Regali di Natale

di Costanza Miriano

Non è perché ho appena ricevuto in regalo una borsa strepitosa: già da qualche giorno mi frullava in testa l’idea di fare non una lista con i regali da chiedere a Gesù Bambino, ma una di quelli ricevuti, che sono proprio tantissimi, non solo adesso e non solo a Natale, ma tutta la vita. Lo so, non è che la mia lista interessi a nessuno, però io ve lo volevo dire: la sto facendo, e scopro che è vero quello che dice Chesterton, che “la misura di ogni felicità è la riconoscenza”. Più punto lo zoom sulle grazie che ho ricevuto, più ne vedo.

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L’artigianato educativo

di Costanza Miriano

Quando ho letto la traccia degli argomenti previsti per l’incontro di Milano mi sono detta che sarebbe stato proprio interessante da ascoltare: usi di internet, alleanza tra genitori, come vivere la spiritualità in famiglia, e soprattutto adolescenza oggi. Magari mi spiegano questi oggetti misteriosi – soprattutto quelli femminili – che mi girano per casa. Poi ho realizzato che a parlare sarò io, e questo è il problema.

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Quello che le donne vorrebbero dire

di Costanza Miriano

Volgarità, violenza, visibilità sarebbero dunque per Lilli Gruber le tre v maschili, che “devono essere sostituite da empatia, diplomazia, pazienza”, dice la collega in un’intervista a Io donna. Ovviamente l’affermazione è basata sull’assunto – affermato con certezza – che i maschi sono tutti cattivi, e vanno rieducati, usa proprio questa parola, affinché diventino più femminili. Bene, non so quali uomini frequenti Lilli Gruber, io però incontro moltissime donne ogni settimana, e posso dire che non parla a nome loro. Si ripete il problema evidente, e che pare confermato da molti dati comprese le ultime tornate elettorali, che chi tiene le redini dell’informazione e dell’industria delle idee, del potere, ha perso ogni contatto con la realtà.

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Tu sei per Dio, senza dubbio

di Francesca Nardini

“La cosa che ci stava a cuore era la stessa, cioè il Signore”. Costanza Miriano riassume così la sua amicizia con Pippo Corigliano, durante le Merende di Lettura del 13 settembre scorso a Latina, in cui entrambi ci hanno fatto dono della loro presenza. Vederla arrivare, fine ed elegante come sempre (il sandalo gioiello l’ho visto bene, cara, poi mi dici dove l’hai preso), nonostante la stanchezza della giornata e una famiglia comunque da mandare avanti, ci ha gasato tutte quante! Eh già, perché eravamo ormai un bel gruppetto di tifose qui a Latina, tutte in via di sottomissione definitiva (io sono ancora tirocinante, non ci allarghiamo), a non vedere l’ora di incontrarla. Pippo Corigliano, che è venuto con lei, non aveva il sandalo gioiello (!) ma indossava quel suo perenne buonumore e il sorriso che lo contraddistingue da sempre, per chi lo segue sui social o legge i suoi libri o lo conosce di persona.

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Diario di un soldato semplice

di Costanza Miriano

Quando ho cominciato a scrivere questo blog avevo quattro figli tra i quattro anni e mezzo e gli undici, una casa cronicamente in disordine – adesso lo è solo dalle sette di mattina alle undici e trenta di sera, poi vedeste che meraviglia! – e un tapis roulant in una minuscola camera da letto matrimoniale (resa ancor più minuscola dal tapis stesso), che era la mia unica possibilità di fare attività fisica, generalmente dopo mezzanotte (grazie a Dio stiamo al piano di terra, e i topi delle cantine sono piuttosto concilianti quanto a rumori molesti).

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Chiarimento con il direttore del gruppo san Paolo

Costanza Miriano e don Rosario Uccellatore

di Costanza Miriano

Mi sembra giusto far sapere a tanti amici e lettori che dopo l’articolo della cara amica Monica Marini ho scritto, con il desiderio di appianare i contrasti, una mail al direttore della libreria di Genova, il quale mi ha risposto gentilmente, e che mi ha anche chiamato il direttore del gruppo editoriale san Paolo: ci siamo lasciati con un invito a pranzo (a dire il vero anche a cena, si è lasciato sfuggire don Rosario). Anche se le mie corse a Milano sono sempre con i minuti contati mi tengo il buono, e conto di approfittarne prima o poi. A riprova del fatto che parlarsi direttamente è sempre sicuramente molto meglio.

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Riccardo Paracchini, o della Trasfigurazione

di Sergio Mandelli

L’Italia (ma si potrebbe dire l’Europa, il mondo) è divisa, culturalmente parlando, grossomodo in due.
Da una parte ci sono i santoni del laicismo, sempre presenti, onnipresenti, su giornali, televisioni, radio, università, redazioni, ovunque. I vari savianolittizzettoscalfari serragalimbertimarzanoeccetera, scritti tutti di seguito perché, più o meno, dicono tutti le stesse cose e li trovi dappertutto.
Poi ci sono i cattolici.

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