Perché le élites odiano la famiglia?

di Costanza Miriano

La violenta, irrazionale, unanime levata di scudi contro il World Congress Family è stata davvero inspiegabile. Si può non condividere una manifestazione, ma basta non andarci. È facile. A me non è mai venuto in mente di farmi venire una crisi isterica per i gay pride, e neanche perché la presidente della Camera, un ministro o un senatore donna gli accordassero la loro compiacente benedizione.

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La famiglia non è di destra

di Costanza Miriano

Venerdì sera tornando a casa da una festa con l’unico marito di cui dispongo attualmente (e di cui abbia mai disposto), abbiamo scoperto di essere fascisti. Su un muro nel quartiere del Pigneto infatti mi sono imbattuta nella scritta Monogamy is the new fascism.

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Tempo perso

di Costanza Miriano

Caro Gesù bambino,

come sai per Natale quest’anno ti ho chiesto il regalo della fedeltà alla preghiera, e siccome siamo ancora a Natale, in tutta l’ottava, continuo a chiedertelo, perché più ci penso e più mi sembra il regalo giusto. Per quanto il 31 dicembre per noi cristiani significhi poco, è sempre comunque un tempo in cui ci si ferma a guardare un po’ indietro, e anche avanti, e se peso quello che ho fatto, e progetto quello che vorrei ancora fare, mi rendo conto che tutto quello che non ho dato via, l’ho perso.

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L’incredibile “migrazione” di Dio fatto uomo

di Costanza Miriano

La vera, vertiginosa, incredibile “migrazione” di Dio è stata dalla sua natura divina a quella umana, assunta mantenendo anche quella divina. È questo che lo rende il punto zero della storia, il centro di gravità dell’universo. Credo che banalizzare questo annuncio dirompente – Dio ha preso la carne umana per amore degli uomini, e ha accettato di perdere, rinunciando all’esercizio della sua onnipotenza, o meglio, di realizzarla proprio morendo sulla croce per amore degli uomini – mettendoci a discutere quanto Gesù fosse ricco o povero, se fosse un immigrato irregolare o un profugo o semplicemente uno che è nato lontano da casa per un viaggio, sia dimenticare, o almeno non mettere abbastanza al centro il mistero, la vita eterna che è venuto a spalancarci. Parlare dell’incarnazione di Dio in un luogo e in un momento della storia, solo per leggere la società e l’economia di oggi significa usare categorie non sovrapponibili, con il rischio – fortissimo – di mancare il bersaglio.

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Quando Dio non perdona

di Costanza Miriano

Tutto è cominciato, per me, parlando della mia normalissima famiglia. È successo che, per una singolare successione di eventi che ho raccontato decine di volte e che potremmo chiamare caso o Provvidenza, mi sono trovata a scrivere un libro di lettere per convincere le mie amiche a sposarsi. Era un libro abbastanza divertente, almeno io mi sono divertita a scriverlo, e molti nelle librerie mi avevano messo nel settore umorismo. Allora, almeno tra i credenti, ero incasellata tra i simpatici.

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Fumo negli occhi su una vicenda chiarissima

di Costanza Miriano

Siccome Avvenire sabato scorso ha pubblicato un articolo dal titolo “ecco la verità sul ritiro per gli omosessuali” di Torino, tornerei brevemente sull’argomento perché l’articolo non fa verità, anzi, getta fumo negli occhi su una vicenda chiarissima. A cominciare dal titolo: “ecco la verità”. Non è che il corso fosse un progetto di pastorale, fatto nell’ombra, con discrezione e umiltà, che qualcuno fissato con gli omosessuali è andato a scovare e ha poi raccontato in modo tendenzioso. E’ invece uscito un articolo sulla Stampa (io altrimenti non ne avrei saputo niente), non seguito da smentite, correzioni di tiro, precisazioni della Curia: l’articolo parlava di “fedeltà per coppie gay” (cit). Sono passati giorni e nessuno si è sentito in dovere di smentire. Quindi il senso del corso era esattamente quello. Non, come scrive Avvenire,  quello di insegnare la fedeltà all’amore di Dio, la fedeltà tout court.

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Jim Caviezel: “Il mondo ha bisogno di guerrieri come San Paolo”

Jim Caviezel si è presentato al Vertice di Leadership Studentesca 2018 – SLS18 a Chicago e ha emozionato le migliaia di giovani studenti presenti con un discorso sulla fede e la sua testimonianza di vita.

Caviezel ha iniziato il suo intervento parlando del significato delle parole Saulo, “grande” e Paolo, “piccolo”, e ha sottolineato quanto sia importante “essere piccoli per essere grandi”.

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