Quarantena e consigli di manutenzione del matrimonio

di Costanza Miriano

Cara Costanza in carne ed ossa, (grosse, ho le ossa grosse, non è che mi sia appesantita in quarantena), sono la Costanza Miriano dei libri che ti scrive, quella donna saggia, accogliente, silenziosa e sapiente che se ne va (andava) in giro a fondare truppe delle mogli di Gudbrando il montanaro in tutta Italia. Ti volevo dire che mi sa che ti serve un ripassino, ti ho visto un tantinello isterica negli ultimi giorni. Adesso, non è che pretendo che tu rilegga i libri che abbiamo scritto insieme, la vera tu ed io, cioè la tua versione letteraria sottomessa. Però ti faccio un veloce pro-memoria.

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Quello che le donne vorrebbero dire

di Costanza Miriano

Volgarità, violenza, visibilità sarebbero dunque per Lilli Gruber le tre v maschili, che “devono essere sostituite da empatia, diplomazia, pazienza”, dice la collega in un’intervista a Io donna. Ovviamente l’affermazione è basata sull’assunto – affermato con certezza – che i maschi sono tutti cattivi, e vanno rieducati, usa proprio questa parola, affinché diventino più femminili. Bene, non so quali uomini frequenti Lilli Gruber, io però incontro moltissime donne ogni settimana, e posso dire che non parla a nome loro. Si ripete il problema evidente, e che pare confermato da molti dati comprese le ultime tornate elettorali, che chi tiene le redini dell’informazione e dell’industria delle idee, del potere, ha perso ogni contatto con la realtà.

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L’ignoranza di chi cita a sproposito “Sposati e sii sottomessa”

di Costanza Miriano

Siccome continuano a tirare in ballo la parola sottomissione, senza prendersi la briga non dico di leggere il mio libro, per carità (che? Vuoi leggere un libro prima di criticarlo?), ma neppure il passo biblico da cui è tratta la citazione, dimostrando ignoranza crassa e incapacità di ragionamento a livello da seconda media diciamo – è più o meno quando capisci l’importanza del contesto nell’approcciarti al testo – occorre fare qualche precisazione, che poi arrivano i primi Cirinnà e D’Urso di passaggio e mi citano a proposito della sottomissione completamente fuori luogo.

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Perché le élites odiano la famiglia?

di Costanza Miriano

La violenta, irrazionale, unanime levata di scudi contro il World Congress Family è stata davvero inspiegabile. Si può non condividere una manifestazione, ma basta non andarci. È facile. A me non è mai venuto in mente di farmi venire una crisi isterica per i gay pride, e neanche perché la presidente della Camera, un ministro o un senatore donna gli accordassero la loro compiacente benedizione.

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L’otto per la vita

di Costanza Miriano

Buona festa della donna alle mie ormai migliaia di amiche e conoscenti che se ne fregano della festa della donna, che non hanno rivendicazioni da fare, che sono felici di avere avuto la incredibile fortuna di poter essere al servizio della vita – sia che i figli non arrivino, sia che ne arrivino otto, nove, undici o dodici: quello che conta è la disponibilità – che amano farsi i fatti degli altri, prendersi cura, farsi carico, che vogliono essere alleate dei loro uomini, imparare a tradurre il loro linguaggio, stare dalla loro parte, aiutarli a essere migliori, mentre loro le proteggono.

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Stroncature e altre violenze

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di Costanza Miriano

Se agganci un’idea assurda e contraria alla natura (uccidere tuo figlio nel grembo) a un’idea oggettivamente buona e incontestabile (combattere lo stupro) puoi far passare nel sentire comune, con qualche bella battaglia mediatica, pressoché di tutto. Così è successo, appunto, per le battaglie radicali per l’aborto, e pazienza se la storia di Jane Roe – quella che ottenne in Usa la storica sentenza –  era inventata, come poi è stato dimostrato. Chi mai può essere favorevole allo stupro? E così usi un caso estremo – anche falso – per innescare un cambiamento di mentalità epocale. Chi non vuole che le donne siano libere di eliminare i propri figli diventa automaticamente una persona a favore della violenza sulle donne.

Così è successo, per esempio, per la campagna che indusse le donne a fumare: una possente campagna pubblicitaria agganciò il fumo all’idea di emancipazione femminile, e pazienza se invece è un’altra schiavitù, a pagamento e dannosa per la salute. Così è successo per la legge sulle unioni civili: chi dice che i figli hanno diritto a un padre e una madre viene considerato contro le persone con tendenza omosessuale. Il passaggio è stato complicato, ci sono voluti anni di campagne mediatiche, ma quasi stanno riuscendo (la sola idea che in Parlamento si possa discutere una legge contro l’omofobia, una cosa che non esiste, ne è la prova). Continua a leggere “Stroncature e altre violenze”

Libertà è sottomettersi all’Infinito

E poi un giorno ti scrive una giovane donna musulmana, di madre italiana e padre iraniano, vissuta in Iran per quindici anni e madre di tre figli, laureata in scienze islamiche, che dice di aver trovato punti di contatto con quello che scrivi sulle donne e sulla loro missione di salvare l’umanità, e che avrebbe avuto voglia di mandarti una mail, ma poi ti ha incontrata davanti a scuola (perché sì, è incredibile, ma i nostri figli frequentano la stessa scuola) e non ti sembra possibile ma succede davvero. Io e la dolcissima Hanieh ci siamo davvero incontrate, ci siamo sorrise e riconosciute, perché alcune parole universali sono scritte dentro il cuore di ogni essere umano. E tornando a casa una figlia mi ha detto: “mamma, ti ricordi che ti avevo detto che in cortile ieri c’era una bambina con la felpa uguale alla nostra maglietta, quella con la figura di mamma babbo e figli?  Era quella la bambina!”, e io sono stata felice di avere riconosciuto una sorella, e di avere avuto una prova che la nostra battaglia escatologica, cioè per la salvezza eterna dell’uomo, passa prima ancora per la salvezza dell’umano.

Costanza

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di Hanieh Tarkian

La prima volta che sentii parlare del libro “Sposati e sii sottomessa”, rimasi sorpresa del fatto che qualcuno avesse il coraggio di scrivere riguardo alla “sottomissione” di questi tempi. Questi tempi in cui ci si sottomette a tante cose, solo che viene mascherato con altri termini: ci si sottomette alla moda e allora è seguire la moda, ci si sottomette alla cultura e allora è integrazione…., molto spesso non ci si chiede nemmeno chi l’abbia creata quella moda o quella cultura. Continua a leggere “Libertà è sottomettersi all’Infinito”

Storia di un’avventura che non finirà mai: come conobbi Costanza Miriano.

Per festeggiare i cinque anni dall’uscita di “Sposati e sii sottomessa” ci concediamo un post che è un vero distillato d’affetto. Grazie, Francesco Natale, vero amico.

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di Francesco Natale

Come taluni di voi sanno, io mi porto fieramente dentro un quartino di Sangue Napoletano: mio Nonno Paterno, Pasqualino Natale (chi ride scioccamente per la festosità onomastica aspetti di sapere che sua Moglie si chiamava Natalia. Ecco), nacque a Capua.
Quindi da buon “guaglione”, più spesso “mariuolo”, indulgo ogni tanto nella millanteria di credito spavalda e nel dar sfoggio curriculare di conoscenze altolocate, famose, vip e vippissime.
Il punto è che io Costanza la conosco veramente. E ora vi racconto come è accaduto.
Bazzicavo estenuato per quella fucina di disagio mentale che si chiama Facebook.
In mezzo a pagine di gruppi Heavy Metal, sedicenni sfoggianti il taglio stile Viennetta Algida in testa, qualunquismi vari scritti rigorosamente col CAPS-LOCK in overdrive, “opinionisti” i cui “secondo me…” risultavano entusiasmanti quanto la vernice che asciuga su una panchina, FB si permette di suggerirmi l’amicizia con una tal Costanza Miriano. Gran bella Donna, per altro. Scorro il mouse sul suo profilo e, strabuzzando gli occhi, leggo il titolo del suo blog: “Sposati e sii sottomessa”. Inorridisco. E mi sale la ferocia. Continua a leggere “Storia di un’avventura che non finirà mai: come conobbi Costanza Miriano.”

Sottomissione for dummies (lezione per ripetenti)

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di Costanza Miriano   

Non pensavo che qualcuno mi si sarebbe filato ancora su questa storia della sottomissione. Insomma l’ho spiegata anche al maiale. Pensavo di essere finalmente fuori moda. Invece mi ritrovo a cercare di spiegare di nuovo cosa ho capito io della parola sottomissione usata da San Paolo, e lo faccio per la volta numero duecentosettantaquattro – includendo i tentativi in inglese e violettese (quella specie di lingua spagnola imparata sentendo le canzoni di Violetta, che mi si è resa necessaria quando la Procura generale spagnola ha aperto un fascicolo nei miei confronti su mandato del ministro della Salute e della Pari opportunità, per l’ipotesi di istigazione alla violenza sulle donne. Non mi riprenderò mai dalle risate fatte pensando al magistrato spagnolo che si è dovuto sorbire i racconti dei vomiti dei miei figli nel tentativo di ravvisare tracce di reato, poveraccio). Continua a leggere “Sottomissione for dummies (lezione per ripetenti)”

Qui a peur de livres sur la famille et les enfants?

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Costanza Miriano   – IL FOGLIO   

À la France, on pardonne tout, si ce n’est au nom de Houellebecq, de Givenchy (même si son cerveau, Tisci est italien), de la petite Thérèse à Jeanne (d’Arc) et de tant d’autres. On leur pardonne même leur coup de boule sur la poitrine (surtout si l’on gagne après) . De plus, il faut dire que cela ne m’offense pas, mais m’affecte : actuellement, 22000 Français ont signé, en peu de jours, une pétition pour demander le retrait du marché de deux de mes livres, Marie-toi et sois soumise (Sposati e sii sottomessa) et Epouse-la et meurs pour elle (Sposala e muori per lei), à peine sortis en France chez le Centurion (ce sont des conseils à des amis sur le mariage, sur la différence entre nous et cet être d’une autre espèce qui se trouve dans notre lit, et sur l’épreuve de tenir ensemble).

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Chi ha paura in Francia di libri che parlano di famiglia e figli?

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di Costanza Miriano  per IL FOGLIO 

Alla Francia si perdona tutto, se non altro in nome di Houellebecq, di Givenchy (ma la mente, Tisci, è italiano), di Santa Teresina e Giovanna e di moltissimo altro. Le si perdonano anche le testate sul petto (soprattutto se poi vinciamo). In più c’è da dire che non riesco a offendermi, ma anzi mi commuovo per questa cosa: attualmente ventiduemila Galli hanno firmato, in pochi giorni, una petizione per chiedere il ritiro dal mercato di due miei libri, Sposati e sii sottomessa e Sposala e muori per lei, appena usciti in Francia per i tipi di Le Centurion (sono consigli alle amiche sul matrimonio, sulla differenza tra noi e quell’essere di un’altra specie che ci troviamo nel letto, e sulla fatica di tenere insieme tutto). Una signora, come racconta il Figaro, ha deciso di chiedere al Segretario di Stato incaricata per i diritti delle donne, Pascale Boistard di vietarne la vendita. Lo considero un enorme biglietto di auguri di Natale, non ne ho mai ricevuto uno con così tante firme – puntano alle venticinquemila – al massimo forse ce n’erano una ventina sul regalo di compleanno dei compagni di classe. Che tante persone si interessino a me mi sembra davvero sproporzionato, emozionante che non si limitino a non comprare i miei libri – come fanno circa sei miliardi di persone nel mondo con la massima tranquillità – ma che si disturbino a firmare una petizione per impedire agli altri di farlo. Continua a leggere “Chi ha paura in Francia di libri che parlano di famiglia e figli?”

Sottomissione for dummies (lezione per ripetenti)

acropoli

di Costanza Miriano   per La Croce – quotidiano

Non pensavo che qualcuno mi si sarebbe filato ancora su questa storia della sottomissione. Insomma l’ho spiegata anche al maiale. Pensavo di essere finalmente fuori moda. Invece per colpa o merito del mio amico Mario mi ritrovo a cercare di spiegare di nuovo cosa ho capito io della parola sottomissione usata da San Paolo, e lo faccio per la volta numero duecentosettantaquattro – includendo i tentativi in inglese e violettese (quella specie di lingua spagnola imparata sentendo le canzoni di Violetta, che mi si è resa necessaria quando la Procura generale spagnola ha aperto un fascicolo nei miei confronti su mandato del ministro della Salute e della Pari opportunità, per l’ipotesi di istigazione alla violenza sulle donne. Non mi riprenderò mai dalle risate fatte pensando al magistrato spagnolo che si è dovuto sorbire i racconti dei vomiti dei miei figli nel tentativo di ravvisare tracce di reato, poveraccio). Continua a leggere “Sottomissione for dummies (lezione per ripetenti)”

Donne sottomesse, è una questione di sfumature

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di Lorenzo Bertocchi

Mentre la giornalista Costanza Miriano subisce una specie di linciaggio per il suo “Casate y si sumisa”, versione spagnola del successo editoriale “Sposati e sii sottomessa”, nel mondo spopola “The etical slut”, da oggi tradotto in italiano con il titolo “La zoccola etica”.

Si tratta di un manifesto pratico per vivere da protagonisti, e in totale serenità, la nuova rivoluzione sessuale: il poliamore, cioè libero sesso con “diverse persone – ora uomini, ora donne, ora persone che stanno nel mezzo, o un po’ di questo o un po’ di quello”. Continua a leggere “Donne sottomesse, è una questione di sfumature”

Marie-toi et sois soumise!

Traduzione dell’intervista apparsa su L’Homme Nouveau (Grazie a Giuseppe Gerbore per la traduzione)

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di Marie d’Armagnac

“Marie-toi et sois soumise”! Provocatorio, ma ispirato a San Paolo, questo è il titolo di un saggio di una giornalista italiana. Il suo libro è stato pubblicato in Spagna dall’arcivescovo di Granada, messo in discussione da “Marianne” (numero 868, dal 7 al 13 dicembre). Risposta dell’autrice, Costanza Miriano, in questa conversazione concessa a “L’Homme Nouveau”.

HA PUBBLICATO UN LIBRO DAL TITOLO PROVOCATORIO. DI CHE SI TRATTA?

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C’è sottomessa e sottomessa

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di Costanza Miriano  Il Foglio 18 dicembre 2013

Pensa che c’ero caduta anche io. Col fatto che da un mesetto rispondo a giornalisti stranieri che mi chiedono “perché sottomessa?” (in molteplici varianti tra cui “cos’è la sottomissione?” e, la più stupida, “chi lava i piatti a casa sua?”), e lo faccio in varie lingue (itagnolo, inglano) con abnegazione e grande padronanza di me, cercando di evitare alterazioni isteriche del tono di voce, mi ero ingenuamente convinta che fosse la parola sottomessa a disturbare nel titolo del mio libro.

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Sottomessa ma non al marito

Continuano le polemiche in Spagna per Sposati e sii sottomessa e la cosa sta assumendo una connotazione grottesca; dopo le interrogazioni parlamentari, la denuncia, le esternazione di un importante ministro ora arrivano anche le manifestazioni di piazza e i talk show a tema ” “. Questa che proponiamo è l’ultima intervista  rilasciata da Costanza Miriano ai media spagnoli. A proposito anche le Figaro in Francia ha scritto di questa vicenda.  Solo alla stampa italiana sembra interessare poco nonostante sia coinvolta  una giornalista e scrittrice italiana.
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Lassù Qualcuno ci ama

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di Costanza Miriano   –     Avvenire del 21 novembre 2013

Con il titolo Casate y sé sumisa è uscito in Spagna il mio primo libro, Sposati e sii sottomessa. Mi avevano avvisato che quella parola nel titolo avrebbe dato fastidio alle donne spagnole, ma mai avrei pensato che tre partiti, PP, PSOE e IU, cioè Izquierda Unida ne avrebbero addirittura chiesto il ritiro dal mercato, che una petizione contro il libro avrebbe superato rapidamente le sessantamila firme (mentre scrivo), che il consiglio comunale di Granada avrebbe chiesto alla Procura di intervenire per vietarne la vendita, imputandomi il reato di istigazione alla violenza sulle donne. Istigazione che ovviamente nel mio libro non è neppure vagamente adombrata. Il capo di imputazione, l’unico, sarebbe l’uso della parola sottomessa, che io peraltro ho copiato da san Paolo. Continua a leggere “Lassù Qualcuno ci ama”

Ma di cosa state parlando?

Costanza Miriano intervistata per  El Huffington Post  sempre in merito alle polemiche sull’uscita del libro “Cásate y sé sumisa”

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           (aquí en español)

A cosa si deve il successo del suo libro in Italia?

Il libro inizia con me che rispondo a una telefonata di un’amica in crisi, che non si decide a sposarsi. Una telefonata tra amiche sul tema dell’identità femminile, che è, io credo, quello su cui si gioca la partita centrale della nostra culturale. Cosa vuol dire essere uomo e donna oggi. Teorie di genere o antropologia cristiana. Il tutto tradotto in un linguaggio pop, passando dalle calze parigine al Catechismo, dai trucchi per dormire in bagno quando ci sono i figli neonati (appoggiando la testa al rotolo di carta igienica) alla Bibbia.

Una mia amica mi ha chiamata arrabbiata perché nella sua libreria mi ha trovata nel settore umorismo. Invece non mi avrebbero potuto fare un complimento migliore. Ridere parlando di San Paolo! E così è partito un passaparola tra i credenti, che finalmente si sono visti rappresentati in modo non deprimente, molto deciso nei contenuti, molto allegro nella forma. All’inizio sono state stampate 1200 copie. Io telefonavo alla mia famiglia nella speranza che almeno loro ne comprassero una mezza dozzina. Poi il libro ha avuto non so più quante ristampe, ormai oltre venti credo. Continua a leggere “Ma di cosa state parlando?”