Provare a parlare di vita reale

courtesy Piergiorgio Marini

di Costanza Miriano

Ho letto su Dagospia che Mughini sostiene che le presentazioni di libri non hanno più senso, che le persone che ci vanno sono sempre di meno, che di recente una sua è stata praticamente disertata, che “Non esiste più un linguaggio comune, immediatamente percepibile ai più. Se vai al di fuori del seminato _ ossia che Salvini è un mostro oppure un salvatore del Paese _ il pubblico medio non capisce, non ti segue, non gli interessa, non è preso nemmeno un po’. Figurati poi un libro, quell’assieme di pagine senza figure e che non danno alcun brivido”.

Volevo dire che credo che non sia per tutti così. Tanto per fare alcuni nomi che conosco, Don Fabio Rosini, padre Maurizio Botta, don Luigi Maria Epicoco riempiono sempre saloni sterminati, e nessuno di loro nomina mai di striscio Salvini, e neanche il tango della signora Ronaldo.

Anche io nel mio piccolo sono anni che vado in giro una volta a settimana in teatri parrocchiali, chiese, saloni vari, e a volte ci sono solo posti in piedi (questa foto è dell’ultimo incontro, venerdì scorso a Cesena, nella foto solo la navata centrale, e dopo che molta gente se ne era già andata, le due navate laterali non sono entrate nell’inquadratura). A volte ci sono seicento persone, a volte meno della metà, a volte magari centocinquanta, ma non mi è mai successo in tanti anni che ci fossero solo trenta persone. Perché se parli di cose che corrispondono alla vita degli altri, la gente ti viene a sentire. Trova un’appartenenza, un luogo dove riconoscere ciò che sperimenta. Sono persone che se guardano la tv si sentono dei pazzi contromano in autostrada, ma che nella realtà, in quella strana cosa chiamata mondo reale, sono la stragrande maggioranza, che però non trova alcuna rappresentazione né forse rappresentanza. Persone che lavorano e mandano avanti famiglie, che sono alle prese con problemi reali, parlo di cose normali, tipo che uomini e donne usano un linguaggio diverso, che gli uomini non sono responsabili di tutti i mali del mondo, neppure se bianchi, eterosessuali cattolici, parlo della solitudine originaria (copyright GPII) che c’è in ogni relazione, parlo dell’altro come segnaposto del totalmente Altro, cioè di Dio, parlo di educazione, figli, della necessità di padri solidi e madri presenti, della conciliazione quasi impossibile lavoro-famiglia, della fregatura che è stato certo femminismo.

courtesy Piergiorgio Marini

Lo faccio per oltre un’ora e mezza, e poi rimango almeno altrettanto tempo a salutare, ascoltare storie, condividere pezzi di vita fino a tarda notte. A volte devo dire di no a qualche invito (per quanto no sia una parola quasi impossibile per me), e ho qualche impegno perfino a marzo 2021. Se vai a dire cose di buon senso, anche se non sei una grande scrittrice, e forse manco una scrittrice, come è nel mio caso, la gente viene a sentirti, perché desidera ascoltare parole che nei canali mainstreaming non circolano mai. Non credo che siano in crisi i libri o la scrittura. E’ in crisi l’elite intellettuale, drammaticamente lontana dalla realtà.

 

27 pensieri su “Provare a parlare di vita reale

  1. Sacrosanto, se non che Mughini è davvero mal descritto dall’espressione “élite intellettuale”. E’ molto più vicino alla “vita vera” di quanto un paio di frasi isolate lascino credere 😉

  2. Alessandra

    “persone che se guardano la tv si sentono dei pazzi contromano in autostrada” Grazie per questa perfetta descrizione. Ma col conforto e la lucidità dei tuoi scritti, vedendoci in tanti alle tue presentazioni magari scopriremo anche che possiamo invertire l’ordine di marcia!

  3. sante parole !!! il problema è che la così detta elite e’ da mo’ fuori della realtà di tutti noi !! ed i mass media si sono troppo sputtanati per riuscire ad educare le masse che non sono ignorante per niente !!!

  4. Pat61

    Buongiorno guido
    Sono di Cesena
    A marzo Costanza è venuta nella nostra parrocchia.
    Non ho saputo dell’incontro di venerdì scorso altrimenti la avrei ascoltata come sempre molto molto volentieri.
    Premetto che non ho facebook, chiedo se viene pubblicato da qualche parte un calendario con le uscite di Costanza (anche se non aggiornato perché immagino che sia impegnativo star dietro a tutto).
    Grazie infinite

  5. Maria Chiara

    Cara Costanza, condivido in pieno le tue parole! Proprio la scorsa settimana mi sono trovata a discutere con una mia amica ,che ha appena scritto il suo secondo libro, sull’importanza non solo dei contenuti ( il suo romanzo parla di verità , ovvero la storia di una neo-mamma con tutte le fatiche e le gioie del caso!), ma anche delle parole che debbono e possono essere utilizzate per Dire la Verità !
    Sembra quasi che in alcuni contesti sia quasi vietato poter utilizzare certi vocaboli, o perché desueti e non più in voga in questi tempi , o perché troppo diretti, incisivi, Veri!
    Mi sa che il punto è sempre lo stesso: quando si parla di Verità e si usano termini e concetti che la esprimono le persone vengono attirate e le sale si riempiono. Quando invece si parla del Nulla o in virtù della Menzogna, ecco che c’è il deserto, nelle sale , perché per entrambe c’è già tanto spazio pieno di seguaci che sono tv e social!

  6. adele

    buongiorno, purtroppo no ho mai avuto la fortuna di ascoltare la sig,ra Costanza dal vivo, però la seguo su facebook e ammetto che le sue parole toccano il cuore. Siamo catapultati in questa società che io purtroppo definisco “malata” pertanto questa perle di saggezza ti danno la forza di andare avanti comunque… e in ogni caso… sapendo che qualcuno dall’Alto ci guida e ci sostiene…grazie signora Costanza… Se un giorno dedice di venire in Puglia, sarò onoratissima di stringerle la mano. un abbraccio

  7. Alessandro

    La consorteria intellettuale 2.0 è lontana dalla realtà proprio perché altrimenti non sarebbe sé stessa, cioè la classe sacerdotale che veglia occhiuta sul culto globale del Politicamente Corretto ossia dell’Ideologia dell’ antirealta’, che non solo disconosce la realtà ma mira (in una sorta di folle, luciferina controcreazione anticristica) a violentemente impedire alla realtà di essere sé stessa (vedasi paradigmaticamente l’ossessione gender) e punire quanti la difendano strenuamente.

    È vero che da questa casta dell’Antirealta’ tanti non si sentono affatto rappresentati, ma è pure vero che la dittatura dell’Antirealta’ è potentissima e detiene tutti gli strumenti, gangli e filiere di controllo sociale (si pensi anche solo ai social, semionnipotenti mezzi di omologazione coatta subdola al mainstream) necessari a fare proselite tutte le genti e a reprimere i dissidenti, a livello locale e globale, sicché sarà sempre più difficile resistere all’indottrinamento coattivo e già moltitudini vi si sono arrese.

    Se così non fosse, se i dissidenti facessero massa critica, se la dittatura si sentisse veramente minacciata nella sua sopravvivenza, vedremmo già i carri armati in piazza e il sangue che scorre. Ma davvero, la mia non è un’iperbole.

    Morale: occhio, perché i dissidenti sono tollerati finché sono ritenuti non troppo nocivi. Poi li si perseguita e li si elimina senza remora alcuna.

    1. Francesco Paolo Vatti

      Verissimo, Alessandro! Poi, purtroppo, fra quelli che non sono rappresentati, una buona fetta ritiene che questi signori non stiano facendo nulla di male, che debbano poter dire le loro ragioni, che alla fine bisogna includere e non escludere, e via di seguito….

      1. Alessandro

        Esatto, Francesco.
        Costoro, purtroppo, sono quelli che fanno il gioco del sistema illudendosi di osteggiarlo. Si sentono bene con sé stessi perché si lusingano di essere anticonformiste, acute coscienze critiche, ma non lo sono.

        La dittatura non chiede niente di meglio: avere avversari che la assecondano (e quindi la reclamizzano gratis) la esonera dallo spendere il benché minimo sforzo per rintuzzarli.
        Sforzo zero, beneficio massimo: che cosa può chiedere di più una dittatura?

    2. vale

      @alessandro

      mi sembra di rileggere le stesse considerazioni su massa,rassegnazione,dissidenti dell’ultima biografia di vaclav havel da poco uscita.

      vuol dire che i “sistemi” del potere, non cambiano, ( leggersi a.cochin sulla rivoluzione francese,per es.)

      ora non so che libro presentasse mughini. ma sul linguaggio non ha tutti i torti. che oramai, a secondo del “circolo” che si frequenta le parole , i concetti, assumano significati diversi mi pare evidente.

      ( vorrei vedere la Miriano in un contraddittorio con enzo bianchi di bose per vedere che ne viene fuori)

      1. Alessandro

        @vale

        penso proprio che i sistemi di potere pre-potenti non cambino mai, adattano i loro metodi ai nuovi mezzi a disposizione.

        Quanto alle parole, niente da dire: “fratellanza” in bocca a Macron e al politicamente corretto egemone significa qualcosa di assai poco fraterno nei confronti di un cattolico che predichi “fratellanza” in senso cattolico, cioè conforme a verità.

        Ma perfino in ambito cattolico (cioè in teoria nello stesso “circolo”), c’è forse accordo su che significhi “misericordia”, “dialogo”, “castigo”?

        Grande è la confusione sotto il cielo.
        Poi Dio provvede…

  8. Valeria Maria Monica

    Il fatto è, Costanza, che tu sei proprio speciale… Il Signore ti ha fatto questo dono: di avere idee chiare, coraggio e arguzia nell’esprimerle, e una dolcezza e amabilità che ti rendono irresistibile.
    Avevo già letto tutti i tuoi libri quando ti ho ascoltato dal vivo, e sebbene conoscessi già molto delle tue idee e del tuo humour, dal vivo ti ho trovata ancora più incantevole di come ti immaginavo.
    Uscendo dalla conferenza mia sorella commentò: è una persona che ti fa venire voglia di averla per amica.
    Grazie Costanza di “trafficare” con tanta dedizione i talenti che il Signore ti ha donato: Lui ti ha donato tanti talenti, e la tua generosità nel servirlo li moltiplica per il bene di tutti noi, tuoi lettori e amici, che troviamo tanta verità nelle tue parole, sia quando scrivi, sia quando parli.

  9. Pingback: L'élite intellettuale? drammaticamente lontana dalla realtà

  10. stefdo64

    Parlare di vita reale, della quotidianità, è un tema al quale oltre alle elite, va aggiunta anche una gran parte della classe politica nostrana, sono ben lontano dal mondo reale .

    1. Francesco Paolo Vatti

      E’ da molto tempo che la classe politica non conosce più la realtà: non sanno cosa voglia dire fare la spesa, prendere un treno, dover stare negli orari e via di seguito…. Non sono neanche sicuro che sia tutta colpa loro….

      1. stefdo64

        Condivido in pieno. Siamo testimoni di una classe politica che, è lontana dalle necessita dei cittadini, piegati su se stessi dalla loro tracotanza. La colpa è la soltanto ns, in quanto ce li mandiamo noi sugli scranni .

        1. Beppe

          I politici conoscono perfettamente la situazione sociale di questo paese.
          Non sono lontani dalla vita reale : sono semplicemente impotenti, perché in questi decenni si sono commessi errori troppo gravi, ai quali non si può pensare di porre rimedio.
          Questi errori sono il frutto di una generazione che, avendo perso ogni ritegno morale, è corsa dietro ad ogni modo per far soldi, creare posti di lavoro e generare opportunità di carriera.
          Perché è questo che avevano in testa : soldi, posti di lavoro, carriere.
          A questa trinità pagana è stato sacrificato tutto.
          Politici, giornalisti, imprenditori, intelletuali, sono tutti come galli che siedono tronfi su cumuli di sterco.

          1. Francesco Paolo Vatti

            Può darsi, Beppe. Però, il loro modo di parlare è spesso così ingenuamente arrogante da far pensare che proprio non sappiano di che parlano.

  11. Beppe

    ho provato a rileggere una rivista di 20 anni fa.
    Una rivista “seria”, si badi bene.
    Ne è venuto fuori uno strano collage di idee farlocche, previsioni che si sono dimostrate tragicamente sbagliate, errori madornali di valutazione generati dall’incredibile superficialità degli autori di quegli articoli.

  12. Claudia

    Io sono una della foto…. Posso dire che per me incontrare Costanza è sempre emozionante perché da circa 8/9 anni accompagna il mio matrimonio, la mia famiglia, mi fa ridere moltissimo perché vivo le stesse scenette domestiche e così non mi sento sola, poi mi trasmette la chiarezza del giudizio e la forza di dire ciò che è bene e ciò che non lo è… Grazie per questa compagnia virtuale meravigliosa!!!!

  13. roberto

    Spesso ai convegni ci sono cinque – sei persone a parlare.Dopo trenta minuti le persone cominciano a non capire quello che dicono.Ma la cosa più grave che poi manca il tempo del dialogo col pubblico che è fondamentale perché si sviluppano nuove osservazioni ed idee.L’ideale due persone parlanti e molto dialogo col pubblico.

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