A perpetua memoria

di Cyrano

Ora dobbiamo dircelo francamente: quanti sono i luoghi che si possono seriamente preferire a un bel cimitero? Certo, cinema, ristoranti, discoteche e piste da sci sono posti fantastici ma, insomma, vuoi mettere un bel cimitero?! Capisco che uno storca il naso (per non pensare ad altro…), ma non sto parlando di quei grigi cimiteri industriali che crescono a mo’ di metastasi nelle nostre grandi città continua a leggere

Diversamente giovani


di Jane
Alzi la mano chi guarderebbe mai un film in cui la protagonista più giovane ha 80 anni. Pochi, credo, forse solo quelli che hanno quell’età. E invece ho visto un film che vale mille di quelle commediole italiane di successo ingiustificato. Un film fatto con quattro soldi, che dimostra come si possa tenere incollati alla televisione per un’ora e venti facendosi tante, tantissime risate dall’inizio alla fine. Risate sane, di quelle che non si fanno molto spesso, risultato di dialoghi realistici e di situazioni comiche, in cui tanti potrebbero dire di essersi trovati. Sto parlando del film Pranzo di Ferragosto. continua a leggere

Eh…già‏

di Costanza Miriano 

“Te l’avevo detto” è una frase vietata a una moglie. Non la può proprio dire per nessun motivo al mondo al proprio marito. Però Vasco Rossi non è mio marito, per fortuna, e io – come molte altre persone di buon senso – che la sua vita spericolata fosse in realtà squallida e triste, una finta ribellione che mascherava solo il triste imperativo “fate i vostri più bassi comodi e fregatevene del resto” l’avevo capito da subito. Non è che ci voglia il fiuto di un segugio. continua a leggere

Dovendo fare qualcosa…?

di Cyrano

Mi s’è rovesciata la boccetta turchese: è successo un’altra volta, a furia di leggere tanto inchiostro rosa versato sul famigerato tema “lui&lei” (o devo dire anche “lei&lui”, per non scontentare i garantisti?). Non mi s’è rovesciata sul foglio, si capisce, ma in testa, e adesso è tutto impiastrato di quei pensieri, là dentro. Un po’ come quando da bambini c’è capitata per la prima volta in mano una penna stilografica, e abbiamo avuto il piacere di scoprire che, premendo la punta verso il basso, il foglio veniva allagato da un mare d’inchiostro. continua a leggere

Correndo correndo

di Costanza Miriano

Ieri è stato il compleanno del mio amico Gabriele Brustenghi e io, puntuale come un orologio slavo, gli faccio gli auguri oggi.

Gabriele è un avvocato che lavora nel mondo dello sport. Ha l’età di mio padre e infatti io, nonostante lo conosca da un quarto di secolo, continuo a dargli del lei, anche se abbiamo condiviso sudore, corse, fatica, maratone, viaggi: mi ha generosamente ospitata, in quanto amica dei suoi figli, in molti posti meravigliosi, compresi New York e Los Angeles. continua a leggere

Basta che funzioni?

di Jane

Potremmo chiamarla Matrinomia. E’ una nuova proposta di scienza economica, che ho tradotto dal titolo originale Spousonomics. Sottotitolo: Using economics to master love, marriage, and dirty dishes. Sto parlando dell’ultimo curioso libro di due giornaliste americane, Paula Szuchman e Jenny Anderson, che si sono arrischiate nello scrivere un manuale di consigli pratici per far funzionare il matrimonio. continua a leggere

Le lezioni della blingibessa

di Cyrano

Lo ammetto: sono un sentimentale (avanti, su, sentiamo chi è che ora dice che l’aveva già capito!). Devo ammetterlo perché quando leggo cose come la lettera di don Antonello che Costanza ci ha proposto ieri (repetita iuvant) è sempre difficile perdere giri, e schiarirsi la voce per iscritto non è una scemenza – già è stato un prodigio per il Caruso di Lucio Dalla, che comunque lo faceva in retto tono cantato… Comunque stavolta Costanza mi sente: ‘sta cosa che dopo di lei scrivo io mi va sempre meno bene! continua a leggere

L’uomo senza

di Jane

Leggendo un libro di Erri De Luca sono incappata in una definizione che mi ha molto colpita: un uomo senza una donna è un uomo senza. E’ una definizione davvero strana perché incompleta, e l’intento credo sia proprio quello di esprimere l’incompletezza. Un uomo, infatti, senza l’affetto e l’amore di una donna, è come amputato, mozzato, privo di qualcosa, insomma, è un uomo senza. continua a leggere

I professionisti del divorzio

di Raffaella Frullone

C’era una volta il Wedding Planner. Non abbiamo nemmeno fatto in tempo a scriverne che è già stato superato, sorpassato e spodestato dal suo antagonista, magari meno romantico, ma certamente più di tendenza: il Divorce Planner, ovvero colui che si prende cura del tuo divorzio dalla A alla Z.

E se i professionisti del matrimonio concentrano energie e i dee sulla giornata del fatidico sì, dalla location per il banchetto, alla nuance delle partecipazioni, fino alla traiettoria del lancio del bouquet da parte della sposa, il Divorce Planner ha un obiettivo ben più alto, ovvero quello di diventare “punto di riferimento e di ascolto” per il just divoced. continua a leggere

Dimenticandum

di Cyrano

La memoria cerca di rimuoverlo, eppure c’è stato. In un tempo più o meno lontano, ma anche tu l’hai avuto. Lo conservi da qualche parte, in soffitta, in cantina o vicino alla raccolta della carta (aspettando un momento di determinazione sufficiente a sbarazzartene), ma sicuramente hai avuto un diario scolastico. Se ci pensi bene, forse ricordi con orrore che era addirittura uno Smemoranda, e arrossisci dell’ebete ingenuità con cui ti sei impossessato di uno dei più elementari status symbol dell’adolescente contemporaneo. “Adolescente”, ecco l’inconfessabile verità: lo sei stato anche tu! continua a leggere

Elogio dell’estintore

 

di Cyrano

Accidenti, la forestale s’è vendicata: dopo quello che avevo scritto sulla vicenda della pira cuoriforme e l’estemporanea lettura allegorica che avevo provato a cavarne mi hanno sottoposto a un’energica lavata di capo, quindi mi hanno dimesso, ma con la condizionale continua a leggere

Bilance e bilanci


di Raffaella Frullone

La mia amica Chanty una volta mi ha detto che nella vita è bene evitare due cose: i bilanci e le bilance. Non so nemmeno se si ricordi di questa sua perla di saggezza, però da quel giorno io ho seguito le sue parole alla lettera. A onor del vero, senza troppa fatica: la bilancia l’ho defenestrata alle scuole medie, quando ho sposato il più clemente concetto di “diversamente magra”, e i bilanci… be’ il mio rapporto con la matematica è sempre stato un deterrente sufficiente.

Eppure ci sono momenti nella vita in cui è necessario sospendere la regola ed affrontare l’improrogabile. Per me il tempo è giunto venerdì scorso, non tanto perché, in vista della prova costume, ho deciso di affrontare la bilancia, ma perché ho compiuto 30 anni e ho sentito il bisogno di fare un bilancio.

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