Aggrappati alla croce

Il 6 novembre a Milano, Giacomo, di 12 anni, moriva in un tragico incidente mentre tornava a casa in bicicletta. Il nostro amico Giovanni ci ha fatto avere la lettera commovente, piena di dolore e di speranza  che Don Fausto, il parroco dell’oratorio dove Giacomo andava a giocare,  ha scritto ai suoi ragazzi.

Cari ragazzi,

scelgo, in questo momento della vita del nostro oratorio, di scrivervi questa lettera. I motivi sono diversi. Il primo è quello di dirvi l’affetto che nutro per ciascuno di voi: domenica sera, dopo la preghiera, vi guardavo mentre sostavate nel cortile, sotto il campanile. Mi sono accorto che vi voglio bene. continua a leggere

Me tapina!

di Raffaella Frullone

Insieme al freddo e alla nebbia, l’inverno porta con sé una serie di patologie a dir poco fastidiose: raffreddore, tosse, sinusite, influenza, dolori articolari, mal di gola, bronchite, mal di testa. Spesso, come al supermercato, c’è una sorta di offerta speciale, paghi due prendi tre, perché la tosse non può certo viaggiare senza mal di gola, e l’influenza non può stare senza i dolori articolari. continua a leggere

Accendete le luci

di Cyrano

Il mio parroco lo dice ogni anno, più o meno in questo periodo, che il vero difetto del Natale è che è il tempo liturgico più breve dell’anno. Inutile che si stia lì a precisare che probabilmente sta intendendo piuttosto l’arco che va dalla prima domenica di Avvento al Battesimo del Signore: queste sciocchezze libresche le sa come e meglio di me; quello di cui parla lui, invece, è la magia che c’è nell’aria, negli odori, nei colori, perfino nel freddo. È una cosa che diversi amici visibilmente indifferenti a Dio dicono di sentire “allo stesso modo” (vabbè…) continua a leggere

Sesso amici e libertà

 

di Maria Elena Rosati    trentamenouno

“Friends with benefits”  (FWB) vuol dire amici con benefici. Non serve essere inglesi madrelingua per capirlo. La domanda però sorge spontanea: che tipo di benefici? Una spalla su cui piangere? Un abbraccio? Un orecchio che ascolta pazientemente? Qualcuno che ti presta un ombrello quando piove a dirotto, o ti telefona per sentire come stai? Una voce che sei stai  sbagliando palesemente, te lo dice, anche a costo di farti stare male? Tutto questo, ma non solo. I benefici di cui si parla qui sono principalmente legati…al sesso. continua a leggere

Capita

di Paolo Pugni

Capita.

Come si dice: nelle migliori famiglie. Alle ragazze perbene, quelle che dici “non succederà mai”. Quelle col faccino pulito, acqua e sapone, il curriculum di catechista, chierichetto, lettrice, educatrice, oratorio estivo, chealtrovuoi. Quelle che vorresti come figlia. O nuora. continua a leggere

Che Bella!

di Costanza Miriano

Mio marito sostiene che una persona che abbia nella sua vita acquisito un accettabile livello di dignità e riserbo dopo una certa età non festeggia più il compleanno come alle medie, col pranzo buono cucinato dalla mamma e i panini per gli amichetti e i regali e le candeline. Io devo essere totalmente priva di dignità e riserbo, perché se fosse per me festeggerei come alle medie, col divano spostato per ballare e le calze fine e le zie che telefonano. continua a leggere

“Con tanto affetto…” – Consigli al veleno

di Raffaella Frullone

L’altro ieri a Roma un intero reparto di ospedale è andato in tilt a causa di un parto ripreso in diretta. Ripreso non dal classico papà eccitatissimo e armato di telecamerina, come da copione, bensì da un’attrezzatissima troupe Mediaset. Giornalista e operatori hanno invaso le corsie del nosocomio romano di Santo Spirito in Saxia, per 12 lunghe ore in attesa del parto cesareo di quella che viene definita dalle agenzie stampa una starlette televisiva continua a leggere

Stringent Trans-mission

di Cyrano

Non è vero che non ci piace girare per compere, a noi uomini. È che accompagnare le Rossane (non le caramelle) per negozi è un temibile esame mascherato da pomeriggio distensivo: «Davvero ti piace questo colore? … E queste scarpe?! … Cioè, fammi capire, tu mi vedi così?!». Alla meglio ce la caviamo con un’assoluzione con condizionale: «Vabbe’, però in fondo tu mi devi perdonare le ripartenze in seconda e la frizione grattuggiata…». continua a leggere

Grandi speranze

Tra i commenti del post di ieri ne è spuntato uno di un nuovo commentatore, trentamenouno; incuriosito sono andato a sbirciare nel suo blog e ho scoperto il diario di una ragazza, Elena, di 29 anni (anzi trentamenouno) con dentro tante belle cose e tante cose in comune con lo stile del nostro blog. Spero non si arrabbi se oggi come post proponiamo una pagina di questo suo diario.

 

di Maria Elena Rosati   (trentamenouno)

Il momento è arrivato. Si parla di lavoro. Nel percorso di un trentamenouno che si rispetti c’è anche la precarietà e l’affannosa ricerca di occupazione. Quando ho cominciato a scrivere su questo blog, ormai 3 mesi fa, ero nel mezzo di una rivoluzione, mitigata dolcemente da un contratto troppo buono per parlarne male. Il mio contratto di lavoro è scaduto, e non è stato rinnovato. Sono quindi rientrata nel profilo base dei miei coetanei: laureati, specializzati e inesorabilmente precari. Eppure, nonostante tutto non riesco ad essere in crisi. continua a leggere

Il relativismo ha i neutrini contati

La mia adorabile esilarante coltissima amica Claudiasenzaneo, meglio nota come Claudia Mancini, ieri sulla Porzione ha pubblicato questo articolo. Ha fatto pelo e contropelo ai nostri amici Eco, Odifreddi e compagnia. Allora, per continuare il discorso iniziato con il post di ieri, lanciamo l’artiglieria pesante, e la pubblichiamo anche noi.

di Claudia Mancini          LaPorzione.it

Agnostici, atei, anticlericali del mondo, ri-unitevi! Riunitevi per spiegare, soprattutto a voi stessi, chi siete e cosa volete precisamente, perché alcuni episodi, avvenuti in queste ultime settimane, preconizzano un futuro per voi assai incerto. In occasione delle contestazioni alla JMJ e di quelle sulle presunte agevolazioni fiscali di cui godrebbe la Chiesa, potevate apparire ancora come nani sulle spalle di «giganti», dove – fuori di metafora – i «giganti» potevano essere le rivendicazioni di certa tradizione laica/laicista; oggi, invece, apparite, sempre più, come nani che tentano la scalata a Dio (eritis sicut dei), abbarbicati uno sulle spalle dell’altro. E il risultato è la Torre di Babele di tanti nani: non si capisce cosa dite, non vi capite tra di voi, non capite voi stessi. continua a leggere

Il Comitato

Costanza ha ricevuto questa mail dal Comitato delle Mantidi Religiose. Teme che per lei non ci siano più possibilità di recuperare i gravi deficit. L’unica speranza per lei è riposta nel fondato sospetto che l’autrice dello scritto possa essere la sua amica Giuliana Zimucci.

Gentile Signora,
il Comitato delle Mantidi Religiose ha l’onore di invitarLa a partecipare al
nuovo corso di formazione dal tema “Come rimanere sullo schermo senza
farsi togliere la parola”. Il corso è a titolo completamente gratuito. Ma
solo per Lei, cara Signora Miriano! è stata scelta come vincitrice dal nostro
Comitato dopo una selezione a cui hanno partecipato migliaia di donne.
Capito? una incredibile fortuna? no. continua a leggere

Sulla stessa barca

by Cyrano

Non è molto diverso da un ascensore, ma del resto un modo di dire del tipo “siamo tutti nello stesso ascensore” non attecchirebbe, se non altro perché il più delle volte nella vita ti puoi scansare, almeno un pochino, dall’ascella puzzolente sotto cui avessi la ventura di capitare. continua a leggere

Luce e polvere

di Cyrano

Uno non può prendersi due giorni (contati) di distensione senza dover poi constatare, rientrando nel blog, che qui nel frattempo c’è da riaggiornarsi su più fronti: «Ma che è – ho scritto a Costanza – Second Life?!» – «Second Life è un gioco di simulazione online che spopolò qualche anno fa…» – «Ecco, appunto: non ti stavo chiedendo cos’era, ma se per caso il blog è diventato qualcosa del genere». continua a leggere

Ho trovato un tesoro

di Costanza Miriano

Sì, lo so, Gabriele ha minacciato di innescare una implacabile faida se non avessi smesso di dire grazie: me ne aveva concessi diciassette o diciotto, ma devo avere ampiamente superato il tetto. Io non so cosa mi succederà adesso – mi recapiterà altri regali a casa, mi farà trovare pacchetti dono minatori sotto le lenzuola come la testa di cavallo mozzata del Padrino? – ma nonostante questo devo correre il rischio. Devo dirgli ancora una volta grazie. continua a leggere

Sindrome post party

di Costanza Miriano

Volge alfine al termine la mia, dunque, vediamo, ventiseiesima festicciola di compleanno in qualità di mamma. Negli ultimi dodici anni devo avere distribuito centinaia di migliaia di calorie, tutte rigorosamente di cibo spazzatura; ho schiacciato migliaia di bottiglie di plastica, tutte rigorosamente di bevande malsane e appiccicose; ho rianimato giovani boccheggianti dopo partite di calcio (alle mie feste se si presenta un animatore viene impallinato, a noi serve il ri-animatore), asciugato col phon capelli di lanciatori di gavettoni, in fila due a due nel mio salotto; ho sostenuto pericolose conversazioni con genitori di cui non ricordavo il nome, cercando di non farmi scoprire. continua a leggere

Correndo correndo

di Costanza Miriano

Ieri è stato il compleanno del mio amico Gabriele Brustenghi e io, puntuale come un orologio slavo, gli faccio gli auguri oggi.

Gabriele è un avvocato che lavora nel mondo dello sport. Ha l’età di mio padre e infatti io, nonostante lo conosca da un quarto di secolo, continuo a dargli del lei, anche se abbiamo condiviso sudore, corse, fatica, maratone, viaggi: mi ha generosamente ospitata, in quanto amica dei suoi figli, in molti posti meravigliosi, compresi New York e Los Angeles. continua a leggere

Dal Giappone con amore

di Costanza Miriano

Ho come la vaga sensazione che non vincerò il Pulitzer. Ogni tanto la mia carriera giornalistica fa repentini, energici, convinti balzi all’indietro. Nonostante questo alcune regole del mio mestiere le ho capite anche io. Regole non scritte ma ferree. Per esempio: l’importanza dei morti dipende dalla loro vicinanza, e anche da quanto sia popolato il loro paese. Un treno che deraglia in Cina non scuote i palinsesti. I Cinesi sono tanti, e lontani. Un’altra regola, questa vale soprattutto per il giornalismo televisivo, è che un fatto che è successo può diventare notizia perché ci sono le immagini, cioè perché il circuito internazionale le mette a disposizione. continua a leggere

Dimenticandum

di Cyrano

La memoria cerca di rimuoverlo, eppure c’è stato. In un tempo più o meno lontano, ma anche tu l’hai avuto. Lo conservi da qualche parte, in soffitta, in cantina o vicino alla raccolta della carta (aspettando un momento di determinazione sufficiente a sbarazzartene), ma sicuramente hai avuto un diario scolastico. Se ci pensi bene, forse ricordi con orrore che era addirittura uno Smemoranda, e arrossisci dell’ebete ingenuità con cui ti sei impossessato di uno dei più elementari status symbol dell’adolescente contemporaneo. “Adolescente”, ecco l’inconfessabile verità: lo sei stato anche tu! continua a leggere