Miss 7miliardi

di Costanza Miriano   –  Avvenire 1 novembre 2011

 Cara bambina numero sette miliardi, ti scrivo questa lettera per tranquillizzarti nel caso ti capitino sotto mano i giornali del ricco mondo occidentale, preoccupato per la tua nascita: dicono che siamo in troppi. A qualcuno potrebbero magari essere sfuggite parole poco accoglienti, e mi dispiace, anche se dubito che tu e soprattutto tua madre perdiate tempo con i nostri editoriali: tu non sai leggere, lei ha partorito ieri e credo che per qualche tempo potrà dedicarsi al massimo alla lettura delle istruzioni dell’additivo igienizzante per bucato, e, se le dovesse capitare di immergersi in qualcosa di più elaborato – tipo il foglietto del dentifricio – si assopirà senz’altro alla terza riga, spero (dimmi che sono normale, ti prego).

Pare, dicono gli esperti delle Nazioni Unite, che ci siano buone probabilità che tu, oltre a essere femmina – e dunque a rischio gravidanza fra qualche annetto – abbia anche l’aggravante di essere filippina o indiana. Credo che queste congetture servano appositamente a gettare un’ombra sinistra sulla tua venuta, avvenuta tra l’altro per studiata coincidenza nel giorno che i pagani dedicano alle loro paure, Halloween: fossi stato un solido maschio tedesco nato in primavera, magari, avresti suscitato meno angosce. Invece una bimba di un paese “periferico” – anche se la geografia mondiale del peso economico pare invitare a rivedere il concetto – sembra più minacciosa per il benessere dei paesi ricchi.

Noi invece ti vogliamo dire comunque benvenuta.

Noi ti vogliamo dire che lo sviluppo sostenibile è una parola d’ordine che non ci appartiene, se il suo obiettivo è mantenere per pochi un livello di ricchezza illimitata, uno stile di vita inneggiante alla crescita infinita della produzione dei beni (ma com’è che i prodotti interni lordi devono crescere sempre ma quando nasce la gente le risorse sono finite?).

Noi ti vogliamo dire che le preoccupazioni per l’ambiente sono giuste, sì, ma, come ha ricordato il Papa agli ambientalisti tedeschi, esiste anche un’ecologia dell’uomo. “L’uomo non è soltanto una libertà che si crea da sé – ha detto parlando al Bundestag questo signore che spero potrai presto imparare a conoscere, ne vale la pena – L’uomo non crea se stesso.”

E’ proprio questo il punto, cara bambina. Poiché non ti sei creata da te stessa, e poiché neanche i tuoi genitori ti hanno creata, ma solo si sono resi strumenti della trasmissione della vita, e poiché la vita è comunque e sempre un dono di Dio, intoccabile e indisponibile dall’inizio alla fine, noi ti diciamo che dal momento che sei arrivata c’è posto anche per te.

In particolare noi che siamo Italiani possiamo confermartelo: siamo il popolo che fa meno figli al mondo, e tanto il nostro Pil non cresce. Anzi non cresce proprio per quello: meno gente, meno lavoro, diminuiscono i consumatori, e mentre non si sostiene in nessun modo la famiglia, tutti sono costretti a consumare affannosamente di più, contraendo debiti anche per mantenere i tanti vecchi. Ma questa è una cosa troppo difficile per te cara bambina. Comunque fidati, lo dice meglio di tutti il Papa, sempre lui, si chiama Benedetto, nella Caritas in Veritate: “la diminuzione delle nascite mette anche in crisi i sistemi di assistenza sociale, contrae il risparmio, restringe il bacino dei cervelli”.

Adesso hai sentito parlare di tutte queste cose brutte – debiti, pil, sovrappopolazione – e magari stai pensando che forse qualche ragione di spaventarti un po’ c’è. Stai tranquilla.

Dio a noi ha detto. “Non vale la vita forse più del vestito?” Lo ha assicurato a noi, che, non te l’ho ancora spiegato, siamo cristiani, cioè familiari dei santi, cittadini del cielo, e scusa se è poco. Se vuoi unirti a noi ti possiamo promettere che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.

Piuttosto noi, forse ci dovremo occupare di una cosa: visto che la farina aumenta, forse è il caso che aumentiamo un po’ la quantità di lievito. Lo so persino io che sono una massaia piuttosto scarsa.

 
fonte: Avvenire 1 novembre 2011

74 pensieri su “Miss 7miliardi

  1. DOS MUNDOS
    Deus criou este mundo. O homem, todavia,
    Entrou a desconfiar, cogitabundo…
    Decerto não gostou lá muito do que via…
    E foi logo inventando o outro mundo.

    DEI MONDI
    Dio creò questo mondo. L’uomo, tuttavia,
    Entrò a diffidare, cogitabondo…
    Di certo non gli è piaciuto molto di quel che vide…
    E fu subito inventando l’altro mondo.

    Mario Quintana – Espelho Mágico

  2. Adriano

    “Noi ti vogliamo dire che lo sviluppo sostenibile è una parola d’ordine che non ci appartiene, se il suo obiettivo è mantenere per pochi un livello di ricchezza illimitata, uno stile di vita inneggiante alla crescita infinita della produzione dei beni”

    La crescita infinita è il contrario dello sviluppo sostenibile in quanto insostenibile.

  3. barbara

    GUARDA CARA COSTANZA…LASCIATI DIRE, ANCHE SE TI LISCI LE PENNE PAZIENZA :-), CHE SEI UNICA! TROPPO FORTE. TI LEGGO VOLENTIERISSIMO E DAI DEI MESSAGGI DAVVERO IMPORTANTI AL GIORNO D’OGGI…CONTINUA COSI’!!!!!
    GRAZIE!!!

  4. Fk

    Chiara, lucida e brillante come sempre! Peccato che al tg3 non sfruttino queste tue capacità…

    “Familiari dei santi e cittadini del cielo”… questa certezza è la nostra gioia!!!

  5. perfectioconversationis

    Fiunt, non nascuntur Christiani (Tertulliano).

    Cristiani non si nasce, si diventa…

    L’articolo è molto bello, tocca temi importanti, ma a volte ci si demoralizza, pensando al lievito, cioè a ciò che noi cristiani siamo chiamati ad essere. Sono tutte in questo senso, le mie riflessioni degli ultimi giorni.
    Lo so, tutto è nelle mani di Nostro Signore: da un manipolo di pescatori impauriti Egli ha tratto le fondamenta della Cristianità, può ancora e in ogni momento trarre una nuova cristianità anche da servi inutili come me, ma a volte sembra che ci siamo dimenticati di fare la nostra parte, che abbiamo tralasciato di trasmettere quel che abbiamo ricevuto, che ci siamo distratti qualche generazione fa, pensando che da un popolo cristiano sarebbero nati dei figli cristiani, così come dai polli nascono polli, e ci siamo ritrovati senza catechismo, senza idee chiare, senza cognizioni precise.
    Siamo un popolo ex cristiano, che non sa più quasi nulla del cristianesimo. Mia figlia corregge a scuola la sua insegnante di storia dell’arte, che pretende di insegnare la sua materia senza sapere nulla di iconografia cristiana, talora viene in aiuto anche alla sua insegnante di lettere, appassionata di Dante, ma non credente e non troppo a suo agio con la dottrina cattolica… e parliamo di insegnanti di liceo classico (e di un’adolescente di non eccezionale dottrina).
    In questi giorni mi capita di seguire un corso per catechisti nella mia parrocchia. Per molti versi, una buona parrocchia: non si diffondono eresie, la liturgia è piuttosto dignitosa, il parroco e i suoi collaboratori si spendono generosamente per tutte le esigenze della comunità… ed è più di quanto si potrebbe dire di molte altre realtà italiane.
    Eppure… eppure ho un profondo senso di disagio, che non riesce a essere mitigato dalle evidenti buone intenzioni di chi si occupa di catechesi, la sensazione che tutto debba essere trasmesso nella forma più imprecisa, fumosa, indeterminata possibile.
    Si colora molto, ma del Sacrificio di Cristo si parla poco, si vedono film e si canta (e mi va bene), ma non si ha il coraggio di chiedere a memoria i dieci comandamenti (non li sanno neppure più i sacerdoti, come abbiamo visto nella puntata de Le Iene del 26 ottobre, a cosa serviranno ai bambini?), non parliamo delle virtù o dei doni dello Spirito Santo…
    Possiamo vederlo sotto il profilo della nuova evangelizzazione, su cui ha tanto insistito il beato Giovanni Paolo II, o sotto quello dell’emergenza educativa, su cui è più volte tornato il regnante pontefice, ma credo che il tema della trasmissione alle generazioni future sia IL grande tema del presente, più ancora della crisi economica o delle questioni bioetiche. Trasmissione di un orizzonte, una cultura, una fede. Poi vengano le nuove generazioni e ne saggino i limiti, si ribellino a quel che hanno ricevuto, per comprenderne forze e debolezze… ma oggi, che cosa ricevono? In un mare di concetti vaghi e credenze indefinite, come trovare linee di resistenza e linee di debolezza? Quando sentiamo parlare persone distanti, deluse dalla fede, persone critiche e indifferenti, non abbiamo l’impressione che raramente abbiano una chiara idea di cosa stanno abbandonando e contestando?
    Ciò non è vero solo per la fede cattolica: avevamo le nostre radici nella razionalità greca, nel diritto latino, nel diritto naturale giudaico-cristiano… dove sono finite queste radici?
    Sommerse da sensi di colpa posticci, da relativismi estremi, da nuove concezioni dell’uomo, da ideologie anti-umane (femminismo ed ecologismo estremi, teorie del genere…), come venire fuori da questo pantano? Tornando a essere vero lievito… poi il buon Dio farà quel che vorrà dei nostri sforzi.

    1. vale

      capita oramai non di rado che i cristiani si diano maggior preoccupazione per le conseguenze sociali,culturali e politiche del loro impegno,continuando a pensare alla fede come un presupposto ovvio del vivere comune.In effetti questo presupposto non solo non è più tale,ma spesso viene perfino negato.Mentre nel passato era possibile riconoscere un tessuto culturale unitario….
      alla luce di tutto questo ho deciso di indire un Anno della fede.
      Benedetto XVI lettera apostolica-motu proprio-” Porta fidei”

    2. “e parliamo di insegnanti di liceo classico”

      AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH!!!!
      —–
      —–
      —–
      “avevamo le nostre radici nella razionalità greca, nel diritto latino”

      MI PIACE 😀

  6. Alberto Conti

    welcome, bienvenida, स्वागत, 欢迎, i mirëpritur, сардэчна запрашаем, menyambut, 환영, boas-vindas, willkommen, ברוך הבא, καλωσόρισμα, ようこそ, добредојде, добродошао, добро пожаловать, Բարի գալուստ, ترحيب, chào mừng, powitanie, bienvenue, pasveikinti, ласкаво просимо, BENVENUTA e che Dio ti benedica!!! 😀

  7. Erika

    Voglio dare anch’io il mio BENVENUTA alla piccola Miss (e a tutti quelli/e che la seguiranno).
    D’altra parte mi spiace che abbiamo “apparecchiato” per lei un così brutto mondo…
    Io non credo che la soluzione al problema della sovrappopolazione sia di fare meno figli, anzi mi sembra un’ipocrisia di noi occidentali quella di guardare male indiani e africani perché si ostinano a procreare nonostante non possano garantire alla prole quelli che per noi sono requisiti base (ma come faranno quei poveri bimbi senza un paio di calzoncini firmati, senza uno straccio di WII, Playstation e telefono cellulare all’età di 6 anni?!)
    Però se vogliamo dare dare davvero il benvenuto a tutti i nuovi arrivati qualche domandina dobbiamo farcela.
    Non sono le persone a essere “non sostenibili”, ma il nostro stile di vita.
    Se insistiamo a voler avere 2-3 automobili a famiglia, guardaroba praticamente usa e getta, a mangiare carne più volte a settimana, a sprecare tonnellate d’acqua ecc. ecc. ….allora il nostro benvenuto forse resta una parola vuota.

      1. con l’aria che tira possiamo anche proporre Costanza for premier e qualche ministero giusto lo si può piazzare, alla corsianumerosei affiderei trasporti e rete stradale… sit nome omen circoliamo tutti meglio…

      2. Nel sistema costituzionale mirianico (un po’ tipo quello americano) è il Presidente a scegliere e nominare i ministri.
        Bisogna proporre la candidatura al Genio cosmico

    1. Barbara F

      http://slaveryfootprint.org/

      Suggerisco a tutti di fare questo test. Al momento, risulta che servano 34 schiavi per sostenere il mio stile di vita relativamente parco (e per fortuna che non viene considerato il carburante consumato dagli aerei). Devo farmi un esamino di coscienza suppongo…

    2. giuliana z.

      i miei bibmi non hanno abiti firmati (a meno che non siano regalati e già usati da altri), non hanno la wii nè la play, nè il cell, e non avranno tutte queste cose neanche dopo i 6 anni….
      acc… devono essere nati nel continente sbagliato! 🙂

          1. giuliana z.

            il problema non è avere o meno queste “cose” ma non farle diventare il requisito base per considerare la vita degna di esser vissuta!

          2. Angela

            No, per carità! Scusate il mio commento veloce, perché discorso è più ampio di un sapiente tra virgolette. Mi rendo conto che lo stile di Giuliana mi piace, ma so anche che non è facile da attuare. Infatti, come si può fare a dire ad un figlio: “Tutti i tuoi amici hanno già il cell (o abiti di una determinata marca, o… etc.), ma per te è presto?”. Ci vuole molto coraggio e “sapienza” per usarlo bene e senza passare per “nemici dei propri figli”.

            1. Angela

              MI sono alzata presto ma non mi sono ancora svegliata! Il commento sopra si riferisce a: “Allora la mia è una famiglia di zucconi”, di nonpuoiessereserio.

    3. vale

      con tutta la buona volontà questo mi pare- se non ho interpretato male, e può essere -qualunquismo .
      se consumi meno acqua qui in Italia non è che ricompare per telecinesi in India o nel Sahel….
      è una delle tante bufale del politicamente corretto.
      si vada là(come fanno i missionari del Pime,per esempio) ad insegnare loro a costruirsi pozzi, o si vada sulla costa atlantica dell’Africa ad insegnare che il sale si può produrre senza deforestare un continente ma con l’evaporazione data dal calore del sole( visto veramente su una tv marocchina: ong francese che spiegava a gente di uno dei tanti staterelli della zona che va dalla Mauritania alla Guinea equatoriale quel che da noi facevano gli etruschi- per es. le saline di Cervia-)
      .o si vada a ricordare loro che i loro antenati in Etiopia o Somalia avevano creato centinaia di chilometri di canali e cisterne per la raccolta dell’acqua – mille e passa anni fa- oggi tecniche completamente dimenticate dalle popolazioni del luogo( te credo, vi è arrivato l’islam…)il nostro stile di vita è sostenibilissimo.sono gli altri -per carenze educative e grazie a religioni che hanno spiegato la vita come obbligata da un destino immutabile e predestinato e ad una natura intangibile e non conoscibile -come per le caste in India o per la teizzazione della natura, Gaia,la madre terra -che hanno prodotto tali disastri.
      vale

      1. Barbara F

        Vale, sul fatto che “se consumi meno acqua qui in Italia non è che ricompare per telecinesi in India o nel Sahel” Lei ha ragionissima e anche sul fatto che determinate strutture sociali gerarchice non favoriscano lo sviluppo economico. Pero’ ho in mente tutta una serie di esempi in cui questo ragionamento non funziona.
        Che dire delle materie prime o dei prodotti agricoli che importiamo sottocosto? O dei carburanti che otteniamo grazie a guerre o accordi con governi non esattamente democratici? La tecnologia, i generi alimentari e l’artigianato sottocosto, i diamanti e i gioielli… Tutti questi “vantaggi” hanno un costo pagato per lo piu’ dai paesi in via di sviluppo. E credo che questo sia abbastanza innegabile.

        1. vale

          ma li importiamo sottocosto rispetto a cosa? rispetto al concetto di commercio equo e solidale che va tanto di moda? e chi l’ha detto che i paesi in via di sviluppo hanno pagato? se hanno pagato-le loro popolazioni- è perché i fiumi di soldi versati nelle casse dei loro dittatori-vedi lo Zimbabwe che fino a prima di Mugabe era il maggior esportatore Africano di cereali ed adesso è alla fame-sono andati ad arricchire le loro caste. e dubito fortemente che qualcuno abbia voluto, in occidente, i varii Mugabe.
          idem per tutti gli aiuti che .come nel Darfur o nel Somaliland( dove il regime islamico al potere non vuole che siano controllati-gli aiuti-dalle organizzazioni internazionali perché vanno a finire nel mercato nero od a mantenere l’esercito e i gruppi armati che detengono il potere.)
          il mio tenore di vita gli ha portato fiumi di soldi che hanno rubato i loro “capi”, spesso- e qui siamo d’accordo-con multinazionali occidentali( ma una multinazionale ,anzi un fondo d’investimento internazionale che specula sulle, che so, armi come il Carlyle dove erano soci presidenti americani, principi sauditi e bin laden babbo stesso si può definire “occidentale”? I soldi, quelli veri, non hanno nazionalità né religione. se pensate che le élite degli altri paesi( vedi Cina dove lì sì centinaia di migliaia di schiavi lavorano nei laogai per produrre robaccia rivenduta a prezzo ridicolo in tutto il mondo e controllati dal partito e dall’esercito) siano diverse da quelle cosidette occidentali vi fate delle illusioni. e quando possono si comprano e si comportano esattamente come tutte le élite monetarie di ogni epoca e luogo.
          vale

          1. concordo, bisogna riflettere molto e studiare prima di lasciarsi fregare dalla politically correctness terzomondiale, il che non vuol dire che non ci sia sfruttamento, ma senza le banalità del pauperismo sinistro.

            1. vale

              aggiungo, solo per dovere d’informazione, alcuni stralci tratti da un articolo di Piero Gheddo-penso si sappia tutti chi sia-( l’art.intero su:http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=845&testo_ricerca=gheddo)

              LA POVERTÀ DEI POVERI NON E’ COLPA DEI RICCHI
              di Piero Gheddo
              La cause radicali della povertà non sono né la colonizzazione, né le multinazionali né l’egoismo dei Paesi ricchi.
              I ricchi del mondo hanno tante responsabilità e colpe, ma non quelle di essere stati la radice della povertà dei popoli poveri.
              Mi fa pena quando leggo su libri e riviste non “popoli poveri” ma “popoli impoveriti”. E spiegano che, prima dell’incontro con la colonizzazione occidentale, ad esempio, i popoli africani o gli indios amazzonici, vivevano una vita naturale, felice, pacifica, solidale.
              E’ la visione dell’Illuminismo, che non ammetteva il peccato originale: l’uomo nasce buono, la società lo rende cattivo. Ma è una visione ideologica del tutto contraria alla realtà storica.
              Basta leggere le biografie dei primi missionari che sono venuti a contatto con popoli anche prima dell’intervento coloniale. Ad esempio i missionari del Pime sono andati nella Birmania orientale nel 1868, quando la colonizzazione inglese, in quelle regioni abitate da popolazioni tribali che vivevano all’età della pietra (non conoscevano il ferro), è iniziata verso la fine del secolo XIX.
              ….

              I “no global” avevano coniato, nel 2001 al G8 di Genova, uno slogan efficace “noi siamo ricchi perché loro sono poveri e loro sono poveri perché noi siamo ricchi”. Dico sempre che non si aiutano i poveri raccontando bugie. Come l’altro slogan: “Il 10% della popolazione mondiale consuma il 90% delle risorse ed il 90% degli uomini consumano solo il 10% delle risorse disponibili”. Io dico che bisogna correggere così: “il 10% degli uomini producono e consumano il 90% delle risorse, il 90% degli uomini producono e consumano il 10% delle risorse”.
              Il problema in radice è che prima bisogna produrre e poi consumare: si consuma se si produce e nei Paesi poveri non si produce abbastanza per mantenere il ritmo di crescita della popolazione.
              L’Africa è passata da 300 milioni di abitanti nel 1960 a più di 800 di oggi, ma l’agricoltura di base è ancora in buona parte ferma all’epoca coloniale. Alcuni “catastrofisti” dicono che ci sono troppi uomini per poter vincere la fame. Non è vero, il Giappone che ha 342 abitanti per chilometro quadrato (l’Italia 194), una delle densità più alte del mondo e in un Paese tutto montagnoso (è coltivabile solo il 19% del territorio) e dal clima infelice, è autosufficiente nel cibo di base che consuma, cioè il riso.
              La fame non deriva dai troppi uomini e donne, ma dal fatto che non sono istruiti, educati a produrre di più, oltre al livello della pura sussistenza..

              Ma questo in Occidente non si vuol sentire perché chiama in causa la nostra vera responsabilità, che non è di non aiutare maggiormente e finanziariamente i Paesi poveri e di non pagare con giustizia le loro materie prime (anche questo, ma non anzitutto questo), bensì di non contribuire ad educarli per diventare autosufficienti, prima di tutto nella produzione di cibo e poi di tutto il resto.

          2. Barbara F

            Sul fatto che la situazione sia complessa e varii da paese a paese, siamo d’accordo. Sul fatto che, molto spesso, la classe dirigente dei paesi in via di sviluppo sia piu’ corrotta della nostra e che cio’ affossi l’economia, pure.
            Quando parlavo di comprare “sottocosto”, di fatto pensavo proprio alla manodopera schiavizzata cinese mentre sono abbastanza consapevole che alcuni paesi siano ben felici di essere “sfruttati” dalle multinazionali, visto che questo processo genera per loro opportunita’ di crescita prima impensabili (penso alle migliaia di aziende di IT che hanno i loro uffici principali a Bangalore o Chennai, in India).
            Mi spiace aver banalizzato il concetto di “sottocosto”, ma penso davvero che una riflessione su quale salario minimo sia “equo” e come sia possibile garantire che il lavoro non si tramuti in schiavitu’ sia oggi piu’ che mai necessaria e mi dispiace sia derubricata solo perche’ considerata una moda “radical chic” (ma non c’era anche qualcun altro che parlava di mettere lo sviluppo umano al primo posto?).

            “Dubito fortemente che qualcuno abbia voluto, in occidente, i varii Mugabe”. Su Mugabe non mi pronuncio – quando pensavo alle connivenze fra governi occidentali e quelli dei paesi in via di sviluppo, avevo in mente, ad esempio, gli accordi fra Italia e Libia per contenere i flussi migratori sulle nostre coste o a come alcune dittature mediorientali (penso principalmente all’Iran o all’Afghanistan negli anni ’70) possano aver favorito, in passato, gli USA o alcuni Stati Europei salvo poi finire fuori controllo…

            Mi rendo conto che parlando in modo generico, si sfoci quasi sempre nel populismo ma di esempi concreti secondo me ce ne sono. Grazie per gli spunti di riflessione, in ogni caso.

            Buona giornata.

            1. vale

              grazie a te.non c’era punto intento polemico nelle mie risposte,vorrei sottolinearlo. gli è che quando si parla di sviluppo umano si tende sempre a sottovalutare la nefasta influenza di un ateismo diffuso(sia qui che là) che si risolve sempre e solo in questioni di potere. e che sia una multinazionale o un clan tribale, il risultato,purtroppo,non cambia…

              “Noi occidentali facciamo pochissimo per l’educazione dei popoli poveri, anche perché non si parla mai di valori culturali e religiosi che portano allo sviluppo: è un tema ignorato dai mass media e dagli ‘esperti’ occidentali, che privilegiano gli aiuti economici e tecnici.(sempre Gheddo)
              vale

      2. Ma che dici? I disastri che si sono fatti noi occidentali non hanno limiti. Non solo fuori, ma anche in casa nostra. Basta guardare ora con le zone alluvionate in Liguria. foreste per la deforestazione, chi ha ridotto qui in Italia le coste a un abominio, i fiumi a un merdaio cementato? Chi ha rovesciato in mare tonnellate di potrolio e continua a farlo?Chi ha fatto delle foreste di tutto il mondo tabula rasa? Ma cosa c’entrano i musulmani e i cristiani e le religioni e le opere pie?

  8. Scusate l’OT ma il messaggio di Medjugorje del 2 Novembre è semplicemente meraviglioso.

    Cari figli, il Padre non vi ha lasciato a voi stessi. Il suo amore è immenso, l’amore che mi conduce a voi per aiutarvi a conoscerlo, affinché tutti, per mezzo di mio Figlio, possiate chiamarlo “Padre” con tutto il cuore e affinché possiate essere un popolo nella famiglia di Dio. Ma, figli miei, non dimenticate che non siete in questo mondo solo per voi stessi e che io non vi chiamo qui solo per voi. Coloro che seguono mio Figlio pensano al fratello in Cristo come a loro stessi e non conoscono l’egoismo. Perciò io desidero che voi siate la luce di mio Figlio, che voi illuminiate la via a tutti coloro che non hanno conosciuto il Padre – a tutti coloro che vagano nella tenebra del peccato, della disperazione, del dolore e della solitudine – e che mostriate loro con la vostra vita l’amore di Dio. Io sono con voi! Se aprite i vostri cuori vi guiderò. Vi invito di nuovo: pregate per i vostri pastori! Vi ringrazio.

  9. Mario G.

    Brava Costanza e grazie infinite. Leggerti fa davvero bene al cuore, ci aiuti a fare memoria di ciò che [noi cristiani] siamo (o dovremmo essere): “lievito e sale” nella terra!
    Il tuo scrivere leggiadro e scanzonato non manca di profondità e radici, che sono ben piantate in Cielo.
    In attesa di leggerti ancora ti abbraccio (permetti?)

  10. Bambina stai tranquilla, a te ci pensano Gesù, il Papa e i Mirianibus [e intendo per Mirianubus tutti quelli che credono abbia senso dire che “l’uomo non crea se stesso” che è una cosa che non ha senso e nulla aggiunge e nulla toglie ai problemi (se ve ne fossero) della bambina in questione]

    1. Angela

      Mi piace salire sul Mirianibus! E credo in un Creatore che ha fatto l’uomo, quindi “l’uomo non crea se stesso”.
      Concordo con te sul fatto che la bimba deve stare tranquilla che c’è Chi ci pensa: CI CREDO E NON CI SCHERZO SOPRA.

  11. vale

    eppoi speriamo che miss 7 miliardi non le capiti di giungere in Italia.
    potrebbe fare questa fine:
    Un’altra denuncia scuote le coscienze. Questa volta giunge dalla Lega nazionale contro la predazione degli organi e la morte a cuore battente. Che sul suo sito lancia l’allarme: con l’adozione del testo base unificato A.C. 746 e abb, la Commissione Affari Sociali ha regolamentato la «donazione del corpo post mortem a fini di studio e di ricerca scientifica».
    Esercitazioni chirurgiche, chimiche e radiologiche potranno essere praticate sui cosiddetti “morti cerebrali” per un anno. Cioè su soggetti, che – si legge sul sito – sono persone ancora «a cuore battente e sangue circolante». Durante tale periodo, di conseguenza, non sarà nemmeno possibile dare degna e religiosa sepoltura a questi cristiani. Assicurando però alle famiglie, trascorso il termine, trasporto e funerali tardivi gratis.
    vale

  12. paulbratter

    scusa Costanza ma sono un rompipalle e non ho potuto non notare una differenza non da poco tra il testo pubblicato sul blog e quello apparso su Avvenire, sul giornale infatti manca la frase:

    “Se vuoi unirti a noi ti possiamo promettere che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.”

    ora mi domandavo sei tu che l’hai aggiunta dopo, o è Avvenire che l’ha considerata poco ecumenica e politicamente corretta e quindi l’ha tolta?
    ma se tolgono la conversione che cosa resta?

  13. Purtroppo devo dire che l’Avvenire ha tolto quella frase. Quella pubblicata qui è la versione originale, ma chi ha il giornale (o legge sul sito) lo può verificare. E’ una cosa di cui non mi capacito e di cui dovrò chiedere conto: non per fare la prima donna che si offende se le cambiano una virgola, ma credo che in quella frase sia racchiuso gran parte del senso del pezzo. Noi cristiani non dobbiamo preoccuparci delle risorse materiali, perché a quelle Dio provvede, ma di portare la luce di Cristo a tutti, anche ai più lontani.

    1. nonpuoiessereserio

      Decisamente irritante quanto ti tagliano qualcosa senza peraltro chiedere prima un tuo parere.

    2. Andreas Hofer

      In effetti è incomprensbile quel “taglio”, speriamo sia stata solo una svista anche se mi pare davvero inverosimile…
      Comunque questa lettera di benvenuto per la piccola 7miliardi è davvero un grande messaggio di speranza e una lode a Dio. In ogni nascita è implicita la dimensione della “novità che viene al mondo”, non si tratta della semplice ricombinazione, di un rimescolamento di materia già esistente. C’è un elemento, la novità appunto, non riducibile alla somme delle parti preesistenti. C’è una creazione nuova, l’alba di un nuovo mondo. La natura in questo senso è come se postulasse, richiedesse la grazia: un intervento di Dio sconvolgente e gratuito. Oggi siamo attorniati da un pessimismo oscuro addensato nell’aria che respiriamo: tutto ci sembra volgere, con meccanica prevedibilità, verso un epilogo tragico.
      Non è così, grazie a Costanza di avercelo ricordato.

  14. “Se vuoi unirti a noi ti possiamo promettere che tutto concorre al bene per coloro che amano Dio.”

    Forse sul tuo giornale non se la sentivano di fare tante promesse. La prudenza…

    1. Angela

      Promesse di che? Mica ha promesso il paradiso terrestre che a coloro che amano Dio? “Tutto” significa: gioie e dolori, sorrisi e pianti, malattie e salute, abbondanza e privazione, etc. Ma… coloro che amano Dio hanno la forza peri sopportare anche i lati negativi della vita terrena, soprattutto perché chi li porta per primi è Gesù stesso.
      PROVARE PER CREDERE !

    1. Fk

      … forse è per questo che la Regina della Pace chiede insistentemente di pregare per i pastori (vedi sopra Maxwell).

      Don Fabio Bartoli tu li conosci i comandamenti in fila, sì?

  15. Ma non è questione di roba firmata o che altro. Il nostro modo di vivere, noi europei, per esempio, in se stesso eèincalcolabilmente più sperperativo di risorse e di beni, che dovrebbero (in teoria) essere di tutti, solo di per sé, in quanto comporta strade, automobili, aeroplani, treni, riscaldamento, elettricità, metano, petrolio, mangiare di tutti i generi e ancora di più, case, chiese, ospedali, scuole, navi, macchinari, vestiti di troppo, scarpe di troppo, giornali (anche cattolici) libri (anche cattolici) e quindi carta, riviste, carta da culo, carta da parati, carta da zucchero, da disegno, da incartare altra carta di altri libri, plastica,ancora plastica, motorini, giubbottini da motorini ecc. ecc. ecc….

    1. vale

      guarda, rimango dell’idea di Gheddo, che ,da missionario le cose le ha verificate ,come si dice, de visu,oltre ad avere accesso alle notizie di quelli che ci lavorano davvero per migliorare le condizioni di quelle popolazioni.forse non ti sei letto l’articolo per intero dal link( io ho citato solo alcuni passi).se lo hai letto non siamo d’accordo.
      sulla deforestazione:( per cui deforestiamo o usiamo gli ogm e mangiamo…)
      ma non da tutte le parti( in Italia la superficie boschiva è in aumento. solo è trascurata. perché anche i boschi han bisogno di manutenzione. ma in montagna e collina ci si abita sempre meno(tranne la Brianza ed il Chiantishire)

      Un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce. Un proverbio che può andar bene anche per l’Italia, dove ogni anno si lanciano appelli contro le devastazioni degli incendi e il continuo consumo di suolo ma che, nel contempo, ha visto aumentare la sua copertura forestale dal 20% della superficie nazionale degli anni 40 dello scorso secolo a più del 30% di oggi. Superando, come superficie boschiva, Paesi come Germania, Francia e Regno Unito.
      http://www.corriere.it/ambiente/speciali/2011/giornata_mondiale_ambiente/notizie/italia-e-le-ferite-verdi_924a82dc-8f43-11e0-a515-0265176cef92.shtml

      Fulco Pratesi
      presidente onorario del Wwf
      05 giugno 2011

      Bestiame e agricoltura minacciano l’Amazzonia. Nuovo studio conferma il triste futuro del polmone verde del mondo

      Un problema che sarà sempre più grave in futuro. Poiché la popolazione mondiale continua ad aumentare, la richiesta di economie di scala e quindi di cereali e carne più a buon mercato diventa pressante. Ed i clienti si rivolgono a paesi dove si produce molto cibo a basso prezzo, come il Brasile, anche se il costo da pagare delle generazioni future sarà altissimo.
      http://gaianews.it/ambiente/bestiame-e-agricoltura-minacciano-lamazzonia-nuovo-studio-conferma-il-triste-futuro-del-polmone-verde-del-mondo/id=11527

  16. perfectioconversationis:
    “In questi giorni mi capita di seguire un corso per catechisti nella mia parrocchia. Per molti versi, una buona parrocchia: non si diffondono eresie, la liturgia è piuttosto dignitosa, il parroco e i suoi collaboratori si spendono generosamente per tutte le esigenze della comunità… ed è più di quanto si potrebbe dire di molte altre realtà italiane.”
    Questo l’hai scritto te? Sembra più la parodia di un discorso su una parrocchia che un discorso su una parrocchia.

    1. paulbratter

      non hai idea di quanta gente scappi dalle parrocchie proprio per questo motivo (io per esempio), e quanti invece in parrocchia “ristagnano”.

        1. giuliana z.

          anche a me!
          ho avuto il triste piacere di appartenere ad entrambe le categorie…. e non me ne vanto neanche un po’…
          ora spero di poterci stare in modo un po’ più vivace! (anche se a volte la tentazione di scappare è irresistibile!)

    1. Mario G.

      Dedicato a te Alvise (mi stai simpatico! che ci posso fare?!):

      “Ora prendi la mia spada,
      tu che hai fatto divampare il fuoco,
      perché questo è il modo dei cristiani,
      la tempra del guerriero come del prete:
      LANCIARE I PROPRI CUORI OLTRE LE CERTEZZE
      per guadagnare CIO’ CHE IL CUORE DESIDERA.”
      (G.K. Chesterton, Ballata del cavallo bianco)

  17. Erika

    Mi spiace che il mio intervento di stamattina per qualcuno fosse qualunquista e “pauperista”. Purtroppo oggi non ho avuto e non ho il tempo per argomentare adeguatamente le mie opinioni e ovviamente sono rimasta sul generico: so bene che certe situazioni sono complesse. Cio’ detto pero’ vorrei ribadire a chi ha detto che il nostro stile di vita e’sostenibilissimo che no, non lo e’. O almeno non per tutti. Non sono una fanatica ambientalista ne’ una black bloc o comecavolosichiamano

  18. Erika

    Mi spiace che per qualcuno il mio intervento di stamattina sia stato qualunquista e pauperista. Purtroppo non ho il tempo di argomentare in dettaglio la mia opinione, ma non penso sia necessario essere fanatici ambientalisti o black bloc per accorgersi che il nostro stile di vita non potra’ mai essere sostenibile per 10 miliardi di persone (la terra sarebbe appena sufficiente come pascolo per le mucche). Se poi si vuol dire che alla fin fine va bene cosi’ okay. Solo non vorrei essere io a dire a quella bimba che se e’povera e’colpa del suo governo e noi non possiamo farci nulla. E poi credo che avere uno stile di vita piu’sobrio non possa che far bene anche a noi.
    @ Giuliana: scommetto che i tuoi bimbi senza tanti orpelli verranno su molto bene…

  19. Angela

    Lo so che non ci sta con questo post, ma qualcuno mi sa spiegare perché i tg di oggi si sono “occupati” di:
    – fare bene bene i conti a quanto spende in media un italiano per i fiori al cimitero;
    – fare bene i conti di quanto i negozianti hanno rincarato sul prezzo di una rosa rispetto al mese precedente;
    – fare bene i conti a quanti scontrini fiscali sono stati emessi e quanta evasione fiscale c’è stata;
    MA… nessun tg di ieri o giorni prima, si è “occupato” di fare la stessa cosa a proposito delle zucche, dei dolcetti, e halloweenate varie?
    Quali sono più “sprecati”, i soldi spesi per i fiori o quelli per le zucche?

    1. Questo post del Genio Cosmico mi superpiacissimo stramoltissimo all’n-esima potenza.
      Meno male, comunque, che almeno il card. Hummes abbia saputo rispondere!

    2. nonpuoiessereserio

      Ma il Papa lo sa? Questa è la mia domanda che nasce spontanea (come diceva Lubrano). Se la risposta fosse no si avvalorerebbe la tesi di un giornalista (forse Rodari) che paventava il pericolo che persino nelle stanze del Vaticano si nasconda il nemico.

  20. !!!!forse però stai andando un pò troppo veloce per la piccola numero sette miliardi 😉
    Hai messo cosí tanto in articolo cosí semplice! Bhê… Complimenti!
    A presto Costanza!! Felice di aver incrociato il tuo blog

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