Pensare a voce alta

di Paolo Pugni

Faccio una cosa da donne: ragiono a voce alta. Anzi per iscritto. E faccio una cosa da uomo, anzi da paolo pugni: provoco. Non perché mi diverta particolarmente a suscitare risse. Tutt’altro. Né per copiare il clima da talk show. Piuttosto perché oggi temo che solo una scossa forte ci permetta di uscire da quella apatia indotta, per osmosi, che ha sfarinato lo stupore annacquandolo nel “l’abbiamo già visto” o nel “tutto è lecito”. E’ lo stupore che salverà il mondo, e noi, uno per uno. continua a leggere

2 euro anche noi

di Raffaella Frullone

Ieri mattina ho fatto una cosa per me veramente inconsueta: prendere la metropolitana. Lo so, migliaia di milanesi e pendolari di varia provenienza compiono quest’eroica attività tutti i giorni almeno due volte al giorno ( ragione per cui a loro va la mia più profonda stima e ammirazione), ma per me l’evento è talmente eccezionale che mi sono preparata tipo gita:  tacco sotto gli 8 cm, borsa con la tracolla, monetine in tasca da estrarre per il biglietto. continua a leggere

L’eretico

di Cyrano

Allora, che effetto vi fa?

Il titolo, intendo. È che avrei bisogno di capire che corde pizzichi oggidì una parola del genere per esercitare il fascino che evidentemente esercita. Me lo chiedevo pochi giorni fa in una libreria del centro continua a leggere

Miss 7miliardi

di Costanza Miriano   –  Avvenire 1 novembre 2011

 Cara bambina numero sette miliardi, ti scrivo questa lettera per tranquillizzarti nel caso ti capitino sotto mano i giornali del ricco mondo occidentale, preoccupato per la tua nascita: dicono che siamo in troppi. A qualcuno potrebbero magari essere sfuggite parole poco accoglienti, e mi dispiace, anche se dubito che tu e soprattutto tua madre perdiate tempo con i nostri editoriali: tu non sai leggere, lei ha partorito ieri e credo che per qualche tempo potrà dedicarsi al massimo alla lettura delle istruzioni dell’additivo igienizzante per bucato, e, se le dovesse capitare di immergersi in qualcosa di più elaborato – tipo il foglietto del dentifricio – si assopirà senz’altro alla terza riga, spero (dimmi che sono normale, ti prego). continua a leggere

Il dogma di morte

Il tema dell’aborto proposto ieri da Laura, com’era prevedibile, ha provocato molte reazioni e commenti. Per continuare a parlarne abbiamo pensato di ripartire dal commento di ieri di Cyrano che vi riproponiamo come post.

 

Perdonatemi ma, se ho capito qualcosa di cos’è un dogma, direi che dogmi sono l’incarnazione del Verbo, la divina maternità, l’Unitrinità di Dio, la risurrezione della carne, l’Immacolata concezione e cose simili…
Ora non voglio mettermi a discutere sull’essenza del dogma (e anche lì ci sarebbe molto da dire), ma vorrei che qualcuno mi spiegasse un’altra cosa: perché si tira così spesso in ballo una parola tanto difficile e ambigua, specie nel confronto coi “laici” (tra l’altro, laico sono io, gli atei e gli agnostici usino le loro parole!)? continua a leggere

Stupidity Fair

di Jane

Credo che sia doveroso imparare a leggere un po’ di tutto. Non tanto perché bisogna esercitarsi a non esaurire le proprie opinioni nei propri pregiudizi (esercizio purtroppo inutile per gran parte dell’umanità), quanto perché leggere tanto aiuta ad affinare il proprio linguaggio, nel caso delle opere di letteratura, e ci permette di aumentare il numero di parole del nostro vocabolario. Soprattutto, leggere anche libri/riviste/quotidiani che non rispecchiano il nostro pensiero è importante per accrescere il nostro spirito critico. Aggiungo anche che bosogna sfogliare un po’ di tutto perché, come dice Melanie Griffith ne “Una donna in carriera”, «non puoi mai sapere da dove venga una grande idea». continua a leggere

Pocket coffee e cavallette

di Costanza Miriano

Sabato con il mio solito astuto tempismo e con la sagacia strategica che da sempre mi caratterizza mi è venuta voglia di fare una corsetta tonificante nel luogo e nel tempo probabilmente al momento meno opportuni del pianeta, se si esclude forse la Somalia. Non avevo, infatti, esattamente realizzato che in quel momento il mio quartiere veniva devastato – sono giornalista per errore e non sto mai sulla notizia –, e mi sono trovata a respirare a pieni polmoni i miasmi delle auto bruciate e le sgassate dei mezzi di Polizia, visto che abitiamo a san Giovanni (quando una parte del corteo, quella pacifica, è passata sotto casa, mio figlio è uscito in giardino a vedere col casco, un coperchio di latta come scudo e il fucile a pallini: il pericolo è il suo mestiere). continua a leggere

Contrattare con Dio

di Paolo Pugni

C’è che questa storia degli operai e della vigna non è che sia facile da mandare giù, perché va bene che tutto era concordato, ma questo padrone un po’ strafottente lo è.

E quando c’è di mezzo Gesù tutto ha senso, anche quello che in apparenza sembra l’arroganza del potere. continua a leggere

Ad ogni costo


di Jane

Quando ho letto che una donna a 58 anni ha voluto un figlio «ad ogni costo», ho pensato in modo fintamente ingenuo: che meraviglia, una donna rimasta miracolosamente incinta a quell’età, viste le complicazioni che una parto in età avanzata comporta, avrà sacrificato la propria vita affinché il bambino nascesse, ad ogni costo.

Non è andata così. Per carità, la santità non si pretende da nessuno. continua a leggere

Il diritto della stupidità

Dopo la pubblicazione del post di ieri di Raffaella Frullone, si è sviluppato un interessante confronto tra alcuni commentatori sul tema della verità e del diritto. In particolare l’ultimo intervento di Andreas Hofer ci ha colpito molto e abbiamo pensato di metterlo in evidenza per continuare la discussione (trattandosi di un commento di risposta è stato leggermente modificato per dargli un tono generale ).

Partiamo da un concetto di verità “ipotetico” largamente diffuso:  in base a un simile criterio non si è in grado di stabilire se una rivendicazione sia illegittima o meno, dunque volens nolens bisogna accettarle tutte. continua a leggere

La stupidità è un diritto

di Raffaella Frullone

Cause e vertenze al passo coi tempi. Tutelare i propri diritti è ormai un imperativo, anche quando il diritto in questione può non sembrare così inviolabile.

Nel 2004 l’astrologa russa Marina Bai ha citato in giudizio la Nasa, chiedendo un risarcimento milionario per aver “scombussolato l’ordine dell’universo”: nel mirino il progetto “Deep Impact” e la sonda spaziale progettata per studiare l’interno di una cometa e portare alla luce i detriti provenienti dall’interno del nucleo. Secondo l’astrologa il progetto era “un atto terroristico”. continua a leggere