Il coniglio secolarizzato

Appello urgente! Vi ricordate la storia di Isabella, che aveva deciso di non abortire, pur avendo concepito una bambina in un momento che più sbagliato non si poteva, almeno secondo la logica umana? Ovviamente sì, certo che ve la ricordate quella ragazza così onesta nella sua fragilità, e così coraggiosa e generosa. Bene, ieri la sua bambina è nata, e nel momento in cui Isabella l’ha stretta tra le braccia è diventata pazza di lei. Pochi secondi hanno dissipato tutti i dubbi. Non l’avrebbe data in adozione, cosa che aveva messo tra le possibilità, l’avrebbe tenuta con sé. E’ nata una mamma. Vorremmo solo dirle auguri, offrirle tutine e appoggio, ma prima di tutto c’è da pregare, e molto. La bambina infatti è in terapia intensiva neonatale, è in pericolo di vita. La mamma non riesce a perdonarsi per non avere amato abbastanza sua figlia. Chiediamo a Gesù bambino anche questo regalo: che la neonata ce la faccia, e che la mamma sappia perdonare la sua umanissima paura, sappia vedere invece la grandezza del suo gesto. Isabella ha sfidato la mentalità del mondo, e contro ogni ragionevolezza ha detto comunque sì alla vita. Non potremmo essere più con lei di quanto lo siamo oggi.

Costanza

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In questa settimana speciale quella finale dell’Avvento, tempo forte che Dio ci regala, abbiamo pensato di proporre questa riflessione sul tema, appunto, del tempo. Di come usarlo, di come mettere priorità (aiuto! come?). Si tratta di un commento postato qualche giorno fa da Roberto un nostro lettore, uno dei tanti che ci rendono orgogliosi di questo blog; poichè non sempre i commenti vengono letti,  perchè sono tanti e perchè alcuni arrivano a fine giornata, lo riproponiamo oggi.  Eccolo.   

di Roberto Brega

Il problema del tempo è un primo problema che ritengo importante: il nostro tempo non ci appartiene. Il mio tempo è tempo del Signore, che io amministro. Così com’è per tutto ciò che fa parte di me. Mia è la volontà che stabilisce come adoperare ciò che il Signore mi ha dato da amministrare, e questa responsabilità è grande.

 Non perché io sia grande, io non sono niente, ma perché, per una qualche ragione che mi sorpassa infinitamente, il Signore mi ha scelto perché lo possa servire in qualche modo. E’ quindi bene che tra le mie priorità vi sia quella di diventare, ogni giorno, un po’ più cattolico del giorno innanzi.
Ora, noi viviamo in un mondo sostanzialmente secolarizzato, la cui aria è quindi, per la salute delle nostra anima, decisamente pestifera (e sarebbe bene non sopravvalutare le nostre forze).
Se la cultura laicista prevalente ci somministra dei minus habens quali Mancuso oppure Odifreddi, a mio modo di vedere lo fa per una ragione innanzi tutto: farci perdere del tempo. Sono l’equivalente dei conigli meccanici che si usavano (o si usano tutt’ora?) per fare correre i cani lungo il percorso, durante le corse omonime. Noi gli corriamo appresso, magari convinti che rappresentino la nuova sfida da affrontare per l’evangelizzazione, e dopo corsa estenuante ci troviamo in mano un pugno di mosche. Ce ne sono parecchi, se ci si fa caso, di fenomeni mediatici di questo genere: sembrano fatti apposta per scatenare “bolle di polemiche” che assorbono enormi quantità di energie, tempo e risorse, e poi con altrettanta rapidità si sgonfiano.
E’ bene che nei confronti di costoro vi sia il più rapido inquadramento del soggetto e poi si proceda oltre. Anche perché l’unico modo per confrontarsi con chi ha convincimenti diversi dai propri è sul piano della ragione. Ora, se Mancuso (tanto per dire) pretende di essere definito “cattolico” e “teologo cattolico”, ma nega i dogmi cattolici e costruisce le sue tesi espugnando esplicitamente dai suoi postulati i suddetti dogmi, compie un’azione del tutto irrazionale e nega il significato alle parole della lingua italiana. Poiché non è possibile per me avere alcun confronto con chi si pone su un piano irrazionale, non ho ragione di sprecare il mio tempo.

Mentre noi siamo occupati da costoro, gli “agenti” della secolarizzazione proseguono indisturbati la loro opera. Io ritengo assolutamente prioritario, invece, recuperare una cultura rocciosamente e interamente cattolica, e poi adoperare quella per confrontarsi con “il mondo”. Per farlo bene, abbiamo già un sacco di cose da studiare…

Ora, noi sappiamo che la Chiesa ha avuto per moltissimo tempo l’Indice dei libri proibiti e l’imprimatur (che ancora c’è, ma ubbidisce a regole diverse un po’ diverse). L’Indice è stato “cassato” perché inefficace, non perché a un certo punto ci si è alzati una mattina e si è deciso che la Chiesa aveva sbagliato nell’istituirlo.
Attenzione, è importante questo punto. La Chiesa ha sempre operato in questi termini: non ha mai detto “leggete voi, vedete voi, giudicate voi assumendovi le vostre responsabilità”. Al contrario, la Chiesa ha sempre detto: attenti, questo autore è tossico, questo libro pericoloso, questo film non va bene, non leggetelo, non guardatelo. Ci siamo noi a darvi delle indicazioni: fidatevi, accettatele, seguitele.
Come spiegò nell’allocuzione “Ci riesce” Papa Pio XII, “ciò che non risponde alla verità e alla norma morale, non ha oggettivamente alcun diritto nè all’esistenza, nè alla propaganda, nè all’azione.”
Ricordando però subito dopo che: “Il non impedirlo per mezzo di leggi statali e di disposizioni coercitive può nondimeno essere giustificato nell’interesse di un bene superiore e più vasto.”

Ciò che innerva tale posizione è e resta la preoccupazione della Chiesa di difendere la fede dei più piccoli.
Ora, poiché noi non possiamo giudicare in modo del tutto oggettivo la nostra preparazione dottrinale, sarebbe perciò bene che evitassimo “a prescindere” un autore la cui eterodossia è conclamata e il cui scopo è, palesemente, quello di sollevare una cortina fumogena di confusione. Siamo temerari, nel momento in cui, forse, sopravvalutiamo le nostre forze.
Ammettiamo poi che, ebbene, abbiamo una preparazione sufficiente da non farci prendere al laccio. Ottimo, questa è cosa buona. Anche in tal caso, però, accostarsi a quel determinato autore dovrebbe avere il solo scopo di parare e respingere gli errori che diffonde, non certo sapere che cosa pensa. Meglio, come si diceva sopra, sapere che cosa hanno lasciato scritto i Padri della Chiesa. Oppure formarsi una preparazione cattolica laica in economia, piuttosto che in un altro aspetto culturale che possa esserci utile.
Analogamente, va bene che un cattolico che si specializzi in filosofia conosca a menadito il modo di demolire la filosofia idealista. Ma non vuol dire che -io- debba esserne capace. Una volta che ho letto quanto basta per poterla respingere, è sufficiente. Lascio a chi si intende di filosofia di approfondire. Visto che la mia giornata non è composta da 60 ore, devo pormi con una certa rigidità delle priorità.
Oh, se poi uno/a è così multitasking da avere tempo di far tutto, che dire? Sono molto invidioso!

203 pensieri su “Il coniglio secolarizzato

  1. Maria

    Di tutine da regalare non ne ho, ma sicuramente non mi mancano le preghiere. Quindi le mie sono assicurate, per Isabella e la sua piccola, iniziando proprio ora.

  2. “Il non impedirlo per mezzo di leggi statali e di disposizioni coercitive può nondimeno essere giustificato nell’interesse di un bene superiore e più vasto.”

    Che vuol dire “può nondimeno”?
    E’ uno scherzo, vero?

  3. Di fronte al tribunale della logica riesce difficile, se non impossibile, tracciare una netta demarcazione tra la convinzione personale quale si dà nell’ambito della individualità sana e un’idea delirante. La maggior parte degli esseri umani credono a realtà e le sostengono nella discussione senza che si possa persuaderli dell’opposto, quantunque questi errori possano apparire a uno specialista di una scienza particolare poco diversi da un delirio, e lo stesso, di nuovo, è applicabile nei confronti dello stesso (cosiddetto)specialista di ogni scienza particolare, eccetra…
    Tutti dietro ai nostri svariati conigli.

  4. Erika

    Non so quanto possano valere le preghiere di una mezza miscredente, ma ci proverò comunque. Vorrei poter dire a Isabella che il suo coraggio vale di più proprio perché ha dovuto attraversare tanti momenti difficili e tanti dubbi, dunque lei è una buona, un’ottima mamma.

    Per quanto riguarda il post di Roberto, mi spiace, ma lo trovo un po’ sinistro.
    L’indice dei libri proibiti dalla Chiesa Cattolica è stato abolito perché “non funzionava”?
    Che significa esattamente? Spero davvero (per la Chiesa Cattolica) che non sia così.
    E’ vero che non potendo leggere tutto è giusto formarsi coerentemente col proprio pensiero (una signora che volesse conoscere i fondamenti della dottrina cattolica ortodossa perderebbe solo del tempo leggendo Mancuso), ma allora la strada da percorrere è quella di un elenco di libri CONSIGLIATI, non di uno di libri sconsigliati.

    1. “non funzionava” significa che funzionava al contrario. Non essendo in facoltà della Chiesa ritirare libri dal commercio, segnalarli all’indice finiva di fatto con il fare loro un’ottima pubblicità gratuita

    2. Erika, ho pochi minuti ma spero di risponderti usandoli bene.
      L’index non è stato abolito perché ci si è resi conto che non funzionava, bensì è stato escogitato benché ci si rendesse conto che difficilmente avrebbe potuto funzionare (in effetti, come ho già avuto modo di dire la settimana scorsa, era stato escogitato per limitare i danni che un’indiscriminata circolazione di idee eterodosse tra chi non avrebbe saputo maneggiarle avrebbe avuto. Chiaro che è un cane che si morde la coda, ma proprio per questo l’Index ha sempre avuto carattere provvisorio. Dapprima è il “Decretum Gelasianum”, probabilmente del IV secolo, a stilare una lista dei libri “consigliati” (come dici tu) e una di libri “sconsigliati” (ma di più, proibiti). Con l’avanzare della modernità e l’incalzare delle insidie, la proibizione si è via via rafforzata di censure, così che si arriva, dopo il breve di Pio IV (Cum magnus iam, 1562), a una serie di proposizioni del Concilio tridentino. Il Concilio però si stava chiudendo, e le proposizioni della commissione conciliare non confluirono negli atti del Tridentino, bensì nella bolla “Dominici gregis custodiae” (1564). Ora, Erika, se uno ha la pazienza di leggersela, questa bolla, può vedere che è precisamente ciò che dici tu, ossia un insieme di considerazioni prudenziali (di taglio tuzioristico, è vero) capace di non poche sfumature.
      Io non la trovo online, e non ho tempo di copiarvela tutta, ma un pezzettino magari sì:
      «Regola III: Le traduzioni degli scrittori anche ecclesiastici, che fino a ora sono state pubblicate da autori condannati, purché non contengano nulla contro la sana dottrina, sono permesse.
      Le traduzioni poi dei libri dell’Antico Testamento, potranno essere concesse solo a uomini dotti e pii, a giudizio del vescovo, purché tali traduzioni vengano usate come spiegazione dell’edizione Vulgata per comprendere la sacra Scrittura, e non invece come un testo in sé autosufficiente.
      Le traduzioni del Nuovo Testamento fatte da autori della prima classe di questo indice non siano concesse a nessuno, perché, dalla loro lettura, è solito derivare ai lettori ben poco di utilità, moltissimo invece di pericolo. Quelle annotazioni poi che sono in circolazione con quelle traduzioni che sono permesse oppure con l’edizione Vulgata, eliminati i passi sospetti dalla facoltà teologica di una qualche università cattolica o dall’Inquisizione generale, potranno essere permesse agli stessi a cui sono permesse anche le traduzioni.
      Regola VI: I libri in lingua volgare che trattano delle controversie tra i cattolici e gli eretici del nostro tempo, non siano indiscriminatamente permessi, ma si deve osservare a loro riguardo lo stesso criterio che si è stabilito per gli scritti biblici in lingua volgare. Quelli invece che sono stati scritti in lingua volgare sul modo del giusto vivere, contemplare, confessare e su argomenti simili, se contengono la sana dottrina, non c’è motivo perché siano proibiti
      […]
      Quelli antichi invece, scritti dai pagani, per l’eleganza e la proprietà della lingua, sono permessi: per nessun motivo tuttavia dovranno essere letti ai fanciulli».

      Di grande sensibilità pedagogica e culturale, come chiunque può chiaramente vedere. Quanto ai libri consigliati, in ultimo, ci sono sempre stati: il concetto di “canone” stabilisce esattamente quali e quanti siano i libri consigliati… «Verrà giorno – avvertiva però già solennemente l’Autore della seconda lettera a Timoteo – in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole» (2Tim 4,3-4).

          1. Alessandro

            scusa Cyra’, non volevo frustrare nulla, tanto che più che mica per tutti il latino è pizza e fichi, quindi la tua traduzione (e selezione degli estratti notevoli) è preziosa 🙂
            Buona giornata pure a te!

      1. Denise Cecilia S.

        Grazie, Cyrano!
        E’ vero, anche solo questo estratto racconta molto, e non soltanto dettagli “tecnici” ma lo spirito che anima il provvedimento; se così posso chiamare l’Indice.
        C’è su che riflettere.

  5. E che sia auspicabile, anche, nella scuola, che alla fine vi siano professori specifici che demoliscano il materialismo, l’idealismo, il relativismo, lo storicismo, le scienze, le arti deviate, la letteratura che sia scandalo ai giovani e via discorrendo….

    1. perfectioconversationis

      “E che sia auspicabile, anche, nella scuola, che alla fine vi siano professori specifici che demoliscano il materialismo, l’idealismo, il relativismo, lo storicismo, le scienze, le arti deviate, la letteratura che sia scandalo ai giovani e via discorrendo….”

      O che almeno ogni tanto facciano una piccola pausa dal propagandarli!
      Non vedi, Alvise, che è questo il pensiero unico? Il monolite che non ammette repliche?

      P.s.: Preghiere e un pensiero di affetto a Isabella e alla sua piccola.

    2. vale

      @filosofiazzero
      perchè no?La filosofia non è forse anche un confutare proposizioni che si ritengono erronee e ,quindi, per estensione, “demolire” costruzioni ideologiche o “filosofie” autoreferenziali e/o erronee?
      poiché se non vi è nulla di erroneo,tutte hanno pari dignità.anche i culti pagani che prevedono i sacrifici umani di massa piuttostoché il liberalismo estremo di De Sade, il comunismo di Pol Pot od il nazismo eugenetico di Rosenberg(ampiamente ispirato dall’eugenetica britannico americana dell’800.)
      qual’è l’individualità sana e l’idea delirante se non cisono basi certe ed immutabili dalle quali partire? e chi le decide,codeste basi, il numero di chi ci crede o la qualità? e la qualità come la valuti?
      vale

  6. Complimenti a isabella e alla sua piccola. Sono contento che abbia cambiato idea. Gli auguro una vita felice e che sia una buona mamma.

    Per quanto riguarda l’articolo di Roberto non mi piace e lo trovo delirante e poco rispettoso di chi la pensa diversamente da lui. E’ offensivo che definisca conigli e minus habens chi scrive cose che non gli piacciano.
    Libero di leggere e scrivere quello che vuole. Strano questo pensiero unico laico che non viene difeso da nessuno. In un paese clericale come l’italia e’ il conformismo il pensiero unico (non il pensiero laico).

    1. E’ evidente che tu e io viviamo in Italie diverse.
      Non mi piace nessuna della due.
      Quando ti svegli, qualunque sia l’origine del tuo sonno e dei tuoi incubi, facci un fischio.
      Così nessuno, nemmeno tu si intende, perde tempo.
      Come suggerisce con grande lucidità Roberto.
      Buon Natale.
      E assicuriamo le preghiere richieste per mamma e bambina.

      1. Mi sveglio da cosa? ma voi dove vivete?
        Non mi risulta l’Italia il paese del libero pensiero. I Giordano Bruno una volta li bruciavano..oggi si prendono i complimenti come minus habens e conigli. In effetti e’ un progresso..

          1. ci sono voluti 8 anni di processo e la lettura di tutte le sue opere disperse in giro per tutta Europa per arrivare alla sua condanna. Diciamolo, era indifendibile, cambiava casacca a seconda dell’opportunità e (pare) abbia violato il segreto della confessione, oltre ad altre nefandezze ideologiche. Era un pessimo elemento, che spacciava per filosofia un insulso paganesimo magico. Le fiamme saranno state anche eccessive, ma visto il pericolo che poteva rappresentare un “religioso” del genere… Il vero problema di Bruno era proprio nello spacciare per “cattolico” il suo ciarpame.

            1. Alessandro

              Condanno il rogo, Alvise. Nessuno va messo al rogo.
              Ma Giordano Bruno non è questa cima di pensatore che si vuole far credere fosse.
              Detto questo, non difendo certo la sua messa al rogo.

            2. ovviamente neanche io approvo il rogo, quello umano nè quello delle carte. Tra l’altro è stato pure controproducente, rendendo Bruno una specie di martire, ma non subito. Per circa due secoli è stato completamente dimenticato. Lo si è ripescato e innalzato all’altare del “libero pensiero” solo nella seconda metà dell’800.

            3. paulbratter

              “Lo si è ripescato e innalzato all’altare del “libero pensiero” solo nella seconda metà dell’800.”

              portato in trionfo sui compassi e sulle squadre?

            4. infatti… indovina un po’ chi ha avuto l’idea di erigergli una statua… e inaugurata proprio nel giorno dei santi Pietro e Paolo….

          2. Ho visto il sito e letto gli articoli. Ho analizzato anche chi sono gli autori. Ma per questo bastava fare una ricerca su Google :
            1) Rino Cammilleri
            2) Francesco Agnoli
            3) Antonio Socci..

            ..tutti cattolici di destra,scrivono su giornali di destra (giornale,foglio)… per carità liberissimi di farlo. Ma non direi che siano degli storici indipendenti e imparziali. Forse sono malizioso a pensare che siano analisi faziose?

            1. l’unica cosa che ti è lecita (e nessuno ti toglierà questo diritto!) è argomentare, se puoi, nel dettaglio (e non nei tuoi dogmatici pregiudizi). O tacere.

            2. Ha dimenticato il terzo aggettivo, quello che ti scaraventa dritto giù nella gehenna politicamente corretta: revisionisti. Cattolici, di destra e revisionisti.
              E già che c’è, se mi indica dove sta di casa lo storico indipendente e imparziale…

        1. vale

          complimenti-ovviamente-no. ma da chi si atteggia a fustigatore della morale e pensiero altrui,farebbe bene, almeno ogni tanto,a -cristianamente, accorgersi della trave nel proprio occhio…

        2. perfectioconversationis

          GiulioL: ti propongo un gioco di ruolo.
          Per un paio di settimane, comportati come un cattolico praticante. Non solo prega e vai a Messa. Il venerdì ti ricordi di non magiare carne, non hai rapporti fuori dal matrimonio, all’interno invece li hai solo aperti alla procreazione. Dici ai tuoi amici conviventi che ritieni che vivano in una condizione di peccato e danno scandalo. Vai in giro a dire che il Papa ha ragione sul preservativo, sull’aborto e su qualunque altro punto di morale. Ti iscrivi a forum non cattolici e difendi le posizioni della Chiesa su tutto. Lo fai con i tuoi parenti, i tuoi amici, il tuo capo, la tua fidanzata… Non dici a nessuno che è un gioco. Fingi di esserti convertito. Ti sarà difficile, perché non devi commettere falsa testimonianza. Trovi argomenti per difendere le crociate, l’Inquisizione, il matrimonio indissolubile e qualunque argomento trito e ritrito con cui ti attaccheranno le persone a cui parlerai.
          Poi torni, e ci dici se hai trovato un clima amichevole. Ok?

          1. Se uno esprime le proprie idee rispettando gli altri non verrebbe offeso da nessuno. Se io mi comporto come mi hai proposto nei termini che hai indicato non sarebbe un semplice essere cattolico con le proprie idee (legittime) perche in alcuni punti sarebbe quasi un atteggiamento arrogante. Mi spiego. Chi sono io per dire che amici conviventi vivono nel peccato? e’ offensivo. Libero di pensarlo ma perche offenderli? Argomenti per difendere l’indifendibile non ne parliamo proprio. Con quali argomentazioni si difende questa roba? si certo che voleranno gli insulti e a me non piacciono in generale pero io ho visto amici su facebook insultati da loro amici cattolici per qualche post. Gli hanno detto che andranno all’inferno,che non sono rispettosi. Se attacchi e’ normale che gli altri si difendono.

            1. perfectioconversationis

              Giulio: insomma, fa tutto quello che credi debba fare e dire un cattolico praticante. Ma non uno di quelli annacquati, che sembrano piacerti tanto. Proprio uno di quelli che detesti. Trova modi tuoi, nessuno ti dice di dimenticare buona educazione e rispetto (tra di noi, in questo blog, ad esempio, sono convinta che alcuni abbiano la strana convinzione di non averlo fatto). Poi torni e ci dici se l’ambiente è favorevole, l’aria frizzante e tutti ti rispettano.

            2. “Gli hanno detto che andranno all’inferno”
              penso che nessuno abbia il diritto di dire a qualcuno che andrà all’inferno.
              Diverso è dire ad amici che amiamo che vivono una situazione di peccato. Ma nel farlo è importante non dimenticare che prima di ogni cosa viene la carità. A volte noi cattolici ce lo scordiamo, e scadiamo nell’insulto e nell’offesa. In questo, Giulio, hai ragione.
              Io ai miei amici, quelli che sanno il bene che voglio loro, posso permettermi di dire che si comportano male. E’ l’affetto che ci lega a legittimarmi nel dire loro quello che penso sulle loro scelte. Lo stesso affetto legittima loro a fare lo stesso con me. Carità e verità non possono essere slegate.

            3. Io penso di essere una persona che peer sua natura è aperta al dialogo, mi piace ascoltare e capire cosa il mio interlocutore ha da dire, come credo che possano testimoniare anche gli amici di questo blog, sebbene non ci conosciamo da molto. Ma non confondo dialogo e irenismo, ciò che ho da dire lo dico.
              Accade così assai spesso che per una persona aperta al dialogo che trovo dall’altra parte della barricata (già il fatto di vederla come una barricata… ma vabbè, è per comodità di analisi) ne trovo venti che non fanno altro che insultarmi, che cercano di spiegarmi quello che penso, che arrivano perfino a negarmi il diritto di parola.
              Mettici che in parte è dovuto al genere letterario della rete, in parte al fatto che in quanto prete sconto un ovvio pregiudizio, in parte al fatto che la gente mediamente è esasperata e cerca sempre un capro espiatorio su cui scaricare la sua rabbia, ma anche al netto di tutto questo non posso non notare che rispetto a una cinquantina di anni fa le parti si sono invertite e se una volta poteva essere conveniente dirsi cattolici e sostenere la posizione della Chiesa oggi certamente non lo è.

          2. Alessandro

            Io ci son passato pochi anni fa (e non per gioco o scommessa, ma per convinzione). E persino il mio rapporto con amici cattolici s’è “intiepidito” per conseguenza (figuriamoci con i c.d. “laici”!)

    2. Alessandro

      Italia “paese clericale”?
      Sono di fretta, avrei più di una osservazione in proposito, ma limito a rinviare a un articolo della Bussola quotidiana

      http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-cattolici-allitaliana-3945.htm

      che indica la complessità del rapporto tra Italiani e fede cattolica.

      “Il 32,5% prega almeno una volta al giorno. Il 26,5% dichiara di andare a Messa tutte le settimane – cifra che può sembrare bassa, ma che è ai vertici europei se si escludono Malta e la Polonia – e il 42,3% afferma di andarci almeno una volta al mese. Quasi l’80% degli italiani si considera cattolico”.

      MA “più del settanta per cento degli italiani non segue la Chiesa nei suoi insegnamenti in materia di morale sessuale, e anzi dichiara che si può essere buoni cattolici anche senza conformarsi al Magistero sul punto”

      E TUTTAVIA “nello stesso tempo oltre il settanta per cento dei nostri connazionali afferma che la Chiesa fa bene a mantenere fermo un insegnamento alto ed esigente sui temi dell’aborto, dell’eutanasia e della sessualità. In altre parole, mentre in altri Paesi è forte una contestazione organizzata, anche intra-cattolica, del Magistero morale della Chiesa che ne chiede a gran voce il cambiamento, in Italia questo dissenso è ridotto a piccole frange d’intellettuali. La maggioranza degli italiani non si conforma alla dottrina morale della Chiesa, ma la sente con una sorta di nostalgia, come annuncio di un mondo diverso e forse migliore. Non chiede che la Chiesa modifichi questo annuncio, per quanto non si senta capace di seguirlo, talora più per debolezza che per vero dissenso.”

      In sintesi:
      “Gli italiani restano affezionati alle loro radici cattoliche. Ma il rapporto con queste radici è confuso. Se le radici non sono irradiate da un’adeguata catechesi, rischiano d’inaridire”

      1. In altre parole, mentre in altri Paesi è forte una contestazione organizzata, anche intra-cattolica, del Magistero morale della Chiesa che ne chiede a gran voce il cambiamento, in Italia questo dissenso è ridotto a piccole frange d’intellettuali.
        APPUNTO..

          1. noi siamo chiesa?????? che roba e’?
            Interessante l’articolo anche se mi sembrava gia di conoscere il tipo che l’ha scritto. Introvigne (pero non mi ricordo in quale contesto ho sentito parlare di lui).

            1. vale

              considerando che è-forse -uno dei più citati,invitati e letti esperti mondiali sulle religioni e le sette…

        1. Alessandro

          No, Giulio, guarda alla complessità dei problemi.
          E’ del tutto fuori luogo definire paese “clericale” quello in cui “più del settanta per cento non segue la Chiesa nei suoi insegnamenti in materia di morale sessuale, e anzi dichiara che si può essere buoni cattolici anche senza conformarsi al Magistero sul punto”, ma ciò non toglie che “gli italiani restano affezionati alle loro radici cattoliche”.

          Mi pare che l’articolo di Introvigne non si presti a fraintendimenti.

          1. Clericale per me e’ in senso largo. E’ una forma di conformismo questa. Di cui anch’io non sono immune. Si e’ cattolici a prescindere. Si festeggia il Natale,la Pasqua. Si va a messa ogni tanto e si rispettano i santi. Sono contrari all’aborto e all’eutanasia (oddio anch’io ho qualche dubbio a riguardo e nessuna certezza) pero se il papa ti parla dei preservativi lo si ascolta con un sorriso ironico…

        2. Ele86

          piccole?piccole frange?ma hai letto i giornali nelle ultime settimane?nell’ultimo anno?…i cattolici sono quelli sempre e cmq contestati da tutti discriminati sul lavoro e nella vita sociale

            1. Alessandro

              l’articolo dice:

              “mentre in altri Paesi è forte una contestazione organizzata, anche intra-cattolica, del Magistero morale della Chiesa che ne chiede a gran voce il cambiamento, in Italia questo dissenso è ridotto a piccole frange d’intellettuali”.

              E’ vero, a mio avviso, che, soprattutto se confrontata con quella di altri Paesi (pensa a ciò che accade in Austria:
              http://vaticaninsider.lastampa.it/homepage/inchieste-ed-interviste/dettaglio-articolo/articolo/austria-8195/ ), una forte capillare contestazione organizzata intra-cattolica del Magistero morale della Chiesa non c’è… ma ciò non toglie che ingenti lobby anticattoliche siano all’opera in Italia.
              La furiose periodiche offensive mediatiche su ICI e 8×1000 ne sono prova lampante…
              Quando dico “ingenti lobby” non sto dicendo che esse siano composte da molta parte della popolazione: le chiamo così perché esercitano un pesante controllo dei media.
              Contro di esse deve operare una seria, serena ma ferma apologetica cattolica

  7. Forse io vivo in un mondo tutto mio ma ho avuto un professore di filosofia molto credente e una professoressa di religione diciamo…..laica. Per non parlare del mio professore di italiano: totalmente dichiaratamente ateo, ma una persona che ricordo con tanto affetto, perchè in uno dei momenti più bui della mia vita non si è limitato a fare il professore ma ha saputo ascoltare.

    1. Alessandro

      paperella, dieci anni circa credo prima di te anch’io ho avuto una professoressa di filosofia molto credente e un professore di religione che stava per farsi prete (poi non lo è diventato) ma era proprio …diciamo…laico (e mi teneva 2 ore settimanali di religione).
      E il mio professore di italiano delle medie era un meraviglioso sacerdote, prematuramente scomparso, che m’ha inculcato con amore ortografia grammatica sintassi in una classe di trenta maschi trenta sciamannati, anche tirandomi un pochino (non metaforicamente) le orecchie, ma – lo ripeto – con amore . Nessuno dei miei compagni d’allora (neppure quelli più… tartassati) ne conserva un ricordo meno che devoto, commosso e grato.

      Così va il mondo

  8. Sybille

    La Chiesa ha sempre operato in questi termini: non ha mai detto “leggete voi, vedete voi, giudicate voi assumendovi le vostre responsabilità”. Al contrario, la Chiesa ha sempre detto: attenti, questo autore è tossico, questo libro pericoloso, questo film non va bene, non leggetelo, non guardatelo. Ci siamo noi a darvi delle indicazioni: fidatevi, accettatele, seguitele.

    Scusate, ma proprio non mi piace

    1. Eppure lo facciamo per milioni di altre situazioni, in cui crediamo per cieca fede a chi ci dice che cosa fare e cosa leggere e credere: dai fil, ai romani, ai ristoranti, al numero delle stelle, alle derivate, alla formula dello zucchero, alla data della battaglia di Rocroi, ai geni di Mendel, alla poesia di Leopardi, ai bosoni…
      Credi ai libri di testo, agli insegnanti, ti fidi del loro parere, del loro insegnamento.
      Invece la Chiesa no, se lo fa prevarica, limita, obbliga, oscura…
      Mah.

    2. vale

      e di chi ti fideresti per un consiglio? o sei in grado di studiare e leggere le migliaia di libri ecc. che servirebbero per avere almeno un’idea di tutto?(perché quando uno parla di qualcosa ,si presume ne abbia un’idea almeno minima,se no son parole al vento…)

      1. Sybille

        Non ho nessuna pretesa di avere almeno un’idea di tutto, se di qualcosa non so sto zitta. A me personalmente, poi, consiglia mio zio, dico sul serio non sto scherzando

    3. Sottoscrivo. Non mi piace per niente. Ma in Italia funziona perchè la gente legge poco a prescindere (laico o cattolico che sia).
      La chiesa solo sulla morale sessuale non sfonda. Per il resto vince su tutta la linea. Non siete contenti? o non vi accontentate dei conformisti cattolici a prescindere?

  9. 61Angeloextralarge

    Grazie a Roberto per questo post! Preghiere assicurate per Isabella e la sua bimba!
    Ho un dubbio: Giulio L. è il “coniglio meccanico” di questo post?

  10. Volevo finire con una considerazione generale (quasi una sorta di difesa della Chiesa).

    Il settarismo,l’ideologismo e la censura dei libri,del pensiero libero, della libertà di pensiero e’ stata una costante di tutti i totalitarismi (fascismi e comunismi).

    Anche in Unione Sovietica o durante il regime Fascista i libri venivano messi all’indice.

    Da laico difendo e rispetto il cattolicesimo libero, antifascista e democratico che rifiuta i regimi e l’intolleranza. Il cattolicesimo sociale. I preti antimafia, chi aiuta i tossicodipendenti. Non mi piace la Chiesa che scende a compromessi con il potere.

    1. paulbratter

      bene, la chiesa che piace alla gente che piace!
      (potrebbero usarlo come spot dell’8 per mille….o già lo fanno?)

      1. In sintesi preferirei una chiesa alla Don Ciotti e non alla Don Verze..
        x l’8 x mille che siano utilizzati veramente per fini sociali (tanti dicono il contrario..che sono utilizzati per gli stipendi,l’organizzazione,ect..sai questi laici malfidati e minus habens che mettono questi dubbi nella mente della gente…all’inferno 🙂 )

            1. paulbratter

              dell’8X1000 non mi piaciono solo gli spot che puntano tutto sulla funzione sociale come a volersi giustificare

            2. Alessandro

              sono d’accordo con te, paul. Anche me infastidisce quest’enfasi sul sociale. Ci vorrei vedere più preti che amministrano i sacramenti. Tanto per chiarire qual è il proprium della Chiesa (pure quella italiana)

              1. io mi sono consolato solo andando a vedere che è solo la terza parte degli introiti dell’8×1000 che viene impiegata nel sociale; e mi sono consolato ancora di più quando da certe pagine di Eusebio di Cesarea sono venuto a sapere che anche nel II secolo a Roma era lo stesso.

        1. Considerato che nella voce ‘stipendi e organizzazione’ rientrano anche la gestione dell’Archivio Segreto Vaticano (*) e della Biblioteca Apostolica Vaticana sono ORGOGLIOSA di averglielo sempre dato l’8 per mille! 🙂

          (*) aperto alla libera consultazione degli studiosi fin dal 1881

    2. Alessandro

      “la chiesa che piace alla gente che piace”
      la chiesa dei cattolici adulti, quelli che piacciono al mondo e trovano ospitalità nei salotti televisivi.
      Ne parlava Benedetto XVI (omelia del 28 giugno 2009 per la chiusura dell’Anno paolino):

      “Paolo desidera che i cristiani abbiano una fede “matura”, una “fede adulta”.

      La parola “fede adulta” negli ultimi decenni è diventata uno slogan diffuso. Ma lo s’intende spesso nel senso dell’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi Pastori, ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere – una fede “fai da te”, quindi.
      E lo si presenta come “coraggio” di esprimersi contro il Magistero della Chiesa.
      In realtà, tuttavia, non ci vuole per questo del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso. Coraggio ci vuole piuttosto per aderire alla fede della Chiesa, anche se questa contraddice lo “schema” del mondo contemporaneo.
      È questo non-conformismo della fede che Paolo chiama una “fede adulta”. È la fede che egli vuole.
      Qualifica invece come infantile il correre dietro ai venti e alle correnti del tempo. Così fa parte della fede adulta, ad esempio, impegnarsi per l’inviolabilità della vita umana fin dal primo momento, opponendosi con ciò radicalmente al principio della violenza, proprio anche nella difesa delle creature umane più inermi. Fa parte della fede adulta riconoscere il matrimonio tra un uomo e una donna per tutta la vita come ordinamento del Creatore, ristabilito nuovamente da Cristo.
      La fede adulta non si lascia trasportare qua e là da qualsiasi corrente. Essa s’oppone ai venti della moda. Sa che questi venti non sono il soffio dello Spirito Santo; sa che lo Spirito di Dio s’esprime e si manifesta nella comunione con Gesù Cristo.”

    3. “Anche in Unione Sovietica o durante il regime Fascista i libri venivano messi all’indice.”

      Per il regime fascista, faccia un giro dalle parti della Medusa (la collana di tascabili Mondadori) o degli Omnibus (la collana di bestseller rilegati Mondadori) e guardi l’elenco dei libri pubblicati prima dell’8 settembre 1943. Avrà qualche sorpresina…

    4. perfectioconversationis

      Sarò brusca, e me ne scuso.

      Evidentemente, signor GiulioL, qui c’è un equivoco.
      Molti in questo blog prendono sul serio le sue considerazioni (un po’ sgrammaticate, piuttosto qualunquiste, per nulla argomentate) e sono convinta che lo facciano per il rispetto dell’uomo, aldilà delle eventuali lacune.
      Alcuni – tra cui mi annovero – possono essere financo convinti che dare risposte sensate a domande banali sia un’opera di apostolato, che si esercita rivolta direttamente a lei e indirettamente ad altri che dovessero leggere.
      Lei però ha un modo di agire a tappeto: posta un numero enorme di commenti ogni volta che interviene, tanto che la mancanza di veri argomenti possa essere sommersa dal flusso di parole.
      Mai una volta che dica qualcosa non dico di originale (quella stessa originalità che si sente in utenti diversissimi tra loro, come Alvise, Fefral, Daniela Yehoshua, Alessandro, Cyrano… solo per citare i primi che mi vengono in mente), ma almeno di espresso con parole sue.
      Allora permette che le ricomponga un quadro: i cristiani sono oggettivamente il gruppo religioso più perseguitato nel mondo. Tutti i rapporti di organismi internazionali concordano in questo senso. Perseguitati vuol dire subire un ventaglio di azioni che va da essere uccisi, a feriti, imprigionati, impediti nell’accesso a cariche pubbliche, all’istruzione, ad alcuni lavori, ostacolati nella libertà di culto, nel manifestare in pubblico la propria fede, ecc.
      In Europa, gli stessi organismi internazionali hanno più volte messo in guardia contro la cristianofobia, che consiste nel rendere invisibili e sottilmente emarginati i cristiani.
      Faccio un esempio per tutti: nessuno stato europeo ha leggi contro l’omossessualità, eppure si è parlato più volte di introdurre leggi contro l’omofobia. Lo scopo di tali leggi non è permettere una pratica già permessa, è di rendere illegale persino citare la Bibbia su tale argomento. Non basta essere liberi di esprimere comportamenti privati, è necessario rendere illegale la critica a tali comportamenti.
      Tutto questo per dire, che per fare i Giordani Bruni, bisognerebbe prima di tutti preoccuparsi del valore dei nostri argomenti.
      Troppo facile fare i martiri del libero pensiero, quando si riporta un pensiero di massa, sbiadito e male espresso.
      Insomma, un altro caso di grande autostima.
      Atteggiarsi a martiri del libero pensiero, mi scusi, richiede almeno la fatica di una libera pensata, ogni tanto.
      Mi rifiuto di rispondere, inoltre, a chi è così sommario da contrapporre una presunta chiesa alla don Ciotti a una presunta chiesa alla don Verzé (dovremmo scegliere? sono questi i due partiti in campo?).
      Ma non le viene neppure in mente che la Chiesa è ben altro? Ha mai sentito parlare di un certo Benedetto XVI?
      E, staccandosi un tantino da quello che dice Repubblica, potrebbe magari leggere qualche suo discorso completamente, dalla prima all’ultima riga?
      Le propongo da quello che gli fu impedito di pronunciare a La Sapienza, in questo stato così conformemente clericale.
      Paragonare infine la Chiesa all’Unione Sovietica o al Nazismo (con tutti i martiri che questi due sitemi anti-umani e anti-cristiani hanno prodotto) è spregevole e ingiusto. Oltre un certo limite, abusare della pazienza del prossimo, diviene un atto spregevole.

      1. Veramente stavo difendendo la Chiesa sostenendo che sono stati i totalitarismi a reprimere il libero pensiero. Il mio discorso non l’hai capito. Volevo dire che la Chiesa dovrebbe ricordarsi che e’ stata repressa (da questi regimi) e che e’ stata decisiva in una forte battaglia per la libertà’ (che non e’ solo quella di culto) ma anche le libertù democratiche (espressione,stampa,ect).
        Ti vorrei ricordare di tutti i martiri del fascismo e del comunismo cattolici (la rosa bianca per dire,giovani cattolici che volevano ribellarsi al nazismo).

    5. vale

      abbi pazienza ma questa bufala del cattolicesimo libero antifascista e democratico che rifiuta i regimi e l’intoleranza ci ha frantumato i beneamati.
      La chiesa è andata d’accordo con qualsiasi regime rispettasse la libertà religiosa(lo specifico se no riattacchiamo con le polemiche dai pagani passando per i catari in poi…) ,in tempi moderni,dei cristiani.se ha dato preferenza ,ultimamente ,ai cosidetti regimi democratici-e bisognerebbe intendersi su democrazia- lo ha fatto perché storicamente e praticamente, li ha trovati più consoni al rispetto di quanto sopra.
      e sempre storicamente sarebbe più corretto dire anticomunisti e democratici,visto che filosoficamente,ideologicamente e storicamente vengono prima e faranno esempio , a tutti i regimi totalitarii del ‘900,i regimi comunisti.

  11. Erika

    Penso che se una persona ha un’idea, leggere qualcosa che vuole confutare quell’idea può portare due risultati: confermare quell’idea o cambiarla con argomentazioni valide.
    Se però in ballo non c’è un’idea, ma la fede, il discorso cambia.
    La lettura di un libro non dovrebbe in nessun modo intaccare la fede.
    La lettura integrale di Marx, Nietzsche, Freud, nonché di diversi scritti di Mancuso, non ha posto nessun problema, per fare un esempio, a mio padre, che continua ad andare a Messa ogni giorno.

    1. vale

      e a quelli che non hanno i mezzi culturali per capirli, ma solo per subire le loro idee,glieli consiglieresti?

    2. Alessandro

      Erika
      “La lettura integrale di Marx, Nietzsche, Freud, nonché di diversi scritti di Mancuso, non ha posto nessun problema, per fare un esempio, a mio padre”.

      Ecco, a mio avviso il punto sta in quel “per fare un esempio”.
      La maggior parte dei battezzati che leggesse Marx, Nietzsche, Freud e Mancuso inclinerebbe a maturare convinzioni inconciliabili con il Magistero. Perché non è sufficientemente attrezzata culturalmente per informarsi su che pensano costoro con l’opportuno avvedutezza critica.
      La Chiesa deve tutelare la fede dei battezzati dal ricevere turbativa ad opera di codeste frequentazioni libresche. Salvaguardare la fede dei semplici è opera d’amore autentico, non una restrizione della libertà.

    3. La lettura di un libro può intaccare la fede eccome. Vittorio Messori ricorda che la ‘Vita di Cristo’ di Renan era stata definita (forse da Mauriac?) «un marron glacé con dentro degli aghi».

    4. Erika, non ho (ancora) avuto il tempo materiale di leggere tutti i corpora da te citati, ma diverse opere di questi autori le ho lette anch’io, e posso confermare ciò che dici. In specie, non in genere. La fede, ovvero, non è stroncabile con un libro, ma anche questa asserzione può essere compresa in un senso terribilmente falso, ovvero quello per cui – essendo l’ambito della fede completamente staccato da quello della ragione – uno potrebbe vivere “credendo per fede” certe cose e “ritenendone per ragione” certe altre. In realtà (e per riconoscerlo non servono le populistiche ole che qualcuno ti innalza) una coscienza retta, formata e informata, illuminata dalla fede, non ha paura di confrontarsi con qualsivoglia autore. Una coscienza debole, però, non formata e non informata, magari illuminata solo a sprazzi dalla fede (e chi può pretendere di essere un faro di fede?) è presuntuosa e temeraria a credersi immune da influenze nefaste, di solito a prezzo della scissione fede-ragione che riportavo sopra.
      Ribadisco, non tutti i libri sono per tutti i lettori, e questo assioma è di tanto imbarazzante evidenza che difenderlo mi sembra offensivo dell’intelligenza dei miei interlocutori: io mi sono trovato a contatto con tutti i tipi di libri, ma neanche uno di quelli pericolosi m’è stato messo in mano prima che fossi stato istruito sul modo di maneggiarlo per non averne danno.
      Giulio, se ti sforzi di valutare con un minuto d’attenzione il nostro lavoro su questo blog, ti rendi conto che noi impieghiamo tempo ed energie non perché non sappiamo cosa fare della nostra giornata, ma perché vogliamo ispessire il sostrato affettivo e intellettuale dell’esperienza di fede che viviamo. O vorresti dire che scriviamo qui perché non possiamo scrivere altrove e d’altro? E tu che ne sai, di grazia?
      Ascolta un po’ di stoltezza da parte mia, allora: rileggi i “nostri” interventi, e stupisciti di che florilegio di cultura, eleganza, erudizione e carità si tratti. Siamo tutti diversi, “noi”, e concordiamo; siamo tutti degli individui, “noi”, e ci accordiamo; siamo tutti consapevoli dei pericoli che minacciano la fede, “noi”, e nella fede non abbiamo paura di niente.

        1. uno dei complimenti più lusinghieri mai ricevuti in vita mia, don Fa’! 🙂
          In effetti non saprei piuttosto come prendere il contrario, cioè una donna che dopo aver parlato con me volesse prendere i voti… sarei un ottimo catechista o un pessimo uomo? 😀

    1. vale

      l’avevo detto che il tipo in questione era un incrocio tra un cattolico adulto,un noi siamo chiesa, ed un modernista.il prete come assistente sociale è l’unica cosa che riescono a concepire….
      il Vianney,curato d’Ars manco lo sfiora….

    2. “la necessità di certi conigli di dirsi cattolici”: secondo me utilizzano l’etichetta quel tanto che basta a fare le vittime, e gli consente anche di minacciare la Chiesa dall’interno, come dire “sono uno di voi, che fate? mi date addosso?”. Non so se ho reso l’idea.

  12. “Penso che se una persona ha un’idea, leggere qualcosa che vuole confutare quell’idea può portare due risultati: confermare quell’idea o cambiarla con argomentazioni valide.
    Se però in ballo non c’è un’idea, ma la fede, il discorso cambia.
    La lettura di un libro non dovrebbe in nessun modo intaccare la fede.
    La lettura integrale di Marx, Nietzsche, Freud, nonché di diversi scritti di Mancuso, non ha posto nessun problema, per fare un esempio, a mio padre, che continua ad andare a Messa ogni giorno.” ERIKA Applausi e Ola….finalmente.

    Io non sono un anticristiano. Anzi direi che siete voi che stimate cosi poco chi e’ credente che pensate che basti un libro per rimettere tutto in discussione.

    La fede dei semplici….quindi teniamoli ignoranti ,non li facciamo leggere libri “pericolosi” cosi sono manipolabili no?

      1. “La Chiesa deve tutelare la fede dei battezzati dal ricevere turbativa ad opera di codeste frequentazioni libresche. Salvaguardare la fede dei semplici è opera d’amore autentico, non una restrizione della libertà.” Alessandro.

  13. Roberto

    Oh!

    Prima di tutto le cose serie: ringrazio Costanza per la notizia e vedrò di unire la mia preghiera per Isabella e la sua bambina. Ave!

    Questa è stata una gradita sorpresa; non me l’aspettavo. 🙂
    E vedo che la temperatura sale – il che è ragionevole. Se avessi letto qualcosa del genere una ventina d’anni fa, avrei reagito anche peggio. Bene.
    Vi lascio, trovando un po’ di tempo (ovviamente! 😀 ) mi farò rivedere stasera.

    1. Sara S

      Grazie a Isabella, innanzitutto, e stasera preghiera speciale davanti al Bambino per la sua bambina. Poi grazie a voi tutti.
      Sulla questione dei libri volevo aggiungere una mia esperienza. Ultimo anno di liceo classico. In filosofia affrontiamo Nietzsche, poetico e affascinante filosofo, perfetto per le vanitose e sceniche orazioni della mia prof. Apro una parentesi: i miei prof, purtroppo, erano spesso frustrati, superficiali e ignoranti, sebbene insegnassero in un rinomato liceo milanese, e con un ‘umanità a dir poco squallida. Ho imparato molte cose sui loro appuntamenti erotici veri o presunti e in compenso nulla su Tommaso d’Aquino e compagnia. Dante era un “fascistello” e Leopardi era meglio non leggerlo a dei diciottenni, perchè troppo “tristanzuolo”. Le virgolette sono citazioni. E mi fermo qui. Ma io prendevo sul serio tutto, non tanto per la stima verso questi professori – che non avevo, cosa del resto palesemente ricambiata- quanto per quello che, persino attraverso di loro, incontravo sulla strada. Io pagherei per avere uno studente che si mette in gioco con ciò che studia come feci io allora, forse ingenuamente, ma con una tale generosità e disponibilità! La critica di Nietzsche al cristianesimo era radicale e per me volle dire affacciarmi su un baratro. E’ stato il mio primo vero bivio, una crisi di fede che mi ricorderò per sempre, perchè fu crisi esistenziale. Ero pronta a seguire il Vero, a qualsiasi costo. Anche a quello di rinnegare ciò che mi aveva da sempre costituito. Rinnegare la mia fede (e l’avrei fatto, se qualcuno mi avesse dimostrato che era una bugia: d’altronde mi avevano insegnato ad amare la verità più di noi stessi), avrebbe voluto dire distruggere la mia stessa vita. Nietzsche arrivava dopo 5 anni di battaglie in classe, e di battute anticlericali, di frecciate e disprezzo da parte dei miei prof , e fu come la goccia che fece traboccare il vaso. Se Cristo non era risorto, era un povero pazzo, e io davvero ero messa anche peggio. Allora nulla avrebbe avuto senso. E io, quindi, chi ero? Io che ero cresciuta su una bugia, chi ero, come potevo più muovermi e capire le cose? E tutto ciò dentro un dolore quasi rabbioso, perchè quell’uomo in croce che il Filosofo disprezzava per la sua debolezza colpevole, io lo amavo. Ma quell’amore avrebbe avuto la consistenza del sentimento affettuoso verso un piccolo gattino, inincidente sulla vita, e pieno di nostalgia per la promessa tradita. Ricordo quella settimana. Mi difendevo da tutto, persino camminare era difficile. Non sono mai stata così male in vita mia. Poi una serie di circostanze che non sto a raccontare mi hanno dissolto la nebbia immediatamente. Ho VISTO e TOCCATO il popolo di Dio, la potenza e la regalia di Cristo dentro una umanità umile e modesta, e le parole di Nietzsche sono diventate quello che erano: parole, flatus vocis. Niente, in confronto al reale Reale! Il male che mi avevano fatto si è anzi vòlto al bene: ne sono uscita rafforzata, piena di nuove ragioni e con una certezza più rocciosa. Aggiungo che poco prima di Nietzsche avevo letto un libro che mi era stato regalato da amici: il Libro nero del comunismo. Per me fu sconvolgente il carico di male racchiuso lì dentro, tragedie che pure non mi erano estranee, anzi. Eppure, tutto insieme, una cronaca così spietata, dalle cifre spaventose, era troppo per me. Non era troppo anche per Dio? Un nazareno crocifisso aveva davvero la forza di redimere tutto ciò, prendendoselo sulle spalle? Ci voleva Dio per un peso simile. E poi, appunto, è arrivato Nietzsche a mettere in dubbio che quello non era Dio…
      Insomma, non è vero che noi possiamo leggere tutto ciò che vogliamo, quando e come lo vogliamo. Abbiamo dei limiti, nel mio caso la giovane età, la passione viscerale per storia e filosofia, e dei cattivi maestri mi avevano esposto troppo. Per cattivi maestri intendo chi usa la sua posizione per far propaganda e non per far conoscere realmente, accompagnando criticamente il ragazzo. Mi dispiace, ma a certi signori vorrei chiedere: una volta che mi hanno tolto il senso e il gusto della mia vita, sapete che me ne faccio , io, della libertà di pensiero?!?! e perdonate la lunghezza…

      1. Alessandro

        grazie Sara S, eccellente esemplificazione di come una diciottenne (ma vale ovviamente pure per un maschio) costretto a praticare prof. incauti che gli mettono in mano un Nietzsche decantandolo sia concretamente a repentaglio di far strame della propria fede.
        A conferma di come “non è vero che noi possiamo leggere tutto ciò che vogliamo, quando e come lo vogliamo”.

      2. Per chi ha voglia di accapigliarsi con l’inglese, una lettura tutto sommato natalizia. Magari la conoscete già e allora mi scuso, ma a me è sempre sembrata stimolante (‘thought-provoking’ come dicono loro) E’ un saggio di storia alternativa o ‘ucronia’.

        «If Jesus Had Never Been Born…..»
        http://www.johnreilly.info/ijhnbb.htm

      3. lidiafederica

        Cara Sara, io x fortuna sono arrivata al liceo già ben accompagnata nella fede da buoni amici e ottimi preti (è grazie a loro che ho riniziato ad andare a Messa, a 12 anni, e pian piano la mia famiglia ha iniziato a venire con me), e il prof di filo era bravo.
        A me Nietzsche ha affascinato: basta leggerlo e rivoltare le sue parole al contrario per avere una bella idea di cristianesimo 😀

        1. Sara S

          Ciao Lidia, anch’io sono arrivata al liceo già ben accompagnata nella fede, come alcuni dei miei compagni, del resto, ma chissà perché la grande maggioranza, finito il liceo o anche prima, non andava più a Messa, e quel che è peggio, ha finito per disprezzare la storia della cristianità (soprattutto: ignorandola credendo di conoscerla). Io sono rimasta cattolica e anzi, più convinta di prima, perché ho avuto la Grazia di essere accompagnata nella fede durante quegli anni preziosissimi.
          Nietzsche rimane per me assolutamente affascinante, un linguaggio poetico che avvince molto più del rigoroso procedere logico proprio dei filosofi prima di lui. Inoltre alcune sue analisi del cristianesimo come l’ha conosciuto lui sono lucidissime e , ahimè, colgono il segno. Ma onestamente dovrei riprenderlo in mano e rileggerlo, solo che ho molte altre cose da fare e da leggere, prima di un poveretto che, con tutto il suo genio, è morto pazzo. Anch’io impazzirò, prima o poi, con ‘ste pesti che mi assillano tutti i giorni, ma è decisamente un migliore impazzire:)

      4. “Se Cristo non era risorto, era un povero pazzo, e io davvero ero messa anche peggio. Allora nulla avrebbe avuto senso.”

        Grazie, grazie., mille volte grazie!

  14. Otto anni chiuso in carcere stette a Roma Giordano Bruno, e mai volle ritrattare, poi il 17 Febbraio del 1600 fu spogliato nudo in Campo de’ Fiori, legato a un palo, e bruciato vivo.

    1. vale

      Rino CAMMILLERI
      Giordano Bruno
      tratto da: Rino CAMMILLERI, Fregati dalla Scuola, Effedieffe, Milano 1999.

      Giordano Bruno era un monaco domenicano dichiaratamente eretico. Gettò il suo accusatore nel Tevere e fuggì dall’Italia.
      Più che un filosofo era un mago, e si inimicò tutti i posti nei quali andò peregrinando. Fu scomunicato perfino dai protestanti.
      Si rifugiò in Inghilterra, dove venne accolto da Elisabetta I, figlia di Enrico VIII e Anna Bolena. Lui, in cambio, le denunciava i cattolici (la persecuzione anglicana nei confronti dei cattolici inglesi fece più di settantamila vittime). Ma dovette fuggire anche da lì.
      Se ne andò a Venezia, la quale, per dispetto al Papa proteggeva gli eretici. Qui si installò in casa del nobile Mocenigo; questi lo manteneva in cambio della promessa di imparare la millantata “arte della memoria” che Bruno sosteneva di possedere.
      Quando il Mocenigo trovò Bruno a letto con sua moglie lo denunciò alle autorità, le quali furono ben felici di sbarazzarsene consegnandolo all’Inquisizione romana. Bruno, che -lo ricordiamo- era un frate, abiurò ma poi tornò sulle sue decisioni, in un balletto continuo che durò anni. Alla fine venne abbandonato al braccio secolare come mago, eretico e sovversivo.

      1. Non e’ una lettura obiettiva. Sai benissimo chi e’ l’autore del libro. E’ una lettura faziosa. Che tra l’altro non giustifica il rogo e le torture.
        E’ ideologia questa (non Storia).

        1. vale

          ma va là. la storia è storia. ed i fatti sono fatti. oltretutto Messori è documentatissimo-(leggersi le note e la bibliografia del libro in questione).
          (te invece che documenti e prove adduci per dire che è stato fazioso in questo giudizio?)
          che nessuno meriti di morire bruciato vivo,va da sè.
          ma visti i tempi-dagli squartamenti e testa esposta sul ponte di Londra che si riservava ai traditori-perché i cattolici questo erano per Enrico VII ed Elisabetta I-vedi Tommaso Moro- si può dire che se l’è cercata? vedere e giudicare con gli occhi di oggi la storia di 500 anni fa.la tua è ideologia. e mi sa che son parecchi a pensarlo, qui.

      2. http://www.kelebekler.com/cesnur/cammilleri/4.htm
        Tutto qui. La rotazione della terra venne provata solo due secoli dopo, col famoso pendolo di Foucault. Giordano Bruno era un monaco domenicano dichiaratamente eretico. Gettò il suo accusatore nel Tevere e fuggì dall’Italia. Più che un filosofo era un mago,

        > Il già citato Keplero forse non fu un astrologo e uno che “confidava in stregonerie”?

        e si inimicò tutti i posti nei quali andò peregrinando. Fu scomunicato perfino dai protestanti. Si rifugiò in Inghilterra, dove venne accolto da Elisabetta I, figlia di Enrico VIII e Anna Bolena.

        > Vale a dire, quella dell’Invincibile Armata? Quella scomunicata da Pio V? Quel horreur!

        Lui, in cambio, le denunciava i cattolici (la persecuzione anglicana nei confronti dei cattolici inglesi fece più di settantamila vittime).

        > Di orrore in orrore: nientemeno che un perfido delatore! Settantamila vittime addirittura! Non tutte per delazione di Bruno, speriamo!

        Ma dovette fuggire anche da lì. Se ne andò a Venezia, la quale, per dispetto al Papa proteggeva gli eretici.

        > Si: la dispettosa Venezia (birbantella!), specialmente dopo i trascorsi di interdetto, ce l’aveva senza motivo alcuno col papa da tempo.

        Qui si installò in casa del nobile Mocenigo; questi lo manteneva in cambio della promessa di imparare la millantata “arte della memoria” che Bruno sosteneva di possedere Quando il Mocenigo trovò Bruno a letto con sua moglie lo denunciò alle autorità, le quali furono ben felici di sbarazzarsene consegnandolo all’Inquisizione romana.

        > Magari fu così, ma a me risulta che Mocenigo lo tradì principalmente perché Bruno non volle rivelargli il segreto della magia naturale – la moglie fu la causa scatenante -, come riporta persino l’Enciclopedia Cattolica (consultabile online), che forse per pudicizia tace sui segreti d’alcova.

        1. non ti piace Cammilleri? puoi sempre leggerti il bel testo di Matteo D’Amico, “Giordano Bruno. Avventure e misteri del grande mago nell’Europa del Cinquecento” pubblicato da Piemme. Ben documentato.

          1. perfectioconversationis

            Giuly, non lo legge, un libro. Ha tutta la rete, un copia-incolla qui, uno lì. Che importa sapere meglio?
            Che importa se riporta il sito di un pazzoide?
            E’ come se riprendessi i deliri online di Breivik per dimostrare le mie tesi su un qualunque argomento.
            Ma un limite all’assurdità nell’argomentare se lo porrà quest’uomo?
            Noi tutti lì a dirgli leggi questo, valuta quello, e lui con Google si sente il Padreterno. Trova sempre quello che gli serve, che può incollare senza neppure fare lo sforzo di saperlo veramente o di capire da dove viene.

            1. Veramente i libri di Storia li leggo ma riesco a distinguere un libro di uno Storico da uno che non lo e’ ma e’ semplicemente un apologeta cattolico. Visto che sono stati postati spezzoni del libro di Cammilleri posso esprimere le mie opinioni su quello che e’ stato postato? ho detto che secondo me e’ una lettura faziosa degli eventi e non e’ storiografia seria.

            2. perfectioconversationis

              Giulio: per esprimere le proprie opinioni, bisognerebbe formularle. Non prendere qualunque materiale si trovi in rete e fare un copia-incolla.
              Se leggi libri di storia, ti sarai certo imbattuto nell’affascinante problema ella verifica delle fonti.

        2. vale

          beh ,se la fonte è Miguel Martinez(volevo aggiungere degli aggettivi ma mi trattengo…)-mi pare che kelekleber sia suo,non ho nulla da risponderti.
          tanto varrebbe leggermi ,come attendibilità, Topolino….

          1. non scherziamo su Topolino che è roba serissima! e poi la bibliografia su Bruno è talmente vasta, con centinaia di opere prodotte dal 1860 in poi a suo credito, che se vogliamo i libri di Cammilleri e D’Amico sono una vocina nel deserto….

          2. vale

            magari leggiti anche,per avere un’idea: L’inquisizione in Italia di A.Del Col, dal xII al XXI sec.
            (Nato a Casarsa della Delizia (Pordenone), ricercatore confermato e poi professore associato di Storia moderna, ha insegnato Storia dell’età della Riforma e della Controriforma nel Dipartimento di Storia e Culture dall’Antichità al Mondo Contemporaneo dell’Università di Trieste. I suoi interessi scientifici riguardano la vita religiosa e culturale italiana in età moderna e in particolare la storia istituzionale dell’Inquisizione romana in Italia, con speciale riferimento ai problemi metodologici) magari è un po’ piu serio di kelekleber…

            1. Ok. Grazie. Comunque io anche se polemizzo leggo cosa scrivete e cerco di informarmi. Rispetto le vostre opinioni. Non sono un laico cattivo…

  15. Noi vogliamo essere necessari, inevitabili, ordinati da sempre. Tutte le religioni, quasi tutte le filosofie, perfino una parte della scienza, sono testimoni dell’instancabile, eroico sforzo dell’umanità che nega disperatamente la propria contingenza.
    Da questo negare nasce il nostro vagabondare disorientato nel mondo e l’angoscia che ci costringe a cercare il significato dell’esistenza.Chi lo vuole cercare.

  16. 61Angeloextralarge

    Non so se c’entra, ma visto che si sta pregando per Isabella e la sua bimba!
    Admin! Come sta il piccolo Filippo?

  17. lidiafederica

    Scusate, io vi seguo sempre con interesse e affetto “da lontano” (cioè dal mio tavolo di lavoro..).
    Consiglio di leggere le omelie dell’avvento di Ratzinger, pronunciate a Mènster il 13, 14 e 15 dicembre 1964. La lettura è un po’ forte, nel senso che scuote i pregiudizi, ma ovviamente ortodoss! A me hanno cambiato molto questo Avvento.
    @ Giulio Z.: guarda che io capisco il tuo punto vista (essendo secolarizzata…) e proprio per questo ti dico: sbagli, sai? La hiesa non è oscurantista come credi. anzi: i libri li sconsiglia per amore verso di noi, per non farci cadere nell’errore, ma non proibisce. Dice solo: se vuoi leggere, fallo, ma prendi le precauzioni necessarie (informati prima, etc.).
    L’Italia è un Paese fortemente clericale, ma in modo sbagliato (leggi leaders “cattolci” sposati due volte, che ovviamente così cattolici non sono), e in generale l’opinione verso i cristiani non tiepidi è abbastanza negativa, visto che siamo immersi in una brodaglia clericale da una parte e ferocemente anti-clericale dall’altra. Quanto alle menti libere tipo Odifreddi e Augias sparano bugie a destra e a manca (e lo so perché Odifreddi lo leggo).
    Comunque, io ho sempre detto ai miei amici che vado a Messa tutti i giorni, che non vado a letto col mio ragazzo, e che sarebbe asupicable on lo facessero neanche loro, e che mi sposo invece di andare a convivere, e ai miei amici conviventi dico che dovrebbero sposarsi. Però non ho mai perso neanche un amico, devo ammettere, e non mi hanno mai ostracizzato… Alcuni si sono persino convinti…

    Un abbraccio virtuale a tutti e Buon Santo Natale! (anche se da un coniglio secolarizzato come sono io, temo 🙂 )

    1. lidiafederica

      volevo solo aggiungere:le “precauzioni” prima di leggere sono:
      1) sapere cosa si leggerà, e perché è non ortodosso;
      2) sapere perché lo si fa (non mera curiosità, ma un motivo fondato);
      3) farsi affiancare nella lettura da sacerdoti esperti e da buoni libri
      4) averne le capacità culturali, e la giusta preparazione. Altrimenti è temerario e perdita di tempo, sono d’accordissimo.
      Non leggere a caso, ovvio. pensate che un mio amico sacerdote ha appena aprto una discussione su Fabio Volo – io lo SCONSIGLIO visto che è pornografico e idiota, ma se 8 italiani si 10 lo leggono, un pensiero su bisognerà pure farcelo…
      E ora risaltello, da bravo coniglio, al lavoro!!

    2. “Dice solo: se vuoi leggere, fallo, ma prendi le precauzioni necessarie (informati prima, etc.).”
      Ma quali precauzioni? Per leggere un libro?
      Ma se oggi i libri non li legge più nessuno!!!
      (perfectioconversationis e emidiana a parte)

      1. lidiafederica

        e infatti i risultati sono tristemente davanti gli occhi di noi tutti…
        ti auguro un buonissimo Natale!

        1. Non lo voglio un buon Natale!!!
          Odio il Natale!!!
          I risultati di che? Che non si prende precauzioni o che non si legge?
          O che altro?
          E se si leggesse di più non sarebbe uguale?
          O meglio?
          O peggio?

          1. lidiafederica

            allora ritratto gli auguri, niente Natale.
            I risultati del non leggere.
            No sarebbe diverso.
            Torno alla tesi che sto scrivendo e che dovrebbe diventare nei prox due anni un libro. Chissà chi lo leggerà.
            Se non posso fare gli auguri, allora mando i saluti.
            spero quelli siano accolti con più benevolenza.
            Ciao 🙂

            1. Alessandro

              Io leggerò il tuo libro. Se me lo regali 😀 😀 (scherzo)

              A me gli auguri di Santo Natale fa piacere riceverli e porgerli. Quindi io li accolgo con benevolenza e di cuore te li invio.
              A presto!

      2. quindi un quindicenne brufoloso per fare sesso deve prendere tutte le precauzioni e invece per leggere mein kampf no; eppure la immuno-deficenza culturale è molto più subdola e pericolosa dell’AIDS perchè contanima la mente (e l’anima).

  18. Il mio modo di vedere.
    Io non credo né in Dio né al diavolo né a altre di queste invenzioni. Credo nella realtà dell’invenzione, ma non che alla reltà corrisponda esistenza.
    Se uno crede, nulla di male, non me lo so spiegare come sia possibile, come lui non lo saprà spiegare, il contrario, di me. Penso che tutti si debba essere liberi di leggere e di scrivere qualsiasi cosa purché questo non costituisca un atto legalmente perseguibile (dico questo in mancanza di criteri assoluti per giudicare, allora sarà la legge che ci siamo dati a giudicare, pur con i suoi limiti) Altro non mi sembra ci sia da dire. Per quanto riguarda tutte le questioni storiche di guerre di religione di persecuzioni di intolleranza eccetra penso che non si possa dare una risposta se è stato così, no invece cosà, sì quelli erano più cattivi quegl’alri eccetra.
    La storia è stata quasi sempre un orrore per tutti, come anche sta continuando a essere, e ognuno, come è naturale, pretende di dire la sua.

    1. Alessandro

      “Penso che tutti si debba essere liberi di leggere e di scrivere qualsiasi cosa purché questo non costituisca un atto legalmente perseguibile (dico questo in mancanza di criteri assoluti per giudicare, allora sarà la legge che ci siamo dati a giudicare, pur con i suoi limiti)”

      Sei un singolare libertario (“tutti devono poter scrivere e leggere qualsiasi cosa”) devoto alla legge (che secondo te deve fissare entro quali limiti sia concesso che tutti leggano e scrivano qualsiasi cosa). Cioè sei un singolare libertario che accetta di buon grado che la propria libertà (di fare come gli pare) subisca restrizioni non da un proprio atto libero (es.: sono libero di mangiare un pollo, ma liberamente decido di essere vegetariano), ma da leggi concepite e promulgate da terzi, ai quali potrebbe anche importare poco della tua libertà. Insomma, mi sembri un libertario un po’ troppo tiepido per meritare la qualifica.

      Oltretutto, il tuo discorso potrebbe portare dritto ad un’apologia dell’Indice dei libri proibiti. Anche il difensore dell’Indice potrebbe pacificamente asserire che “si debba essere liberi di leggere e di scrivere qualsiasi cosa purché questo non costituisca un atto legalmente perseguibile”. Solo che il nostro difensore dell’Indice ritiene che “atto legalmente perseguibile” sia “scrivere, diffondere, propagandare e fruire testi non ortodossi (ossia: incongruenti con il Magistero cattolico)”. Ne deriva che anche il paladino dell’Indice, come te, sostiene che “si debba essere liberi di leggere e di scrivere qualsiasi cosa purché questo non costituisca un atto legalmente perseguibile”, OSSIA che “si debba essere liberi di leggere e di scrivere qualsiasi cosa purché ciò non implichi scrivere, diffondere, propagandare e fruire testi non ortodossi”.

      A ben vedere, l’unica discrepanza tra quello che sostieni tu e quello che sostiene il difensore dell’Indice potrebbe rinvenirsi in ciò che metti tra parentesi: “dico questo in mancanza di criteri assoluti per giudicare, allora sarà la legge che ci siamo dati a giudicare, pur con i suoi limiti”. Ma ciò potrebbe anche semplicemente significare – a voler proseguire nell’esplorare l’ipotesi della riducibilità del tuo discorso a quello del difensore dell’Indice – che i criteri che guidano i censori nell’individuare i libri proibiti, per quanto affinati dalla formazione e dall’esperienza dei censori medesimi, non mettono al riparo i censori dall’incorrere in errori di valutazione, poiché essi non sono infallibili.

      Questo per dire che il tuo libertarismo sbiadito, flebile, paradossalmente e preterintenzionalmente può finire per coincidere con una apologia delle restrizioni imposte dall’Indice.

      1. Sì, hai ragione, potrebbe coincidere, ma non coincide perché in Italia, per ora, c’è la legge della repubblica che, sicuramente è piena di fallacia, ma è la sola che abbiamo.
        Come ben dici non sono un libertario assoluto, lo ammetto, ma penso sia giusto che ci sia delle le regole scritte quale unico (e forse anche debole)baluardo contro la ferocia umana.

    1. Alessandro

      perché, se il problema (perché di questo si tratta) è evitare che venga minacciata la fede del malcapitato lettore, per prevenire la minaccia a chi dovrebbe rivolgersi il nostro lettore: a chi la fede ce l’ha e ne conosce i contenuti (tale si presume che sia un sacerdote esperto), o a un ateo incallito?

  19. Erika

    @Cyrano : se non sei gia’ sposato dovresti avere la fila alla porta, da che sei saggio, gentile e profondo 🙂

    1. Alessandro

      E’ noto che Cyrano è fidanzatissimo con una Rossana sulla cui identità Fefral e io indagammo invano mesi fa

    1. Alessandro

      Sì, dico sul serio: mi sembra lecito appellare “malcapitato” uno la cui fede potrebbe essere insidiata dalla lettura che sta per fare.

        1. Se i professori sono teste di cazzo non è una novità, i compagni di scuola stronzi anche possibile, purtroppo,
          che in filosofia si studi Nietzsche, non mi sembra così terribile, prova ne sia che la nostra malcapitata ne è uscita rafforzata. La soluzione sarebbero scuole riservate a studenti cattolici con professori bravi studenti non stronzi e via di seguito. Ma lo Stato vi vuole tutti indottrinare, non è così?

          1. Alessandro

            la nostra malcapitata ne è uscita rafforzata dopo aver rischiato seriamente di uscirne indebolita assai…

          2. Sara S

            AH!Lungi da me invocare una scuola cattolica per studenti cattolici che facciano studiare cose cattoliche in modo cattolico!!! Soffoco al solo pensiero! Io insegno in una scuola cattolica ma non confessionale. Gli insegnanti sono molto variegati come cattolicesimo, e non tutti sono cattolici. Dopo 30 anni questa scuolina raccoglie studenti di tutti i tipi, e solo la minoranza viene da famiglie cattoliche. Un’ottima notizia: vuol dire che la scuola funziona, che da lì si esce sapendo leggere, scrivere e far di conto. E non solo: sapendo ragionare, e facendo anche un’esperienza di umanità per nulla scontata. Sia chiaro: l’identità di questa scuola è sempre ribadita, la proposta cristiana è sempre rilanciata, e proprio PER QUESTO, non NONOSTANTE QUESTO, la scuola è aperta a tutti. Quindi si insegna tutto, ma con la preoccupazione amorevole di chi non vuole imbottire i ragazzi di nozioni, buttandogli addosso in qualche modo informazioni, pensieri e concetti, così poi il ragazzo sarà “libero di scegliere”. Balle! Che libertà è entrare in un enorme supermercato, senza sapere cosa si vuole comprare, con la possibilità di scegliere tutto e il contrario di tutto? Non è libertà, è confusione. Invece noi insegniamo tutto, con la preoccupazione che il ragazzo sia in grado di gustare, capire, e soprattutto, accompagnandolo in questo. Ovviamente poi ci sono delle priorità, e ogni insegnante dovrà stabilire su cosa focalizzarsi , cosa accennare, e cosa tralasciare, tenendo conto del bene dei ragazzi che ha di fronte.
            Io sono sopravvissuta al mio liceo solo perché ho avuto la fortuna di essere accompagnata da persone amiche coetanee e grandi, magari professori; con alcuni di loro, anzi, ri-studiavo certe lezioni di storia e filosofia, o di italiano, in un continuo dialogo e provocazione. Una ricchezza incredibile. Se non si è da soli, e se si ha le spalle robuste, allora anche una scuola come è stata la mia può essere un’occasione d’oro per la propria zucca e il proprio cuore! Però ribadisco: “SE”…

            1. Denise Cecilia S.

              Condivido quanto scrivi a proposito di una scuola cattolica che, nonostante anzi grazie al suo essere dichiaratamente e serenamente tale, offre oltre ad una migliore istruzione un approccio molto più aperto e profondo/approfondito alla realtà.
              Io faccio riferimento, però, non ad un liceo o scuola superiore ma all’università cattolica, presso la quale ho frequentato un solo ma significativo semestre lo scorso anno.

          3. Sara S

            studiare Nietzsche deve essere meno terribile dello studiare la Scolastica? E allora perché questi signori non me l’hanno fatta studiare?! E poi mi vengono a dire che la scuola statale è laica cioè neutrale!!!

  20. Buona notte ragazzi! Questa sera lascio il pc a Daniele, deve fare i quiz per gli esami di scuola guida……………..prossimo Pericolo Pubblico in arrivo! Un bacio!

  21. Leggo solo ora questo post, essendo stato ieri in un aliunde molto simpatico atque divertente. Nietzsche e Marx non sono (proprio del tutto) cattivi col Cristianesimo, è che li disegnano così.
    Loro pagine molto belle si trovano in
    K. MARX, Per la critica della filosofia hegeliana del diritto, in ID., Scritti filosofici giovanili, Firenze, 1972;
    F. NIETZSCHE, La genealogia della morale, Milano, 1988.
    Il terribile Feuerbach è poi smontato da F. ENGELS, Ludwig Feuerbach ed il punto d’approdo della filosofia classica tedesca, Roma, 1985, e poi da H. DE LUBAC, SJ, Il dramma dell’umanesimo ateo, Milano, 1992.
    Volendo, anche
    K. LÖWITH, Da Hegel a Nietzsche: la frattura rivoluzionaria nel pensiero del secolo XIX, Torino, 1949; B. GOETHUYSEN, Origini dello spirito borghese in Francia, Torino, 1977.

  22. Pingback: L’umorismo di Dio « Sposati e sii sottomessa

  23. pour parler

    scriteriato scrive:
    Il terribile Feuerbach è poi smontato da F. ENGELS, Ludwig Feuerbach ed il punto d’approdo della filosofia classica tedesca, Roma, 1985

    Smontato? Questa è grossa. E cosa hanno smontato di Feuerbach, tutto? Engels ha preso le distanze da Feuerbach, cui comunque riconosce di aver rimesso la filosofia hegeliana “a camminare sui piedi”, per il suo residuo di astrattezze in riferimento all’uomo e alla sua coscienza, descritte idealmente ed avulse dai bisogni e dalle pratiche quotidiane. Insomma, danno merito a Feuerbach di aver capovolto l’hegelismo ma gli rimproverano un’eccesso di idealismo che non tiene conto delle circostanze contingenti, che nell’analisi marxiana sono determinanti.

    Per alcuni critici, il marxismo è (diventato) una sorta di cristianesimo dell’immanenza, fra marxismo e cristianesimo sono state rilevate interessanti analogie, entrambi con una struttura interna molto simile, col primo ritenuto un prodotto del secondo. La faccenda è oggetto di dibattito, taluni la rigettano sdegnosamente (i cristiani perché non vogliono considerare l’ipotesi che il cristianesimo abbia potuto generare simili frutti; i marxisti per la stessa ragione), altri la trovano interessante, come un indizio per spiegare del successo e del cristianesimo e del marxismo: entrambi offrono una mano a quel soggetto sociale, politico ed economico che è il bisognoso. Il cristianesimo nasce in era preindustriale, il marxismo ne sarebbe la sua versione post. Un parallelo del genere non può che indignare i fedelissimi del primo e del secondo, trovando invece accoglimento in chi non deve difendere nessuna delle due ideologie.

    1. Alessandro

      Augusto Del Noce ha persuasivamente evidenziato la strutturale incomponibilità tra marxismo e cristianesimo.

      Per brevità, rinvio a questo link:

      Fai clic per accedere a n.24-2011.pdf

      “Ecco allora i presupposti filosofici per i quali Del Noce reputa
      costitutivamente impossibile qualsiasi forma di commistione o di sintesi tra marxismo e cristianesimo: i princìpi autenticamente cristiani (la trascendenza dell’uomo e la sua salvezza ultraterrena) non possono trovare delle convergenze con una prospettiva radicalmente atea
      e materialistica come quella del marxismo, che per di più pone nella rivoluzione la salvezza stessa della storia, la possibilità di una totale autoredenzione del genere umano.” (pp. 17-18)

      1. pour parler

        Attenzione, non si tratta di conciliare o far convergere le istanze cristiane con quelle marxiste, altrimenti avrei parlato di teologia della liberazione, socialismo cristiano e altre cose del genere.
        Si tratta, invece, di rilevare delle analogie strutturali fra il cristianesimo e il marxismo nella loro struttura più generalizzabile.

        Trovare analogie non vuol dire sostenere una tesi precisa da dimostrare (per esempio che il cristianesimo ha dichiaratamente ispirato il marxismo o che il marxismo sia una sorta di riforma atea del cristianesimo), le analogie possono suggerire una congettura analitica, un’ipotesi di lavoro filosofico. L’analogia, in sé, c’è a grandi linee e non può essere del tutto smentita entrando nei dettagli che l’analogia volutamente tralascia (perché si tratta, appunto, di analogia, non di sovrapponibilità totale). Anche perché si deve pensare alle strutture del cristianesimo e del marxismo, non ai loro dettagli caratteristici.

        Elementi di analogia potrebbero essere:
        – Il soggetto cui è destinata la dottrina (il bisognoso)
        – Il profeta (Cristo e Marx)
        – Il male (il peccato e l’alienazione)
        – La soluzione (redenzione e rivoluzione)
        – Il carattere immanente (Cristo si fa uomo fra gli uomini per il bene degli uomini anche su questa terra; Marx intende cambiare lo stato di cose su questa terra, con gli uomini e per gli uomini)
        – La gerarchia (Chiesa organizzata e Partito)

        eccetera.

        1. Alessandro

          Quelli enumerati mi paiono elementi analogici estrinseci, che non attengono alla struttura intrinseca del cristianesimo e del marxismo.

          Cimentiamo gli elementi di analogia proposti al vaglio di una presentazione più stringente e aderente del cristianesimo, e consterà come le analogie con il marxismo non coinvolgono il nucleo dell’Avvenimento cristiano:

          – Per il Cristianesimo non esiste un soggetto preferenziale cuisia destinata “la dottrina”: Cristo è stabilito in eterno come Salvatore di tutti i figli di Adamo
          – Cristo non è propriamente un profeta: è nientemeno che Dio e figlio di Dio; Egli non si limita ad annunciare ma porta a compimento; in lui non c’è solo il precorrimento di un evento, ma la piena insuperabile esauriente realizzazione, l’adempimento totalizzante
          – Per il marxismo l’alienazione prodotta dalla società è sanabile dalla società stessa: per il cristianesimo esiste un fallo originale, promordiale, che non è sanabile da alcun uomo né da alcuna società
          – La rivoluzione marxiana è condotta da soggetti che rovesciano i loro oppressori; la Redenzione non può essere operata da alcun uomo ma solo ed esclusivamente da un vero Dio e vero uomo
          – Il carattere immanente del cristianesimo è immanenza-per-la trascendenza: Dio si fa immanente solo per trascinare e innalzare – per così dire – la creazione, ferita dal peccato, verso la trascendenza. Il marxismo è immanenza nuda e cruda
          – gigantesca è la differenza tra Chiesa, sacramento e Corpo mistico di Cristo, e una compagine umana organizzata con articolazioni gerarchiche quale il partito.

          1. Alessandro

            In definitiva: se il cristianesimo somiglia al marxismo, un sacco di altre cose somigliano al cristianesimo. Ma quando troppe cose somigliano ad A, sorge sempre il fondato dubbio che le somiglianze con A investano la periferia dell’identità di A, non ne “recensiscano”, non ne intercettino l’identità intima.

            1. pour parler

              Potresti elencarmi una mezza dozzina di questo sacco di cose che somigliano al cristianesimo? E’ una richiesta sincera, sono molto curioso in proposito.

            2. Alessandro

              alla rinfusa (e tenendo conto che sono di fretta): stoicismo, neoplatonismo filosofico, manicheismo (di tutto ciò S. Agostino sa qualcosa), induismo, buddhismo, e pure antica religione egizia (per la potenza simbolica che l’innerva), e qualcosa in più mi verrà in mente poi… e forse tra quelle che ho citato – per quanto propriamente imparagonabili alla Via cristiana – ci sono “cose” che, per l’affascinante e vigorosa ricchezza di simboli e lo splendore di metafore sono più “assimilabili” al cristianesimo rispetto al marxismo.

            3. pour parler

              Aspetta, stoicismo e buddhismo, accomunabili per il loro essere strumenti di vita e dottrine esistenzialiste, non mi sembra proprio che condividano una struttura paragonabile a quella marxista e/o cristiana, così come l’ho esemplificata. Quanto all’induismo e alla religione egiziana, non mi pare proprio che possano in qualche modo rientrare nello schema, non ne vedo gli elementi.
              I simboli non c’entrano, parliamo di elementi strutturali e di relazioni fra questi.

            4. Alessandro

              adesso non ho il tempo, ma non ti sarà difficile stilare per ciascuno dei soggetti menzionati uno schema che ne elenchi somiglianze con il cristianesimo: non necessariamente quelle che ritieni di aver ravvisato con il marxismo.
              Quanto ai simboli: non si può escludere aprioristicamente che i simboli caratterizzanti una dottrina filosofica o una tradizione religiosa non si configurino in modo tale da sostanziarne la struttura stessa, o comunque da non esserne scindibili senza snaturarla tutt’affatto

          2. pour parler

            Come avevo detto, l’analogia è a livelli molto generali, ovvio che entrando nel merito dei dettagli costitutivi, cristianesimo e marxismo sono diversi. Anche perché, così come esistono varie interpretazioni del marxismo, esistono diverse ortodossie, confessionali o filosofiche, del cristianesimo.
            Inoltre, le differenze che hai rilevato hanno senso per chi crede che effettivamente Cristo sia Dio. Ma se Cristo lo si considera l’iniziatore di una nuova visione religiosa e sociale, il portatore di un nuovo messaggio destinato alle persone, la differenza fra lui e Marx si fa meno distante.
            L’assunto ineliminabile del marxismo è che manca totalmente di un qualsiasi elemento trascendente che abbia un ruolo nella storia, ovvio che le differenze fra marxismo e cristianesimo sembrano nette quando si fa riferimento al carattere divino di questo. Ma se togli questi aspetti (sacramento, corpo mistico, regno dei cieli, dio incarnato ecc.), vedi che le cose diventano molto simili.
            Del resto, sarebbe ben strano paragonare una religione ad una filosofia socio-politica atea (a parte la questione che entrambe spesso finiscono per sedimentarsi in una visione ideologica ed autoreferenziale). Il paragone va fatto considerando tanto il marxismo che il cristianesimo come dottrine finalizzate al mutamento dello stato di cose del mondo.
            Per altro, anche il marxismo è destinato a tutti: è vero che gli eletti, i chiamati, i designati a realizzare la praxis (a portare la spada) sono i proletari sfruttati che non detengono i mezzi di produzione (beati i miti, beati i gli affamati, beati i poveri di spirito), è pur vero che la società marxista futura è aperta a tutti, una volta eliminate le classi, con una sorta di palingenesi e redenzione universale.

            1. Alessandro

              “Ma se togli questi aspetti (sacramento, corpo mistico, regno dei cieli, dio incarnato ecc.), vedi che le cose diventano molto simili.”

              Ho capito, ma così tutto somiglia a tutto: togli l’essenziale (nel caso del cristianesimo: “sacramento, corpo mistico, regno dei cieli, dio incarnato ecc.”… mica cotiche!) e non è difficile pareggiare, eguagliare ogni cosa. E’ un’operazione troppo facile, che non so a che cosa meni…

              Ti auguro buonanotte non prima di averti dato il benvenuto nel blog e di averti augurato buon Natale e buon anno…

              di marxismo e cristianesimo semmai riparleremo

            2. pour parler

              Guarda, prova a togliere all’induismo o alla religione egizia le loro caratteristiche trascendenti, non si rileva nessun programma di rendenzione, nessuna missione salvifica o di modifica delle condizioni sociali dei credenti. Nell’induismo, quasi tutto è apparenza, è un gioco di divinità. Il buddhismo, che esiste anche in qualche versione quasi-atea, è un viatico individualista, è all’opposto del marxismo e del cristianesimo, che sono dottrine del popolo e per il popolo nel suo insieme.

              1. il vero regalo del cristianesimo alla cultura occidentale, però, non è il concetto di “popolo”, bensì quello di “persona”: mai il cristianesimo mette tanto a fuoco il popolo da sfocare la persona (grazie al Dio Unitrino), e qui sta uno dei punti di più secca inconciliabilità col marxismo.

        1. Alessandro

          figurati, grazie a te! 🙂

          Comunque tue ulteriori delucidazioni sarebbe graditissime (e se i tuoi sono… “papielli”, i miei che sono? 🙂 )

          1. c’ho sonno, Alex, vado a dormire.
            Non avrei molto altro da dire: se si esce dal dettaglio (che comunque hai già considerato) resta solo da dire che “analogie strutturali” tra le strutture “più generalizzabili” di due entità significa giocare alle forme delle nuvole. Il concetto di analogia ha già in sé e per sé una forte dialettica tra essere e non essere; se si pretende di applicarlo a entità generalissime, senza per di più precisare dove si ritiene che un simile lavorio dovrebbe portare, l’argomento resta in piedi – appunto – «pour parler».
            Per quanto mi riguarda, poi, non ho problemi ad ammettere che Gesù sembra avere qualche debito culturale (ad esempio) con gli esseni, ma non credo più di star parlando con persone serie quando si fanno carte false per occultare e mimetizzare la sua irriducibile originalità. Non credo di star difendendo chissà quale partito preso: che ci siano influssi di culti misterici nel culto cristiano (ad esempio), lo sappiamo… e allora? Che le benedizioni siano state inventate per scacciare gli spiriti della Britannia lo sappiamo, e allora? Boh, mi sfugge proprio il bandolo…
            Sarà che ho sonno. Buonanotte a tutti, raga’. (Comunque ciao, Pour parler, e buon Natale. Benvenuto tra noi).

            1. pour parler

              Ho aggiunto un altro commento poco sopra. Condivido le tue perplessità sulla validità del metodo analogico e generalizzante e aggiungo che simili ipotesi non sono falsificabili. Ma appunto parlavo di ipotesi congetturale di lavoro, atta a elaborare un nuovo progetto di tipo politico e sociale. Senz’altro è improbabile che il cristianesimo, almeno a prima delle celebri teologie della liberazioni, si sia ispirato al marxismo. Ma è vero che in certo cristianesimo di sinistra le due cose si cerca proprio di conciliarle su posizioni moderate. A rifiutare nettamente questa conciliazione, anche solo teorica, sono i due capi estremi: i marxisti puri, che da questa analogia si vedrebbero spogliati dell’originalità dell’analisi marxista; dall’altro lato, i cristiani di destra e dichiaratamente antimarxisti, che non vorrebbero affatto che passasse l’idea che il cristianesimo possa aver ispirato la dottrina marxista.
              Qui non si tratta, come dicevo, di scoprire se c’è stata una qualche reciproca influenza, ma se sia possibile interpretare l’uno in funzione dell’altro affinché i due elementi possano congiungersi in una sintesi armonica.
              In fondo, si tratta di interpretare, senza eccessive alterazioni, il cristianesimo e il marxismo in funzione di una congiunzione, operazione che non è illecita di per sé, a meno che uno non pretenda di avere in mano l’unica interpretazione possibile dei due.
              Non è una semplice questione di teoresi, un tentativo del genere potrebbe diventare un programma politico concreto.

            2. Alessandro

              Guarda, ti dico la mia (che vale solo per me).

              Per me la “congiunzione” tra cristianesimo e il marxismo non può avvenire “senza eccessive alterazioni” dell’uno e/o dell’altro.
              Quanto al cristianesimo (che confesso essere quello che dei due mi sta a cuore), sono convinto che sia incontemperabile con il marxismo.
              Non metto in dubbio che “un tentativo del genere potrebbe diventare un programma politico concreto”; io non lo auspico, ma l’operazione non sarebbe “illecita di per sé”, ci mancherebbe.
              A me pare che negli anni settanta (per fornire un’approssimativa coordinata temporale) il tentativo sia stato esperito. Con risultati deludenti, che io addebito non all’avversa congiuntura ma all’intrinseca impraticabilità dell’operazione (stante lo statuto delle due “entità” che si mirerebbe a conciliare).

              Magari se ne riparlerà

              ‘Notte a tutti, e auguroni a tutti gli Stefano le Stefanie e Stefanine ecc.

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