Wondermamme

di Raffaella Frullone

Mi ha colpito il post riparatorio proposto ieri da Paolo sul tema del cambiamento del ruolo degli uomini e dei padri sul quale incide in maniera non irrilevante «la presenza di Wondermamme che impediscono ai padri di fare il padre, che costruiscono barriere intorno ai figli, che confinano i loro mariti lontano da casa, lontano dal cuore, lontano dalla famiglia». continua a leggere

L’accoglienza fatta trans

di Paolo Pugni

E’ stato il post di Cyrano di qualche tempo fa, che andava indagando il mondo di chi cerca di trovarsi negando la propria natura, che mi ha richiamato la mente una discussione di fine estate, quando dopo una passeggiata in quota, si può stare seduti la schiena solidamente appoggiata alla roccia, dissertando dei massimi sistemi (ovviamente tra uomini che le donne invece hanno da far funzionare il mondo sul serio, mica come noi). continua a leggere

Vovózinha

In questa settimana di discussioni sull’aborto, morti violente, assalti a centri commerciali mi è tornato in mente un racconto che Danicor un giorno di luglio ci ha voluto regalare. Lo sono andato a cercare per riproporlo, oggi. 

di Danicor

In macchina, ripensando al post, mi è venuto in mente com’era fuori moda mia nonna. Nata molto povera in Brasile all’inizio del ‘900, era veramente fuori dal nostro mondo. Pensate che il telefono fisso l’ha avuto da adulta e non chiamava mai perché non era capace. Riceveva le chiamate solamente.
In compenso aveva un gallina del pollaio che rispondeva per nome, essendo nata zoppa è stata cresciuta come un animale da compagnia (è proprio vero che il suo handicap l’ha portata ad avere una vita da cane)… continua a leggere

«…la donna sua più cara»

di Cyrano

È vero, nonostante abbiamo gli occhi tutti barricati di travi, perlustrare capillarmente gli occhi altrui alla ricerca di pagliuzze ci riesce indicibilmente meno sgradevole che liberare i nostri. “Meno sgradevole”, però, non significa “gradevole”, e tantomeno “gioioso”, perché dare piacere è una cosa che difetti, peccati e vizi proprio non riescono a fare, per quanto la promettano. continua a leggere

Gentile Giuliano Ferrara

Per chiudere questa serie di post dedicate al doloroso tema dell’aborto vi proponiamo questo articolo della nostra amica Claudia Mancini pubblicato ieri su La Porzione.it

di Claudia Mancini

Sabato scorso, mi sono sentita catapultata nel «Cortile dei gentili», quando ho letto sul Foglio l’articolo di Giuliano Ferrara dal titolo«La Chiesa, l’amore e l’aborto». Chiesa – amore – aborto: stesso significante (“parola”) ma diverso significato, per un credente nella chiesa apostolica-romana o un laico non credente. continua a leggere

Che Bella!

di Costanza Miriano

Mio marito sostiene che una persona che abbia nella sua vita acquisito un accettabile livello di dignità e riserbo dopo una certa età non festeggia più il compleanno come alle medie, col pranzo buono cucinato dalla mamma e i panini per gli amichetti e i regali e le candeline. Io devo essere totalmente priva di dignità e riserbo, perché se fosse per me festeggerei come alle medie, col divano spostato per ballare e le calze fine e le zie che telefonano. continua a leggere

Il dogma di morte

Il tema dell’aborto proposto ieri da Laura, com’era prevedibile, ha provocato molte reazioni e commenti. Per continuare a parlarne abbiamo pensato di ripartire dal commento di ieri di Cyrano che vi riproponiamo come post.

 

Perdonatemi ma, se ho capito qualcosa di cos’è un dogma, direi che dogmi sono l’incarnazione del Verbo, la divina maternità, l’Unitrinità di Dio, la risurrezione della carne, l’Immacolata concezione e cose simili…
Ora non voglio mettermi a discutere sull’essenza del dogma (e anche lì ci sarebbe molto da dire), ma vorrei che qualcuno mi spiegasse un’altra cosa: perché si tira così spesso in ballo una parola tanto difficile e ambigua, specie nel confronto coi “laici” (tra l’altro, laico sono io, gli atei e gli agnostici usino le loro parole!)? continua a leggere

Stupidity Fair

di Jane

Credo che sia doveroso imparare a leggere un po’ di tutto. Non tanto perché bisogna esercitarsi a non esaurire le proprie opinioni nei propri pregiudizi (esercizio purtroppo inutile per gran parte dell’umanità), quanto perché leggere tanto aiuta ad affinare il proprio linguaggio, nel caso delle opere di letteratura, e ci permette di aumentare il numero di parole del nostro vocabolario. Soprattutto, leggere anche libri/riviste/quotidiani che non rispecchiano il nostro pensiero è importante per accrescere il nostro spirito critico. Aggiungo anche che bosogna sfogliare un po’ di tutto perché, come dice Melanie Griffith ne “Una donna in carriera”, «non puoi mai sapere da dove venga una grande idea». continua a leggere

Danzando sull’acqua sotto la pioggia

di Paolo Pugni

Con la solita drammaticità per cui un temporale è un alluvione e una giornata di sole diventa caldo torrido, i (tele)giornali ci regalano spruzzi di angoscia commentando l’andamento dei mercati finanziari, che adesso sembrano in preda all’esaltazione perché qualcuno dice che qualcun altro ha promesso che in molti sosterranno le banche e i pochi con i nostri soldi. continua a leggere

Eterno riposo

Costanza ha ricevuto questa mail da una lettrice, Sara Sardelli ed essendo completamente d’accordo con quanto ha scritto ha chiesto il permesso all’autrice di pubblicarla come post.

Cara Costanza,

leggo spesso il tuo blog, apprezzandone l’ironia e l’acume Però stasera non ho nessuna voglia di fare ironia. Non sapevo a chi scrivere e dovevo farlo a qualcuno. Apro il sito del Corriere e mi ritrovo sbattuta in faccia la foto di Gheddafi insanguinato, morente o morto. continua a leggere

“Con tanto affetto…” – Consigli al veleno

di Raffaella Frullone

L’altro ieri a Roma un intero reparto di ospedale è andato in tilt a causa di un parto ripreso in diretta. Ripreso non dal classico papà eccitatissimo e armato di telecamerina, come da copione, bensì da un’attrezzatissima troupe Mediaset. Giornalista e operatori hanno invaso le corsie del nosocomio romano di Santo Spirito in Saxia, per 12 lunghe ore in attesa del parto cesareo di quella che viene definita dalle agenzie stampa una starlette televisiva continua a leggere

Ritorno al virile

Non immaginate che gioia ricevere questa bella riflessione di Andreas, che, oltre a mettermi un buonumore incoercibile al pensiero di quale intelligenza circola tra le nostre fila, mi conferma anche in quello che sto scrivendo nel mio libro dedicato agli uomini (per il quale, ammettiamolo serenamente, sto procedendo pressoché a caso). Grazie Andreas! 

C.M.

di Andreas Hofer

Anche oggi consueta scena di ordinaria, devastante indulgenza paterna nel corso della messa domenicale. La pietosa sceneggiata del solito Peter Pan di mezza età in pauroso deficit di assertività, intento a mercanteggiare, con tanto di sorriso beota stampato in volto, coi capricci e le manfrine infantili del figlioletto urlante mi ha consegnato una volta di più un’ineluttabile verità: sono tramontati da un pezzo i tempi in cui il duo kattoliko Papini-Giuliotti poteva permettersi di inneggiare all’«omo salvatico». continua a leggere

Niente politica: siamo fessi!

di Cyrano

I sampietrini li hanno rimessi presto a posto: si può tornare a passeggiare, per le vie di Roma. Era surreale, il giorno dopo l’I-day, quello che si parava agli occhi di chi è andato a fare il suo bravo sopralluogo in centro.

Carcasse d’auto incenerite, cocci di vetro per strada, pali stroncati e cancelli sfondati: «Wow, stanno girando un film su Nasiriyya all’ombra del Colosseo! Che idea!», ma è inutile sforzarsi di rileggere i fatti. Una pubblicità importuna stava là a insegnarmi che «facts are the enemy of truth», però niente all’intorno parlava degli ideali balordi e puri di Don Chisciotte. continua a leggere

La carica dei supereroi

Maria Elena di trentamenouno  ha scritto un post pensato appositamente  per noi.

di Maria Elena Rosati    

Il mondo della pubblicità è pieno di sorprese. Nel tempo di uno spot si possono concentrare mille messaggi, basta una frase ad effetto, un’immagine ben piazzata, uno slogan efficace e il gioco è fatto. Le pubblicità dei prodotti “femminili” sono fantastiche in questo senso: dalle riviste patinate, fino agli assorbenti e ai medicinali, sono capaci di smontare nel giro di 30 secondi l’immagine minimamente dignitosa una donna, anche la più normale, dipinta nella maggior parte dei casi come una che ha tra gli argomenti di conversazione ricorrenti i pruriti, gli odori, i fastidi intimi e via dicendo. continua a leggere

Pocket coffee e cavallette

di Costanza Miriano

Sabato con il mio solito astuto tempismo e con la sagacia strategica che da sempre mi caratterizza mi è venuta voglia di fare una corsetta tonificante nel luogo e nel tempo probabilmente al momento meno opportuni del pianeta, se si esclude forse la Somalia. Non avevo, infatti, esattamente realizzato che in quel momento il mio quartiere veniva devastato – sono giornalista per errore e non sto mai sulla notizia –, e mi sono trovata a respirare a pieni polmoni i miasmi delle auto bruciate e le sgassate dei mezzi di Polizia, visto che abitiamo a san Giovanni (quando una parte del corteo, quella pacifica, è passata sotto casa, mio figlio è uscito in giardino a vedere col casco, un coperchio di latta come scudo e il fucile a pallini: il pericolo è il suo mestiere). continua a leggere

Siamo dèi

di Paolo Pugni

Bisognerà parlare di questa vicenda di escort e letti, se non altro per capire da dove arriva. Perché se abbiamo capito tutti che non è reato quello in cui è caduto il Cav. non di meno è uno squallido esercizio di umanità, per nulla addolcito da quel “Non ho fatto nulla che non avrebbero fatto altri” che contiene in se almeno una decina di motivi di squallori vari. continua a leggere

L’Eco lontano

di Silvia Guidi       L’Osservatore Romano

Troppo difficile e raffinato, inaccessibile alla massa, a quel volgo profano che, da Orazio in poi, ogni intellettuale d’élite che si rispetti si vanta di odiare e tenere accuratamente a distanza? No, solo troppo noioso. Irrimediabilmente noioso. Talmente noioso da risultare illeggibile, Il cimitero di Praga. Raramente, però, compaiono sulla stampa italiana aggettivi così semplici e diretti come «noioso» e «illeggibile» quando un romanzo porta la firma di Umberto Eco; per trovarli bisogna sfogliare le rassegne stampa internazionali. continua a leggere

L’intoccabile

di Jane

Provo un prurito d’irritazione irrimediabilmente fisso quando qualcuno, chiunque esso sia, parla male del Papa. In particolare, di questo Papa. Benedetto XVI non si tocca.
Facciamo una premessa, scontata e inutile, ma allo stesso tempo necessaria. Ciascuno ha il sacrosanto diritto di pensare quello che vuole, ma ho la ferma convinzione che non si abbia anche lo stesso pieno diritto a dire quello che si vuole. continua a leggere