Il coltello tra i denti

di Fabio Bartoli

Del brevissimo passaggio che ho fatto in CL (un anno scarso, passato per lo più a fare le poste alle ragazze, che ha lasciato pochissime tracce in me e ancor meno, per fortuna, nel movimento) ricordo solo una frase del Gius che in una “montagna” ci esortava a non avere “il coltello tra i denti”. continua a leggere

La verità, ti prego, sull’amore

di Jane

Finalmente è successo. Il giorno è arrivato. Ero a messa e tu eri lì. Sono stata distratta per tutto il tempo, a guardarti, a scrutarti, a studiarti. Mi volevo avvicinare, ma non sapevo quando e come farlo. Per il segno della pace? In fila per la comunione? No. Ti volevo aspettare fuori dalla chiesa e braccarti così, quasi per caso, come se mi imbattessi in te per sbaglio. E invece niente, dopo la messa mi è bastato perderti di vista un microsecondo e tu ti sei volatilizzato, sei scomparso, forse sei fuggito per la paura di esserti sentito osservato in modo insistente per un’ora di celebrazione. Continua a leggere “La verità, ti prego, sull’amore”

(In)seguire le briciole

di Paolo Pugni

Sulle piccole cose verremo giudicati, sugli atti ai margini, sulla periferia della vita, su le briciole che, quasi inavvertite, lasciamo cadere e che dimentichiamo subito, quasi con irrequietezza.

Perché la carità, quella dell’inno paolino, risplende di più quando la consapevolezza è assopita, quando è il pilota automatico ad essere inserito: perché è lì che parla il cuore della sua pienezza, è lì che si vede quanto i profondità è scesa la fede, se è diventata atto agito oltre la razionalità, quasi istinto. continua a leggere

In buona Compagnia

 

Adesso, non è che ci siamo montati la testa. Sì, lo sappiamo, ieri c’erano in “prima” Raffaella e il cardinal Biffi; oggi la nostra sta in compagnia di un altro cardinale, che per di più ha fatto anche un po’ di strada, da allora… E’ che proprio non potevamo resistere. Questo discorso sulla Chiesa il nostro amato Benedetto XVI l’ha fatto ormai oltre venti anni fa al Meeting. Ce lo ha riproposto Padre Maurizio Botta, durante una catechesi a Chiesa Nuova, all’Oratorio di san Filippo Neri a Roma (uno dei cinque passi al mistero, dal titolo “Chiesa: cambiata troppo…o troppo poco?”). Sublime. p.s. Il prossimo passo sarà il 10 febbraio, ore 21, Chiesa Nuova a Roma. Titolo: Una, nessuna…centomila verità.                 C.M.

 

di Joseph Ratzinger        Rimini 1990 

 […] La Chiesa non è soltanto il piccolo gruppo degli attivisti che si trovano insieme in un certo luogo per dare avvio ad una vita comunitaria. La Chiesa non è nemmeno semplicemente la grande schiera di coloro che alla domenica si radunano insieme per celebrare l’Eucarestia. E infine, la Chiesa è anche di più che Papa, vescovi e preti, di coloro che sono investiti del ministero sacramentale.

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Almeno vestisse Prada

di Raffaella Frullone

Almeno vestisse Prada, il diavolo, capirei come mai a volte mi ha completamente in pugno. Almeno si palesasse con un paio di Loubotin, si spiegherebbe la poca fatica che fa a farmi cascare così puntualmente e in modo così prevedibile nei tranelli che mi mette ogni giorno sulla strada.

Invece no, niente Prada, niente borse di Louis Vouitton, il nemico non ha nemmeno bisogno di arrivare alle grandi questioni di principio per farmi capitolare, gli basta un look decisamente più easy, uno stile casual e soprattutto l’accessorio chiave, il suo marchio di garanzia: conoscere perfettamente il suo pollo, ovvero la sottoscritta. Continua a leggere “Almeno vestisse Prada”

Verranno giorni, e anzi sono già venuti…

di Giacomo Biffi

L’Anticristo era – dice Solovev – “un convinto spiritualista”. Credeva nel bene e perfino in Dio. Era un asceta, uno studioso, un filantropo. Dava “altissime dimostrazioni di moderazione, di disinteresse e di attiva beneficenza”.

Nella sua prima giovinezza si era segnalato come dotto e acuto esegeta: una sua voluminosa opera di critica biblica gli aveva propiziato una laurea ad honorem da partre dell’università di Tubinga. continua a leggere

«…e se non amate nulla…»

di Cyrano

«Pensavo che l’America fosse un Paese libero!»

Aridàje, eccone n’artra… Poi, però, uno le dà un’occhiata e pensa che Loni Bouchard, la ventenne che ha circuito e “violentato” (scusate, mi viene da ridere, un po’ come a Tenco…) un ragazzino quattordicenne affidatole, sia un po’ la summa dei sogni erotici degli adolescenti che uno può frequentare nelle nostre città. continua a leggere

Il banco vince sempre

Qualche giorno fa  ho chiesto a Roberto se poteva scriverci un post  sui temi della libertà, della libertà finalizzata al male, e sulla  dittatura del relativismo così da ampliare e decontestualizzare le idee così ben espresse in un suo commento. Eccolo qua.

di Roberto Brega

La scorsa settimana si è parlato, e non per la prima volta certo, di aborto, e di quella forma particolarmente ipocrita e ripugnante di aborto che passa sotto il nome di “aborto terapeutico”. Ma c’è stato anche un post molto bello di Daniela Bovolenta – Perfectio Conversationis che ha affrontato in modo sintetico ed efficace il nodo fondamentale di come la forma di una società possa dar forma alle anime. Credere diversamente – cioè credere che la società non possa formare e/o deformare le anime – è una favola dell’ideologia individualista, ed è una favola che può essere creduta solo da chi non crede al peccato originale.

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Maschio, femmina e Lego

di Costanza Miriano

A casa nostra, per carità, di sacro c’è solo Dio.

Molto distanziati, diversi gradini sotto ma sempre in posizione ampiamente sopraelevata sulle cose ordinarie ci sono diversi pilastri della nostra esistenza. Uno è l’aesseRoma, come dicono i tifosi patologici di cui ho almeno due esemplari tra le mura domestiche. Un altro è la mensola delle creme cosmetiche. Uno è senz’altro la Lego. continua a leggere

Ho fame

di Andrea Gagliarducci      korazym.org

Cosa succederebbe se a un certo punto tutti decidessero che la tua vita è solo quella di un vegetale, e che è meglio che smettano di darti da mangiare, così almeno non vivi più quella che tutti definiscono una non vita? Benjamin Lorenzo, un giovane regista spagnolo di 30 anni, se lo è chiesto quando ha pensato alla storia di Eluana Englaro.

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Che Angelo

di LetteraE

Meno male che c’è l’angelo custode a proteggermi così posso sentirmi meno in colpa davanti ai giudizi di parenti, “amiche”, psicologi, esperti vari dell’educazione, pediatri, portinaie che hanno la ricetta giusta per essere perfetti genitori. Dico meno male che c’è l’angelo custode perchè so di non essere sola, so di aver il Capo (come Lo chiama Costanza) in contatto diretto se mi metto ad ascoltarLo. Soprattutto da quando mi ha travolto questa nuova “professione”: essere mamma.

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Non guardarmi non ti sento

di Jane

Come dice il grande Atticus Finch ne Il buio oltre la siepe, non si può davvero capire una persona fino a che non si cerca di vedere le cose dal suo punto di vista, fino a che non ci si mette nei suoi panni.

Mettersi nei panni altrui può essere importante per diversi motivi. Per esempio, per comprendere meglio il perché delle scelte dell’altro, per riconoscere e rispettare di più le sue idee.

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A che servono i mariti?

di Paolo Pugni 

“A che cosa serve un marito? Me lo sono chiesta tante volte”: comincia così il 2012 di mia moglie. Abbiamo da poco recuperato la nostra lucidità in questa stanza-camper in muratura, neanche13 metri quadratiin questo momento per lo più ricoperti dal letto(-divano) aperto dal quale appunto con una squisita tenerezza mi guarda, mentre io preparo il caffè. continua a leggere

Uomini e topi

di Raffaella Frullone

Penso di non essere stata l’unica compulsiva che ieri ha ascoltato e riascoltato la conversazione di sabato mattina tra il comandante della Concordia Francesco Schettino e il comandante della Capitaneria di Porto di Livorno. Se lo sono, ditemelo.
Due uomini. Uno annebbiato, incerto, tentennante, in fuga, l’altro lucido, pronto, presente.

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Lettere al tempo dell’Ipad

di Maria Elena Rosati   trenatamenouno

Cinque anni fa veniva presentato il principe degli smartphone, quello con la mela per intenderci. Molto più di un telefono: uno strumento che ha spalancato le frontiere della comunicazione, semplificato l’approccio alla telefonia, rivoluzionato il modo di ascoltare la musica, di vivere lo spazio e il tempo e, sospetto, anche il modo di versare il ketchup sulle patatine.

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Puntodivistamente parlando

di Cyrano

Ma a chi è venuto in mente di mettersi a scrivere un post in autobus, col mal di testa montante e con una ressa che ‘manco le sarde? Ah, già, lo so: a me. Pazienza, continua a leggere

In trasferta

Oggi  vi proponiamo di spostarvi su un altro blog, Famiglie Felici, dove Paolo Pugni intervista  Daniela Bovolenta .

Per l’intervista clicca QUI.

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Le sante sorelle

di Raffaella Frullone   La Bussola Quotidiana

Nel 2011 è stata la Lalaloopsy, lolita con i bottoni al posto degli occhi, la minigonna e le ballerine ai piedi, la bambola più venduta. Anche se dal 1957 l’indiscussa regina dei desideri e dei giochi delle bambine è lei, la Barbie, 50 primavere alle spalle, occhi da cerbiatta, fisico mozzafiato, (oltre che del tutto inumano) 99-45-83, targa Mattel. Nel 2001 sono arrivate le Bratz, decisamente più grintose e ammiccanti, truccatissime e dall’alto del tacco 12, distribuite in Italia dalla Gig. Al povero Cicciobello non resta che rimanere solo triste sugli scaffali dei negozi, o al più nei cestoni dei giochi dimenticati, perché alle bambine piace sempre meno giocare alla “mamma” e sempre di più alla lolita, alla donne che vorrebbero diventare “da grande”. continua a leggere continua a leggere