Matzneff, il peccato non estinto

di Costanza Miriano

Trovo davvero allucinante e totalmente inaccettabile il dottissimo pezzo con cui sul Foglio del fine settimana Giuliano Ferrara difende ancora una volta il suo amico Gabriel Matzneff dall’accusa di pedofilia, e ripercorre le radici culturali della condanna di quel tipo di condotta. Non mi interessano le radici culturali, conosco la delicatezza e la debolezza di un piccolo uomo e di una piccola donna che si affacciano alla vita, affermo con certezza che sono e devono restare inviolabili, e il sangue mi ribolle nelle vene, a leggere certi distinguo.

Certo, non sono colta né intelligente come Ferrara, e posso anche concedergli l’attenuante dell’amicizia e della lealtà verso un amico, ma quanto ha scritto non è accettabile.

I fatti: è uscito un libro di una brillante intellettuale parigina, Vanessa Springora, che racconta la sofferenza procuratale dal rapporto con Gabriel Matzneff, pluridecorato e osannato autore francese di origine russa, che non ha mai fatto mistero della sua attrazione per i bambini e i ragazzini, sia maschi che femmine. Il libro racconta della relazione dell’autrice avuta negli anni ’80 quando lei aveva 14 anni e lui 50.

L’argomento di Ferrara è: Matzneff ha aggredito Vanessa, le ha usato violenza, “ha violato la sua integrità personale imponendole sofferenza e morte psichica, l’ha ricattata promuovendo o ostacolando la sua carriera letteraria e editoriale? La risposta è no”.

Adesso, chiunque ha una figlia di 14 anni, chiunque è un adulto che conosce i ragazzi, mi dica se questa possa essere una domanda ammissibile, se questa possa essere una risposta accettabile, se questo possa essere un argomento. Il fatto che la ragazzina non sia stata costretta con la violenza a subire un rapporto, all’inizio anale e poi tutto il resto, non solo non può far diminuire di un solo milligrammo la gravità della cosa, ma anzi è una aggravante pesantissima. Lo sa bene anche la vittima, che infatti con onestà intellettuale intitola il suo libro “Il consenso”. E si chiede “E in effetti come si può ammettere di essere stati abusati, quando non si può negare di essere stati consenzienti? Quando, nella fattispecie, si è sentito del desiderio per quell’adulto che s’è affrettato ad approfittarne? Anch’io mi sarei dibattuta per anni con la categoria di vittima, incapace di riconoscermi tale”.

E’ proprio questo il punto che rende gravissima e ancora più imperdonabile la condotta di Matzneff, e la difesa di Ferrara. Io conosco purtroppo tante donne che hanno avuto qualche forma di molestia o abuso da parte di persone adulte, e proprio il punto di maggiore sofferenza per loro è riconoscere in se stesse una sorta di consenso, o almeno di non abbastanza ferma opposizione alle attenzioni, alle mani addosso o peggio. E’ per tutte così, almeno per quelle che conosco io. Nel nostro mondo borghese, più o meno alto, è difficile che ci siano casi di pedofilia brutale e violenta. Nella maggior parte dei casi si tratta invece di manipolazioni, di violenze psicologiche, di cose fatte nella stanza dei cappotti quando i genitori sono di là, nel cortile di casa, nello spogliatoio fuori dal quale c’è la mamma ad aspettarti. Ed è proprio questo il fatto che la rende gravissima, e capace di lasciare tracce, solchi profondi: perché le vittime pensano di non essere perdonabili, perché si sentono sporche, e per quanta psicoterapia o analisi facciano, continuano a pensare che in fondo in fondo se la sono cercata, o almeno non si sono opposte abbastanza. Avrei potuto scappare prima, avrei potuto dare uno schiaffo, o magari “ho provato piacere in quel momento”. Certo che provi piacere se stimolato nei posti giusti, se ti senti desiderato, circuito, soprattutto se sei una ragazzina o un ragazzino solo. Da un atto violento forse, e ripeto forse, ci si può riprendere, ma da un atto in cui percepisci un tuo consenso è molto più difficile. Queste persone combattono con i sensi di colpa tutta la vita, a meno che non arrivi per loro l’incontro con l’Unico che può farci sentire veramente amati e perdonati, qualunque cosa ci sia nel nostro passato.

Noi adulti dobbiamo proteggere con tutta la nostra forza, gridare con tutto il fiato che abbiamo in gola che non si può in alcun modo sfiorare la sessualità immatura di un minore, mai, per nessun motivo. Mai infilarsi nelle sue fragilità, mai approfittare come il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso di uno smarrimento nel bosco. Tutte le donne che conosco che hanno subito le attenzioni più o meno spinte di un adulto hanno questo tratto: la fragilità, la delicatezza particolare, uno spiraglio di dolore e solitudine nel quale si sono infilati i predatori, quelli che piuttosto dovrebbero legarsi una macina al collo e buttarsi nel mare. E’ una condanna senza appello.

Gli argomenti di Ferrara non solo non significano niente, ma sono appunto un’aggravante a carico di un uomo come Matzneff sicuramente intelligentissimo, coltissimo, affascinantissimo, che con istinto di predatore sapeva bene quali prede puntare, e come. Una ragazzina senza una famiglia solida, con una madre fuori di testa che addirittura arriva a fare un patto col predatore che le promette “che non farà mai soffrire” Vanessa, una madre che addirittura lo invita a cena a casa, loro tre da soli, un amante della madre che la bacia sulla bocca e liquida l’argomento, un padre biologico a cui lei chiede aiuto e che non solo non denuncia Matzneff e non si riprende sua figlia per portarla in una fortezza con il ponte levatoio chiuso, ma che usa questa storia solo per dare della poco di buono a sua madre; una ragazzina che i suoi coetanei non guardano, e che si sente sola. Arriva lui, lo scrittore raffinato che la porta nella tana, avendo perfino cura di non seguirla da dietro ma di precederla “senza dubbio perché non mi sentissi in trappola, perché potessi ancora credere che mi fosse possibile tornare indietro”. Lei si ammala dopo quel primo rapporto in cui lui la viola da dietro “come un ragazzino”, le sussurra. Nessuno capisce niente, e il ginecologo da cui la portano constata la sua verginità, e gliela toglie con un colpo di bisturi (di tutti questi particolari sono debitrice all’articolo di Giovanni Marcotullio.

Una storia allucinante, ma purtroppo per la mia esperienza più comune di quanto si creda. Non possiamo permettere che si adombri neppure lontanamente la possibilità che tutto ciò sia ammissibile, non è un argomento il fatto che lei lo abbia voluto, anzi, né è un argomento il fatto che le vittime, come nel caso di Vanessa, poi si emancipino e facciano “una magnifica carriera letteraria”. Non capisco come un uomo come Ferrara che ha combattutto tanto, e di questo gli sarò sempre grata, per difendere la vita quando è più debole, come nel grembo materno, come nel letto di un ospedale, nel caso di Eluana, non capisca che anche la vita di una ragazzina, per di più con una famiglia allucinante, sia una vita debole e da proteggere, una vita che cercava un padre che la amasse, e che ha trovato, in una società senza padri, un solo modo di farsi “amare”, cioè procurare piacere. Il fatto che anche lei lo abbia provato non cambia assolutamente niente, anzi, rende più pesante il fardello che quella donna dovrà portare per tutta la vita.

35 pensieri su “Matzneff, il peccato non estinto

  1. Francesco Pamphili

    È sempre motivo di grande piacere leggerla, con parole semplici e chiare va al cuore degli argomenti facendo emergere la bellezza della verità. Grazie

  2. Giuliano Dozzini

    Non è il solo che gode di queste “licenze poetiche” che la “nomenklatura” può permettersi! Ad esempio Roman Polański che ancora riempie le sale con le sue “opere” e poverino non può rientrare negli States. Sembra che in effetti che per alcuni la legge vada interpretata. Giudici che assolvono lo stupratore perchè “i jeans troppo stretti fanno presupporre una disponibilità della sedicente vittima a calarseli…” o altri che danno un peso rilevante alle accuse di “ingenue” stelline del cinema “violentate” dal produttore di turno.
    Quello che non capisco è perchè le donne stesse, in generale, accettano questi distinguo e non si rivoltino!
    Giuliano

    1. Claudia

      Grazie ancora per la chiarezza e semplicità della risposta ( magari ci hai messo 3 giorni per scriverla, ma quello che ne esce e il pregio della semplicità. Tutti possono capire e condividere)
      Purtroppo la pedofilia fa parte di quelli che si possono considerare peccati solo se si crede nella verità di Dio. Se si vede con gli occhi misericordiosi di Gesù. Invece la società rinuncia a Dio, apre le porte a pedofilia ed altre storture e le accetta in nome della libertà individuale. Faccio un solo esempio: in California un ragazzino di 8 ( otto) anni può cambiare sesso con ormoni e operazioni senza il consenso dei genitori. Senza neanche dirglielo può prendere ormoni in dosi pesanti ed essere operato.
      Non può bere alcolici, non può votare, non può sposarsi, ma può decidere del suo corpo come vuole. Presto arriverà l’eutanasia. Se può fare tutto ciò, perché mai non potrebbe decidere di avere sesso con una persona più anziana di lui?
      La pedofilia resta un atto illegale in USA perché è comoda per buttare fango sulla Chiesa Cattolica. Nel momento in cui finirà il tormentone dei preti che hanno abusato, diventerà perfettamente legale. Non scommetto mai, ma su questo lo farei.
      Spezza il cuore solo a chi non è caduto nella trappola della libertà a tutti i costi e ancora crede nella vera legge della libertà: amare gli altri come se stesso. Ma Dio non ci lascia soli, ci ha riportati verso casa così tante volte e lo farà ancora. God bless you.

  3. Chiara

    Grazie Costanza come al solito per il tuo coraggio e la tua chiarezza.
    Dici “ non sono colta e intelligente come Ferrara” (affermazione con la quale sono in totale disaccordo!) ma comunque dimostri ancora una volta che La Sapienza del cuore non ha eguali ed è la più gradita a Dio!

  4. G.Paris

    Hai ragione su tutto e la difesa indecente di Ferrara e’ una brutta sorpresa pure per me.
    Anche nei salotti “buoni” di Parigi,quelli che sono stati complici e che lo hanno sempre difeso, stanno tremando.
    Ma qui avere un rapporto sessuale con ragazzini o bambini,prima di adesso, non e’ mai stato considerato un reato,anzi!
    Sono ancora visibili nella tv pubblica vecchie trasmissioni dove si riunivano scrittori e altro e dove si sorrideva delle esplicite relazioni con ragazzini.
    Adesso sarebbe impensabile ma e’ giusto che se ne parli e che quel fango ritorni a galla per non negarne l’esistenza e per dire MAI PIU’

  5. Silvia

    Apprezzo il coraggio di Costanza che espone con chiarezza la verità dei fatti denunciando il male e l’ egoismo di certi adulti. Non esiste alcuna giustificazione o analisi storica di fatto dinanzi a tali violenze che sempre lasciano esiti permanenti su psiche e fisico dei deboli che le subiscono. Ne sono convinta da cattolica, lo affermo con certezza da medico, ne sono preoccupata da mamma di adolescente, specialmente per quanto ci si possa aspettare tacendo o subendo queste argomentazioni, anche in contrapposizione con personalità di grande cultura e seguito mediatico, ma comunque in errore.

  6. Come psichiatra e psicoterapeuta ho sempre in terapia decine di casi come quello raccontato e posso dichiarare di essere d’accordo con ognuna delle parole scritte da Costanza!

  7. Giorgio Rastrelli

    Il celebrato ateo devoto.Nel momento in cui l’uomo diventa la misura l autocoscienza questo è il risultato.Etsi deus non daretur

  8. Giovanna Rispoli

    Cara Costanza,
    ancora una volta grazie, con chiarezza e semplicità esprimi la verità.
    Perchè non chiedi di rispondere a Ferrara sul Foglio con questo articolo che hai appena scritto?
    Bisogna che il tuo messaggio arrivi a più persone, invitandole a riflettere.
    Condivido in pieno quello che scrivi ed è una cosa inaccettabile quello che è accaduto ad una ragazzina di 14 anni. Matzneff non può in nessun modo essere giustificato: gli adulti non possono violare gli adolescenti, ancorchè consenzienti, approfittando in modo bieco di quella sete di affetto che per un qualche motivo l’adolescente si porta dietro.

  9. Alessandro

    Tutto ciò accade perché, quando l’uomo cessa di obbedire a Dio, comincia a obbedire a Satana. Ineluttabilmente.

    L’abiezione morale delle persone con cui vive l’adolescente Springora disegna uno scenario da teatro dello squallore sventuratamente reale, il cui impresario e burattinaio e manovratore incontrastato è satana.

    Il grande inganno del consenso che non è un consenso, carpito con suadente astuzia tanto da sembrare non carpito, è un inganno inconfondibilmente di conio satanico, gran maestro di inganni.

    Questo marciume c’è anche dentro la Chiesa.
    Il rimedio l’ha indicato Benedetto XVI: ritornare appunto a obbedire a Dio come unico assoluto Signore del bene. Non rivendicare le proprie libertà sessuali e morali (con il bel risultato di ritrovarsi schiavi nelle mani di Satana ghignante), ma obbedire a Dio, senza se e senza ma. Altrimenti le depravazioni morali e sessuali non finiranno, anzi peggioreranno:

    https://www.corriere.it/cronache/19_aprile_11/papa-ratzinger-chiesa-scandalo-abusi-sessuali-3847450a-5b9f-11e9-ba57-a3df5eacbd16.shtml

  10. Marco 29

    Gli abusi sui minori sono atti gravissimi. La pedofilia è orribile. Ogni storia ha una sua storia. Giudicare le persone è sempre sbagliato, giudicare le azioni è sacrosanto. Non esprimo giudizi su Matzeff. Occorre proteggere i bambini e ricordare che la pedofilia è un crimine. La letteratura è un’altra cosa. E gli scrittori hanno licenza di esplorare gli abissi.

    1. Alessandra

      Fa orrore leggere in calce all’articolo del 2009 “Matzneff è un vecchio signore soltanto leggermente osceno e la sua opera è un inno all’amore e alla libertà di espressione”….
      Non si parli mai di presunti consensi, di “piaceri” sottesi….questo “poeta laureato” è un pedofilo e chi lo difende pubblicamente condivide le sue perversioni….Peccato Ferrara, peccato…..è nobile rimanere accanto agli amici, anche a quelli che si macchiano di delitti inenarrabili, ma lo si fa in silenzio e in privato.
      Non ha scusanti invece tentare una loro impossibile pubblica difesa.
      La vita va difesa sempre, dal concepimento alla morte naturale, e soprattutto in quell’età più fragile e delicata che è l’adolescenza, dove basta poco a seguire vampiri travestiti da sirene ammaliatrici e a plagiare le coscienze. Anche queste, sono vite spezzate.

  11. Alessandro

    Comunque la cosa disgustosa, tra le tante, è che questo signore sia un pedofilo confesso e conclamato da decenni e non sia mai incorso prima nei rigori della legge.

    Quasi che patinare d’arte la pedofilia possa meritare impunità, e che punire un idraulico pedofilo sia giusto mentre punire un artista pedofilo sia moralismo bacchettone, puritanesimo ipocriti, e via… moraleggiando

      1. Alessandro

        La profanazione del santo e del sacro è conseguenza scellerata e inevitabile di un asservimento a Satana giunto all’infima degradazione del servo, ossia all’abbrutimento, ancorché smaltato di ipocrite raffinate parvenze artistiche.

        Si noti che negli esorcismi i demoni rivolgono epiteti ingiuriosi alla Vergine Santissima, che detestano massimamente, ma sono del tutto impotenti contro di Lei, poiché Ella è la purissima che nemmeno tutti i peccati di ogni tempo messi assieme possono contaminare e insidiare. Lei è già la vincitrice, tanto che quando compare Lei satana deve ritirarsi in buon ordine: satana è ontologicamente incapace, infatti, di opporre la benché minima resistenza contro l’Immacolata.

        Per cui il destino del servo di Satana – se impenitente – è noto: abusare in vita del nome della Vergine Santissima, quasi vantando e arrogandosi un potere su di Lei, ma in morte essere radicalmente impotente contro di Lei e ormai autoimpossibilitatosi a ricevere alcun beneficio di salvezza dall’impareggiabile mediazione corredentrice della Madre di Dio.

  12. Mario Grossi

    Stanno cercando di sdoganare la pedofilia usando l’argomento del consenso del minore come sempre più valido, sempre più conforme. La pedofilia diventerà un diritto come l’aborto. E chi saremo noi per giudicare ? La finestra di Overton ha già i suoi spiragli e, quando sarà aperta, quello che non entrava dalla porta entrerà da quella.

  13. Bradamante

    Anche a me questo libro sembra un primo spiraglio, la prima fase della finestra di Overton. Si sente in colpa per aver dato il consenso – ma intanto lo ha dato. Presto ne arriveranno altre che il consenso lo hanno dati senza pentimento, e si parlerà di amori censurati dai tabù della società patriarcale bla bla bla…

  14. FRANCESCO VENTIMIGLIA

    Provo pietà per Matzneff che sarà anche un grande scrittore, ma è certamente un povero uomo. Ho difficoltà ad averne per Ferrara che tenta di giustificarne la grave fragilità psicofisica con argomentazioni che, facendo leva su un presunto tacito consenso, in realtà accrescono il peso della violenza. Ed è questa particolare violenza che rende particolarmente infame abusare dei minori.

  15. Elena

    Approfittarsi di un’anima innocente è un crimine, e chi lo subisce da piccola/o essendo pura/o di cuore, non riesce a difendersi, perché non potrà mai immaginare la falsità e la cattiveria e la menzogna che si nascondono dietro questi predatori e manipolatori perversi. Quando poi si finge anche l’affettività, la vittima resta in uno stato di divisione totale psichico tra la sua fisicità e la sua affettività, non capisce più niente….
    Cara Costanza, grazie, è ora di dire la verità,
    un caro saluto Elena

  16. Pingback: Difesa di Ferrara su Il Foglio di Matzneff e della pedofilia

  17. Cinzia

    Una persona a me cara e molto vicina è stata abusata dai due ai dodici anni da chiunque entrasse nella cerchia di amici o conoscenti dei suoi genitori: parenti ragazzi vecchi di ogni ordine e grado. Ha rimosso tutti i ricordi fino all’età di 38 anni… fino a quando per malesseri ,dolori e forti contrazioni del corpo non si è ritrovata stesa su un letto a fissare il lampadario. Poi dei flashback hanno fatto riemergere una verità tremenda: i genitori la vendevano e si vendevano. Dopo anni di terapia ha ricominciato a camminare a prendersi cura di se e mi dice che ringrazia il Signore che non le è accaduto nella età della pubertà. I pedofili non hanno un timbro in faccia per cui puoi riconoscerli… certo chi è stato abusato lo riconosce subito ma c’è una legge interna molto forte nella vittima che finché può difende il carnefice. Non è solo un legame di amicizia che lega il giornalista al pedofilo! Credo di no e posso essere smentita come può essere smentito chi fa sesso con uno più grande di lui che grida al l’abuso . Il papà lava la sua bambina… la mamma che mette la piccolina di tre anni nella macchina di un vecchio e la rassicura che è un amico di papà, il cuginetto che gioca a fare la pipì nelle mutandine della bimba di quattro anni che cerca solo la sua mamma! Sono persone insospettabili! Il dottore che a casa del nonno ti deve visitare e ha le mani sudate, le labbra che si lecca di continuo e tua madre che aspetta per avere il denaro dopo la prestazione. Sono intoccabili e infallibili. I colleghi sapevano benissimo che era un pedofilo… sapevano chi era la piccola vittima ma l’omertà o il tipo di amicizia a cui accennavo li rendeva muti e ciechi. Per la persona a me cara è stato duro ammettere che in quei momenti il corpicino aveva dei fremiti e godeva… ora con suo marito vorrebbe tanto sentire qualcosa quando ha un lecito rapporto amoroso con lui. È condannata a non sentire nulla. So che nella sua storia ha provato a farsi del male a togliersi la vita ecc. Chissà se il bravo giornalista ha mai ascoltato qualcuna di queste vittime. Ad oggi la mia amica è seguita da un centro psichiatrico. Anche se volesse denunciare non la crederebbe nessuno. E anche se volesse pubblicare la su storia non ci sarebbe nessun bravo giornalista a prenderne le difese perché per lo stato e per la società lei è matta e i pedofili hanno diritto di scegliersi i partner… anche se minorenni anzi nel mio caso lattanti. Buona serata.

  18. Bardamante

    Io spero invece che non inizino adesso le testimonianze a valanga, perché vorrebbe dire rompere il tabù. Non sono del parere che il dolore delle vittime vada gridato al mondo, perché lungi dal sensibilizzare questo avrebbe solo l’effetto, dopo l’indignazione iniziale, di risvegliare la curiosità morbosa che risiede nella parte più oscura degli animi. Inoltre, ed è questo il motivo per cui non mi piace il libro di questa signora, vorrebbe dire sdoganare un argomento che deve necessariamente rimanere tabù, perché, lo abbiamo visto con tantissimi altri argomenti, ci si abitua a tutto, e ciò si cui oggi si parla per indignarsi prima o poi diventa un argomento conosciuto e finisce per suscitare una qualche simpatia. La pallina è già stata messa sul piano inclinato. Poi iniziano le storie strappalacrime nei Talk Show, dapprima trasgressivi poi sempre più di routine, escono un paio di fiction con due che si amano di un amore puro, peccato che lui ha 50 anni e lei 16, poi 14, poi lei diventa un lui… poi si inizia a dire che “c’è sempre stato”, che “i greci erano avanti, grande civiltà” e noi ancora appresso alla Chiesa cattolica, quanto abbiamo perso.., vi dicono niente i libri di Moccia, usciti anni fa? la finestra di Overton è già spalancata. E queste iniziative ci fanno solo proseguire verso il baratro. Non frega nulla a nessuno del “dolore delle vittime”, né di sbugiardare un intellettuale ormai attempato e intoccabile. Importa solo che si parli e si riparli di una storia di lussuria tra una 14enne e un 50enne e che la gente sappia che queste cose esistono.

  19. “Allucinante e totalmente inaccettabile”, difendere qualsiasi forma di pedofilia. Concordo pienamente. Il solo dover immaginare queste situazioni mi crea una repulsione quasi fisica, ma vorrei aggiungere un’altra considerazione. Non basta che non ci sia stata aggressione, violenza, ricatto. Il consenso di una bambina/ragazzina è troppo facile da ottenere, vorrei dire che se per assurdo immaginassimo anche una possibile “”malizia”” adolescenziale, parole e atteggiamenti magari anche provocatori, un adulto non ha mai nessuna scusante per aver messo le mani su una bambina, non a cinquant’anni.

  20. Bradamante

    Grazie. non è difficile prevedere quale sarà la prossima mossa: le vittime (ma anche i carnefici) si sentono in colpa, a disagio, traumatizzate? Qualcuno se ne uscirà che hanno solo interiorizzato lo stigma sociale (e dagli alla Chiesa…) e si lavorerà per liberarle e far vivere loro la propria natura in completa libertà (anzi pure con orgoglio). Naturalmente „lo dirà la scienza“. D‘altra parte, cosa si sente dire oggi chi si reca da uno psico-qualcosa dicendosi angosciato per una qualsiasi delle tendenze „varie ed eventuali“?

    1. Alessandro

      Certo che è così.
      Si salderanno

      1) l’affermazione che l’inclinazione pedofila/efebofila è riscontrabile in natura, e quindi (si noti il passaggio arbitrario) non può essere moralmente deplorevole, e se chi ne è portatore la avverte tale è lacrimevole vittima di un ingiustificato stigma sociale introiettato

      2) l’affermazione che una inveterata cultura sessuofoba repressiva ha soffocato la naturale inclinazione del fanciullo all’esperienza sessuale in senso lato, sicché è scoccata l’ora di affrancare questa naturale inclinazione dalle pastoie bacchettone

      Metti insieme 1 e 2 e vedrai il risultato.

      Mettici poi che tutto finirà nello sconcio tritacarne mediatico, in cui ogni dibattito sulla pedofilia (anche quello in cui risuonassero stentoree voci di condanna) finirebbe per veicolare complessivamente un messaggio pro-pedofilia ( o quantomeno per suscitare nell’utente sentimenti di confusione e dubbio che sono altrettanti spiragli), perché il medium non è affatto neutrale, tutto permeato com’è del politicamente corretto iperlibertino…

      1. Bradamante

        Già. Siamo anche più avanti di quanto realizziamo. Da un lato in paesi “più avanti” il pedofilo non è più un mostro senza possibilità di appello (tranne se porta una talare, si capisce). Sono facilmente reperibili in rete dei simpatici ted talk che giocano la carta del “e se succedesse a tuo fratello?”. Dall’altra la sessualizzazione precoce dei bambini è lanciata a briglia sciolta, sia con le vituperate lezioni di educazione sessuale che con una moda fra i prepuberi che pochi decenni fa avrebbe fatto arrossire la più coriacea delle libertine. Il primo passo è stato fatto tempo fa da intellettuali alternativi ammantato da “provocazione” (ma senza volersi accollare la reazione), passando di conseguenza inosservato. Ho veramente sentito mamme di bambini molto piccoli affermare che la presunta purezza dei fanciulli è stata un’azione repressiva della Chiesa – e come ti sbagli?
        La lotta sia contro la natura che contro le (grandi) civiltà passate è già persa. (By the way, un giorno mi spiegheranno come si spiega il fenomeno di abbracciare costumi vecchi di millenni in nome del “progressimo”. Magari anche affermando che Nostro Signore sarebbe stato d’accordo perché rivoluzionario, peccato che la rivoluzione andasse nell’altro senso… è un cane che si morde la coda.) Comunque, visto che il dibattito è ormai aperto anche in Casa Chiesa, vedrai come unica via di uscita la citazione di MT18 1-20 invece di spendere tante parole. A dialogare con i serpenti, pur con le migliori intenzioni, si sa come finisce. Inutile, come si è fatto durante tutte le battaglie miseramente perse negli ultimi decenni, mettersi sul piano del nemico, spiegare e rispiegare razionalmente, citare la scienza (è in vendita!), la consuetudine (cambia!), la sociologia, la morale (per carità!). Saranno i cattolici almeno questa volta in grado di contrapporre un semplice e fermo NO, perché lo ha detto Cristo?

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