Che Angelo

di LetteraE

Meno male che c’è l’angelo custode a proteggermi così posso sentirmi meno in colpa davanti ai giudizi di parenti, “amiche”, psicologi, esperti vari dell’educazione, pediatri, portinaie che hanno la ricetta giusta per essere perfetti genitori. Dico meno male che c’è l’angelo custode perchè so di non essere sola, so di aver il Capo (come Lo chiama Costanza) in contatto diretto se mi metto ad ascoltarLo. Soprattutto da quando mi ha travolto questa nuova “professione”: essere mamma.

 Per quanto nei nove mesi di attesa io e il futuro papà abbiamo cercato di immaginare che cosa ci aspettasse, a posteriori devo ammettere che non ne avevamo minimamente idea. Avere un figlio è una rivoluzione di amore. Ne ricevi a badilate, ma devi essere pronta a darne di più, sacrificando molto (tutto?) di te stessa. Eppure nei manuali per futuri genitori che mi è capitato di leggere e sfogliare per l’evento non ho letto niente di tutto questo. Ho appreso nel dettaglio come fare il bagnetto al pargolo (in effetti un capitolo importante visto l’impaccio nel manovrare l’esserino i primi giorni di vita), so tutto su come si attrezza il passegino per affrontare qualsiasi condizione atmosferica o su come si prepara una pappa equilibrata al millesimo tra zuccheri e proteine (ho conseguito in merito una nuova laurea, visto la complessità della materia). Sei mamma e quindi tutti hanno diritto a darti consigli a tutto spiano.

L’amica venuta a trovarmi a casa pochi giorni dopo il parto, ancora prima di vedere il nuovo arrivato mi ha subito avvertito: “Non vorrai farlo dormire al buio durante il giorno, così avrà il sonno sfasato per sempre!”. Nessuna parola invece per quel capolavoro della vita che stava beato nella culla… La custode del palazzo poi sempre pronta a monitorare il meteo per dirti che “Non è il caso con questo vento di uscire”. La pediatra… lapidaria, alla prima malattia dopo l’inserimento al nido: “Se lo porta con gli altri bambini, lo porta ad ammalarsi”. Contraria al nido anche l’esperta di pedagogia incontrata per caso. “Sa è l’imprinting che conta… assolutamente niente scuola fino ai 3 anni, come in Svizzera!”. Per non parlare del libro sullo svezzamento che vieta di ricorrere al seggiolone per far mangiare i bambini, così troppo contenuti! O la catena di prodotti per neonati che ti propina ad ogni acquisto un corso per apprendere cosa serve a tuo figlio, dal caschetto paracolpi per i primi passi, al lenzuolino di lino traspirante. O l’ultima ricerca riportata in prima pagina su un importante quotidiano che dice: tuo figlio sarà quello che hai mangiato in gravidanza (dite che le patatine fritte gli abbiano fatto male???)! Per tutto insomma c’è una conseguenza certa e quindi una regola da seguire scrupolosamente per diventare appunto genitori perfetti.

Chissà perchè tutto questo non mi convince, e tutto sommato nemmeno mi scoraggia. Sono una mamma imperfetta, ma piena di gioia, e quindi voglio avvertire tutti, compresa me stessa, che nessuna ricetta magica o legge della pedagogia (e lo dico io che sono una maestrina dentro) mi tange. Sono piena di gioia perchè partecipo alla vita, con le sue imperfezioni, le mie e quelle di mio figlio (eh sì anche i bambini non sono perfetti lo sapete cari educatori?) e quelle del suo papà. Ma siamo una squadra di amore, me lo sta insegnando ogni giorno che passa Lui tramite il suo inviato, il mio angelo custode. Basta con l’ossessione dei manuali per la mamma. Che possono sì dare qualche consiglio, come qualche consiglio te lo possono dare le persone care (tipo la mia amica con 4 figlie, un faro per me davanti ai dubbi e alle tipiche crisi da mamma alle prime armi). Ma il vero aiuto per affrontare la “professione genitori” arriva da Lui, il vero Padre dei nostri figli, il nostro Papà. Quale guida migliore del suo grande amore per noi?

88 pensieri su “Che Angelo

  1. Tranquille, la mamma perfetta non esiste, grazie a Dio! Io ho avuto tre figli in tre anni, ho dato loro la stessa fede, la stessa educazione, la stessa alimentazione… risultato? Tre ragazzi differenti, con la loro storia, il loro cammino, in fondo la strada ce la indica un Altro, la libertà permette a tutti di fare, di sbagliare e anche di perdonare una mamma che sbaglia in buonafede, ma che ce la mette tutta, che non si arrende mai, che perdona sempre, che cerca di trasmettere l’amore per il teatro o per la fotografia a chi dichiara di amare solo l’Inter, il pallone o lo sci…

  2. Gabriele

    Anch’io ho centinaia di consigli inutili da dare in queste circostanze! Una però mi piacque subito, un antico detto mongolo:
    “Fino a due anni soddisfa tutti i suoi capricci, da due a sedici anni cerca di educarlo, poi quello che è fatto è fatto”!
    Auguri alla neo-mamma!

  3. Mi unisco agli auguri alla neo mamma. Io che mamma sono da molto tempo ti dico che a volte queste tue incrollabili certezze, che sono state anche le mie, verranno meno, ti chiederai dove hai sbagliato, altre volte invece ti esalterai ai progressi dei tuoi figli che sono completamente persone altre rispetto a te e prenderanno strade magari diverse. L’unico consiglio che mi sento di darti è di avere sempre il massimo rispetto dei tuoi figli, delle loro idee e di quello che sono.

  4. Da padre di una bambina di 1 anno non posso che condividere in pieno quanto scritto dall’autrice. In pieno. L’amore reciproco tra mamma e papà è il primo “nutrimento” del bambino, certo non bisogna per questo tralasciare gli aspetti più “tecnici” dell’essere genitori, ma a nulla varrebbero se non fossero sostenuti dall’amore oblativo che i genitori si donano l’uno all’altro.

    PS = ma perché la parola “oblativo” mi viene sottolineata dal correttore automatico? Brutto segno… l’egoismo si sta insinuando anche nella tecnologia!:-))

  5. Annalisa

    K. Gibran
    I vostri figli non sono figli vostri.
    Sono figli e figlie della sete che la vita ha di se stessa.
    Essi vengono attraverso di voi, ma non da voi,
    E, benché vivano con voi, non vi appartengono.
    Potete donare loro il vostro amore, ma non i vostri pensieri,
    Essi hanno i loro pensieri.
    Potete offrire rifugio ai loro corpi, ma non alle loro anime,
    Esse abitano la casa del domani,
    che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
    Potete tentare di essere simili a loro, ma non cercate di farli simili a voi.
    La vita procede e non s’attarda sul passato.
    Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono scoccate in avanti.
    L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito,
    e vi tende con forza, affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
    Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere,
    Poiché, come ama il volo della freccia, così ama la fermezza dell’arco.

    1. Alvi’ buongiorno!
      Ho letto di là, no, io non ho nessuna voglia di scrivere un post, non credo di essere in grado di farlo e poi mi sentirei in dovere di rispondere a tutti i commenti 🙂

        1. lidiafederica

          No, questo cartone mi mancava!:)
          Anche se è un po’ una tamarrata, a me il libro “Cuore” ai suoi tempi è piaciuto
          Che nostalgia per i tempi delle medie…

          1. Alessandro

            sì, è un libro pure massonico, ma si fa leggere…

            e ora cantiamo all together (pure Alvise)

            “ricordo ancora il primo giorno a scuola
            le mie matite i pennarelli blu
            ma un pensiero assopito si fa avanti…

          2. Fefral

            Terribile! Ho dovuto leggerlo quest’estate a mia figlia per la scuola. Non ricordavo quanta retorica ci fosse. Però quando ero bambina io mi era piaciuto

            1. Alessandro

              “Oh, caro vecchio libro Cuore con la tua semplicità
              continui a far sognare i ragazzi d’ogni età,
              mio vecchio libro Cuore mai nel tempo scorderò
              le pagine d’amore forse fuori moda un po’

              Ma ieri ho visto il mio ragazzo che
              toglieva un po’ di polvere da te…”

  6. Laura C.

    Carissima LetteraE, benvenuta nell’affollatissimo club delle mamme consapevolmente imperfette! E quale grazia è, poterlo essere!
    Mia figlia Sofia è nata due anni dopo suo fratello (il mio cucciolo è vissuto solo due giorni…); al momento del parto abbiamo rischiato di morire tutte e due per complicazioni legate alla prima gravidanza. Insomma, Dio voleva regalarmi a tutti i costi questa bambina (GioiaMia! la chiamo ogni tanto) e così è stato!
    Ho imparato alcune cose: che nulla mi è dovuto (nemmeno un figlio), che tutto è dono di Dio (soprattutto un figlio). Ho sempre considerato mia figlia come un regalo meraviglioso, soprattutto perchè Dio ha deciso di donarla proprio a me che sono cos’ inadeguata. Si, Dio ha avuto fiducia in me. E io affido ogni giorno la mia famiglia a Dio Padre, consapevole che Lui fa tutte le cose bene e provvede a noi in tutto. Questa consapevolezza mi ha donato di amare mia figlia nella libertà dei figli di Dio. La amo più della mia stessa vita, se lei soffre soffro anch’io, ma sò che ancora di più (mooolto di più) la ama, la protegge, la custodisce Dio.
    Quale grazia è sapere che io posso anche sbagliare, ma Dio è più forte e più potente di tutto questo e l’ultima parola ce l’ha Lui!

  7. 61Angeloextralarge

    “Sono una mamma imperfetta, ma piena di gioia”: questa frase basterebbe per fare un post!

    “nessuna ricetta magica o legge della pedagogia (e lo dico io che sono una maestrina dentro) mi tange”: non possono esistere ricette magiche! secondo me, chi si affida alle “ricette magiche” si perde il bello dell’imparare vivendo le cose quotidianamente. ed infatti: “Sono piena di gioia perchè partecipo alla vita, con le sue imperfezioni, le mie e quelle di mio figlio (eh sì anche i bambini non sono perfetti lo sapete cari educatori?) e quelle del suo papà”

    “Siamo una squadra di amore, me lo sta insegnando ogni giorno che passa Lui tramite il suo inviato, il mio angelo custode”: smack!

    “Basta con l’ossessione dei manuali per la mamma. Che possono sì dare qualche consiglio, come qualche consiglio te lo possono dare le persone care (tipo la mia amica con 4 figlie, un faro per me davanti ai dubbi e alle tipiche crisi da mamma alle prime armi). Ma il vero aiuto per affrontare la “professione genitori” arriva da Lui, il vero Padre dei nostri figli, il nostro Papà. Quale guida migliore del suo grande amore per noi?”: SMACK!

    Grazie, LetteraE! Auguri! Ed un bacio speciale altuo cucciolo d’uomo!

  8. Bexbex3

    I figli sono un meraviglioso dono che Dio ci dona nonostante quello che siamo, imperfette, inadeguate ma Sue figlie,Lui lo sa,Lui ci ha creato! Io ho una bimba di 3 anni, arrivata subito dopo aver perso due gemelli al sesto mese, meraviglioso dono nonostante le mie paure,i miei timori e le mie sofferenze. Ma così e’ il Suo disegno,nulla e’ per caso! Nulla e’ dovuto!! Mi piace pensare che quei gemellini sono gli angeli custodi della mia dolce bimba! Non so se DIo ha altri progetti di VIta per noi genitori, lo spero, spero che arrivino altri figli ma sono consapevole che e’ Dio che fa la storia, che nulla e’ dovuto e che la Sua volontà e’ la mia felicita’ nonostante tutto!

    1. Laura C.

      Quanto sofferenza per una madre quando il frutto del suo grembo se ne va in Cielo… Dio consola, ma non toglie la sofferenza. Solo la consapevolezza che anche attraverso quella “storia” Dio ti ama, ti permette di soffrire nella pace.
      Conosci l’associazione “La Quercia Millenaria” di Roma? Prova a dare un’occhiata in internet (ma ricorda di togliere l’audio, personalmente quella musica di sottofondo mi dà sui nervi…).
      Intanto aggiungo anche te e la tua famiglia allargata (al Cielo!) alle mie preghiere. Con affetto.

      1. Alessandro

        “Voi, genitori, colpiti profondamente dalla morte, spesso tragica, dei vostri figli, non lasciatevi vincere dalla disperazione o dall’abbattimento, ma trasformate la vostra sofferenza in speranza, come Maria ai piedi della Croce.[…] Desidero, inoltre, incoraggiare i sacerdoti, che accompagnano spiritualmente le famiglie colpite dal lutto per la perdita di uno o più figli, affinché proseguano generosamente in questo importante servizio. Infine, assicuro una speciale preghiera di suffragio per i vostri figli e per tutti i giovani che hanno perso la vita. Sentite accanto a voi la loro spirituale presenza: essi, come voi dite, sono “ali tra cielo e terra”.”

        (Benedetto XVI, Udienza generale, 19 gennaio 2011)

  9. visto che non c’ha pensato nessuno ieri… mi tocca

    e a proposito, se filmassimo tutta la serata di Milano di lunedì, e poi la mettiamo in rete da qualche parte, c’è qualcuno a cui interessa?

      1. 61Angeloextralarge

        AAA Cercasi milanese volenteroso… In caso (molto improbabile) mancanza di milanese, va bene anche abitante nei dintorni di Milano….

  10. Alessandro

    “Non tutti siamo genitori, ma tutti sicuramente siamo figli. Venire al mondo non è mai una scelta, non ci viene chiesto prima se vogliamo nascere. Ma durante la vita, possiamo maturare un atteggiamento libero nei confronti della vita stessa: possiamo accoglierla come un dono e, in un certo senso, “diventare” ciò che già siamo: diventare figli.
    Questo passaggio segna una svolta di maturità nel nostro essere e nel rapporto con i nostri genitori, che si riempie di riconoscenza. E’ un passaggio che ci rende anche capaci di essere a nostra volta genitori – non biologicamente, ma moralmente.

    Anche nei confronti di Dio siamo tutti figli. Dio è all’origine dell’esistenza di ogni creatura, ed è Padre in modo singolare di ogni essere umano: ha con lui o con lei una relazione unica, personale.
    Ognuno di noi è voluto, è amato da Dio. E anche in questa relazione con Dio noi possiamo, per così dire, “rinascere”, cioè diventare ciò che siamo. Questo accade mediante la fede, mediante un “sì” profondo e personale a Dio come origine e fondamento della nostra esistenza. Con questo “sì” io accolgo la vita come dono del Padre che è nei Cieli, un Genitore che non vedo ma in cui credo e che sento nel profondo del cuore essere il Padre mio e di tutti i miei fratelli in umanità, un Padre immensamente buono e fedele. Su che cosa si basa questa fede in Dio Padre? Si basa su Gesù Cristo: la sua persona e la sua storia ci rivelano il Padre, ce lo fanno conoscere, per quanto è possibile in questo mondo. Credere che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, consente di “rinascere dall’alto”, cioè da Dio, che è Amore (cfr Gv 3,3). […]
    Lo stesso è anche sul livello dell’essere cristiani: nessuno può farsi cristiano solo dalla propria volontà, anche essere cristiano è un dono che precede il nostro fare: dobbiamo essere rinati in una nuova nascita. San Giovanni dice: “A quanti l’hanno accolto / ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).”

    (Benedetto XVI, Angelus, 8 gennaio 2012)

    1. Laura C.

      Ale, Ale, Ale… meno male che ci sei tu con le tue meravigliose “Pillole di Benedetto XVI” che curano davvero l’anima! Grazie

  11. Alessandro

    “Care famiglie, siate coraggiose! Non cedete a quella mentalità secolarizzata che propone la convivenza come preparatoria, o addirittura sostitutiva del matrimonio! Mostrate con la vostra testimonianza di vita che è possibile amare, come Cristo, senza riserve, che non bisogna aver timore di impegnarsi per un’altra persona!

    Care famiglie, gioite per la paternità e la maternità! L’apertura alla vita è segno di apertura al futuro, di fiducia nel futuro, così come il rispetto della morale naturale libera la persona, anziché mortificarla! Il bene della famiglia è anche il bene della Chiesa.

    Vorrei ribadire quanto ho affermato in passato: “L’edificazione di ogni singola famiglia cristiana si colloca nel contesto della più grande famiglia della Chiesa, che la sostiene e la porta con sé … E reciprocamente, la Chiesa viene edificata dalle famiglie, piccole chiese domestiche” (Discorso di apertura del Convegno ecclesiale diocesano di Roma, 6 giugno 2005: Insegnamenti di Benedetto XVI, I, 2005, p. 205). Preghiamo il Signore affinché le famiglie siano sempre più piccole Chiese e le comunità ecclesiali siano sempre più famiglia!
    […]

    La famiglia cristiana è sempre stata la prima via di trasmissione della fede e anche oggi conserva grandi possibilità per l’evangelizzazione in molteplici ambiti.

    Cari genitori, impegnatevi sempre ad insegnare ai vostri figli a pregare, e pregate con essi; avvicinateli ai Sacramenti, specie all’Eucaristia […]; introduceteli nella vita della Chiesa; nell’intimità domestica non abbiate paura di leggere la Sacra Scrittura, illuminando la vita familiare con la luce della fede e lodando Dio come Padre. Siate quasi un piccolo cenacolo, come quello di Maria e dei discepoli, in cui si vive l’unità, la comunione, la preghiera!”

    (Benedetto XVI, Omelia della Santa Messa in occasione della Giornata Nazionale delle Famiglie Cattoliche Croate, 5 giugno 2011)

    1. Alessandro

      perché, tu, maestro Perboni, nel messale trovi d’abitudine omelie e discorsi del Papa felicemente regnante?

        1. 61Angeloextralarge

          Il Messale è privo della vita quotidiana? Quando mai? E come si potrebbe fare a vivere considerandolo “estraneo” alla vita quotidiana? Che cristiani saremmo? Leggermente schizzofrenici?

        2. Alessandro

          Ecco, vedo che apprezzi l’importanza delle omelie:

          “In relazione all’importanza della Parola di Dio si pone la necessità di migliorare la qualità dell’omelia. Essa infatti « è parte dell’azione liturgica »; ha il compito di favorire una più piena comprensione ed efficacia della Parola di Dio nella vita dei fedeli. Per questo i ministri ordinati devono « preparare accuratamente l’omelia, basandosi su una conoscenza adeguata della Sacra Scrittura ». Si evitino omelie generiche o astratte. In particolare, chiedo ai ministri di fare in modo che l’omelia ponga la Parola di Dio proclamata in stretta relazione con la celebrazione sacramentale e con la vita della comunità, in modo tale che la Parola di Dio sia realmente sostegno e vita della Chiesa.
          Si tenga presente, pertanto, lo scopo catechetico ed esortativo dell’omelia. Si ritiene opportuno che, partendo dal lezionario triennale, siano sapientemente proposte ai fedeli omelie tematiche che, lungo l’anno liturgico, trattino i grandi temi della fede cristiana, attingendo a quanto proposto autorevolmente dal Magistero nei quattro ‘pilastri’ del Catechismo della Chiesa Cattolica e nel recente Compendio: la professione della fede, la celebrazione del mistero cristiano, la vita in Cristo, la preghiera cristiana.”

          (Benedetto XVI, Esort. apostolica Sacramentum Caritatis, 22 febbraio 2007, n. 46)

  12. una domanda a che mi sono fatta e che vi o(non lo chiedo con malizia o sarcasticamente)
    ma nella messa protestante e ortodossa
    Calvinisti, credo, esclusi, avviene la transustanziasione?

    1. Alessandro

      no, non avviene la transustanziazione.

      “Poiché rientra nella natura stessa della Chiesa che il potere di consacrare l’Eucaristia è affidato soltanto ai Vescovi e ai Presbiteri, i quali ne sono costituiti ministri mediante la recezione del sacramento dell’Ordine, la Chiesa professa che il mistero eucaristico non può essere celebrato in nessuna comunità se non da un sacerdote ordinato come ha espressamente insegnato il Concilio Ecumenico Lateranense IV”

      (Congregazione per la Dottrina della Fede, Sacerdotium ministeriale, 1983, 3)

        1. Alessandro

          i protestanti certamente no, nella tradizione ortodossa si parla non di transustanziazione ma di trasmutazione. Ma a questo punto mi fermo, servirebbe un esperto

      1. Alessandro

        Vedi anche:

        “44. Proprio perché l’unità della Chiesa, che l’Eucaristia realizza mediante il sacrificio e la comunione al corpo e al sangue del Signore, ha l’inderogabile esigenza della completa comunione nei vincoli della professione di fede, dei Sacramenti e del governo ecclesiastico, non è possibile concelebrare la stessa liturgia eucaristica fino a che non sia ristabilita l’integrità di tali vincoli. Siffatta concelebrazione non sarebbe un mezzo valido, e potrebbe anzi rivelarsi un ostacolo al raggiungimento della piena comunione, attenuando il senso della distanza dal traguardo e introducendo o avallando ambiguità sull’una o sull’altra verità di fede. Il cammino verso la piena unità non può farsi se non nella verità. In questo tema il divieto della legge della Chiesa non lascia spazio a incertezze, in ossequio alla norma morale proclamata dal Concilio Vaticano II.

        Vorrei comunque ribadire quello che nella Lettera enciclica Ut unum sint soggiungevo, dopo aver preso atto dell’impossibilità della condivisione eucaristica: « Eppure noi abbiamo il desiderio ardente di celebrare insieme l’unica Eucaristia del Signore, e questo desiderio diventa già una lode comune, una stessa implorazione. Insieme ci rivolgiamo al Padre e lo facciamo sempre di più “con un cuore solo” ».”

        (Giovanni Paolo II, Lettera Enciclica Ecclesia de Eucaristhia, 2003)

      2. lidiafederica

        ehi Ale, in quella ortodossa sììì!!!! Infatti i cattolici in mancanza di sacerdoti cattolici nel luogo in cui si trovano, ed essendo impossibilitati a viaggiare, possono validamente ricevere i sacramenti (Eucaristia, e,credo, Unzione degli Infermi) da un sacerdote ortodosso, e viceversa. Le chiese ortodosse canoniche hanno mantenuto la successione apostolica, perciò i Sacramenti sono validi.
        Gli ortodossi – ma anche le chiese cattoliche di rito bizantino, come quella ucraina e bielorussa, anche dette rutene, – utilizzano non il nostro pane azzimo ma pane fermentato (sono stata a Messa alcune volte in una parrocchia di rito bizantino).

        1. lidiafederica

          Però, appunto, se i Sacramenti sono validi per la ricezione dei fedeli in caso di necessità (anche se gli ortodossi sono molto più strict, una volta in Grecia su un’isola sperduta sono andata a Messa alla chiesa ortodossa,e il rito lo conoscevo bene, ma al momento di fare la comunione il pope mi ha chiesto se fossi ortodossa, io ho detto di essere cattolica e la comunione non me l’ha data), ciò non comporta il fatto che sia legittimo per un sac cattolico e uno ortodosso concelebrare nel senso proprio della parola.
          à propos, siamo nel bel mezzo della settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani e il mio compleanno cade proprio il 25! 🙂
          PS: sul termine tecnico transustanziazione non lo so se gli ortodossi dicano così; cmq la sostanza del Sacramento è la stessa. Teoricamente un sacerdote ortodosso che fosse in comunione con Roma sarebbe cattolico (la Chiesa uniate o rutena è nata proprio così, anche se oggi cose del genere vengono abbastanza sfavorite, per vari motivi)

        2. Alessandro

          Lidia, sì, è vero, abbi pazienza, pensavo a protestanti e calvinisti e mi sono scordato degli ortodossi, i quali hanno conservato successione apostolica e quindi valido sacramento dell’Eucaristia.

          Allora preciso che

          Concilio Vaticano II, Unitatis redintegratio, 15: “Siccome poi quelle Chiese, quantunque separate, hanno veri sacramenti – e soprattutto, in virtù della successione apostolica, il sacerdozio e l’eucaristia – che li uniscono ancora a noi con strettissimi vincoli, una certa « communicatio in sacris », presentandosi opportune circostanze e con l’approvazione dell’autorità ecclesiastica, non solo è possibile, ma anche consigliabile.”

          “in determinati casi e per particolari circostanze, anche i cattolici possono fare ricorso per gli stessi sacramenti ai ministri di quelle Chiese in cui essi sono validi.”
          (Giovanni Paolo II, Ut unum sint, 1995, n. 46)

          CIC,
          “Can. 844 § 2. Ogniqualvolta una necessità lo esiga o una vera utilità spirituale lo consigli e purché sia evitato il pericolo di errore o di indifferentismo, è lecito ai fedeli, ai quali sia fisicamente o moralmente impossibile accedere al ministro cattolico, ricevere i sacramenti della penitenza, dell’Eucarestia e dell’unzione degli infermi da ministri non cattolici, nella cui Chiesa sono validi i predetti sacramenti.”

          Bene, così ho fatto ammenda, e restituito agli ortodossi ciò che compete loro.

  13. Claudia

    @ LetteraE: grazie per la tua bellissima testimonianza!
    @ Laura C.: mi hai commosso! 🙂
    @ Alessandro: sei un grande..!! E naturalmente sapevo a memoria anche la sigla del cartone del libro Cuore! 🙂 🙂 🙂

  14. 61Angeloextralarge

    C’entra nulla! Ma come caspita fate ad inserire le faccine? Nnnaggia l’imbranatagggggine!

  15. E’ ovvio( ovviamente!) (che brutti termini, ovvio, ovviamente!)e Alessandro ce lo ha illustrato per bene, che sperare è mooolto meglio che che non sperare in nulla (spe salvi!) ho imparato un’enciclica, sia pure limitatamente alla mia possibilità di capire e di capire addirittura un’enciclica, anche se dice, dicono, che le encicliche sono scritte per essere capite, ma dipende dal cervello, se uno ce l’ha il cervello (che non è detto, io per esempio)
    La cosa terribile è che poi non v’è (che brutto modo di scrivere “v’è”, ma ormai l’ho scritto!)certezza, secondo me(pleonastico)di potere controllare se ci fosse o non ci fosse quel qualcosa in cui si sperava o non si sperava. Per me quindi oltre a non sperare nemmeno la soddisfazione di poter dire che poi ci avrò la soddisfazione di vedere e di fare vedere a quelli chje speravano che speravano invano. Per voi l’incontrario. E quindi, di nuovo, sperare è meglio (ammettendo che uno speri, in qualcosa, qualcuno, eccetra)

    1. Alessandro

      e se sperare è meglio, prova a sperare!

      Oppure secondo te uno che non spera, come te, è destinato per tutta la vita a non sperare, non può sperare mai?
      Qual è l’ostacolo insormontabile che ti impedisce di abbracciare la speranza cristiana?
      Non ti convince la scommessa pascaliana? Non pensi che potresti incominciare a vivere come se il Catechismo avesse ragione (per così dire), e non pensi che, mentre di attieni a questa disciplina, potresti stare a vedere se quelle che prima erano delle obiezioni ostiche che ti sconsigliavano di credere ora si sciolgono, sfumano, non ti riescono più invalicabili?

      1. 1) o uno crede o non crede, e può anche succedere che uno diventi credente (o miscredente, se era credente, o no?))
        2) come mai a me (a parte dire le mie cazzate) non viene mai in mente di invitare nessuno di smettere di credere?
        Che ho mai detto a Paolo Pugni di smettre di credere, o a don Fabio, o a extralarge, o a vale, o a emidiana, o a fefral,o a qualcun’altro?
        3) non è che me ne ho a male se mi consigli di provare, ma proprio non mi viene!!!

        1. JoeTurner

          Alvise io penso che qui dentro quasi tutti si sono domandati almeno una volta che ci fa tu qui, perchè continui a perdere tempo con tanta gente che evidentemente ti va poco a genio (rare eccezioni), post scritti da persone odiose o, bene che vada, con un livello culturale da studente delle medie.
          secondo me si sono un po’ tutti convinti che stai cercando qualcosa e che la tua non è semplice ricerca intellettuale, una curiosità antropologica, ma qualcosa che ha a che fare con Dio. Ecco perchè ogni tanto qualcuno “ce prova” con la fede

        2. 61Angeloextralarge

          Spero di non fare ancora più confusione (se mi permetti) di quella che hai fatto tu! Sono tra quelle che ogni tanto ti fa battutine ed inviti alla conversione. D’altra parte, come ti ho già detto, sto pregando per questo. Ma non sentirti “privilegiato” o “preso di mira”. e’ una cosa che faccio ogni volta che prego. Tu, purtroppo per te, rientri in alcmeno due delle categorie che presento al Signore ogni mattina e ad ogni Messa. Dico a Dio: “Signore, ti presento tutte le persone che mi hai messo accanto, anche solo per un istante e anche se nemmeno le conosco (quindi anche quelle che incontro al supermercato, nel treno, al mare, nel web, etc.), dall’inizio della mia vita fino alla fine (quindi fin dal grembo materno e per tutta l’eternità, visto che so di non morire, ma morirà solo il mio corpo): QUI RIENTRI ANCHE TU! Poi, prego per chi non ha ancora incontrato l’amore di Dio, per chi lo rifiuta, per chi lo offende, etc. QUI RIENTRI DI NUOVO! Ma sai qual’è il bello? Che già da prima di incontrarti in questo blog, stavo pregando per te. Non pensare che io sia fuori di testa… E mi azzardo a dire anche che come me (ovviamente) fanno tantissimi cristiani. Sono extralarge ma non extracristiana, quindi, sono come tutti gli altri.
          Tutto sto panegirico per dirti che: anche volendo, non potrei smettere di pregare per la tua conversione. sai che preghiera ridicola sarebbe se dicessi a Dio: “Signore, mi raccomando! Da tutti questi togli Alvise: lo sai che lui non è molto contento! agari si sente oppresso!”.
          Per quel che mi riguarda potresti tranquillamente invitarmi a non credere, ma so già che non ti ascolterei: chi crede, soprattutto se ha fatto esperienza dell’amore di Dio, fa fatica a tornare indietro. Anche quelli che hanno abbandonato la Chiesa, secondo me, in realtà continuano a credere: sono feriti, delusi, ma non da Dio e dalla Chiesa, bensì dagli uomini della Chiesa. E’ molto diverso!
          Per esperienza personale, posso dirti che ti capisco moooolto bene: l’ho già detto in un altro post. Ho incontrato il Signore moooolto tardi e prima ero atea e mangiapreti. So per certo che qualcuno ha pregato per me!

  16. Una curiosità, Costanza: se tuo marito perdesse la fede (o ne incontrasse un’altra) e ti chiedesse di metterti il burka o volesse persuadere i vostri figli ad abbandonare le pratiche cristiane, come affronteresti questa situazione?
    La sottomissione di cui parli prevede una gerarchia, ad esempio: i genitori decidono per i figli, il marito per la sposa, Dio sopra a tutti?

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