Il banco vince sempre

Qualche giorno fa  ho chiesto a Roberto se poteva scriverci un post  sui temi della libertà, della libertà finalizzata al male, e sulla  dittatura del relativismo così da ampliare e decontestualizzare le idee così ben espresse in un suo commento. Eccolo qua.

di Roberto Brega

La scorsa settimana si è parlato, e non per la prima volta certo, di aborto, e di quella forma particolarmente ipocrita e ripugnante di aborto che passa sotto il nome di “aborto terapeutico”. Ma c’è stato anche un post molto bello di Daniela Bovolenta – Perfectio Conversationis che ha affrontato in modo sintetico ed efficace il nodo fondamentale di come la forma di una società possa dar forma alle anime. Credere diversamente – cioè credere che la società non possa formare e/o deformare le anime – è una favola dell’ideologia individualista, ed è una favola che può essere creduta solo da chi non crede al peccato originale.

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Maschio, femmina e Lego

di Costanza Miriano

A casa nostra, per carità, di sacro c’è solo Dio.

Molto distanziati, diversi gradini sotto ma sempre in posizione ampiamente sopraelevata sulle cose ordinarie ci sono diversi pilastri della nostra esistenza. Uno è l’aesseRoma, come dicono i tifosi patologici di cui ho almeno due esemplari tra le mura domestiche. Un altro è la mensola delle creme cosmetiche. Uno è senz’altro la Lego. continua a leggere

Ho fame

di Andrea Gagliarducci      korazym.org

Cosa succederebbe se a un certo punto tutti decidessero che la tua vita è solo quella di un vegetale, e che è meglio che smettano di darti da mangiare, così almeno non vivi più quella che tutti definiscono una non vita? Benjamin Lorenzo, un giovane regista spagnolo di 30 anni, se lo è chiesto quando ha pensato alla storia di Eluana Englaro.

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Uomini e topi

di Raffaella Frullone

Penso di non essere stata l’unica compulsiva che ieri ha ascoltato e riascoltato la conversazione di sabato mattina tra il comandante della Concordia Francesco Schettino e il comandante della Capitaneria di Porto di Livorno. Se lo sono, ditemelo.
Due uomini. Uno annebbiato, incerto, tentennante, in fuga, l’altro lucido, pronto, presente.

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Il mio bivio

Qualche giorno fa  una nostra lettrice, Sara S,  ha postato come commento questa interessante testimonianza.

Ultimo anno di liceo classico. In filosofia affrontiamo Nietzsche, poetico e affascinante filosofo, perfetto per le vanitose e sceniche orazioni della mia prof.

Apro una parentesi: i miei prof, purtroppo, erano spesso frustrati, superficiali e ignoranti, sebbene insegnassero in un rinomato liceo milanese, e con un ‘umanità a dir poco squallida. Ho imparato molte cose sui loro appuntamenti erotici veri o presunti e in compenso nulla su Tommaso d’Aquino e compagnia. Dante era un “fascistello” e Leopardi era meglio non leggerlo a dei diciottenni, perchè troppo “tristanzuolo”. Le virgolette sono citazioni. E mi fermo qui. continua a leggere

In interiore homine

di Daniela Bovolenta        Perfectio Conversationis

“Dalla forma data alla società, consona o no alle leggi divine, dipende e s’insinua anche il bene o il male nelle anime, vale a dire, se gli uomini chiamati tutti ad essere vivificati dalla grazia di Cristo, nelle terrene contingenze del corso della vita respirino il sano e vivido alito della verità e della virtù morale o il bacillo morboso e spesso letale dell’errore della depravazione”

(Pio XII, 1941, Radiomessaggio di Pentecoste).

Su questa frase di Pio XII mi sono arenata più volte. Se proviamo a immaginare com’era l’Italia non dico nel 1941, ma fino agli inizi degli anni 1960, quale solidità avevano le famiglie, come i costumi fossero estremamente attenti al pudore, come si vivessero le feste religiose… Possiamo, credo, ammettere che il “vivido alito della verità e della virtù morale” si è un po’ perso di vista.

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Vanilla sex

Abbiamo ricevuto da Francesco Natale questo articolo che pubblichiamo volentieri.

di Francesco Natale

Cari confratelli eterosessuali, mettiamoci pure il cuore in pace: forse non ne eravate ancora a giorno ma la nostra attitudine determinata dal modo in cui Dio e natura ci hanno scritto è stata degradata al rango di semplice “scelta”. E pure una scelta tutt’altro che esaltante o, comunque, nobilitante: siamo, difatti, tutti ascritti obtorto collo alla categoria di coloro che prediligono il cosiddetto vanilla sex, espressione che nel nuovo gergo telematico indica, per l’appunto, gli eterosessuali. continua a leggere

L’ultimo capodanno?

di Massimo Introvigne     CESNUR  Centro Studi sulle Nuove Religioni

Libri, trasmissioni televisive e film ci spiegano che il mondo finirà il 21 dicembre 2012. Lo assicura, dicono, una profezia degli antichi Maya. Che cosa c’è di vero?

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Tre metri sopra ponte Milvio

di Claudia Mancini   –  LaPorzione.it

«È spuntato per noi un giorno di festa, una ricorrenza annuale; oggi è il Natale del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo: la Verità è sorta dalla terra (Sal 85 [84], 12), il giorno da giorno è nato nel nostro giorno». (Sant’Agostino, Sermone 184/A)

Questo Natale – che celebreremo in un momento decisivo per il nostro Paese – è vicino, ma noi tutti siamo già nel «nostro giorno». Il mondo ha ancora bisogna del Natale? E quale speranza ci può dare? continua a leggere

Mio padre si chiama donatore

di Raffaella Frullone   La Bussola Quotidiana
 «Ho passato anni della mia infanzia a fantasticare su di lui. Costruivo castelli sulle poche cose che sapevo: capelli biondi, occhi azzurri, laureato. Giorni frenetici e notti insonni passate a immaginare il suo carattere, le sue passioni. “Forse era un musicista, come me”, mi dicevo, “forse era un’artista squattrinato, per questo l’ha fatto,  aveva bisogno di soldi”. Poi ho scoperto che il donatore numero 81 era un professionista affermato, un medico che si definisce credente. Il mio padre biologico».

Diciamo(ci) la Verità

di Maria Elena Rosati    trenatamenouno

Potrebbe essere un massacro, lo so. Un post potrebbe mandare a gambe all’aria tutto questo bellissimo spazio di racconti e confronti. Le idee sono poche e confuse, l’argomento è molto più grande di me, Papa Benedetto stesso ci ha scritto su un’intera enciclica, e ciascuno di voi potrebbe citare passaggi di opere che io non conosco, rendendo ancora più fragile ogni mia argomentazione. Ma rischio.

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Fuoco al mondo!

di Daniela Bovolenta        Perfectio Conversationis

Fiunt non nascuntur, Christiani

(Tertulliano)

Per abitudine, evito le librerie cattoliche come la peste, sono diffidente verso l’ora di religione cattolica nelle scuole, guardinga nei confronti dei corsi di catechismo parrocchiali.

Contravvenendo alle mie idiosincrasie, qualche mattina fa sono entrata in un libreria cattolica, complici il freddo, una mezz’ora d’attesa e una collocazione dietro l’angolo rispetto al luogo del mio appuntamento. Avrei dovuto conoscermi meglio, perché è subito iniziato il travaso di bile. continua a leggere

Pensare da donna

di Raffaella Frullone

Paolo Pugni mi offre un assist, quando scrive, parlando di repliche ai post dei blog,: “Mi interessa vedere la qualità delle reazioni, che considero specchio di un paese che degenera e implode. Nessuno che ti chieda di spiegare meglio, di chiarire il tuo pensiero. Nessuno sembra interessato a capire, quanto ad affermare. Le domande che ascoltano, aperta di chiarimento e chiusa di conferma, non appaiono su bacheche e blog. Solo affermazioni. E schiaffi”. continua a leggere

Io cattolico più di te

Cattolici divisi tra "tifoserie" e "parrocchiette".
 

di Claudia Mancini   La porzione.it

Prendo coraggio e faccio outing: ho un’identità cattolica sospetta.

Periodicamente si verificano degli episodi, riguardo ai quali molti cattolici si schierano in maniera categorica, sempre “pro” o “contro”. Sicuramente è un bene difendere le proprie idee con forza, ad extra, quando è una necessità – ad esempio – saper fronteggiare gli attacchi della “casta laicista e anticlericale” che non dà tregua; tuttavia, in questo modo polarizzato di schierarsi, ravviso dei pericoli, ad intra, per i cattolici stessi: una propensione alla polemica infinita, all’aggressione e alla svalutazione dell’interlocutore cattolico che ha ragioni diverse, e – cosa peggiore – l’impedimento alla formazione di una opinione pubblica cattolica laica che, dal basso, collabori in modo critico con la gerarchia ecclesiastica per riprendere a percorrere i sentieri interrotti, e non sto parlando di dialogo interreligioso ma del dialogo Chiesa gerarchia-Chiesa popolo di Dio. continua a leggere

Pensare a voce alta

di Paolo Pugni

Faccio una cosa da donne: ragiono a voce alta. Anzi per iscritto. E faccio una cosa da uomo, anzi da paolo pugni: provoco. Non perché mi diverta particolarmente a suscitare risse. Tutt’altro. Né per copiare il clima da talk show. Piuttosto perché oggi temo che solo una scossa forte ci permetta di uscire da quella apatia indotta, per osmosi, che ha sfarinato lo stupore annacquandolo nel “l’abbiamo già visto” o nel “tutto è lecito”. E’ lo stupore che salverà il mondo, e noi, uno per uno. continua a leggere

L’eretico

di Cyrano

Allora, che effetto vi fa?

Il titolo, intendo. È che avrei bisogno di capire che corde pizzichi oggidì una parola del genere per esercitare il fascino che evidentemente esercita. Me lo chiedevo pochi giorni fa in una libreria del centro continua a leggere

Nero Fo

di Jane

Dopo il “Rosso Valentino” ecco che dovremo aggiornare i nostri armadi con il “Nero Fo”. Nel giorno in cui noi cristiani riportiamo la mente e il cuore ai nostri defunti (ieri 2 novembre), esce il cofanetto del monologo di Dario Fo “Dio è nero!”. Proprio così, con quel punto esclamativo che sembra volerci dire “Mondo svegliati, ho capito una cosa sensazionale!”. continua a leggere

Stupidity Fair

di Jane

Credo che sia doveroso imparare a leggere un po’ di tutto. Non tanto perché bisogna esercitarsi a non esaurire le proprie opinioni nei propri pregiudizi (esercizio purtroppo inutile per gran parte dell’umanità), quanto perché leggere tanto aiuta ad affinare il proprio linguaggio, nel caso delle opere di letteratura, e ci permette di aumentare il numero di parole del nostro vocabolario. Soprattutto, leggere anche libri/riviste/quotidiani che non rispecchiano il nostro pensiero è importante per accrescere il nostro spirito critico. Aggiungo anche che bosogna sfogliare un po’ di tutto perché, come dice Melanie Griffith ne “Una donna in carriera”, «non puoi mai sapere da dove venga una grande idea». continua a leggere