Norme e buon senso

di Costanza Miriano

Le immagini le avete viste tutti: un parroco di 80 anni che celebra la messa in una chiesa di 300 metri quadri davanti a dodici persone tutte più distanziate che nella messa del Papa a san Pietro, e tutte con la mascherina (che a san Pietro non c’era), è stato interrotto da un carabiniere proprio al momento della consacrazione. Don Lino Viola, parroco di Gallignano, frazione di Soncino, si è opposto all’azione del carabiniere, e ha terminato la messa, nonostante la telefonata del sindaco arrivata sull’altare. Una scena triste e dolorosa, che spero faccia capire che è ora di pensare serenamente e con intelligenza alla questione delle messe aperte al pubblico.

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Quarantena e consigli di manutenzione del matrimonio

di Costanza Miriano

Cara Costanza in carne ed ossa, (grosse, ho le ossa grosse, non è che mi sia appesantita in quarantena), sono la Costanza Miriano dei libri che ti scrive, quella donna saggia, accogliente, silenziosa e sapiente che se ne va (andava) in giro a fondare truppe delle mogli di Gudbrando il montanaro in tutta Italia. Ti volevo dire che mi sa che ti serve un ripassino, ti ho visto un tantinello isterica negli ultimi giorni. Adesso, non è che pretendo che tu rilegga i libri che abbiamo scritto insieme, la vera tu ed io, cioè la tua versione letteraria sottomessa. Però ti faccio un veloce pro-memoria.

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Fase 2: e le messe?

di Costanza Miriano

Una volta, quando avevo i figli piccoli, mi capitava di non riuscire ad andare a messa quando si trovavano a scuola, così li portavo con me nel pomeriggio. Ovviamente loro non ne avevano nessuna voglia, per cui, da irreprensibile educatrice quale sono, tentavo di comprarmeli, perché nel contratto madre-figli era contemplata solo la messa festiva. Una messa feriale = un ovetto kinder o una bustina dal giornalaio. Una volta ebbi un rigurgito di serietà, per cui decisi di provare a convincerli senza regalo, spiegando loro quale privilegio sia assistere a una messa, per cui non solo non si ha diritto a nessun regalo, ma anzi è chi è invitato a partecipare che dovrebbe farlo, un regalo.

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Carità e preghiere per un Giovedì Santo particolare

di Costanza Miriano

In questo giorno in cui si ricorda l’istituzione dell’eucaristia e in cui quindi la ferita del non poter partecipare a messa sanguina particolarmente, volevo ringraziare i tanti sacerdoti eroici che sono stati come dei padri per me, che mi hanno dato la vita una confessione alla volta, una messa alla volta, un colloquio alla volta, una catechesi alla volta. Un esercito di uomini eroici e generosi che vivono in mezzo a noi e che davvero fanno tutto quello che possono. Sempre, da sempre, da quando sono piccola ne ho incontrati, e ce ne sono anche adesso, in questo strano momento della storia. Giorni fa ne ho sentito uno di una città molto colpita dal virus che, costretto a non portare la comunione nelle case, diceva con la voce rotta “magari potessi morire di Covid per stare vicino alla mia gente”!

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Non di sola emergenza vive l’uomo

di Costanza Miriano

Visto che nessuno può fare previsioni sul futuro, ma che da nessuna parte si vocifera certo di una imminente riapertura totale, bisogna cominciare a ragionare su come convivere con questa situazione per un tempo abbastanza lungo. Dobbiamo prepararci a qualsiasi evenienza e dunque riaprire la questione delle funzioni religiose sospese. Non possiamo pensare di stare senza messa fino all’estate o addirittura fino all’autunno, esttamente come non stiamo pensando di stare senza spesa, benché il supermercato sia un posto ben più insidioso delle chiese vuote.

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La comunione di fede in questo strano tempo

di Costanza Miriano
Chi l’avrebbe mai detto che il wi-fi sarebbe diventato il mezzo per vivere la comunione di fede in questo strano tempo!
Adesso tutta la Chiesa sta vivendo in questo modo, un collegamento di cuori e anime via Spirito Santo, come sempre – la più forte copertura wireless – ma anche via telefono, social, mail whatsapp, video di ogni genere, perfino le messe in streaming e tutto quello che sapete. Sono ammirata dalla creatività con cui tanti generosi sacerdoti (non tutti, forse neppure la maggioranza, ma tantissimi!), stanno cercando di starci vicini.

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Chiese aperte: mai momento più opportuno

di Costanza Miriano

Su chiese chiuse e messe sospese vorrei provare a dare un contributo da figlia che ama veramente la Chiesa come una madre (e va be’, lo ammetto, vorrei anche un pochino rispondere a prediche sull’obbedienza, insulti e auguri di ammalarmi e rimanere senza respiratore ricevuti oggi sui social)

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Sine Dominica non possumus

di Costanza Miriano

È cominciata la quaresima, tempo fecondo di incontro con il crocifisso. Per molti anni ho pensato che dovessi essere io a fare degli sforzi per meritarmi questo incontro speciale, fioretti, programmi ascetici e roba simile, che poi si infrangono puntualmente sulla mia pochezza. Come racconto a volte, da quando poi un sacerdote mi ha incautamente detto che liquida non frangunt, cioè che le cose liquide non rompono il digiuno, passo i miei tempi di fioretto a pensare come potrei frullare la salsiccia o il pane e salame, mentre quanto al Pocket Coffee basta non masticarlo, e lasciarlo sciogliere rimanendo con le mascelle immobili, magari Dio non vede, tipo quando a scuola mangiavi durante la lezione, e il segreto era guardare fisso il prof negli occhi rimanendo ferma con la torta al formaggio nel palato, e masticare freneticamente quando guardava da un’altra parte.

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Libertà in gabbia?

Questo è il testo del mio intervento al convegno “Libertà in gabbia?” organizzato dall’associazione Nonni 2.0 a Milano.

C’è effettivamente una sorta di egemonia del pensiero unico, grazie alla saldatura  tra le classi dirigenti, politiche, intellettuali e mediatiche. Anche negli esiti delle ultime elezioni, per esempio la Brexit, c’è stato uno schieramento totale dei media. Anche lo schieramento mediatico contro Trump, che ha avuto un esito, come sappiamo, opposto, ci dimostra che la cooptazione del pensiero non è ancora compiuta. Non voglio dire che siano giuste né le elezioni di Trump né la Brexit, non è il luogo per esporre il mio pensiero in merito, ma che comunque c’è ancora la libertà di pensare, secondo me,  nonostante questo tentativo di indottrinarci continuo, anzi forse c’è una reazione a esso.

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Matzneff, il peccato non estinto

di Costanza Miriano

Trovo davvero allucinante e totalmente inaccettabile il dottissimo pezzo con cui sul Foglio del fine settimana Giuliano Ferrara difende ancora una volta il suo amico Gabriel Matzneff dall’accusa di pedofilia, e ripercorre le radici culturali della condanna di quel tipo di condotta. Non mi interessano le radici culturali, conosco la delicatezza e la debolezza di un piccolo uomo e di una piccola donna che si affacciano alla vita, affermo con certezza che sono e devono restare inviolabili, e il sangue mi ribolle nelle vene, a leggere certi distinguo.

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Provare a parlare di vita reale

courtesy Piergiorgio Marini

di Costanza Miriano

Ho letto su Dagospia che Mughini sostiene che le presentazioni di libri non hanno più senso, che le persone che ci vanno sono sempre di meno, che di recente una sua è stata praticamente disertata, che “Non esiste più un linguaggio comune, immediatamente percepibile ai più. Se vai al di fuori del seminato _ ossia che Salvini è un mostro oppure un salvatore del Paese _ il pubblico medio non capisce, non ti segue, non gli interessa, non è preso nemmeno un po’. Figurati poi un libro, quell’assieme di pagine senza figure e che non danno alcun brivido”.

Volevo dire che credo che non sia per tutti così. Tanto per fare alcuni nomi che conosco, Don Fabio Rosini, padre Maurizio Botta, don Luigi Maria Epicoco riempiono sempre saloni sterminati, e nessuno di loro nomina mai di striscio Salvini, e neanche il tango della signora Ronaldo.

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Eppure il tuo eremo è qui

di Costanza Miriano

Ieri mattina, al mio turno di adorazione delle sette – al quale sia detto per amor di verità arrivo con un ritardo variabile da molto a moltissimo, in particolare ieri, quando non avevo proprio sentito la sveglia (lo preciso perché non vorrei dare l’idea ingannevole di essere una persona minimamente seria o affidabile, tanto meno una mistica che nel cuore della notte è presa dal trasporto amoroso per Dio: io ogni volta che suona la sveglia medito se convertirmi al buddismo o a qualche altra fede che abbia tra i suoi comandamenti quello di dormire fino a tardi la mattina) – insomma ieri, arrivata tardi e molto addormentata, cercavo di raccogliermi in preghiera meglio che potessi. Meglio che posso è l’unica postura a cui aspiro, davanti a Dio.

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Parola, Parola, Parola

di Costanza Miriano

Ignorare le scritture significa ignorare Cristo, ha detto San Girolamo, che pare avesse un caratteraccio, ma di Scrittura un’idea se l’era fatta (l’ha tradotta e commentata tutta). E siccome vedere il volto di Cristo è la cosa che più desideriamo tutti noi monaci wi-fi (lo abbiamo detto insieme nella preghiera al termine della messa, nei nostri primi due capitoli generali) accogliamo con gioia l’invito del Papa che ha proclamato per domenica prossima la Domenica della Parola.

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L’obbedienza alla realtà è la cosa che ci salva

di Costanza Miriano

Lunedì 20 gennaio era il blue monday, festività fondamentale della liturgia occidentale del nulla, che ricorda come, passata la spinta propulsiva delle vacanze, svanito l’effetto delle feste natalizie, non rimarrebbe che lo squallido grigiore feriale, nel quale si dovrà tenere duro fino alla prossima pausa. La cosa, secondo gli studi, precipiterebbe una grande quantità di gente in una sorta di tristezza, quando non di depressione.

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Auguri marito

di Costanza Miriano

Auguri all’uomo che ancora stamattina era indeciso su quanti anni avrebbe compiuto oggi perché “i compleanni sono roba da scuola media”, e infatti quest’anno si è dimenticato anche il mio e io sono offesa a morte solo che lui non se ne è manco accorto; all’uomo che mi regge da 23 anni pur essendo l’essere più diverso da me dell’intero sistema solare fatta eccezione per alcune specie di alghe; al marito che resiste solidamente imperturbabile a tutti i miei cambi di umore, le mie proposte, le iniziative, rispondendo no a qualsiasi idea io lanci con entusiasmo, all’uomo a cui a volte salterei al collo, ma che più spesso mi salva la vita, contenendomi, potando ciò che non serve, mantenendomi con i piedi non dico per terra, quello no, ma almeno nel raggio dell’atmosfera terrestre dove ancora la forza di gravità mi può riacchiappare;

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Il Sacro Manto di San Giuseppe, una preghiera potente, una reliquia quasi sconosciuta

di Costanza Miriano

Tra tutti i miliardi di uomini che sono passati e passeranno su questa terra, Dio ha scelto Giuseppe per fare da padre a suo figlio nella vita terrena, e già questo ci dovrebbe bastare per provare a immaginarne le qualità. L’altra cosa che mi fa impazzire di lui è il silenzio. Cioè, stava facendo il padre a Dio, poteva dire un sacco di cose. Io mi sarei vantata a mille, avrei messo i manifesti, avrei rilasciato dichiarazioni, pareri, pensieri, opinioni. Lui niente, manco una parola. Lui faceva e basta, nel silenzio. Ha accettato l’incomprensibile, si è fidato di Dio che gli ha, apparentemente, “tolto” l’unica cosa che desiderava, la sua bellissima sposa, per restituirgliela in un modo nuovo. Non secondo i suoi desideri, non per sé, ma per tutti noi. E’ l’uomo fecondo per eccellenza, è l’uomo che muore per dare la vita, è il vero sposo, è il vero padre a cui i nostri sposi e padri cercano di somigliare. Io lo amo!

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Propositi ambiziosi per il 2020

di Costanza Miriano

Per questo 2020 che inizia ho un proposito molto ambizioso, che però credo si infrangerà sullo scoglio della mia umanità verso mezzanotte e quaranta, a meno che non riesca ad andare a letto prima, nel qual caso potrà resistere fino a domattina sul tardi, perché non parlo mai prima di avere preso due caffè. Vorrei imparare a controllare le mie parole. Come dice la lettera di Giacomo non è vero che quello che pensiamo condiziona quello che diciamo.

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Regali di Natale

di Costanza Miriano

Non è perché ho appena ricevuto in regalo una borsa strepitosa: già da qualche giorno mi frullava in testa l’idea di fare non una lista con i regali da chiedere a Gesù Bambino, ma una di quelli ricevuti, che sono proprio tantissimi, non solo adesso e non solo a Natale, ma tutta la vita. Lo so, non è che la mia lista interessi a nessuno, però io ve lo volevo dire: la sto facendo, e scopro che è vero quello che dice Chesterton, che “la misura di ogni felicità è la riconoscenza”. Più punto lo zoom sulle grazie che ho ricevuto, più ne vedo.

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