Per questo ti lodo, Dio. Grazie

di Costanza Miriano

Caro Dio, quest’anno non si può dire che tu l’abbia toccata piano, ecco. Perché, che sia un male che tu hai voluto, o che tu l’abbia solo permesso – il virus e la sua gestione surreale – a questo punto cambia poco. Le nostre vite sono state tutte sconvolte. Ma quello che sicuramente ci ha accomunati tutti è che molte cose fondamentali del quotidiano, come mai prima nelle nostre vite occidentali del XXI secolo, non le abbiamo più decise noi.

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Veloce ripasso del Monastero wi-fi e proposta per la Novena di Natale (streaming da questa sera!)

di Costanza Miriano

Tante persone ci stanno offrendo aiuto per questo Natale, perché vorrebbero condividere qualcosa con chi ne ha davvero bisogno, con la certezza che arrivi a destinazione: il metodo che abbiamo trovato – dare direttamente l’Iban delle famiglie bisognose – è una via, non l’unica, certo, ma una di quelle sicure, per far arrivare proprio a chi sta chiedendo un piccolo sollievo in questo momento economicamente davvero difficilissimo per tante, tante persone.

Ma, mi chiede ogni tanto qualcuno, che c’entra questo, col monastero wi-fi, e soprattutto, cosa è il monastero?

Allora, cercherei di fare un veloce riepilogo.

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Aprire gli occhi su quello che Lui è venuto a dirci

di Costanza Miriano

Questo è uno di quei rari libri che, mentre non hai ancora finito di leggerli, già ti si palesano davanti agli occhi i volti delle dodicimila persone a cui lo vorresti regalare. A me capita molto raramente, per fortuna (se no sarei sul lastrico): a parte la Bibbia, mi era successo con Il mistero della donna, che ero andata a comprare in tutte le librerie di Perugia e Roma, rastrellando le ultime copie prima che uscisse di catalogo, e regalandolo a tutte le mie amiche, compresa la mia copia (adesso ripubblicato da Berica edizioni). Il fatto è che quando hai una buona notizia ti viene da andare in giro per farla sapere a tutti, gridando a squarciagola come Fidippide che corre ad Atene per annunciare la vittoria (e poi schiattare, ma va be’).

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Sacro Manto a San Giuseppe per un anno!

di Costanza Miriano

Vorrei scrivere qualcosa di originale e speciale su san Giuseppe, ma non so cos’altro aggiungere a questa pioggia di grazia che è l’istituzione dell’anno giuseppino annunciata il giorno dell’Immacolata dal Papa, fino all’8 dicembre 2021, per chiedere a questo padre una speciale protezione alla Chiesa e a tutto il mondo, e per chiedergli di aiutarci nella nostra conversione. Tutto quello che c’è da dire è nella lettera del Papa (che linkiamo qui), e le “istruzioni” per le indulgenze sono in questo documento della Penitenzieria Apostolica.

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Le pagine delle nostre vite

di Costanza Miriano

Vorrei intitolare questo post “libri di amiche che mi hanno stupito”. Anzi, più precisamente “libri belli di amiche conosciute su Facebook che poi sono diventate amiche in carne ed ossa e che mi hanno confermato che, nonostante le perdite di tempo e le polemiche inutili i social sono una cosa bella”. So che il severo admin boccerà il mio titolo, ma io ci terrei a ricordare che grazie alla rete ho incontrato persone meravigliose. È vero che il tanto vituperato algoritmo ci dà l’illusione di vivere in un mondo che non esiste, dove tutti la pensano come te, ed è vero che questo mondo non esiste, però grazie all’algoritmo ho incontrato Giuliana Zimucci.

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Finiamo il Sacro Manto con un digiuno

di Costanza Miriano

Quando sullo schermo compare il nome della mia amica bionda, Monica, già lo so: non devo rispondere. Mi trascinerà in qualcosa di faticosissimo, mi proporrà un’idea pazza, o minimo qualcosa di scomodo o folle, mi sottoporrà una situazione difficilissima da risolvere, un mucchio di soldi da trovare per qualcuno, e io dovrò cominciare a chiedere a destra e a manca, che prima o poi finirà che la gente mi evita. Mi conviene dire che sono impegnatissima, che sto eseguendo un’operazione a cuore aperto, mettendo a punto un vaccino, traducendo la Summa Theologiae in cinese. Però niente, non resisto. Rispondo sempre. Anche perché di solito al massimo sto correggendo delle frasi di greco o mettendo il rosmarino dentro un pollo (che comunque un po’ somiglia a un’operazione chirurgica, dai). La sventurata rispose.

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“Gesù, pensaci tu”

 

di Costanza Miriano

Qualche tempo fa una carissima amica mi ha chiesto quale frase avrei scelto se ne dovessi avere una sempre sotto gli occhi. Senza pensarci troppo le ho risposto “Gesù, pensaci tu”, il ritornello dell’atto di abbandono di Don Dolindo Ruotolo. Siccome è una suora e con le consorelle gestisce una scuola (una delle più belle mai viste, a Genova, quella delle figlie di San Giuseppe) ho pensato che stesse preparando uno striscione per i bambini, qualcosa per una recita o roba del genere, e la frase mi è salita alla bocca senza pensarci un secondo, poi ho dimenticato la domanda.

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Chi va piano… Cinque passi al mistero.

Chi di noi quest’anno non ha dovuto cambiare ritmo, rallentando certi aspetti della propria vita, accelerandone altri? Io per esempio ho scoperto che il pranzo e la cena quando stai sempre a casa sono vicinissimi, non fai in tempo a sparecchiare e sistemare che devi riaccendere il forno, e poi che avere lo spazio per la preghiera non significa automaticamente che riuscirai a raccoglierti, tanto per dire le prime due cose che mi vengono in mente di questo tempo così nuovo. Eppure, il tempo e lo spazio che ci sono dati da vivere sono esattamente il luogo e il momento in cui possiamo incontrare Dio, questo è certo. Il tempo in cui viviamo non è un errore.
Di lentezza e velocità parlerà il primo dei cinque passi di quest’anno, che ricominciano sabato prossimo, e che vista la situazione saranno online in diretta, non più il venerdì sera ma il sabato pomeriggio.
Per chi abita fuori Roma e di solito non poteva venire (e doveva aspettare maggio per poter riascoltare i files, e solo in audio), una bella notizia: il link per seguire:

Sabato 21 novembre ore 16

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Voi sacerdoti avete ricevuto il dono di salvare le anime

Un lettore del blog ha voluto scrivere una lettera aperta al vescovo di Pinerolo Monsignor Derio Olivero.

Eccellenza, sono un fedele, un padre di famiglia non della sua diocesi. Ho avuto occasione in questi giorni di leggere il suo comunicato in cui annuncia la chiusura ‘preventiva’ delle Messe a Pinerolo causa Covid-19; ho pensato di condividere con Lei e con altre persone interessate qualche considerazione nata nell’apprendere questa decisione, nella speranza possa essere di stimolo alla riflessione anche per altre diocesi che stessero valutando iniziative simili.
Per grazia di Dio, ad oggi il virus non ha toccato nè me nè le persone che mi sono care, mentre ho letto di quanto duramente Lei sia stato colpito.
Non so quanto questo fatto possa influire sulle riflessioni sottostanti, se crei un distacco che impedisca un giudizio completo o invece non influisca sulla mia capacità di lettura della realtà.
Cercherò comunque di partire da qualche dato oggettivo che prescinde dalle diverse esperienze personali.

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In Italia le famiglie sono lasciate troppo sole

di Costanza Miriano
La Commissione Affari Sociali  della Camera dei Deputati, mi ha invitata a un’audizione sul ddl del ministro Bonetti, il cosiddetto family Act.
Ecco cosa ho cercato di dire (in sette minuti…).

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In mille per pregare San Giuseppe

di Costanza Miriano
Giorni fa io e la mia amica Monica avevamo il cuore stretto per tanta sofferenza che vediamo intorno a noi in questo momento angosciante, e ci siamo chieste come unire gli sforzi per chiedere la grazia di essere liberati. Sappiamo che tutto ciò che Dio permette ha un senso, e che se tutto tornerà normale non dovrà essere per continuare a fare la vita di prima, ma per avere il cuore sempre più in Dio. Però l’angoscia è tanta, per i figli, per le persone in difficoltà, per i malati. Ci siamo date una notte per pregare e pensare: la mattina dopo ci siamo scritte praticamente all’unisono: san Giuseppe!!!

Quello che nessuna intervista potrà mai cambiare

di Costanza Miriano

Al di là di smentite (che non arriveranno), esegesi, interpretazioni normalizzatrici, al di là dei tranquillizzatori di professione, i nononvolevadirequello che ignorano che mai nessun Papa ha avuto un team di addetti alla comunicazione così nutrito (a parte che Navarro Valls era così alto e bello e bravo che ne valeva dodici), a parte le analisi dei tagli di montaggio che manco Thelma Schoonmaker, trovo che non si debba cadere nella trappola della lobby lgbt.

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Niente di ciò che soffri andrà perduto (due piccoli estratti)

Due piccoli estratti di Niente di ciò che soffri andrà perduto 

In fondo il calendario degli incontri.

di Costanza Miriano

È l’una e tre quarti di notte e sono ancora in fila per la doccia. Nel bagno di casa c’è uno che è appena tornato da un giro con gli amici, anche se due giorni fa era un bebè mentre adesso ci contendiamo gli spazi notturni (ma perché non esce a drogarsi?). Da quando sono rientrata dalla corsa, nel tardo pomeriggio, non sono mai riuscita a varcare la soglia della sala ovale – così si chiama il bagno a casa nostra, essendo l’unica stanza in cui ci si può ritirare da soli a prendere decisioni strategiche, come fanno i presidenti degli Stati Uniti –, visto che c’era sempre qualcuno che mi chiedeva uno schema di scienze, un bottone, della lattuga (questa interessa soprattutto a una specie di ciabatta pelosa e molesta che all’anagrafe risulta essere la cavia peruviana Gessetto), oppure mi toccava ascoltare uno sfogo telefonico pulendo la cucina con il cordless incastrato nella clavicola, posizione scomodissima che tengo per circa tre ore al giorno e per la quale credo che a breve avrò diritto a una pensione di invalidità. Inoltre sono a dieta da una settimana e sono ingrassata, cosa che non si è mai vista in tutta la storia mondiale delle diete, che al limite non funzionano, ma ingrassare no, non si può, non è legale. Infine ho pure fatto arrabbiare mio marito, e la cosa brutta è che aveva ragione lui, ma non ho potuto dirglielo anche se avrei tanto voluto, perché purtroppo va contro i miei più radicati principi immorali. Lo ammetto, non sono grandi sofferenze, non si possono neppure paragonare a quelle di cui racconterò in questo libro.

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Parola Parola Parola. L’Antico Testamento

di Costanza Miriano
Per chi dovesse avere finito la lettura del Nuovo Testamento, o anche per chi come me fosse leggermente indietro ma, ehm, ci sta lavorando, forse può essere un’idea provare a fare lo stesso con l’Antico Testamento. Io penso sempre: ma se questa è Parola di Dio, e non crediamo che lo è realmente, possibile che non troviamo il tempo di provare a conoscerla?

In Olanda dal deserto sta nascendo una nuova vita

di Costanza Miriano

La cosa bella di quando finisco di scrivere un libro (e le bozze e le revisioni e tutto) è che finalmente posso leggere a mia volta, e anche se il tempo è sempre poco, è comunque un sollievo veder scendere la pila dei volumi che torreggiano accanto al letto. Rimane il momento doloroso della scelta, da cosa cominciare, e a quale delle altre ottocentosedicimila cose dire di no, per dire sì alla lettura.

Nel caso di “Dio vive in Olanda” l’elemento che ha fatto saltare la lunga fila a questo piccolo, prezioso volume è che il tema mi interessa moltissimo, in modo viscerale, quasi doloroso, direi. Lo esprime il sottotitolo: “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”

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Quello che è più nostro della nostra stessa vita

di Costanza Miriano

Domenica scorsa volevo andare a due messe: una di sera a Chiesa Nuova, per incontrare gli amici, una nella mia amata parrocchia, dove sarebbe andato mio marito, di turno al lavoro la sera. Siccome era la messa “di scorta”, per stare con mio marito, sono arrivata più in ritardo del solito (sì lo so sono una brutta persona), e non mi hanno fatta entrare. Vuol dire che i pochi posti disponibili rispettando le distanze erano stati presi, e mentre deploravo la mia sciatteria, gioivo perché erano mesi che non vedevo raggiunto il terzo della capienza.

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Nessuno è immune alla sofferenza

di Costanza Miriano

Se il momento botola (quell’istante in cui vorrei sparire sotto il pavimento perchè mi fanno complimenti che trovo esagerati o fuori luogo, cioè tutti tranne quelli sulla tonicità muscolare, sempre graditi anche se falsi) caratterizza ogni incontro che faccio in pubblico, in questo momento, dopo l’uscita del mio ultimo libro – Niente di ciò che soffri andrà perduto – ogni volta che mi trovo a parlarne è tutto un interminabile momento botola.

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Niente di ciò che soffri andrà perduto. Mistica della vita quotidiana

Esce oggi per Sonzogno Niente di ciò che soffri andrà perduto. Mistica della vita quotidiana

di Costanza Miriano

Di solito era una di quelle domande con cui i figli mi bloccavano quando furtivamente, scansando a piedi scalzi scenari di guerra a terra (soldatini schierati a difesa del dinosauro capo, che si chiamava Sindacon) o teatri d’amore (due principesse che se le erano date di santa ragione per un bel tomo dal mantello azzurro), cercavo di raggiungere l’agognata meta serale, il divano sul quale svenire ingerendo dalle sei alle ottocento calorie di risarcimento.

“Mamma, ma se Dio è buono, perché si muore?” No, dico, avrei risposto velocemente e a caso a qualsiasi altra domanda al mondo (la Roma vince domani?, sì certo; perché la zia era così allegra?, perché era ubriaca, è ovvio; perché i dinosauri si sono estinti? perché non facevano i compiti per scuola, è chiaro). Qualsiasi quesito. Ma “perché il male”, no. “Perché la morte”, no, vi prego, non a quest’ora, se non dormo entro due secondi sbrocco. Eppure sono quelle domande che non puoi liquidare, neanche se non dormi da ventidue ore e cammini appoggiandoti ai muri.

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