La verità, ti prego, sull’amore

di Jane

Finalmente è successo. Il giorno è arrivato. Ero a messa e tu eri lì. Sono stata distratta per tutto il tempo, a guardarti, a scrutarti, a studiarti. Mi volevo avvicinare, ma non sapevo quando e come farlo. Per il segno della pace? In fila per la comunione? No. Ti volevo aspettare fuori dalla chiesa e braccarti così, quasi per caso, come se mi imbattessi in te per sbaglio. E invece niente, dopo la messa mi è bastato perderti di vista un microsecondo e tu ti sei volatilizzato, sei scomparso, forse sei fuggito per la paura di esserti sentito osservato in modo insistente per un’ora di celebrazione.

Ora però so dove trovarti, Francesco Alberoni. La prossima volta non potrai sfuggirmi. Sono troppe le domande che vorrei farti.

Per esempio vorrei sapere cosa pensi di quello che mi disse un giorno qualcuno: se vuoi distinguere una coppia sposata da una non sposata, basta che li osservi mentre sono a cena fuori.

La coppia sposata sarà quella che non aprirà bocca, che non si guarderà negli occhi, che rimarrà seria tutto il tempo, o incollata al Blackberry. La coppia non sposata sarà tutto l’opposto: risate, sguardi, chiacchierate e parole dolci. Morale: per salvaguardare l’amore bisogna evitare il matrimonio. Francesco, tu cosa pensi? Può esserci amore anche nel matrimonio? Sono troppi i casi a cui assisto che mi fanno pensare il contrario, anche se so che dovrebbero bastarmi le eccezioni che conosco a confermare la regola.

Ma non è così. Non posso evitare di ammettere il trauma psicologico che, inconsciamente, questa osservazione sul matrimonio, che mi fece chissà chi, mi ha provocato. Questo chissà chi sarebbe da perseguire penalmente per danni morali. A me, a cui “matrimonio” è sempre parsa una delle parole più belle del mondo. Sono, forse, stata vittima inconsapevole di Walt Disney? Forse, Cenerentola, Biancaneve, La bella addormentata, sono stati modelli sbagliati? È forse vero che il matrimonio non è la culla dell’amore ma la sua tomba? Ma poi, questo amore, che cos’è?

Forse è vero, bisogna liberarsi dai sogni hollywoodiani e disneyani, niente “e vissero felici e contenti”, niente “voglio invecchiare con te”, niente “per sempre”. Forse dovrei smettere di guardare ripetutamente film come The Notebook pensando che la realtà dell’amore sia così. E poi, è forse vero che il matrimonio distrugge la felicità e ti condanna al silenzio eterno? Francesco, vorrei che mi dicessi di no e mi spiegassi il perché, dall’alto della tua sapienza a cui mi inchino umilmente.

Ti dirò anche che negli anni, poi, ho raccolto tante altre osservazioni che hanno fatto da contraltare a quella brutta prospettiva di chissà chi. Un’altra persona, infatti, un giorno mi disse: “Laura, ricordati che si ama qualcuno e lo si sposa per allegria”. D’accordo. Sono convinta che per vivere felicemente sia necessario ridere. Poi qualcun altro mi disse anche: “Devi amare e sposare qualcuno con cui hai delle cose in comune”. Sì. E poi? “Il matrimonio è una magnifica avventura”. Bello, bellissimo.

Però non mi soddisfano tutte queste risposte. Manca qualcosa. Insomma, chi te lo fa fare di sposarti qualcuno per sempre? E come fai a capire se è proprio lui quello giusto? Non esiste un misuratore, tipo quello di Mary Poppins, che dica “Praticamente perfetto sotto ogni aspetto”?

Un giorno, poi, lessi il libro di Costanza. Anzi, lessi prima il retro del libro “Che c’è dopo il bacio finale? Qualcuna sa che si può essere felici persino con il marito?”. E dal retro passai in un batter d’occhio al contenuto, e divorai mezzo libro in libreria, ridendo sguaiatamente ogni tre per due, sotto lo sguardo indispettito della commessa e degli astanti.

Ecco, vorrei che tu gli dessi un’occhiata a quel libro, se non l’hai già fatto. Vorrei sapere cosa ne pensi e confrontarmi un po’ con te.

Vorrei sapere cosa pensi, per esempio, quando Costanza scrive: “Ma a che serve vivere se non costruisci qualcosa che ti superi?”. E poi ancora: “[…]nel pacchetto completo del matrimonio c’è quella dedizione totale che ogni cuore pretende. C’è qualcuno a cui puoi far vedere tutto di te, e lo stesso sentirti amata.”. Prosegue: “Il matrimonio è divertente, è naturale, risponde ai nostri bisogni e ai desideri di felicità”. Che ne pensi tu Francesco? Dopo avermi dato il segno della pace, dimmi la verità, ti prego, sull’amore e sul matrimonio.

123 pensieri su “La verità, ti prego, sull’amore

  1. DaniCor

    Una volta qualcuno mi disse “O amor é quando a gente mora um no outro” , cioè, “L’amore è quando abitiamo l’uno nell’altro”.
    Va be’, lo disse un poeta, non solo a me, lo disse Mário Quintana.
    Per me questo pensiero è stato fondamentale per capire qual’era quello giusto: quello che mi fa sentire a casa. Quello che, quando guardo negli occhi, sento di essere nel mio porto sicuro. Quello che se non è al mio fianco mi fa sentire persa, smarrita, lontana dal mio posto.
    Quello che mi ha fatto uscire da me per entrare nel noi.

  2. Assolutamente il matrimonio non è …e vissero felici e contenti. E’ cerchiamo insieme di affrontare la vita perchè in due è meglio se ci si ama davvero. Dopo più di vent’anni di matrimonio penso di poterlo dire.
    E non è vero che le coppie sposate a cena fuori non sono …insieme! anzi. E’ un preziosissimo e raro momento di intimità a due di cui si deve approfittare…

  3. fefral

    secondo me “quello giusto” non esiste. Esistono uomini con cui è possibile fare una scelta di vita “per sempre” ma alla fine il matrimonio è una scelta libera, è l’incontro di due libertà che decidono di costruire insieme qualcosa che dura tutta la vita. Se esistesse “quello giusto” mancherebbero i presupposti per la libertà della scelta. E poi se per caso sbagliamo e “quelo giusto” compare tre o quattro anni dopo il nostro sì definitivo come la mettiamo? Può succede, quante volte è successo, che si senta dire “ho sbagliato, non era la persona giusta per me, non ci amiamo più”. Queste affermazioni nascono proprio dall’idea che matrimonio sia trovare il principe azzurro, quello fatto per me e io per lui, quello con cui ci si incastra alla perfezione, il negativo della mia fotografia, il pezzo di puzzle che mancava. Stronzate.
    Sarai pronta a sposarti quando tu sarai in grado di uscire da te stessa, non dipende (solo) dall’uomo che hai incontrato. Se basi la tua scelta di sposarti solo sul principe azzurro che hai di fronte facilmente ti troverai a un certo punto a dire “non eri quello che pensavo che fossi, ho sbagliato tutto” . E allora sì che, come dice Dani, ti sentirai a casa in un “noi” invece che in un “io”
    E aggiungo, sarai pronta a sposarti quando riuscirai a pensare a te stessa felice anche senza matrimonio. Quando sarai una persona completa e realizzata allora puoi pensare di buttarti in una pazzia come il matrimonio.
    A proposito delle coppie sposate che a cena non si aprono bocca. Magari si stanno godendo finalmente un po’ di silenzio 🙂 A me a volte succede che avendo “vinto” finalmente una serata senza figli ce ne stiamo zitti zitti a riposare per un po’. Ci sono silenzi pieni e parole vuote. Se ti guardi bene attorno puoi scoprire che le eccezioni che confermano la regola non sono poi così rare. Forse semplicemente si notano di meno perchè fanno meno rumore.

    1. fefral

      ho riletto: e preciso, per sentirti a casa c’è bisogno che quella casa sia la “tua”. E’ con l’altro che ti senti a casa, non “nell’altro”. La coppia è qualcosa di più che la somma dei due.

    2. DaniCor

      Io credo che “quello giusto” esista, ma non è uno solo, non è vincere la lotteria. Mi spiego, quello giusto è quello che no è sbagliato per re. Sono sicura che ci sia quello(i) sbagliato(i), che ci si possa arrivare a capire, basta togliere le fette di salame degli occhi. Poi ci sono quelli giusti (o quello giusto) per te. Il noi bisogna costruirlo, bisogna fare da parte il proprio egoismo e farsi dono. Solo così quella persona con la quale ha deciso di condividere il tuo avvenire diventerà quella giusta definitivamente: diventerà la strada della tua santità, l’unica giusta.
      È assolutamente vero pensare che non dobbiamo sognare di trovare il principe azzurro, ma è altrettanto vero che è l’amore a rendere le persone diverse per noi, a renderle speciali, a renderle “quella giusta”. Altrimenti uno vale l’altro,
      come quando scegli il pollo arrosto, basta che sia cotto a puntino!

  4. Maurizio Costanzo una volta durante una sua trasmissione disse che l’amore eterno non esiste perché la vita si è allungata e la gente non ce la fa più ad invecchiare insieme, se stanno insieme è per noia. Forse parlava di sé. Io so che il matrimonio è un’umana avventura, che ha bisogno di una profonda conoscenza prima, e di un profondo desiderio di continuare a scoprirsi poi. Attendere il rientro dell’altro con il batticuore è bello anche se sono passati 30 anni se l’altro ha i capelli sale e pepe e tu 20 chili di troppo, ma questo accade solo se sai che avete ancora tante cose da dirvi, tanta voglia di condividere l’oggi e di pensare al domani. Noi al ristorante parliamo e ci emozioniamo ancora a sfiorarci la mano. Alberoni non so.

  5. G

    Ah si anche a me piacerebbe fare qualche domanda ad Alberoni…
    Ho una famiglia numerosa, e le mie zie sono tutte della “vecchia guardia”, come le chiamo io, cioè sono persone che hanno lavorato una vita e hanno fatto tanti sacrifici per andare avanti insieme coi loro mariti “nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia” e per crescere i figli come meglio potevano; una normalità supportata da tanto buon senso e dalla fede. Molte persone loro coetanee ora si separano dal coniuge perchè stufe e infelici, e qualche giorno fa una mia amica si è lasciata dal fidanzato “perchè infelice”. Questa la mia reazione: Eeeehhh??? Mia zia ieri mi ha detto: “Quando mai ho avuto il tempo di chiedermi se ero felice?”. Quanto mi ha fatto riflettere questa frase!

    1. lidiafederica

      Non so… il mio fidanzato mi ha lasciato una settimana fa, perché non eravamo felici. Eravamo entrambi stressati, stanchi, con ogni sorta di litigi. Problemi per la religione diversa, la cultura diversa, la nazionalità diversa… E ci abbiamo provato per un sacco di tempo, perché ci vogliamo davvero bene, ci stimiamo un sacco ed entrambi siamo molto depressi che non ci siamo riusciti, volevamo davvero che l’altro fosse la persona della nostra vita. Chiaro, se me lo chiedesse adesso, forse ci tornerei anhce insieme, ma quando prego mi sembra che sarebbe un errore.
      A questo punto, mi sembra che a volte la felicità sia un indicatore importante…se non altro nel fidanzamento (se non ci potesse mai lasciare non sarebbe manco un periodo di prova, ma sarebbe già matrimonio). A me sembra che se da una parte l’impegno, la progettualità etc. siano importanti – e noi due ne avevamo a iosa – dall’altra anhce un senso di gioia nel pensare alla vita intera con l’altro sia importante. Non so, magari invece abbiamo fatto la scelta sbagliata. Può essere.
      Diverso è nel matrimonio.

      1. G

        Si hai ragione.. scusa non mi sono spiegata bene.. La felicità è molto importante, se non sei felice con una persona è autolesionistico che tu ci costruisca la tua vita, un padre amorevole (Dio) non vuole l’infelicità dei propri figli, ma secondo me sta passando un concetto distorto di felicità, vale a dire che se una persona non dà più le stesse emozioni che dava un tempo, allora non vale più la pena stare insieme, e ci si lascia per cercare altrove il brivido.. e questo è stato il discorso della mia amica; stava insieme al suo fidanzato da anni, è piuttosto normale che dopo un po’ l’impeto iniziale si affievolisca e subentrino altre cose. Mi è dispiaciuto molto, li vedevo molto bene insieme. Poi nel matrimonio è diverso, e queste coppie che si separano a 50 anni suonati perchè infelici e irrealizzate mi fanno pensare che l’io sia più importante del noi… Ma non lo so, non conosco le situazioni caso per caso, guardo la mia famiglia e sono ben contenta che usino il buon senso e che non pensino a separarsi perchè potrebbero girare il mondo invece di condividere lo stesso divano tutte le sere. Mi rassicurano che in fondo il per sempre sia possibile, e non mi scoraggio.
        Mi dispiace molto anche per te, spero che tu trovi la tua felicità.

  6. Erika

    Sono totalmente d’accordo con Fefral.
    Non esiste “quello giusto”, nel senso del principe azzurro che ti salva e ti aggiusta la vita.
    Ci possono essere decine di uomini “giusti”, ma poi ne scegli uno e liberamente gli dedichi la tua vita, nel corso della quale prima o poi ti domandi “Ma sarà stato davvero quello giusto?” e la risposta è (quasi sempre) sì, perché l’hai scelto, perché il tuo malessere in quel momento è dovuto (quasi sempre) ad altri fattori, e lui ti sta facendo da parafulmine.
    Molte donne cadono nell’errore di pensare che con un altro uomo la loro vita sarà diversa, più brillante, più felice…sono balle. Se sei insoddisfatta devi avere il coraggio di affrontare il problema, non cercare qualcuno che te lo risolva.
    Concludo il pistolotto con un’osservazione: secondo me molte coppie oggi tendono a togliere dalla formula “nella gioia e nel dolore”, la parte relativa alla gioia, nel senso che condividono i momenti spensierati e divertenti(cene, aperitivi, hobby) con gli amici/amiche e quelli noiosi e pesanti(negoziazione di mutui, tubi che perdono ecc.) col coniuge.
    Errore fatale. Bisogna ricordarsi che quella gioia noi gliel’abbiamo promessa: prima di cercare la felicità nel tuo uomo, cerca di dargliene un po’.

  7. Lara88

    Scusate la mia ignoranza…so “di vista” chi sia Alberoni, però non conosco il suo pensiero sull’amore… Deduco che l’articolo sia una “risposta” a qualche suo pensiero “strano” sull’amore e il matrimonio?
    Premetto che io non so molto di matrimonio, non essendo ancora sposata (ho 23 anni) e non avendo come esempio un cosiddetto “matrimonio felice” dei miei, però nell’amore e nel matrimonio ci credo lo stesso, è una delle cose più belle su cui si è scritto da sempre, è pure un sacramento, non può essere una fesseria! e poi, soprattutto, l’ho sperimentato di mia mano. Guardandomi attorno, matrimoni infelici, separazioni, convivenze per non assumersi un impegno vero e proprio, dovrei forse pensare che sia tutta una finzione, un’illusione, un grandissimo errore sposarsi, ma non lo penso (certo che se ci si sposa con la persona sbagliata, tanto per sposarsi e non rimanere soli o per inerzia…sarà un fallimento, o comunque andrà avanti solo per forza di volontà e per i figli).
    Chi te lo fa fare di sposarti qualcuno per sempre? E come fai a capire se è proprio lui quello giusto?
    Lo capisci e basta, difficile da spiegare, non è quello giusto perché è quello simpatico, bello, intelligente, stessi interessi, dolce, romantico, buona famiglia, lavoro giusto, tutte le qualità che si possono immaginare (beh ovvio…qualcosa che ti colpisce e ti ha fatto innamorare c’è per forza…gli occhi, il modo di parlare…) è qualcosa di più, non lo decidi tu “ora mi innamoro di lui perché è quello giusto per me, bello, simpatico, intelligente ecc..”.è un’intuizione, quella che ti rimane anche quando è passato il periodo dei cuoricini tutt’intorno sempre, dei difetti che non si vedono, delle farfalle allo stomaco…Quella cosa che ogni giorno ti fa innamorare di più, quel legame forte che ti fa dire “sentivo che esistevi già prima di conoscerti e ora ci siamo ritrovati”, che non può essere un caso che ci siamo conosciuti ed è nata questa bella cosa, troppo bella per essere finta e la cosa bella non è il fatto che ci sia qualcuno che ti ama (beh, pure bello, ma può capitare che ci sia anche qualcun altro che ti ama e tu non lo corrispondi) ma che tu lo ami veramente, che siete in due, insieme ad amarvi e, a pensarci bene, non è bellissimo?un miracolo quasi? E’ quella cosa che ti fa pensare al futuro con lui accanto “automaticamente”, che ti fa anche immaginare seduti insieme sul divano con una copertina a guardare la tv a casa “nostra”, che ti fa venire naturale condividere tutta te stessa, la propria vita, affidare il proprio presente e futuro, che senti che costruirete qualcosa di bello insieme, che sai che non sempre le cose andranno bene, che ci sono quei difetti che ti fanno arrabbiare, ma lo ami così com’è, che si litigherà, ci potranno essere momenti brutti, ma sei disposta ad accettarli e superarlo insieme lo stesso; che certe volte ti verrebbe di dire “ma chi me lo fa fare?potrei essere libera, senza vincoli, di fare quello che mi pare senza tener conto di nessuno” , di uscire la sera tardi senza mandare un sms per dire che son tornata a casa e lasciarlo in pensiero con questa preoccupazione, di partire per fare un anno di erasmus qua e un leonardo là, poi studiare là, fare tutte le mie esperienze libera, da sola e poi in caso pensare a “noi”, come una costrizione, un vincolo, perché io sono io e lui è lui, ognuno fa la propria vita e lo stare insieme è solo una circostanza della vita che va bene finché va bene…e invece no, “ma chi me lo fa fare?” , quella cosa, quella intuizione d’amore, che è più forte di ogni altra cosa e che non ti costringe a niente, non è un vincolo contro la tua libertà, anzi sei libera proprio così, condividendo insieme la tua vita, “legandoti” a lui, mandare l’sms quando torni a casa tardi con le amiche non è una rottura (con i genitori un po’ sì…scusate genitori…XD) , fare l’egoista e non pensare a lui…in realtà non sarei libera, mi farei del male io stessa, la mia felicità la voglio condividere con lui, sono legata a lui, ma non perché sono dipendente da lui in maniera passiva, tipo droga, che la mia vita non avrebbe senso senza di lui, la mia felicità dipende da lui…Sarebbe brutto così, oltre che non sarebbe giusto addossare la responsabilità della mia felicità tutta a lui…è un essere umano, imperfetto come me che cerca la felicità, è normale che non saprebbe darmela, il desiderio di felicità è infinito… La mia vita da sola probabilmente avrebbe lo stesso un senso, sono completa lo stesso, non sono una metà che si completa con l’altra metà, sono già “una” di per sè. Semmai insieme formiamo un’unione, completa appunto nel matrimonio,per sempre, e insieme ci “aiutiamo” a raggiungere quella felicità, insieme è più bello e la si vive già anche nei piccoli momenti quotidiani e proprio in quell’amore che ci unisce… Difficile da spiegare a parole e forse l’ho spiegato male e se non si prova non si può capire, però almeno crederci…no?

    1. Tracina

      Io provavo esattamente tutto ciò che hai detto per il mio ragazzo…poi mi ha lasciata. Come è possibile continuare a credere che questi “indicatori” ci facciano capire che abbiamo davanti la persona giusta?

  8. Quanti danni ha fatto l’Alberoni!
    O quantomeno la diffusione della visione melensa dell’amore di cui è il portabandiera…
    Come confessore e direttore spirituale di ragazzi non so quanto tempo ho speso a correggere la deformazione cattolica del “è quello giusto/a” ovvero: “Il Signore lo ha scelto/a per me”. Hai voglia a dire che un padre amorevole non sceglie il marito/moglie al proprio figlio, ma lo lascia libero, hai voglia ad esortare alla responsabilità, a dire “ma no, sei tu che scegli, cosa c’entra Dio?”. Su pochi argomenti come su questo ho avuto la sensazione di sprecare il fiato

    1. lidiafederica

      Io non ho mai pensato che Dio scegliesse per me, però sì che una mia scelta si isnerisce nel suo progetto provvidenziale.
      Ma se una persona sceglie di non essere più fidanzata perchè obbiettivamente ci si rende conto che non si è felici, va bene lo stesso? Ahimé io adesso sono proprio nel periodo “depressione acuta” (OT: però adesso mangio e dormo bene, Dani! 😉 ) perché il mio fidanzato ed io ci siamo lasciati una settimana fa, dopo tanti mesi di andare avanti per il solo motivo che ci vogliamo bene e volevamo rispettare l’impegno preso.
      A me viene un po’ l’ansia nel sentire tutti i discorsi che bisogna andare avanti a forza di volontà (cioè, nel matrimonio sì, è diverso, parlo del fidanzamento), mi dispiace se non ci siamo riusciti.. Io giuro che entrambi di volontà ne avevamo tantissima, però a una certa sembra non bastasse davvero più. E a me in coscienza e davanti a Dio sembra che lui abbia fatto proprio la cosa giusta lasciandomi (anhce se ancora è molto dura da mandare giù…) e io quella giusta accettandolo (beh non che potessi fare altro, cmq diciamo interiormente).
      Poi chissà…la vita è (relativamente ancora) lunga, e non si sa cosa succederà 🙂

      1. Mi dispiace molto Lidia (Lidia o Federica? Come preferisci?) Pochi dolori nella vita sono pesanti come le pene d’amore, che molti sottovalutano.
        Anche perché in genere si accompagnano a pericolose cadute di autostima. Almeno questo ti prego di risparmiatelo, sei una ragazza troppo intelligente per cadere in questa trappola.
        Io credo che il tempo di fidanzamento sia da intendere come un tempo di verifica, per cui se non funziona… bhe certo, una volta che uno ha verificato che non è una crisi passeggera non è proprio il caso di intestardirsi, sennò succede come quello che a poker continua a rilanciare per rifarsi delle perdite… e generalmente finisce in mutande!

        1. lidiafederica

          Grazie (Lidia va bene 🙂 ). No l’autostima sta bene, per fortuna! L’umore e la capacità di lavoro un po’ peggio.

    2. 61Angeloextralarge

      C’è di peggio! In un determinato luogo di preghiera (non lo nomino volutamente per non accrescere questa “cativa fama”) c’è chi ci va perché la Madonna ha già scelto per lei/lui la persona della sua vita e “di sicuro” gliela farà incontrare durante il pellegrinaggio. Conosco una ragazza che in 3 pellegrinaggi nello stesso luogo (uno a distanza di un anno circa dall’altro) si è “fidanzata” ogni volta con un nuovo ragazzo “donatole” dalla Madonna: tutte e 3 le storie hanno durato al massimo 6 mesi!. Attualmente è sola, ma forse perché nel 2011 non c’è andata!?! 😦

  9. Lara88

    Don Fabio, quando ti innamori, non lo scegli propriamente tu…diciamo che questo genere di emozioni son difficili da “controllare”… Quello che scegli è il dopo, tutto il resto, scegli se impegnarti veramente, se amarlo veramente in un certo senso, anche quando le emozioni forti, i cuoricini, le farfalle allo stomaco iniziano ad andare via… Scegli appunto il marito, che ovviamente non sceglie Dio, non ti obbliga… Sarebbe brutto così. Ma la sensazione di averci creati l’uno per l’altro…non credo sia sbagliata pensarla… A quante cose belle Dio pensa per noi e poi siamo noi a scegliere la strada liberamente… La stessa cosa penso capiti col matrimonio… Mi corregga se sbaglio.

    1. Il solo problema è che questa sensazione (quella dell’innamoramento) uno la prova piuttosto spesso è il progetto di Dio ogni volta? Ovviamente no. Se un incontro fosse o meno volontà di Dio si può dire solo a posteriori, mai in corso d’opera

    2. perdonami Lara88, quello che scegli è anche se dare un futuro all’innamoramento, che rientra nella parte sensibile dell’uomo. L’amore è un verbo, azione dell’uomo, non un sentimento.
      La passione iniziale può anche finire in nulla se non c’è una visione comune, obiettivi comuni.
      Mi spaventano le coppie che finiscono insieme perché “ci vogliamo bene” (che cosa vuol dire? può voler dire molte terribili menzogne): se non c’è una base comune, anche piccola, ma una visione comune di che cosa sia la realtà e che cosa voglio per noi (non per me e per te, per noi) dal futuro… meglio chiudere.

      1. lidiafederica

        Vero!
        Se il “ci vogliamo bene” era preso dal mio commento, nel nostro caso significava proprio questo: “vogliamo il bene l’uno dell’altro”. Avevamo anche molte visioni comuni, il matrimonio come valore, etc etc etc, ma alla fine abbiamo capito che il bene dell’altro non era di stare insieme, per tanti motivi. Anche se la base comune c’era su tante cose. Ecco, io direi che servono entrambe le cose: sia il volersi bene sia la base comune.

  10. Romana Cordova

    Io credo, non per esperienza perchè non sono ancora sposata, ma per profonda convinzione, che ” l’uomo giusto” ( e viceversa la donna giusta per l’uomo) esiste, nel senso che è quello che ha determinate caratteristiche che vanno a combaciare con le proprie, che consentono quel completamento vicendevole che ci deve essere. Questo dal punto di vista caratteriale, ma non basta. Sono convintissima che, come diceva Antoine de Saint Exupery, “l’amore non è guardarsi negli occhi , ma guardare insieme nella stessa direzione”…Quella “stessa direzione” possono essere obiettivi comuni, stesse finalità da raggiungere, e la cosa può sembrare che funzioni, o può funzionare anche per un certo tempo, ma può essere anche velata da un reciproco utilitarismo. Se invece alla base c’è una comunione spirituale , se la “stessa direzione” è Dio, sono convinta che funzionerà sicuramente…

  11. a proposito di forza di volontà: non penso che debba essere quella la ricetta per far funzionare neppure il matrimonio. La felicità è un buon termometro che non bisogna mai smettere di controllare ogni tanto. Se sono infelice, e questa tristezza dura, credo che sia importante andare a fondo e capire perchè. Quello che cambia tra fidanzamento e matrimonio è proprio l’impegno definitivo che col matrimonio si è preso, per cui la conclusione non può essere “siamo infelici quindi lasciamoci”, cosa che nel fidanzamento invece può accadere e in molti casi è bene che accada.
    A volte ho l’impressione che si confonda il cuore, che poi è l’essenza profonda dell’uomo, con lo stomaco. Il destino dell’uomo è essere felice, e sebbene non lo saremo mai completamente in questa vita un’infelicità cronica è indice di qualcosa che non va.

      1. joe, scommetto che qualcosa su cui non siamo d’accordo la troviamo. Per esempio, tu che ne dici di quest’orrendo restyling del blog?

  12. Velenia

    Ps.Il restyling non mi piace,mi dà l’idea di quando vai a casa di amici e trovi l’arredamento completamente rifatto,questo mi sa troppo di moderno e wengè,quello di prima era più tipo cassettone della nonna,ma de gustibus…

    1. vale

      il Legno Wengè presenta notevoli doti di durata e ha trovato largo impiego oltre che nella produzione di parquet e pavimenti in legno……

  13. Lara88

    Don Fabio, certo, non dicevo questo, ma Dio un progetto per noi ce l’ha o no? Il matrimonio non è anche questo un progetto?Una vocazione? Se poi la seguiamo o meno è una nostra libera scelta, ma in linea di principio c’è, no? E non dico che l’innamoramento è la prova che quello sia l’uomo giusto ogni volta…io parlo di una cosa che va oltre l’innamoramento, un’intuizione che non passa anche quando son passate le emozioni forti e che non è nemmeno vero e proprio sentimento… Lei come ha fatto a scegliere di diventare prete? L’ha calcolato razionalmente, perché era la scelta giusta da fare o si è fatto prendere dalle emozioni forti del momento (un equivalente dell’innamoramento,non saprei…) oppure era qualcosa di più? Poi certo, è a posteriori che si vede…e l’impegno ci vuole, non è questione di forza di volontà inutile però, non avrebbe senso…
    Paolo Pugni, forse non mi sono spiegata bene, ma sì, anch’io penso che di fondo ci debba essere una visione comune, un progetto comune di vita insieme… A doppo scusate scappo

    1. Che meraviglia avere 23 anni Lara, goditi tutto il tuo entusiasmo e non lasciare che questi vecchi babioni di preti (il sottoscritto) te lo smontino… come ricorda il nostro Alvise il mistero di come possano coesistere la libertà dell’uomo e la Provvidenza del Padre è oltre le nostre capacità mentali. Almeno, con un po’ di prudenza, mettici davanti un “forse”.
      Forse è la mezza moneta che ti completa (per usare una bella immagine di GPII), forse è l’uomo che ti è stato posto accanto, un forse che potrai sciogliere solo tra qualche anno, quando il vostro bellissimo amore sarà stato messo alla prova (che so: un paio di figli, un licenziamento e una malattia seria dovrebbero bastare. Non è che ti voglio portare sfiga, è solo che normalmente nella vita di una coppia ci sono queste cose).

      1. Alessandro

        non so, non chiederlo a me, domanda ad Alberoni… 🙂

        In alternativa c’è la ricetta: stare abbastanza vicini da non patire il freddo e abbastanza lontani da non pungersi a vicenda. Come i porcospini di Schopenhauer.

        “Una compagnia di porcospini, in una fredda giornata d’inverno, si strinsero vicini, per proteggersi, col calore reciproco, dal rimanere assiderati. Ben presto, però, sentirono le spine reciproche; il dolore li costrinse ad allontanarsi di nuovo l’uno dall’altro. Quando poi il bisogno di scaldarsi li portò di nuovo a stare insieme, si ripeté quell’altro malanno; di modo che venivano sballottati avanti e indietro tra due mali, finché non ebbero trovato una moderata distanza reciproca, che rappresentava per loro la migliore posizione.”

  14. Bel post. Non sono sposato perché troppo giovane forse…ma per esperienza indiretta posso testimoniare che ci sono molti matrimoni felici. Anzi l’amore trova la sua massima celebrazione nel matrimonio che non può e non vuole essere intesto come un mero rito ma come tutti i riti assurge a funzione di emblema pieno del proprio contenuto.

    Un saluto da Lordbad

    Vongole & Merluzzi

  15. Sono anche io d’accordissimo con Fefral e con Erika. (con Joe non del tutto, ma pazienza)
    L’uomo giusto non c’è. Il problema è che ce n’è più di uno. Anche qui ce ne stanno due o tre che mi garbano moltissimo, gran cervello, buon cuore, sense of humor…. Io mi innamoro di continuo, che ci posso fare?
    E da quando ho smesso di scandalizzarmi per questi continui slanci del cuore ho capito che amo ancora di più l’uomo che ho scelto 7 anni fa. L’ho studiato per quasi 5 anni prima di sposarlo e oggi più che mai sono certa di aver fatto la scelta giusta. Mica perchè rispecchia tutte le caratteristiche che cercavo, eh…. Ma perchè mi sembra evidente che non esiste il Principe Azzurro assoluto, quello con tutte le carte in regola per piacere a una donna (a sentire noi deve avere tante di quelle qualità che è umanamente impossibile trovare in un solo uomo, vedi il motivo per cui al famoso negozio dei mariti è impossibile accedere all’ultimo piano!). Sinceramente non mi sono mai posta la domanda “lo avrà scelto Dio per me?”. Direi che me lo sono scelta in tutta libertà, pregi e difetti. E piuttosto non credo sia lui ad aver fatto un grande investimento, ma vabbè…. Se devo scegliere una favola a cui paragonarmi, direi che potrebbe essere “la principessa e il ranocchio”: eravamo due anfibi ma al momento del bacio abbiamo scelto di essere Principe e Principessa l’uno per l’altra.

    1. ah, ma siete sbarbini…. 7 anni…. dei ragazzini… complimenti!
      Noi siamo un po’ più in là… 5 sì di fidanzamento, ma poi altri 27 di matrimonio…
      e confermo, matrimoni felici ne esistono tanti, e più vai avanti più sei felice

  16. Laura Dall'Acqua

    Non riesco a leggere tutti i commenti, purtroppo.
    Giusto ieri a cena ripercorrevo con mio marito i primi momenti in cui ci siamo notati e poi, poco a poco, conosciuti.
    Da lì a chiederci, guardandoci dritto dritto negli occhi, anzi, proprio in fondo in fondo, “sei sicuro/a che tu sei la persona giusta?” c’è voluto davvero poco. Non era la prima volta, ma chiederselo a pochi mesi dal grande passo è stato importante.
    La risposta è “sì”, pur sapendo che abbiamo di fronte a noi molte prove (stanchezza, problemi vari da risolvere, modi diversi di affrontare le questioni…).
    Non ho mai creduto nel principe azzurro e non credo affatto di averlo trovato, nel senso che non ho mai sognato il matrimonio: quello che mi è stato offerto è molto più di quanto avrei mai osato anche solo immaginare.
    Quello di cui sono certa è che Dio ci ha dato una grande possibilità mettendoci l’uno accanto all’altra, facendoci conoscere proprio in quel modo ed in quel preciso momento.
    Fin dal primo istante ci siamo ri-conosciuti.
    Quello che abbiamo ricevuto in dono è stata un’occasione: noi eravamo liberi di non accettare (ecco il libero arbitrio!) e siamo tuttora liberi di non onorare le promesse fatte il giorno delle nozze. La consapevolezza di essere amati da Dio, come individui, ma anche come coppia, come famiglia, è di grande sostegno: ha ragione Costanza quando afferma (vado a braccio) che il matrimonio è proprio una pazzia se non ci si affida a Lui.
    Quindi, secondo me, la persona giusta esiste e quando la si incontra spetta però a noi saper coltivare il rapporto, crescere insieme.

  17. Secondo me pensare “è l’uomo giusto per me” ed anche “è quello che Dio ha scelto per me” è un sentire che non può essere troppo razionalizzato, di quelle cose difficilmente spiegabili a parole, di quelle certezze non dimostrabili. Saper discernere bene è anche quello un dono, che va chiesto…
    E perchè poi non chiamarlo “principe azzurro” ? non nel senso di un ideale di perfezione, ma come espressione di amore, se per esempio una donna considera il suo fidanzato e poi suo marito il suo principe azzurro, penso che sia bellissimo, che debba essere così…

  18. vale

    io mi sono innamorato un sacco di volte……..forse troppe…..sono ancora molto “zingaro”……
    sono irrecuperabile??????

  19. 61Angeloextralarge

    Non esiste un misuratore, tipo quello di Mary Poppins, che dica “Praticamente perfetto sotto ogni aspetto”?

  20. Velenia

    Io il mio rospetto ho avuto tutto il tempo di studiarlo e per ben due volte( vi ho già detto che ho sposato il mio ex? Già proprio quello che mi aveva lasciata la vigilia del mio 23° compleanno, e che è tornato un anno dopo e mi ha pazientemente aspettato per un altro anno sorbendosi i miei ;-non ti sposerei neanche se fossi l’ultimo uomo sulla Terra-),dopo 17 anni di matrimonio sono convinta che sia lui l’uomo giusto e non perchè siamo le due metà della mela.anzi…
    Ci sono cose di lui che non capirò mai,come la tendenza a trasformare casa nostra in una succursale dalla Foresta Amazzonica e del Bioparco.Attualmente il nostro zoo domestico è composto da:un gatto,due acquari,due salamandre,due tartarughe marine,due astici d’acqua dolce ,e pensare che il 90% dei maschi italiani ha come passione preponderante il calcio!
    Sulle cose vere e fondamentali della vita però si che siamo d’accordo,direi che sulle salamandre si può anche soprassedere,che ne pensate?

  21. Alessandro

    “Che ne pensi tu Francesco? Dopo avermi dato il segno della pace, dimmi la verità, ti prego, sull’amore e sul matrimonio.”

    Laura, ti voglio aiutare, sto raccogliendo un po’ di interviste in cui Alberoni ha risposto a domande sul matrimonio.
    Eccone una:

    http://www.matrimonio.it/guida/prima_di_tutto/perche_sposarsi/il_matrimonio_oggi_come_e_cambiato_intervista_a_francesco_alberoni

    “No, il matrimonio non è una fatica, termine che implica lavoro duro, sforzo, dolore. Ma certo per stare bene insieme ci vuole un grande impegno. Passati la passione e gli impulsi erotici dei primi 12 – 18 mesi, bisogna avviare la fase due del rapporto, che prevede un reciproco lavoro di conoscenza e adattamento e richiede molte energie. I coniugi devono applicarsi: leggere libri, per esempio, guardare film e discuterne insieme, senza farsi influenzare da stili culturali mediocri alla Muccino che fanno di tutti i sentimenti una melassa”

    1. Alessandro

      Ecco un altro contributo:

      “Eppure ho visto anche degli amori ardenti e appassionati che durano decenni. Quale è il loro segreto? Forse alla loro base c’è una misteriosa affinità dell’anima come del corpo, ma anche la tolleranza, la capacità di parlarsi, di capirsi, di confessarsi ciò che piace e non piace con sincerità, con candore.
      Ma non tutti possono raggiungere questo amore totale che, d’altra parte un giorno può anch’esso finire.
      Ora, se la stabilità del matrimonio dipende così tanto dall’amore, a volte mi domando se, pur non toccando affatto il matrimonio tradizionale, non sia il caso di studiare anche altre formule legali o contratti matrimoniali che consentono soluzioni più articolate adatte alle diverse circostanze del nostro tempo.”

      Fai clic per accedere a COPPIE_E_UNIONE_PERFETTA.pdf

      1. Alessandro

        Concluderei con questa intervista:

        “Sono convinto che l’istituto vada rivisto con formule matrimoniali diverse o aggiungendovi ogni volta dei contratti matrimoniali molto articolati che prevedono anche le separazione e la divisione dei beni, oltre ai rapporti con i figli.
        Queste cose non vanno regolate al momento del divorzio ma al momento del matrimonio quando i due si amano, sono pronti al compromesso, e dovrebbero essere vincolanti nel momento della separazione, quando i due sono in conflitto.
        In certi casi si dovrebbe addirittura prevedere una scadenza del matrimonio, per esempio 5 anni. Dopo di che, il contatto deve esser rifatto da capo.”

        http://www.heidibusetti.com/blogpost.asp?id=31

        1. vale

          c’è già il matrimonio a tempo. basta diventar musulmani….
          ed hai anche la protezione dello stato, in occidente, xché sei una minoranza….

  22. cvd. Alberoni non mi convinceva prima, ora mi piace ancor meno….
    Laura GT: con tutto il rispetto, ma se vuoi consigli sul matrimonio ho la vaga sensazione che il mio panettiere sia più perito del noto sociologo…

  23. admin

    allora:
    la nuova grafica (che invece è piaciuta ed ai miei riferimenti di stile, le autrici del blog), ha essenzialmente il vantaggio di posizionare gli articoli su due colonne e di dare più visibilità anche ai post arretrati, di dare un maggior senso di coralità, di avere la sezione di destra più razionale e la possibilità, ancora poco sfruttata, degli spazi in basso. In più la testata risulta più snella e più equilibrata.

    1. come Admin ha voluto sottolineare, sono stato sfrattato dal consiglio del blog, quanto alla tappezzeria almeno…
      (non ridete, non è divertente!)

      1. admin

        di’ la verità sei stato consultato ma non ti sei voluto sbilanciare, ed è scattato il silenzio assenso 😉

        1. diciamo così 😉
          del resto quando si esce a comprare abiti con una donna si può ben convincerla di qualcosa, ma se si esce con tre donne è finita: ti va bene se alla fine puoi pagare il conto e portare i pacchi.

          1. JoeTurner

            “ti va bene se alla fine puoi pagare il conto e portare i pacchi.”
            Scusa Cyrano, e se ti va male???

            1. perdi diritto di parola in ogni questione estetica!
              Nunc et in saecula saeculorum!
              Mai dimenticare: solo una donna per volta… nei negozi intendo!

    2. Va bene, forse come layout la nuova grafica può presentare qualche vantaggio. Ma non si può scegliere un carattere un po’ più leggibile?
      (domanda: lgt ha chiesto un parere ad alberoni prima di darti l’ok?)

          1. 61Angeloextralarge

            Concordo sulle dimensioni del carattere: se fossero un po’ più grandi…. 😦
            La nuova versione mi piace! Sui gusti non si discute: ognuno ha i suoi! 😀

  24. “Non cade foglia / che Dio non voglia”.
    Applicato al matrimonio, o a qualsiasi altra questione, ci sarebbe da discuterne per secoli e secoli,
    che poi è quello che è sempre stato fatto, mentre intanto il mondo andava avanti da sé, per inerzia,
    che però questa da noi cosiddetta inerzia, potrebbe essere che : “Non cade foglia etc. “

    1. vale

      mi ricorda un po’ la gravità,Newon,ecc….
      beccatevi questa
      Si dolce è’l tormento(musica:C.Monteverdi)

      testo Carlo Milanuzzi (?-1647?)

      Si dolce è’l tormento ch’in seno mi sta,

      Ch’io vivo contento per cruda beltà.

      Nel ciel di bellezza s’accresci fierezza

      E manchi pietà: ché sempre qual scoglio

      All’onda d’orgoglio mia fede sarà.

      La speme fallace rivolgam’il piè.

      Diletto né pace non scendano a me.

      E l’empia ch’adoro mi nieghi ristoro

      Di buona mercé: tra doglia infinita,

      Tra speme tradita vivrà la mia fé.

      Per foco e per gelo riposo non hò.

      Nel porto del cielo riposo avrò.

      Se colpo mortale con rigido strale

      Il cor m’impiagò, cangiando mia sorte

      Col dardo di morte il cor sanerò.

      Se fiamma d’amore già mai non sentì

      Quel rigido core ch’il cor mi rapì,

      Se nega pietate la cruda beltate

      Che l’alma invaghì: ben fia che dolente,

      Pentita e languente sospirimi un dì.

    1. vale

      ma,come avrai letto, la dura cervice di una lettrice(fa anke nuance!) :.”…Con lo sposati, come hai sottolineato tu, c’è l’intenzione di voler riportare in auge l’ortodossia ;), ma con quel sottomettiti, l’autrice (almeno fino ad una sua smentita), intende proprio e solo la sottomissione femminile e unilaterale. Per capirlo meglio, ti consiglierei la visione delle sue interviste…”
      non c’è verso.chi non ha orecchie per intendere….

      1. JoeTurner

        più che dura cervice direi malafede visto che Costanza non deve smentire ciò che non ha mai detto ma che qualcuno le mette in bocca. Quella “lettrice” è una delle protagoniste delle citate polemiche su facebook

  25. nonpuoiessereserio

    Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

    Fratelli, io vorrei che foste senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!
    Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.
    Questo lo dico per il vostro bene: non per gettarvi un laccio, ma perché vi comportiate degnamente e restiate fedeli al Signore, senza deviazioni.

    Parola di Dio

    Proprio ieri mi sono consolato ascoltando questa bella lettura. Ero seduto sul banco e pensavo a Costanza e al suo libro. Quindi ho pensato, per facilitarci le cose o ci si sposa o ci si dedica alle cose del Signore. Altre figure non sono previste. Come posso piacere alla moglie io? Stasera glielo chiedo, ieri mi sono dimenticato.

    1. vale

      prprio ieri mi sono quasi addormentato alla predica in S.Maria del Rosario a Milano……
      mi sa che fra il pensare e l’abbioccarsi(quasi) ci corra poco….dipende dal prete….

        1. nonpuoiessereserio

          fefral, Alberoni? Può darsi ma non so che faccia abbia. Ma per me i filosofi non esistono oppure ne conosco fin troppi.

  26. Lara88

    Ok don Fabio ^_^ I problemi e le “prove” son messi in conto, non si preoccupi 😉
    Prima di parlare di licenziamento però…un lavoro prima lo dovremmo trovare! Un tetto, un lavoretto, qualcosa per campare…prima dei figli,le malattie e il licenziamento…mi sembrano già una bella prova.

  27. L’uomo giusto esiste ,sì sì. E ,attenzione, giusto non equivale a perfetto. Questo no,che non esiste. Quello giusto è quello che non smetti di amare mai. E ,cicce care, mai è un avverbio di tempo relativo,perché mai qui equivale a dire in-ogni-sporca-circostanza. E per sporca circostanza non è detto che riguardi le sue di malefatte. Potrebbe riguardare anche noi stesse. Mi spiego: l’uomo giusto è colui che resiste, nella tua mente e nel tuo cuore, a tutto ciò che di contro la vita ti opporrà,le tentazioni, il tempo (e 16 anni di fidanzamento credo rappresenti un’ottima cognizione di causa),i passaggi dall’adolescenza fino alla maturità che ad un certo punto(precisamente a 35 anni) ti fa fare i conti con una persona diversa da quella che hai conosciuto all’inizio della storia(precisamente a 18 anni). Un arco di tempo in cui ognuno dei due vuol fare esperienze, e le ha fatte. Un arco di tempo in cui ci può succedere di credere di non amare più, ma è solo la voglia di cambiare,di “provare”altro, magari quello che ascolta la tua musica o finisce le tue frasi…Un arco di tempo in cui si affronta un tradimento(suo,tuo),in cui scopri che c’era un segreto ma sei la fidanzata e non ci pensavi a questa eventualità. Un arco di tempo in cui ricordi il ragazzo che al liceo faceva il figo e il duro, coi capelli ribelli e battendo i tamburi di un’ autogestione, ma che la sera ti portava un fiore;un arco di tempo in cui c’è una fine ma solo di uno status sociale perché in realtà é un nuovo bellissimo inizio :accanto a te,con l’anello all’anulare che riluce, dorme colui che nel sonno,cingendoti la vita, ti dà cemento e con cui vuoi continuare a condividere ancora, perché il matrimonio è prima di tutto questo. Condivisione.

  28. JoeTurner

    OT mi serve aiuto: qualcuno sa chi è l’autore dell’originale di questa Madonna con bambino (e il periodo)?

    1. 61Angeloextralarge

      L’ho catalogata come Madonna della tenerezza, di Roberto Ferruzzi. Questa però è una versione che perde molto. Ne ho più belle, soprattutto più dolci.

      1. 61Angeloextralarge

        Don Fa’ la tua è l’icona, questa invece è una tela. Non dovrei aver sbagliato né il titolo né l’autore. Ma è roba che ho studiato nei secoli dei secoli arretrati.

  29. Non vorrei dire fischi per fiaschi ma a tutta prima mi pare che possa essere una copia recente da un dipinto del Murillo (Bartolomé Esteban Pérez Murillo, 1618-1682). Però prendila con beneficio d’inventario, intanto che faccio qualche indagine più approfondita.

  30. Roberto

    Bhe, piuttosto che ad Alberoni, potremmo chiedere lumi al “Piccolo Catechismo della vita di orazione” scritto da Padre Gabriele di S. M. Maddalena sulla base del metodo dell’Orazione mentale sviluppato da Santa Teresa per la riforma dell’Ordine Carmelitano. Me l’ha fatto venire alla mente quel che scrivevano Fefral ed Erika qua sopra: sempre della stessa materia, l’amore, si tratta.

    “6. Che cosa è l’orazione mentale?
    Questa consiste nel parlare a Dio “col cuore”, non più con formule preparate o imparate a memoria, ma in modo spontaneo.
    7. Che cosa diciamo a Dio nell’orazione mentale?
    Anche in questa forma di orazione possiamo manifestare a Dio tutti i desideri che abbiamo in cuore; però, secondo gli insegnamenti di santa Teresa di Gesù, un’anima contemplativa preferirà dirgli che Lo ama, o che, almeno, desidera amarlo.
    8. Perché parlare specialmente di amore con Dio?
    Perché l’amore è la sostanza della vita contemplativa. Secondo santa Teresa le anime contemplative devono divenire grandi amiche, amiche intime del Signore; e l’amore, appunto, fa fiorire l’amicizia e introduce nell’intimità. Inoltre, santa Teresa vuole che, andando all’orazione, siamo convinti che Iddio ci invita ad amarlo, e che noi andiamo a rispondere al suo invito.
    9. Bisogna anche “pensare” nell’orazione?
    Non è possibile amare senza avere qualche pensiero sull’oggetto amato.
    Per amare Dio, bisogna pensare a Lui. Tuttavia il pensiero di Dio potrà variare molto, secondo i casi. Sarà una riflessione alquanto prolungata sull’amore di Dio per noi, ma potrà essere anche un semplice ricordo dell’amabilità del Signore e della sua bontà. Quindi, nell’orazione pensiamo soltanto per amare, per nutrire l’amore. Santa Teresa infatti dice che l’orazione consiste “non nel molto pensare, ma nel molto amare”.
    10. Che cosa è l’amore?
    Vi è l’amore sensibile e vi è l’amore di volontà.
    L’amore sensibile consiste in un sentimento che ci porta affettuosamente verso una persona e ci fa provare piacere alla sua presenza o al ricordo di lei.
    L’amore di volontà consiste nel “voler bene” ad una persona, per libera scelta e determinazione della nostra volontà. Quando poi quest’amore prende tutta l’anima, allora si vuole appartenere alla persona amata e consacrare deliberatamente a lei tutta la propria vita.
    11. Quale è il vero amore in una persona umana?
    L’amore di volontà; perché la volontà è quanto in noi vi è di più personale. Nella volontà risiede la nostra libertà, e con questa appunto noi ci diamo a Dio. Per questo Iddio chiede all’uomo proprio il “dono della sua volontà”. In questo dono totale consiste la piena consacrazione dell’uomo a Dio.
    L’amore sensibile è un complemento di importanza molto secondaria. Non dipende, del resto, da noi provarlo, mentre dipende da noi amare con la volontà.
    12. Perché desideriamo naturalmente l’amore sensibile?
    Lo desideriamo per la sua dolcezza e perché ci apporta conforto e consolazione. Ma appunto perché spesso, nell’amore sensibile, cerchiamo noi stessi, mentre con l’amore di volontà cerchiamo Dio, Egli sovente sopprime in noi l’amore sensibile, per farci camminare più decisamente con la sola volontà.
    13. Di quale amore dobbiamo amare Iddio nell’orazione?
    Certamente d’un amore di volontà, essendo questo più importante. Se l’amore sensibile, vi si aggiunge, invece di cercarvi il nostro compiacimento, profitteremo del suo aiuto per rafforzare la nostra volontà nel darci a Dio. Mancando l’amore sensibile proseguiremo con la sola volontà.”

  31. JoeTurner

    grazie a tutti sapevo di poter contare su di voi, era per una “scommessa” con mia moglie: però ha vinto lei.

  32. Lorenzo

    Costanza cara, chi non va a messa lo censuri? Disprezzi Bunuel? Non mi è chiaro.
    Pazienza. Il commento di ieri lo ho già dimenticato. Domani avrò dimenticato pure l’articolaccio.

  33. fra3fra

    Ho letto qualche commento, così, senza scegliere, qua e là. E’ un tema che mi tocca da vicino, non in quanto sposata o prossima al matrimonio, perchè uscente da un storia che è vissuta sull’idea di creare qualcosa di bello nel futuro, dimenticandosi però di vivere nel presente. Certo, spiego questa affermazione che può sembrare senz’altro forte (almeno per me lo è). Ho conosciuto questo ragazzo, per caso, ci siamo piaciuti e ci siamo messi insieme alla velocità della luce. Quello che si può definire colpo di fulmine. Essendo di regioni molto diverse, io veneta e lui siculo all’inizio la novità trascinava il nostro rapporto. Abbiamo poi scoperto che entrambi siamo cresciuti con il “mito” della “famiglia del Mulino Bianco”. Quel matrimonio perfetto, con la persona giusta, il lavoro, la casa, i figli. E così abbiamo cominciato a raccontare questo a noi stessi, due ragazzi che hanno lo stesso obiettivo, che si sono trovati e che per un anno vivono insieme. Ma poi si scopre che nell’avventura di fare i “grandi” (abbiamo entrambi 22 anni) non ci siamo mai conosciuti effettivamente o per lo meno tutto quello che poteva esserci è stato “bruciato” nella corsa di voler essere già arrivati. Ci siamo lasciati un mese fa, senza rancore. Io continuavo a pensare che qualcosa di lui non mi piacesse e lui che al primo problema si è tirato indietro. Razionalmente ci andavamo bene, ma la mia testa ad un certo punto ha detto no. E per lui è stato sufficiente per non sforzarsi e superare quello che poteva essere un problema banale.
    Io mi chiedo: ci si può innamorare dell’amore? Può essere che stessimo insieme solo per l’idea di vederci insieme tra tanto tempo?
    Scusate la pappardella… 😉

    1. 61Angeloextralarge

      Sì, ci si può innamorare dell’amore, anzi, credo proprio che spesso tendiamo ad idealizzare l’altro e che nell’altro “cerchiamo” di vedere quello che ci manca. Quando ci si accorge che l’altro non è come noi abbiamo bisogno, iniziamo a volerlo trasformare. L’amore è accoglierlo come è, comprendendo anche quelli che ai nostri occhi sono difetti.

I commenti sono chiusi.