Una sedicenne a Grosseto venerdì scorso in prima fila alla presentazione del mio ultimo libro (e già questa di per sé sarebbe una bella notizia, ben sei ragazzi giovani, non so se retribuiti per ascoltarmi… ) mi ha fatto una domanda a cui non mi avevano mai chiesto di rispondere. Si sa che i ragazzi hanno una marcia in più. Comunque mi ha chiesto: “Qual è la cosa a cui non rinunceresti mai?” Lì, all’improvviso, su due piedi, senza prepararmi, mi è venuto da dire solo “il battesimo”.
Non ho capito molto – ma credo che pochi abbiano il quadro completo – degli Epstein files. Ho letto qualcosa, qua e là, quello che sono riuscita, perché non è facile mettere insieme le informazioni e perché l’abisso di dolore e di orrore è quasi intollerabile, soprattutto nella parte che riguarda bambini o adolescenti. Però oltre al dolore per le vittime, la cosa che mi sembra più chiara è che pervertiti satanisti e pedofili sono nelle élites mondiali o le frequentano. non dovremmo stupirci perché eravamo stati avvertiti, davvero: Satana è il principe di questo mondo.
Promemoria per chi sta pensando di partecipare al Pellegrinaggio notturno delle Sette chiese a Roma, che si terrà nella notte tra il 15 e il 16 maggio 2026: anche quest’anno a un certo punto verranno chiuse le prenotazioni, quindi chi sta pensando di partecipare conviene che si iscriva appena decide a questo link, che elenca tutte le istruzioni. Si parte da Chiesa Nuova alle sette di sera e si arriva a santa Maria Maggiore alle sette di mattina. I motivi per partecipare sono tantissimi, non saprei da dove cominciare. Quelli più importanti sono in questo link, e ovviamente il più importante è LUI, stare con il Signore tutta la notte… Quelli di contorno comunque sono da compilare a piacere, ognuno ha i suoi.
C’è una famiglia bellissima che ha un’azienda agricola in provincia di Cuneo. Ci sono cinque figli, una femmina e poi quattro maschi. I due maschi più grandi, Francesco e Davide Gennero, aiutano il padre nell’azienda. Francesco, 25 anni, ha fatto un’esperienza in un altro impiego ma comunque aiuta la famiglia, Davide, 22, invece lavora sempre col padre, è fidanzato e sta per sposarsi. Un giorno di fine estate vanno a lavorare il mais contenuto nel silos, Francesco respira delle esalazioni e si sente male. Un fratello più piccolo dà l’allarme; Davide non ci pensa un secondo, sale velocemente la scala esterna del silos, si lancia a salvare il fratello, ma col fiato grosso per la salita veloce respira anche lui le esalazioni, e muore sul colpo. Francesco viene ricoverato, ma dopo giorni di terapia intensiva muore anche lui.
“A volte c’è più fede in una bestemmia che nella vostra indifferenza” – disse una volta un mio professore al liceo. Saltai sulla sedia. Ero parecchio combattiva allora, e l’affermazione mi parve blasfema, immagino che contestai la cosa con la mano vigorosamente alzata. Adesso però capisco in che senso la dicesse, e sono d’accordo. “C’è una sorta di fede – spiegava – in un contadino che, per esempio inveisce contro Dio perché una grandinata gli ha rovinato il raccolto. È la fede di chi sa che la sua vita è precaria e dipende in tutto da un Altro”.
E alla fine dopo tante catechesi del lunedi sull’eucaristia del Monastero Wi-Fi di Roma, abbiamo chiuso il nostro anno di incontri con the real thing, la messa celebrata. Pubblichiamo qui l’omelia di padre Mario Piatti: sono i suoi appunti e quindi non ci sono le battute e le divagazioni che ha fatto (meritavano anche quelle!) ma l’occasione di avere tutto pronto senza l’eroico lavoro dei trascrittori era troppo ghiotta. Appuntamento al 9 settembre, quando l’incontro sarà al Don Guanella, per coinvolgere le ospiti della struttura; poi avremo padre Maurizio Botta al Battistero il 7 ottobre, e il 9 novembre siamo tutti invitati a San Pietro!
Questa sera, prima della pausa estiva (che sarà solo ad agosto) ci vediamo alla messa che celebrerà padre Mario Piatti alle 21 al Battistero di San Giovanni in Laterano, per “mettere in pratica” tutte le catechesi ascoltate in questo anno (ne avremo ancora a settembre e ottobre, poi si passerà al digiuno col Capitolo generale a San Pietro il 9 novembre). Siete tutti invitati. A seguire, spuntino di saluto, potete portare qualcosa o anche solo mangiare.
A seguire l’intera trascrizione della catechesi tenuta il primo lunedì di giugno da padre Nicola Commisso sulla messa, ispirata alle catechesi di Fulton Sheen.
Ringrazio la stupenda Silvia e la squadra di trascrittori che si è avvicendata in questi anni: Alessio, Ambra, Anastasia, Benedetto e Francesca,ClaudEmanuela, Federica, Flaminia, Francesca, Giovanna, Grazia, Laura, Luisa, Maurizio, Raffaella, Sabrina e Silvia.
“Salve, sono Pippo Corigliano. Ho letto del suo libro. Mi piacerebbe conoscerla. Se avrà la bontà di incontrarmi possiamo scambiarci i nostri rispettivi volumi con dediche”.
Il primo contatto fra di noi avvenne su Facebook. Quando mi scrisse un messaggio così, Pippo, per me era l’inarrivabile personaggio che era amico del Papa (il Papa con cui sono cresciuta, GPII) e di Navarro Valls, una specie di mito vivente, il prestigioso portavoce dell’Opus Dei, quello che ai tempi del Codice da Vinci aveva dovuto spalare montagne di balle sull’Opera, raccontata come la massoneria cattolica, una specie di mafia in talare. E io tra l’altro il suo libro già lo avevo, non era necessario per me andare a prenderlo, ma era lui che volevo conoscere. Ero emozionatissima all’idea di incontrarlo, mi ricordo che corsi da mio marito annunciando la mia decisione, quella che ogni saggia donna avrebbe preso in una circostanza del genere: vado all’OVS a comprarmi un golfino. (Certo sarebbe stato meglio da Chanel ma si fa quel che si può).
Non ci credo, Pippo! Amato amico, maestro, fratello maggiore, zio per i nostri figli, simpaticissimo elegante intelligente uomo di fede, non puoi essere morto, hai spento le candeline l’altro ieri a casa nostra! Non ci credo… Eri come sempre dolcissimo, e profumavi di Cristo. E ora sei con Lui!
È uscito ieri il mio nuovo libro, “Benedetto il giorno che abbiamo sbagliato – Manuale di manutenzione del matrimonio” perché dopo avere cercato di convincere un po’ di gente a sposarsi (poi lascia stare che quasi tutti i miei tentativi di abbinamento sono andati a vuoto, la materia prima se la sono trovata da soli) mi è sembrato urgente convincere altra gente (o forse la stessa, ma con una dozzina di anni in più) a rimanere insieme. Non “tanto per”, ma in comunione vera, che è non lo stato iniziale del matrimonio, ma la meta finale. Diventare una carne sola è l’arrivo di un cammino di una vita, e vale la pena continuare a provarci. Non era calcolato, ma il libro è uscito proprio nei giorni dell’anniversario del referendum sul divorzio: sono cinquanta anni che hanno aperto per tutti noi l’uscita di sicurezza. Non voglio entrare nelle storie e nei dolori personali, ognuno conosce la propria, ma questo libro vorrebbe al contrario provare a dire che anche quando sembra difficile, vale la pena, anche se… anche se qualsiasi cosa. Vale la pena per i figli ma prima ancora per noi, perché il matrimonio, per chi è chiamato a questo, è il luogo della nostra conversione, è il posto dove sperimentare la salvezza. Ecco, nel libro l’ho detto molto meglio, spero, insomma ho usato le parole migliori che ho trovato. Pertanto qui pubblico l’introduzione, sperando che qualcuno abbia voglia di leggerlo.
Ps Per i maschi: se le vostre mogli vi costringono e non avete voglia, andate all’ultima pagina. C’è un decalogo per i mariti; dieci righe, ve la cavate in venti secondi. E se lei vi interroga, rispondete che avete studiato fino alla fine. Dai, è quasi la verità.
Dio abita in Toscanaè un libro che mette voglia di infilare qualcosa in uno zaino e partire, ha fatto questo effetto persino a me che odio viaggiare, perché i luoghi non mi interessano; io infatti viaggio per incontrare le persone e, quando lo faccio, raramente saprei localizzare su una carta esattamente dove mi trovi (sopra o sotto il Po è il massimo della precisione a cui posso aspirare). Sarà perché gli itinerari che Antonio Socci propone con questo Viaggio nel cuore cristiano dell’identità occidentale non sono certo percorsi turistici ma sono in realtà indizi, tracce da seguire, piste tracciate per un favorire un incontro, e l’incontro è proprio l’unica ragione – per me – per cui valga la pena di spostarsi da casa.
Con immensa gioia vi annunciamo che Venerdì 10 Maggio 2024, a Dio piacendo, torneremo pellegrini insieme sul cammino delle Sette Chiese.
Sarà un’edizione speciale che precede quella del Grande Giubileo del 2025.
Avremo con noi il maestro Ambrogio Sparagna, i musicisti dell’Orchestra Popolare e un coro diretto dalla direttrice Annarita Colaianni.
***
La tradizionale Visita delle Sette Chiese nell’arco di una notte ci porta a un incontro profondo con noi stessi e con Dio pregando secondo lo schema delle antiche orazioni composte da San Filippo Neri. Questo pellegrinaggio ci aiuta inoltre a scoprire Roma e in un certo senso ad appropriarci della città in cui ci muoviamo convulsamente tutti i giorni.
Sarà l’UNICA DATA del 2024!
Le catechesi saranno proposte da Padre Maurizio Botta e dai padri della Congregazione.
“UN SOLO CORPO E UN SOLO SPIRITO”: il dinamismo della Liturgia Eucaristica”
Catechesi del 5 marzo 2024 di don Filippo Ciampanelli
Buonasera a tutti, è bello vedervi, è bello stare con voi, grazie di essere qua.
Possiamo fare una piccola preghiera all’inizio?
Invochiamo lo Spirito Santo, ogni cosa deve cominciare con Lui.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo
Vieni o Spirito Santo, scendi nei nostri cuori, rendici docili alla tua presenza, vieni nelle nostre menti, aprile a Dio, tocca i nostri cuori, rendici umili, semplici, tu che sei il Consolatore vinci ogni solitudine, tu, fortezza di Dio, vieni a rinfrancare i nostri cuori. Vieni Spirito Santo di Dio come sei sceso nel cenacolo, sugli apostoli e su Maria. Ripetiamo nel nostro cuore l’invito: vieni Spirito Santo, vieni Spirito Santo; vieni nel mio cuore! Grazie Signore!
Per entrare insieme in questa Settimana Santa, vi proponiamo questi esercizi che ci ha regalato don Paolo Prosperi.
Buona meditazione!
Dammi da bere – Ritiro di Quaresima 2024 – don Paolo Prosperi
“Così dice il Signore:
Ritornate a me con tutto il cuore,
con digiuni, pianti e lamenti;
laceratevi il cuore e non le vesti;
ritornate al Signore vostro Dio,
perché Egli è misericordioso e pietoso, lento all’ira, di grande amore,
pronto a ravvedersi riguardo al male” (Gl 2, 12-13).
Non è certo un caso, se la prima grande parola che “fere l’orecchio”[1] di chi ogni anno partecipa alla messa del Mercoledì delle Ceneri (perlomeno nel Rito Romano), è questo ribattuto richiamo del profeta Gioele: “Ritornate a me con tutto il cuore (…), ritornate al Signore vostro Dio!”.
La Quaresima, lo ha richiamato Camu poco fa, è tempo di conversione. Ma che vuol dire conversione? Ebbene, uno dei significati del termine latino cum-versio è proprio ritorno. Convertirsi vuol dire ri-tornare, cioè invertire la rotta per ritornare al luogo che si è lasciato, alla dimora da cui ci si è allontanati.
Il 20 aprile sarò a Milano a fare un’iniezione ricostituente di bellezza, amicizia, grazia, Verità. Siamo tutti invitati, per tenerci in allenamento in vista del Capitolo generale del 9 novembre a San Pietro!
Dalla regia mi dicono che devo iniziare dicendovi che sono un sacerdote guanelliano, vengo dal don Guanella. L’Opera don Guanella si dedica ai ragazzi, disabili e anziani. Abbiamo diverse case con persone con disabilità cognitiva. A Perugia c’è una casa per disabili in via Tuderte, ed io ho vissuto lì due anni, da chierico, mentre andavo a studiare filosofia ad Assisi.
Cercherò di usare un tono pacato, perché Raffaella è un po’ più di un’amica, un po’ più anche di una sorella di carne, è una sorella di elezione, e quindi so che devo cercare di essere lucida. E infatti sono giorni che leggo e rileggo il suo libro, sottolineo, prendo appunti, mi segno i dati, approfondisco, provo a seguire le tracce delle piste che apre (ogni capitolo sarebbe un libro a parte), vado a leggere notizie ulteriori sulle storie che ha scovato. E niente, mi dispiace, anche cercando di essere obiettiva lo devo dire. Presidenta anche no, Resistere al fascino del neofemminismo (Ed. Il Timone 2024) è un capolavoro. È una pietra miliare della riflessione sul ruolo femminile, e l’unica voce fuori dal coro.
Il cuore della nostra fede è la passione e risurrezione di Gesù, ma mentre la risurrezione la celebriamo ogni domenica, la Chiesa propone alla meditazione dei fedeli la passione solo una volta all’anno. Padre Emidio se ne crucciava spesso. Eppure è decisivo capire che la nostra felicità ha radici a forma di croce – una cosa difficilissima da interiorizzare davvero, e che cerchiamo continuamente di rimuovere, inventandoci un dio pagano che ci manda tutte le cose secondo il verso che abbiamo deciso noi, che realizza tutti i nostri desideri (la famosa divinità pagana dei fioretti dell’ultimo minuto che ben conoscono i miei figli, e che invocano soprattutto per i compiti in classe).
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