Diversamente giovani


di Jane
Alzi la mano chi guarderebbe mai un film in cui la protagonista più giovane ha 80 anni. Pochi, credo, forse solo quelli che hanno quell’età. E invece ho visto un film che vale mille di quelle commediole italiane di successo ingiustificato. Un film fatto con quattro soldi, che dimostra come si possa tenere incollati alla televisione per un’ora e venti facendosi tante, tantissime risate dall’inizio alla fine. Risate sane, di quelle che non si fanno molto spesso, risultato di dialoghi realistici e di situazioni comiche, in cui tanti potrebbero dire di essersi trovati. Sto parlando del film Pranzo di Ferragosto.
Gianni, il protagonista, è uno scapolone quarantenne che vive a Roma con la madre, alto borghese decaduta incartapecorita, ma ancora con una grandissima dignità (si trucca, si pettina e si veste quotidianamente come se dovesse andare ad una cena importante, in realtà gioca a solitario in salotto). Pieno di debiti nel caldissimo periodo agostano, Gianni per saldarli tutti accetta l’offerta dell’amministratore di condominio che gli molla la madre alla quale dovrebbe fare da badante. L’amministratore, con la scusa di dover raggiungere la moglie e i figli, in realtà se la svigna con l’amante ventenne, sbolognando al povero Gianni pure la zia Maria. Non solo, anche l’amico medico gli appioppa la mamma per un paio di giorni, a causa del turno di notte in ospedale.
Insomma, il buon e paziente Gianni si trova solo, in un buio appartamento, con un caldo insopportabile, a dover intrattenere quattro anziane, una più rimbambita dell’altra, e ciascuna con le sue caratteristiche: c’è sua madre, la nobildonna con la puzza sotto il naso, c’è la zia che parla poco, ed è smemorata, c’è quella che è a dieta ma di notte ripulisce un’intera teglia di pasta al forno, c’è la mezza ninfomane che non vuole mai andare a dormire preferendo uscire a ballare (divertentissimo questo dialogo: “Marì, ti vado a fare una camomilla!”, ”Per te! A me la camomilla? A quest’età la camomilla? Ueee! E che ti sei messo in testa, che sei riccio?”). Ma tutto sommato, il buon Gianni si diverte da pazzi, e si rende conto di quanto queste vecchiette abbiano ancora da dare, di quanto siano “diversamente giovani”.
Fino a che si arriva al fatidico pranzo di Ferragosto. Le nonnine, che ormai se la spassano alla grande, finalmente hanno trovato una valida alternativa alla solitudine: l’amicizia, la compagnia, la cura e l’affetto. Fattori che, si sa, talvolta vengono meno anche nelle migliori famiglie. Ed è bastato davvero molto poco perché queste anziane signore ritrovassero il senso di vivere, anche a quell’età. Un’occasione per stare insieme e divertirsi, e dimostrare a se stesse e agli altri (ai figli, soprattutto, che le hanno abbandonate per le vacanze come si fa coi cani sull’autostrada) che hanno ancora tanto da esprimere, da dare, da condividere.
Forse da condividere hanno più i ricordi che le esperienze, ma si sa, la saggezza deriva dall’esperienza di vita e dai ricordi, e sarebbe bene ricordarlo più spesso: gli anziani non sono dei pesi della società che bisogna cercare in qualche modo di sistemare aspettando la fine dei loro giorni. Sono persone ricche, ricchissime. Forse basterebbe ascoltarli per imparare ciò che non ci hanno insegnato a scuola e che non abbiamo imparato dai libri: come si vive.
Forse basterebbe non considerarli dei rimbambiti e imparare da loro la semplicità e la bellezza dello stare insieme, così, senza bisogno di altro, senza nessun interesse se non quello di prendersi cura l’una dell’altra, vivendo gli attimi belli di una vita giunta ad uno dei suoi spicchi migliori. Basta poco per essere felici, ci insegnano i nostri vecchi. E come diceva bene Sartre, “l’unica gioia possibile è nel sentirsi amati”.

85 pensieri su “Diversamente giovani

  1. fefral

    prima? anche stasera?
    Bel tema quello di questo post
    Mi viene in mente una canzone, e me ne vado a letto davvero adesso

  2. Ciao Laura.
    Già, i vecchi che saremo noi. A me piace giocare d’anticipo e sto già programmando e pregustando il mio essere vecchio. Quando avevo all’incirca 20-25 anni andavo in casa di riposo a dar da mangiare ai vecchi non autosufficenti, reparto maschile, quanta ricchezza mi hanno dato. Ora li incontro nelle osterie e mi sto allenando, sto cercando di imparare le loro tattiche, cerco di sentire oltre quello che stanno dicendo.
    Laura amali questi vecchi, se puoi incontrali.

  3. claudia

    Ho perso mia nonna di 98 anni lo scorso Natale e ancora non riesco ad abituarmi all’idea che non ci sia più….sento però ancora le sue parole che sino all’ultimo mi hanno consigliata, per cui non posso che essere d’accordo con Laura…i vecchi sono la nostra ricchezza oltre che il nostro bagaglio e molte volte, come nel caso di mia nonna, un grande esempio di altruismo!

  4. Adriano

    Conosco un ottantenne che, alcuni anni fa, ha deciso di cambiare computer e sistema operativo e si è detto “un po’ disorientato, ma non troppo” perché le icone e i menù su xp non erano organizzati come su Windows ’98… Ma alla fine ce l’ha fatta a imparare a usare pure il nuovo pc.

    Vecchi si è solo quando ci si arrende.

  5. Post bello, divertente e immediato! 🙂

    Solo un appunto: “la saggezza deriva dall’esperienza di vita e dai ricordi”

    Non sono molto d’accordo… la saggezza dipende anche da una certa illuminazione della persona.
    La quale capisce se una cosa è sbagliata o no senza averne fatto esperienza.

  6. io con ottantenni e simili avevo visto “Svegliati Ned” commedia brillante e divertente in una sublime ambientazione scozzese…quindi anche io posso professarmi diversamente giovane 😉

  7. ADMIN: sì, va be’, d’accordo, ormai l’hai cancellato, però bisogna anche ammettere che è stato uno dei momenti più “alti” della nostra sequela di chiacchiere, un momento dadaista,
    A Diogene il Cinico si masturbava nella piazza di Atene durante l’assemblea
    e alla gente che si voltava a gurdarlo gli diceva: “Ecco , siete più interessati a me che mi masturbo che alle vostre discussioni”!!!

    1. Ma davvero, Alvì, pensi che quel commento da lupanare fosse adatto all’ambiente sciccoso, elegantoso ed intellettualoso del blog del Genio Cosmico?

    2. Ma la cena di Trimalcione ha appunto un intento satirico verso i ‘pidocchi rifatti’, come si dice a Roma, ossia i parvenus, diventati ricchi senza essere nati signori, e dunque pacchiani e kitsch oltre ogni dire.
      La casa è di pessimo gusto, e Trimalcione si vanta di non essere mai andato a lezione da un filosofo. Il che mi pare lontano secoli-luce dalla prosa del Genio Cosmico, che gronda cultura classica da ogni virgola.
      Toscano per toscano, Alvì, seguirei Machiavelli, che andava in taverna con le vesti da taverna, ma quando tornava a casa e si metteva a leggere i classici si cambiava d’abito.

  8. giuliana z.

    Dico la verità: esperienza personale con gli anziani zero. Mio padre è cresciuto in un istituto e non ha mai conosciuto i genitori, la mia nonna materna è morta nel 1945 e di mio nonno ricordo solo il funerale. Mai fatto assistenza ai vecchi. E per essere sincera mi spaventano molto quei vecchi che fanno mostra della loro lucidità leggendo molto, informandosi e vantando la loro saggezza, come fanno la Montalcini o Scalfari. Così come mi spaventano quei giovani che sono già vecchi, rassegnati e disincantati. Il nodo non è l’età, non è avere la cataratta agli occhi o la potenza dei muscoli negli arti inferiori per andare dove si vuole. Il problema è andare dove il cuore desidera, possibilmente avendo ben chiaro cosa è il cuore. Senza quello siamo dei sepolcri ambulanti.

      1. Invece io penso che il vero contributo che dai vecchi ci si può (e ci si deve) aspettare sia proprio la saggezza: non tanto perché mi dicano com’è fatto il mondo (da mio nonno non prenderei lezioni d’informatica, certo), ma perché mostrino che il tempo può portare frutti di serenità.

    1. giuliana z.

      Appunto, Cyrano… io mi aspetto quei frutti, quel contributo. E’ che oggi ci si preoccupa solo di come giungere sani alla veneranda età e basta. Ce ne fossero come Clint Eastwood che si portano degnamente le rughe e sanno dire cose sensate e belle!

  9. azzurra

    non ho ottant’anni, spero di arrivarci (ma anche no), eppure guarderei i film con clint eastwood (anni ottant’uno, ndr) – tipo “gran torino” – ogni santo giorno.

    o laura, che c’entra la bellezza di un film con l’età degli attori?

  10. Barbara Favi

    Ecco la presentazione di un interessante saggio sulla vecchiaia (femminile e maschile) in Italia. A me e’ piaciuto molto, ve lo consiglio

    (E comunque si’, Il pranzo di ferragosto e’ un film bellissimo)

  11. Daniela Yeshua

    Sono cresciuta con il continuo desiderio di un nonno, e di una nonna.
    Non li ho intravisti che per pochissimo e portando un 25 di scarpette.
    Mi rifaccio oggi, senza consanguineità, ma con un godimento senza pari, anche se non sono capaci di ricordare come giocare a bingo.
    Non ho visto il film ma il nostro secolo è l’unico che non tenga al primo posto familiare la figura anziana. E anche se la saggezza è una cosa e la sapienza un’altra, i vecchi sono capaci di una tenerezza che neppure i bambini sanno ipnotizzarti in cuore.
    Io non credo che diventerò mai vecchia, anagraficamente non mi vedo più vecchia di adesso. E non solo perchè giaccio inclinata – nasino all’insù verso il cielo, chiaro – nella piega che non vedrò mai mio padre vecchio:
    se addirittura Sartre ha intuito che “l’unica gioia possibile è nel sentirsi amati”, allora mi struggo tutte le volte che per qualcuno la vecchiaia non è l’ennesima possibilità in più.
    Io quando vedo un vecchio vedo solo mio padre come sarebbe stato.
    Sono così “condannata”, oggi, – 🙂 – a vedermelo svolazzare attorno sempre sulla trentina.
    Perchè in Cielo siamo tutti sulla trentina: dentro il cielo di domani che ci attende, più sgabinati e felici che mai.

    -Io non vedo l’ora.

  12. Laura C.

    La mia nonna Rosina è morta a 92 anni, classe 1911. Aveva fatto, mi pare, soltanto i primi due anni delle elementari. In compenso si è fatta anche due guerre… Nel 1940 è nata mia madre, che ha visto per la prima volta suo padre (il mio carissimo nonno Vittorio) quando aveva 5 anni. Mio nonno è stato prigioniero in Jugoslavia per più di un anno e quando è tornato a casa pesava 45 chili…
    La mia nonna non era particolarmente colta nè saggia… Ma aveva una risata sincera e contagiosa! Si, nonostante ne avesse passate di tutti i colori, l’ho sempre vista sorridente, anzi, di più: felice! E anche quando ha dovuto abbandonare la sua casa e il suo paese nel Veneto per trasferisi a casa di mia mamma in città, non si è mai lamentata… In 14 anni mai una lamentela, nè con mia mamma, nè con noi nipoti, nè con Dio…
    Che esempio è stata proprio per me, che prima ancora di pensare sono pronta a lamentarmi “per questo, questo e quest’artro motivo!”.
    Grazie nonnina!

  13. claudia

    Come ti capisco Laura C…!
    @ Daniela, così come ho visto mia nonna spegnersi a 98 anni, altrettanto ho vissuto la tua esperienza di non vedere mia madre invecchiare perchè ci ha lasciati quando aveva 41 anni, ma non per questo non vorrei invecchiare…,anzi vorrei raggiungere quel traguardo che mi ero prefissata per la nonna, festeggiare i 100 anni con la lucidità che l’ ha accompagnata fino alla sera del 25 dicembre 2011.
    Ti assicuro che ho sofferto di più per la perdita della nonna che non della mamma, perchè in fondo la madre ha sostituito la figlia nel ruolo materno.
    Probabilmente, per tua fortuna, non hai avuto un’altra perdita importante da costringerti a superare la mancanza del tuo papà, ma spero che presto tu possa guardare la vecchiaia con più serenità.

    1. Daniela Yeshua

      Grazie, Claudia, sei dolce. Al solito ero troppo criptica e credo di non aver dato a comprendere quanto provavo in merito.

      -Io vorrei invecchiare eccome, anzi. Dicevo piuttosto che non m’immagino vecchia.
      -Amo la vecchiaia sin d’ora, ecco perchè scrivevo che mi addolora non poco sentire tanti anziani che si lamentano di tale tempo.
      -Ritengo qualsiasi tempo della vita un tempo suscettibile d’essere vissuto serenamente se se ne ha il senso.
      Io poi sono cristiana.
      Ho proprio sfacciatamente il Senso.

      -E comunque ci sono state anche altre “perdite importanti” nella mia vita mignon. Ma non scalfiscono di una libbra la carne macinata – la mia – nel mentre: rimango in piedi e serena per una grazia che non è mia, che m’è stata data, e per cui sono irreversibilmente grata.

  14. a parte che Sartre ha fatto un collegamento moooolto complicato (sentirsi amati=gioia, come se fosse facile sentirlo), ma io che fatto le ferie con un gruppo di anziani (già io lo sono, ma loro lo erano molto di più), posso assicurarvi che loro ci insegnano che è molto più semplice gioire: basta smettere di guardare con gli occhi e farlo col cuore.

  15. Bel post.
    E viva le espressioni che travalicano le generazioni! Nella società contemporanea ci si fa troppo spesso ingabbiare dall’apparenza..

  16. guido

    18 AGOSTO
    Visto che gli altri figli il giorno del loro compleanno sono stati citati da Costanza nei post, per giustizia paterna faccio gli auguri alle plingipesse Livia e Lavinia che oggi compiono 5 anni!

    1. giuliana z.

      Ciao Guido!!!! auguri alle principessine, che per inciso, hanno un solo giorno di differenza dal mio principino, qundi auguri anche al mio!

  17. Auguri a Livia e Lavinia, per una delle quali ho un blingibe in erba, assai cavaliere quando vuole, già approvato dalla mamma, che se vogliamo fare un matrimonio combinato io ci sto…
    Io sono di nuovo fuori dalla portata del mio infelice gestore telefonico… Leggo a stento i post… I commenti non sempre!
    Ho pregato per tutti voi al Santuario di Barbana…
    Il post è bellissimo. Ho avuto delle nonne fantastiche e ringrazio il Signore per questo. La nonna paterna, veneta di origine, mi ha trasmesso l’amore per quest’Italia. Io a volte andavo a trovarla in pausa pranzo, abitava con una badante vicino all’università, in un appartamentino affianco a quello di mia zia. Ero ragazza, mi facevo raccontare della guerra, delle montagne, dell’Italia. Amo vedere le vecchie foto. Oggi me la ricordo molto vecchia, ma se penso, me la ricordo “nonnina” da quando ero una bambina. Adesso vedo certe signori quasi settantenni, i nonni dei nostri figli insomma, che faccio fatica a inquadrare. Per l’aspetto salute/apparenza ben venga (lasciando fuori quelle doble face liceo/museo). Parlo proprio del binomio esperienza/ saggezza… Alcuni nonni odierni vogliono essere talmente avanti che mi fanno paura…
    Ed io come ci arriverò??? Mi domando spesso e nel frattempo cerco di non considerarmi ancora una ragazzina… Noi che apparteniamo alla generazione bamboccioni… Aiuto!

  18. Io ci ho riflettutto. Va bene, mettiamo anche che ci credessi a Gesù, a Dio, alla Madonna, ai Santi, al Papa, a padre Emidio, e via discorrendo, ma io non mi sento tenute a adorarle tutte questi esseri divini, 1) prima cosa percheè mi sembrerebbe una mancanza di rispetto verso di loro tutti di pensare che loro fossero interessati alla mia adorazione
    o a quella di chiunque altro 2) non ritengo di avere ricevuti nessu favore da queste creture eccelse e nemmeno ritengo di avere fatto cose di male per cui dovrei chiedere perdono a loro e adorarle ancora di più perchè magari fossero comprensive indulgenti affettuose con me e con gli altri 3) l’unica cosa di male che potrei avere fatto nella mia vita, almeno credo, è desiderare di unirmi alle io uomo, al dei corpi di donne, ma non credo neanche questa che sia colpa (e senz’altro non grave)se sono stato fatto con il membro apposito da copulazione. Concludendo, se uno è in debito non sono io, ma LUI,

    1. Adriano

      Lacorsianumerosei,

      Interessante intervento. Per quello che possa servire, ti posso dire che la fede, proprio perché fede, non è dimostrabile. Né attraverso i miracoli (che sono inspiegabili alle conoscenze *attuali* della scienza) né con dissertazioni filosofiche o logiche, né in modo scientifico.

      L’unica cosa che si può dire è che “conviene” credere in modo forte e netto. Primo perché è bello avere la certezza di essere nel giusto: si vive decisamente meglio (almeno, suppongo sia così, guardandomi attorno e leggendo vari commenti in questo blog), si prendono decisioni senza tentennamenti, si ha una via ben tracciata (anche se non da te) ed è possibile dare la colpa a Satana del male che ci circonda e la cui presenza, altrimenti, farebbe vacillare (e ha fatto vacillare) anche la fede più incrollabile (“Dio mio, perché mi hai abbandonato?”). Secondo perché, se non credi e poi ti accorgi troppo tardi che esiste un aldilà, sono guai! 🙂 Ma, per quest’ultimo punto, credo basti comportarsi in modo giusto….

      Attenzione, però: sono un “diversamente credente” (e, forse proprio per questo, non godo dei vantaggi dei credenti convinti), quindi tutto ciò potrebbe essere contestato da persone più ortodosse (e convinte)…

    2. Daniela Yeshua

      @Adria’.
      Ma è ‘na cosa privata o si può dire che significa che sei “diversamente credente”?

      Bellina la tua botta di speranza ad Alvisù.
      Per me è sempre interessante che qualcuno senza fede spieghi cos’è la fede a chi vorrebbe avere fede.

      [Stai approfittando TROPPO delle ferie – dal blog – di Ale, questa è la verità. Ma vedi che torna eh. Io non farei troppo il simpatico fossi in te
      – 🙂 – ]

    3. Daniela Yeshua

      @ “sono un “diversamente credente” (e, forse proprio per questo, non godo dei vantaggi dei credenti convinti”

      ADRIA’,

      al momento godi solo del vantaggio della mia sonnitudine.
      Praticamente mi batti per sonno.
      Una fila di bischerate la tua che mi fa cadere le braccia ma meno velocemente delle palpebre.
      Mo dormo ma domani stai all’erta, sciocchino.
      (Ah, se t’avessi qui… a morsi ti prenderei. Ma vedi che robaccia astroburgica mi tocca legge’. So’ troppo sonnacchiosa mo. )

      -C
      l
      i
      c
      k
      .

      1. No, non credo proprio “fai-da-te”: gli ho notato, una volta o due, la metodologia anglosassone nelle citazioni scritturistiche. Tutto sommato pensa troppo per essere un TdG, ma anche per essere uno di queste nuove sette “evangelicals”: magari è un luterano! 🙂 I miei protestanti preferiti!
        Speriamo, su, così la finisce di usare st’espressione fastidiosa…

    4. Adriano

      “diversamente credente” significa che credo ma non in modo ortodosso. Significa, per esempio, essere convinti che sia corretto promuovere l’uso del preservativo, checché dicano le autorità ecclesiastiche, le quali per me non sono un vero esempio di coerenza, in queso e altri campi.
      SSignifica non avere tutte queste certezze.
      E no, non significa non avere fede, né essere credente fai da te.

      Buona notte! 😉

      1. Non avere certezze! Questa sì che è una certezza granitica!
        Non avere dogmi! Perdindirindina, questo è il dogma dei dogmi…
        La fede pura… ah, respiro!

      1. peccato, non ero ironico quando dicevo che tutto sommato sono quelli che preferisco… :-O ma allora non sarai mica di quelli che “non preferisco”?! :-O

    5. Adriano

      “ma allora non sarai mica di quelli che “non preferisco”?! :-O”

      Non sono in nessuna di queste categorie. Sono… “diversamente credente” e basta! 🙂

  19. Fefral

    Essere creditori nei confronti di Dio…
    C’è stato un tempo che io mi sono sentita in credito con Dio, ma davvero. Ora sorrido: che bisogno c’è di sentirsi in credito con Dio quando in quanto figli abbiamo diritto a tutto?

  20. guido

    Grazie a tutti degli auguri: Azzurra, Laura C, Danicor, Scriteriato, Luigi (auguri a tua moglie ma sempre forza Roma) e Giuliana (auguri ma chi compie gli anni Ciro o Riccardo?)

    1. Daniela Yeshua

      Guido, non vale. Ora che sento che tu sia le stesse manine digitanti dell’ Admin non posso + provarci anche con te.
      E comunque le volevo pure io le gemelle. Mai un minimo di solidarietà eh? Cristiani del cavolo. Pensate solo al vostro orticello.

      (Un bascetto di auguri in ritardo anche da parte mia e anche per gli altri folletti figli di sottomessi, ANCHE SE LA ROMA FA PIETA’ 😛 )

      [ SONO BELLISSIME LE VOSTRE GEMELLE, GUI’….. Dio vi benedica di tutto cuore, e una preghiera anche per me sparatevela ogni tanto tu e Constance. Vi abbraccio]

    2. giuliana z.

      Ciro, che è nato il 17 agosto 2006! giorno memorabile… io semi-distrutta dal parto e mio marito che non lo voleva prendere in braccio per paura che si rompesse…. sono soddisfazioni!

  21. @Alvise
    “Mettiamo che io credessi” – questa premessa non può supportare un pensiero sensato giacché parte da un’ipotesi e non da un’esperienza. Credere in Dio significa sperimentare in ogni momento della nostra vita il suo amore e accoglierlo e benedirlo per questo. Quando sperimenti l’amore la Fede è anche facile e viene naturale, poi ci sono momenti della vita in cui tutto sembra andare storto, salute, dispiaceri, separazioni, disgrazie, depressioni e allora ci vuole Fede con la F maiuscola per resistere alle tentazioni di disperarsi e poi ci sono i momenti di aridità del cuore in cui è necessaria la preghiera costante per riassaporare la pienezza dell’Amore. Buona notte.

    1. Daniela Yeshua

      Luigiottooo buonanotte a te 🙂

      (Proporrei – insieme a Paul Bratter – di andare tutti nel letto di Adriano a fargli un cappottone esagggerato. Credo lui adesso abbia spento il pc e si sia messo bellino bellino a fare ninnetta a panzetta all’aria.
      Lui’, Paul: tutti a fare un CAPPOTTONE IMPROVVISO ad Adriano! E ia, na piccola vendettina per aver taaanto osato con Alvisù… Su su, cappottone improvviso ad Adrianoooooooooooooooooooooooooo!!!!!!!!!

  22. Daniela Yeshua

    ( Si, si è confermato: cappottone a Adriano.
    Voi avviatevi..io mo ven…
    -…ronf…
    io sto prendendo la rincors…
    – ..ronf ronf…
    Ma po’ perchè “ciao bella” a me e “ciao bellissima” a Giuliana, ah, Lui’ ah? No perchè secondo me

    -RONF.)

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