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L’ha ribloggato su noncerosasenzaspine.
Quando ho letto questo libro, la cosa che mi ha attratto è atto il silenzio in questo obbedire, il silenzio dell’agnello.
Beh, in quanto minoranza discriminata – e spesso perseguitata – l’ idea di un Catholic Pride non è mica malvagia…
…obbedire è meglio? di che?
Di fuggire…
….fuggire dove?
E’ quel tipo di “orgoglio” che non si riferisce alla propria persona, ma si riferisce appunto a Colui e a coloro ai quali si deve obbedienza.
Obbedienza che è tributo, riconoscimento, stima, gratitudine, che si riconoscono a chi ha per primo avuto cura di noi, ci ha nutriti, educati, accolti, amati.
Orgoglio di appartenere a Qualcuno, a una Famiglia, ad un Corpo.
Orgoglio che deriva dal sentirsi indegnamente scelti e considerati come persone che hanno un profondo valore agli occhi di chi ci guarda.
….guardone!
Mi spiace per te Alvise, che scambi uno sguardo di amore per altro…
Debbo desumere che mai sei stato guardato con amore o che sei incapace di tali sguardi… 😐
Mario: a malincuore ma è la stessa mia deduzione…
Che credo (e mi auguro) sia errata, ma quando si vuol fare gli “spiritosi” per forza… 😉
SMACK!!!
…bacione!