregare (tutti?) e comincio il rosario duecento volte, mi ritrovo a pregarla in continuazione. O Dio. Vieni. A salvarmi. L’avrò già detto? Va beh, nel dubbio lo dico ancora. È stato bellissimo quando ho letto che questa è la sintesi di ogni preghiera, perché a volte io mi fermo lì, e la mente subito si distrae.
L’uomo che si sente sicuro materialmente rischia di ingannarsi, e di credere di farcela da solo. Non è un caso che nelle epoche e nelle zone di apparente maggiore sicurezza dilaghi l’ansia e ogni sorta di malattia del cuore, che magari si cerca di curare come se fosse un problema mentale. Come se l’uomo potesse saziarsi il cuore senza Dio.
Per me è questa la grande tentazione collettiva di questa epoca, anche nella Chiesa, anche per tanti consacrati, anche a livelli alti, nelle gerarchie. Anzi, a volte mi viene il dubbio di vedere due chiese (uso la c minuscola perché una delle due di sicuro non è vera). Temo che un bel po’ di battezzati, ma anche sacerdoti (e anche vescovi e cardinali direi) pensino che Gesù sia una bella figura, ma non che sia Dio, cioè che la venuta del suo regno sia il fine della nostra vita e la ragione dell’esistenza della Chiesa. Il suo regno prima di tutto nei nostri cuori, e poi in tutto il mondo. C’è una parte di Chiesa che pensa che l’uomo sia capace di vero bene anche senza che questo venga da una relazione con Dio. Questo credo sia l’errore più grande e più diffuso, ma a un livello davvero endemico. Altro che questione dell’omosessualità, ecologia, clima, destra e sinistra, principi non negoziabili e questioni liturgiche. Il vero tema per me è questo.
Stare alla presenza di Dio è il sommo bene, ed è l’unica felicità possibile. L’uomo da solo non è capace di fare il bene, non è che siamo posti davanti alla scelta tra bene e male, e il bene è Dio e noi lo scegliamo. No. Le cose non stanno così. Lo schema è: qui c’è il male, che ti rende infelice, qui c’è il bene, che ti rende felice, ma al quale da solo e con le tue forze non riesci ad aderire. Unisciti a me – che con il battesimo sono dentro di te – e io in te compirò il bene.
Quante volte sentiamo predicare così? Io non spessissimo, eppure è ciò che annuncia la Chiesa, ed è una cosa troppo, troppo importante per la nostra vita. Al centro di tutto c’è il nostro rapporto con Dio, e fuori da questo non è possibile per noi fare il bene. Se non desideri la volontà di Dio non puoi essere felice, manca sempre qualcosa. Infatti – ho scoperto, forse voi già lo sapete – il numero del demonio è 666 perché non arriva mai al 7 che è la pienezza. So che questo modo di considerare Dio è considerato fondamentalista, eppure è ciò che la Chiesa (che non è la gerarchia ma la comunione dei santi, sempre vivi e sempre contemporanei) annuncia da sempre.
Cercare Dio con tenacia, ricordando che da quello dipende tutto, è al centro del cuore di ogni monaco, e anche di noi monaci wi-fi. Al nemico questo non piace, e prova in tutti i modi a distrarci da quello che ci rende felici. Ma noi sappiamo quali sono le armi: Gesù dice che certi demoni non si allontanano che con la preghiera e il digiuno. Parleremo anche di questo il 9 novembre a San Pietro, nel cuore della Chiesa, che conferma la nostra fede, sempre, perché le porte degli inferi non prevarranno.
Per chi non si è ancora iscritto:
QUESTO è il link per l’iscrizione

In realtà mai come oggi, pur in assenza di grandnate, le bestiemme si sono moltiplicate – perfino tra le donne
Ciò non toglie la gravità della bestemmia così come la stessa Madre di Dio dice ai bambini alla Salette per i contadini che bestemmiavano.
Come sempre fai delle belle riflessioni ma anche esortazioni come Chiesa abbiamo bisogno gli uni degli altri.
Grazie
Grazie Miriama, concordo in pieno quello che hai scritto.
Mi viene un pensiere :
Nulla ti turba, solo Dio basta.
Grazie Costanza per il tuo immenso lavoro, esempio
molto prezioso per chi è in cammino,
Cercare Dio con tenacia…
Hai ragione, cara Costanza, questo desiderio DEVE stare al centro del nostro cuore. “Tu, Cristo, Re della mia vita”. Un’implorazione. L’ho sentita dire per la prima volta dal ben caro anche a te p. Maurizio e non me la sono più dimenticata. È il “Non io ma Dio” del beato quasi santo Carlo Acutis, che mi pare infinitamente di più dell’autostrada per il cielo (con tutto l’enorme affetto e la devozione che io porto per questo gigante della fede, e chi mi conosce lo sa bene).
Non io ma Dio. Che regni in me.
Un’implorazione quotidiana e perseverante, tenace, come hai detto giustamente. Perciò amo il monastero wifi, è la strada che il Signore mi ha messo davanti per imparare a fare la Sua volontà ogni giorno di più, sapendo che in questa battaglia non sono mai sola. Anche nel deserto gratificante di questi tempi.
Grazie Costanza! Proprio stamattina, dopo aver letto il tuo articolo, ne ho trovato un’altro, di cui a tutti consiglio la lettura parimenti al tuo, che conferma quanto tu hai magistralmente colto. È un pezzo pubblicato sul Timone, circa la figura di un ginecologo Leo Aletti, e del caso Mangiagalli. Questa persona ha dato la vita per difendere la vita. Ha pagato di persona, coraggiosamente testimoniato contro i radicali ed Emma Bonino, senza alcuna prudenza umana, come si addice ai santi(pensiero di Don Divo Barsotti). Tra le tante cose che mi hanno colpito dell’articolo, c’è la risposta del ginecologo a chi gli chiedeva quale fosse la cosa più importante per lui. Ha affermato: “volere bene a Gesù “.
Che è quanto tu, carissima Costanza, esprimi nel tuo articolo e che è quanto oggi purtroppo nella Chiesa non viene più ricordato, come viene dimenticato il Demonio, che invece esiste eccome e fa di tutto, molto più astutamemte dell’uomo, di strapparci dal vero Bene, e come ci si dimentica di dire che l’uomo senza Dio nulla può, anzi è in balia del male. L’omosessualismo, l’ecologismo, l’aborto, l’eutanasia, il gender(che vanno tutti combattuti perché ci sarà chiesto anche della nostra testimonianza, sono tutte conseguenze della lontananza ed indifferenza da Dio.
Una speranza c’è, per chiunque. Per chi cerca Gesù ed una vita spirituale più intensa per assimilarsi a lui, e anche per chi è lontano. Perché anche se non lo cerchiamo, Lui sempre ci cerca.
Nella Chiesa c’è chi continua a parlare al cuore dell’uomo, a svelargli la Verità di Gesù Cristo, Dio fatto uomo per redimerci e salvarci dal male. C’è chi ancora, nonostante le nuove interpretazioni bislacche della Sacra Scrittura, la spiega e professa per quella che è, tramandando la Tradizione e la Rivelazione Apostolica per quella che è, senza alterazioni, falsificazioni, mistificazioni. Dio è lo stesso, sempre! Ieri, oggi e sempre!
Tutto questo io l’ho per Grazia di Dio ritrovato nel Monastero Wifi, nelle religiose e nei religiosi che hanno aderito a questa bellissima proposta di Costanza. Che sempre consiglio a tutti, perché fa tanto bene e conferma nella Fede.
A noi solo aprire il cuore e credere!
Seguire Gesù sul piano della vita terrena, ma anche sul piano di quella eterna…le cose sono chiare nei vangeli….
Costanza, rilancia l’Ora di guardia! Ci spinge alla costanza della preghiera.
La seconda Chiesa, quella più allargata, numerosa e seguita, tutta orizzontale, rivolta al sociale, che esalta e mette al centro l’uomo e non Dio, è anche quella che prende abbagli e granchi paurosi, perché dove Dio è bandito regna il caos e la menzogna. È quella, per intenderci, che ha promosso vaccini(anticovid) sperimentali, dannosissimi ed inefficaci, tacciando di egoismo e di incapacità di atti d’amore chi non si è piegato alla narrazione dominante. È quella che benedice, anche se in pochi secondi, unioni illegittime e contro natura che sono chiaramente condannate nell’Antico e nel Nuovo Testamento. È quella che ora, come Cei, sta affiancando e ancora una volta benedicendo il lavoro ben poco onorevole di un certo Casarini, anticlericale, che si affanna a portare immigrati illegali in Italia, quelli che tra non molto ci perseguiteranno perché infedeli, e ci toglieranno la gola. Non mi sembra siano iniziative illuminate ma piuttosto molto azzardate e prive di senso ed intelligenza. Ma tutto è stato scritto nel Vangelo, a proposito di Apostasia. E continua a risuonarmi in cuore la frase della Sacra Scrittura: “Quando il Figlio dell’uomo ritornerà, troverà ancora la Fede sulla terra?”
“Il benessere e la sicurezza invece tendono a farci dimenticare che la vita è un combattimento per la salvezza, un combattimento così grave e drammatico che Dio stesso si è fatto uomo ed è morto sulla croce per darci la possibilità di vincerlo”. Credo che proprio Carlo Acutis (già citato in un commento precedente) possa aiutarci in questo, visto che pur essendo cresciuto in una famiglia benestante (molto), il benessere non gli ha precluso la strada della Santità.
Non entro nel merito dell’articolo, in quanto concordo praticamente su tutto. Anche se, va detto, problemi finanziari può capitare li sperimentino facilmente pure le famiglie della cosiddetta middle-class, famiglie apparentemente benestanti, perché possono sopraggiungere spese improvvise per qualche disgrazia, malattia o emergenza di qualunque tipo. Quindi la condizione del contadino che perde tutto il frutto del suo lavoro per colpa di una grandinata è molto più comune di quanto si pensi, soprattutto in tempi come i nostri piagati da epidemie, guerre e crisi economiche.
Vorrei solo fare un’aggiunta che non contraddice quanto scritto nell’articolo, ma lo approfondisce. Riguardo alla questione del perché il numero del demonio sia 666 io conosco pure un’altra spiegazione. Sappiamo che il numero per antonomasia di Dio è il 3, in quanto Trinità, ed è quindi il numero perfetto per eccellenza. Anche il 9 è un numero che simboleggia la perfezione divina perché è il 3 elevato alla potenza. 3 e 9 infatti ricorrono spesso nelle Sacre Scritture: Dio è il tre volte Santo (Trisagion), tre sono gli arcangeli e nove i cori angelici, Gesù muore alla nona ora (le tre del pomeriggio) e risorge il terzo giorno, Pietro rinnega tre volte e per riparare poi deve dichiarare sempre tre volte il suo amore per Cristo, tre erano le croci sul Golgota, tre i re magi coi loro doni, e potrei andare avanti all’infinito. Non è un caso che esistano molte preghiere che sono tridui e novene. Se il 9, che è il 3 alla potenza, si ripete per tre volte si ottiene il 999, il massimo della perfezione che si possa immaginare, il meglio del meglio. E cosa succede rovesciando il 999 (numero simboleggiante Dio)? Si ottiene il 666, che rappresenta appunto il diavolo, il cosiddetto “numero della bestia” dell’Apocalisse di Giovanni. Perché il diavolo è il rovescio di Dio, cerca di imitarLo, ma lo fa male e in maniera opposta e contraria, per questo è definito la scimmia di Dio: se Dio è amore lui è odio, se Dio è verità lui è il padre della menzogna, se Dio è bontà lui è malvagità pura, se Dio è umiltà lui è superbia, se Dio è obbediente e fedele lui è ribelle e traditore, se Dio è luce lui è tenebra, insomma è anti-cristico in ogni sua manifestazione.
Un primo pensiero: il discorso sulla bestemmia. Sono di origine toscana e, ogni estate, torno al paesello di mio nonno, dove, sin da piccolo, ho avuto e ho molti amici. Ho sempre avuto l’ossessione delle bestemmie, in questa terra molto “artistiche” ed elaborate, che si fissano, purtroppo, nel cervello. Negli ultimi anni, sono molto diminuite. Il fatto è che, già lo penso da un paio d’anni, non sono diminuite per un aumento del numero dei credenti e/o di conversioni (l’affollamento della messa domenicale, complice lo spopolamento del paese, è sempre più scarso e si trova facilmente da sedersi anche in piena estate). Non è un maggior livello di buona educazione (parolacce e doppi sensi, se non aumentati, certo non sono diminuiti). La sensazione, invece, è quella che si trovi inutile attaccare qualcuno che non esiste e si rinuncia anche a questa espressione sbagliata e distorta. Mi pare abbastanza in linea con quanto appena letto nell’articolo….
Altro commento riguarda le due chiese. Purtroppo, molti uomini di Chiesa si sono ridotti a un’azione umanitaria. Ricordo quanto mi disse un’amica di Ancona, che in una delle parrocchie di quella bella città il prete aveva chiesto alle catechiste: “ma voi non insegnerete mica ancora che Cristo è risorto, vero?” (una catechista chiese se poteva per lo meno dire che stava un po’ meglio….). Questo mni rimanda a quanto disse una volta un vescovo toscano, che, cioè, se la Chiesa rinuncia ad annunciare Cristo risorto, si trasforma in una onlus, peraltro scarsa, perché il Mondo certe cose le sa fare meglio….
“… il prete aveva chiesto alle catechiste: “ma voi non insegnerete mica ancora che Cristo è risorto, vero?”
A questo punto siamo già allora? Io mi chiedevo quando il signor Bergoglio e i suoi amici ci avrebbero rivelato che, suvvia, Cristo non è davvero risorto come i cristiani hanno sempre creduto (che fosse realmente risorto in carne e ossa dopo esser morto. e come anche credeva S. Paolo: “se Cristo non è risorto la nostra fede è vana”); no, la resurrezione è “ovviamente” una metafora, è la vita che risorge sempre, come a primavera. Ovviamente, già, e ci saranno voluti duemila anni per arrivarci. Dopo il limbo Bergoglio ha abolito anche l’inferno, anche se non ufficialmente o ex cathedra; sono in attesa che abolisca anche il paradiso e che ci dica: suvvia, l’inferno e il paradiso sono qui in terra, lo vediamo tutti i giorni. Ma possiamo darci da fare perché la nostra vita su questa terra (che è poi, suvvia, la sola che abbiamo) sia più un paradiso che un inferno. Se Bergoglio fosse onesto e sincero dovrebbe affacciarsi alla loggia di S. Pietro e dire ciò che veramente pensa: Cari frateli e sorele, è stato tutto un malinteso. È chiaro, “ovvio” che Cristo non era né il figlio di Dio in senso stretto (in senso ampio siamo poi tutti figli di Dio), né tanto meno Dio lui stesso. È Dio stesso che ha voluto la pluralità delle religioni, la nostra religione è una delle tante con qualche folcloristica variante.
Comunque fate i bravi, godetevi la vita, l’importante è accogliere i migranti e tutti i diseredati della terra e aver rispetto per chi ha gusti sessuali particolari, non ancora maggioritari. “Ite, ecclesia est”. Ma niente paura, non lo farà, il malinteso continuerà.
In realtà, del prete di cui parlavo avevo sentito dire alla fine degli anni ’90….
In realtà ci sono un sacco di leggende metropolitane per screditare la Chiesa , messe in giro proprio da coloro che la dovrebbero difendere. Tutti sappiamo che il chiacchiericcio è il peccato più diffuso , e da questo non sono esenti alcuni catechisti , zelanti ma facili allo scandalizzarsi, magari a fronte di una frase scherzosa. Ecco come da una cosa del genere, avvenuta 30 anni, fa diventa l’ennesimo alibi per giustificare critiche e offese al Papa , da parte del benpensante di turno
Caro Sergio, il malinteso sicuramente continuerà e si aggravera’, ma fino a quando il Signore lo permetterà. Le porte degli Inferi non prevarranno, è Gesù il capo della Chiesa, e la sua Sposa sarà sempre a Lui fedele, nonostante la persecuzione e l’apostasia sempre più dilagante.