Danzando sull’acqua sotto la pioggia

di Paolo Pugni

Con la solita drammaticità per cui un temporale è un alluvione e una giornata di sole diventa caldo torrido, i (tele)giornali ci regalano spruzzi di angoscia commentando l’andamento dei mercati finanziari, che adesso sembrano in preda all’esaltazione perché qualcuno dice che qualcun altro ha promesso che in molti sosterranno le banche e i pochi con i nostri soldi. continua a leggere

Eterno riposo

Costanza ha ricevuto questa mail da una lettrice, Sara Sardelli ed essendo completamente d’accordo con quanto ha scritto ha chiesto il permesso all’autrice di pubblicarla come post.

Cara Costanza,

leggo spesso il tuo blog, apprezzandone l’ironia e l’acume Però stasera non ho nessuna voglia di fare ironia. Non sapevo a chi scrivere e dovevo farlo a qualcuno. Apro il sito del Corriere e mi ritrovo sbattuta in faccia la foto di Gheddafi insanguinato, morente o morto. continua a leggere

Siamo dèi

di Paolo Pugni

Bisognerà parlare di questa vicenda di escort e letti, se non altro per capire da dove arriva. Perché se abbiamo capito tutti che non è reato quello in cui è caduto il Cav. non di meno è uno squallido esercizio di umanità, per nulla addolcito da quel “Non ho fatto nulla che non avrebbero fatto altri” che contiene in se almeno una decina di motivi di squallori vari. continua a leggere

L’Eco lontano

di Silvia Guidi       L’Osservatore Romano

Troppo difficile e raffinato, inaccessibile alla massa, a quel volgo profano che, da Orazio in poi, ogni intellettuale d’élite che si rispetti si vanta di odiare e tenere accuratamente a distanza? No, solo troppo noioso. Irrimediabilmente noioso. Talmente noioso da risultare illeggibile, Il cimitero di Praga. Raramente, però, compaiono sulla stampa italiana aggettivi così semplici e diretti come «noioso» e «illeggibile» quando un romanzo porta la firma di Umberto Eco; per trovarli bisogna sfogliare le rassegne stampa internazionali. continua a leggere

L’intoccabile

di Jane

Provo un prurito d’irritazione irrimediabilmente fisso quando qualcuno, chiunque esso sia, parla male del Papa. In particolare, di questo Papa. Benedetto XVI non si tocca.
Facciamo una premessa, scontata e inutile, ma allo stesso tempo necessaria. Ciascuno ha il sacrosanto diritto di pensare quello che vuole, ma ho la ferma convinzione che non si abbia anche lo stesso pieno diritto a dire quello che si vuole. continua a leggere

Di Narciso, di Eco e d’altre sciocchezze

di Cyrano

Bisogna meditare lungamente sulla triste sorte di Eco…

Fermi un istante, però: non ce l’ho col povero Umberto – ha ricevuto nei giorni scorsi i colpi che gli spettavano, e a quelli non mi va d’aggiungere un inutile sfregio. Nell’associazione di idee avrà giocato qualcosa l’omonimia, ma m’era tornata in mente, invece, la disavventura della sventurata spasimante del bel Narciso, e se Umberto ha qualcosa in comune con lei è solo il fatto che ormai il suo nome si spande in lungo e in largo “senza sostanza” continua a leggere

Come Maria

Pubblichiamo questo post proposto da  Salvatore Di Fazio (special guest)
di Salvatore Di Fazio

Questo post vuole essere una introduzione a quella che potrà essere una contemplazione della figura di Maria come sposa e madre.

L’interesse per Maria quale sposa e madre è nato a Medjugorje, dove ho avuto la grazia di poterLa conoscere (in parte ovviamente) e, in questo periodo di ferie, aiutato dal Trattato della vera devozione a Maria di Luigi-Maria Grignion De Montfort, cresce di giorno di giorno. continua a leggere

Decalogo di mani-polazione

Una segnalazione del preziosissimo Scriteriato

Il quotidiano cattolico britannico Catholic Herald ha messo in fila alcune delle tendenze più comuni della stampa – della stampa di sinistra, o comunque critica con la religione – nel raccontare le cose che riguardano la Chiesa, e in particolare le iniziative del Papa. Ne è uscito un elenco sarcastico e divertente di consigli al contrario per un ipotetico giovane cronista al suo primo incarico nella copertura di un evento cattolico, un raduno o una visita papale. Una lista di dieci cliché che i media tendono a usare in questi casi. continua a leggere

Il relativismo ha i neutrini contati

La mia adorabile esilarante coltissima amica Claudiasenzaneo, meglio nota come Claudia Mancini, ieri sulla Porzione ha pubblicato questo articolo. Ha fatto pelo e contropelo ai nostri amici Eco, Odifreddi e compagnia. Allora, per continuare il discorso iniziato con il post di ieri, lanciamo l’artiglieria pesante, e la pubblichiamo anche noi.

di Claudia Mancini          LaPorzione.it

Agnostici, atei, anticlericali del mondo, ri-unitevi! Riunitevi per spiegare, soprattutto a voi stessi, chi siete e cosa volete precisamente, perché alcuni episodi, avvenuti in queste ultime settimane, preconizzano un futuro per voi assai incerto. In occasione delle contestazioni alla JMJ e di quelle sulle presunte agevolazioni fiscali di cui godrebbe la Chiesa, potevate apparire ancora come nani sulle spalle di «giganti», dove – fuori di metafora – i «giganti» potevano essere le rivendicazioni di certa tradizione laica/laicista; oggi, invece, apparite, sempre più, come nani che tentano la scalata a Dio (eritis sicut dei), abbarbicati uno sulle spalle dell’altro. E il risultato è la Torre di Babele di tanti nani: non si capisce cosa dite, non vi capite tra di voi, non capite voi stessi. continua a leggere

Il Ragazzo può fare di più

di Costanza Miriano

Siamo ogni giorno tra i due e i tremila contatti, qualche volta persino di più. Ho calcolato che se mettiamo un centesimo per uno glielo compriamo un bel catechismo per i fanciulli, a quelli di Repubblica. Basta la riduzione della Cei, quelle tipo Lasciate che i bambini vengano a me. Qualche piccolo rudimento per la prima comunione, con le figure, a colori. Barbara Spinelli secondo me potrebbe trarne gran giovamento. continua a leggere

Sulla stessa barca

by Cyrano

Non è molto diverso da un ascensore, ma del resto un modo di dire del tipo “siamo tutti nello stesso ascensore” non attecchirebbe, se non altro perché il più delle volte nella vita ti puoi scansare, almeno un pochino, dall’ascella puzzolente sotto cui avessi la ventura di capitare. continua a leggere

La strada stretta

Qualche giorno fa tra i commenti al post “Memento Amori” ne è spuntato uno lunghissimo di Roberto  Brega che abbiamo trovato molto interessante. Abbiamo quindi pensato di riproporvelo sotto forma di post (è stato un po’ modificato e tagliato per renderlo con un tono più generale ), perchè siamo sicuri che offra tantissimi spunti di riflessione e di confronto, e in fondo il post parla anche di questo.

Ma chi ha detto che chi ha la Fede debba essere sempre “pacifico-sereno-quieto”… balle!

A me ‘sta frottola m’ha fregato per parecchio tempo.

Ok, m’ha fregato anche perché, a un certo punto, mi “faceva comodo” che mi fregasse, spinto “in una ideologia cristiana cattolica”, e da essa piombato in una tiepidezza spirituale viscida come sabbie mobili, dalla quale ero passato nel peccato mortale. Ma avevo una serenità d’animo che non si può immaginare. La strada ampia, quella comoda e rilassante e leggermente in discesa… beh, è quella la strada della perdizione. La strada della salvezza è stretta. continua a leggere

Pagliacci pericolosi

Vogliamo dare il nostro contributo alla difesa del Papa dagli attacchi vaneggianti che sta subendo in questi giorni. Oltre alla preghiera e alle forme che ognuno troverà da solo, ci sembra giusto anche difenderlo con le parole e le idee, cercando di ristabilire la verità. E’ per questo che vi proponiamo questo puntuale, magistrale articolo.
 
 

di Massimo Introvigne   La Bussola Quotidiana

Gli psicologi hanno scoperto che molti bambini hanno paura dei pagliacci, e i film dell’orrore sfruttano abilmente i postumi di questa paura. C’è spesso qualcuno vestito da pagliaccio che si rivela alla fine del film un serial killer o uno stupratore. Il legame fra pagliacciata e infamia fa da sfondo anche alla denuncia presentata contro il Papa e alcuni dei suoi principali collaboratori alla Corte Penale Internazionale dell’Aja. continua a leggere

Per non morire, cambiare

di Cyrano

Una delle cose che trovo più noiose al mondo è spiegarmi con chi non ha voglia di cambiare. Non solo “di capire”, perché non è vero che si può capire tutto, né che si deve farlo; quello che mi esaspera fino a farmi perdere la voglia di “confrontarmi” (che parola à la page ho scritto, eh?) è avere a che fare con persone palesemente immuni dal brivido che la verità sa darti quando intuisci che incontrarla potrebbe (forse) cambiarti.

Certo, quando alle medie favoleggiavo tra me e me di studiare filosofia pensavo che la filosofia fosse in fondo quella dei bigini di De Crescenzo continua a leggere

Il diritto della stupidità

Dopo la pubblicazione del post di ieri di Raffaella Frullone, si è sviluppato un interessante confronto tra alcuni commentatori sul tema della verità e del diritto. In particolare l’ultimo intervento di Andreas Hofer ci ha colpito molto e abbiamo pensato di metterlo in evidenza per continuare la discussione (trattandosi di un commento di risposta è stato leggermente modificato per dargli un tono generale ).

Partiamo da un concetto di verità “ipotetico” largamente diffuso:  in base a un simile criterio non si è in grado di stabilire se una rivendicazione sia illegittima o meno, dunque volens nolens bisogna accettarle tutte. continua a leggere

(Non) basta la parola

di Raffaella Frullone

Lei: “Ciao caro, bentornato! Oggi ho avuto una giornata pesantissima, il direttore mi ha chiesto di anticipare la consegna della relazione di bilancio a dopodomani invece che a fine mese. Non lo posso sopportare, l’ha fatto perché, ho saputo da Chiara, la sua segretaria, che lui se la fa con Roberta, la stagista del settore marketing, che è fidanzata ma in crisi, e i due se ne andranno in fiera in Germania tra cinque giorni, ecco perché vuole la relazione in anticipo. Quel meschino. Comunque ti volevo dire che mi ha chiamato mia madre, che ha fatto le analisi del sangue ed è tutto a posto, menomale mi ero preoccupata che ci fossero ancora problemi con l’anemia come è successo con mia cugina di secondo grado Luisa, ti ricordi Luisa vero? E ho sentito Laura, lei e Giovanni passerebbero a trovarci domenica, coi gemellini naturalmente. E a te come è andata? Ah, sto preparando una platessa al forno con vellutata di asparagi, la ricetta me l’ha data Marta, viene dal corso di cucina con Henry uno chef che ha conosciuto in Costa Azzurra, te ne ho parlato vero? Hey, ma non mi hai detto come stai! Che hai fatto oggi, come è andata?”

Lui: (stramazzando al suolo) “…bene…” continua a leggere

Eh…già‏

di Costanza Miriano 

“Te l’avevo detto” è una frase vietata a una moglie. Non la può proprio dire per nessun motivo al mondo al proprio marito. Però Vasco Rossi non è mio marito, per fortuna, e io – come molte altre persone di buon senso – che la sua vita spericolata fosse in realtà squallida e triste, una finta ribellione che mascherava solo il triste imperativo “fate i vostri più bassi comodi e fregatevene del resto” l’avevo capito da subito. Non è che ci voglia il fiuto di un segugio. continua a leggere

I piedi di Ognuno

di Alessandro

Lo pensavo da un po’. Sì, lo ammetto, suona bene, è accattivante. Mi riferisco al manifesto dell’ognunismo. Ne è autore (del manifesto, non dell’ognunismo) il nostro paulbratter. Accattivante lo è, l’ognunismo.

Perché (perdoni paul se lo tratteggio a modo mio) il manifesto recita più o meno così: “è bene che ognuno si comporti come meglio ritiene”.

Alzi la mano chi non è d’accordo con questo… apoftegma. Ressa di mani alzate, e padroni delle mani a rimproverarmi. “Ma questo è l’elogio della licenza, dell’individualismo sfrenato!”, lamentano taluni. continua a leggere