Lettere al tempo dell’Ipad

di Maria Elena Rosati   trenatamenouno

Cinque anni fa veniva presentato il principe degli smartphone, quello con la mela per intenderci. Molto più di un telefono: uno strumento che ha spalancato le frontiere della comunicazione, semplificato l’approccio alla telefonia, rivoluzionato il modo di ascoltare la musica, di vivere lo spazio e il tempo e, sospetto, anche il modo di versare il ketchup sulle patatine.

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Puntodivistamente parlando

di Cyrano

Ma a chi è venuto in mente di mettersi a scrivere un post in autobus, col mal di testa montante e con una ressa che ‘manco le sarde? Ah, già, lo so: a me. Pazienza, continua a leggere

Sarò breve

di Paolo Pugni

In un vecchio film della mia generazione, dove un pugno di attori allora giovani dava il meglio di sé in una vicenda più teatrale che cinematografica, Jeff Goldblum interpreta il ruolo di un giornalista, che ad un certo punto dispensa la regola d’oro della pubblicistica: “mai scrivere un pezzo più lungo della cag…. media di un americano” (absit iniuria verbis). continua a leggere

Un giorno, per sempre

di Jane

Un ragazzo e una ragazza si incontrano, un giorno. Appena laureati, ubriachi, dopo aver festeggiato come di dovere uno dei giorni più belli della vita, si ritrovano seduti sullo stesso letto a chiacchierare in attesa di smaltire la sbornia, attratti l’uno dall’altra da qualcosa di indefinito. Si trovano a guardarsi negli occhi e a dirsi “Proviamo a restare amici”. continua a leggere

La forza degli altri

di Costanza Miriano

Se potessi mangiare, per dire, cartoncino bristol, potrei fare la spesa una volta ogni due mesi, cucinare sempre meno e con gli avanzi fare i lavoretti di Natale. Purtroppo, infatti, ho la sensibilità gastronomica di una ruspa e il cibo per me è principalmente una massa da ingerire rapidamente per generare calorie con cui fare le cose e soprattutto curarmi delle persone che mi stanno a cuore. Questo a parte alcuni miracoli della natura come il salame, i canestrelli biellesi e il cheese cake della mia tata, che consumo a metri cubi, a camion direi. Lo so, sono una persona ignobile, tanto più che sono una madre di famiglia, e della mia inettitudine risentono i miei cari. continua a leggere

I ♥ NYC Marathon

Oggi a New York si celebra, ehm si corre la maratona. In un’altra vita ( 1998) Costanza e il marito fecero uno speciale per RAI International (andato in onda anche su rai tre). Per chi volesse dare un’occhiata, questo è il link. Dura 46 minuti, ma basta vedere qualche secondo e fingere di avere apprezzato…

commenti

Che Bella!

di Costanza Miriano

Mio marito sostiene che una persona che abbia nella sua vita acquisito un accettabile livello di dignità e riserbo dopo una certa età non festeggia più il compleanno come alle medie, col pranzo buono cucinato dalla mamma e i panini per gli amichetti e i regali e le candeline. Io devo essere totalmente priva di dignità e riserbo, perché se fosse per me festeggerei come alle medie, col divano spostato per ballare e le calze fine e le zie che telefonano. continua a leggere

La musica del Maestro

Maria Elena già la conoscete, il suo blog è sbocciato, a noi non resta che cogliere (leggi rubare) i suoi bellissimi post.  

di Maria Elena Rosati         trentamenouno

 
Lo sapevo che sarebbe finita così. Era chiaro fin dall’inizio.

Ho voluto rivedere la scena finale dal film “Il pianista” di Roman Polanski (Lo conoscete? È la storia vera dell’odissea di un pianista ebreo nella Varsavia occupata dai nazisti – se non lo conoscete lo consiglio caldamente). Il pianista, che per tutto il film è rimasto nascosto, e un generale nazista si incontrano faccia a faccia. continua a leggere

Diversamente giovani


di Jane
Alzi la mano chi guarderebbe mai un film in cui la protagonista più giovane ha 80 anni. Pochi, credo, forse solo quelli che hanno quell’età. E invece ho visto un film che vale mille di quelle commediole italiane di successo ingiustificato. Un film fatto con quattro soldi, che dimostra come si possa tenere incollati alla televisione per un’ora e venti facendosi tante, tantissime risate dall’inizio alla fine. Risate sane, di quelle che non si fanno molto spesso, risultato di dialoghi realistici e di situazioni comiche, in cui tanti potrebbero dire di essersi trovati. Sto parlando del film Pranzo di Ferragosto. continua a leggere

Le mani vuote

di Jane

Se il mio amato Alberoni, massimo esperto dei processi sentimentali umani, leggesse quello che segue, probabilmente da domani inizierebbe a scrivere e a tenere convegni sul processo che porta dalla speranza alla disperazione, con una mia gigantografia alle spalle e i servizi segreti sulle mie tracce. Ma si sa, quando si parla d’amore, è difficile farlo senza metterci un po’ di se stessi. Io però, quando Alberoni scrive o parla, pendo dalle sue labbra, giuro, cercando di assorbire il più possibile il suo sapere sull’argomento, e cercando di apportare ulteriori chiarimenti nella mia testolina sulla macchinosissima e complicata e irrisolvibile questione eterna su che cosa l’amore sia. Poi però, se non capisco quello che vuole dire, che colpa ne ho?

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The Eyes of the Tiger

di Jane

Dopo cinque anni di filosofia, passati a discutere duemilacinquecento anni di fondamentali problemi esistenziali, epistemologici, ontologici, antropologici, etici, uno degli insegnamenti più illuminanti per la mia vita l’ho trovato nel film Una donna in carriera. E’ bene che lo sappiate subito: forse non scriverò un solo post che non abbia almeno un riferimento/citazione/consiglio di origine cinematografica. Questo non perché non vi siano fonti molto più autorevoli, cinque anni di Liceo Classico e altrettanti di Università si suppone che ti lascino qualcosa di un po’ più profondo, un segno di distinzione, una cultura più elevata rispetto alla media, almeno qualche vago ricordo di chi fosse Omero e dove si mettesse l’accento (insomma, giuro che non ho sempre copiato dalla mia compagna di banco Francesca, anche se ha avuto un ruolo salvifico in numerose occasioni).

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Il mio vicino di panca

Oggi al posto del messale ho infilato nella borsa il mio beauty con i trucchi. Stessa forma rettangolare, stesso colore rosa antico (quando una è rosa dentro è rosa dentro), vorrei dire stessa imprescindibilità per la mia esistenza, ma sarei blasfema. Per quanto, la lettura del giorno me la posso recuperare dalla Bibbia con un qualsiasi calendario liturgico, mentre dove lo trovo un Carbon della Mac, una cipria LeClerc, un correttore Studio 13 in caso di emergenza?

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Il papa che non prega

Siccome la settimana è santa, ma io no, lo dico: Nanni Moretti mi annoia mortalmente ormai da molti film. E questo probabilmente depone un’ombra di scarsa nobiltà sulla mia decisione, che è la seguente.

Ascolterò il mio istinto, nonché autorevoli consigli come quello della Cei (e di Camillo Langone) e non andrò a vedere il suo film, investendo le oltre tre ore di tempo in qualcosa di più proficuo (pettinare le Barbie), per non parlare dei soldi per la baby sitter (mollette per Barbie, direi).  Noi cattolici il Papa ce l’abbiamo già, e ha un cervello grosso così; non abbiamo nessun bisogno di andare a vedere Habemus Papam.

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Maschi e femmine. E il pollo.

Gentile Buitoni spa, con la presente mi candido al premio Casalinga Mentecatta 2011. L’anno non è finito ma non credo troverete di meglio. Voi infatti avete inventato il prodigioso Saccoccio nel quale chiudere del pollo e risolvere brillantemente il problema della cena anche se si ha poco tempo. Non immaginavate che ci fosse una donna tanto negata in cucina da bruciare e rendere inservibile il sacchetto solo infilandolo in forno. Beh, quella donna sono io.

In attesa di vostri riscontri invio cordiali saluti.

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