Obbedire è meglio. La mia strada è chiara come il sole

IMG_0037A poco più di due settimane dalla pubblicazione Obbedire è meglio ha già dato grandi soddisfazioni: la testa della classifica di Amazon nei primissimi giorni di uscita, ma anche l’attuale sedicesimo posto nella categoria “varia” della classifica generale italiana, la ristampa di altre 5000 copie dopo la prima tiratura di 8000; le recensioni dell’amico Camillo Langone su Il Giornale, quella graditissima e inaspettata del “mito” Annalena Benini su Il Foglio e quelle ancora più inaspettate da testate come Grazia e Vanity Fair e , prossimamente, di D di Repubblica. Ci hanno fatto particolarmente piacere le bellissime parole di Luisella Saro  e quelle di Paolo Pugni, ma quella che ci piacerebbe eleggere testimonial del mese è Ila che nei giorni scorsi ha commentato sul blog.

Menzione speciale per l’amico sempre più caro e prezioso, Stefano Testa von Bappenheim, che ha mandato a Costanza questo agnello subito adottato dalle bambine e costretto a dormire sul letto di Lavinia. Povero Obby (abbreviazione di Obbedire), mi sa che non c’entrano, tutti e due…

 

da un commento di Ila

Cara Costanza, seguo il tuo blog da parecchio.
Non ho mai scritto, ma vorrei raccontarti e ringraziarti per oggi pomeriggio.

Due mesi fa mi sono laureata a milano in una materia scientifica. Mentre tutti i miei compagni praticamente lavorano già, io… organizzo il mio matrimonio! …E nel frattempo l’esame di stato e il trasloco in UK, sì perchè il mio lui lavora lì e lì mi trasferirò.. ragion per cui ancora non avevo iniziato a cercare un lavoro, ammazzando feroci sensi di colpa.

Il mio è uno di quei rarissimi campi in cui ancora ti telefonano a casa per proporti colloqui di lavoro. Due settimane fa per l’appunto mi chiamano e io ho accettato di andare a vedere. Tra me e me pensavo: “massì lo facciamo per fare pratica, per rompere il ghiaccio con questi benedetti colloqui, così quando sarà in Inghilterra almeno avrò una vaga idea di cosa aspettarmi”, eccetera eccetera.

Insomma oggi sono arrivata all’ultimo colloquio con questa azienda e mi avrebbero assunta. Azienda bellissima, persone bellissime (se uno riesce a starti simpatico pure quando ti rivolta come un calzino in un colloquio!), posizione interessante, stipendio che penso di non aver mai visto tutti questi soldi insieme in tutta la mia vita. Ma bisogna rinunciare.

Approdo sul treno e a fianco a me una madre esasperata di un bimbo che emette urla oltre la soglia dell’udibile.. O Signore tra un anno potrei essere così?? Diceva un fotografo-scrittore-padre inglese “io sono britannico, non ho paura della morte, ma di una scenata in pubblico sì”.

Poco a poco i pensieri che aleggiavano da settimane si sono concretizzati: ecco sono un povera martire che rinuncia ad un lavoro bellissimo per inseguire il suo lui, per sposarsi a XX anni (mooolto meno della media e mooolto prima della menopausa), ma che forse sto andando troppo di corsa? Ma che forse gli potevo chiedere di aspettare almeno un anno? Non me lo merito anche io di fare un po’ di esperienza? Di “godermi un po’ la vita” (come se dopo sposati uno non si divertisse più)?

Poi un po’ perchè mi stavo per mettere a piangere, un po’ perchè avevo bisogno di tirarmi su, un po’ per scacciare i brutti pensieri, ho aperto il tuo nuovo libro (comprato al volo in libreria in stazione, solo perchè era in sconto lo ammetto!). Tempo un paio di pagine ho capito una cosa, in realtà una cosa capita da tempo ma che chissà come puntualmente mi scordo, me lo scordo quando smetto di farmi le domande vere e seguo quelle del mondo.
E cioè che quando il mio io diventa troppo ingombrante finisco per perdere la strada. La mia strada è chiara come il sole, ha un nome e un cognome e un’indirizzo (e adesso anche le tendine alle finestre e il cesto per i panni sporchi!) e se non lo capisco sono un’idiota. Non saranno un camice e dei tacchi a spillo a farmi felice, sarà una roccia di fedeltà, un binario guida che mi starà vicino anche quando sarà calvo e io avrò le vene varicose. Che magari un camice e dei tacchi a spillo li trovo pure lassù! Mettendo da parte il mio io per fare spazio a lui e a tutte le persone che busseranno alla nostra porta io sarò felice. Lo so perchè l’ho già sperimentato. Non mi importa se è del tutto contro la logica di questo mondo. O perlomeno cerco di fare in modo che non mi importi!
Volevo ringraziarti per avermelo ricordato e perchè quando leggo il tuo blog e chi commenta sento che in questo strano mondo c’è posto anche per la mia nuova (quasi) famiglia!

E’ finita che mi sono messa a piangere lo stesso, ma il macigno sul cuore non c’era più 🙂

PS Per le interessate: un matrimonio si può benissimo organizzare in quattro mesi, scrivendo una tesi nel frattempo (è un ottimo metodo per dimagrire lampo) e vivendo in due paesi e tre città differenti.
PPS Se a qualcuno di voi avanza un atto di volontà per dire una preghierina per la nostra nuova famiglia lo ringraziamo tanto!!!

 

61 pensieri su “Obbedire è meglio. La mia strada è chiara come il sole

  1. Luca Zacchi

    La mia preghiera per la nuova famiglia è assicurata. Assieme a quella per la famiglia di Costanza… 🙂

  2. Cavaliere di San Michele

    PS Per le interessate: un matrimonio si può benissimo organizzare in quattro mesi…

    Conosco anche chi l’ha organizzato in 45 giorni (escluso abito della sposa scelto due anni prima, ma in compenso lo sposo l’ha comprato la settimana prima delle nozze…): c’è il vantaggio che si evitano stress da fisime inutili (non si girano 40 ristoranti, se ne vedono tre o quattro col rosario n tasca…) e per quello che riguarda gli stress indispensabili, un consiglio: fatevi il viaggio di nozze piùlungo che potete permettervi, magari una meta più modesta, ma più tempo per stare assieme con calma!

    Auguri e preghiere!

  3. nadia

    adesso mi metto a piangere anch’io Ila! 🙂 grazie per la tua testimonianza! dopo sarà tutto bellissimo… anche la fatica! e soprattutto, non avrai un bimbo urlante (il mio per esempio è della specie “esploro e ti ignoro”), bensì quello che nostro Signore ha pensato per te! 🙂

  4. Valentina

    Che bello sentire la tua storia, così vicina alla mia! Che bello trovare anche attraverso un blog fratelli e sorelle che condividono la strada! Anch’io oramai 6 anni fa (il 1* giugno sarà il mio anniversario!) con il mio ora marito ho fatto una scelta che sembrava folle, matrimonio al quinto anno di medicina e poi una bimba prima della laurea, non abbiamo mai dubitato che fosse la scelta giusta! Obbedendo, e mettendo le cose in ordine – Dio, mio marito, i figli che ora sono 2, e solo poi il lavoro di medico- tutto funziona, anche con le fatiche ovvio! In questo momento lavoro e la cosa più bella e’ che io mi credevo una mosca bianca, mentre incontro ogni giorno colleghi che mettono la famiglia al primo posto, e sono molto felici anche se non faranno mai carriera!

  5. Scrive il Vate Cammillo Langone:

    …ma questo discorso che vuole dire? Perché facile? Che ne sarebbe ardua la critica? O solo che non sarebbe conveniente,dal punto di vista della cosiddetta “cultura dominante”, parlarne? Che è meglio, appunto ignorarlo?
    Ma allora perché dire “Un testo controtendenza di cui per molti è più facile non parlare affatto”?
    Non potrebbe essere anche per caso che a qualcuno proprio non interessasse né leggerlo né parlarne.
    Come se di tutta la enorme massa cartacea delle pubblicazioni fosse urgente obbligatoriamnte parlare!
    Ne parleranno queli a cui interesserà di parlarne, sotto diversi punti di vista. Gli altri non ne parleranno.
    Ce n’è tanti libri anche meglio piazzati nelle classifiche delle vendite dei quali a nessuno viene voglia di dire nulla!

  6. grazie e auguri per la vostra nuova vita insieme, sarà l’esperienza più gratificante che vivrai, ogni giorno sarà una sfida, ogni giorno la conoscenza nuova di te stessa e dei tuoi limiti, ogni giorno la mano di Dio nel fare di questi limiti un successo.
    preghiamo per voi. La pace!

  7. maria elena

    Bellissimo, e considerato che siamo “amiche di blog” quando la mattina preghiamo per i nostri amici( e nemici) ci sei dentro anche tu! Tieni duro, il demonio non ti lascerà molto in pace, per lui l’occasione di distruggere u matrimonio cristiano è basilare. Io mi sono sposata dopo la laurea, ho preparato il matrimonio in 5 mesi, mi ricordo la sarta, che mi ha cucito il vestito, scandalizzata perché mi ero decisa troppo tardi! Non ti dico mia madre, ma questa è privacy, non posso infierire su di lei, che però mi conosceva bene, io e il matrimonio due binari paralleli. ma Gesù è più forte, soprattutto quando ti abbandoni a Lui, anche combattendo o quando devi circoncidere la tua ragione o i tuoi stati emozionali, (che in noi donne verso la 50ina sono influenzati dagli stati ormonali). Tutto parte da noi donne, altrimenti Gesù non si sarebbe rivolto alle donne così spesso, vedi la samaritana , o le donne al sepolcro, Il serpente non avrebbe infierito sulla donna e San Paolo non avrebbe parlato prima alle donne e poi agli uomini. Una volta alla tenera età di 20 anni un mio “catechista” mi disse, l’obbedienza da sola ti salva, se fai questa esperienza, vedi come Dio provvede nelle situazioni anche più impossibili. Tantissimi Auguri!

  8. Stefania

    Ciao, volevo dirti che anche io con una laurea in medicina una specializzazione in anestesia e rianimazione e un master tutto (o quasi) fatto subito dopo il matrimonio, durante il quale sono nati 3 fantastici bambini. Ci siamo sposati molto presto entrambi giovanissimi, appena laureati e vivevamo con uno stipendio e la mia borsa di specialità (non molto) E nonostante ciò il Signore ci ha regalato tre bambini stupendi che ci aiutano ogni giorno , con i loro sorrisi e la loro innocenza , a diventare veri uomini. Io lo dico sempre che non sarei quella che sono se non ci fosse stato mio marito nella mia vita, se non ci fosse stato il nostro matrimoni che ci ha reso persone speciali anche nel mondo del lavoro. Il nostro matrimonio, la nostra famiglia … e’ più di un sacramento, ogni giorno assume un valore maggiore e una forza ancora più grande !!!

  9. Cristina

    Cari fratelli tutti, grazie! Ila, mi unisco anch’io con le mie modeste preghiere, ma di sicuro sentite! Quando ti sposi? In una cordata di preghiera potremmo essere tra i tuoi “invitati” 😉 buon cammino nel Signore! Un abbraccio

  10. Dani

    Ila, anch’io sono una silenziosa e assidua lettrice di questo blog e non sai come mi rispecchi nelle tue parole! Grande secchiona da sempre, laurea in ingegneria a 24 anni, matrimonio a 25 e ora, a 26, inizio a pensare seriamente alla maternità…
    In mezzo – da questo punto di vista camminiamo “al contrario” – ho rinunciato a partire e sono rimasta qui, nel profondo Sud, dove trovare un lavoro vero (e per “vero” intendo “pagato”) è più un miraggio che realtà. A pochi mesi dal matrimonio ho fatto un colloquio tremendo: nell’annuncio non era specificato che fosse richiesto viaggiare in continuazione, e così mi presentai. Il titolare dello studio mi disse che, sulla base del mio cv, ero la migliore ad essersi candidata e l’offerta di lavoro non era niente male; ma quando si arrivò al “dettaglio” che mi avrebbe tenuta lontana dal mio futuro marito per anni, la mia espressione cambiò (e la sua pure). Me ne andai, dopo essermi sentita dire che a 25 anni ragionavo come una vecchia, che non avrei trovato nient’altro là fuori e amenità simili. Non è stato un bel momento, perché, a prescindere dalla “gentilezza” dell’esaminatore, sapevo che quello che diceva in parte era vero.
    Ma un giorno, parlandone col mio confessore, lui mi chiese: “Per te è più importante trovare un lavoro o sposarti?” e la risposta mi è uscita fuori da sola: “Ma non sono cose paragonabili!” “Esatto, è la verità, non sono neanche lontanamente paragonabili”. Da quel momento un nodo si è sciolto dentro di me. Oggi collaboro con la “mia” università, dove ho studiato con tanta passione, pur non avendo nessuna prospettiva concreta di carriera (e, sinceramente, visto il tipo di vita che richiederebbe, non so nemmeno se la vorrei), mentre nel frattempo sto cercando di aprirmi una strada nel mondo della scuola: che, diciamocela tutta, per un ingegnere non è sicuramente il top, ma sto imparando a calibrare le mie scelte su ciò che per me ora conta di più… La mia famiglia.
    All’università sono vista come una mosca bianca, una mezza pazza, ma ci sto facendo l’abitudine: ora che sono sposata, tutto è più chiaro di prima e fare le scelte giuste mi viene più facile… Vedrai: sarà così anche per te, perché davvero il matrimonio è qualcosa di forte, un sostegno vero, una via che ti tiene al sicuro e ti protegge da te stessa… E tantissime altre cose stupende che scoprirai!
    Ti abbraccio forte, come una sorella, e ti faccio i miei più affettuosi auguri per l’avventura che stai per iniziare! 😀

  11. Bella e semplice questa testimonianza di Ila…

    Semplice per come è espressa, a volte nei fatti tutt’altro. Nel momento o nel tempo di prendere un decisione che a volte è avversata non solo “dal mondo”, ma anche da parenti o amici.

    Testimonianza che ancora una volta ci aiuta a mettere “in fila” le priorità.
    Qual’è la priorita per un Cristiano? Fare la volontà di Dio e cioè seguire la propria vocazione, rispondere ad una chiamata:
    “Eccomi Signore…”.
    Cosi come fece Maria che subito dopo l’annuncio dell’angelo – in fretta – raggiunge Elisabetta.

    Il Matrimonio è una seria chiamata, una vocazione. Per chi ha e sente questa vocazione, questa è e deve essere una priorità, perché è la strada scelta da Dio per la nostra conversione, per la nostra santità, per realizzare il progetto di amore che ha per noi e per quelli che ci circondano o ci “circonderanno”…
    Non è una accessorio, la “cliliegina” sulla torta: prima mi laureo, poi trovo lavoro, poi la casa, poi l’arredo tutta, poi, poi, poi… di queste cose si preoccupa il mondo. Dio sa che di queste cose abbiamo bisogno, pensiamo prima a fare la Sua Volontà e il resto ci sarà dato in aggiunta…

    Io ne sono personalmente testimone (e parlando di matrimonio per due volte…) e sono testimone della scelta di tante coppie giovani che del Matrimonio si sono occupate e preoccupare come PRIMA cosa… e si, tre quattro mesi sono sufficienti 😉
    Perché se Dio è nostro Padre, allora si può benissimo metterlo alle strette: “Papà (si, papà..), guarda che io confido in te – che perlatro sei il papà più ricco e potente che conosca 😉 – io mi preoccupo di preparare il Matrimonio, come tu mi chiedi… al resto ci pensi tu!”
    😉 😀

  12. nadia

    … laureate, sposate… mamme, o desiderose di esserlo presto!! 🙂 una combinazione esplosiva!! attento! hahaha

  13. Che bello non essere sole! Anch’io laurea in ingegneria a 24 anni, matrimonio a 25, primo figlio a 27! E anche io, uscita dall’università ho dovuto scegliere cosa aveva davvero importanza! Certo, era un periodo di vacche grasse e ho potuto scegliere che lavoro fare, non sono stata messa davanti a lavori in giro per il mondo per mesi con come unica alternativa la casalinga o l’insegnante (prospettive per il mio carattere egualmente terrorizzanti, date le mie scarse attitudini con il mantenimento di una casa e gli esseri umani in età scolare!) e il Signore mi ha concesso di trovare un lavoro che mi permette di avere una famiglia. Però al momento di ogni singola decisione, e anche adesso, il tarlo mi rode, mi fa vedere mio marito e mia figlia come due zavorre: non stai buttando via la tua vita? Che ti sei laureata a fare? E la tua realizzazione? Dover cambiare un pannolino e saltare il pranzo per lavare, nell’ordine, bimba, federa del divano, plaid, vestitini e fasciatoio? Stare in silenzio e sorridere invece che urlare perché per l’ennesima volta si presenta in ritardo alla cena con gli ospiti da lui invitati? Il Tentatore è subdolo e io sono stupida tutte le (tante) volte che gli do retta, e soffro per colpa di tante stupide recriminazioni! Perché obbedire a quello che Cristo ti mette davanti, perché è quello che ti serve per diventare santa ed essere felice, ti libera e ti regala la gioia di vivere questa grande avventura che è la vita!

  14. Vittorio

    Le preghiere per la tua nuova famiglia sono assicurate, Ila: e in particolare per il “binario guida”, che affiderò a san Giuseppe (marito, padre e lavoratore: chi può conoscere le mie gioie e dolori meglio di lui?).
    Suggerisco a tutte le spose di stamparla per il vostro sposo (è la prima qui http://www.pregate.it/sangius.htm) e dirla voi per loro se proprio l’orgoglio non glielo consente: è cosa potente.

  15. Sara

    Ila, continuerò a pregare per te! La tua testimonianza è davvero importante. Grazie, ancora! E grazie anche a Valentina, Maria Elena, Stefania, Dani, Cacciatrice e a tutti quanti per le vostre testimonianze “di rinforzo”, perché è vero: è bello vedere quanti siamo! Preghiere per tutti assicurate!

  16. Ma allora le spose (se fossero) pluripare dei manovali, dei facchini, dei poveracci, dei senza casa, dei senza aiuto, dei malati, dei carcerati,degli immigrati eccetra? Ma abbiate pazienza!

  17. E’ inutile che tu metta gli interrogativi! Era un richiamo a ben altre realtà che queste dei mariti cha fanno tardi la sera a cena eccetra e alle mamme ingegneresse-casalinghe! Ma abbi pazienza anche te! Fuori c’è il mondo!

    1. Oh Alvise che ti agiti a fare ???? (interrogativi)

      Li ho messi perché non avevo compreso il senso del tuo commento…

      Mica sempre si può comprendere cosa ci ta dentro il tuo di mondo (per non parlare delle tua capoccia) !!!! (esclamativi)
      Abbi pazienza anche te….

    2. angelina

      Qual è il problema, Alvise, ad essere laureate e casalinghe? perché non sarebbero “mondo” anche queste spose qui, con i loro mariti e figli? Sei classista?

      1. E’ che secondo lui noi stiamo nel mondo dei puffi (o degli angeli…) e il “vero” mondo è “di fuori”…

        Mondo di cui ovviamente non sappiamo nulla, sempre presi nei nostri riti, preghiere, adorazioni e “cianfrusaglie” varie.
        Lui invece si che sa cos’è il mondo oltre i suoi muri a secco…

      2. ….da una parte le ingegneresse coi mariti laureati impiegati all’estero eccetra, le immacolatine perseguitate, le fiammelle di Cristo colle palandrane purpuree, dall’altra la immensa marmaglia dei poveri disgraziati allo stato brado!
        Sì, sarebbero mondo anche loro!

        1. SONO mondo anche loro… quel’è il problema Alvise?
          Paladino delle povere anime disgraziate allo stato brado!
          Che vai cercand0? Che se uno/a invece e laureato si debba “slaureare” per non offendere gli altri?

          MA NON FARE IL QUALUNQUISTA per favore, che proprio non ti si addice (anche se lo fai di continuo – vedi l’ultima di questo genere sulle petizioni e compagni bella)

            1. … ah ecco questo è (invece) un intelligente (SIC!) cambio di argomento (in corsa).
              O cambio intelligente (SIC!) di argomento. C’è due opzioni!

              Ma va là Alvise che pure i tuoi muretti a secco sobbalzano… (per via dell’intelligenza espressa, intendo) 😉

        2. Questa mi sa tanto di una nuova incarnazione dello Straw Man Argument (o volevo dire un’esperienza di rivoltatura delle frittate?).
          In pratica – se ho ben capito – non si può parlare di nessuno/nulla perché parlare di A equivale a non parlare di B, ossia sottoporre B a una odiosa discriminazione (scegliere l’aggettivo preferito tra: cattofascista, cattorazzista, cattoqualunquista, e cattocapitalista).
          🙂

  18. Micaela

    Sono una mamma in preghiera. Anche se lavoro in un ufficio e non ho molto tempo.
    Questo vuol dire che la mia preghiera è una litania melodiosa, un respiro, un palpito, che riempie la mia costante attesa.
    Aspetto di uscire dall’ufficio per correre ad abbracciare mia figlia, mio marito; aspetto e non vedo l’ora di rassettare una casa rimasta abbandonata dalle mie amorevoli cure femminili per tante ore; aspetto di correre a cucinare e poter servire a tavola quel pasto caldo che tutti mi chiedono …
    Cerco il silenzio e cerco di riempire l’attesa con la preghiera.
    Aspetto che l’amore si incarni nella mia vita e apra tutti i cuori che incontra. Anche il mio.
    Aspetto il dischiudersi di un’anima che come un bocciolo di rosa metta radici e fiorisca nella mia esistenza.
    Aspetto quel palpito di vita invisibile che mi nutre e grida: accoglimi!
    Ogni mamma prega perché ogni mamma è testimone dell’invisibile.
    Ecco la mia preghiera.
    Davanti ho uno schermo di pc perché devo lavorare. Non ho scelto di lavorare, anzi, ho cercato un lavoro molto banale che mi consentisse di fare anche un po’ la mamma e la moglie … e il Signore mi ha esaudito. Perché sono una mamma in preghiera.
    Sono al lavoro, ma il mio cuore è in chiesa, con Cristo,mentre la mia anima contempla Maria con in braccio Gesù Bambino. Aspetto. E pregandoLa mi sento meno sola in questa attesa. Aspetto. E prego. Aspetto. E spero. Aspetto. E confido in Dio. Affido a quest’immagine sacra “La Mamma con in braccio il suo Divino Figlio” tutta la mia femminilità frustrata da un mondo ed una società confusa e sterile, che ci fa sterili.
    Affido a quest’immagine sacra tutti i bambini non nati, non solo quelli tragicamente abortiti, ma anche quelli che non nascono perché non li desideriamo o semplicemente, come nel mio caso, perché il mondo fuori ci ostacola con ogni mezzo …
    Ti prego, Signore, accogli questa preghiera di mamma e guarisci questa “sterilità” imposta da un sistema economico che non lascia scampo, converti i nostri cuori, toglici il superfluo e rendici degni di accogliere i tuoi immensi doni che sono i nostri figli…!!
    Amen

    1. Sara

      Amen!
      Grazie, Micaela! Soprattutto di averci ricordato quanto sia splendido vivere di preghiera e trasformare in preghiera qualunque cosa si faccia e quanto sia prezioso restare in attesa!

  19. Lucia

    Viste tutte queste storie…
    Anche io, emigrata all’estero per seguire il mio sposo, sposata a 25 anni e laureata in fisica qualche mese dopo.
    Anche io pensavo che sposarmi avrebbe comportato rinunciare alla “carriera” e fare la mamma (comunque l’unica cosa che mi importava veramente). E invece… i figli non vogliono arrivare e invece tre mesi dopo la laurea ho trovato lavoro e ho fatto “carriera” (per quanto possibile per una neo-laureata). Ho lasciato quel lavoro (che cmq non mi piaceva moltissimo) per seguire nuovamente il mio sposo e poi vedremo cosa succederà.

    Lo dico perché spesso ci facciamo dei programmi sulla nostra vita (che siano di fare carriera o di “sacrificarsi eroicamente per la famiglia”) ma alla fine quello che conta (per me) é fare quello che Dio mi chiede, e il sacramento del matrimonio é molto potente e segna proprio la strada.

    Preghiere assicurate anche da qui per Ila!

    1. fortebraccio

      Lucia, scusa se mi permetto:
      non so come funzioni altrove, ma se ora siete in italia, rivolgiti con serenità ad un centro sterilità (in un ospedale pubblico di una certa rilevanza). Spesso il “problema” si risolve con una “spintarella” innocente (senza arrivare a metodi invasivi come icsi o fivet, intendo).
      Normalmente ci si rivolge a tali centri dopo 12 mesi di tentativi (assidui) non favorevoli, ma considera che un buon centro (pubblico) ha circa tre-sei mesi di lista d’attesa. Insomma, non aspettare di arrivare oltre i 40, ecco!
      Auguri!
      😉

  20. Alessandra

    Difficile paragonare le esperienze di vita, ma io ho fatto quello che tu stai per fare e me ne sono pentita. Proprio perché vivere un pezzo di vita “propria”, non ancora totalmente condivisa (non si tratta di scegliere tra fare la moglie casalinga o la donna in carriera, per fortuna i tempi sono cambiati), permette di maturare e di affrontare la scelta della vita condivisa con una maggiore consapevolezza. Ti auguro comunque molta fortuna, ritengo che Dio non ci chieda di scegliere tra carriera e matrimonio felice, viviamo per fortuna nostra tempi più complessi e più ricchi delle generazioni che ci hanno preceduto.

  21. Vero

    Cara Ila innanzitutto auguroni per il vostro matrimonio. Anch’io ho organizzato il tutto in 4 mesi e anch’io probabilmente nella tua situazione farei la stessa scelta. Tuttavia secondo me non esiste una risposta giusta e una sbagliata, ma tutto dipende dalla coscienza con cui si fanno le cose. Io adesso sono in maternità e nei prossimi anni non so come sceglierò di portare avanti lavoro e famiglia, non so se continuerò con i ritmi pesanti di prima o meno, deciderò di volta in volta. Non è detto che il bene di mio figlio coincida con la presenza assidua della mamma (ho in mente molti figli rovinati dai propri genitori!), e potrei essere chiamata a risponderGli non solo accudendo la famiglia ma anche stando in un certo modo sul posto di lavoro. Quindi cercherò di capire via via a cosa sono chiamata in quel momento. La cosa a cui secondo me bisogna stare attenti è non ridurre anche la famiglia ad un “idolo”, perché se ci aspettiamo da essa la nostra totale realizzazione rischiamo di rimanere delusi esattamente come chi ha puntato su “camice e tacchi a spillo”. Qualunque cosa facciamo va bene, basta che la si faccia per Lui. Buona vita.

    1. Assolutamente d’accordo con te! Anche la famiglia, se non vissuta come un dono di Cristo, diventa un idolo cui sacrificare ogni cosa. Il sacrificio che da frutti è solo quello fatto per Lui, e comprende anche il modo di stare al lavoro!

    1. I metodi naturali per lo studio dei ritmi di fertilità della donna sono un qualcosa di eccezionale. Non solo per il (riduttivo) uso per il distanziamento delle nascite, ma per l’aiuto nel concepimento e per l’autovalutazione che ogni donna può fare sulla sua salute.
      A volte penso che si dovrebbe insegnare anche questo alle ragazzine delle superiori invece dell’ennesima lezione su come si infila un preservativo (nel corso della mia carriera scolastica mi sono fatta tre, dico TRE corsi di “educazione all’affettività”. Non n’è potevo più!). È una parte, a mio parere,
      irrinunciabile di conoscenza di se stessa che una donna deve avere.

      1. Giusi

        Le varie pillole consegnano la donna nelle mani dei medici e delle case farmaceutiche (a discapito della tanto decantata libertà! L’utero è mio ‘sto cavolo! Ne fanno quello che vogliono!). Conosco una cara ragazza di meno di 25 anni che si confida con me. E’ fidanzata da tempo, prendeva su consiglio del solito ginecologo la pillola da anni. Prescindiamo da discorsi morali perchè, contrariamente a quello che può sembrare, io porto il mio modo di essere ma non faccio prediche (che tanto non servono a niente). Bene, questa ragazza è stata trasportata d’urgenza col codice rosso in ospedale dal lavoro: mal di testa, vomito si temeva il peggio. Dopo che l’hanno rivoltata come un calzino una brava neurologa ha individuato nella pillola la causa dei suoi disturbi, le ha spiegato per filo e per segno i suoi effetti, le ha detto che viene prescritta con un’estrema leggerezza, che lei mai l’ha presa e mai la prenderebbe nè la farebbe mai prendere ad una sua figlia!

        1. Alessandro

          E sarebbe anche opportuno si sapesse che non è escluso che la “pillola” contraccettiva, sovente prescritta e assunta con spensierata leggerezza, possa avere effetti abortivi:

          “Quanto il tema sia rilevante per le donne stesse è testimoniato dalle evidenze emerse da uno studio statunitense condotto ottenendo le risposte di 618 donne non oltre i 50 anni di età rivoltesi al servizio ginecologico; la maggioranza delle donne ha identificato l’inizio della vita col concepimento, il 51% di esse ha risposto che non avrebbe usato un metodo che dovesse agire dopo la fecondazione e il 44% ne avrebbe cessato l’assunzione, nel caso lo stesse utilizzando, anche se la probabilità dell’effetto fosse “solamente remota” (Dye, 2005).

          È pertanto stupefacente osservare come di un farmaco assunto da milioni di donne non sia ancora stato stabilito l’esatto meccanismo d’azione, avendo tale informazione un’importanza etica rilevantissima proprio per quelle donne che ci si vanta di voler rispettare”

          http://www.zenit.org/it/articles/la-fallibilita-dei-metodi-contraccettivi

  22. annarita

    Mi ritrovo benissimo nel libro di Costanza, finalmente qualcuno che come me non sopporta le idiozie ecologiste, almeno ci pagassero per il servizio di discarica casereccia che facciamo, invece ci alzano la bolletta. ma come siamo spazzini che lavorano gratis, almeno fateci lo sconto.
    A parte questo voglio chiedere, ma esistono veramente questa belle amicizie? Perchè sono il mio sogno di sempre, spesso purtroppo ti ritrovi con persone che vedono solo nero e credono che le disgrazie capitano solo a loro e pertanto invece di fidarsi un po’ degli altri e lasciarsi aiutare anche un po’ (credo che questa sia umiltà) si chiudono non ti fanno entrare nelle loro vite. Non è che bramo risolvere i problemi altrui, ma credo che l’amicizia sia anche fidarsi, non è solo una pizzata insieme finchè tutto va bene, è soprattutto un abbraccio quando tutto va male. Brava Costanza hai fatto tre libri molto belli, che tirano su il morale, perchè finalmente ho compreso che i mariti più o meno sono tutti deludenti, se speravamo di aver sposato il principe azzurro, mentre possono diventare anche (esagero) simpatici se comprendi che sono umani e difettosi proprio come noi. Però quando si è cattolici c’è l’obbligo di migliorarsi, dobbiamo diventare santi, pertanto la prospettiva di vivere con un futuro santo non è male, speriamo si sbrighi a diventarlo ;-D

  23. Micaela

    Tutto è grazia! Il lavoro con cui possiamo sostenere la nostra famiglia con dignità, la vita coniugale con le sue difficoltà, i figli con i loro piccoli grandi capricci, la fatica del quotidiano…tutto, tutto è grazia perché solo così si cresce, si spera e si ama. Le insidie oggi sono tante ma bisogna perseverare con una certezza di fede: tutto concorre al bene di coloro che amano Dio. Per me amare Dio significa proprio riuscire a restare saldi senza lasciarsi corrompere dalla tentazione di voler cambiare ogni cosa ed ogni persona anche se spinti dai più nobili sentimenti! C’è una convinzione però che mi sono fatta: per discernere la volontà del Signore nella nostra vita abbiamo sempre una scelta da compiere che per lo più è una scelta controcorrente che ci conduce verso una porta stretta…quando qualcosa non va nella nostra vita è perché c’è un campanello di allarme nella nostra coscienza che ci ricorda dov’è Dio…io sono convinta che chi ha la vocazione del matrimonio e della famiglia debba trovare la strada della sua santificazione all’interno di questo sacramento. Sacrificare tutti i propri talenti però non va bene perché se una donna ha qualcosa da offrire al mondo oltre che alla famiglia penso debba trovare insieme al coniuge il giusto equilibrio per poter fare tutto; in questo credo che proprio la nostra amica Costanza sia un esempio! Quanto bene sta facendo a tutti noi con questi libri… Certo, i bambini quando sono piccoli hanno tanto bisogno della mamma ed io quando ho lasciato mia figlia a 5 mesi ho sofferto tanto, e vi assicuro anche lei perché i bimbi così piccoli devono stare con la mamma e basta…ma non avevo scelta, sono riuscita a fare tutto e mia figlia cresce bene anche così perché proprio la mia lontananza mi ha fatto impegnare ancora di più nell’essere una brava mamma per il poco tempo che ci sto…ecco, in questo intendo dire che tutto è grazia! Il Signore ci istruisce anche in questi sacrifici… la mia famiglia non andava avanti senza uno stipendio quindi l’ho fatto con sacrificio ma con responsabilità…ecco, il Signore ci è vicino e ci sostiene in tutte le nostre vocazioni. Ciò non toglie che io continuerò a lottare per poter stare un giorno a casa perché amo i bambini e ne vorrei altri e farli lavorando purtroppo è molto complicato anche solo perché il datore di lavoro non ne è felice… la mia vocazione è nella famiglia e vivo come un’ingiustizia il dover lavorare per forza tante ore al giorno perché ad una giovane coppia che parte da zero senza aiuti esterni e senza una casa di proprietà 2 stipendi fulltime non bastano! Credo che il problema sia proprio sociale come ha detto Costanza in una bella conferenza riprendendo quello che Giovanni Paolo II ha scritto chiaramente nella sua enciclica meravigliosa sulla famiglia. Condivido in pieno tutto. Obbedisco alla volontà di Dio che in questo momento mi porta a lavorare anche se vorrei stare a casa ma continuerò a lottare per poter adempiere meglio alla mia vocazione autentica di mamma e moglie…altrimenti utilizzare i metodi naturali in questo contesto sarebbe impossibile!! E la volontà di Dio, il suo comandamento è prima di tutto quello della santificazione del matrimonio che passa anche per questo…

  24. ester

    Anche io matrimonio all’ultimo anno di specialistica,organizzato mentre ero a Parigi per la tesi…viaggio di nozze “organizzato” in pochissime settimane e presso l’agenzia di viaggi dell’Università (non avevo tempo di girare tanto..). Sono rimasta incinta dopo pochi mesi, mi sono laureata in lettere 2 mesi prima del parto (quindi nessuno mi ha chiamata a casa per propormi un lavoro!:)).Ora sto per diventare mamma per la seconda volta e sono una sottospecie di supplente più che precaria, ho 26 anni.
    Lo rifarei?Che dire…il demonio attacca sempre ma il Signore ci ha accompagnato in questi primi 3 anni di matrimonio per niente facili.Siamo passati attraverso periodi duri ma questo non ha spento ma rafforzato il nostro amore.Siamo ancora innamorati cotti, fra di noi e del nostro bambino e di quello che è in pancia.Siamo persone felici e serene.
    Tanti sacrifici,tanta fatica ma “tutto posso in Colui che mi dà la forza”.
    Coraggio e auguri!

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