Contro i falsi miti di progresso – VIDEO

Come promesso ecco il video della serata del 19 maggio 2014 all’Auditorium Antonianum di Roma.

Il video circa due ore ed è la versione quasi integrale (è stato tolto solo lo spezzone del servizio di Pif  su MTV per ragioni di copyright, ma per chi fosse interessato QUI c’è il link in particolare i minuti dal 4’31’’ al 6’44’’).

Ringraziamo il rettore della PontificiaUniversità Antonianum prof. Martín Carbajo Núñez per averci messo a disposizione la splendida struttura, lo staff dell‘Antonianum e in particolare Alessandra, Margherita, Mauro e Daniele per l’accoglienza, la disponibilità e la professionalità.

MS

 

98 pensieri su “Contro i falsi miti di progresso – VIDEO

  1. Sergio

    Grazie! Promessa mantenuta…ora però serve mantener un’altra promessa: il video integrale che è stato proiettato a spezzoni durante la serata. Non vedo l’ora di mandarlo a chi pensa di turarmi la bocca con la pretesa scientificità delle sue posizioni. 🙂

  2. Elvis

    Se si clicca sul link si visualizzano i video di ‘famiglie arcobaleno’ ….. Qualcuno sta boicottando? ….

  3. Martina

    Sei fantastica!! Mi sto drogando dei tuoi libri, i quali mi sono stati consigliati per aiutarmi ad affrontare e uscire dalla mia crisi matrimoniale. Leggere e ascoltare le tue parole sono di grande aiuto, la società ci sta rovinando e se non fosse per persone come te, ci faremmo trascinare tutti (o quasi) nel vortice dei falsi miti!
    Forza Costanza Miriano!!

  4. Condivido tutto e sono arruolata nella stessa battaglia. Solo volevo sottolineare un rischio : dire che è orribile che vengano abortiti feti che in realtà probabilmente sarebbero nati sani è comunque riconoscere una superiorità ontologica che NON è. Tenere un figlio malato costa dolore e fatica. Anche. (non solo! )Ma è giusto.

    1. Paola Belletti:

      …perché vuoi usare per forza l’aggettivo “ontologico?
      Bastava invece che tu dicessi “riconoscere la superiorità del sano rispetto al malato”, che è poi quello che volevi dire.
      Superiorità che non esiste (ovviamente) in quanto tale.
      Tenere un figlio malato (facendolo nascere, per ipotesi, sapendo che sarà malato ) non è né giusto né ingiusto.
      Come non è né giusto né ingiusto non tenerlo (non facendolo nascere).

  5. 61angeloextralarge

    A pezzi… ma me lo guardo molto volentieri! Sempre, ovviamente, beati i presenti.

  6. Filosofia zero come pensi di sapere quello che veramente volevo dire? Ontologico è proprio l’unico termine adatto. che riguarda l’essere.Le parole hanno senso e potere.anche i nomi e i cognomi. I tuoi? Cosa significa che non è nè giusto nè ingiusto? Che vale tutto. Come infatti in tanti dite. Allora vale l’idea del più forte. Ti chiedo di non intavolare polemiche sterili. Ontologico è anche il problema della diagnosi preimpianto. Io genitore mi metto al di sopra di te figlio e scelgo. Il mio essere vale di più. A me un mondo così come dice magnificamente Mario Adinolfi fa proprio schifo.

  7. Ontologìa è la scienza dell’essere in quanto essere. Se vuoi usare ontologico usalo pure.
    Che non è giusto né ingiusto vuole dire che non ricade nell’ambito della giustizia.
    Casomai, volendo, più “giusto” usare gli aggettivi bene e male.
    Che il mondo fa schifo lo dicono (quasi) tutti indipendentemente dal magnifico Adinolfi.

    1. Ontologìa è la scienza dell’essere in quanto essere. Se vuoi usare ontologico usalo pure.
      > Anche la Cosmologia è una scienza (e con valenza anche filosofica) e pure “cosmico” si usa..

      Che non è giusto né ingiusto vuole dire che non ricade nell’ambito della giustizia.
      > Dipende a quale “giustizia” ci si riferisce…

      Casomai, volendo, più “giusto” usare gli aggettivi bene e male.
      > Perché così forse non avresti avuto da ridire??

      Che il mondo fa schifo lo dicono (quasi) tutti indipendentemente dal magnifico Adinolfi.
      >”Un mondo così” non è necessariamente riferito al mondo come è ora… che lo dicano (quasi) tutti è molto opinabile. Hai statistiche?

      Caro, Alvise…. 😉 😐

  8. admin

    da Avvenire del 22 maggio 2014:

    Tutelare i più deboli la sfida di sempre

    Bisogna proprio guardare i volti per capire. Attenti, emozionati. Fissi sulle immagini che scorrono nella sala buia. Si racconta l’ideologia del gender, il matrimonio omosessuale, l’utero in affitto, la fecondazione assistita, l’aborto, l’eutanasia, l’eugenetica. «Falsi miti di progresso», recita una scritta che presenta la serata. Falsi miti che sembrano “liberare” quell’umanità che vuole trasformare i propri desideri in diritti e che invece la conducono verso la negazione di sé andando, in diversi modi ma dentro una stessa logica, all’assalto del più debole: il bambino che deve nascere, la donna nel suo ruolo materno, l’adolescente a scuola, l’anziano malato o disabile.

    È sera, sono le 21 di un lunedì di maggio. La sala dell’Antonianum, a Roma, è incredibilmente piena. Ci sono famiglie. E ci sono giovani. Soprattutto giovani. La narrazione è efficace, le parole sempre calibrate, il messaggio “contagioso”. Si riflette guardando spezzoni di film dei Monty Python o documentari girati in Norvegia, terra promessa dell’ideologia del “gender” dove però un comico ne scopre tutta l’inconsistenza. Parlano tre scrittori: Mario Adinolfi che con il suo “Voglio la mamma” ha aperto un fronte all’interno del campo che si dice progressista, ma che è ancora irregimentato dalle visioni che stanno alla base di disegni di legge alla Scalfarotto; Costanza Miriano e Marco Scicchitano. Parla padre Maurizio Botta, della Chiesa Nuova di Roma, bravo a legare le immagini alle parole. Si muove sul palco, sa comunicare, anche coi gesti. Parla di «missione» e cerca nuovi missionari capaci con convinzione di opporsi ai falsi miti di progresso.

    Le storie impongono un di più di riflessione. Mario Adinolfi racconta di Elton John, del suo “matrimonio” con il “marito” David, della loro decisione di avere un figlio che si scontra con il limite di natura, del casting per cercare «un eccellente utero» da affittare, dei duecentomila dollari pagati a una donna canadese che ha venduto così quanto di più intimo una donna possieda: la maternità. E poi lo sperma di Elton John mescolato a quello di David, in modo che il figlio non possa mai conoscere il vero padre così come non potrà incontrare la vera madre: il contratto lo impone.

    Ci si guarda. Come per interrogarsi, come per sollecitarsi reciprocamente a una reazione. Ma è ancora la storia a tenere la scena. Nasce il bambino. Si chiama Zack. Viene adagiato sul petto della madre, ma solo per qualche secondo. Poi viene strappato da quel seno che naturalmente stava cercando e viene consegnato alla ricca coppia di uomini che se lo sono comprato. Zack piange, piange inconsolabile. Elton John racconta in varie interviste di quel pianto, durato due anni. E di come lui, per due anni, tentando di consolare il piccolo, ha mandato il suo jet privato in Canada per raccogliere quotidianamente il latte materno della donna che aveva partorito Zack. La conclusione non è un giudizio. Non è un atto d’accusa. Ma è tutta in tredici parole “rubate” a un’intervista-confessione del cantante al “Daily Mail”: «Quando Zack capirà di non avere una madre, gli si spezzerà il cuore».

    Racconti e immagini scuotono volti e coscienze. Nei tanti che riempiono la sala si fa largo la sensazione quasi fisica di errori e orrore che reclamano un impegno. Ma non isolato. Un impegno che tenga conto della durezza del momento e si allarghi alle grandi questioni sociali. Già perché temi etici e temi sociali devono essere uniti, per i cattolici e non solo per loro, da un filo rosso che non è poi difficile da individuare: la difesa dei soggetti realmente fragili, manipolabili e purtroppo spesso manipolati. Perché oggi la sfida vera è trovare le parole giuste per uscire dai propri recinti e andare in «missione» nel mondo, per testimoniare che si può vivere in un altro modo. Per mettere da parte le timidezze che spesso hanno condannato i credenti all’irrilevanza. Oggi la sfida è rinnovare un impegno, declinandolo con umanità e compassione, consapevoli che il passaggio centrale è stare sempre e comunque dalla parte del più debole. Sulle grandi questioni sociali e sulle grandi sfide etiche, che delle questioni sociali sono il cuore.

    Arturo Celletti

    http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/tutelare-i-piu-deboli-sfida-di-sempre.aspx

    1. 61angeloextralarge

      Zack ha già scoperto di non avere una madre, sin dall’inizio del suo pianto. Amore di plastica.

  9. Lucia

    “chi non ha un bidet al posto del cuore” é diventata la mia frase preferita ufficialmente! Comunque grazie Costanza/Admin per aver condiviso il video. Ho avuto modo di non buttare il tempo in uno dei miei pranzi solitari oltreoceano!

  10. Cara Costanza, seguo il tuo blog da parecchio.
    Non ho mai scritto, ma vorrei raccontarti e ringraziarti per oggi pomeriggio.

    Due mesi fa mi sono laureata a milano in una materia scientifica. Mentre tutti i miei compagni praticamente lavorano già, io… organizzo il mio matrimonio! …E nel frattempo l’esame di stato e il trasloco in UK, sì perchè il mio lui lavora lì e lì mi trasferirò.. ragion per cui ancora non avevo iniziato a cercare un lavoro, ammazzando feroci sensi di colpa.

    Il mio è uno di quei rarissimi campi in cui ancora ti telefonano a casa per proporti colloqui di lavoro. Due settimane fa per l’appunto mi chiamano e io ho accettato di andare a vedere. Tra me e me pensavo: “massì lo facciamo per fare pratica, per rompere il ghiaccio con questi benedetti colloqui, così quando sarà in inghilterra almeno avrò una vaga idea di cosa aspettarmi”, eccetera eccetera.

    Insomma oggi sono arrivata all’ultimo colloquio con questa azienda e mi avrebbero assunta. Azienda bellissima, persone bellissime (se uno riesce a starti simpatico pure quando ti rivolta come un calzino in un colloquio!), posizione interessante, stipendio che penso di non aver mai visto tutti questi soldi insieme in tutta la mia vita. Ma bisogna rinunciare.

    Approdo sul treno e a fianco a me una madre esasperata di un bimbo che emette urla oltre la soglia dell’udibile.. O Signore tra un anno potrei essere così?? Diceva un fotografo-scrittore-padre inglese “io sono britannico, non ho paura della morte, ma di una scenata in pubblico sì”.

    Poco a poco i pensieri che aleggiavano da settimane si sono concretizzati: ecco sono un povera martire che rinuncia ad un lavoro bellissimo per inseguire il suo lui, per sposarsi a XX anni (mooolto meno della media e mooolto prima della menopausa), ma che forse sto andando troppo di corsa? Ma che forse gli potevo chiedere di aspettare almeno un anno? Non me lo merito anche io di fare un po’ di esperienza? Di “godermi un po’ la vita” (come se dopo sposati uno non si divertisse più)?

    Poi un po’ perchè mi stavo per mettere a piangere, un po’ perchè avevo bisogno di tirarmi su, un po’ per scacciare i brutti pensieri, ho aperto il tuo nuovo libro (comprato al volo in libreria in stazione, solo perchè era in sconto lo ammetto!). Tempo un paio di pagine ho capito una cosa, in realtà una cosa capita da tempo ma che chissà come puntualmente mi scordo, me lo scordo quando smetto di farmi le domande vere e seguo quelle del mondo.
    E cioè che quando il mio io diventa troppo ingombrante finisco per perdere la strada. La mia strada è chiara come il sole, ha un nome e un cognome e un’indirizzo (e adesso anche le tendine alle finestre e il cesto per i panni sporchi!) e se non lo capisco sono un’idiota. Non saranno un camice e dei tacchi a spillo a farmi felice, sarà una roccia di fedeltà, un binario guida che mi starà vicino anche quando sarà calvo e io avrò le vene varicose. Che magari un camice e dei tacchi a spillo li trovo pure lassù! Mettendo da parte il mio io per fare spazio a lui e a tutte le persone che busseranno alla nostra porta io sarò felice. Lo so perchè l’ho già sperimentato. Non mi importa se è del tutto contro la logica di questo mondo. O perlomeno cerco di fare in modo che non mi importi!
    Volevo ringraziarti per avermelo ricordato e perchè quando leggo il tuo blog e chi commenta sento che in questo strano mondo c’è posto anche per la mia nuova (quasi) famiglia!

    E’ finita che mi sono messa a piangere lo stesso, ma il macigno sul cuore non c’era più 🙂

    PS Per le interessate: un matrimonio si può benissimo organizzare in quattro mesi, scrivendo una tesi nel frattempo (è un ottimo metodo per dimagrire lampo) e vivendo in due paesi e tre città differenti.
    PPS Se a qualcuno di voi avanza un atto di volontà per dire una preghierina per la nostra nuova famiglia lo ringraziamo tanto!!!

    1. 61angeloextralarge

      Ila: arrivo tardi, ma voglio lasciarti i miei occhialini rosa come dono di nozze. Finché farete di tutto per stare assieme nel vincolo del matrimonio questo strano mondo sarà un po’ meno strano. Auguri e preghiere assicurate.

  11. cappellaniauniroma3

    L’ha ribloggato su Cappellania Università degli Studi Roma Tree ha commentato:
    Ottimo evento di riflessione sui temi dell’ideologia del gender. Ho molta stima per gli interlocutori dell’evento, hanno il desiderio di difendere la cultura dalle ideologie che minacciano un sano realismo e attenzione ai veri bisogni delle persone nella società. Difendiamo la cultura, difendiamo la verità, difendiamo i veri valori!

  12. Giovanna Dalla Valle

    Vorrei ringraziarvi perché anch’io a volte ho l’impressione che tanti per comodità vivano in una bolla trasportata dal vento e dalle parole false di chi strilla di più, invece che ascoltare le parole del cuore e della ragione. Ho partecipato ad un convegno organizzato con le migliori intenzioni da alcuni giovani che sono rimasti spiazzati da quanto detto loro soprattutto da un sacerdote presente. Vi aspettiamo anche a Verona, e sono sicura che riusciremo a trovare una sistemazione adatta per questo evento. Vi prego di contattarmi!!!

  13. admin

    Questo video è stato pubblicato giovedì, in poco più di tre giorni ha superato quota 4000 visualizzazioni su Youtube!
    Non ho termini di paragone ma per un video di due ore dove ci sono essenzialmente persone che parlano mi sembra un risultato veramente eccezionale, che fa bene al cuore (come ha detto Mario Adinolfi alle 600 persone che riempivano la sala).

  14. Giusi

    Mario Adinolfi
    1 minuto fa ·

    Repubblica fa questo titolo che vedete sotto. Peccato che affittare uteri sia in Italia una pratica illegale oltre che intrinsecamente oscena e dunque condannabile anche se praticata all’estero, che due uomini non possano ancora concepire un figlio, che il matrimonio gay in Italia non esista. Tre errori non casuali in un titolo solo, per farvi abituare all’idea che tutto sia bello e glamour. Invece quel bambino che sta per nascere è oggetto di una compravendita che vi spacciano per “amore”, invece sono solo soldi, perché l’amore (quello vero) non si affitta. Perché l’amore, quello vero, non priva il bambino pochi istanti dopo il parto del rapporto con la madre, per una somma di denaro. http://bologna.repubblica.it/cronaca/2014/05/24/news/sergio_lo_giudice_il_senatore_arcobaleno_dopo_il_matrimonio_gay_aspetta_un_figlio_con_il_marito-87004380/?ref=HREC1-9

    1. Giusi

      Mario Adinolfi
      39 min ·

      Abbiamo lanciato l’allarme ieri e in tutte le presentazioni di VLM. Oggi
      tutto si verifica: una paginata intera di Repubblica, la pagina 21, per intervistare il senatore Lo Giudice e fargli fare il peana del matrimonio gay e dell’utero in affitto, fargli dire che non dobbiamo usare quest’espressione, dobbiamo dire “gestazione per altri”. Nelle trenta volte in cui abbiamo presentato Voglio la mamma in giro per l’Italia, lo abbiamo ripetuto sempre: ci costringeranno con la psicopolizia a usare una neolingua. Nella neolingua la donna che ha dato alla luce il “loro” bambino non è una mamma. Anzi la parola mamma quel bambino non deve usarla mai. Non deve pensarla mai. E quella donna a cui la coppia gay e di sinistra del senatore Lo Giudice ha comprato l’anima comprandosi la sua maternità? “Le mandiamo ogni tanto delle foto del bambino”. Contro questo orrore, ora e sempre resistenza.

  15. Giusi

    L’ho finalmente guardato. Notevoli le doti di comunicatore di Padre Botta. Ma perchè TV 2000 non lo manda in onda? Cosa osta?

    1. Io l’ho scaricato in HD… appena ho un paio d’ore (fosse facile…) me lo guardo.
      Ma già i primi 15 minuti, promettono bene 😉

  16. Giusy:

    …ma abbi pazienza! Potrebbe anche darsi che non gli garbasse a lui che lo mandassero “in onda” (cosa che deporrbbe a favore della sua intelligenza)! O forse te potresti dire che dovrebbe farlo per “obbedienza” in modo da mettere a frutto il dono di “comunicatore” che il Signore gli ha fatto? Sì o no?

    p.s. CAVE TELEVISIONEM!!!

    1. Giusi

      Non era questo il concetto Alvise. Mi chiedo come mai a divulgare questi argomenti non si presti nemmeno la TV della CEI, non dico la “cattolicissima” RAI 1. Le doti di comunicatore sono un di più.

          1. Pittima è un ottimo termine…

            “Pittima”: Persona noiosa e lagnosa, seccatore.

            Grazie a chi lo ha “rispolverato”… era un termine che il mio amato padre usava spesso e che mi ha riportato a tempi andati 😉
            Penso lo reintrodurrò nel fraseggio con i mie di figli (che come tutti i figli, fanno spesso le pittime!)

            1. Alessandro

              pìttima1 s. f. [lat. tardo epithĕma, dal gr. ἐπίϑεμα, propr. «ciò che è posto sopra»]:

              ant. Decotto di aromi nel vino (anche epitema e epittima), che in passato si applicava caldo sulla regione del cuore, o del fegato, o dello stomaco, a scopo terapeutico, come un impiastro.

              2. fig.

              a. Persona uggiosa, fastidiosa, che annoia con le sue insistenze o le sue lamentele (cfr. gli analoghi usi fig. di cataplasma e impiastro): è una p.; non riesco a liberarmi di quella p.!; non fare la pittima!

              Ricordate la canzone di De Andrè? Li “pittima” è un uomo pagato dal creditore perché, stando sempre addosso (come una pittima, appunto) al debitore rinfacciandogli la morosità, lo spinga a saldare il debito (anche se la pittima di De Andrè ha mani piccole ma cuore grande, e si narra che “quando la vittima è uno straccione gli dà del suo”…):

            1. Bella questa… se ci credi sei più “avanti” di molti di noi (di me di sicuro…!)
              Ma ho il dubbio tu lo scriva solo perché… “suona bene” 😉

              1. Giusi

                E’ un tormentone ricorrente: lui fa la parte di quello che non vale niente, a dir la verità nessuno di noi vale niente perchè non esiste niente, veniamo dal niente e finiremo nel niente: lui in Svizzera con l’eutanasia……

                1. “…a dir la verità nessuno di noi vale niente perchè non esiste niente, veniamo dal niente e finiremo nel niente”

                  Concetto Alvisiano presumo… non certo Cristiano. 😉

  17. JoeTurner

    “I giorni del cristianesimo socialmente accettabile sono finiti, i giorni di un comodo Cattolicesimo sono passati”, ha esordito il Prof. Robert George. “Oggi non è più facile essere un fedele cristiano, un buon cattolico, un autentico testimone delle verità del Vangelo. Un prezzo viene richiesto e deve essere pagato “.
    Il Dr. George ha detto che sono specificamente coloro che lottano per la morale sessuale e la santità della vita che sono mirati, piuttosto che quelli che si limitano a professare il cristianesimo.
    “Certo, ci si può ancora tranquillamente identificare come ‘cattolici’, e anche essere visti andare a Messa”, ha detto George. “Questo perché i guardiani di quelle norme di ortodossia culturale che abbiamo imparato a chiamare ‘correttezza politica’ non interpretano che l’identificazione come ‘cattolico’ o l’andare a Messa significa necessariamente che uno crede realmente in ciò che la Chiesa insegna su temi come il matrimonio e la morale sessuale e la sacralità della vita umana “.
    “Sono pronto a pagare il prezzo che verrà richiesto se mi rifiuto di cui vergognarmi, se, in altre parole, sono pronto a dare pubblica testimonianza delle verità massicciamente politicamente scorrette del Vangelo”

    http://www.lifesitenews.com/news/robert-george-the-persecution-has-come-will-you-now-abandon-the-gospel

    1. Giusi

      Parole sante! Basta vedere come votano tanti sedicenti cattolici suore e preti compresi! L’altra sera ho avuto una discussione presso un capitello mariano dove si era a dire il Rosario con un signore che poco prima aveva intavolato un discorso di politica palesando che votava per un partito a favore di ogni cosa (matrimoni gay, aborto, divorzio, eutanasia, fecondazioni di tutti i tipi). Gli ho detto senza mezze misure (perchè ogni tanto mi girano) che era peccato grave, E lui mi ha risposto che una cosa è lo Stato e un’altra la religone citando Cavour (buono quello!) Ora posto che il più pulito c’ha la rogna, noi cristiani cattolici, come minimo sindacale, dovremmo cercare un partito e dei candidati che abbiano il coraggio di cui parla il Prof. Robert George.

    1. Giancarlo

      Carissima Giusi: grande Socci, come al solito! Opporsi al mondo, sollecitarlo, sfidarlo, pronti anche all’uso della forza, se necessario, per difendere la chiesa, la verità di cui siamo testimoni, l’umanità di cui siamo responsabili.

      Ma per fare questo occorre essere consapevoli di chi siamo e qual è la nostra missione. Siamo stati scelti per dare testimonianza, non per dialogare; scelti per dare luce e speranza al mondo, non per metterci al pari con gli altri; scelti per portare ovunque il Regno di Dio, non per “rispettare” gli altri regni.

      Noi cattolici dobbiamo essere coscienti che OGNI UOMO HA DIRITTO DI CONOSCERE DIO, di essere generato nella fede dalla nostra testimonianza.

      In tema di fede, non c’è spazio per il dialogo. La nostra missione è dare testimonianza.

      Ecco, se si è coscienti di tutto questo, allora si diventa incisivi, allora si fa la storia. Non voglio farmi cambiare dal mondo. Preferisco cambiare il mondo.

      1. Se assomiglieremo un po’ (almeno un po’…) a Gesù Cristo, allora saremo “incisivi”, allora forse la nostra testimonianza sarà credibile (con o senza dialogo) e pronti o meno all’uso della “forza” (??), la spada resterà nel fodero… (Matteo 26,52)

        1. Giancarlo

          Siamo cristiani, dobbiamo assomigliare a Gesù Cristo, certo. Come Gesù Cristo dobbiamo opporci al mondo, come Lui dobbiamo essere luce per il mondo, come Lui dobbiamo svelare la verità al mondo, come Lui dobbiamo insegnare e non dialogare con il mondo.

          Come e con Gesù Cristo vogliamo instaurare il Regno di Dio nel mondo. Regno non solo e non tanto spirituale, quanto materiale, fatto di leggi che a Dio si ispirino, di governi che la volontà di Dio compiano, di popoli che Dio adorino.

          Sempre pronti all’uso della forza, perché contro la violenza è doveroso, oltre che legittimo, l’uso della forza.

          1. PAPA FRANCESCO

            ANGELUS
            Piazza San Pietro
            Domenica, 18 agosto 2013

            Dunque, questa parola del Vangelo non autorizza affatto l’uso della forza per diffondere la fede. E’ proprio il contrario: la vera forza del cristiano è la forza della verità e dell’amore, che comporta rinunciare ad ogni violenza. Fede e violenza sono incompatibili! Fede e violenza sono incompatibili! Invece fede e fortezza vanno insieme. Il cristiano non è violento, ma è forte. E con che fortezza? Quella della mitezza, la forza della mitezza, la forza dell’amore.
            ……………………….

            DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
            ALLA GIOVENTÙ DEL TRIVENETO
            VISITA PASTORALE A VERONA

            Domenica, 17 aprile 1988

            Siate misericordiosi”, così come è misericordioso Dio e come egli ha manifestato umanamente la sua misericordia nel suo Figlio Gesù Cristo. Perciò siate sempre disponibili ad accogliere chi ha sbagliato e perdonate di cuore chi vi ha offeso, così come Dio Padre perdona ed accoglie voi (cf. Mt 18, 22). Non abbiate nemici. Vincete l’inimicizia con la forza dell’amore. Coltivate una mentalità ed una prassi di non violenza, preferendo all’uso della forza la via del dialogo e l’affermazione dei valori. Siate aperti verso i bisognosi, i poveri, gli emarginati. Siano essi gli amici che invitate con preferenza alla mensa della vostra vita.
            …………………………

            GIOVANNI PAOLO II

            ANGELUS
            Domenica, 26 marzo 1995

            Vi invito a pregare per i nostri fratelli del Burundi, che vivono ore di grave tensione, e in particolare per le vittime dei più recenti e funesti atti di violenza.

            Guerra e violenza non portano a vere soluzioni; esse generano nuovo odio e seminano più grande sfiducia.

            Chiediamo al Signore, per l’intercessione della Madonna, che distolga le menti dalla tentazione di riporre la speranza nell’uso della forza e indichi il cammino del dialogo come unico mezzo per un futuro di stabilità e di concordia.
            ……………………………

            Solo per citare alcuni recenti discorsi pronunciati da Pontefici.
            Guarda caso poi, spesso al termine “forza” viene contrapposto il termine “dialogo”… (!!)
            Chissà cosa avranno mai voluto dire…?

            1. Giancarlo

              Dialogo si, sempre, PURCHE’ NON SI PARLI DI FEDE. Quando si parla di confini, di etnie, di culture, di interessi, di diritto, allora si, dialogo. Quando si parla di fede allora no, il dialogo non va bene. Quando si parla di fede, allora ci vuole la testimonianza. Quando si parla di Dio, noi cattolici siamo chiamati ad opporci al mondo, dobbiamo portare la luce, la verità, la dottrina. Dobbiamo insegnare, non dialogare. Siamo d’accordo Bariom? E’ inutile che tu mi riporti brani di discorsi, bisogna vedere cosa si intendeva dire. Io non ho mai detto che non bisogna dialogare; ho detto che non bisogna dialogare su argomenti di fede. Non é la prima volta che lo specifico, l’ho sempre specificato: NO AL DIALOGO SUI TEMI DELLA FEDE. Su tutto il resto possiamo dialogare, certe volte dobbiamo dialogare, sicuramente. Bene, siamo d’accordo allora. Oppure credi che si possa dialogare anche sui contenuti della fede?

              No alla violenza, SI ALL’USO DELLA FORZA CONTRO LA VIOLENZA. Quando i violenti opprimono, violentano ed uccidono gli innocenti E’ DOVEROSO INTERVENIRE PER DIFENDERE CHI NON PUO’ O NON SA DIFENDERSI, come giustamente e santamente (con qualche eccezione) fecero i crociati a difesa dei pellegrini cristiani sottoposti alla minaccia ed alla violenza dei musulmani. Siamo d’accordo Bariom? No alla violenza, si all’uso legittimo della forza. Oppure, Bariom, pensi che non esista un uso legittimo della forza?

              Quindi, riassumendo, che cosa avranno mai voluto dire con le parole che tu hai riportato?

              1. La cosa che non capisco Giancarlo è perché per te DIALOGO è sinonimo di “compromesso”, di “mettiamo ci a tavolino e parliamo… io ho il mio ‘dieci’ , ma siccome devo dialogare con te, lo abbasso ad un ‘otto’ per trovare un accordo…”

                Ma chi la detto??!!

                Chi ha detto che questo sia dialogo? Non lo è neppure nel senso delle cose.
                Dialogo semmai è trovare punti comuni, ma non per “buttare a mare” gli altri, ma per trovare un punto di partenza.
                Non è che il “dialogo” sia l’unico mezzo… ce ne sono ben altri e taluni vengono prima, ma esiste anche il dialogo (correttamente inteso). Porta frutto? Poco frutto, tanto frutto? Io non sto li a soppesare… se ne ho occasione o vedo che è quella la strada che si apre… dialogo.

                Tu sui temi della fede, non dialoghi! E come li presenti agli altri? A coloro che non hanno in comune con te la stessa fede?
                Tanto vale che regali a tutti una copia del CCC e poi gli dici: “ne riparliamo tra 15 giorni…”

                La seconda lettura della Liturgia di oggi ci ricorda che la testimonianza sulla ragione della speranza che è in noi, a chi ci domanda (dialogo sulla fede) sia fatta con “dolcezza e rispetto”, oltre che con retta coscienza…

                Tu dici che nei brani che ho riportato si parla di dialogo in altro senso?
                Intendila come ti pare… tanto ho l’impressione che tu intenda sempre una sola strada… la tua.

                Lo stesso vale per l’uso della forza… il mio modello e Gesù Cristo… il tuo sono i crociati (senza nulla togliere ai crociati)??
                Fai come vuoi… ti ci vedo in effetti come paladino: elmo, corazza, scudo e spada.
                Ma esistono anche un altro elmo, corazza, scudo e spada… quelli della “sola” fede.

                Partire dal presupposto che la forza (che sconfina molto facilmente nella violenza) e “legittimo e doveroso” è sempre (a mio giudizio) quanto meno rischioso.
                (vedi il parallelismo con il discorso fatto pochi giorni orsono, sulla “correzione fraterna”)

                Non dico che mi trovassi “preso in mezzo” non sarei tentato ad usare altre “armi”, dico cosa tengo come “orizzonte”…
                E se non fossi d’accordo con te su questo, posso non esserlo?

                  1. Giusi grazie per i contributi.
                    Il tema è molto ampio e delicato… ma qui io non si sta parlando di conflitti nazionali o “guerre tra i popoli” (almeno non io) e neppure mi ci voglio addentrare, tema sul quale comunque per la Chiesa , l’uso della forza, resta sempre l’ultima estrema razio.

  18. …politicamente, intanto, dico, mi permetto di dire, se ci abbia alcun sesno la poalitica e i valori della politica, e i valori in generale, politicamente, ripeto, mi sembra, che il trionfo della Le Pen nel paese delle Sentinelle in Piedi, sia l’annuncio di una grande vittoria del cattolicesimo europeo, della importanza della famiglia “tradizionale”, eccetra

    1. Giusi

      Non saprei Alvise, qualcuno mi corregga se sbaglio perchè ultimamente mi viene il vomito a seguire la politica, ma mi pare che la Le Pen sia favorevole ai matrimoni gay. Penso ma così a naso che sia prevalso più che altro un sentimento antieuropeista come pure in Inghilterra.

      1. JoeTurner

        No Giusi, la Le Pen è contraria alle nozze omosessuali, ma a parte questo credo tu abbia ragione. quello che ha prevalso in questa tornata elettorale è stata l’opposizione alle politiche di rigore imposte dall’UE.
        In ogni caso io non esulto per la vittoria di Marine le Pen in Francia ma gioisco per la sconfitta di Hollande che ha giocato la carta dello pseudo progressismo delle minoranze (non avendo idee e spessore per fare altro), ed è stato bastonato. Quello che mi auguro è che sia da monito ai politici di tutta Europa: sventolando la bandiera arcobaleno non si vince (come sa bene anche Zapatero, tanto osannato dai gran sacerdoti di sinistra del politicamente corretto, e ora disperso).

    1. JoeTurner

      Renzi è più atlantista che europeista (il vero europeista era Letta, fatto fuori proprio in virtù di mutati equilibri di potere sovranazionali)

    1. JoeTurner

      sì ho letto quell’articolo ma mi sembra un po’ superficiale, si basa su supposizioni più che su dati reali.
      A livello di supposizioni si può anche dire, ad esempio, che proprio la forza del PD può far sì che Renzi non abbia necessità cavalcare battaglie radicali che spaccano trasversalmente l’elettorato, anche guardando anche oltre i confini dove queste battaglie non hanno premiato in termini di voti. Si può permettere cioè di tenere la legge Scalfarotto (e Scalfarotto stesso che mi sembra più tranquillo e tanto, tanto contento di fare il sottosegretario), in freezer.

      1. Giusi

        Cioè il fatto di aver raccolto buona parte dell’elettorato moderato (e diciamolo anche cattolico) potrebbe indurlo a “non considerare una priorità” (si dice così nel polticamente corretto) la Legge Scalfarotto. Speriamo……

        1. Giusi

          Un promemoria può giovare:

          Cinque Passi
          2 min ·

          Caro Matteo Renzi, non so quale sia il nostro potere da queste parti. Ma se non difenderai i deboli veri cioè i bambini fin dal concepimento e i malati avrai qui una resistenza di nemici irriducibile. E da credenti ti diciamo di non metterti contro quelli che sono i preferiti di Dio. Sentiamo una determinazione immensa amplificata dalla grandezza di questo tuo successo che probabilmente ti consegna l’Italia per molti anni. Papa Francesco ha equiparato in un suo intervento memorabile le lobby LGBT ai sistemi genocidi del XX secolo, se ti alleerai con loro fossi in te non starei sereno. Senza la benedizione di Dio si fallisce. E se andrai contro la ragione e contro Dio fallirai anche tu. Buon lavoro
          .

          1. Sapienza 1:12

            Non provocate la morte con gli errori della vostra vita,
            non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani…

  19. Pingback: Obbedire è meglio. La mia strada è chiara come il sole | Costanza Miriano

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