Libro fascista a chi?

Un consigliere comunale di Verona regala alla biblioteca civica dei libri tra cui il mio, e c’è chi si sente in diritto di dare definizioni senza conoscere. Voglio che il Corriere di Verona riporti con totale esattezza quali parole del mio Quando eravamo femmine hanno fatto meritare al mio libro la definizione di fascista. Le voglio elencate con precisione. Scopro che per Dalai la donazione di questi libri è reato. io lo condanno a leggere il mio dalla prima all’ultima riga e a dirmi quale reato di opinione commetto.

C.M.

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Recuperiamo l’essenziale

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intervista di Renzo Beghini a Costanza Miriano per Verona Fedele

Il suo ultimo libro ha un titolo molto provocatorio Quando eravamo femmine. Lo straordinario potere delle donne. Siamo nel postfemminismo?

«Certamente siamo sulle macerie del femminismo. Perché con il femminismo le donne si sono perse. Hanno perso la loro vocazione. E quando una donna perde la sua vocazione, la perdono anche tutti coloro che le sono affidati. La frattura enorme e mai abbastanza esplorata dell’aborto ci ha rese schizofreniche. Chi cresce in una cultura abortista se non ne è consapevole, ha perso già qualcosa della sua vocazione».

Perché questo titolo: Quando eravamo femmine?

«Il titolo del mio ultimo libro prende spunto da un documentario su Muhammad Alì o Cassius Clay.

Quando tornò in Africa per un combattimento, si trovò al contempo alla ricerca delle sue origini di persona di colore e di uomo di fede musulmana. Nella sua biografia si legge che questa scoperta delle proprie radici lo ha reso più forte perché più consapevole. Penso che ogni donna debba fare questo viaggio non tanto nel passato. “Quando eravamo” non è un riferimento temporale ma riguarda le radici. È un invito a mettersi in viaggio alla scoperta dell’essere donne. Il cuore della donna è molto più inquieto rispetto a quello dell’uomo. Esso desidera un amore perfetto, pieno. È un amore che ogni donna vorrebbe sempre su di sé. Credo che le radici alla fine le scopriamo nell’Unico a cui anela il nostro cuore. È la scoperta di un rapporto sempre vivo e inesauribile che solo il Signore ci dà». Continua a leggere “Recuperiamo l’essenziale”

Essere spose

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di Costanza Miriano, dal libro QUANDO ERAVAMO FEMMINE

Care le mie piccole donne,

ogni tanto nelle giornate frenetiche che ben conoscete, quando torno dal dentista trascinando di peso Livia nella mia corsa, praticamente buttandomi sotto i tir per attraversare la strada e tentare di entrare nel negozietto del cinese prima della vecchietta cicciona che stara li, me lo sento, almeno sette minuti a scegliere un rocchetto di filo – ≪ma io, signora, devo comprare le ghirlande per il lavoretto della prole e poi fiondarmi a casa, infilare in una borsa tre mutande, lenti a contatto e un po’ di cioccolata e cercare di prendere un treno per Parma, quindi mi perdonerà cara se la ribalto con una gomitata ≫. Continua a leggere “Essere spose”

Stroncature e altre violenze

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di Costanza Miriano

Se agganci un’idea assurda e contraria alla natura (uccidere tuo figlio nel grembo) a un’idea oggettivamente buona e incontestabile (combattere lo stupro) puoi far passare nel sentire comune, con qualche bella battaglia mediatica, pressoché di tutto. Così è successo, appunto, per le battaglie radicali per l’aborto, e pazienza se la storia di Jane Roe – quella che ottenne in Usa la storica sentenza –  era inventata, come poi è stato dimostrato. Chi mai può essere favorevole allo stupro? E così usi un caso estremo – anche falso – per innescare un cambiamento di mentalità epocale. Chi non vuole che le donne siano libere di eliminare i propri figli diventa automaticamente una persona a favore della violenza sulle donne.

Così è successo, per esempio, per la campagna che indusse le donne a fumare: una possente campagna pubblicitaria agganciò il fumo all’idea di emancipazione femminile, e pazienza se invece è un’altra schiavitù, a pagamento e dannosa per la salute. Così è successo per la legge sulle unioni civili: chi dice che i figli hanno diritto a un padre e una madre viene considerato contro le persone con tendenza omosessuale. Il passaggio è stato complicato, ci sono voluti anni di campagne mediatiche, ma quasi stanno riuscendo (la sola idea che in Parlamento si possa discutere una legge contro l’omofobia, una cosa che non esiste, ne è la prova). Continua a leggere “Stroncature e altre violenze”

Il mistero della donna

Estratto del primo capitolo di Quando eravamo femmineSonzogno 2016

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di Costanza Miriano

Mie inarrestabili figlie, è colpa della vostra esagerata energia se la ginecologa, quando mise le mani sulla mia pancia, con voi due dentro, esclamò: «Senti! Non lo senti quanta vita c’è qui dentro? Due donne!» (No, sento solo dolore alle gambe e incapacità di digerire anche una camomilla.) Però è vero, c’era tanta vita. E più crescete più ce n’è (fuori dalla pancia, fortunatamente). Io vi guardo, vi ascolto, vi spio continuamente mentre non vi limitate a vivere con un po’ troppo entusiasmo ogni cosa – l’uscita di un film e la caduta spettacolare di un fratello, una torta che per caso non mi si brucia e un’amica che viene a casa, la merenda e la scelta di una maglietta, la preghiera e il duello a spade laser – e lo fate dal primo istante in cui aprite gli occhi – sempre troppo presto – fino alla sera quando, ubriache di parole biascicate, chiacchierate fino a svenire nel sonno. Voi, come ogni femmina che conosco, non vi limitate a vivere, fate anche la telecronaca della vita.

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Il mistero della donna

Estratto del primo capitolo di Quando eravamo femmineSonzogno 2016

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di Costanza Miriano

Mie inarrestabili figlie, è colpa della vostra esagerata energia se la ginecologa, quando mise le mani sulla mia pancia, con voi due dentro, esclamò: «Senti! Non lo senti quanta vita c’è qui dentro? Due donne!» (No, sento solo dolore alle gambe e incapacità di digerire anche una camomilla.) Però è vero, c’era tanta vita. E più crescete più ce n’è (fuori dalla pancia, fortunatamente). Io vi guardo, vi ascolto, vi spio continuamente mentre non vi limitate a vivere con un po’ troppo entusiasmo ogni cosa – l’uscita di un film e la caduta spettacolare di un fratello, una torta che per caso non mi si brucia e un’amica che viene a casa, la merenda e la scelta di una maglietta, la preghiera e il duello a spade laser – e lo fate dal primo istante in cui aprite gli occhi – sempre troppo presto – fino alla sera quando, ubriache di parole biascicate, chiacchierate fino a svenire nel sonno. Voi, come ogni femmina che conosco, non vi limitate a vivere, fate anche la telecronaca della vita.

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Bambine mie siate donne vere

foto di Antonello Nusca
foto di Antonello Nusca

di Claudia Cirami

Beate Livia e Lavinia. Forse serviranno ancora alcuni anni ma, passata anche l’adolescenza, dopo l’uso sconsiderato di rossetti dai colori improbabili e l’esibizione di ciuffi dalle sfumature inquietanti, capiranno di aver ricevuto un dono inestimabile. Tra i più preziosi dopo la vita. Un manuale di istruzioni per essere (e mantenersi) donne. L’ultimo libro di Costanza Miriano, “Quando eravamo femmine. Lo straordinario potere delle donne” (Sonzogno, pp. 176, 15,00 euro) è dedicato proprio alle sue gemelle. Nell’attesa che Livia e Lavinia crescano – e siano riconoscenti a Dio per avere una madre che coniuga le due B, buonsenso e buonumore – possiamo usufruirne tutti.

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Il vero potere di noi donne. Intervista a Costanza Miriano

di Benedetta Frigerio

È vero, il nuovo libro di Costanza Miriano incolla le donne perché descrive, svelandola, la sofferenza come caratteristica innata di ogni “femmina”, ma sopratutto perché cercare di suggerire «come rendere feconda la nostra condizione». Leggendo Quando eravamo femmine (Sonzogno, 174 pagine, 15 euro) non solo si capisce come «quello che ci fa soffrire diventa combustibile per un amore più grande», ma anche quanto sia grandiosa e potente la natura femminile delle donne, se assecondata. Continua a leggere “Il vero potere di noi donne. Intervista a Costanza Miriano”

Il segreto dello straordinario potere delle donne

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di Costanza Signorelli

Scrivere la recensione di un libro di Costanza Miriano non è affatto semplice. Se dovessi trovare un aggettivo per definire i suoi libri direi senz’altro che sono esplosivi. (Sarà per questo che il Catholic Herladl’ha recentemente definita «la scrittrice cattolica più pericolosa del mondo»?). Ad ogni modo, sono esplosivi perché, pagina dopo pagina, la Miriano ti trascina nella sua vita a dir poco movimentata, e anche in quella degli altri. Ti fa conoscere un sacco di persone, ti porta in casa di amici, parenti e conoscenti e ti ci fa pure ficcare un po’ il naso. E poi ti fa ridere (tanto) e piangere (poco), riflettere e scherzare, soffrire e gioire e chi più ne ha più ne metta. Tutto questo lo fa, tendenzialmente, sempre di corsa: ha quattro figli, un solo marito (precisa lei), è giornalista, scrittrice e ha molte, moltissime altre cose da fare.

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Quando eravamo femmine: una proposta d’identità

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di monsignor Riccardo Mensuali

Gentile Costanza,

con molto piacere ho accolto e letto, in pochi giorni, il tuo Quando eravamo femmine e volentieri condivido con te alcune considerazioni. In un tempo dove la parola “passione” sembra termine da museo, in compagnia dell’entusiasmo, leggerti fa scoprire una persona che ha passione e che è mossa da un ardore di entusiasmo. A chi non ti conosce, viene voglia di incontrarti, credo. Si ride, durante la lettura, e tu ricordi che far ridere è più difficile che far piangere. Parlare di cose alte strappando qualche risata è un servizio, te ne siamo grati. Ma non siamo al cuore del libro. Che a me pare questo: “l’amore non è solo un sentimento, ma prima di tutto un comandamento”.

Detta così, scritta così, con leggerezza, tra una lettera e l’altra del libro, sembra cosa normale. Che sfiora quel vago senso di apparente banalità che tutti i tuoi libri sfacciatamente presentano. Poi la rileggi, la frase. E decidi che in questo nostro mondo può costituire una risorsa immensa di novità e di senso. Continua a leggere “Quando eravamo femmine: una proposta d’identità”

“Quando eravamo femmine”. Un estratto

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Un estratto dell’introduzione del libro QUANDO ERAVAMO FEMMINE di Costanza Miriano

Non è da farne un dramma, è solo che arrivi a una fase della vita in cui capisci che certi dadi sono tratti, non puoi più cullarti nell’illusione che tutte le strade davanti a te, ammesso che ci fossero davvero, siano ancora aperte, come era scritto sul poster della Nike che ha ispirato la mia adolescenza, appeso nella mia camera da letto insieme a quello della Dorio che vinceva l’oro olimpico – era il tempo in cui credevo a tutto – e agli altri di impresentabili cantanti che non sono disposta a rivelare gratis. Ormai lo so: io l’oro olimpico non lo vincerò (i pantaloncini uguali a lei però ce li avevo), né sarò mai un magistrato, o una in grado di cambiare una ruota, né una persona mattiniera, di quelle che sanno scegliere con sicurezza una carta da parati prima di mezzogiorno (i negozi di arredamento sono aperti il pomeriggio apposta).

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“A chi vuoi piacere?”

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di Lavinia Roscetti

Ci sono quesiti che sono chiavi di volta della nostra vita. Trascorriamo anni nell’abitudine in bianco e nero finché non incontriamo qualcuno che, venendoci incontro, ci pone un quesito chiaro e limpido, tanto semplice da essere scomodo. Si tratta di quelle domande a cui, in genere, rispondiamo con un condizionale o virando totalmente l’argomento. Finché siamo bambini dotiamo di convinzione anche le risposte più complicate, siamo pronti a giurare a otto anni che da grandi faremo gli astronauti o il medico senza frontiere, conosco qualcuno che si è spinto sino a vedersi Papa! Poi, crescendo, le idee sulla nostra vocazione si fanno più confuse. Non tanto perché ci accorgiamo che l’ambiente aerospaziale non faccia per noi, quanto per il fatto che più i quesiti sono semplici e diretti più vanno a toccare le corde del cuore. Diventiamo indecisi e spiazzati come una donna al ristorante, quando davanti al menù le si domanda cosa voglia mangiare. La domanda è semplice, l’offerta è vasta, e pur dotata di gusti personali non riesce comunque a formulare una risposta, perlomeno in tempi rapidi. Continua a leggere ““A chi vuoi piacere?””

“Quando eravamo femmine”. Il nuovo libro

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di Costanza Miriano

Ho avuto una grossa difficoltà nello scrivere Quando eravamo femmine. Cioè una in più oltre a quelle solite – la casa gelata di notte, i colpi di sonno tra l’una e le due, la fame atavica verso le tre, la difficoltà nell’approvvigionamento notturno di beni atti a fornire le condizioni minime alla scrittura, quali il chococaviar Venchi, il salame e la Coca light. La difficoltà aggiuntiva di questo libro è stata che io avrei voluto raccontare tutta la sorellanza che ho scoperto da quando le persone che conosco e incontro sono aumentate di circa mille volte rispetto ai tempi in cui avevo un numero di amici normali (i tempi in cui nella mia rubrica i nomi erano salvati come Elisabetta, Luca, Giovanni e non Crisitinagenovamammadicinque o Ericareliquiamilano o Federicachiesanuova). Avrei voluto raccontare parte della bellezza conosciuta praticamente in tutta Italia, da Catania a Rovereto (o Pinerolo? È più a nord?), ma era troppa, troppa roba, e troppo pochi i neuroni rimasti liberi dopo le giornate trascorse a lavorare, a star dietro ai figli, a fare tutte le cose che noi mamme sappiamo bene e che tutte facciamo, mettendoci insieme però anche un’esagerazione di mail messaggi telefonate. E così tante sere sono finite in un nulla di fatto, a contemplare lo schermo – rigorosamente bianco – e poi a dormire sfinita con lo sterno sul tavolo e lo spigolo del tavolo in fronte. Continua a leggere ““Quando eravamo femmine”. Il nuovo libro”