Limiti d’età

di Costanza Miriano

Se di una quercia indovini l’età contando i cerchi, per una donna bisogna contare i minuti che servono a rendersi presentabile in costume dal momento in cui si sveglia. Che poi bisogna vedere di che periodo dell’anno stiamo parlando.

Se parliamo di una mattina di gennaio, al momento bikini servono, a una quarantasettenne media, duecentocinquantanovemiladuecento minuti, cioè sei mesi. Perché è ben noto che prima di metterti in costume devi metterti in costume, cioè prendere sole e aria e acqua, ma al riparo da occhi che non siano quelli di una delle sei sette amiche che ti perdonano tutto, quelle che ti hanno visto in sala parto o comunque subito dopo, con la ritenzione idrica e i capillari e quelle increspature sulla coscia che negherò fino alla morte di avere mai avuto.

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Stroncature e altre violenze

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di Costanza Miriano

Se agganci un’idea assurda e contraria alla natura (uccidere tuo figlio nel grembo) a un’idea oggettivamente buona e incontestabile (combattere lo stupro) puoi far passare nel sentire comune, con qualche bella battaglia mediatica, pressoché di tutto. Così è successo, appunto, per le battaglie radicali per l’aborto, e pazienza se la storia di Jane Roe – quella che ottenne in Usa la storica sentenza –  era inventata, come poi è stato dimostrato. Chi mai può essere favorevole allo stupro? E così usi un caso estremo – anche falso – per innescare un cambiamento di mentalità epocale. Chi non vuole che le donne siano libere di eliminare i propri figli diventa automaticamente una persona a favore della violenza sulle donne.

Così è successo, per esempio, per la campagna che indusse le donne a fumare: una possente campagna pubblicitaria agganciò il fumo all’idea di emancipazione femminile, e pazienza se invece è un’altra schiavitù, a pagamento e dannosa per la salute. Così è successo per la legge sulle unioni civili: chi dice che i figli hanno diritto a un padre e una madre viene considerato contro le persone con tendenza omosessuale. Il passaggio è stato complicato, ci sono voluti anni di campagne mediatiche, ma quasi stanno riuscendo (la sola idea che in Parlamento si possa discutere una legge contro l’omofobia, una cosa che non esiste, ne è la prova). Continua a leggere “Stroncature e altre violenze”

Questa è la mia vita

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di Costanza Miriano

Qualche giorno fa a mia madre è uscita di bocca una frase incauta. “Ma perché non me li mandi tutti, i ragazzi, qualche giorno a Perugia?” L’ha detto. L’ho sentita. Non so quanto poi ci abbia messo a pentirsene, ma l’ha detto.  Segue una lunga contrattazione: la mamma dei quattro in oggetto – che sarei io – è riluttante, il babbo pure: ci dispiace separarci dai figli, ma fa caldo, non c’è scuola, noi dobbiamo lavorare, e così si incastrano impegni e turni e si raggiunge l’accordo. Due giorni e mezzo dai nonni. Porta il babbo, riprendo io così sbaciucchio qualche nipote a caso. Continua a leggere “Questa è la mia vita”

Cenerentola, la ragazza salvata dalla cenere

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di Renato Calvanese

Per capire una fiaba bisogna cancellare la distinzione tra realtà e fantasia. Le fiabe sono troppo vive, e la vita è troppo fantastica perché tale distinzione possa essere valida. La storia di Cenerentola, in uscita in questi giorni nelle sale cinematografiche nella versione girata da Kenneth Branagh, non fa eccezioni: non è infatti solo un racconto destinato a popolare l’immaginazione di un bambino, pieno com’è di colpi di scena, di personaggi curiosi, di animali parlanti, e non è nemmeno l’ennesimo atto della propaganda maschilista che suggerisce alle donne di tutto il mondo che il massimo cui aspirare è incontrare un principe azzurro e sposarlo. Cenerentola è invece la risposta convinta a questa domanda che prima o poi assale la vita di ognuno di noi: che cos’è l’uomo?

C’è qualcuno che se ne curi o è solo polvere che viene dalla polvere? Continua a leggere “Cenerentola, la ragazza salvata dalla cenere”

Obbedire è meglio. Il “Catholic Pride” di Costanza Miriano

Ci sono tanti “pride” in giro, alcuni alquanto aggressivi e in nome della tolleranza cercano di cancellare, opprimere e sopprimere il diverso e la diversità. Se presento oggi l’ultimo libro di Costanza Miriano, Obbedire è meglio. Le regole della Compagnia dell’Agnello, è perché da esso trapela anche un pride, ma di carattere molto particolare. Un orgoglio umile, un orgoglio inclusivo e dalle braccia aperte.

La realtà cristiana (e di Cristo) era definita da alcuni Padri della Chiesa comeParadosso dei paradossi. E nel gestire un paradosso, spesso ti sfugge una delle sue sfumature, perdi l’equilibrio e cadi in contraddizione.

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Credere, obbedire, essere liberi

 

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di Berlicche

Una volta arrivavo più puntuale. Adesso sembra che ci sia sempre qualcosa che mi fa essere in ritardo. Deve essere la vecchiaia. E anche il fatto che, guidando mi sono trovato davanti prima l’auto del Torero Camomillo e poi quella di Zio Giuseppe, l’anziano con il cappello di Cuneo ritenuto responsabile del famoso Ingorgo Letale del ’93.
In ogni caso, anche se quando alla fine sono giunto alla sala la conferenza di Costanza Miriano doveva ancora iniziare, tra saluti e acquisto in loco dell’ultimo libro (mancava!) io sono uno di quelli che rimangono in piedi. La sala è strapiena.

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L’obbedienza di Adelaide

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di Raffaella Frullone  – La nuova Bussola Quotidiana

Appena saputo della morte di Adelaide Roncalli, mi è balzato alla mente il titolo dell’ultimo libro di Costanza Miriano, Obbedire è meglio, solo che con una piccolissima postilla: il punto interrogativo. Ma obbedire è davvero meglio? Se anche tra molti cattolici il nome di Adelaide Roncalli è sconosciuto, è perché questa donna, ha vissuto così come è morta: nell’obbedienza più totale alla Chiesa, e saldamente ancorata alla verità che quella stessa Chiesa ancora oggi non riconosce. Com’è stato possibile? Continua a leggere “L’obbedienza di Adelaide”