Vesuvio tour e altri amici

Con la scusa di ricordare agli amici di Napoli e dintorni i due appuntamenti organizzati da Alleanza Cattolica con Costanza di

venerdi 11 novembre nel teatro della parrocchia di Maria SS. Della Salute Di Portici in Via Verdi 27 – alle 19:30 e

sabato 12 novembre al Complesso Monumentale dei Girolamini Oratorio dell’Assunta in via Duomo14 alle 11:00

 pubblichiamo la riflessione che un lettore del blog ha fatto a proposito del libro di Costanza e che ci ha mandato (autorferenziali? ebbene sì! chi non non ce la fa più di chiacchiere sul libro può tranquillamente saltare e andare a commentare a piacere)

di Giovanni Martinetti 

 Le otto beatitudini evangeliche (Mt 5, 1-10) non indicano esplicitamente la nona, ma la sottintendono; infatti questa potrebbe venire espressa così: Beati coloro che non si lamentano, ma operano quotidianamente con serenità e gioia.

Ecco, a me sembra che questo libro sia innanzi tutto un inno all’accoglienza, un manuale che accompagna all’accettazione serena del vivere quotidiano sorretti dalla Divina Provvidenza e perciò può diventare la via più consona per tagliare l’agognato traguardo della beatitudine.

Se dovessi definire con un aggettivo Spòsati e sii sottomessapenserei a: sorprendente.E di seguito ne illustro meglio il motivo.

Mia nonna Margherita, quando giunsi all’età della ragione, mi spiegò con un esempio contadino come intendesse la famiglia. Mi disse: lafamiglia è simile ad una coppia delle nostre mucche aggiogate al carro. Loro tirano dalla stessa parte il timone per procedere nella giusta direzione e, pur appoggiandosi una dalla parte destra e l’altra dalla sinistra, solo insieme riescono a procedere.

In seguito ho capito da S. Paolo, nella Lettera agli Efesini, il significato di sottomissione con il seguito (riportato anche a pag. 126 del libro) di come si dovrebbero comportare i mariti.

 Mai però avevo pensato alla sorprendente considerazione in crescendo di pag. 114 nella lettera a Margherita.

Quando dovete scegliere tra quello che piace a te e quello che piace a lui, scegli a suo favore. E questo è facile. Quando c’è una decisione da prendere, e soppesàti i pro e i contro la decisione non è ancora evidente, fidati di lui, e lascia che sia lui a dire l’ultima parola. E questo è un po’ difficile, a volte. Quando tra le vostre due posizioni a te sembra evidente che la sua sia proprio sbagliata, per voi, anche per i bambini magari, fidati lo stesso della sua lucidità. Questo può sembrare uno sforzo impossibile. Ti verrà paura, perchè abbandonare le proprie convinzioni è spaventoso. Ma non ti stai buttando nel vuoto, ti stai buttando nelle sue braccia.

Ecco, fino a ieri questa posizione (per me maschio pur felicemente sposato) la ritenevo impensabile, ma da oggi mi sono ricreduto e ritengo che la più logica conseguenza, tra due sposi che si amano davvero, sia quanto sta scritto nella pagina seguente 115 e che è accaduta sovente anche nella mia famiglia.

Piano piano sarà lui a chiederti cosa ne pensi, cosa fare, da che parte la famiglia debba andare. E questo rispetto si conquista con il rispetto, questa dedizione con la sottomissione.

 Sappiamo bene che il mondo deride questo atteggiamento perchè, per dirla ancora con S. Paolo, è una follia. Ma allora il sacrificio di Gesù in croce cos’è se non una follia inaudita?

Ecco, credo che questo libro poggi proprio su due pilastri: la Fede e l’Amore.

Si basa sulla fede cristiana che ha permeato due millenni e, senza la quale, mai l’uomo si sarebbe riconosciuto come persona capace di amore e di perdono. Perchè prima è venuto Lui, l’Uomo che ama e perdona fino alla morte in croce. E così risorge e sconfigge la morte per additarci la via della salvezza eterna attraverso le nostre piccole croci quotidiane. Perchè l’emancipazione della donna non è opera del movimento femminista, ma deriva da quel medesimo Gesù che ha voluto nascere da una Vergine, e perciò ha elevato la condizione femminile alla massima e primaria dignità: quella di madre.

Ecco perchè questo libro è un piccolo manuale di evangelizzazione, una delle strade maestre da seguire per rievangelizzare l’Occidente pagano, gaudente ma sempre più insoddisfatto.

Accompagnando il lettore con levità e ottimistica ironia in ogni situazione familiare e lavorativa, Costanza ha saputo tracciare la strada per vivere in modo pieno e appagante, pur nelle difficoltà che si incontrano ad ogni passo.

E’ un’occasione importante per testimoniare la fede cristiana ogni giorno, è il lievito che fermenta la pasta, il sale che dà sapore al vivere giorno dopo giorno; ricordandoci però sempre che noi siamo servi inutili maavvolti dalla Grazia di Dio.

Bisogna davvero ringraziare Costanza per il coraggio della proposta e per la coerenza di una vita familiare permeata di serenità e gioia.

Qui a Ghemme ho proposto, con il pieno consenso del mio parroco, di divulgare vigorosamente Spòsati e sii sottomessa e i primi risultati sono molto incoraggianti.

Grazie, carissima Costanza.

 

83 pensieri su “Vesuvio tour e altri amici

  1. giovanni dm

    Ottimo commento. Eppure…
    Eppure io sono convinto che qui non ci sia di mezzo (solo) il matrimonio cristiano, ma in generale il matrimonio in generale, come istituto naturale.
    È questo che anche noi cristiani dobbiamo tutelare e difendere.
    La fede e la Grazia sono ovviamente un aiuto incredibile e un rafforzamento enorme, ma il matrimonio deve poter reggere anche senza, l'”investimento” deve valere la pena anche per (sani e onesti) non credenti. Su questo fronte, a mio parere, si deve porre il fronte, per non trovarsi, altrimenti, a combattere una battaglia ancor più di minoranza, tagliando fuori un sacco di bravissima gente.

    1. Angela

      Giovanni, hai ragione! Anche io credo che il suggerimento di Costanza vada bene per il matrimonio cristiano e anche per il civile, anzi, aggiungo anche per le convivenze: è il rapporto di coppia che va “incanalato” come ha scritto Costanza.
      Poi, le coppie cristiane, sposate con il sacramento (perché ci si chiama cristiani anche se sposati solo civilmente – non sto giudicando, faccio solo una sintesi molto concreta dei fatti), hanno in più un ASSO NELLA MANICA, cioé il TERZO INCOMODO, che incomodo non è: l’unico “terzo” che alla coppia può fare solo del bene, molto discreto, accogliente, paterno e materno contemporaneamente, cioé DIO. Lui non spiana la strada e non toglie i problemi, ma cammina assieme alla coppia, ed è tutta un’altra cosa!

  2. Racconta una vicenda di un giovane spostato da poco che ammirando la solidità del matrimonio di un collega anziano chiede a lui il segreto del successo
    “semplice, ho chiarito subito a mia moglie che le decisioni importanti le avrei prese io, e quelle banali lei”.
    “E lei ha accettato?” chiede stupito il giovane?
    “Certo, senza problema. E ancora oggi va così!”
    Incuriosito e perplesso il ragazzo chiede all’anziano collega: “mi fai un esempio delle decisioni che prende tua moglie, così per capire meglio”
    “Mah, che cosa fare per cena, cosa comperare da mangiare, l’abbigliamento: il suo e… e il mio, la casa, come arredarla, dove comperare, come investire i risparmi, il lavoro: che lavoro devo fare io, è stata lei ad esempio a farmi cambiare azienda…”
    Il giovane è sempre più stupito.
    “No, scusa, ma allora quali sono le decisioni importanti che prendi tu?”
    L’anziano lo guarda con un po’ di sufficienza e compassione, come a dire… sei giovane…
    e dice:
    “Ma è ovvio: il debito pubblico, la crisi di governo, la guerra in Afganisthan, il crollo delle borse…”

  3. Velenia

    Non è molto diverso dalla prima regola del “matriarcato occulto”(Costi scusami so che odi questa definizione) antico istituto giuridico consuetudinario praticato in Sicilia:
    L’uomo comanda,la donna decide.
    Poi ci sono una serie di altre regole non scritte sui posti da tenere a tavola,su chi deve portare il caffè a letto all’altro la mattina,su chi amministra le finanze di famiglia, ecc..
    Sa tutto molto di colore locale,eppure era il modo di vivere dei nostri nonni e non era così male.

  4. Karin

    Non ho mai commentato il libro di Costanza.
    Sono un tipo strano…quando tutti parlano bene di qualcosa, io aspetto pensando: dov’è la fregatura?
    Se, dopo un periodo irragionevole, non ho ancora sentito una voce amica contrariata, allora mi decido finalmente ad affrontare la questione, in questo caso il libro di Costanza.
    Di un libro, in generale, leggo poi le prime due pagine, tralasciando introduzioni vari, e poi leggo l’ultima pagina. Così, abbastanza spesso, mi capita di azzeccare più o meno il succo delle pagine rimanenti.
    Invece, con il libro “Sposati è sii sottomessa” non era possibile. E allora l’ho letto tutto d’un fiato. Non era possibile pregustare un contenuto ignoto perché il libro, parla della vita, è vita. Scoppiettante, rumorosa, fastidiosa, ingarbugliata, felice, serena, vera, E ci mette pure Cristo che, in effetti, è la vita.
    Grazie Giovanni per il tuo articolo, e anche per avermi dato la possibilità di commentare il libro. 🙂
    Ho costretto Petra, una mia amica di Monaco, di aggiornare il suo italiano e di fare un corso per perfezionarlo, altrimenti come farà a leggere il suo regalo di Natale…? 😀

  5. perfectioconversationis

    Cara Costanza,
    se incontri gli amici napoletani di AC, dopo la conferenza DEVI convincerli a intonare qualche canto sanfedista!

    1. Karin

      E no, che non e un carico leggero, Infatti il mio cerca di rilanciarmelo, e a volte diventa una partita di ping-pong.
      Ma non mollo… 😉

  6. Velenia

    Sì però, gli uomini non sono tutti uguali(così come le donne) se un marito è per carattere, per educazione o perchè sta attraversando un momento particolare un tipo più indeciso e ha bisogno di essere consigliato, la vera sottomissione,secondo me, è proprio sorreggerlo,senza magari vantarsi troppo per averlo fatto e anche qui le nostre nonne erano maestre.

  7. Angela

    “Qui a Ghemme ho proposto, con il pieno consenso del mio parroco, di divulgare vigorosamente Spòsati e sii sottomessa” bello! Bisognerebbe suggerire il libro a chi giuda i corsi di fidanzamento. Mi è piaciuto sapere che un sacerdote che conosco lo sta consigliando alle coppie che guida spiritualmente.

  8. Trovo assolutamente bellissimo che il libro di Costanza proponga l’evangelizzazione a partire dai rapporti familiari, dove a volte si pensa che si sia già detto e chiarito tutto. E’ vero che dopo il bacio e il “vissero felici e contenti”, molti credono che tutto filerà liscio come l’olio. Parlo soprattutto di coppie cattoliche. Si studia, si trova lavoro, si mette su casa, poi ci si sposa, tutto regolare, tutto a posto, tutto mulino bianco. Poi i nodi vengono al pettine, e si pensa “bè ma ci siamo sposati in chiesa, tutto deve andare per il meglio”, come se il sacramento fosse un rito apotropaico che scaccia il male. E invece quando leggi “Sposati…” capisci che non va bene per niente, che bisogna lavorare. Ma non è un suggerimento da manuale di bonton, di saper vivere i propri desideri. Che ti consiglia la Coky? di metterti sotto, di approvare e sostenere il tuo uomo, di fargli spazio. In effetti è pazzesco, praticamente il contrario dell’opinione pscicologica spicciola, che ti dice di “esternare” le emozioni. Ci ho provato con quel metodo… ma non funziona, mai. Al massimo vi incazzate in due, come se il mal comune fosse un mezzo gaudio. Quindi credo che proporrò anche al mio parroco di leggere “Sposati..” con varie ed eventuali conseguenze…:-)

    1. Karin

      Terminato il libro innalzerà il Te Deum di ringraziamento del suo stato.
      Ma s’è un buon parroco comprederà quanto sia utile e prezioso. In confessionale ne avrà sentito di tutti i colori, immagino.

        1. Karin

          E ce n’è un altro: la gente non trova più i preti nel confessionale.
          Chissa qual’era il primo fra i due…

  9. Erika

    Quando ho visto il libro di Costanza in libreria ho pensato, come molti, che il titolo fosse ironico e provocatorio e l’ho ficcato nel cestino insieme alla “spesa” di quel giorno.
    Poi lo leggo e…no. Nessuna ironia. “Questa donna sta sinceramente consigliando di UBBIDIRE al proprio marito? Scherza?
    Poi vado avanti nella lettura e rifletto.
    Perché tutte le mie amiche mi chiedono consigli sulla vita di coppia? Perché la mia vita di coppia è felice?
    Mi sono dovuta rispondere che è perché io, in effetti, mi comporto proprio come raccomanda Costanza.
    Non ne faccio un vanto: per me è facile, ho un’ indole naturalmente docile (cosa che avevo sempre considerato un difetto), mio marito ha 15 anni più di me e quindi mi viene naturale considerarlo più saggio.
    Ma il fatto è che funziona: recuperare la dolcezza, la dedizione amorevole, ha un senso.
    Essere capaci di qualche esercizio di umiltà, pure.
    Quindi mi sono tuffata anche nel blog, desiderosa di confronto con persone che fino a qualche tempo fa avrei considerato “antropologicamente” diverse da me, per scoprire che, mettendo da parte l’orgoglio, posso imparare molte cose.

    P.s. Costanza, secondo te come si fa a convincere il proprio marito che è svilente per la sua virilità delegare alla donna le questioni finanziarie? Lui cerca di lusingarmi dicendo che sono brava in queste cose: la verità è che si annoia ad andare in banca, dal commercialista ecc.
    😉

    1. nonpuoiessereserio

      Erika è sufficiente che per qualche giorno tu ti rivolga al marito come fanno le agenzie di rating nei confronti dell’Italia: “Il Pil famigliare è previsto al ribasso, i tassi stanno crescendo, la liquidità è scarsa, c’è volatilità diffusa”, poi ci aggiungi che il nuovo direttore non è niente male e vedrai che si catapulterà in banca.

    2. Giuseppe

      Io concordo in pieno con tuo marito! fatto sempre così: mi son trovato benissimo. In fin dei conti è il segreto del microcredito: far credito alla donne!
      Ps son laureato in economia e comemrcio, iscritto all’albo etc.

  10. vale

    in compenso, a controbilanciare tutta la faccenda, ci ha pensato-cito da il Foglio di oggi- Daniela Farnese con il suo “101 modi per far soffrire gli uomini” newton compton. già l’articolo mi fa rabbrividire.non oso pensare il libro…..

  11. Velenia

    @Erika,mi dispiace ma devo dare ragione a tuo marito,
    Regola n.2 del matriarcato occulto:l’uomo porta a casa i soldi (trattenendo la cifra che gli occorre per il proprio lavoro ,se ne ha uno indipendente) e la donna li amministra,perchè suo è il governo della casa (vi ricordate la biblica donna forte?).
    Regola n.3 il marito porta il caffè a letto ogni mattino alla moglie,è un modo gentile di dirle :-Guarda che è tardi e che ci sono i figli da mandare a scuola,vedi di darti una mossa perchè io non ho idea se la maglietta arancione stia bene con la tuta viola o con quella blu-
    Regola n.4 Al marito spetta il posto a capotavola, e c’è pure una spiegazione curiosa per questo,quando si fa i segno della croce chi sta alla testa?il Padre.
    Regola n.5,è quella che io personalmente seguo sempre e con facilità ma che a tante amiche mie costa molta fatica,se hai mal di testa o stai lavando i vetri e tuo marito ti chiede di uscire,nel primo caso prendi un analgesico, nel secondo lascia i vetri sporchi ed esci,perchè altrimenti ci sarà da qualche parte qualcun altra che vuole uscire con lui.

    1. Erika

      @d’accordo su tutto tranne che sul caffe’:glielo porto io perche’lui una volta ha messo la caffettiera in frigo e il cartone del latte sul fuoco…

    1. Scusa Velenia, devo essermi persa la regola n.1… non vorrei rimanere all’oscuro di qualche dettaglio fondamentale: ti prego, aggiornami! 🙂

      (La regola n. 3 da noi non funziona, perché mio marito ha la pressione alta e al mattino è in stato confusionale per un’oretta piena: meglio che sia io a preparare il caffè, così lo aiuto anche a svegliarsi).

  12. Sybille

    A casa mia funziona così:
    1) io cucino e mio marito (quando c’è, dal momento che lavora fuori città) poi carica la lavastoviglie e mette un po’ in ordine;
    2) certi lavori di casa (tipo stirare o attaccare dei bottoni) lui sa farli, io no. quindi in casi estremi ci pensa lui (quando c’è)
    3) Lavoriamo entrambi fuori casa (non voglio sminuire il lavoro delle casalinghe!)
    4) entrambi contribuiamo in eguale misura al menage, con una rigorosa contabilità casalinga e chiusura conti a fine mese
    5) le decisioni importanti, tipo la scuola dove mandare il figlio, le prendiamo insieme, ma sono io che raccolgo informazioni
    Parliamo molto e discutiamo molto raramente. C’è in bel sostegno reciproco, direi. ma se penso che dice delle cavolate glielo dico eccome

  13. LUIGI:
    Perché hai messo quel video di quel vescovo-istrione (o istrione-vescovo)
    Che cosa volevi dire, che cosa volevi farci notare?
    Che anche lui sa parlare in modo buffo (ma alla fine costruttivo) della psicopatologia della vita familiare?

    1. Sybille

      volevo dire che non è solo lui che porta i soldi a casa e li consegna alla moglie. Ogni spesa viene divisa al 50%. Un dato meramente economico/finanziario

      1. giuliana z.

        ognunisticamente ciascuno si comporti come vuole, ci mancherebbe… ma io rabbrividisco all’idea di fare fifty-fifty sulle spese domestiche, più che un matrimonio mi sembrerebbe di vivere sulla tabella della partita doppia… (ma io non faccio testo, sono una pessima amministratrice e mi fido ciecamente delle decisioni di mio marito in campo economico, anche perchè c’è ben poco da spartire!:-) )

        1. Sybille

          ehi, ciao! va meglio se dico che questa cosa del 50/50 è stata decisa da mio marito? Lui è un uomo dei numeri (io per niente) e penso trovasse per qualche verso rassicurante questo criterio diciamo netto. Che soffre di molte eccezioni perché come ti dicevo lui non c’è durante la settimana e io mi dimentico spesso di segnare le spese 🙂

          Per noi è solo un criterio di organizzazione degli aspetti economici della nostra vita, non penso abbia significati reconditi.

          1. giuly

            se lui lo ha deciso e a te sta bene, ok.
            Ma i mei cognati si erano organizzati nello stesso modo, poi il resto dello stipendio lo spendevano ciascuno come gli pareva, ora lui ha una moto, 3 case, 2 auto, lei un sacco di gioielli e un mutuo, ma non sono più insieme.
            Riporto questo caso solo per dire che la freddezza dei calcoli talvolta nasconde un atteggiamento difensivo reciproco, del tipo “ti concedo di stare con me, ma quel che è mio è mio e lo gestisco come mi pare”. Sono certa che per voi non è così, anche perchè tuo marito è spesso fuori per lavoro e magari questo sistema vi consente di tener sotto controllo le spese, cosa che oggi è piuttosto importante!

        2. paulbratter

          mia moglie ed io abbiamo “il calderone”, l’unica cosa negativa e che non ha più molto senso farsi i regali di Natale e compleanno

          1. giuly

            ecco: esattamente lo stesso regime fiscale che vige in casa nostra! il “calderone”… mi piace questa definizione…

            1. sorellastragenoveffa

              Anche noi, anzi, più che un calderone è un calderino, o meglio ancora un colabrodo, e lo amministra mio marito, la cosa strana è che quando mi chiedeva consiglio su spese un po’ importanti e io gli facevo obiezione, poi spendeva lo stesso, da un po’ di tempo cerco di fare la moglie sottomessa e gli dico: “facciamo come decidi tu” e lui non spende più!!!

            1. Erika

              @paul bratter: anche per noi si e’posto il problema regali.Abbiamo deciso di evitare il regalo e concederci una cena in qualche bel posto. E per noi signore i fiori sono sempre ben accetti, of course

            2. Sybille

              Noi siamo in regime di separazione dei beni, non ci si è neppure posta la questione per una serie di motivi pratici e meno pratici. Quasi tutti i miei amici sono in separazione, solo i cattolici optano di più per la comunione. Ma certo sono scelte personali che non inficiano la natura matrimoniale del nostro rapporto, le cose da condividere sono ben altre. Io starei male a toccare i soldi di mio marito.
              Ovviamente dovesse esserci necessità, ognugno di noi correrebbe in aiuto dell’altro.

            3. Syb, sono cattolica e in separazione dei beni. Per la gestione dei conti però facciamo un fritto misto: conti separati ma poi attingiamo indifferentemente dall’uno o dall’altro. Per le spese personali ognuno spende con la propria carta, io giro soldi da un conto all’altro in base alle esigenze e controllo che non finiamo in rosso, lui ogni tanto dà un’occhiata e mi fa una cazziata perchè spendiamo troppo, niente contabilità (dovrei occuparmene io ma lavoro coi soldi tutta la settimana e non mi va di fare i conti anche sui soldi miei)
              Io penso che non esista una regola valida per tutti. Sono d’accordo su quello che dici: le cose da condividere sono ben altre in un matrimonio.

          2. Sybille

            potreste fare delle cose insieme, tipo un bel viaggio
            Noi regali – malgrado la separazione dei beni – non ce ne facciamo quasi mai. Preferiamo fare qualche bel viaggetto oppure sostenere per quanto ci è possibile dei progetti sviluppo. Soprattutto a Natale!

  14. Scusate se mi sono permesso di pare domande a proposito dei bilanci familiari e miserie di questo genere…
    Quello che pensavo, oggi, non evendo io mai nulla da fare in pratica altro che spostare sassi da un posto a un altro a caso (non è forse tutto a caso?) pensavo non solo ai babbi e allle mammiecome devono regolarsi in tutto e per tutto, ma ai figlioli, quei disgraziati dei figlioli (tutti lo siamo stati) che devono subire l’obbrorio della famiglia, tanto per dirne una pensavo ai figlioli portati alla Messa fin da bambini piccini 8e magari anche al rosario, spero proprio di no) e poi come gli potesse venire l’odio verso la messa i genitori Iddio i preti i santi. Stateci attenti quando credete di fare le cose giuste in grazia di Dio. I figlioli gli tocca subire, ne soffrono, forse,non possono dire nulla, vengono plasmati. Certo, anche non portandoceli, alla Messa, sarebbe uguale, non verrebbero portati invece di essere portati, come valige, in ogni caso….

    1. nonpuoiessereserio

      Quale sarebbe una buona alternativa educativa rispetto alla Messa dal tuo punto di vista?
      Fermo restando che la Messa dura un’ora e poi si può fare quello che si vuole insieme.

        1. nonpuoiessereserio

          Ora sono stanco ma penso che la Messa non dovrebbe essere solo un’ora di educazione spirituale o religiosa ma un’esperienza di Comunione con Nostro Signore attraverso l’Eucarestia e con i nostri fratelli. Purtroppo Alvise ti do atto che questa esperienza della Messa non avviene sempre però penso che anche se il sacerdote è scarso e i fedeli spocchiosi qualcosa di buono possa venire lo stesso dallo Spirito Santo. “Dove due o tre sono uniti nel mio nome io sarò con loro, pregherò con loro.”

    1. nonpuoiessereserio

      Il video lo aveva postato un mio amico irlandese su fb e mi sembrava originale almeno per la nostra cultura vedere un arcivescovo destreggiarsi come un anchorman davanti agli schermi, nulla di più Alvise, ne passano tanti video qui dentro, da Charlie Brown a Verdone, Ligabue, uno più uno meno…

  15. nonpuoiessereserio

    Io ho la comunione dei beni e gestisco il denaro. Spendo, scommetto, vinco, perdo in borsa, guadagno, finora è andata bene. Chi è il santo protetttore del gioco?

    1. nonpuoiessereserio

      Non perderti in sbaciucchiamenti che non sopporto, (almeno quelli da omi) piuttosto non mi hai risposto alla domanda della messa.

  16. Anche noi abbiamo il calderone, mi sembrerebbe tanto triste tenere i conti. Si divide tutto, proprio tutto, e i soldi sono una parte – seppur per noi non tanto rilevante – del tutto che si divide senza farci caso. Quanto al meccanismo di sorellastragenoveffa l’ho sperimentato tante volte: quando non voglio dire la mia lui mi accontenta spontaneamente, liberamente.
    Alvise, nella messa c’è Dio che si fa pane, e ci dà la possibilità di conquistare la vita eterna: chi mangia di questo pane non morirà. Io non voglio che i miei figli muoiano, per questo ce li porto. Se li vedessi buttarsi dalla finestra non direi mai loro che sono liberi di farlo. Liberi un corno.

    1. Sybille

      A me non fa nessuna tristezza! Anche noi dividiamo tutto, ma proprio tutto, solo lo facciamo ex post!

      Buona giornata Costanza!

  17. Alvise, nella Messa Nostro Signore si fa presente in carne, sangue, spirito e divinità: è un anticipo di Paradiso in terra, perché dovrei privare i miei figli di questo tesoro?
    Sto attenta a ciò che fa bene o male al loro corpo e dovrei disinteressarmi di ciò che nutre la loro anima?
    La mia esperienza è che i figli capiscono benissimo se vengono portati a Messa perché i genitori la ritengono davvero il culmine della loro vita, oppure se ci vengono mandati da adulti che invece non ci vanno perché hanno “cose più importanti” da fare.
    Mia figlia di 18 anni non solo continua ad andare a Messa di sua spontanea volontà, ma ha partecipato a pellegrinaggi, è andata alla GMG, frequenta i gruppi giovanili di Alleanza Cattolica e in generale vive una fede sua, non dei suoi genitori. Lo stesso sembra il percorso di mia figlia di 11 anni, per gli altri è un po’ troppo presto per dire come cresceranno, ma preferisco dare loro la pratica della preghiera, della Messa e anche una buona conoscenze del catechismo: come genitore, non posso che dare il cibo che ritengo il migliore, poi crescendo dovranno essere loro a scegliere, ma lo faranno almeno sapendo bene cosa scelgono.

      1. “sabato 12 novembre al Complesso Monumentale dei Girolamini Oratorio dell’Assunta in via Duomo14 alle 11:00 con il senatore Gaetano Quagliariello”

        E’ lui. PDl, berlusconiano di ferro. Che ha chiesto ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi.
        “E’ un’occasione importante per testimoniare la fede cristiana ogni giorno” .. quindi si testimonia la fede cristiana anche opponendosi all’immoralità del potere. Non credi?

        1. Sybille

          A me verrebbe da dire di sì. Tra l’altro mi viene da sorridere a vedere stigmatizzate certe pagliuzze e non volere vedere certe travi.

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