“Che cosa pensa della civiltà occidentale?” Gandhi ci pensò un po’ e poi rispose: “sarebbe una buona idea”. La risposta – geniale – è citata da Houellebecq in un maestoso articolo di commento sulla “torbida marea di sangue” che l’approvazione della legge sull’eutanasia provocherà in Francia (a meno che l’appello al Consiglio costituzionale annunciato da Lecornu riesca nel miracolo di ribaltare l’esito). Avrei giudicato la risposta di Gandhi ingiusta, ma da ieri non lo è più. Da ieri la Francia ha approvato la morte per tutti quelli che non vivono una vita degna.
Bene, almeno ancora per un po’ non si insegnerà educazione sessuale nelle scuole. Ottimo risultato. Noi cattolici siamo contrari perché noi siamo quelli veramente liberi, quelli che non vogliono indottrinare, quelli che non vogliono che i loro figli siano indottrinati. Noi cattolici pensiamo che a scuola si debba imparare a usare il cervello, si debba faticare per conoscere il sapere conquistato da altri per impadronirsene, affinché con gli strumenti acquisiti a scuola ci si possano fare delle idee proprie, e ci si possa difendere dall’indottrinamento. La scuola non deve imporre contenuti, ma sviluppare un pensiero critico, e a questo fine è sicuramente molto più utile rompersi la testa su un problema di matematica, sulla fisica, affrontare la sfida quasi estrema di tradurre Aristotele senza copiare dal traduttore, che sorbirsi le lezioncine sulla fragilità della drag queen. E invece la scuola sta abbassando sempre più l’asticella, sempre meno fatica, sempre maggiore comprensione per chi non studia, sempre più lezioncine di morale già confezionata e masticata da altri (ovviamente solo una, quella del pensiero unico, ignorante, approssimativo e ovviamente chiuso a qualsiasi prospettiva ultraterrena).
Domani (giovedì 18) sarò alle 14 su Rai1 a parlare di denatalità. Pur essendo io sempre un po’ Alice nel paese delle meraviglie quando vado in tv, stavolta alla fine della telefonata con l’autore – al quale, poraccio, ho raccontato metà della mia vita, dai pesci rossi all’allattamento passando per le politiche fiscali europee – mi sono almeno ricordata di chiedere chi fossero gli altri ospiti, perché da quello di solito si può intuire quale sarà l’andamento della trasmissione.
Nel giorno in cui Gesù istituisce il sacerdozio, condividiamo questa riflessione di don Luca Civardi, anche come segno di gratitudine verso i sacerdoti, tutti, quelli che lavorano sulla via della santità e anche gli altri, per i quali dobbiamo pregare ogni giorno, perché comunque alle loro mani benedette – povere e umane ma benedette – dobbiamo l’accesso al corpo e al mistero di Dio.
di don Luca Civardi
Nell’intimità del cenacolo, il Signore Gesù istituisce il ministero ordinato come strumento privilegiato di accesso al suo mistero, al suo amore infinito, alla grazia che sgorga da un cuore capace di amare oltre la morte. Si tratta di un sacramento, non di una modalità: c’è molto di più che la sola assegnazione di un ruolo. Proprio in questo giorno, ancora una volta meravigliato per quel che mi è stato chiesto nel mistero della vocazione sacerdotale, rifletto a voce alta e a parole scritte su che cosa significhi essere prete.
Cercherò di usare un tono pacato, perché Raffaella è un po’ più di un’amica, un po’ più anche di una sorella di carne, è una sorella di elezione, e quindi so che devo cercare di essere lucida. E infatti sono giorni che leggo e rileggo il suo libro, sottolineo, prendo appunti, mi segno i dati, approfondisco, provo a seguire le tracce delle piste che apre (ogni capitolo sarebbe un libro a parte), vado a leggere notizie ulteriori sulle storie che ha scovato. E niente, mi dispiace, anche cercando di essere obiettiva lo devo dire. Presidenta anche no, Resistere al fascino del neofemminismo (Ed. Il Timone 2024) è un capolavoro. È una pietra miliare della riflessione sul ruolo femminile, e l’unica voce fuori dal coro.
Per quel poco che capisco di teologia, la questione in gioco con Fiducia supplicans è – riducendola fino all’osso – una questione di fede. Non è una roba di benedizioni discendenti o ascendenti, pubbliche o private, davanti all’altare o in fondo a destra, 15-20 secondi o 35. Non è neanche una questione di permettere o no certe condotte, lo sappiamo che la Chiesa non permette niente, ma perdona tutto, a differenza del mondo, che permette tutto, ma non perdona niente.
Scopro dalla come sempre informatissima Repubblica di essere “ultra cattolica, anti Lgbtq, e nella destra più a destra della Meloni” che scrive in questi termini dei partecipanti al Convegno di Assisi (sabato e domenica prossimi). Ora, io capisco che “la lingua parla dalla pienezza del cuore”, e che quindi chi vede il mondo solo sotto la lente delle baruffe partitiche non possa vedere altro di diverso nelle Tavole di Assisi, ma ci tengo a precisare una cosa. A me interessa aiutare ad affermare la Verità che la Chiesa propone al cuore dell’uomo, perché so che lì è la unica possibilità di felicità piena per gli uomini, tutti, credenti e non. E cerco di farlo in tutti i modi che le circostanze mi propongono.
Non è la prima volta che mi trovo a scrivere su questi argomenti, che mi stanno terribilmente a cuore e sui quali mi sembra che sia necessario, da donna, da laica e da teologa, dire alcune parole.
Sto notando, infatti, in diversi sacerdoti con cui parlo (e dei quali ho peraltro grande stima, come uomini e come preti) un pesante calo di motivazione riguardo alla celebrazione delle S. Messe feriali. Le giustificazioni che vengono addotte sono, per esempio che “la” Messa per antonomasia è quella domenicale, che quelle feriali sarebbero delle “devozioni”, che nei giorni feriali non si può radunare tutta la comunità eccetera.
Girolamo Muziano, Ascensione di Cristo, Chiesa di Santa Maria in Vallicella
di Costanza Miriano
Più vado avanti più mi convinco che l’unica risposta alla crisi della Chiesa è che un popolo – non importa quanto grande – anche un piccolo popolo di persone che pregano abbia un rapporto vero, vivo, viscerale con Cristo. Persone che dipendono da lui, in ogni respiro, che lo fanno regnare sul loro cuore, sui sentimenti, le idee, le scelte concrete. A partire da questi cuori consegnati si potrà incendiare il mondo.
Pare che ci sia stata una “bufera social” – chissà perché si debba sempre esagerare, non bastava dire “qualche polemica”, qualche tweet, qualche titolo di giornale e soprattutto commenti frettolosi e superficiali – sul professor Barbero, reo di essersi chiesto “se non ci siano differenze strutturali fra uomo e donna che rendono a quest’ultima più difficile avere successo in certi campi. È possibile che in media, le donne manchino di quella aggressività, spavalderia e sicurezza di sé che aiutano ad affermarsi? Credo sia interessante rispondere a questa domanda. Non ci si deve scandalizzare per questa ipotesi, nella vita quotidiana si rimarcano spesso differenze fra i sessi”. Cioè, praticamente un’ovvietà, e per di più formulata come un’ipotesi. Ma no, non si può dire. Semplicemente non si può neppure ipotizzare che uomini e donne siano diversi.
La disforia di genere era rarissima fino a una decina di anni fa ma poi nei paesi occidentali c’è stato un aumento esponenziale (in UK ci sono state 77 diagnosi nel 2009 e 2590 nel 2018, negli USA in pochi anni si è passati da una prevalenza dello 0,002% tra le ragazze al 2%. ), quasi esclusivamente tra adolescenti e con una percentuale di ragazze che si aggira sul 75%.
Questo aumento non ha nulla di fisiologico ma è dovuto a un “contagio sociale” ovvero a un lavaggio di cervello perpetuato da insegnanti, attivisti, influencer, attori, cantanti, scrittori, genitori, operatori sanitari etc etc.
Mi chiamo Martina, ho 31 anni , sono mamma di 2 bambini e vivo in Austria. Da quando sono diventata mamma ho scelto di dedicarmi alla famiglia e di mettere da parte la carriera, nonostante i miei studi, per occuparmi principalmente dei miei figli, ho scelto di esserci e di godermeli fin quando lo vorranno.
Ancora una volta, fratelli e sorelle amatissimi, volgiamo gli occhi ad un nuovo anno.
Noi giustamente lo iniziamo cantando al Dio Altissimo, invocando la sua luce e la sua forza con il Veni Creator Spiritus. E con quell’inno antico, che intreccia a una melodia elegante parole di raffinata sapienza, noi cristiani educhiamo il nostro sguardo a vedere anzitutto il lato spirituale della realtà.
Caro Dio, quest’anno non si può dire che tu l’abbia toccata piano, ecco. Perché, che sia un male che tu hai voluto, o che tu l’abbia solo permesso – il virus e la sua gestione surreale – a questo punto cambia poco. Le nostre vite sono state tutte sconvolte. Ma quello che sicuramente ci ha accomunati tutti è che molte cose fondamentali del quotidiano, come mai prima nelle nostre vite occidentali del XXI secolo, non le abbiamo più decise noi.
Io ero in piazza il 16 luglio a Montecitorio. Stavo nella piazza autorizzata per manifestare contro la legge bavaglio, e ho visto diversi ragazzini aggirarsi tra la folla, ne ho visti due lasciare un fumogeno che ha sprigionato un fumo acre e nero, facendo piangere i bambini, e respirare con difficoltà noi grandi già provati dal caldo. Ne ho visti altri due esibire un cartello offensivo verso Gesù. Era pieno di polizia e secondo un Senatore, che li conosce, anche di agenti della Digos in borghese. Nessuno ha alzato il dito contro nessuno, neanche contro i due che hanno buttato il fumogeno con la canottierina corta e stretta con scritto Equality. Solo, a un certo punto, ho visto uno che stava ai margini della piazza dire “andatevene, qui non ci dovete stare” a quelli con il cartello blasfemo.
C’è effettivamente una sorta di egemonia del pensiero unico, grazie alla saldatura tra le classi dirigenti, politiche, intellettuali e mediatiche. Anche negli esiti delle ultime elezioni, per esempio la Brexit, c’è stato uno schieramento totale dei media. Anche lo schieramento mediatico contro Trump, che ha avuto un esito, come sappiamo, opposto, ci dimostra che la cooptazione del pensiero non è ancora compiuta. Non voglio dire che siano giuste né le elezioni di Trump né la Brexit, non è il luogo per esporre il mio pensiero in merito, ma che comunque c’è ancora la libertà di pensare, secondo me, nonostante questo tentativo di indottrinarci continuo, anzi forse c’è una reazione a esso.
Trovo davvero allucinante e totalmente inaccettabile il dottissimo pezzo con cui sul Foglio del fine settimana Giuliano Ferrara difende ancora una volta il suo amico Gabriel Matzneff dall’accusa di pedofilia, e ripercorre le radici culturali della condanna di quel tipo di condotta. Non mi interessano le radici culturali, conosco la delicatezza e la debolezza di un piccolo uomo e di una piccola donna che si affacciano alla vita, affermo con certezza che sono e devono restare inviolabili, e il sangue mi ribolle nelle vene, a leggere certi distinguo.
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.