Stroncature e altre violenze

di Costanza Miriano

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di Costanza Miriano

Se agganci un’idea assurda e contraria alla natura (uccidere tuo figlio nel grembo) a un’idea oggettivamente buona e incontestabile (combattere lo stupro) puoi far passare nel sentire comune, con qualche bella battaglia mediatica, pressoché di tutto. Così è successo, appunto, per le battaglie radicali per l’aborto, e pazienza se la storia di Jane Roe – quella che ottenne in Usa la storica sentenza –  era inventata, come poi è stato dimostrato. Chi mai può essere favorevole allo stupro? E così usi un caso estremo – anche falso – per innescare un cambiamento di mentalità epocale. Chi non vuole che le donne siano libere di eliminare i propri figli diventa automaticamente una persona a favore della violenza sulle donne.

Così è successo, per esempio, per la campagna che indusse le donne a fumare: una possente campagna pubblicitaria agganciò il fumo all’idea di emancipazione femminile, e pazienza se invece è un’altra schiavitù, a pagamento e dannosa per la salute. Così è successo per la legge sulle unioni civili: chi dice che i figli hanno diritto a un padre e una madre viene considerato contro le persone con tendenza omosessuale. Il passaggio è stato complicato, ci sono voluti anni di campagne mediatiche, ma quasi stanno riuscendo (la sola idea che in Parlamento si possa discutere una legge contro l’omofobia, una cosa che non esiste, ne è la prova).

Lo stesso trattamento è toccato a me: chi non si riconosce nelle battaglie femministe è a favore della violenza sulle donne. Ergo, sono stata denunciata in Spagna per istigazione alla violenza sulle donne, in Francia hanno raccolto firme per ritirare il mio libro dal mercato, e per ultima Michela Murgia ieri su rai 3 ha parlato del mio libro Quando eravamo femmine in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. Io vorrei sapere: quando mi sono occupata di questo tema, e in che modo è collegabile al mio libro? La Murgia non deve averlo letto, ho troppo rispetto per la sua intelligenza per pensare il contrario; infatti fa solo un fugace accenno alla prefazione, senza citarne una parola peraltro, e in modo del tutto disonesto. Dice che parlo della nobiltà dell’essere donna – che è un’espressione di Luisa Muraro, autrice cara al femminismo – e del tutto arbitrariamente, di sua iniziativa, la scrittrice sarda dice che io la contrapporrei a un’idea di donne “ignobili e non rispettabili”. Pretendo a questo punto la citazione esatta delle mie parole, perché io non mi sono mai sognata di pensare alle donne divise tra nobili e ignobili, caste e “poco serie”, feconde o sterili.

Michela Murgia

Michela Murgia

L’unica divisione che vedo è tra felici e infelici. E se mi sono presa la briga di scrivere dei libri (ovviamente la Murgia non cita Sposala e muori per lei, quanto a Obbedire è meglio lo cita male, perché quello non parla di donne ma di obbedienza, anche maschile, un concetto con cui un sedicente cattolico dovrebbe avere una qualche dimestichezza) è perché vorrei che tutte fossimo felici, e sono profondamente convinta del fatto che una donna è felice quando dà la vita, che sia biologicamente o meno. Una donna può fare tutto, presiedere CDA e Stati, ma non è lì che troverà la felicità. Vale anche per l’uomo, poi, perché “chi vuol salvare la propria vita la perde” funziona già da oggi, qui sulla terra. Solo che per le donne dare la vita ha in particolare questa accezione di fare spazio alla debolezza, alla fragilità. Dire questo non significa essere dalla parte della cultura maschilista (magari ce ne fossero di più, di uomini veri!), né invitare le donne a stare a casa. Se avesse perso tempo a leggere il libro la Murgia avrebbe visto che mi occupo moltissimo di conciliazione lavoro famiglia, anche perché ho quattro figli e un lavoro vero, più quello di scrivere che faccio di notte. Soprassiedo sulla balla che le donne siano pagate di meno a parità di mansione – non c’è un contratto collettivo di lavoro che lo provi – e dico solo velocemente che gli unici casi in cui le donne sono pagate di meno è quando c’è una contrattazione individuale, e questo spesso avviene perché le donne non sono pronte a rinunciare a tutto immolando la famiglia sull’altare del lavoro. Sempre perché la nostra vera felicità sta da un’altra parte (non cambierei la preparazione della merenda ai miei figli per un premio Nobel alla letteratura, un Oscar e un oro olimpico messi insieme).

Vorrei anche sapere, per concludere, dove avrei parlato di “uomini concepiti come infanti da rendere maturi”. Se è quando scrivo che la donna è come uno specchio per l’uomo, che gli mostra la bellezza e la grandezza possibili (Pavel Evdokimov), o che Dio affida l’umanità alla donna (San Giovanni Paolo II) o che la donna accompagna la vita quando è debole (Joseph Ratzinger) me ne divido volentieri la responsabilità con cotanti correi.

Infine, se l’obiettivo della manifestazione contro la violenza sulle donne di sabato prossimo a Roma è tutelare le donne che scelgono di avere figli, sono spiritualmente con loro (anche se sarò a Verona chiamata a parlare di donne dal Festival della Dottrina Sociale e da altri amici), ma se è come ha detto la Murgia anche per tutelare quelle che scelgono di non averne, no, non sono con loro, perché le donne che vogliono uccidere i loro figli già sono libere di farlo, purtroppo. (Che poi c’è la contraccezione e quindi essere “libere di non fare figli” non dovrebbe essere sinonimo di aborto, o la Murgia vuol dire che la contraccezione in Italia è vietata?) Ma chi combatterà al loro fianco quando dovranno convivere con il loro dolore, un dolore che non passa, non passa mai, ma cresce, e che si porta fino alla tomba?

Se i miei libri fossero un inno alla repressione delle donne, alla tristezza, all’insoddisfazione, non ci si riconoscerebbero tante donne, non così tante verrebbero a parlarne insieme alle presentazioni pubbliche, e anche se tra noi amiche la raccomandazione è sempre quella – “veniamo già menate” – vi svelo un segreto. Nessuna di noi subirebbe violenza in silenzio (quando ho raccolto confidenze in tal senso ho sempre consigliato di lasciare il tetto coniugale e chiedere aiuto), nessuna di noi si fa mettere i piedi in testa, tutte noi vogliamo entrare nella logica del servizio reciproco, sottomesse sì, ma come la Chiesa a Cristo, cioè a un Dio che pazzo di amore per noi, per noi è morto. La differenza tra maschio e femmina dunque non è un lasciapassare per sopraffazioni di nessun tipo, ma la via per entrare in una logica di servizio. Io non ti capisco, perché sei diverso da me, ma scelgo di fidarmi di te, perché so che mi vuoi bene, e non ti voglio uguale a me, non amo il riflesso di me in te, amo il tuo destino e voglio che si compia, perché tu sia sempre più te stesso. Questo è amore, altro che uguaglianza.

 

60 commenti to “Stroncature e altre violenze”

  1. Queste stroncature basate su falsità sono un’ottima cosa: vuol dire che l’oggetto della stroncatura – in questo caso i libri di Costanza – stanno lasciando il segno. Sennò verrebbero semplicemente ignorati.

  2. Ho visto la stroncatura del libro “Quando eravamo femmine” di Costanza Miriano da parte di Michela Murgia su rai3 da Augias, un lavoretto sotto, sotto, sotto il minimo sindacale: solita polemica sui titoli dei libri, solito stravolgimento dei contenuti appresi da una ricerchina su google selezionando i siti più tendenziosi e solita accusa strisciante e infame di apologia della “viulenza sulle donne”, il tutto senza aver letto neanche una paginetta per sbaglio.
    Ora ci sono personaggi ai quali basta la presenza per giustificare in qualche modo il cachet che prendono in tv, Michela Murgia non è tra questi.
    Lei, ahimè, deve essere necessariamente preparata e studiare tanto, tanto tanto.

  3. da Wikipedia:

    Michela Murgia: Di formazione cattolica[2] è stata educatrice[3] e animatrice nell’Azione Cattolica, nel ruolo di referente regionale del settore giovani. Ha ideato uno spettacolo teatrale rappresentato nella piana di Loreto al termine del pellegrinaggio nazionale dell’Azione Cattolica del settembre 2004, al quale ha assistito anche Papa Giovanni Paolo II[senza fonte]. Fra le varie esperienze lavorative precedenti all’attività di scrittrice, quella di insegnante di religione nelle scuole[4]…

    Andiamo bene!

  4. Inevitabile. Le tue posizioni portano i benpensanti ad alzare barricate e – quel che è peggio- a storpiare la verità. Inevitabile. Anni di laicismo imperante lo dimostrano.

  5. Costanza hai tutta la mia stima per la pazienza che dimostri prendendoti la briga di rispondere a certe persone che non meriterebbero nemmeno risposta! Purtroppo oggi ai più non interessa la verità ma portare avanti un’idea (di qualunque parte) e nessuno si preoccupa di verificare le fonti….e in questo caso la procedura era abbastanza semplice: bastava far la fatica di leggerlo il tuo libro, e di non citare gli altri titoli senza averli letti! Ma al giorno d’oggi i mass media invadono le menti delle persone e le manipolano, subdolamente, illudendo il pubblico che questa sia informazione se non addirittura cultura e invece è una modalità spazzatura!

  6. combatti la buona battaglia per la Verità cara Costanza, non demordere, e confida nelle sempre più folte truppe di Gudbrando che non ti lasceranno mancare il sostegno per la tua missione, soprattutto con la preghiera
    enrica

  7. L’ha ribloggato su Felicemente Stanchi.

  8. Andare a Messa la domenica o avere una formazione cattolica purtroppo ormai non significa nulla. In ambienti cattolici ho sentito cose semplicemente allucinanti…. e quello che sta succedendo nella Chiesa è la dimostrazione che ci sono parecchie cose che non vanno!
    Questi critici che non sanno nemmeno di cosa parlano e usano luoghi comuni di livello davvero basso sono davvero penosi. Il problema è che vengono pagati anche con i soldi del canone che chi possiede la televisione è costretto a pagare.
    Personalmente obbligherei a leggere i libri di Costanza a tutti coloro (maschi e femmine) che scelgono il matrimonio cristiano … anche se farebbe bene anche a chi semplicemente convive o si fidanza (si può usare ancora il termine fidanzamento?).
    Forse in qualche caso non mi sono trovata al 100% d’accordo con Costanza, ma so che i suoi libri e i suoi interventi mi hanno sempre dato tanto…. Costanza non mollare!!! Siamo con te!

  9. Costanza si avvia a diventare la Giovanna D’ Arco d’ Italia. ! cMa non lasceremo che vada al rogo! Noi la difenderemo !

  10. Premetto che sono per il risparmio della carta e amo gli alberi, ma non è vero cara Costanza quello che ha detto ieri la Murgia, cioè che era meglio l’albero; tutti i tuoi libri valgono molto più dell’albero! Grazie cara, non scoraggiarti e continua così abbiamo tanto bisogno di scoprire i valori della femminilità. Con affetto!

  11. Lasciala perdere, la Murgia, che tanto è impermeabile a qualunque cosa non sia la sua posizione pregiudiziale.

  12. Augias? Era un programma di Augias? L’uomo che ha un kit per l’eutanasia nel comodino, prêt a porter, caso mai gli venisse voglia impellente di farla finita dignitosamente? Costanza, in tutta questa storia la vera vittima è la Murgia. Che si presta a propagande di basso profilo, che presta il suo cervello notevole alla imbonitura da social media. Mah. Costanza tu continua a parlare, il resto è vento, un vento forza 9, ma noi restiamo ben saldi alle croci piantate a terra.

  13. Tutti i commenti li faccio miei poiché non ho il dono che DIO ha dato a Costanza. Grazie! Ti sostengo con la preghiera .mina

  14. “Molti nemici, molto onore!” (anche se c’è chi storce il naso data la paternità della frase).

    Poi c’è un livello di nemici (sembra il caso della Murgia) che non innalza molto il livello dell’onore, ma oggi come oggi tocca anche essere di “bocca buona” anche con i nemici…

    • Ah, Bariom, non saprei dirti se Murgia e sodali storcerebbero così tanto il naso conoscendone la paternità (ma già quest’ultimo è lemma maschilista!).

      La frase, quasi certamente, fu infatti pronunciata da Georg von Frundsberg; colui che, secondo la leggenda, girava con una corda d’oro nella bisaccia della sella, per impiccarci il Papa.
      E per certo colui le cui truppe, domani all’imbrunire 490 anni or sono, posero fine con un colpo di falconetto alla vita di Giovanni de’ Medici, detto “dalle bande nere”.

      Ti vengo in soccorso, se concedi, con un’altra frase savianamente fatta propria da Mussolini, come quella già ricordata, e che similmente si attaglia al nostro caso:

      “Se mio padre fosse fra noi, vi ispirerebbe più fiducia, poiché appena la conoscete. Io del resto ho contro la mia
      giovinezza e la mia inesperienza; ma ardo già dal rendermi degno di comandarvi. Andiamo a cercare il nemico: se avanzo, seguitemi; se indietreggio, uccidetemi; se mi uccidono, vendicatemi!”

      A pronunciarla il ventunenne Henri du Vergier, conte de La Rochejaquelein, poi caduto in combattimento a 22 anni contro le “colonne infernali” scatenatesi sulla Vandea di Dio e del Re.

      Ciao.
      Luigi

      P.S.: “ma oggi come oggi tocca anche essere di “bocca buona” anche con i nemici…”
      Eh, già! 😀

  15. quasi-ot: ci sono anche altre “stroncature” (per modo di dire…)
    http://it.aleteia.org/2014/09/08/cancellata-la-beatificazione-di-fulton-sheen/

  16. “……quando in una democrazia liberale si impone la dittatura del politicamente corretto, e quando cioè i pensieri anti mainstream vengono considerati e trattati come se fossero delle indicibili eresie, succede che la libertà di espressione viene spazzata via dal regime dell’egualitarismo…….”. Parole sacrosante riportate ieri da un quotidiano (Il Foglio) e tanto più vere se si considera che i media e gli opinionisti che fanno tendenza forgiano il pensiero conformista su temi di sicura presa e cercano di identificare la persona che li condivide come un essere appartenente ad una categoria mentale, sociale e morale superiore. E le nuove tecnologie e la rete consentono di amplificare a dismisura questi messaggi, per lo più sotto forma di slogan che non danno tempo e occasione di approfondimento, ma non consentono altra scelta che accettarli o respingerli, ipotesi, quest’ultima, che ti confinerebbe subito nel ghetto degli esseri abbietti. Il denaro come rovina dell’umanità, il richiamo ossessivo all’onestà, onestà, onestà, tanto per fare solo due esempi, sono affermazioni che non ti portano a farti domande, ma piuttosto ad una condivisione immediata ed acritica. Nel primo esempio, però, mi chiederei: ma se è giusto quello che si sostiene, perché non invitare i poveri migranti ad evitare i rischi delle traversate e restare nei loro paradisi dove la contaminazione dello sterco del diavolo è di gran lunga inferiore a quella riscontrabile nei paesi del cosiddetto occidente? Perché farli venire a corrompersi? E in tema di onestà ci poniamo la domanda se sia peggio dare e/o ricevere qualche mazzetta o, invece, non fare assolutamente il proprio dovere in tanti campi, arrecando danni enormi alla collettività e rendendo perfino necessarie, spesso, le stesse mazzette per chi vuole sopravvivere? Ma ci sono poche speranze perché viviamo nell’epoca dei cinguettii che lasciano ben poco spazio alla ragione. E veramente può venire ormai il dubbio che la democrazia sia un istituto superato e come tale vada profondamente ripensato.
    (enrico venturoli roma 13 novembre)

  17. Anch’io cara Costanza ti do il mio sostegno e la mia solidarietà, sono sempre più sbigottito di fronte a prese di posizione come quelle di questa Sig.ra Murgia in cui è evidente una pigrizia mentale, forse dovuta a un pregiudizio ideologico, veri ostacoli alla comprensione di quanto, come nel tuo caso, si scrive. Ma hanno le bistecche negli occhi? .. ed è pure cattolica,…siamo veramente alla frutta. Ma noi teniamo duro e continuiamo a spiegare a spiegare e a spiegare, chissà che prima o poi capiscano, (almeno capire 🙂 poi convincere sarà un’altra cosa 😉 ).

  18. L’ha ribloggato su kos64e ha commentato:
    Onestà intellettuale merce davvero rarissima…

  19. Se per caso qualcuno traducesse in inglese questo articolo, che me lo faccia sapere.
    Costanza, sei grande. Mi stai aiutando tantissimo, soprattutto ora che sono lontana dalla mia famiglia e dalla mia comunità. Prego per te!

  20. Costanza, sei costretta a ribadire i concetti (bellissimi) dei tuoi libri per colpa di gente che non ha intenzione di capire…. Ti ammiro per la gentilezza con cui lo fai

  21. La Murgia dovrebbe sapere che il modo migliore che Tizio ha per non far leggere un libro di un autore che Tizio detesta è non nominare mai quel libro e quell’autore. Se nomini, puoi anche farlo per stroncatura, ma comunque fai pubblicità.

    L’unico caso in cui l’arte della detestazione esige che si parli dell’autore si dà quando il detestante ritiene ragionevolmente che il detestato sia ormai noto tanto che il non nominarlo non gli nuoccia, sicché per nuocergli sia necessario nominarlo.
    Forse Murgia ha ritenuto che ricorra questo caso.

    Nel merito, c’è poco da dire: qui siamo a livelli di detestazione viscerale, quindi è impensabile che la Murgia imbastisca una critica basata sul merito dei libri di Costanza e non sulle ossessioni ideologiche che infestano la stroncatrice.

    • Infatti io ho conosciuto i libri di Costanza Miriano (e me ne sono innamorata) grazie alle stroncature e agli atteggiamenti derisori e scandalizzati del mainstream, mi hanno incuriosito e ho voluto controllare di persona

      • E così hai fregato il mainstream, che confida nel fatto che gli esseri umani bramino essere presentabili in società e che gli esseri umani presentabili in società sono quelli che indossano le parole d’ordine del mainstream

  22. esiste il reato di diffamazione. Questa Murgia diffama e diffonde il falso sulla Miriano, sulla sua persona e sulle sue idee; se solo Costanza Miriano fosse una persona differente, da quanto conosciamo, avrei consigliato vivamente per una buona volta il percorso della denuncia e non la vecchia ma buona letizia.

  23. La maggior parte delle critiche ai tuoi libri vengono fatte da persone che hanno letto solo il titolo, me li sarei immaginati contestare ad Umberto Eco “Il nome della Rosa” discutendo di .. rose!! 🙂

  24. Impossibile non diffondere questo articolo.
    E, parimenti, esprimere piena SOLIDARIETA’ all’autrice.
    Grazie!

  25. L’ha ribloggato su Il Bene vinceràe ha commentato:
    L’articolo è un po’ lungo ma vale la pena leggerlo: in esso è evidente la babele esistente nel mondo cattolico. Una confusione che, purtroppo, non è casuale. Ad ogni modo buona lettura

    PS: dimenticavo, il bene vincerà!!!!

  26. Questa copertina di Liberation (bella, loro malgrado) forse spiega perché c’è questa attenzione e un po’ di malcelato nervosismo … 🙂

    (via http://r.avenirpourtous2014.fr/g30s5hm58ibtvf.html)

    • Colpisce che questo allarme sia diretto contro Gesù. Mi sarei aspettato un “aiuto, ritornano i preti”, perché di solito la gente, anche di formazione sinistrorsa ha un pregiudizio positivo verso Gesù. Forse il modo di pensare “se Gesù vivesse oggi sarebbe dalla nostra parte” appartiene solo alla sinistra italiana?

      • “Colpisce che questo allarme sia diretto contro Gesù. Mi sarei aspettato un “aiuto, ritornano i preti”, perché di solito la gente, anche di formazione sinistrorsa ha un pregiudizio positivo verso Gesù.”

        Mi pare una notevole osservazione. Io direi: la Conferenza Episcopale francese è probabilmente anche peggio di quella italiana, quindi a Libération non si preoccupano certo dei vescovi e, nella loro totale ignoranza, presumono che i preti conservatori sono irrilevanti se la gerarchia non è dalla loro parte. Invece hanno visto le manifestazioni di piazza e una sponda consistente in certe aree poltiche (penso a certi sindaci del FN). Insomma, hanno visto i cattolici muoversi anche senza gerarchia. Se non avete seguito le ultime cose, Sarkozy è stato eliminato a sorpresa dalle primarie dell’UMP (anche in questo caso sovvertendo totalmente i sondaggi). Io non mi fido per niente di Fillon, che mi pare cattolico di facciata, ma era l’outsider e invece ha buone probabilità di vincere; in questi giorni il concorrente, Juppé, lo sta attaccando proprio sulla sua, reale o presunta, cattolicità.

  27. Cara Costanza …non sono brava a scrivere …ma una cosa ti posso dire …ti sostengo e leggo i tuo articoli…..grazie e buona serata ….pace e bene.

  28. Nella speranza che qualcuno se ne faccia portatore, mi permetto di rivolger alcune domande alla Dott.ssa Murgia. Il Suo libro “Ave Mary” offre una prospettiva innovativa della figura della donna e, della Donna per noi e’ modello di vita, cioe’ della Madonna.
    Lei ha tentato di stroncare “Quando eravamo femmine”, scritto da Costanza Miriano. Mi chiedo e Le chiedo: la Madonna avrebbe fatto questo? La Madonna si metteva forse al pozzo a guardar le opere altrui ed a deriderle? Era forse la Madonna dedita al chiacchericcio? O piuttosto la Madre di Cristo era Donna del silenzio operante e, sapeva valorizzare la Bellezza nascosta e presente in chiunque La incontrava?
    Mi dispiace proprio e, mi pare poco adatta alla Sua statura intellettuale, questa caduta di stile, Dott.ssa Murgia. Se Lei leggesse meglio il libro ed anche i commenti del popolo che segue la sua autrice, per esempio in questo sito, si renderebbe conto che i libri della Miriano aiutano molte persone e famiglie. Lei e la Miriano avete stili ed approcci differenti, ma entrambe lottate per la dignita’ della donna: spero vi possiate incontrare, cosicche’ si renderebbe conto che benedetto fu l’Albero che diede origine ai libri della Miriano. E noi speriamo che fiorisca ancora per la Miriano ed anche per Lei Dott.ssa Murgia. Grazie per l’attenzione.

  29. COSTANZA… non mollare (nomen est omen)… Mai Un Raglio Giunge In Alto !

  30. “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv 15)
    Coraggio, vuol dire che sei sulla strada giusta!

  31. Se la guardi bene, la Murgia, vedi che c’è della bruttezza che la abita. Dovrebbe attuare uno sfratto interiore.

  32. <>
    Semplicemente una Grande Donna. Grazie

    • l’ultimo capoverso m’illumina d’Immenso. Sei un Capolavoro.
      “Io non ti capisco, perché sei diverso da me, ma scelgo di fidarmi di te, perché so che mi vuoi bene, e non ti voglio uguale a me, non amo il riflesso di me in te, amo il tuo destino e voglio che si compia, perché tu sia sempre più te stesso. Questo è amore, altro che uguaglianza.”

  33. Rai saldamente in mano al potere che é sempre pronto a spazzare via un pensiero che non sia in linea con il suo e giornalisti che sono dei burattini.

  34. Cara Costanza, a lei e alla sua preziosa testimonianza, un grazie e un forte incoraggiamento!

  35. Carissima Costanza, il tuo cammino è costellato di stroncature, denunce… in Italia e all’estero, dentro la Chiesa e fuori…. In ognuna di queste sei riuscita vincitrice, anzi siete riusciti vincitori tu e la tua splendida famiglia. Non solo vincitori ma portatori più forti di una Parola che non è nostra quindi vince tutte le nostre parole umane, anche quelle della Murgia e giornalisti simili. Chissà se lei è arrivata a capire che in realtà ha fatto un favore alla famiglia, alla donna, etc.?
    Non è certamente piacevole essere stroncati soprattutto quando si è nel giusto: il Signore consoli il tuo, il vostro cuore!
    Preghiere assicurate come sempre! Smack!

  36. OT ma non troppo, le date di conferenze italiane di Janna Jensen…

    “ProVita, insieme ad altre realtà associative delle varie città interessate, accompagnerà Gianna Jessen in un ciclo di conferenze nel Nord e Centro Italia, che potrebbero essere abbastanza vicine a te.

    Gianna Jessen è una testimone prolife d’eccezione: è sopravvissuta a un aborto salino, nel 1977, in una clinica Planned Parenthood, quando la madre era a 30 settimane di gravidanza. La soluzione (salina) iniettata in utero, di solito porta alla morte in 24 ore, corrodendo il bambino. Ma Gianna è riuscita a sopravvivere …

    Da anni Gianna gira il mondo e combatte per quei milioni di bimbi che non hanno la sua stessa forza, né la sua fortuna e vengono massacrati nel grembo materno.

    ProVita è lieta di accompagnarla in un giro per il Nord e il Centro Italia che toccherà le seguenti città, nelle seguenti date:
    25 novembre – Como, alle ore 21:00, all’Auditorium Collegio Gallio;
    27 novembre – Torino, alle ore 15:30, al Centro congressi Santo Volto – via Nole angolo via Borgaro;
    29 novembre – Verona, alle 20:30, al Palazzo Gran Guardia – Piazza Brà;
    2 dicembre – Trento, alle 20.30, al Collegio Arcivescovile – Via Monsignor Celestino Endrici, 23;
    3 dicembre – Formigine (Modena), alle 16:30, all’Auditorium Centro Pastorale S. Francesco – Piazza Roma 56;
    5 dicembre – Loreto, alle 21:00, nella Basilica della Santa Casa;
    6 dicembre – Ascoli Piceno, alle 21, presso il Nuovo Cinema Teatro.
    Durante ciascuno di questi incontri sarà possibile ricevere copie della rivista Notizie ProVita, sottoscrivere la nostra petizione contro l’utero in affitto, e ricevere – contro offerta – il libro “October Baby”, liberamente ispirato alla storia della Jessen, e il dvd “Breeders, donne di seconda categoria?”, il documentario esclusivo che fa parlare le madri surrogate e coloro che sono nati da un utero “in affitto”.

  37. Forza Costanza!!!

  38. Strepitosa Costanza !

  39. Provvidenziale Costanza! Dai voce e parole efficaci ai miei pensieri (e non solo ai miei)! Grazie silvana

  40. Michela Murgia chi???

  41. Gioisco per la valanga di messaggi solidali e aggiungo il mio piccolo contributo. Mi sono sentito anche orgoglioso (come se fosse merito mio?!…) della citazione di Costanza fatta nell’ultimo articolo del blog di Sandro Magister (Settimo cielo). Coraggio, ormai rappresentiamo la resistenza…

  42. Costanza, hai tutta la mia stima e solidarietà, purtroppo quando si difende la verità si è soggetti ad attacchi del genere. Pensa che quando ho scoperto che avevi addirittura subìto denunce e altre forme di censura in alcuni paesi, sono rimasta scioccata, ho pensato che viviamo proprio in un mondo matto se libri come i tuoi subiscono certi attacchi virulenti, mentre libri come “Cinquanta sfumature di grigio” (che ci tengo a dire non ho letto né prevedo di farlo) possono circolare indisturbati, nonostante lì davvero la violenza sulle donne venga sdoganata sebbene nell’ambito della trasgressione sessuale.
    Ps: l’ultimo capoverso dell’articolo è da standing ovation!

  43. Ho avuto la fortuna (e lo dico seriamente) di non vedere la trasmissione indicata.
    Del resto ho una disistima tale di Augias, che appena lo intravedo sul televisore di papà (io per scelta non ce l’ho … anche per evitare di contribuire allo stipendio di certi papaveri) gli cambio canale.
    Grazie Costanza per il tuo spenderti per la Verità. Ti ammiro, e seppur saltuariamente, ti sostengo con la preghiera. Dio ti benedica! Siamo con te!

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